Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > bdsm > Sottomessa Al Piacere-I Marchi Indelebili#10
bdsm

Sottomessa Al Piacere-I Marchi Indelebili#10


di Membro VIP di Annunci69.it giorgal73
05.01.2026    |    15.391    |    4 8.0
"Per catturare la sua essenza audace, vi invito a esplorare il suo profilo su https://www..."
*** MICHELA ***

Il suo sapore è dolce, speziato, con una nota di fuoco che mi brucia la gola. Ingoio tutto, avidamente, mentre l’ago completa il viso di Daniela sul mio seno. Il dolore è intenso, ma ogni puntura è il suo sguardo che mi fissa per sempre.

La scopata con lo strap-on è stata devastante: la figa sigillata forzata, il dolore misto a piacere mentre leccavo il suo clitoride.

La rossa si ritira, mi lascia ansimante, la faccia e la figa lucide dei suoi umori doppi.

E io so che il tatuaggio è quasi finito. Il viso di Daniela sul mio seno destro, eterno.

*** GIORGIO ***

«Ora il finale,» annuncio. «Golden shower collettivo sulla faccia e sul tatuaggio fresco. Tutte insieme.»

Le sei donne si posizionano intorno al lettino, io sdraiata supina, il seno destro esposto con il tatuaggio ancora sanguinante.

Iniziano contemporaneamente: sei getti caldi, dorati, che mi colpiscono il viso, la bocca aperta, il collo, il seno tatuato. Il piscio è vario: forte e salato dalla butch, dolce dalla femme, acre dalla punk, abbondante dalla mora, chiaro dalla bionda, caldo dalla rossa.

Mi inondano, mi annegano. Ingoio quello che posso, il resto cola sul tatuaggio fresco, brucia sulla pelle aperta, ma è un bruciore sacro. Il piscio di sei donne lesbiche che mi marchia come la loro orinatoio temporaneo, ma eterna schiava di Daniela.

Urlo di dolore e piacere mentre il piscio mi riempie la bocca, gli occhi, i capelli. Vengo forte, schizzando sul lettino, il corpo che trema incontrollabile.

Daniela osserva, soddisfatta.

Quando finiscono, sono sommersa, il viso e il seno tatuato lucidi di piscio femminile.

Giorgio spruzza disinfettante sul tatuaggio, applica pomata e pellicola.

Daniela mi bacia sulla fronte bagnata.

«Ultimo tatuaggio pagato, amore mio. Ora porti il mio viso sul tuo cuore per sempre.»

E io, cieca di piscio, coperta di umiliazione femminile, sussurro:

«Grazie, Padrona. Grazie per avermi fatta bere loro. Per il tuo sguardo eterno sulla mia tetta.»

Sono completa.
Marchiata dentro e fuori.
Eterna.

*** GIORGIO ***

Quando l’ultima donna – la rossa – si ritira soddisfatta, lasciando Michela ansimante e coperta di umori femminili misti, spengo definitivamente la macchina. Il viso stilizzato di Daniela è perfetto: occhi grandi e freddi che fissano per sempre dal seno destro della schiava, bocca sottile con quel sorriso crudele che conosco bene. Nero intenso, lineare, ipnotico.

Mi tiro indietro, osservo l’opera completa. Michela è sdraiata sul lettino, il corpo lucido di sudore, umori e piscio femminile, il seno tatuato ancora rosso e gonfio, ma già bellissimo.

Le sei donne si rivestono piano, sorridendo tra loro, soddisfatte. Daniela resta in piedi accanto al lettino, la mano possessiva sulla spalla di Michela.

Raccolgo i contanti che le clienti mi hanno lasciato sul tavolo: un mucchio spesso di banconote da centomila e cinquantamila lire.

Fischio piano tra i denti, contando rapidamente.

«Cazzo, Daniela,» dico, la voce ancora rauca per l’eccitazione. «Con questi tre tatuaggi – schiena, ventre, seno – Michela mi ha fatto guadagnare cinque milioni di lire vecchie. Cinque milioni! Non ho mai incassato così tanto per solo tre lavori. E tutto grazie alla sua bocca, alla sua figa, al suo culo e alla tua autorizzazione geniale di far pagare le clienti con il corpo della schiava.»

Rido, una risata bassa e soddisfatta, e mi avvicino a Michela. Le accarezzo la coscia interna, ancora tremante.

«Grazie, troia,» dico, chinandomi su di lei. «Grazie per avermi fatto guadagnare una fortuna. Grazie per aver leccato sei fighe diverse, per aver bevuto il loro piscio, per esserti fatta scopare la faccia mentre io ti marchiavo la Padrona sulla tetta. Sei stata perfetta.»

Le donne annuiscono, alcune ridono piano.

«Un ultimo regalo,» aggiungo, slacciandomi i pantaloni. Il mio cazzo è duro da ore. Mi posiziono dietro di lei, ancora sdraiata supina con le gambe spalancate. Estraggo il plug con un pop umido – il buco resta aperto, rosso, invitante.

«Un’inculata finale,» annuncio. «Per sigillare il pagamento.»

Entro piano all’inizio, godendomi la stretta calda, poi spingo forte, tutto in una volta. Michela urla, un suono rauco di dolore e piacere esausto. Pompo con ritmo deciso, profondo, le mani che afferrano i fianchi.

«Grazie per i cinque milioni, puttana,» grugnisco a ogni affondo. «Grazie per avermi fatto ricco. Ahhh. Il tuo culo è sempre il migliore.»

Vengo dentro di lei con un rantolo lungo, riempiendola un’ultima volta, il carico caldo che si mescola ai residui precedenti.

Esco piano, reinfilo il plug perché tenga tutto dentro.

Mi rivesto, prendo il disinfettante. Spruzzo sul tatuaggio fresco – Michela sussulta per il bruciore – applico pomata e pellicola trasparente.

«Finito,» dichiaro. «Tre tatuaggi perfetti. E il pagamento più ricco della mia carriera.»

Mi giro verso Daniela, le passo il mucchio di banconote.

«Grazie a te, Padrona. E grazie a questa schiava perfetta.»

Indico Michela, distrutta, coperta di fluidi, marchiata per sempre.

«Portala a casa. Merita di riposare con il mio viso sul seno e il mio nome ovunque.»

Daniela sorride, finalmente.

E io so che non dimenticherò mai questa sessione.

*** DANIELA ***

Resto in silenzio fino all’ultimo, osservando ogni dettaglio: il viso di Michela sommerso da strati di piscio femminile che colano lenti, il suo seno destro gonfio e arrossato con il mio ritratto stilizzato ormai completo, gli occhi che mi fissano anche dalla sua pelle, la bocca appena accennata in quel sorriso crudele che lei conosce meglio di chiunque altro.

Quando Giorgio finisce di applicare la pellicola trasparente e si ritira, mi avvicino piano al lettino. Le sei donne sono già uscite, soddisfatte, lasciando dietro di sé l’odore dolce e salato della loro vittoria collettiva.

Mi siedo sul bordo, prendo il viso di Michela tra le mani – bagnato, appiccicoso, lucido – e lo sollevo delicatamente verso di me. Lei apre gli occhi annebbiati, ancora pieni di lacrime e piscio, e mi guarda con quella devozione assoluta che mi fa tremare dentro ogni volta.

In questo momento provo tutto insieme.

Orgoglio profondo, quasi doloroso: ha sopportato sei donne diverse sulla faccia, ha leccato fighe e clitoridi sconosciuti, ha ingoiato umori e piscio senza mai tirarsi indietro. Ha pagato con il corpo l’ultimo pezzo del mio marchio eterno.

Possesso totale: ora è davvero mia in ogni centimetro di pelle. La schiena urla il mio nome a chi la scopa da dietro, il ventre avverte chiunque la guardi che è SLAVE, e sul seno destro porto il mio sguardo che la seguirà per sempre, anche quando dormirà, anche quando si laverà, anche quando qualcun altro la toccherà (solo se io lo permetterò).

Ma sotto l’orgoglio e il possesso, c’è qualcosa di più fragile, più pericoloso: un amore malato, assoluto, che mi stringe la gola.

La guardo così distrutta, umiliata, coperta di fluidi altrui, e sento una tenerezza feroce che mi fa venire voglia di piangere. Vorrei proteggerla dal mondo intero e contemporaneamente esporla ancora di più. Vorrei pulirla io stessa con la lingua, centimetro per centimetro, e allo stesso tempo lasciarla così, sporca del suo sacrificio.

Le accarezzo la guancia, raccolgo un rivolo di piscio misto a umori con il pollice e glielo infilo piano tra le labbra. Lei succhia istintivamente, gli occhi che non lasciano mai i miei.

«Amore mio,» sussurro, la voce bassa, quasi rotta. «Sei perfetta. Hai pagato l’ultimo tatuaggio con una dedizione che mi fa tremare. Hai leccato sei donne per me. Hai bevuto il loro piscio per me. Hai lasciato che ti usassero mentre incidevano il mio viso sulla tua carne.»

Mi chino, lecco piano una striscia di piscio dalla sua tempia, assaporo il sapore collettivo delle mie clienti.

«Ti amo così,» continuo, la voce che trema appena. «Ti amo distrutta, umiliata, marchiata. Ti amo perché hai trasformato il dolore e la vergogna in un atto d’amore assoluto verso di me. Ti amo perché porti il mio sguardo sul tuo cuore. Ogni battito lo sentirà.»

Le bacio la fronte bagnata, poi le labbra gonfie, assaggiando tutto ciò che ha sopportato.

Michela singhiozza piano, un sorriso esausto tra le lacrime.

«Grazie, Padrona. Grazie per avermi resa completamente tua.»

*** MICHELA ***

Quando Daniela mi aiuta ad alzarmi dal lettino, le gambe mi cedono come se fossi fatta di gelatina. Il corpo è una mappa di dolori e fluidi: la schiena ancora calda dal primo tatuaggio, il ventre che pulsa sotto SLAVE, il seno destro che brucia con il suo viso fresco inciso sulla pelle. La faccia, il collo, i capelli, il petto: tutto è appiccicoso, salato, dolce, acre, un miscuglio di umori e piscio di sei donne diverse.

Eppure, dentro di me, c’è una quiete perversa, una soddisfazione profonda che non ho mai provato prima.

In queste tre settimane non ho mai goduto così tanto.

Ogni sessione è stata un abisso di umiliazione:

- la prima, con dieci cazzi rozzi che mi hanno profanata mentre il suo nome mi veniva inciso sulla schiena;

- la seconda, a leccare la figa e il culo di Luciana pieni di sborra di quattro sconosciuti;

- questa ultima, a servire sei donne con la bocca, a bere i loro umori e il loro piscio mentre il suo viso prendeva forma sul mio seno.

Mi sono sentita ridotta a meno di niente: orinatoio, leccatrice, oggetto di piacere altrui. Coperta di fluidi, usata senza riguardo, esposta, marchiata come bestiame.

Eppure non ho mai goduto così intensamente, così continuamente, così totalmente.

Ogni orgasmo è stato più forte del precedente, non solo fisico: era l’orgasmo di appartenere completamente, di pagare con il corpo per avere il suo nome sulla carne. Ogni umiliazione era un atto d’amore. Ogni goccia di piscio ingerita, ogni lingua piena di sborra o umori altrui, era un “ti amo” gridato senza parole.

Sono perversa, lo so. Godo nell’essere abbassata, sporcata, usata. Ma non è solo perversione. È soddisfazione profonda: ho trasformato il dolore e la vergogna in qualcosa di sacro. Ho pagato il prezzo più alto per essere sua in modo irreversibile.

Parte 10 di 10 - Fine

*** NOTE ***

Nuovo capitolo ispirato a Michela: la schiava perfetta, viene dilatata, marchiata, umiliata e riempita fino al delirio da Daniela, dea crudele e adorata. Delle semplici sessioni per tatuare la devozione di Michela a Daniela, diventano dei momenti perversi che spero possano eccitarvi fino a farvi svenire.

Questi racconti nascono dalle confessioni settimanali di una cara amica: non sono solo carne e supplizio, ma un amore così totale da farsi dolore. Non cercate in me il Padrone o lo schiavo; io scrivo per accendere la vostra fantasia, non per viverla con voi. La mia vita e le mie pulsioni sono, lontane da queste catene. Ringrazio per i messaggi, ma resto fedele ai miei desideri diversi. Eppure… chi sa davvero stupirmi troverà sempre una porta socchiusa. Quindi continuate a scrivermi e a fare proposte indecenti, sempre affini al mio profilo.

La storia che avete appena letto, con i suoi sospiri affannati e le sue carezze proibite, affonda le radici nelle avventure reali della mia amica "Damabiancaesib". Per catturare la sua essenza audace, vi invito a esplorare il suo profilo su https://www.annunci69.it/palco/@Damabiancaesib.

Altri autori su A69 hanno già narrato le sue confessioni, ma lei – insaziabile viaggiatrice negli abissi del desiderio – ha scelto me per spingersi oltre ogni confine, rivelando fantasie così oscure da bruciare l'anima. Non copio altri scrittori, né il mio lavoro è un plagio alla loro arte: è una fusione incendiaria tra realtà e finzione, dove le sue confidenze notturne si trasformano in parole che pulsano di vita, reinterpretate attraverso la mia voce unica.

Ora tocca a voi: elevatemi al trono di maestro dell'erotismo letterario con un voto generoso e avvolgente, o lasciatemi danzare tra i dolci sognatori? Lasciate un commento – anche irriverente, spudorato, intriso di passione – o sussurratemi in privato proposte audaci, che accendano la scintilla di un incontro capace di trasformare la fantasia in una realtà fremente, in un Club Privé di Bologna o ovunque il desiderio ci trascini con il suo flusso irresistibile.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
8.0
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per Sottomessa Al Piacere-I Marchi Indelebili#10:

Altri Racconti Erotici in bdsm:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni