bdsm
Sottomessa al Piacere-Natale perverso-Cap5#2
giorgal73
11.05.2026 |
15.420 |
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"» Mentre escono, io resto dietro il bancone, la mano che scivola sotto la gonna, le dita che affondano nella mia fica ancora bagnata di urina e umori..."
Parte 2 di 4*** MICHELA ***
Entriamo nel negozio di Paola, una bella donna cinquantenne con curve morbide, capelli castani ondulati e occhi verdi famelici che mi squadrano come carne fresca. Claudia e Paola si abbracciano in un bacio saffico profondo, lingue che si intrecciano rumorosamente, mani che scivolano sui fianchi e sui seni, un gemito condiviso che riempie il negozio. Paola si stacca e mi guarda, poi guarda Daniela.
Claudia mi presenta con voce calda: «Questa è Daniela, la mia ex Padrona di cui ti ho parlato tanto, e questa è Michela, la sua nuova schiava perfetta.» Paola si avvicina a me con passo felino, mi bacia con passione saffico, la lingua che invade la mia bocca mentre la sua mano scivola sotto il mio maglioncino corto fino alla fica calda, aperta e gocciolante. Le sue dita sfiorano gli anelli alle grandi labbra, tirandoli piano e facendomi gemere forte contro la sua bocca.
«Sei proprio come ti aveva descritta Claudia… sempre spudorata, senza intimo, una vera troia da esposizione.» Sento le sue dita che giocano con gli anelli, il clitoride teso che pulsa sotto il tocco. Daniela ordina con voce tagliente e autoritaria: «Spogliati, schiava. Mostra a Paola come ti ho marchiata per bene.» Io ubbidisco all’istante, il cuore che martella per l’umiliazione pubblica in un negozio aperto, anche se Paola ha già chiuso la porta e girato il cartello su “CHIUSO”.
Mi sfilo il maglioncino, resto solo con calze nere da reggicalze, stringi vita e stivali a mezza coscia. I miei seni abbondanti, quarta misura pesante e traditrice, rimbalzano liberi, capezzoli grandi come ciliegie mature con anelli da 4 cm che dondolano osceni e tintinnano. Poi tolgo anche stivali, calze e stringi-vita: completamente nuda in mezzo al negozio, la pelle che arrossisce violentemente sotto lo sguardo di Paola, la luce fredda delle lampade che illumina ogni dettaglio del mio corpo marchiato.
Il plug blu vibra forte dentro di me, lampeggia tra le natiche rotonde e piene, la scritta “PROPRIETÀ DI DANIELA” e la freccia nera ben visibili sulla schiena, “SLAVE” sopra la figa, il viso di Daniela tatuato sul seno destro. Paola spalanca gli occhi, leccandosi le labbra: «L’hai proprio marchiata come una troia da bordello, Daniela… quegli anelli alle grandi labbra la fanno sembrare una vacca da monta.»
Daniela sorride crudele e orgogliosa: «Mostra la lingua, schiava. Falle vedere la gemma blu.» Io spalanco la bocca obbediente, la lingua fuori con la pietra blu che luccica. Paola geme di piacere puro: «Posso provarla? Voglio che mi lecchi figa e culo contemporaneamente, voglio sentire quella gemma vibrare dentro di me.»
Daniela annuisce con un ghigno sadico: «Certamente. Inginocchiati, troia, e servi la signora come si deve.» Paola si siede sullo sgabello dietro il bancone, alza la gonna, si sfila i collant pesanti neri, la fica vogliosa già bagnata e depilata esposta al mio viso. Io mi inginocchio nuda sul pavimento freddo del negozio, il plug che ronza forte nel culo mentre inizio a leccare dolcemente: lingua larga sulle grandi labbra gonfie, poi sull’ano stretto e profumato, la gemma blu che struscia contro la carne sensibile facendola tremare.
Paola urla di piacere, mi stringe la testa contro di sé con forza, i fianchi che spingono avanti: «Cazzo, è divina… usa quella lingua con la gemma, troia! Leccami più a fondo, infilala tutta!» Io spingo la lingua più in profondità, il piercing che vibra dentro la sua fica e poi nel culo, la mia stessa fica che cola copiosa sul pavimento per l’umiliazione di essere usata così in un luogo pubblico. Paola viene con un grido strozzato e animalesco, inondandomi la faccia di umori caldi e densi.
Poi, ansimante e ancora tremante: «Ora devo pisciare… ho la vescica piena dopo tutto questo.»
Daniela ride bassa e crudele: «La mia troia sarà felice di bere la tua urina, Paola. Apri la bocca, schiava, e bevi come la cagna assetata che sei.» Paola, sorpresa ma eccitatissima, mi appoggia la fica ancora spalancata e pulsante sulla bocca. Il getto caldo, lungo e potente mi inonda la gola: sapore acre, salato, minerale, umiliante fino al midollo. Io ingoio avidamente, deglutendo rumorosamente, piccole gocce che mi colano sul mento, sul collo, sui seni tatuati.
«Grazie, Padrona Paola, per avermi fatto dissetare con il tuo nettare dorato,» mormoro alla fine, la voce rotta dalla vergogna e dall’eccitazione viscerale, la fica che pulsa come impazzita.
*** PAOLA ***
Oh cazzo, quando Claudia entra nel mio negozio con quelle due non riesco a credere ai miei occhi. La mia vecchia amica, la pantera di Cortina, ha portato con sé la leggenda di cui mi ha parlato per mesi: Daniela, la Padrona dal sorriso di ghiaccio, e la sua nuova opera d’arte vivente, Michela. Appena le vedo mi si bagna la fica come una liceale. Claudia mi bacia subito, un bacio profondo, saffico, le nostre lingue che si intrecciano con fame vecchia di anni, le sue mani che mi strizzano il culo mentre io le mordo il labbro inferiore.
«Ti ho portato un regalo,» mi sussurra contro la bocca, e io capisco subito chi è il regalo.
Quando Daniela le ordina «Spogliati, schiava. Mostra a Paola come ti ho marchiata» io sento un brivido caldo scendermi fino al clitoride.
Michela ubbidisce senza esitare, un tremito di vergogna le percorre la pelle mentre si toglie il maglioncino. I seni esplodono liberi, pesanti, sodi, gli anelli che tintinnano osceni. Poi via gli stivali, via le calze, via lo stringi vita. Nuda. Completamente nuda nel mio negozio, in mezzo ai vestiti e alle luci fredde. Il tatuaggio “PROPRIETÀ DI DANIELA” le corre lungo la schiena con una freccia nera che punta dritta al buco del culo dilatato dal plug blu mostruoso, quello da 8,5 cm con le tre sfere progressive che lampeggia e vibra come un faro di depravazione. “SLAVE” sul basso ventre, il viso di Daniela tatuato sul seno destro, la catenella con la gemma rossa che le accarezza la fica rasata e già gocciolante. Le grandi labbra allungate dai dilatatori da 26 mm pendono pesanti, ornate da anelli da 4 cm che tintinnano a ogni respiro. Il clitoride imprigionato dalla barretta con le due sfere d’acciaio sporge teso come un piccolo cazzetto, lucido di umori.
«L’hai proprio marchiata come una troia da bordello,» dico a Daniela con la voce già roca di eccitazione. Daniela ride bassa: «Mostra la lingua, schiava.» Michela spalanca la bocca e io vedo la gemma blu sulla lingua luccicare come un invito al peccato. Il mio cuore batte forte. «Posso provarla? Voglio che mi lecchi figa e culo contemporaneamente.» Daniela annuisce con quel sorriso crudele che mi fa bagnare ancora di più: «Certamente.»
Mi siedo sullo sgabello dietro il bancone, alzo la gonna, mi sfilo i collant pesanti. La mia fica è già fradicia, le grandi labbra gonfie e lucide. Michela si inginocchia nuda sul pavimento freddo del mio negozio, il plug blu che ronza forte tra le sue natiche tatuate. La sua lingua calda e morbida mi sfiora prima le grandi labbra, poi l’ano, poi la gemma blu entra dentro di me, vibrando contro le pareti della fica e del culo mentre lei lecca con fame disperata. È divina. La lingua è viva, il piercing preme esattamente dove serve, la gemma vibra come un piccolo motore di piacere. Io le stringo i capelli castani ondulati, le spingo la faccia contro la mia fica: «Cazzo sì… usa quella lingua con la gemma, troia! Leccami più a fondo, infilala tutta nel mio culo!» Michela obbedisce, la lingua che scava, la gemma che vibra dentro di me, il suo naso premuto contro il mio clitoride. Vengo urlando, un orgasmo violento che mi fa tremare le cosce, i miei umori che le inondano la faccia.
Ma non è finita. Ho la vescica piena, calda, pronta.
«Ora devo pisciare…» dico ansimando. Daniela ride, quel suono basso e sadico che mi fa contrarre la fica: «La mia troia sarà felice di bere la tua urina, Paola. Apri la bocca, schiava.» Michela alza gli occhi azzurri velati di vergogna bruciante, ma la bocca si spalanca obbediente. Io le appoggio la fica ancora pulsante direttamente sulle labbra e lascio andare. Il getto è lungo, caldo, potente. L’urina dorata le riempie la bocca, le cola sul mento, sul collo, sui seni tatuati. Lei ingoia avidamente, deglutendo rumorosamente, piccole gocce che le scivolano tra i seni pesanti. Quando finisco, piccole gocce residue le bagnano ancora le labbra. Michela, con la voce rotta e umiliata, mormora: «Grazie, Padrona, per avermi fatto dissetare con il tuo nettare dorato.»
Io resto lì, il cuore che batte forte, la fica che pulsa ancora. Questa donna è un capolavoro di depravazione. La voglio di nuovo. Voglio vederla a quattro zampe nel mio retrobottega, voglio usare quel plug mostruoso su di lei mentre Daniela guarda, voglio farle bere di nuovo la mia piscia mentre le tiro quegli anelli osceni. Ma per ora mi ricompongo, vado nel magazzino e torno con due tute da neve perfette: bianca per lei, rosa per Daniela.
«Sono di tessuto termico sottile… la cerniera parte dalla figa fino al collo. Potete lasciarla aperta quanto volete.» Gliele porgo, gli occhi ancora fissi sul corpo nudo di Michela che si riveste lentamente, la cerniera che lascia i seni abbondanti in bella vista, il plug blu che lampeggia tra le natiche anche sotto la tuta.
«Tenetele,» dico sorridendo a Daniela. «È un regalo. Ma la prossima volta voglio usare di nuovo la tua troia. E magari farle provare anche il mio strap-on più grosso.» Daniela ride: «Avrai modo di farlo, sai dove trovarci.» Mentre escono, io resto dietro il bancone, la mano che scivola sotto la gonna, le dita che affondano nella mia fica ancora bagnata di urina e umori.
«Cazzo… quella schiava è perfetta,» mormoro tra me. «La voglio vedere di nuovo. Voglio vederla piangere di piacere mentre la marchiano ancora di più.»
*** NOTE ***
---CAPITOLO 5: Tuffo nel 1999 (Recuperate i primi quattro!)---
Allacciate le cinture: vi porto in un 1999 audace, decadente e senza filtri. Non aspettatevi un raccontino, questo è un romanzo vero e proprio con una forte dose di esibizionismo. Se apprezzate, fatemelo sapere con un pollice in su e un commento!
---La Musa e lo Scrittore---
Questa storia non è autobiografica, ma nasce dalle confidenze reali e bollenti della mia amica "Damabiancaesib" (potete ammirarla qui su a69, cercatela). Altri hanno provato a raccontarla, ma lei ha scelto mia penna, anzi la mia tastiera, per svelare le sue fantasie più oscure. Nessun plagio, solo la magia di trasformare i suoi segreti in letteratura. Io sono "solo" l'autore e vivo senza catene, ma lascio sempre la porta socchiusa a chi sa stupirmi con proposte intriganti.
---A Voi la Mossa---
Incoronatemi Maestro dell'Erotismo con un bel voto, o lasciate un commento spudorato. E se vi sentite audaci, scivolate nei miei messaggi privati: chissà che una proposta indecente non trasformi la fantasia in realtà in qualche Club Privé di Bologna...
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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