bdsm
Sottomessa al Piacere-Marchiata nell'anima#4
giorgal73
17.11.2025 |
14.137 |
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"» Vedo Giorgio prendere uno sgabello di metallo cromato e sedersi davanti alle mie gambe spalancate come un ginecologo perverso..."
*** MICHELA ***Giorgio mi afferra per i fianchi con le sue mani callose, le dita affondano nella mia carne morbida lasciando impronte bianche che diventano rosse. Mi posiziona sopra Marco con movimenti decisi, facendomi sedere sul suo cazzo turgido e venoso, dando le spalle al ragazzo che ansima. Il mio culo, ancora dilatato e lucido di lubrificante, accoglie la sua erezione con un'oscena facilità, inghiottendola fino alla radice come un frutto maturo che si spacca sotto pressione. Un piacere profondo e bruciante mi risale lungo la spina dorsale, facendomi gemere con voce roca e spezzata: «Oh cazzo, sì... riempimi!» Giorgio si mette di fronte a me, il suo corpo massiccio che blocca la luce, mi solleva le gambe tremanti sopra le sue spalle larghe e coperte di peli scuri, e con una spinta brutale e precisa infila il suo cazzo nel mio culo già occupato, accanto a quello pulsante di Marco, dilatandomi oltre ogni limite umano, la pelle che brucia e si tende come un elastico sul punto di spezzarsi.
«Aaaaahhh! Mi state spaccando in due, bastardi... ma non fermatevi!» urlo, il dolore lancinante che si mescola a un piacere animalesco e primitivo, le pareti interne bruciano e pulsano. Mi insultano con voci intrecciate in un coro perverso: «Puttana schifosa, sei solo un buco da riempire, un giocattolo rotto!» ringhia Giorgio, spingendo con forza. «Cagna in calore, prendi tutto e implora per di più, fammi sentire quanto sei larga!» aggiunge Marco da sotto, i fianchi che pompano su. Si eccitano come bestie in calore, scopandomi il culo con un ritmo brutale e sincronizzato, i loro cazzi che si sfregano dentro di me, riempiendomi fino all'orlo. Daniela si avvicina, le sue cosce spalancate sulla mia bocca tremante.
«Lecca, schiava mia, assaggia il tuo premio,» ordina con voce vellutata ma autoritaria, e io obbedisco famelica, la lingua che scivola sul suo clitoride gonfio, girando intorno con devozione, il sapore dolce e acre della sua fica che mi fa gemere contro la sua carne. Daniela viene con un gemito profondo, il suo orgasmo mi inonda la bocca in un getto caldo e viscoso che ingoio avidamente, mentre Giorgio e Marco sborrano litri di sborra bollente nel mio culo, il calore che mi riempie e trabocca, un piacere che mi fa tremare tutto il corpo, anche se non riesco a venire una seconda volta – stremata, ma felice come una cagna sazia, il mio buco pieno e pulsante, la mia anima incatenata a Daniela.
*** GIORGIO ***
Sentire il mio cazzo pulsare accanto a quello di Marco nel suo culo è paradiso terrestre: stretto come un guanto di pelle bagnata, caldo come lava incandescente, e le sue urla gutturali, animalesche, mi fanno venire come un vulcano in eruzione, la sborra che sale inarrestabile lungo l'asta venosa. Daniela che le inonda la bocca con i suoi umori femminili, densi e perlacei? Assolutamente perfetto. Questa troia dalle curve morbide come colline toscane è un'opera d'arte vivente che mi fa pulsare il cazzo fino a farmi male. Anche se dilatato dal plug di acciaio, due cazzi turgidi e venosi sono comunque più grandi, e la pelle rosata e tesa attorno alle nostre aste sembra sul punto di lacerarsi come un tessuto troppo stirato. Ho avuto un momento di timore di farle male quando ho visto il suo buco stirarsi fino all'inverosimile, ma ovviamente il suo culo è abituato ed elastico come gomma calda. Non reggo ancora molto, sento la sborra ribollire nei coglioni, la voglio riempiere fino a farla traboccare e vedere come il suo corpo sussulta e trema, cosa uscirà da quella bocca di troia quando sentirà il calore invaderla.
Conto le ultime penetrazioni nella mia testa bacata: -3, ogni spinta un terremoto di piacere che mi fa stringere i denti, -2, il sangue che pulsa nelle vene del mio cazzo come lava incandescente, e finalmente sborro, un'esplosione vulcanica che mi svuota le palle e mi annebbia la vista. Anche Marco viene contemporaneamente, esplodendo come un idrante impazzito, la sua sborra calda che si mischia alla mia in quel canale stretto. Rimaniamo un minuto intero sussultando dentro di lei, i nostri cazzi che pulsano all'unisono come cuori gemelli, spremendo fino all'ultima goccia.
*** MICHELA ***
Due cazzi pulsanti dentro il mio culo dilatato all'inverosimile: è la prima volta che mi sento così brutalmente riempita, la pelle tesa fino al limite del sopportabile. Ma la cosa che realmente mi fa impazzire è sentire i loro schizzi caldi e sincronizzati che mi allagano l'intestino come un'ondata di lava incandescente, ogni spasmo dei loro membri che scarica fiotti di sperma bollente nelle mie viscere tremanti. Poi, il dolce nettare dalla mia padrona inonda la mia bocca - salato, metallico, caldo come brodo appena fatto. Scivola sulla mia lingua in rivoli viscosi, si raccoglie sotto il palato, cola giù per la gola in un flusso ininterrotto che devo deglutire avidamente per non soffocare. Ogni goccia di quel liquido prezioso rappresenta il culmine della mia estasi, un sacramento carnale che mi consacra definitivamente come sua proprietà.
Mi alzo barcollando, le ginocchia tremanti come gelatina, mentre i loro cazzi escono dal mio culo dilatato con un suono umido e osceno, come di risucchio. Un rivolo caldo di sborra densa e biancastra minaccia di colare lungo l'interno delle mie cosce sudate. Daniela afferra il plug metallico da 8 cm, la superficie cromata che riflette la luce fioca della stanza, e lo strofina contro le mie natiche arrossate. Con un sorriso sadico che le increspa gli angoli della bocca carnosa, lo infila nel mio culo con un gesto deciso e profondo, facendomi sussultare. Il metallo freddo contrasta con il calore bruciante del mio interno, tappando tutto dentro di me come un tappo su una bottiglia di champagne pronta a esplodere. «Non perderne una goccia, puttana mia, tienila dentro come un tesoro prezioso,» sibila con voce bassa e minacciosa, le pupille dilatate dall'eccitazione, e io gemo forte, la voce roca per le urla precedenti: «Sì, padrona... non sprecherò neanche una goccia del vostro regalo!»
Mi fanno sedere sulla poltrona ginecologica in pelle nera, fredda contro la mia pelle sudata, le gambe spalancate come una farfalla inchiodata su un pannello di sughero, il mio corpo esposto e tremante sotto le luci fluorescenti che ronzano e pulsano. Giorgio, con i guanti in lattice che scricchiolano ad ogni movimento delle sue dita spesse, chiede con un ghigno che gli increspa gli angoli della bocca carnosa: «Allora cosa vuoi che faccia con il corpo di questa troia?»
Daniela si avvicina, il tacco a spillo che batte sul pavimento in ceramica con un ritmo ipnotico. Ordina con voce bassa e autoritaria che mi fa contrarre la pelle in brividi involontari: «Oggi dedichiamoci ai piercing: due sulle grandi labbra nella parte superiore, dove la carne è più spessa e vascolarizzata, per appenderci degli anelli d'argento pesanti che tireranno e bruceranno ad ogni passo; uno sul clitoride gonfio e pulsante, dove incastoneremo una barretta in titanio con sfere da 6mm che sfregheranno senza tregua, mantenendola in uno stato di eccitazione dolorosa e costante; uno sull'ombelico profondo, da cui penderà una catenella d'argento intrecciata che tintinnerà come un campanello da schiava in calore ad ogni respiro; un piercing per ogni capezzolo turgido e sensibile, dove fisseremo anelli spessi che tireranno il tessuto delicato con un dolore sordo e persistente; e infine uno sulla lingua carnosa, con una gemma in acciaio chirurgico che brillerà oscenamente ogni volta che aprirà la bocca. Sette buchi sanguinanti, sette cicatrici permanenti, sette punti di controllo assoluto sul suo corpo tremante.»
Giorgio scuote la testa, facendo oscillare i ricci neri come inchiostro sulla fronte imperlata di sudore, una risata profonda che gli sale dal petto come un tuono sotterraneo e riverbera contro le pareti rivestite di piastrelle bianche: «Sono troppi, sette buchi del cazzo che sanguineranno come fontane, macchiando tutto. Ci vorrà tempo per guarire, la carne rosa e gonfia che pulsa attorno al metallo freddo. Sulle grandi labbra e sui capezzoli, non possiamo metterci subito gli anelli pesanti, perché la pelle delicata si lacererebbe come carta bagnata - dobbiamo prima usare dei dilatatori lucidi che stirino gradualmente il tessuto, così poi potrai appenderci tutto quello che ti viene in mente, vedere come la carne si tende e si arrossa. Per i capezzoli turgidi dovremmo partire da dilatatori da 2mm, sottili come la punta di una matita, per arrivare a 4mm, spessi come un mozzicone di sigaretta, quindi saranno necessarie due sessioni distanti almeno 2 settimane, con la pelle che si allarga millimetro per millimetro, e dopo 4 potrai metterci gli anelli d'argento che tintinneranno ad ogni movimento. Per la figa umida sarà necessaria una seduta per ogni 2 millimetri di dilatazione, dal momento che già mi avevi detto quello che desideravi, saranno necessarie 13 sedute per arrivare ai 26mm, un buco largo come una moneta. Sei sicura che Michela riuscirà a sopportare tutto questo tormento, settimana dopo settimana?»
Daniela alza la voce, un tono che taglia l'aria come una lama di rasoio. I suoi occhi, normalmente freddi come ghiaccio alpino, ora lampeggiano come ambra liquida sotto la luce fluorescente che ronza sopra le nostre teste. Le sue labbra sottili si contraggono in un sorriso crudele che le scopre i denti perfetti: «Voglio che Michela soffra, Giorgio. Ogni buco un promemoria della sua sottomissione totale, ogni fitta di dolore acuto un richiamo al suo posto nella gerarchia. Fallo e basta, non mi interessano le tue obiezioni tecniche.» Si avvicina, il suo profumo muschiato mi invade le narici mentre sussurra con voce roca: «Inoltre ci sarà sempre il culo da poter usare, no? Già dilatato e pronto. Tu e il tuo amico avete l'autorizzazione a sfondarlo in ogni sessione, sentire come si stringe attorno ai vostri cazzi mentre lei urla per i piercing. Che dici, ti va bene così?»
Lui annuisce con un sorriso complice che gli increspa le rughe attorno agli occhi castani iniettati di sangue. Le sue mani callose e macchiate d'inchiostro preparano l'attrezzatura con la precisione di un chirurgo: aghi di diverso calibro - dal sottilissimo 18G fino al massiccio 8G - che scintillano come lame affilate sotto la luce fluorescente e impietosa del soffitto. Li allinea metodicamente su un vassoio d'acciaio inossidabile dalla superficie specchiante, disponendoli in ordine crescente come strumenti di tortura medievale. Accanto, dispone tamponi imbevuti di iodio marrone-rossastro, pinze chirurgiche dalla presa implacabile, e gioielli in titanio anodizzato che brillano con riflessi blu-viola sotto la luce cruda.
«Bene puttana, allarga bene le gambe che iniziamo dalla figa. Marco aiutami e tieni ferme le gambe.» Vedo Giorgio prendere uno sgabello di metallo cromato e sedersi davanti alle mie gambe spalancate come un ginecologo perverso. Con le dita callose e fredde inizia a sondare ogni millimetro delle mie labbra intime color rosa scuro, le pizzica fino a farle arrossare, le stira come gomma elastica e questo mi eccita fino a farmi tremare, un calore liquido che mi inonda tra le cosce. Il porco se ne accorge - vedo un lampo predatorio nei suoi occhi castani - e insiste a manipolare perversamente le mie parti intime, le dita che affondano nella carne umida, scontrandosi deliberatamente con il mio clitoride turgido che sporge come un piccolo bottone perlaceo. Ad un certo punto, mentre mi abbandono a quella sensazione elettrica, scorgo un riflesso metallico tra le sue dita e sento un dolore acuto e bruciante come fuoco liquido, l'ago che mi trafigge la carne sensibile con un'esplosione di rosso dietro le palpebre, facendomi stringere i denti fino a sentire lo smalto scricchiolare e mugolare profondo dal fondo della gola: «Aah... cazzo, brucia come l'inferno!»
--- 4 di 7 --- Continua
*** NOTE ***
Un nuovo capitolo (diviso in 7 parti) nell'odissea perversa della nostra eroina. Se ve lo state chiedendo… allora siete stati attenti. Si le parti sono diventate 7, la fantasia non ha limite e si espande… Vi ricordo che questa storia non è mera invenzione della mia mente: si ispira a esperienze reali, non mie, ma vissute da DamaBianca. La mia fantasia ha solo arricchito il racconto con i pensieri e i punti di vista di quei personaggi secondari che, nelle narrazioni convenzionali, passano spesso inosservati – eppure, a mio avviso, sono proprio loro a custodire l'essenza più profonda. Non mi limito a descrivere l'atto sessuale in sé, per quello esistono i video pornografici, che lo fanno con maggiore efficacia; il mio è un viaggio interiore nella perversione, un'esplorazione psicologica che mi impone di immedesimarmi in ogni singolo personaggio. Ed è qui che le mie infinite personalità emergono al meglio, intrecciandosi in un mosaico di ombre e desideri.
La storia che avete appena letto, con i suoi sospiri affannati e le sue carezze proibite, affonda le radici nelle avventure reali della mia amica "Damabiancaesib". Per catturare la sua essenza audace, vi invito a esplorare il suo profilo su https://www.annunci69.it/palco/@Damabiancaesib.
Altri autori su A69 hanno già narrato le sue confessioni, ma lei – insaziabile viaggiatrice negli abissi del desiderio – ha scelto me per spingersi oltre ogni confine, rivelando fantasie così oscure da bruciare l'anima. Non copio altri scrittori, né il mio lavoro è un plagio alla loro arte: è una fusione incendiaria tra realtà e finzione, dove le sue confidenze notturne si trasformano in parole che pulsano di vita, reinterpretate attraverso la mia voce unica.
Queste pagine sono nate da eventi vissuti, solo lievemente impreziositi dalla mia penna. È una reinterpretazione di una storia già esistente, resa più intensa dal mio stile, con l'auspicio di aver acceso in voi emozioni travolgenti e nuove ispirazioni erotiche.
Ora tocca a voi: elevatemi a maestro dell'erotismo letterario con un voto generoso, o relegatemi tra i sognatori? Lasciate un commento – anche irriverente – o sussurratemi in privato proposte audaci, magari per un incontro che trasformi la fantasia in realtà, in un Club Privè di Bologna o ovunque il desiderio ci conduca.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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