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Prime Esperienze

Cambridge #2 - Obbligo o verità


di Membro VIP di Annunci69.it giorgal73
19.08.2025    |    13.331    |    1 7.1
"Un gemito gutturale mi sfuggì quando prese il mio pene interamente in bocca, succhiando con vigore..."
OBBLIGO O VERITA'

--- ATTENZIONE--- vai subito alla fine del racconto, dopo torna e leggi dall' inizio!

Una sera, mentre eravamo tutti riuniti nella sala comune del dormitorio a bere e scherzare, Stefania propose un gioco.

"Facciamo obbligo o verità!" esclamò eccitata. "Chi si tira indietro dovrà bere un bicchiere intero di vodka!"

Tutti acconsentirono entusiasti. Le domande e le sfide diventavano sempre più audaci man mano che la serata proseguiva e l'alcool scorreva. Ad un certo punto, fu il turno di Laura.

"Obbligo o verità?" le chiese Stefania con uno sguardo malizioso.

"Obbligo!" rispose Laura ridacchiando.

"Ti obbligo a baciare Giorgio, con la lingua, per almeno un minuto!"

Laura mi guardò e arrossì, ma si alzò e mi si avvicinò. Sentivo il mio cuore battere fortissimo. Mi prese il viso tra le mani e mi baciò intensamente. La sua lingua cercava la mia mentre le nostre labbra si scontravano con passione. Sentivo il suo corpo caldo premuto contro il mio. Dopo quella che sembrò un'eternità, ci staccammo ansimanti.

Tutti applaudirono e fischiarono, ma io avevo occhi solo per Laura. Avevo dato il mio primo vero bacio-

La seconda settimana segnò un ulteriore passaggio di livello. Ormai la confidenza era tale che le ragazze non facevano più caso alla mia presenza e il girare seminude o il fare conversazioni hot era diventata una routine, ma io ero sempre un diciasettenne con gli ormoni a mille.
Ricordo che oltre alle seghe mentali che mi facevo immaginando performance sessuali con tutte le mie amiche, mi uccidevo anche di seghe reali, la masturbazione era l’unico modo per sfogarmi.

Un giorno scordai di chiudere la porta della stanza. Ero sul letto a giocare il mio amichetto, quando Stefania entrò senza bussare per chiedermi un favore. Io come un ladro mi vergognai e cercai di coprirmi velocemente con il lenzuolo. Lei tranquillamente si avvicinò, si sedette sul letto acconto a me, allontanò il lenzuolo e prese in mano la situazione in ogni senso.

«Non ti dispiace se ti aiuto vero? Ti vedo un po’ in difficolta, ma stai tranquillo, oppure preferisci che esca?»

Io ero un ragazzino impacciato, ma non pirla. Le dissi che assolutamente doveva rimanere e che avrei fatto tutto quello che lei mi avesse chiesto.
Fui anche onesto e le confessai che non ero mai stato con una ragazza, come sempre l’onestà paga e fui ricompensato.

Si tolse la maglietta e iniziò a massaggiarmi il pene lentamente. Il mio collo diventò la pista di atterraggio delle sue labbra. Io ero emozionato e anche un po' in ansia. Non avevo molta esperienza se non quella passiva delle videocassette porno che mi scambiavo con i miei compagni di classe ogni tanto. Però la visione di quel meraviglioso seno del quale ricordo ancora la consistenza tra le mie mani, mi guidò nell’ accarezzarlo e nel gustarlo con la mia bocca.
La tranquillità e la disponibilità di Stefania riuscirono a farmi sentire sufficientemente sicuro delle mie azioni e lentamente mi inoltrai in un sentiero nuovo e mai percorso.
Intanto le labbra continuarono a scrutare il mio corpo, assaporarono i lobi e i miei capezzoli, il mio pene era durissimo e pulsante, la mano delicata continuava il suo viaggio su e giù.
La sensazione era completamente diversa rispetto a quando ero io a masturbarmi, non avevo il controllo e il contatto di una mano estranea mi appagava e mi dava maggior godimento.

Le labbra si posarono sulle mie. Erano morbidissime e umide. Era il mio secondo bacio, il preferito. Quando sentii la pressione della lingua di Stefania, dischiusi le labbra che accolsero un sexy alieno caldo e umido. La lingua studiava la mia bocca e chiedeva il contatto con la mia che iniziai a muovere assecondandola. Facemmo una specie di braccio di ferro con la lingua e Stefania si mise a ridere.

«Intuisco che non hai esperienza neanche con i baci, vero?»

Annuii con la testa, perché non riuscivo a parlare, le sensazioni provenienti dalla mia intimità e quel bacio mi avevano tolto l’uso della parola.

«Allora ti insegno qualche piccolo trucco. Prima di tutto poca saliva, le labbra non devono essere bagnatissime e non devi sbavare. Avvicinati con lentezza fissandomi negli occhi. Posiziona con delicatezza la tua bocca sulla mia, poi inizia a giocare con le labbra, usa le tue per mordicchiarle e sfrutta anche la punta della lingua per accarezzarle. Quanto ti sentirai pronto fai entrare la lingua dentro di me e cerca la mia fino al contatto. Roteala leggermente senza spingere tanto, io farò lo stesso. Stai attento a non mordicchiarmi forte e cerca di stare attento con i denti, studia e scruta la mia bocca come io farò con la tua. A me piace sentire le mani che mi stringono in un forte abbraccio, ma tu fai ciò che ti suggerisce l’istinto e ovviamente chiudi gli occhi appena le labbra si sfioreranno.»

Annuii ancora e mi avvicinai lentamente al suo viso, fissando i suoi occhi verdi e profondi. Il mio cuore batteva all'impazzata mentre le nostre labbra si sfiorarono delicatamente. Iniziai a mordicchiare le sue labbra morbide, usando la punta della lingua per accarezzarle. Stefania sospirò di piacere e socchiuse la bocca, invitandomi ad entrare.

Con un po' di esitazione, feci scivolare la lingua dentro di lei, cercando la sua. Quando si incontrarono, una scossa elettrica mi attraversò il corpo. Roteai la lingua attorno alla sua, assaporando il suo sapore dolce. Le mie mani si mossero istintivamente, stringendola in un forte abbraccio mentre il bacio si faceva più intenso.

Perso nelle sensazioni travolgenti, dimenticai tutto il resto. C'eravamo solo io e Stefania, avvolti in quel momento di passione. Quando ci staccammo per riprendere fiato, i suoi occhi brillavano di desiderio.

"Sei un allievo molto promettente," sussurrò con un sorriso malizioso. "Ma abbiamo ancora tante cose da esplorare insieme. Hai i preservativi?"

La sua domanda mi colse di sorpresa, facendomi arrossire. "N-no, non li ho," balbettai.

Lei mi sorrise dolcemente. "Non ti preoccupare, ci sono tanti modi per divertirci ora, poi più tardi li andremo a comprare. Voglio assolutamente essere la tua prima volta. Che dici ti va di soddisfare reciprocamente i nostri sessi? un bel 69? sai come si fa vero?”

Non potevo credere alle mie orecchie. Stefania, la ragazza più bella che avessi mai visto, mi stava chiedendo di fare un 69 con lei. Il cuore mi batteva all'impazzata e sentivo il sangue fluire verso il basso.

"Sì, sì certo che so come si fa", risposi con voce tremante, cercando di apparire sicuro di me. In realtà non l'avevo mai fatto prima, ma avevo visto abbastanza porno per avere un'idea generale.

Stefania mi sorrise maliziosamente. "Perfetto allora. Stenditi sul letto."

Ubbidii subito, sdraiandomi sulla schiena. Lei salì sul letto e gattonò sensualmente verso di me, con i seni che penzolavano invitanti. Quando fu sopra di me, girò il suo corpo nella direzione opposta, mettendo la sua intimità proprio sopra il mio viso mentre la sua bocca si avvicinava pericolosamente al mio membro già duro.

Il suo profumo mi inebriò i sensi. Delicatamente, feci scorrere le mani sulle sue cosce lisce fino a raggiungere i suoi glutei sodi. Li strinsi, tirandola verso il basso mentre sollevavo la testa per assaggiare il suo nettare.

Nel frattempo sentii il suo respiro caldo sul mio sesso pulsante. "Mmm, sei già così duro per me", mormorò prima di far scorrere la lingua lungo tutta la lunghezza, facendomi rabbrividire di piacere.

Affondai la lingua tra le sue pieghe bagnate, assaporando la sua dolcezza. I suoi gemiti di piacere mi eccitarono ancora di più. Cercai il suo piccolo bocciolo, stuzzicandolo e leccandolo avidamente mentre le mie mani esploravano ogni centimetro del suo corpo perfetto.

Stefania prese il mio membro tra le sue labbra, succhiando delicatamente la punta. Ondate di piacere mi attraversarono il corpo mentre la sua lingua abile danzava sulla pelle sensibile. Affondai di più la faccia tra le sue cosce, penetrandola con la lingua, assaporando la sua essenza.

I nostri gemiti e ansimi riempirono la stanza mentre ci davamo piacere a vicenda. Le sue mani mi accarezzavano i testicoli mentre la sua bocca calda scivolava su e giù, portandomi sempre più vicino al limite. Raddoppiai i miei sforzi, leccando e succhiando il suo clitoride, determinato a farla godere quanto me.

Purtroppo ero così eccitato che durai pochissimo. Il mio corpo si tese e rabbrividii quando l'orgasmo mi travolse. Stefania continuò a succhiare, inghiottendo fino all'ultima goccia.

Mi sentii mortificato, ma lei non demorse, mi chiese di continuare a stimolarla e io lo feci. Ripresi a giocare seguendo le sue indicazioni, mi diede istruzioni su come fare ogni cosa.
La succhiai, le mordicchiai, ma masturbai con una, due e tre dita, le succhiai il clitoride e le grandi e piccole labbra.

Finché anche il suo corpo non fu percorso da fremiti di piacere. Sentii i suoi muscoli interni contrarsi attorno alle mie dita mentre raggiungeva l'apice. Un lungo gemito le sfuggì dalle labbra e si lasciò andare completamente all'estasi.

Il suo sesso vibrò con intensità. Il suo corpo esile e tonico riversò sul mio un sisma del quarto grado della scala Mercalli. Un liquido denso, dolce e caldo si riversò sulla mia lingua, dentro alla mia bocca.
Stese le gambe e il suo sesso aderì alla mia bocca ulteriormente. La sua mano si contrasse sul mio pene stritolandolo, una sensazione meravigliosa mi pervase l’anima.
Rimanemmo in quella posizione per diversi minuti, non rammento assolutamente per quanto, ma in quel momento avrei voluto rimanere in quella posizione per sempre.

Continuai a muovere la lingua e le dita delicatamente, prolungando il suo orgasmo il più a lungo possibile. Intanto la sua bocca continuò a giocare con il mio pene che nel frattempo riprese vigore (che bei tempi erano quando avevo 17 anni e il pistolino rispondeva sempre senza esitazioni).
I suoi umori mi avevano bagnato tutta la faccia.
La sua essenza femminile fu per me la panacea dei sensi, ero contento, felice in un universo parallelo. Le misi le mani sui glutei e accarezzai il suo sedere con delicatezza e voluttuosità, la sua bocca riprese ad avvolgere la mia cappella nuovamente gonfia.

Le sue labbra scivolarono lungo il mio membro, avvolgendolo in un caldo abbraccio. La sua lingua danzava sulla pelle sensibile, tracciando cerchi e spirali che mi fecero rabbrividire di piacere. Affondai le dita nella sua carne soda, massaggiando e stringendo quei glutei perfetti.

Un gemito gutturale mi sfuggì quando prese il mio pene interamente in bocca, succhiando con vigore. Il piacere crebbe, diffondendosi in tutto il mio corpo come scariche elettriche. I muscoli si tesero, il respiro si fece affannoso. Per fortuna, le sensazioni si protrassero nel tempo, essendo già venuto qualche minuto prima, ora potevo godere in modo diverso e più intensamente. Percepivo la morbidezza delle sue labbra ad ogni passaggio. Il calore della lingua e il risucchio costante mi facevano esplodere i neuroni.

Le onde di piacere si intensificarono sempre di più, travolgendomi come una marea inarrestabile. Il suo ritmo divenne più deciso, la bocca scivolava su e giù senza sosta, portandomi sull'orlo dell'estasi. Inarcai la schiena, spingendomi verso di lei, desiderando di più, bramando quel momento di totale abbandono.

Con un ultimo affondo, esplosi in un orgasmo devastante. Ondate di puro godimento mi attraversarono, facendomi tremare e ansimare senza controllo. Lei continuò a succhiare, prolungando quell'estasi paradisiaca, come aveva già fatto precedentemente, mentre io mi perdevo completamente nelle sensazioni.

Quando finalmente tornai alla realtà, la trovai che mi guardava con un sorriso malizioso, leccandosi le labbra con aria soddisfatta.

«Dai alziamoci e andiamo fare una doccia, così dopo cena andiamo al market a comprare i preservativi»

Non realizzai immediatamente la proposta di Stefania, ma qualcosa nella mia testolina mi suggerì di seguire nuovamente i suoi consigli.

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Il racconto che leggerai o che hai appena letto è in realtà un racconto che ho già pubblicato in passato. Questa, però, è la versione estratta dal libro che ho pubblicato su Amazon. Ci sono ovviamente delle differenze. La prima è che non sono solo 2 capitoli come la precedente pubblicazione su A69, bensì 13. Spero che la storia completa vi entusiasmi come è accaduto in precedenza!

Ogni settimana pubblicherò 3 capitoli, vi riporto il sommario così che non ve ne perdiate nessuno:
-Ricordi dal Passato
-Obbligo o Verità
-La prima volta che comprai i preservativi
-Sopraffatto da due ragazze
-Shopping da Harrods
-La comodità di un letto
-In tre la festa è più divertente
-Un Tatuaggio molto intimo
-Gita al Kioto Garden
-La villa del peccato
-Fidanzamento a porte aperte
-Caccia ai 7 nasi di Soho
-Epilogo

Bene, ora tocca a voi giudicare se sono un genio incompreso o solo un tizio che si crede uno scrittore. Un voto, dai, non fate i tirchi! E se vi va, lasciate pure un commento, anche uno di quelli che fanno ridere.
Scrivo queste storie perché mi piace farvi sognare, ma anche perché mi piace farmi un po' di pubblicità. Diciamo che sono un po' come un venditore ambulante di sogni proibiti. E sì, ho un debole per le donne, ma non sono fissato su un solo tipo. Anzi, mi piace sperimentare!

Se vi va di far parte della mia cerchia di ammiratori (o complici), contattatemi pure. Magari insieme possiamo inventare o vivere(meglio) una storia ancora più pazza. Io sono come la pubblicità occulta, mi sponsorizzo tra le righe, quindi la cosa migliore è conoscermi e poi si vedrà! Scrivetemi qui o mandatemi un telegramma il nickname è lo stesso che uso su tutti i social.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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