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Sottomessa al Piacere-Natale perverso-Cap5#4


di Membro VIP di Annunci69.it giorgal73
11.05.2026    |    15.471    |    2 7.8
"Infilo di nuovo il plug giallo large – entra con uno schiocco umido e facile dopo essere stata aperta così brutalmente, ma scivola subito come se il mio buco non volesse più chiudersi..."
Parte 4 di 4

*** DANIELA ***

Usciamo, il sole abbagliante sulla neve fresca e la pista ci aspettano. Passiamo ore a scivolare con gli slittini sulla piccola pista riservata ai principianti, ma la luce blu del plug di Michela non passa inosservata: sciatori che si fermano di colpo, mormorano, indicano apertamente.

«Ma cosa ha quella donna nel culo? Sembra un faro!» dice una coppia. Un uomo più smaliziato ride: «Quello è un plug anal vibrante… e dalla dimensione deve essere enorme!» Io sorrido e rispondo ad alta voce, attirando ancora più sguardi: «Hai indovinato. È un mostro blu da 8,5 cm che le tiene il culo sempre aperto e pronto.»
Michela arrossisce fino alle orecchie, gli occhi azzurri velati di vergogna bruciante, ma la sua fica gocciola visibilmente macchiando la tuta bianca tra le gambe, la cerniera aperta che lascia i seni ballonzolare liberi a ogni discesa, gli anelli che tintinnano nel silenzio della neve. Il freddo le morde i capezzoli tesi, facendoli sporgere ancora di più con gli anelli pesanti. Io la guardo con soddisfazione sadica: la mia opera d’arte vivente, una quarantenne voluttuosa ridotta a cagna esibizionista sulla neve pubblica, il corpo che tradisce la mente a ogni sguardo.

*** MICHELA ***

Siamo stanche ma eccitate, riportiamo gli slittini da Pietro. Mentre saluto, Daniela allunga la mano e gli tocca il cazzo ancora duro sotto i pantaloni: «Stai ancora pensando a quel mostruoso buco della mia schiava, vero?» Lui annuisce, arrossato e con voce roca: «Mi sarebbe piaciuto usarlo… e tutte le altre parti del suo corpo da troia.»
Entriamo in un bar poco distante per riscaldarci e chiamare Abdul. Il nostro ingresso è uno spettacolo che ferma tutti: seni abbondanti che danzano sotto le cerniere basse, la luce blu che emerge ritmica dal culo di Michela. Ci sediamo a un tavolino, il proprietario si avvicina con gli occhi incollati sui nostri décolleté: «Cosa vi do per riscaldarvi?»

Daniela, voce tagliente e provocatoria: «Grappa di mirtilli casareccia, tre bicchieri belli pieni.» Lui borbotta allontanandosi: «Che belle tette… mi farei una spagnola come pagamento.» Io arrossisco violentemente, ma la fica pulsa di umiliazione eccitante. Beviamo, il liquore che brucia in gola e nello stomaco. Ci alziamo, le cerniere che scendono come per magia: i nostri seni esplodono in faccia al proprietario – i miei con anelli da 4 cm che dondolano pesanti e osceni, capezzoli tesi e grandi. Lui resta a bocca aperta, arrossato fino alle orecchie. Daniela: «Basta come pagamento?» Lui, voce strozzata dal desiderio: «Certo… grazie.» Riallacciamo ridendo sensuali, usciamo tra sguardi esterrefatti e mormorii di tutti i clienti del bar.

*** DANIELA ***

Torniamo alla villa. Claudia ci accoglie con un sorriso pigro: «Che ne dite di un bagno caldo nella vasca idromassaggio con le bollicine per scaldare i nostri corpi dopo tutta questa neve?»

Accettiamo con piacere. Le tute scivolano via ai bordi della vasca, corpi nudi e ancora infreddoliti si immergono nell’acqua bollente e profumata. Bollicine massaggiano clitoridi gonfi e plug vibranti. Siamo ancora eccitate dallo spettacolo offerto: ci avviciniamo l’una all’altra, mani che accarezzano seni pesanti, lingue che si intrecciano in baci saffici profondi e bagnati. Io ordino a Michela con voce bassa e autoritaria: «Leccami la figa, troia.»

Mi siedo sul bordo della vasca, gambe spalancate, fica aperta e vogliosa esposta all’aria fredda. La sua lingua con la gemma blu entra profonda, struscia contro le pareti sensibili, la vibrazione del plug che le ronza nel culo mentre lecca avidamente. Claudia guarda eccitata, poi si unisce: estrae il plug blu di Michela con un movimento rotatorio deciso e brutale, la mano entra nella caverna fino al polso, ruotando veloce e profonda. Michela urla di dolore e piacere: «Entra di più… spaccamelo, fammi godere come la cagna che sono!» Io vengo sulla lingua di Michela, urlando di piacere mentre la gemma blu mi vibra dentro. Poi tocca a Claudia: si sdraia sul bordo incurante del freddo, io la fisto profonda e ritmica mentre Michela le lecca tutto il corpo, dalla gola alle dita dei piedi.

Claudia viene gridando: «Era da tempo che nessuna mi fistava così profondamente… sei sempre meravigliosa, Daniela!» Godiamo tutte e tre, corpi tremanti e soddisfatti, poi usciamo nude, pelle lucida e arrossata. Tatiana ci vede arrivare e resta a bocca aperta davanti al corpo di Michela. Io le dico con un sorriso crudele: «Ti piacerebbe usarla, vero?» Lei annuisce timida.
«Stasera dopo cena ti aspetto in camera nostra. Porta anche Anastasia. Voglio sfondare quei vostri bei culet ti russi.»

*** MICHELA ***

A cena indossiamo le vestaglie trasparenti senza cinture, culi nudi a contatto diretto con la stoffa delle sedie, la mia fica che stilla sul legno lucido. Claudia, vestaglia rossa aperta, è nuda sotto come noi. Parliamo del più e del meno, io con la mente che corre già alla notte. Daniela annuncia con voce vellutata: «Stasera sfonderò il culo delle tue due dipendenti.
Posso, vero?» Claudia ride maliziosa: «Certamente, usale come vuoi, sono tue.» Saliamo le scale, Tatiana e Anastasia arrivano: décolleté nere lucide con tacchi da 12 cm, calze nere da reggicalze attaccate a bustini senza coppe, seni secondi abbondanti esposti e danzanti a ogni passo, plug large – verde per Anastasia, giallo per Tatiana – che fanno capolino sotto le gonne corte. Entrano in camera.

Daniela si siede sulla poltroncina, gambe spalancate in modo regale: «È tutta vostra. A vostra completa disposizione, anche per i desideri più perversi e sporchi.» Io resto nuda in un attimo. Le loro mani e bocche mi violano senza pietà: Anastasia toglie il plug blu, infila la mano nella mia caverna centimetro dopo centimetro, timida all’inizio poi brutale fino al polso, ruotando e spingendo. Tatiana fa lo stesso con la mia fica larga e accogliente dopo settimane di marchiatura. Lingue intrecciate ovunque, dita che pizzicano anelli e capezzoli. Io urlo tra piacere e dolore: «Non così violentemente… ma non vi fermate, fatemi godere come la troia che sono!» Loro continuano, corpi avvinghiati al mio, sudore e umori che colano.

Daniela si masturba guardandoci con occhi freddi e soddisfatti, poi si alza con uno strap-on nero doppio, venato, lunghissimo e molto grosso. Lo indossa infilandosi la parte corta nella sua fica, lo allaccia saldamente. Si avvicina a Tatiana, estrae il plug giallo bruscamente, lubrifica e spinge dentro con forza. Tatiana urla di dolore poi di piacere animale: «Sì… sfondami, Padrona! Il mio culetto è tuo!» Io e Anastasia in 69 perfetto, le nostre lingue che lavorano avidamente, gemma blu che martoria la fica di Anastasia facendola squirtare.

Veniamo tutte squirtando abbondantemente, umori che inondano il pavimento della camera. Daniela ordina a me: «Indossa uno strap-on, schiava. Per la prima volta farai anche la parte attiva.» Faccio un trenino perfetto: io incula Tatiana con spinte profonde, Anastasia incula me, Daniela incula Anastasia. Ritmo coordinato, spinte violente, urla di piacere che riempiono la stanza. Cambiamo posizioni più volte, io sempre passiva ma attiva, fino a che tutte e quattro siamo sfinite e appagate, corpi madidi e tremanti.

*** TATIANA ***

Mi rialzo a fatica, le gambe molli e il culo che pulsa di un calore dolce e devastante. Lo strap-on di Daniela mi ha sfondata fino in fondo, sento ancora le vene grosse che mi scavavano dentro, il dolore che si è trasformato in piacere più sporco e viscerale che abbia mai provato. Infilo di nuovo il plug giallo large – entra con uno schiocco umido e facile dopo essere stata aperta così brutalmente, ma scivola subito come se il mio buco non volesse più chiudersi.
«Padrona Daniela… cazzo, mi hai rovinata per sempre,» ansimo, la voce roca e spezzata dal piacere, mentre mi sistemo le calze nere smagliate con buchi profondi sulle cosce.

«Il mio culetto pulsa ancora, è così aperto che sento l’aria fredda entrarmi dentro come un invito osceno. E pensare a Rocky… quel pastore alsaziano bastardo che Claudia ci fa usare come lingua viva. Immagino già la tua schiava a quattro zampe sulla neve, il culo alto e ben spalancato, mentre la lingua ruvida, calda e lunghissima di Rocky la pulisce a fondo, lecca avidamente dentro quella voragine dilatata, penetra profondamente tra le sue natiche tatuate, frugando e scavando ogni piega interna con insistenza animale, raccogliendo ogni residuo di umori e sborra rimasta. Noi le terremmo le chiappe ben aperte per fargli arrivare ancora più in profondità con quella lingua bagnata e rasposa… cazzo, mi sto bagnando di nuovo solo a immaginarlo, Padrona.»

*** ANASTASIA ***

Anch’io rimetto il plug verde con un gemito basso, la base larga che mi dilata di nuovo la carne già martoriata e sensibile. Le mie calze sono un disastro, buchi ovunque, ma non mi importa: il piacere mi scorre ancora tra le cosce, la figa gonfia e pulsante dopo la lingua di Michela e lo strap-on di Daniela.
«Padrona… è stato divino e sporco,» sussurro, gli occhi lucidi di lussuria mentre guardo Michela ancora sdraiata, il corpo marchiato che trema di piacere residuo.
«La tua troia è una maestra con quella gemma blu sulla lingua… mi ha fatta squirtare come una fontana impazzita. Il mio buchetto è una voragine calda, pulsa di dolore e voglia di altro ancora.»

*** MICHELA ***

Io bacio Daniela profondamente, la lingua con la gemma blu che gioca con la sua, assaporando ancora il sapore di tutte noi.
«Grazie Padrona… per la prima volta sono stata anche attiva nei giochi. Mi è piaciuto moltissimo… ma so che il mio posto è essere sottomessa, esaudire ogni tuo ordine, anche il più perverso e umiliante.»
Il mio corpo trema ancora di piacere e vergogna, la neve fuori dalla finestra un ricordo bianco di umiliazione pubblica, ma dentro ardo di un desiderio oscuro e viscerale per altro, per tutto. Daniela sorride crudele e soddisfatta: «Brava cagna. Domani chissà cosa ti aspetta.»

*** NOTE ***

---CAPITOLO 5: Tuffo nel 1999 (Recuperate i primi quattro!)---

Allacciate le cinture: vi porto in un 1999 audace, decadente e senza filtri. Non aspettatevi un raccontino, questo è un romanzo vero e proprio con una forte dose di esibizionismo. Se apprezzate, fatemelo sapere con un pollice in su e un commento!

---La Musa e lo Scrittore---

Questa storia non è autobiografica, ma nasce dalle confidenze reali e bollenti della mia amica "Damabiancaesib" (potete ammirarla qui su a69, cercatela). Altri hanno provato a raccontarla, ma lei ha scelto mia penna, anzi la mia tastiera, per svelare le sue fantasie più oscure. Nessun plagio, solo la magia di trasformare i suoi segreti in letteratura. Io sono "solo" l'autore e vivo senza catene, ma lascio sempre la porta socchiusa a chi sa stupirmi con proposte intriganti.

---A Voi la Mossa---

Incoronatemi Maestro dell'Erotismo con un bel voto, o lasciate un commento spudorato. E se vi sentite audaci, scivolate nei miei messaggi privati: chissà che una proposta indecente non trasformi la fantasia in realtà in qualche Club Privé di Bologna...


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