orge
Fede&Bea #2-Le ninfe del giardino libertino
giorgal73
01.09.2025 |
12.647 |
1
"Me lo ricordo (emoji di un cuoricino rosso) »
Grazie Dea Bendata, anche oggi mi hai fatto felice, il cuore che batte come tamburi africani nel petto..."
---SECONDA E ULTIMA PARTE DI UNA GIORNATA MERAVIGLIOSA AL CERTE NOTTI---Andiamo insieme al bagno per rinfrescarci, l'acqua tiepida che scivola sulla pelle arrossata dal sole e dal piacere appena consumato.
I nostri corpi si sfiorano mentre ci asciughiamo con asciugamani ruvidi che grattano delicatamente la pelle sensibile. Al ritorno, ci dirigiamo di nuovo al nostro gazebo, i piedi nudi che affondano nell’ erba calda, per controllare se i nostri amici sono tornati.
Tuttavia, il deserto del Sahara è un luogo più affollato - solo il vento che accarezza i teli colorati e fa oscillare le foglie delle alberi.
Ad un certo punto vedo Federica allontanarsi, i fianchi che ondeggiano ipnoticamente ad ogni passo, per parlare con un ragazzo dalla pelle abbronzata e il sorriso magnetico. I suoi occhi la divorano mentre lei si passa una mano tra i capelli ancora umidi, inclinando la testa in quel modo che conosco bene, quello che usa quando è interessata.
Probabilmente avrà fatto colpo, il suo corpo sinuoso, la sua fisicità prorompente non lascia scampo, forse è per questo che quando gira i film hard, anche gli operatori sudati dietro le telecamere non resistono alla sua sensualità che trasuda da ogni poro.
Dopo 5 minuti torna verso di me, le guance leggermente arrossate e gli occhi che brillano di malizia, e mi sussurra all'orecchio, il suo respiro caldo che mi solletica la pelle: «Ti va di andare nel privé con loro per una piccola orgetta?»
Mi giro incuriosito a studiare bene i ragazzi. Sono tre, due uomini e una donna. Avranno poco meno di 30 anni, tutti e tre con corpi scolpiti dal sole mediterraneo.
Il ragazzo ammaliato da Federica porta con disinvoltura una corta barba curata color nocciola e degli occhiali dalla montatura sottile che non nascondono il suo sguardo arrapato, nero come ossidiana lucida; dall'accento melodioso e strascicato sembra siciliano purosangue.
L'altro ragazzo è più riservato, un viso più pulito e dolce come marmo di Carrara appena levigato, labbra carnose che tremano leggermente quando sorride.
Ma la ragazza - Dio mio - è un'opera d'arte vivente: si erge con una grazia felina davanti al mio sguardo, il suo sorriso malizioso, ornato da labbra color melograno maturo, illumina tutto il giardino come una promessa sussurrata nel buio.
I suoi capelli neri e setosi, con riflessi blu corvino sotto il sole, cascano come una cascata di notte sulle spalle nude e perfettamente tornite, sfiorando la pelle olivastra che brilla sotto la luce del sole come ambra liquida.
Indossa solo un telo da bagno bianco immacolato che sembra essere un vestito di alta moda parigina, aderente e audace, che accarezza i suoi seni sodi e invitanti come coppe di champagne rovesciate, lasciando intravedere la curva perfetta del décolleté imperlato di goccioline d'acqua, come se invitasse un tocco furtivo.
La vita snella si inarca leggermente, esponendo l'addome tonico e liscio come seta bagnata, un invito silenzioso a esplorare con le dita tremanti di desiderio.
Le sue gambe lunghe e scolpite, degne di una ballerina classica, emergono dal telo che abbraccia i fianchi generosi e le cosce muscolose, promettendo calore e passione incandescente.
Sta lì, con una mano dalle unghie laccate color corallo che sfiora la spalla del ragazzo con la barba, l'altra che tiene stretta la mano dell'altro ragazzo come se fosse un talismano prezioso, il corpo inclinato in una posa provocante che fa accelerare il battito fino a farmi pulsare le tempie.
Negli occhi verdi come smeraldi di Muzo, un bagliore di desiderio pronto a esplodere, come se stesse aspettando solo un pretesto per liberare il fuoco vulcanico che arde dentro di lei, in quel giardino lussurioso che profuma di gelsomino notturno e tentazione carnale.
Il suo corpo è un invito all'abbandono totale dei sensi, curve sinuose che implorano di essere tracciate con labbra febbrili e mani avide, in un turbine di sensazioni che portano all'oblio erotico più profondo. Tutto questo mi fa rispondere a Federica con un grosso sì che mi sale dalla gola secca e un sorriso famelico sulle labbra.
Troviamo una stanzetta appartata nel Privé, un'alcova piccola, ma utile per i nostri desideri. I nostri teli scivolano a terra con un fruscio sensuale, rivelando centimetro dopo centimetro di pelle calda e fremente.
Bea, la ragazza che mi ha stregato, si rivela in tutta la sua gloria mediterranea - i suoi seni perfettamente rotondi si ergono fieri, coronati da areole color caramello e capezzoli turgidi che puntano verso di me come bussole magnetiche.
Il suo ventre piatto conduce lo sguardo verso il triangolo di Venere, dove tesoro nascosto tra le sue cosce ambrate viene nascosto.
Federica si distende languidamente sul letto alla mia sinistra, le gambe spalancate come le porte del paradiso, mentre il siciliano dalla barba curata si inginocchia davanti a lei, affondando il viso nel suo giardino segreto con la devozione di un pellegrino assetato.
Il ragazzo dal viso d'angelo si posiziona dietro Bea, le sue mani tremanti che accarezzano la curva perfetta dei suoi fianchi, mentre io, incapace di resistere al richiamo della sirena, mi abbasso per assaporare il nettare salato che già imperla i petali vellutati del suo fiore carnoso.
Le mie mani scivolano lungo le sue gambe vellutate, pelle liscia come seta bagnata sotto i miei polpastrelli frementi.
Accanto a me, Federica geme come una gatta in calore mentre il siciliano mormora parole di adorazione davanti al suo fiore pulsante.
Dalle caviglie sottili risalgo lentamente, tracciando spirali invisibili sulla pelle di Bea, fino a raggiungere i suoi seni—due meraviglie scolpite dalla natura stessa, sodi come frutti maturi ma cedevoli sotto il mio tocco reverente.
I suoi capezzoli si induriscono tra le mie dita, piccole gemme color caramello che reagiscono al più lieve sfioramento. Le mani di Bea, mi afferrano la nuca con urgenza disperata, spingendomi più a fondo nel suo paradiso umido e caldo, dove la mia lingua danza in cerchi vorticosi.
Quando stringo delicatamente quei boccioli turgidi, sento il suo corpo vibrare come corda di violino sotto l'archetto di un maestro, e il suo respiro spezzato mi rivela che ogni mia carezza è un dono prezioso che lei accoglie con abbandono totale.
«Bea, vieni qui, guarda che meraviglia, ha dei capezzoli come piccole ciliegie mature, scuri e invitanti... dai succhiali!» sussurra il suo amico siciliano con voce roca di desiderio.
Bea ride, la sua risata cristallina riempie la stanza come campanellini d'argento, innocente come quella di una bambina ma con un'ombra di malizia che tradisce la sua vera natura.
«Scusami Federica, non ho mai succhiato i capezzoli di un'altra donna» confessa, mordendosi il labbro inferiore, un gesto che fa pulsare il mio desiderio.
«Tranquilla, sarai bravissima» la rassicura Federica, accarezzandole una guancia con le dita affusolate.
Bea si alza con grazia felina e si mette a quattro zampe sul letto, la schiena inarcata come un arco teso, offrendomi la visione del suo fondoschiena perfetto, due emisferi di carne ambrata che catturano la luce soffusa della stanza. Il siciliano, con gli occhi scuri ardenti di lussuria, mi guarda e mi incita: «Dai, scopatela, non aspetta altro che sentirti dentro».
Ovviamente non me lo faccio ripetere due volte. Prendo little Joe, già turgido e pulsante, e lo conduco amorevolmente verso quel paradiso umido e caldo. Il corpo di Bea si muove all'indietro cercandomi con impazienza, e io entro lentamente, centimetro dopo centimetro, gustando ogni sensazione, ogni fremito della sua carne che mi accoglie.
I ragazzi, con i membri turgidi stretti nei pugni, si accarezzano con movimenti ipnotici, lanciando sguardi supplichevoli verso Federica che, con un sorriso malizioso dipinto sulle labbra carnose, estende le dita per aiutarli.
Bea, inginocchiata davanti a me, alterna risate cristalline a gemiti soffocati mentre la sua lingua danza attorno ai capezzoli di Fede con timidezza e inesperienza.
Il siciliano, con gli occhi neri ardenti come carboni, si avvicina a Federica con intenti chiari, ma quando lei gli sussurra di proteggersi, il suo volto abbronzato si contrae in una smorfia di delusione, non ha i preservativi con se.
Bea si distende sul letto come una dea rinascimentale, le gambe ambrate che si aprono come petali di un fiore esotico. Mi posiziono tra quelle cosce vellutate, osservando il suo viso d'angelo contornato da ciocche corvine sparse sulle gambe del suo amico dietro di lei.
Little Joe scivola dentro il suo paradiso caldo e umido, avvolto da pareti di seta bagnata che pulsano al ritmo del suo cuore. Assaporo ogni centimetro del suo corpo giovane e vibrante, mentre i suoi gemiti melodiosi mi confermano il suo piacere.
Gli altri continuano il loro gioco carnale con Federica, ma io sono perso nel mio universo privato con Bea. Entro ed esco dal suo santuario con la lentezza di un'onda che accarezza la riva, mantenendo una durezza impressionante nonostante il precedente orgasmo avuto con Federica al parco.
I suoi occhi, profondi come laghi montani al crepuscolo, si aprono improvvisamente e mi catturano. «Sei bellissima,» sussurro con voce roca, parole semplici ma cariche di verità.
Un rossore delicato le colora le guance, mentre io, con gocce di sudore che disegnano costellazioni sulla mia pelle, continuo a muovermi dentro di lei con la serenità trascendente di un monaco tibetano che ha trovato l'illuminazione carnale.
Finalmente il siciliano, con un gemito gutturale che risuona tra le pareti della stanza, inizia ad ansimare come un corridore esausto e a spargere il suo seme caldo e perlaceo sulla pelle ambrata di Federica.
Bea, con gli occhi verdi che lampeggiano di malizia e una piega dispettosa sulle labbra carnose, se ne accorge immediatamente. Voltando il viso arrossato dal piacere, lo guarda con finta indignazione e lo rimprovera: «Con lei sei venuto come una fontana, mentre con me niente, sei proprio un bastardo senza cuore!»
Un'ondata di risate cristalline riempie l'aria calda e umida della stanza. Io, con gocce di sudore che mi imperlano la fronte e scendono lungo la schiena come piccoli ruscelli, la guardo intensamente negli occhi e le chiedo se è tutto a posto, la mia voce roca per l'emozione.
Lei mi sorride, un sorriso radioso che illumina il suo viso come un raggio di sole al tramonto, e io, accarezzandole una ciocca di capelli corvini: «Scusami se sono lungo a venire, ma già lo sono di natura e qualche minuto fa, prima di incontrarci, sono già venuto.»
Lei mi guarda con occhi languidi, le pupille dilatate come pozzi profondi: «Va bene così, sei bravo e mi piace... tanto.»
Non so se lo ha detto per educazione o per tranquillizzarmi, ma questa volta sono io a diventare rosso come il cielo all'alba. Non ho necessità di sborrare; il mio corpo e la mia anima sono appagati del meraviglioso dono che hanno ricevuto, come un pellegrino che ha finalmente raggiunto il suo santuario.
Esco da lei con delicatezza, sentendo un ultimo sussulto del suo corpo vellutato, e le porgo della carta per ripulirsi, la stessa che distribuisco anche a Federica e ai ragazzi con gesto cavalleresco.
Puliti velocemente, i tre ragazzi escono per trovare un po' di aria ristoratrice, i loro corpi lucidi di sudore che scompaiono oltre la porta come apparizioni oniriche, mentre io e Fede rimaniamo nella stanzetta a rivestirci lentamente, assaporando gli ultimi istanti di intimità.
«Che carini che sono stati, vero?» mi chiede lei, prendendo il telo per cingere i fianchi con movimenti sinuosi.
«Sì, carini e non solo,» rispondo, ammirando la curva perfetta della sua schiena mentre si china a raccogliere la borsetta dal pavimento.
«Ma tu ti sei divertito? Non ti ho visto godere!» mi domanda con una punta di preoccupazione nella voce melodiosa.
«Stai scherzando? Io ho praticamente goduto per tutto il tempo, ogni secondo è stato un'estasi. Il mio cazzo è rimasto sull'attenti per tutto il tempo, duro come il tronchetto della felicità di acciaio, quasi da far invidia a Priapo stesso.
Tutto merito della bellissima ragazza dalle curve pericolose che lo ha sollazzato con la maestria di una dea dell'amore. Mi sono concentrato sulle sensazioni meravigliose, ogni fremito, ogni contrazione, ogni sospiro, e spero che anche lei abbia avuto la sua dose di soddisfazione, profonda come l'oceano.»
Andiamo verso le docce, i nostri corpi sono lucidi di sudore e fragranti di sesso, per tornare a essere degli esseri umani presentabili.
Il sole sta abbassando i toni, tingendo il cielo di sfumature aranciate e viola. Si sono fatte le 18 e quando arriviamo al gazebo, troviamo tutti i nostri amici comodamente adagiati sui cuscini colorati, bicchieri di prosecco ghiacciato tra le dita. Jane e Tanja sono lì, splendide come sempre. I loro occhi si posano su di noi, anzi, si fissano su di me con curiosità maliziosa.
«Ma che hai fatto? Sembri distrutto» esclama Tanja con un ghigno complice, notando i miei capelli ancora umidi e lo sguardo languido.
Federica, con un sorriso felino che le illumina il viso abbronzato, prende la parola e racconta tutto nei minimi dettagli piccanti, gesticolando con le sue mani mentre le unghie laccate di rosso catturano la luce dorata del tramonto.
Tanja, mordendosi il labbro inferiore carnoso, mi guarda con occhi scintillanti di divertimento e una punta di gelosia: «Insomma hai fatto il birichino con una giovincella, ma ora ce la fai a fare lo schiuma party con noi? O sei troppo... esausto?» La sua voce è miele e veleno insieme.
«A parte che anche io sono un giovincello nel fiore dei miei anni» rispondo, passandomi una mano tra i capelli ancora umidi, «ma effettivamente sono lievemente distrutto. Tuttavia, tranquilla, mia cara» aggiungo con un sorriso che promette molto più di quanto dico, «vedrai che saprò difendermi a dovere. Little Joe non delude mai le sue ammiratrici.»
Faccio lo spavaldo sapendo di mentire spudoratamente. Ormai sono una pistola scarica, svuotata fino all'ultima goccia, ma altre tipologie di proiettili - la lingua agile, le dita esperte - sicuramente mi aiuteranno in caso di bisogno.
Lo schiuma party, come al solito, si trasforma in un'orgia di corpi lucidi e scivolosi, avvolti in nuvole bianche profumate.
Ivan, con la pelle abbronzata che risplende sotto le luci colorate, incita Jane dalle curve sinuose e Angelica dai capelli color miele, facendo battute scherzose mentre le loro risate cristalline si mescolano alla musica pulsante.
Ovviamente al termine, usciamo tutti con le gambe tremanti, i capelli incollati alle tempie e sorrisi languidi che raccontano di piaceri appena consumati.
Ormai il cielo si è tinto di indaco profondo, è giunto il tempo per me e Federica di andare via, pertanto salutiamo tutti con baci umidi e abbracci che sanno di salsedine e desiderio.
Con gli occhi cerco i tre ragazzi tra la folla per poterli salutare, scrutando volti e corpi, ma non trovo traccia dei loro sorrisi maliziosi e delle loro spalle ampie. Peccato!
La dea bendata, come al solito, mi affianca e mi protegge con la sua mano invisibile e calda. Qualche giorno dopo, mentre navigo tra i profili di A69 con le dita che danzano sul touchscreen lucido del mio smartphone, vengo attratto da un annuncio semplice ma intrigante di una ragazza di Parma. Purtroppo, non ha foto evidenti del viso, ma il suo corpo è uno spettacolo. Le poche righe indicano che cerca un uomo interessante con cui condividere momenti eccitanti. Il suo segno zodiacale ha come ascendente l'ariete, e indovinate un po'? Io sono proprio dell'ariete, con la testardaggine e la passione che scorrono nelle mie vene come lava incandescente.
Le mando subito un messaggio presentandomi con qualche dettaglio sul mio hobby della scrittura erotica e provando a sedurla con parole che scivolano sullo schermo come gocce di miele.
Lei di rimando mi risponde con frasi brevi ma cariche di promesse velate, e mi dice che frequenta, ogni tanto, i club di Bologna come il Certe Notti, la sua voce digitale che sembra sussurrare tra le righe.
Poi, come se una lampadina dorata le si fosse improvvisamente accesa nella mente, mi scrive con caratteri che sembrano quasi pulsare:
«Ma noi ci siamo visti al Certe Notti mercoledì scorso nel privè con i miei due amici e la Federica????Sei stato molto dolce quando scopavamo quando mi hai detto sei bellissima.. me lo ricordo (emoji di un cuoricino rosso) »
Grazie Dea Bendata, anche oggi mi hai fatto felice, il cuore che batte come tamburi africani nel petto. Ci siamo scambiati i numeri, le cifre che sembrano promesse segrete incise nell'etere digitale, e chissà cosa ci riserverà il futuro, avvolto nel velo seducente del mistero...
---FINE---
****************
Torno ancora una volta al Certe Notti, quel palcoscenico estivo che ormai conosco come le mie tasche. Il villaggio libertino di Bologna continua a tessere la trama delle mie avventure, regalandomi incontri che brillano come stelle cadenti in una notte d'agosto.
Vi giuro che ogni parola di questa storia è vera come il marmo di Carrara che menzionavo prima nel racconto. Posso dire di avere anche i testimoni.
Ovviamente un grazie a tutti i miei amici: LadyJane, Tanja, Angelica, ecc. ecc. che quel mercoledì (sono troppi per elencarli tutti) , come anche tutti gli altri, hanno condiviso con me e Federica lo spirito libertino. Tuttavia, il grazie più grande va a Bea(ovviamente non è il suo nome) che mi ha donato momenti spettacolari, sia con la sua bellezza che con il suo erotismo magnetico (aspetto un tuo commento alla storia che ti ho ho dedicato)
Non scrivo per pubblicizzare il locale - il Certe Notti non ha bisogno della mia penna per riempirsi di corpi desiderosi. Scrivo perché la Dea Bendata mi ha baciato ancora, e certe fortune vanno raccontate.
Eravate lì anche voi quel giorno? La vostra presenza si nasconde tra le righe di questo racconto? Fatemi sapere nei commenti.
E se lo spirito libertino vi chiama come chiama me, contattatemi - possiamo incontrarci dove preferite, o posso guidarvi come un moderno Virgilio attraverso i cerchi del piacere bolognese, per poi immortalare la nostra danza in un nuovo racconto.
Il mio annuncio contiene tutti i dettagli per trovarmi. Il resto... lo scriveremo insieme.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Commenti per Fede&Bea #2-Le ninfe del giardino libertino :

Discussioni sul pianeta Swinger e non solo...
