Lui & Lei
Nicole&Francesca-1- Ritratti di Seduzione
giorgal73
08.12.2025 |
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"Cazzo, sì» con gli occhi chiusi a metà, la lingua che lecca il labbro inferiore lasciando il segno dei denti..."
*** FRANCESCA *** Sono Francesca, una biondina ventenne di Piacenza con un corpo che sembra scolpito dal peccato più dolce.
Il mio viso è quello di un'innocente perversa, con lentiggini color cannella sparse come zucchero caramellato sulla panna fresca della mia pelle. I miei occhi verde-azzurri, simili a laghi alpini in primavera, hanno lo sguardo di una cerbiatta maliziosa che sa esattamente cosa vuole. Le mie labbra carnose, sempre leggermente socchiuse, sembrano pronte a gemere un "sì" sussurrato nell'orecchio di chi mi desidera.
I miei capelli dorati cascano come seta liquida fino alle spalle, incorniciando un collo pallido e lungo che implora di essere baciato lentamente, centimetro dopo centimetro, fino alla clavicola pronunciata.
I miei seni sono perfettamente rotondi e sodi come pesche mature, coronati da capezzoli rosa turgidi che sembrano implorare carezze e morsi leggeri. La mia vita è così stretta che potresti cingerla con le mani, mentre i miei fianchi si aprono in curve morbide e invitanti.
E il mio culo... ah, il mio culo è un'opera d'arte: rotondo, alto, sodo come marmo caldo, con una fossetta profonda che invita dita curiose e lingue audaci a scorrere giù, esplorando ogni segreto. Le mie cosce sono vellutate come petali di rosa bagnati di rugiada mattutina, le mie gambe sembrano infinite e terminano in piedi piccoli e delicati, color rosa tenue.
*** NICOLE ***
Io sono Nicole, ventidue anni di esplosione carnale, una bomba platino con occhi verde-ghiaccio crudeli come schegge di vetro nell'inverno piacentino. Le mie ciglia finte, lunghe come ali di corvo, sbattono lentamente mentre ti studio come un predatore valuta la preda.
Le mie labbra sono gonfie e lucide come ciliegie mature dopo la pioggia, e la mia lingua rosa scivola deliberatamente sui denti perlati, un invito silenzioso ma inequivocabile. I miei capelli scendono come mercurio liquido lungo la schiena, incorniciando una nuca vellutata che implora di essere morsa fino a strapparmi gemiti profondi.
I miei seni sono delittuosamente pesanti, traboccanti dal pizzo nero come frutta troppo matura, con capezzoli duri color rosa scuro che sembrano implorare succhiate e morsi selvaggi.
La mia vita è sottile come un filo di seta, mentre il mio fondoschiena oscenamente rotondo e morbido rimbalza sotto schiaffi decisi, con il perizoma sottile completamente scomparso tra le natiche, rivelando una fessura profonda, rosa e umida.
Le mie cosce sono piene e umide come petali carnosi, la pancia ornata da un piercing d'argento che cattura la luce, e un triangolo di peli biondi invita lo sguardo verso il basso, promettendo paradisi proibiti.
Questa suddivisione rende il testo più invitante e facile da seguire, senza alterarne il tono sensuale e poetico. Se vuoi ulteriori modifiche o una versione diversa, fammi sapere!
--- Dal Bacio Rubato allo Shooting Osceno ---
*** NICOLE ***
Io e Francesca abbiamo iniziato un viaggio che ha soddisfatto i nostri corpi e le nostre anime, e tutto è iniziato al Lux, quel locale con luci viola pulsanti e specchi che riflettono corpi sudati.
Il basso pompa nelle vene come un secondo battito cardiaco. Io esco dal privé con le labbra gonfie di un bacio rubato che sa di vodka al lampone e la fica che pulsa come un cuore impazzito, già bagnata per il prossimo round. Il proprietario, con quella sua barba curata e camicia di seta blu notte, mi sussurra all'orecchio, il suo fiato caldo di whisky e menta: «C'è Marco, il mio amico fotografo. Gli ho parlato di te, delle tue foto in intimo di pizzo nero che sembrava dipinto sulla tua pelle, quel reggiseno strategicamente abbassato che lasciava intravedere l'areola rosata come un'alba primaverile. Ma gli ho anche detto che non hai mai fatto foto completamente nuda e tantomeno in quelle pose provocanti che lui adora catturare, quelle che fanno sudare gli uomini che sfogliano le sue riviste sotto le coperte».
Ridacchio, la lingua scivola lenta sul labbro inferiore lasciando una scia umida e lucente, e lo vedo attraverso la nebbia di fumo blu e profumo dolciastro di vaniglia misto a sudore: Marco, camicia nera di seta aperta sui primi tre bottoni che rivela un petto color caramello scolpito da muscoli definiti, vene in rilievo sugli avambracci.
I suoi occhi, verde-grigio come quelli di un lupo affamato, mi squadrano dalla testa ai piedi fermandosi sulle mie tette che traboccano provocanti dal top argentato con paillettes che catturano la luce stroboscopica. Mi aggancia al bancone di marmo nero venato d'oro, freddo contro la mia schiena nuda, il suo fiato caldo al sapore di tabacco e liquore sulla pelle sensibile del collo, facendomi venire la pelle d'oca: «Nicole, ho sentito che sei una bomba nelle foto, che fai impazzire l'obiettivo come nessun'altra. Che ne dici di uno shooting esclusivo nel mio studio? Lingerie di pizzo francese, pose hot sui lenzuoli di seta nera importata, mille euro facili in contanti nuovi di zecca».
Sento la fica contrarsi violentemente, un'onda umida e calda che bagna il perizoma di pizzo fino a renderlo trasparente.
Socchiudo gli occhi e mi passo la lingua sul labbro inferiore, lasciandolo lucido di saliva. «Accetto», sussurro con voce roca, avvicinandomi al suo orecchio fino a sfiorarlo con le labbra carnose, «ma non vengo sola. Porto un'amica». Indico con un dito dalla manicure perfetta verso la pista da ballo dove Francesca si muove come una pantera in calore.
Marco segue il mio sguardo e rimane ipnotizzato: lei ondeggia sotto i riflettori blu cobalto che le accarezzano la pelle d'avorio, il suo culo perfettamente rotondo che pulsa nel vestitino nero così aderente da sembrare dipinto, la scollatura che rivela l'inizio dei seni sodi ad ogni movimento. «Cristo santo», mormora lui con voce roca, la mano che stringe il bicchiere fino a far sbiancare le nocche, «mi sembra un'idea... meravigliosa. Portala pure».
Vedo il suo pomo d'Adamo sussultare mentre deglutisce, e già immagino le voglie primitive che Francesca scatenerà in lui e nei suoi clienti più affamati, uomini con portafogli gonfi e cazzi duri.
*** FRANCESCA ***
Nicole riesce sempre a convincermi con quei suoi occhi che brillano di malizia quando ha un'idea proibita. Mi trascina in questa avventura con la stessa facilità con cui mi ha trascinato in quel locale la prima volta, sussurrandomi promesse eccitanti all'orecchio.
Non vuole andare da sola a fare le foto da questo Marco che ha appena conosciuto al Lux e mi ha chiesto di accompagnarla, stringendomi la mano con quelle sue unghie laccate di rosso che mi graffiano leggermente la pelle. Dico sì perché con lei tutto diventa eccitante, pericoloso, proibito.
Siamo qui in questa villa fuori città, con il vialetto di ghiaia bianca e le finestre alte che sembrano occhi che ci spiano, ma lei sparisce nel set fotografico al piano di sotto seguendo Marco e il suo assistente, mentre io resto in una saletta con divano di velluto bordeaux consumato e una bottiglia di prosecco ghiacciato che suda goccioline fredde tra le mie dita.
Bevo un sorso di prosecco che mi brucia la gola, mi annoio sul velluto bordeaux che mi graffia le cosce nude. La mia mano scivola distratta sotto l'orlo del vestito, trovando il bordo in pizzo del perizoma rosa Victoria's Secret, già umido contro la pelle.
Le dita premono sul clito gonfio e pulsante, piccoli cerchi che mi strappano sospiri mentre immagino cosa stia succedendo al piano di sotto. Sento i lampi dei flash attraverso il pavimento, risate maschili, Nicole che geme piano nelle pose provocanti.
La mia fica pulsa di invidia e desiderio represso, voglie che crescono come fiamme tra le mie gambe: vorrei essere lì, esposta sotto quelle luci calde, desiderata da quegli sguardi affamati, libera di toccarmi davanti a occhi che mi divorano, sentendo il potere che viene dall'essere oggetto di lussuria incontrollabile.
*** NICOLE ***
Sono qui sul set della villa, le luci calde mi avvolgono come mani invisibili, accarezzando ogni curva del mio corpo. Il reggiseno di pizzo nero mi schiaccia le tette pesanti, facendole traboccare sopra le coppe in una scollatura profonda che potrebbe ingoiare interi desideri.
I capezzoli sono già duri come spuntoni rosa scuro, premuti contro il tessuto sottile, implorando di essere sfiorati, succhiati, morsi fino a farmi inarcare tutta. Sento il formicolio familiare, quel calore che sale dal basso, mentre il perizoma nero – un filo inutile – mi entra dentro tra le chiappe, già bagnato di umori, sfregando contro la mia fica gonfia e pronta.
Cazzo, adoro questa sensazione, essere esposta così, come una bomba a orologeria pronta a esplodere. Ogni scatto è un preliminare, mi fa pulsare la fica come se Marco mi stesse già scopando con gli occhi.
Marco, dietro la macchina fotografica, mi guida con quella voce rauca che mi fa venire i brividi: «Piega, Nicole, spingi quel culo in fuori, fammi vedere quanto è rotondo e morbido».
Obbedisco con un sorriso lento, sexy, inarcando la schiena in una posa da gatta in calore, le mani sui fianchi sottili, il culo alto e sodo che ondeggia leggermente, rimbalzando quel tanto da far sparire il perizoma nella fessura profonda.
Le natiche si aprono un po', rivelando il rosa bagnato tra le cosce, e gemo piano «mmh, sì» mentre ogni flash mi colpisce come un tocco fantasma, elettrico, che mi fa contrarre i muscoli interni. Se continua così, avrò un orgasmo solo posando. Immagino un cazzo duro che mi sfonda qui, ora, mentre tutti guardano.
Poi cambia: «Apri le gambe, Nicole, più larga, fai vedere quelle cosce piene e toniche». Mi metto in posizione, gambe divaricate come se stessi invitando qualcuno a inginocchiarsi tra di loro, la piega umida sotto il culo che si crea quando stringo, calda e invitante per una lingua vorace.
La mano scivola lenta sul collo pallido, giù sul seno, stringendolo appena per far traboccare di più le tette, poi sulla pancia piatta dove il piercing d'argento brilla sotto le luci, fino al bordo del perizoma. Infilo due dita sotto il tessuto, solo un accenno, muovendole piano piano contro la fica lucida, gemendo «ah... cazzo, sì» con gli occhi chiusi a metà, la lingua che lecca il labbro inferiore lasciando il segno dei denti.
Marco scatta furiosamente, il suo respiro accelera. Lo sto facendo impazzire, lo sento. Potrei scoparmelo qui, sul set, ma no... tengo la voglia per dopo.
Finito lo shooting, mi rivesto piano, ma Marco mi ferma con uno sguardo famelico: «Sei nata per questo, Nicole. Hai un corpo da pornostar, quelle tette che traboccano dal reggiseno come frutta matura, capezzoli che puntano dritti contro il pizzo quando ti ecciti. E quel culo, perfettamente rotondo, sodo, con quella fossetta alla base della schiena che fa impazzire chiunque. Torna domani, stavolta faremo cose più serie. Scene vere, con cazzi grossi e venosi che ti riempiranno fino a farti urlare, mentre la telecamera catturerà ogni goccia di sudore che scivola tra le tue cosce tremanti».
Annuisco lentamente, mordendomi il labbro inferiore fino a lasciare un piccolo segno rosso. Sento la fica pulsare come un cuore impazzito all'idea, un calore liquido che mi bagna il perizoma già umido.
Le voglie divampano come fiamme incontrollabili tra le mie cosce: Sì, cazzo, sarebbe stratosferico. Voglio sentirmi piena fino in gola, scopata senza pietà contro il muro freddo, urlare fino a restare senza voce mentre mi pompano da dietro, le mani che mi stringono i fianchi fino a lasciarmi lividi.
Ma prima che possa rispondere, noto che i suoi occhi si spostano verso le scale di marmo bianco, dove sa che c'è Francesca di sopra, probabilmente annoiata sul divano bordeaux.
Marco si avvicina, il suo respiro caldo sul mio collo mentre sussurra con voce roca: «La tua amica... è vero che anche lei ama il cazzo e che scopa da dio, come una troia insaziabile?» Mi domanda, già al telefono con un amico poliziotto che pattuglia l'incrocio di Fiorenzuola d'Arda, le sue dita che sfiorano la mia coscia nuda mentre parla.
«Falla fermare stasera, con la scusa di un fanale rotto. Vedi se è vero, se si offre come una puttanella bagnata e pronta». Ridacchio dentro di me, la lingua che mi umetta le labbra gonfie, povero poliziotto, non sa cosa l'aspetta. Sarà la mia amichetta ad averla vinta, godrà da morire, la fica stretta che pulsa attorno a quel cazzo sconosciuto, bagnata e libera come una gatta in calore.
Il piano è in moto, e io non vedo l'ora di trascinarla nel nostro mondo di piacere crudo e senza filtri, dove ogni buco è un invito e ogni gemito un'ode alla lussuria più sfrenata.
--- CONTINUA ---
*** NOTE ***
Il racconto che avete appena finito di leggere è nato da una richiesta di un utente di A69: mi ha passato una traccia bollente e mi ha chiesto di trasformarla in una storia vera, lunga, senza filtri.
Il 99% è pura invenzione mia, anche se, come sempre, qualche eco del mio vissuto personale scivola tra le righe (chi ha letto gli altri miei racconti lo riconoscerà subito).
Lo stile è quello che ormai conoscete: dettagliato fino all’ossessione, riflessivo quando serve, spudoratamente pornografico quando deve bruciare. Ho lasciato che a parlare fossero loro, Nicole e Francesca, con le loro voci diverse, i loro desideri che si intrecciano, le loro paure che si sciolgono nel piacere. E, come accade ogni volta, quello che doveva essere un capitolo è diventato un piccolo romanzo intero.
Non è una cronaca delle mie notti reali (ahimè), ma è comunque un pezzo di me: la mia ossessione per i corpi, per le parole crude che diventano carezze, per la libertà sessuale senza vergogna né rimpianti.
Adesso tocca a voi.
Voglio commenti lunghi, sinceri, carichi di desiderio. Ditemi cosa vi ha fatto tremare, cosa vi ha fatto bagnare o indurire, cosa vorreste leggere nel prossimo capitolo o nel prossimo romanzo. Proposte audaci, scene che sognate, dettagli che vi manca vedere. Io leggo tutto, rispondo a tutto, e spesso prendo spunto.
Aspetto le vostre parole… possibilmente altrettanto sporche e sincere delle mie.
Se poi siete delle fanciulle disinibite e avventurose, scrivetemi e ci conosceremo, magari creando qualche avventura pazzerella in qualche club di Bologna o altrove.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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