Lui & Lei
Cambridge #11 - Fidanzamento a porte aperte
giorgal73
22.09.2025 |
9.763 |
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"La prima è che non sono solo 2 capitoli come la precedente pubblicazione su A69, bensì 13..."
Arrivati al dormitorio, salimmo le scale cercando di non fare rumore. Davanti alla porta della mia stanza, Stefania mi attirò a sé per un ultimo bacio appassionato. "È stata una serata particolare e stimolante. Chissà se si ripeterà..." mi sussurrò sulle labbra prima di allontanarsi con un sorriso malizioso. Rimasi a fissare le tre figure che si allontanavano nel corridoio, i loro fianchi ondeggianti, fino a che non scomparvero dietro l'angolo. Entrai in camera e mi lasciai cadere sul letto, mille pensieri che mi vorticavano nella mente. Quella notte aveva scoperchiato desideri e fantasie inconfessabili. Chiusi gli occhi, le immagini sensuali che continuavano a tormentarmi. Dopo dieci minuti sentii bussare alla porta era Vanessa.
“Ti va se dormo insieme a te? non mi va di rimanere sola.”
"Certo, vieni pure," risposi senza esitazione, spostandomi per farle spazio nel letto.
Vanessa si sdraiò accanto a me, il suo corpo caldo che sfiorava il mio sotto le lenzuola. Sentivo il suo respiro leggero solleticarmi il collo. Rimanemmo in silenzio per qualche minuto, ascoltando solo il battito accelerato dei nostri cuori.
Poi lei si girò verso di me, i suoi occhi scuri che brillavano nella penombra della stanza.
"Non riesco a smettere di pensare a quello che è successo stasera..." mormorò, la voce roca di desiderio.
La sua mano iniziò ad accarezzarmi lentamente il petto, scendendo sempre più giù. Un brivido mi percorse la schiena. "Nemmeno io..." sussurrai, attirandola a me per baciarla con foga. Le nostre gambe si incrociarono sotto le lenzuola, i suoi seni premuti contro il mio petto.
Le sue labbra erano morbide e calde contro le mie, la sua lingua che esplorava con urgenza crescente. Le mie mani vagavano sul suo corpo, accarezzando le curve sensuali dei fianchi e risalendo lungo la schiena. Vanessa emise un gemito sommesso mentre le sfioravo i seni. Le nostre bocche si separarono. Io mi girai, mentre la testa di Vanessa si appollaiò sulla mia spalla. Lentamente il respiro si fece pesante, i nostri cuori sincronizzati divennero una ninna nanna.
Mi svegliai al mattino con il sole che filtrava dalle tende sottili. Vanessa era ancora addormentata al mio fianco, il suo corpo caldo e morbido premuto contro il mio. I ricordi della notte appena trascorsa mi inondarono, risvegliando il desiderio. Accarezzai delicatamente la sua schiena nuda, assaporando la setosità della sua pelle. Lei si mosse nel sonno, stringendosi ancora di più a me.
Rimasi a contemplarla per lunghi minuti, ammirando la bellezza del suo viso rilassato, le lunghe ciglia scure che sfioravano le guance, le labbra piene dischiuse in un sospiro. Mi sentivo strano, per diciassette anni mi sono sempre svegliato solo e ora mi sento profondamente emozionato.
Vanessa aprì lentamente gli occhi, incrociando il mio sguardo. Un sorriso dolce si dipinse sulle sue labbra. "Buongiorno," mormorò con voce assonnata.
"Buongiorno a te," risposi, baciandole delicatamente la fronte. "Hai dormito bene?"
"Meravigliosamente." Si stiracchiò languidamente, premendo il suo corpo contro il mio in modi che mi fecero trattenere il respiro. "E tu?"
"Come un bambino." Le accarezzai una guancia, perso nei suoi occhi scuri e profondi. "Vorrei potermi svegliare così ogni mattina..."
Una scintilla maliziosa brillò nel suo sguardo. Si chinò a baciarmi, lenta e sensuale, le sue labbra che si muovevano languide sulle mie. Ogni pensiero razionale svanì dalla mia mente. C'eravamo solo noi due, persi in quel momento perfetto, i corpi intrecciati, il desiderio che cresceva con ogni tocco, con ogni sospiro. Le mie mani si immersero nei suoi capelli, attirandola più vicina, mentre il bacio si faceva più profondo e urgente.
Un toc toc insistente si abbatté sulla porta. “Sono le 18, avete dormito abbastanza, scendete per la cena?” La voce squillante di Elena ci svegliò completamente.
Ci staccammo con un sussulto, ansimando leggermente, gli occhi ancora annebbiati dalla passione. "Arriviamo subito!" gridai, la voce roca. Sentii Elena allontanarsi lungo il corridoio.
Vanessa emise una risatina sommessa. "Che tempismo..."
"Già." Sorrisi, rubandole un ultimo bacio prima di alzarmi riluttante dal letto. "Sarà meglio scendere prima che mandi una squadra di ricerca."
"Hai ragione." Con un sospiro, anche Vanessa si mise a sedere, passandosi una mano tra i capelli arruffati. Era bellissima, con le guance arrossate e le labbra gonfie dei baci. Resistetti a malapena alla tentazione di trascinarla di nuovo tra le lenzuola.
Ci vestimmo in fretta, rubandoci occhiate e sorrisi complici. Ogni gesto quotidiano sembrava improvvisamente carico di intimità. Mentre le sfioravo la schiena per chiudere la zip del vestito, Vanessa rabbrividì e si abbandonò per un istante contro di me. Il profumo della sua pelle mi fece girare la testa.
"Andiamo, o non risponderò delle mie azioni..." mormorai al suo orecchio. Lei annuì, gli occhi scuri di desiderio.
Mano nella mano, scendemmo le scale ed entrammo in sala da pranzo, dove gli altri erano già riuniti. Ci accolsero con sorrisi consapevoli e qualche battutina maliziosa. Arrossii fino alla punta dei capelli, ma Vanessa rise, per nulla turbata.
Appena Vanessa si alzò per andare in bagno, Stefania si avvicinò. “Sono contenta che tu e Vanessa andiate d’accordo. Io direi che per far continuare questa cosa, sarebbe meglio che noi rallentassimo e soprattutto evitassimo altri incontri piccanti. Lo dirò anche ad Elena. Che dici sei d’accordo?”
Rimasi un attimo interdetto dalle parole di Stefania. La sera prima avevamo partecipato tutti ad un’orgia spettacolare: Vanessa, io ,Stefania, Elena ed Antonio non c’eravamo risparmiati. Non capii subito le intenzioni della mia amica. Con il senno di poi, forse si era accorto che tra me e Vanessa potesse esserci di più che solo sesso.
"Sì, certo", risposi dopo un attimo di esitazione. "Hai ragione, è meglio così. Io e Vanessa... beh, stiamo bene insieme."
Stefania mi sorrise. "Si vede. E sono felice per voi. Godetevi questi giorni, senza altre... distrazioni."
In quel momento Vanessa rientrò nella stanza e ci guardò perplessa. "Che state confabulando voi due?"
"Niente di che," risposi con un sorriso, attirandola a me per baciarla sui capelli. "Solo una chiacchierata tra amici."
Vanessa mi guardò con un sorriso malizioso. "Beh, spero che gli amici porcelli non stiano tramando qualcosa senza di me."
Risi, stringendola a me. "Niente affatto. Anzi, Stefania suggeriva di lasciarci un po' di spazio, a te e me. Per goderci questi giorni insieme."
Gli occhi di Vanessa brillarono. "Mmm, mi piace come idea. Potremmo fare una lunga passeggiata dalle parti di Notting Hill, solo noi due. Che ne dici?"
"Dico che non vedrei l'ora," risposi, sfiorandole le labbra con un bacio leggero.
Antonio si schiarì la voce. "Ehi voi due piccioncini, ricordatevi che ci siamo anche noi! Non potete abbandonarci così."
"Nessuno vi abbandona," rise Vanessa. "Ma un po' di tempo da soli non guasta, dopo la scorsa notte movimentata."
Elena ridacchiò. "In effetti è stata una nottata piuttosto indimenticabile. Ma Vanessa ha ragione, concedetevi pure un po' di romanticismo. "
Sorrisi a Vanessa, sentendomi felice e fortunato ad averla accanto. Non vedevo l'ora di passare il resto della giornata con lei, esplorando quell'incantevole posto e godendoci la reciproca compagnia. Quello che era nato come un'avventura di pura passione, si stava trasformando in qualcosa di più profondo. E non mi dispiaceva affatto.
Come al solito ci affidammo alla spettacolare metropolitana londinese e in un battito di ciglia arrivammo a destinazione.
Era una calda serata di metà agosto. Il sole stava lentamente tramontando, tingendo il cielo di sfumature arancioni e rosa che danzavano alle spalle delle case a schiera dipinte nei colori pastello, che sembravano bloccate nel tempo.
“Che ne dici di un giro a Portobello Road?” le chiesi, sapendo quanto amasse passeggiare tra le bancarelle dei mercatini e i negozietti vintage. Vanessa sorrideva, i suoi occhi brillavano di una luce che prometteva avventure.
Ci incamminammo lungo le strade lastricate, con il profumo delle cucine dei ristoranti che ci circondava come una dolce melodia. Le luci dei lampioni iniziavano a illuminare la strada, creando un’atmosfera calda e accogliente. Ogni passo che facevamo sembrava rivelare un nuovo angolo da esplorare, un nuovo dettaglio da ammirare. Le porte delle case erano ornate di fiori, e ogni finestra raccontava una storia, con i tendaggi che danzavano leggere nella brezza leggera.
Quando arrivammo a Portobello Road, il mercato era chiuso, ma l’energia e la vivacità di quel luogo si percepivano ancora e qualche bancarella era ancora operativa. “Sai, mi piacerebbe trovare un buon vinile da aggiungere alla mia collezione,” commentai, mentre scrutavo le vetrine dei negozi di dischi. Vanessa annuì, mentre si fermava a guardare una bancarella di oggetti vintage.
“Guarda quel bellissimo cappello!” esclamò, afferrando un cappello di paglia decorato con nastri colorati. Lo indossò e si guardò nello specchio di un negozio. Sembrava una diva degli anni '60, e non potei fare a meno di sorridere.
Mentre continuavamo a camminare, il rumore delle risate e delle conversazioni si mescolava con il fruscio delle pagine di un libro che un vecchio librario stava sfogliando. Le vetrine, illuminate da lampadine vintage, mostrano oggetti che raccontavano storie di un passato che sembrava magico: macchine da scrivere, vecchi orologi e fotografie sbiadite.
Ad un certo punto, ci fermammo davanti a una piccola galleria d’arte. Vanessa era attratta da una scultura di ceramica che rappresentava un gatto, con linee morbide e una lucentezza straordinaria. “È adorabile” disse, con un tono che lasciava trasparire il suo amore per l’arte e la dolcezza della sua anima.
Proseguimmo il nostro cammino, mano nella mano, godendoci il momento. Le chiacchiere degli artisti di strada, le note di una chitarra che vibrava nell’aria, si mescolavano come un’articolata sinfonia di vita. E mentre il buio si faceva sempre più fitto, le luci delle luci dei locali si accendevano, creando un contrasto con il cielo profondo di indago.
Ci fermammo a un chiosco che offriva gelato artigianale. Mentre gustavo un cono di gelato al pistacchio, chiesi a Vanessa: “Qual è il tuo sogno per il futuro?” I suoi occhi si illuminarono e nel suo sguardo lessi una miriade di speranze e desideri.
“Voglio viaggiare di più, esplorare il mondo e scoprire tutte le bellezze che ci sono là fuori. Ma vorrei farlo con qualcuno speciale,” rispose, avvicinandosi a me. Il suo sorriso, il calore delle sue mani e l’intensità della sua voce mi fecero sentire grato per quella serata.
Camminando lungo Portobello Road, sapevo che quella passeggiata non era solo una semplice camminata serale; era un momento di connessione, di scoperta, di promesse non dette. Perché ogni angolo di Notting Hill raccontava, in qualche modo, la nostra gioventù.
“Ti posso chiedere una cosa?” chiesi a Vanessa. ”Ricordi quando al Kioto Garden ti dissi che stavo iniziando a provare qualcosa verso di te e tu mi hai liquidato velocemente? Perchè ora, mi sembra che sia cambiato qualcosa o sbaglio?”
Vanessa si fermò e mi guardò negli occhi. C'era un'intensità nel suo sguardo che non avevo mai visto prima. "Non sbagli," disse con voce dolce. "In quel momento al Kioto Garden, non pensavo che, oltre al divertimento ci potesse essere altro. Poi alla villa, durante l’orgia desideravo stare solo con te e dormire insieme dopo, mi ha risvegliato qualcosa.”
La guardai sorpreso, il cuore che accelerava i battiti. "Davvero? E cosa ti ha risvegliato esattamente?"
Vanessa sorrise timidamente. "Mi ha fatto capire che voglio qualcosa di più con te. Qualcosa di vero, di profondo. Non solo sesso e divertimento."
Le presi la mano, intrecciando le dita con le sue. "Anche io voglio questo con te, Vanessa. Voglio conoscerti meglio, dentro e fuori dal letto. Voglio costruire qualcosa di bello insieme."
"Allora facciamolo," sussurrò lei, avvicinando il viso al mio. "Iniziamo questa nuova avventura, io e te. Chissà dove ci porterà..."
La baciai dolcemente, assaporando il gusto del pistacchio sulle sue labbra morbide. Era un bacio carico di promesse, di sogni condivisi.
Riprendemmo a passeggiare mano nella mano, i cuori leggeri e pieni di speranza e anche un po’ di lussuria.
“Senti, come la mettiamo con gli altri? lo diciamo che ci siamo messi insieme? “
Vanessa ci pensò un attimo. "Forse è meglio tenerlo per noi per un po'. Almeno finché non vediamo come va tra di noi. Non vorrei che gli altri si facessero strane idee o si intromettessero."
Annuii. "Hai ragione. Godiamoci questo momento solo io e te." Le cinsi la vita con un braccio, attirandola più vicina.
Subito Vanessa si avvicinò al mio orecchio destro:” Senti, qui a Londra, vorrei continuare a divertirmi e a fare sesso anche con gli altri, in particolar modo con le ragazze, poi quando torneremo in Italia, saremo monogami, ti va?”
"Okay, ci sto", risposi dopo un momento di riflessione. "Finché siamo qui, possiamo divertirci con chi vogliamo. L'importante è essere sempre onesti l'uno con l'altra. E quando torneremo in Italia, saremo solo io e te."
Vanessa mi sorrise, visibilmente sollevata. "Grazie per aver capito. È importante per me vivere questo periodo con leggerezza, senza troppe costrizioni. Ma voglio che tu sappia che tengo davvero a te."
La strinsi più forte, baciandole i capelli profumati. "Anche io tengo a te, Vanessa. E non vedo l'ora di iniziare la nostra storia quando saremo a casa. Nel frattempo, godiamoci Londra e tutto quello che ha da offrire!"
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Il racconto che leggerai o che hai appena letto è in realtà un racconto che ho già pubblicato in passato. Questa, però, è la versione estratta dal libro che ho pubblicato su Amazon. Ci sono ovviamente delle differenze. La prima è che non sono solo 2 capitoli come la precedente pubblicazione su A69, bensì 13. Spero che la storia completa vi entusiasmi come è accaduto in precedenza!
Ogni settimana pubblicherò 2 o 3 capitoli, vi riporto il sommario così che non ve ne perdiate nessuno:
- Ricordi dal Passato
- Obbligo o Verità
- La prima volta che comprai i preservativi
- Sopraffatto da due ragazze
- Shopping da Harrods
- La comodità di un letto
- In tre la festa è più divertente
- Un Tatuaggio molto intimo
- Gita al Kioto Garden
- La villa del peccato
- Fidanzamento a porte aperte
- Caccia ai 7 nasi di Soho
- Epilogo
Bene, ora tocca a voi giudicare se sono un genio incompreso o solo un tizio che si crede uno scrittore. Un voto, dai, non fate i tirchi! E se vi va, lasciate pure un commento, anche uno di quelli che fanno ridere.
Scrivo queste storie perché mi piace farvi sognare, ma anche perché mi piace farmi un po' di pubblicità. Diciamo che sono un po' come un venditore ambulante di sogni proibiti. E sì, ho un debole per le donne, ma non sono fissato su un solo tipo. Anzi, mi piace sperimentare!
Se vi va di far parte della mia cerchia di ammiratori (o complici), contattatemi pure. Magari insieme possiamo inventare o vivere(meglio) una storia ancora più pazza. Io sono come la pubblicità occulta, mi sponsorizzo tra le righe, quindi la cosa migliore è conoscermi e poi si vedrà!
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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