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Lui & Lei

Cambridge #8 - Il Tatuaggio molto intimo


di Membro VIP di Annunci69.it giorgal73
08.09.2025    |    18.386    |    1 9.0
"" Sentivo l'orgasmo montare, le palle che si stringevano e i muscoli delle cosce che tremavano per lo sforzo..."
La mattina seguente mi svegliai lentamente, emergendo da un sonno profondo e ristoratore. Mentre la mia coscienza affiorava, divenni consapevole del calore dei corpi femminili premuti contro il mio su entrambi i lati. Vanessa e Stefania erano ancora addormentate, i loro respiri lenti e regolari.

Con cautela, mi liberai delicatamente dal groviglio di arti e scivolai fuori dal letto, attento a non disturbare le mie bellissime compagne. In punta di piedi uscii dalla stanza e mi diressi in bagno, desideroso di farmi una doccia ristoratrice.

Indossai velocemente la maglietta e i pantaloni e uscii silenziosamente dalla stanza. Appena varcai la soglia trovai Elena.

Elena mi guardò con un'espressione complice, un lieve sorriso che le increspava le labbra. "Buongiorno, tesoro," disse dolcemente. "Dormito bene?"

Sentii le guance arrossarsi, ripensando agli eventi della notte appena trascorsa. "Benissimo," risposi, ricambiando il sorriso. "E tu?"

"Come un angioletto." Elena si avvicinò, posandomi una mano sul braccio. Qualche secondo di silenzio e poi:

"Allora," disse, fissandomi con occhi scintillanti, "com'è stato con Vanessa e Stefania?"

"È stato... intenso," ammisi, sentendo di nuovo il rossore salirmi alle guance. "Meraviglioso, ma intenso."

Elena ridacchiò, un suono basso e gutturale che mi mandò brividi lungo la schiena. "Me lo immagino." Si sporse verso di me, abbassando la voce in tono cospiratorio. "Sai, loro due non sono le uniche interessate a te. Anche a me è piaciuto molto scoparti. Ti posso chiedere un favore?"

Ero sorpreso dalle parole di Elena. Non mi aspettavo una proposta così diretta da lei, specialmente dopo la notte che avevo appena passato. Tuttavia, non potevo negare l'attrazione che provavo per lei. Elena era una donna bellissima e affascinante, con un corpo mozzafiato e uno sguardo magnetico.

"Certo, dimmi pure," risposi, cercando di mantenere un tono neutro nonostante il cuore che mi batteva all'impazzata.

Elena si avvicinò ancora di più, fino a sfiorarmi con il suo corpo sinuoso.

“Mi accompagneresti a fare un tatuaggio? non voglio andarci da sola, anche perchè lo voglio fare sulla figa”,sussurrò al mio orecchio, il suo respiro caldo sulla mia pelle.

La sua richiesta mi lasciò senza parole per un istante. Un tatuaggio sulla sua intimità? L'idea mi eccitava e mi spaventava allo stesso tempo. Deglutii a fatica, cercando di mantenere la calma.

"Sulla... sulla figa?" ripetei, la voce roca per l'emozione. "Sei sicura? Non è una zona molto delicata per un tatuaggio?"

Elena annuì, mordendosi il labbro inferiore in modo provocante. "Lo so, ma è proprio questo il bello. Voglio qualcosa di unico, di intimo. E voglio che tu sia con me quando lo faccio, così sarò al sicuro da eventuali avances del tatuatore."

Il suo sguardo era così intenso, così carico di desiderio, che mi sentii avvampare. L'idea di vedere Elena in una situazione così intima, di essere lì con lei mentre si faceva tatuare in quel punto così sensibile, mi stava facendo perdere la testa.

"Va bene," acconsentii alla fine, la voce poco più di un sussurro. "Ti accompagnerò."

Un sorriso trionfante si dipinse sulle labbra di Elena. "Perfetto. Andiamo subito, conosco un posto qui vicino."

Mi prese per mano e mi trascinò via, il suo corpo caldo premuto contro il mio. Mentre camminavamo per le strade affollate, la mia testolina vagava e le aspettative dell’ esperienza erano oltre ogni immaginazione.

Arrivammo davanti la vetrina dello studio di Tatoo. “Giorgio, adesso entriamo, il proprietario è un Italiano, si chiama Marco e già sono stata da lui altre 2 volte. Ti presenterò come il mio fidanzato ok?”

“Tranquilla, ti reggerò il gioco. Quindi la farfallina e il pinguino sono opera di Marco?”

“Si è stato lui a tatuarmeli.”

Entrammo nello studio e un uomo muscoloso e pieno di tatuaggi ci accolse con un sorriso sghembo. "Ciao Elena, sei pronta per il grande giorno?"

Elena annuì eccitata. "Si Marco, non vedo l'ora. Lui è il mio ragazzo si chiama Giorgio, mi farà compagnia durante la sessione."

Marco mi squadrò da capo a piedi. "Capito. Beh, mettetevi comodi mentre preparo l'attrezzatura."

Ci accomodammo su un divanetto di pelle nera mentre Marco spariva nel retro. Il cuore mi martellava nel petto e le mani mi sudavano per l'agitazione. Elena sembrava tranquilla, ma potevo vedere un luccichio di nervosismo nei suoi occhi.

Poco dopo Marco tornò con l'occorrente. "Ok, sei pronta? Devi togliere slip e pantaloni e sdraiarti sul lettino."

Con mia sorpresa, Elena si spogliò senza esitazione, rivelando la sua intimità glabra e invitante. Si distese a gambe aperte e io deglutii a vuoto, la gola secca per l'eccitazione.

Marco indossò i guanti e prese ad armeggiare con aghi e inchiostro. "Hai deciso per il disegno che mi avevi mandato? La farfalla tribal proprio sopra la fessura?"

"Sì, esatto," confermò Elena con un filo di voce.

Quando il ronzio dell'ago riempì la stanza, trattenni il respiro. La punta si avvicinò all'inguine di Elena e lei serrò gli occhi. Rimasi ipnotizzato a fissare la scena, il sangue che pulsava furiosamente nelle vene...

Elena si lasciò sfuggire un gemito quando l'ago toccò la sua pelle delicata. Strinse i denti e serrò i pugni, cercando di resistere al dolore. Gocce di sudore le imperlavano la fronte.

Io ero pietrificato, incapace di distogliere lo sguardo. C'era qualcosa di ipnotico nel vedere l'inchiostro che penetrava nella carne, tracciando linee scure sulla pelle diafana. Il ronzio dell'ago, il respiro affannoso di Elena, il ticchettio dell'orologio - tutto sembrava amplificato, quasi assordante nel silenzio teso.

Marco lavorava con precisione, la mano ferma e lo sguardo concentrato. Sotto i suoi polpastrelli, il tatuaggio prendeva forma. Ali delicate e sinuose che incorniciavano l'intimità di Elena come petali di un fiore proibito.

Il tempo pareva essersi cristallizzato. Non esisteva più nulla al di fuori di quella stanza, di quel lettino, del corpo martoriato di Elena. La mia eccitazione cresceva insieme alla sua sofferenza, un groviglio di sensazioni contrastanti che mi toglieva il fiato.

Dopo quella che parve un'eternità, Marco si scostò e ammirò la sua opera. "Finito," annunciò, la voce roca. Pulì le ultime tracce di sangue e inchiostro, poi applicò una garza sulla pelle irritata.

Elena si alzò lentamente, le gambe tremanti. Quando incrociò il mio sguardo, vidi riflesso nei suoi occhi lo stesso tumulto che mi agitava dentro. Dolore, piacere, vergogna, desiderio - tutto mescolato in una sinfonia di emozioni travolgenti.

Prima di farci andare via Marco iniziò a dare delle istruzioni chiare a Elena:” Mi raccomando non fare sesso per almeno 48 ore, e tieni tutto pulito. Giorgio lo dico anche a te, controllala e se proprio non resistete, prendila da dietro che tanto il culo non ha problemi.”

Uscimmo dallo studio senza quasi proferir parola. L'aria fresca della sera mi colpì come uno schiaffo, risvegliandomi dalla trance in cui ero caduto. Elena camminava al mio fianco, il passo rigido e lo sguardo basso.

"Stai bene?" chiesi alla fine, la voce roca.

Lei annuì, senza guardarmi. "Fa male," mormorò, "ma ne è valsa la pena."

Arrivammo al dormitorio in un battito di ciglia. Salimmo le scale, il respiro affannoso, le mani che si sfioravano. Appena varcata la soglia Elena mi afferrò, premendo le labbra sulle mie in un bacio famelico. Gemette nella mia bocca quando la strinsi a me, le mani che vagavano sul suo corpo.

"Giorgio..." ansimò quando ci staccammo, gli occhi scuri di desiderio. "Mi sono eccitata un casino prima e ora voglio spegnere il mio desiderio."

Sapevo cosa mi stava chiedendo. La volevo con ogni fibra del mio essere, ma le istruzioni di Marco riecheggiavano nella mia mente. Con uno sforzo titanico, mi imposi di rallentare.

"Stai tranquilla, ricordati quello che ha detto il tuo amico tatuatore.” mormorai, sfiorandole il viso. "Certo che me lo ricordo, infatti ti sto chiedendo dei farmi godere con il tuo bel cazzo direttamente in culo!Un orgasmo è sempre un orgasmo e quello anale mi piace tantissimo.”

Le sue parole esplicite mi eccitarono ancora di più. Afferrai Elena per i fianchi e la girai, premendola contro il muro. Lei si inarcò verso di me, strusciando il sedere sul mio cavallo dei pantaloni.

"Sei sicura?" chiesi con voce roca, mentre le mie mani le accarezzavano i fianchi e risalivano lungo i fianchi nudi.

"Sì, ti prego..." gemette lei in risposta, spingendo indietro il bacino per aumentare la frizione. "Lo voglio, ne ho bisogno."

Con dita tremanti slacciai i suoi jeans e li abbassai insieme agli slip, scoprendo la pelle liscia e soda del suo fondoschiena. Mi inginocchiai dietro di lei e posai la bocca su una natica, mordicchiando e leccando la carne sensibile.

Elena mugolò e si contorse, aggrappandosi al muro. "Ti prego, Giorgio...non farmi aspettare ancora..."

Ubbidiente, mi rialzai e abbassai la zip dei pantaloni, liberando la mia erezione pulsante. Indossai il preservativo e guidai la punta alla sua apertura e spinsi lentamente, lasciando che si abituasse all'intrusione centimetro dopo centimetro.

Quando fui completamente dentro gemetti per la sensazione paradisiaca del suo canale stretto e bollente che mi avvolgeva. Cominciai a muovermi, dapprima con spinte lente e profonde, poi sempre più veloci e brutali man mano che la passione cresceva.

Elena si aggrappava al muro e spingeva indietro, andando incontro ad ogni affondo. I nostri corpi nudi si scontravano in uno schiocco osceno di pelle contro pelle, mentre i gemiti e i mugolii di piacere riempivano la stanza.

"Sì...ah...così..." ansimava lei, la voce rotta dal piacere. "Scopami...riempimi..."

Sentivo l'orgasmo montare, le palle che si stringevano e i muscoli delle cosce che tremavano per lo sforzo. Con un ringhio animalesco afferrai i fianchi di Elena e mi spinsi dentro di lei un'ultima volta, svuotandomi.

Elena gridò, il suo corpo scosso da brividi di piacere mentre raggiungeva l'apice insieme a me. Le sue pareti interne pulsavano attorno al mio membro, prolungando il mio orgasmo in ondate di estasi.

Rimanemmo immobili per qualche istante, ansimando, i corpi madidi di sudore. Poi, con delicatezza, mi ritirai da lei e gettai via il preservativo usato. Elena si voltò e mi avvolse le braccia al collo, baciandomi con passione.

“Ok, ora sono più felice e soddisfatta, mi riposo un po', ci vediamo dopo a cena”.

Mi vestii e lasciai la stanza come se fossi un ladro con un sacco pieno di merce rubata, dirigendomi verso la mia stanza. Il corridoio era silenzioso e poco illuminato, con solo alcune lampadine accese che tremolavano nelle loro applique. L'aria profumava di incenso e di un leggero sentore di lavanda. Non potei fare a meno di provare un senso di gioia e appagamento per la vacanza che mi stava donando forti emozioni.

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Il racconto che leggerai o che hai appena letto è in realtà un racconto che ho già pubblicato in passato. Questa, però, è la versione estratta dal libro che ho pubblicato su Amazon. Ci sono ovviamente delle differenze. La prima è che non sono solo 2 capitoli come la precedente pubblicazione su A69, bensì 13. Spero che la storia completa vi entusiasmi come è accaduto in precedenza!

Ogni settimana pubblicherò 3 capitoli, vi riporto il sommario così che non ve ne perdiate nessuno:
- Ricordi dal Passato
- Obbligo o Verità
- La prima volta che comprai i preservativi
- Sopraffatto da due ragazze
- Shopping da Harrods
- La comodità di un letto
- In tre la festa è più divertente
- Un Tatuaggio molto intimo
- Gita al Kioto Garden
- La villa del peccato
- Fidanzamento a porte aperte
- Caccia ai 7 nasi di Soho
- Epilogo

Bene, ora tocca a voi giudicare se sono un genio incompreso o solo un tizio che si crede uno scrittore. Un voto, dai, non fate i tirchi! E se vi va, lasciate pure un commento, anche uno di quelli che fanno ridere.
Scrivo queste storie perché mi piace farvi sognare, ma anche perché mi piace farmi un po' di pubblicità. Diciamo che sono un po' come un venditore ambulante di sogni proibiti. E sì, ho un debole per le donne, ma non sono fissato su un solo tipo. Anzi, mi piace sperimentare!

Se vi va di far parte della mia cerchia di ammiratori (o complici), contattatemi pure. Magari insieme possiamo inventare o vivere(meglio) una storia ancora più pazza. Io sono come la pubblicità occulta, mi sponsorizzo tra le righe, quindi la cosa migliore è conoscermi e poi si vedrà!
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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