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Sottomessa al Piacere-Natale perverso-Cap3#6
giorgal73
13.04.2026 |
14.697 |
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"Intanto Claudia, poggiata sotto, morde davvero le natiche della compagna, le distrugge di baci, morsi e carezze..."
Natale perverso capitolo 3 - la cenaPARTE 6
*** DANIELA ***
Vedere inculata la mia schiava mi fa vibrare fino al midollo, un calore liquido che serpeggia dalla base della spina dorsale fino alla nuca. Anche io voglio dominare come i due gay porci, sentire quella resistenza carnale cedere sotto la mia spinta. Il culo di Claudia mi reclama, quella curva pallida e perfetta che si contrae in attesa.
Afferro lo strap-on trasparente di plexiglass con le borchie di acciaio che scintillano sotto la luce ambrata della stanza, ogni borchia una promessa di piacere brutale. Inserisco il cazzetto più piccolo nella mia figa già umida e pulsante, rabbrividendo quando la parte fredda tocca le mie labbra interne, e stringo le cinghie di cuoio nero attorno ai fianchi fino a sentirle mordere la pelle.
Mi avvicino a Claudia con lo strap-on che penzola, minaccioso, dall’inguine. Lei lo osserva con la sicurezza di chi sa che ogni centimetro di dolore sarà comunque una forma di glorificazione; si mette a gattoni davanti al camino, senza nemmeno voltarsi a guardarmi continuando a fissare gli occhi di Michela.
Piega la schiena come una gatta in calore, fa risaltare all’estremo la curva delle natiche e la porzione di carne rosa che pulsa tra le cosce larghe. Vanessa la guarda con adorazione, accarezza la schiena dell’amante con unghie appuntite, lasciando una scia sottile di graffi rossi. Io passo una mano lenta dalla base del collo di Claudia fino al coccige e lì le schiaffeggio il culo, sentendo la pelle che vibra e reagisce come la superficie di un tamburo perfetto.
«Lo sai che non sarò tenera, vero?» le mormoro all’orecchio. Lei sorride senza accennare risposta, abbassa la testa tra le mani, i capelli le ricadono sugli occhi come una tenda sociale. Vanessa apre le natiche dell’amica e le lecca il buco con parsimonia di monaca, poi si fa da parte, le labbra bagnate e lucide di saliva . Con un colpo solo, appoggio la punta del mio cazzo trasparente proprio contro l’orifizio già dilatato di Claudia, poi spingo, lenta ma inarrestabile, sentendo tutta la resistenza che si sgretola e la guaina calda che mi accoglie dentro di lei.
La sensazione è sublime, quasi ultraterrena: le pareti del suo canale mi avvolgono con forza, si stringono e si arrendono insieme, ogni millimetro un gemito soffocato che sale su per la colonna vertebrale di Claudia, la pelle del culo che si arrossa mentre avanzo. Vanessa le tiene la testa, le sussurra parole sconnesse che sembrano anatemi o preghiere; poi le infila due dita nella figa bagnata, la scava subito con la ferocia di chi vuole vedere la donna che ama sciogliersi e perdere controllo.
Io alterno spinte lente, profondissime, a colpi secchi in cui accelero all’improvviso e schianto la del mio cazzo surrogato contro la sua pelle pallida; ad ogni colpo, Claudia emette questo suono: non è un urlo, è una risata strozzata, una ventata di follia incandescente che incendia la sala.
Guardo fuori dal perimetro della scena - vedo i due uomini ancora infilati dentro la mia schiava, la Cagna Insaziabile che si agita sotto il peso di Pierre e Luigino, i plug e i cazzi e i dildi piantati ovunque.
Le cameriere si rotolano a terra, si strusciano tra loro con i vestitini ormai a brandelli la loro pelle già trasuda dei miei orgasmi precedenti, e le bocche non baciano più ma si azzannano con una fame slava che mi fa tremare la mano sul culo di Claudia.
La mia regina, la mia ex schiava, il nemico e la sorella di sangue. Le inforco il culo con una precisione chirurgica, avanzo centesimo dopo centesimo, poi inizio a martellarla sul serio. Voglio sentirle gridare il mio nome, voglio vedere la schiuma tra le sue cosce, lasciarle un ricordo indelebile della notte in cui ci siamo riabbracciate come due belve in catene di broccato e oro.
Claudia non resiste: dopo il terzo colpo inarca così tanto la schiena che Vanessa deve tenerla per la vita per non farla schiantare nel camino. Ogni affondo, godo come la troia che sono. Il finto cazzo entra nella mia figa e nel culo della puttana che sto sodomizzando.
Il suo culo risponde con un rumore sordo, liquido; Vanessa mi lecca l’interno coscia a ogni colpo, poi si mette a succhiare la figa di Claudia senza aspettare che la padrona dica altro. La scena è perfetta: i miei colpi, leccate e ululati, le unghie di Vanessa che disegnano arabeschi rossi sulle natiche in tensione.
«Ancora, non fermarti - , rompimi il culo!» urla Claudia. La voce è roca ma chiara, il comando indiscutibile. Sorrido, mi attivo la funzione vibro del pacco - solo il pensiero mi porta alla soglia dell’orgasmo - e la scopo con la violenza e la maestria di chi non è più solo umana, ma regina tra le regine.
Con la mano destra afferro la chioma ramata di Vanessa, avvolgendola attorno alle dita fino a sentire la tensione del cuoio capelluto sotto i polpastrelli.
«APRI la bocca TROIA,» urlo, la voce che riverbera contro le pareti. I suoi occhi si dilatano, un misto di paura e desiderio mentre le sue labbra carnose si dischiudono tremanti. Le sputo lentamente, osservando la saliva densa formare un filo lucente che cade sulla sua lingua rosea.
Poi estraggo il cazzo finto dal culo di Claudia con un movimento che le strappa un gemito gutturale, la superficie lucida di umori e lubricante. Lo infilo nella gola di Vanessa senza esitazione, sentendo la resistenza momentanea prima che la sua faringe ceda. Inizio così un gioco alternato - dal calore vellutato dell’ano di Claudia alla cavità umida della bocca di Vanessa - mentre gocce di saliva mista a lubricante colano sul mento e sul collo di quest’ultima, creando rivoli lucenti sulla sua pelle arrossata.
Faccio scivolare la base dello strapp-on di tra le labbra di Vanessa, la spingo fino a sentire il bordo urtare contro i denti, la lascio strofinare sulla lingua accesa dall’alcol e dall’umiliazione, neanche fosse una cucchiaiata di caviale trovata la notte di Natale in mezzo all’immondizia.
Vanessa la succhia, l’afferra con forza, ci si strozza sopra, la lecca con movimenti pieni e consapevoli, non la imbocca come una vergine dell’est, la vuole divorare come se fosse il corpo della padrona. Nel frattempo, la mia mano sinistra non lascia tregua a Claudia: la tengo schiacciata giù, le spalanco bene le natiche, la costringo ad aprire il buco a ogni ritorno del cazzo, a ogni ciclo. E quando sento che la carne cede e trema, lo avverto come una percentuale di controllo misurabile.
Il mio sadismo cresce: alterno ogni colpo tra loro, non do tregua a nessuna. Il plug nel mio culo penetra la vibrazione direttamente nel centro nervoso, amplifica ogni sensazione fino all’acufene, alla vista che si screzia.
«Brava, brava, eccola lì che se lo pappa tutto» urlo a Vanessa, la vedo piangere per dignità martoriata, ma so che si bagna come una statua a fontana ogni volta che le strozzano la gola.
Ogni affondo lascia la scia, la saliva e le lacrime colano sul cazzetto trasparente e lo cospargono di bolle e colori. Mi piace la reazione di Claudia: lontana dall’odiare la concorrenza, si esalta, cerca con dita nervose il clitoride mentre l’altra donna le schiaccia il muscolo verso l’interno.
«Cazzo, quanto godo!» grugnisce, la voce roca in falsetto, gli occhi chiusi per non perdere il gusto intenso del bruciore, delle pareti in lotta con l’invasore. Accelero il ritmo, alterno due colpi veloci ad uno lento che lascia la gola di Vanessa in apnea più a lungo; la spingo a tenere il cazzo in bocca fino a quando il respiro soccombe all’istinto di sopravvivenza.
Guardo la mia ex schiava, la Cagna Insaziabile, ed è un trionfo: si struscia la figa sul legno lucido della poltrona e gode davvero nel vedere questa danza di scambio, il corpo della padrona che diventa un bicchiere di cristallo per ogni liquido da condividere.
«Ora desidero provare il tuo culo,» sussurro con voce roca, il sudore che mi cola lungo la schiena.
«Alzati Vanessa, voglio vedere quei glutei tremanti accanto alle natiche arrossate di Claudia. Mi divertirò a infilzarvi entrambe fino in fondo, sentire i vostri muscoli contrarsi attorno al mio cazzo trasparente. Anzi, mettetevi a 69, le tue labbra carnose sulla sua figa grondante mentre io vi penetro una dopo l’altra. Così ottimizziamo il piacere e l’umiliazione.»
Rido, e il suono è lercio, insolente, un colpo di coltello nello stomaco della decenza. Vanessa obbedisce d’istinto, si issa sulle ginocchia, assesta le chiappe perfette accanto a quelle già devastate di Claudia e poi letteralmente si collassa addosso all’amica, guancia contro guancia, le natiche che si sfiorano in una curva densa come la cresta di una bomba atomica. Sentirle gemere in coro è una goduria che mi fa pulsare la figa come un cuore impazzito.
Prendo la mira, appoggio la punta del cazzo trasparente alla soglia del buco di Vanessa, la sento voler resistere per puro sfizio di autoumiliazione, poi cedo subito, apro la carne con decisione e la penetro fino all’elsa.
Un colpo secco e la faccio urlare - ma è un urlo di quelli che ti svuotano tutte le tasche della dignità. Vanessa si agita, sbava, ha lo sguardo annebbiato di piacere acido. Riprendo il ritmo alternato: martello il culo di una, poi salto sull’altra, infilo la plastica e la voglia laddove la carne più cedevole risponde come in uno specchio bluffato. Intanto Claudia, poggiata sotto, morde davvero le natiche della compagna, le distrugge di baci, morsi e carezze.
Vanessa le annusa la figa, le lecca il clitoride esposto e glielo tira tra le labbra come se fosse la fine della razza umana e quello il solo nutrimento possibile. Ogni colpo di cazzo le fa saltare come manici di frusta; il rumore delle natiche che si urtano e il liquame di umori che cola dalle cosce sono la colonna sonora di quest’Inferno breve ma eterno.
*** NOTE ***
---CAPITOLO 3: Tuffo nel 1999 (Recuperate i primi due!)---
Allacciate le cinture: vi porto in un 1999 audace, decadente e senza filtri. Non aspettatevi un raccontino, questo è un romanzo vero e proprio con una forte dose di esibizionismo. Se apprezzate, fatemelo sapere con un pollice in su e un commento!
---La Musa e lo Scrittore---
Questa storia non è autobiografica, ma nasce dalle confidenze reali e bollenti della mia amica "Damabiancaesib" (potete ammirarla qui su a69, cercatela). Altri hanno provato a raccontarla, ma lei ha scelto mia penna, anzi la mia tastiera, per svelare le sue fantasie più oscure. Nessun plagio, solo la magia di trasformare i suoi segreti in letteratura. Io sono "solo" l'autore e vivo senza catene, ma lascio sempre la porta socchiusa a chi sa stupirmi con proposte intriganti.
---A Voi la Mossa---
Incoronatemi Maestro dell'Erotismo con un bel voto, o lasciate un commento spudorato. E se vi sentite audaci, scivolate nei miei messaggi privati: chissà che una proposta indecente non trasformi la fantasia in realtà in qualche Club Privé di Bologna...
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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