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Sottomessa al Piacere-Lo Shopping Perverso#5


di Membro VIP di Annunci69.it giorgal73
27.10.2025    |    13.658    |    5 9.2
"» singhiozzo, la voce frantumata in mille schegge e quasi irriconoscibile, un suono animalesco che emerge dalle profondità primordiali del mio essere..."
*** MICHELA ***

Il cielo di Milano si tinge di arancione infuocato al tramonto, mentre il plug vibra debolmente dentro di me come un ricordo pulsante della mia condizione di schiavitù volontaria. Il mio profumo intimo, traditore, mi avvolge come un'aura invisibile, lasciando tracce umide e lucenti sulle cosce tremanti.
Patrizia e Luciana camminano dietro di noi come ombre fedeli, i loro occhi avidi catturano ogni frammento della mia umiliazione crescente. Daniela, con voce vellutata e autoritaria, propone un aperitivo in un locale dall'atmosfera intima, nascosto tra facciate di mattoni rossi consumati dal tempo.
Non si aspetta una risposta, noi dobbiamo solo ubbidire, pertanto ci accompagna fino all’entrata dove un cameriere dall'espressione complice ci guida verso il primo piano, dove piccole stanzette private promettono discrezione. Mentre saliamo la scala di vetro riflette impietosamente ogni curva del mio corpo esposto, a metà percorso Daniela si ferma per salutare un'amica con un barboncino dal pelo candido come neve fresca e un collare tempestato di strass luccicanti.

Ci fermiamo tutti, e gli sguardi curiosi provenienti dal piano inferiore trafiggono la mia intimità completamente esposta - il plug sporgente, la giacca sollevata che rivela ogni segreto del mio corpo offerto. Arrossisco violentemente, un gemito sottile sfugge dalle mie labbra tremanti - l'umiliazione pubblica nutre il mio desiderio più oscuro, il mio corpo mi tradisce ancora una volta con ondate di piacere proibito.

Entriamo nella stanza con i divanetti di velluto bordeaux profondo circondano un tavolino basso di cristallo fumé. L'aria è densa di vaniglia e alcol pregiato che solletica le narici. Le pareti damascate color crema isolano i suoni esterni ma amplificano ogni battito del mio cuore terrorizzato. Seduta accanto a Daniela, il tessuto della mia gonna microscopica scivola verso l'alto, rivelando centimetri di pelle nuda e umida. L'amica di Daniela - una lesbica snob con capelli biondo platino raccolti in un chignon perfetto, avvolta in un completo di seta nera che sussurra ad ogni movimento – mi osserva con occhi altezzosi mentre accarezza Dolly, il suo barboncino visibilmente agitato.

«Che meraviglia, sei venuta con le tue schiave! Due già le conosco, ma la terza chi è?» chiede con voce vellutata che nasconde una crudeltà sottile. «Si chiama Luciana, ma è Michela la preferita.»

Rabbrividisco di orgoglio e umiliazione simultaneamente, il mio sesso pulsa traditore. L'amica si complimenta con Daniela per la sua "collezione" e ci invita a una festa fetish nella sua villa sul lago - il mio stomaco si contorce al pensiero di nuove degradazioni pubbliche.

Dolly fiuta l'aria con il suo tartufo nero e umido, poi abbaia tre volte in rapida successione, le orecchie candide drizzate come antenne. Un ricordo viscoso mi risale dalla profondità della mente. «Ha sentito l'odore della tua fica bagnata, schiava, e si ricorda perfettamente quanto le piace leccarla» ride l'amica della mia padrona, le labbra rosse che si increspano sopra denti perfetti.

Daniela mi ordina con voce tagliente come vetro: «Siediti sul pavimento, apri quelle tue gambe tremanti e lasciati leccare come la cagna in calore che sei.» Il mio cuore salta un battito, una miscela di paura e desiderio mi invade come un'onda di fuoco gelido.

«P-padrona, ma è un cane, ti prego…» balbetto, la voce che si spezza. «Michela, hai già goduto con la lingua ruvida di Dolly tra le cosce, quindi non fare la finta pudica adesso» replica con disprezzo.

Scoperta e umiliata, obbedisco meccanicamente, scivolo sul legno freddo, la giacca si solleva esponendo il mio sesso già visibilmente bagnato e gonfio. Sdraiata come un'offerta sacrificale, spalanco le gambe tremanti, mentre il plug metallico vibra dentro di me, e un brivido di vergogna mi percorre la spina dorsale.

Dolly si avvicina con passo leggero, il suo muso sfiora le mie cosce sudate, poi la sua lingua calda e bagnata si posa sul mio clitoride pulsante. Il ricordo torna fervido e mi abbandono alle ruvide carezze intime, il corpo che sobbalza in un conflitto tra disgusto e piacere proibito. La lingua insistente esplora ogni piega umida, raggiunge profondità inconfessabili, con un ritmo frenetico che mi fa perdere completamente il controllo. Urlo senza ritegno, consumata dal piacere, mentre l'umiliazione brucia come acido sulla mia pelle arrossata.

Daniela mi guarda con occhi ardenti come braci, le pupille dilatate e nere come pozzi senza fondo. «Sei una brava cagnolina, Michela. Godi come la troia che sei!» La sua voce è roca, quasi febbrile.
Ansimo senza fiato, la gola secca, incapace di articolare parole coerenti. L'amica di Daniela ride sommessamente, un suono cristallino e crudele che riverbera nella stanza, le unghie laccate di rosso che tamburellano sul bracciolo di velluto mentre si delizia della mia umiliazione.

«Vedi, Daniela? Te l'avevo detto che le schiave come lei amano essere trattate come cagne in calore. Guarda come si contorce, come inarca la schiena e spinge il bacino contro quella lingua ruvida mentre Dolly la lecca.»

Daniela si avvicina con passi felini, il tacco a spillo che batte sul pavimento come un metronomo dell'inferno, e mi afferra per i capelli sudati, torcendoli attorno alle dita affusolate, costringendomi a guardare nei suoi occhi di ghiaccio azzurro. «Voglio sentirti implorare per più, schiava. Imploramelo!» Tremo dalla vergogna, il volto in fiamme, ma le parole escono in un sussurro rotto, umido di desiderio: «Ti prego, padrona... più... ho bisogno di più...» Daniela sorride soddisfatta, i denti perfetti e bianchi che brillano nella penombra, e si rivolge all'amica con un'occhiata complice.

«Hai visto? È una vera cagna in calore, non può averne abbastanza.» L'amica annuisce, compiaciuta, il chignon biondo platino che cattura la luce soffusa mentre allunga una mano dalle dita sottili verso Luciana e inizia a palparle la figa attraverso la stoffa sottile e già umida.

«Vorrei che anche le altre due schiave ci facessero vedere come possono godere e così esaudire il desiderio di Michela.»

«Spogliatevi subito e aiutate Dolly» ordina Daniela con voce tagliente. Luciana e Patrizia, come in trance ipnotica, si scambiano uno sguardo vuoto prima di sfilarsi lentamente i vestiti che scivolano sul pavimento con un fruscio appena percettibile. I loro corpi nudi brillano di sudore sottile nella luce ambrata della stanza. Si abbassano con movimenti claudicanti e posano le loro lingue morbide e tiepide sui miei capezzoli già turgidi e sensibili.

Noto immediatamente la differenza rispetto alla lingua ruvida e umida di Dolly: quella sensazione primordiale e animalesca che mi attraversa come una scossa elettrica e realizzo con vergogna bruciante di preferirla alle carezze troppo delicate e civilizzate delle mie compagne di schiavitù.

Patrizia, con occhi color ambra fissi nei miei, si sposta lungo il mio corpo ansimante, scendendo verso il basso ventre con baci umidi che lasciano scie lucenti sulla pelle arrossata, ogni contatto delle sue labbra carnose lascia un marchio invisibile che brucia come fuoco liquido. Le sue labbra vellutate si uniscono a quelle di Dolly in un concerto perverso di sensazioni contrastanti - la lingua ruvida e umida dell'animale che raschia come carta vetrata fine e quella morbida e calda della donna che si alternano sul clitoride pulsante e gonfio come un piccolo frutto maturo.
Grido, un suono primordiale che riverbera dalle pareti damascate, incapace di trattenere le ondate di piacere che mi attraversano come scariche elettriche che partono dal centro del mio sesso e si irradiano fino alla punta delle dita dei piedi che si contraggono involontariamente.

«Ti piace, vero? Ammettilo!» sibila Daniela, stringendo ancora più forte i miei capelli sudati tra le dita affusolate dalle unghie laccate di rosso scuro, costringendomi a inarcare il collo fino al limite del dolore.

«Sei una piccola pervertita che gode con un cane che la lecca mentre tutti guardano la tua vergogna esposta.»

Luciana, incoraggiata dai miei gemiti frenetici che riempiono la stanza come una melodia oscena, scivola dietro di me con movimenti felini, le sue dita sottili e fresche trovano il plug metallico che brilla tra le mie natiche e iniziano a spingerlo dentro e fuori con un ritmo ipnotico, ogni movimento accompagnato da un suono umido e osceno. La sensazione di pienezza aumenta ad ogni spinta profonda, facendomi contorcere sul pavimento freddo di marmo venato come un'invasata posseduta da demoni lussuriosi.

L'amica di Daniela si sporge dal divano bordeaux, gli occhi azzurro ghiaccio scintillanti di malizia sotto le ciglia perfettamente incurvate. «La tua schiava è davvero insaziabile. Guarda come si dimena con abbandono totale... sembra quasi pronta ad esplodere come un frutto troppo maturo.»

«Tre... due... uno...» conta Daniela con voce bassa e melodica che accarezza l'aria come seta liquida, come se potesse comandare il mio orgasmo con la precisione di un orologio svizzero, ogni numero scandito con deliberata lentezza che amplifica l'anticipazione insopportabile.

E proprio al "uno", come obbedendo a un ordine silenzioso impresso nel profondo della mia carne tremante, il mio corpo si inarca violentemente come un arco teso al limite, attraversato da spasmi incontrollabili che mi scuotono dalla testa ai piedi. Un urlo gutturale, animalesco e selvaggio mi sfugge dalle labbra gonfie e morse mentre l'orgasmo mi travolge come un'onda di tsunami che spazza via ogni pensiero razionale, facendomi perdere completamente il controllo di ogni muscolo, di ogni fibra del mio essere. I muscoli interni si contraggono ritmicamente attorno al plug come una bocca affamata, mentre la lingua di Dolly continua implacabile la sua esplorazione umida e ruvida delle pieghe più segrete del mio sesso esposto e pulsante.

«Non fermatevi!» ordina Daniela, con un sorriso crudele, mentre osserva ogni minuscolo cambiamento sul mio volto contorto dall'estasi forzata. «Voglio vederla implorare per la pietà fino a quando la sua gola sarà roca come carta vetrata.»

Patrizia intensifica i suoi sforzi con dedizione servile, la lingua rosa e lucida che alterna succhi voraci e morsi delicati sul mio clitoride ormai gonfio e pulsante come una ciliegia matura, mentre Luciana aumenta il ritmo delle spinte con il plug anale, ogni movimento producendo un suono oscenamente umido. Il secondo orgasmo mi travolge quasi immediatamente, più violento del primo, come un'onda di tsunami che spazza via ogni residuo di dignità, facendomi tremare incontrollabilmente come se ogni terminazione nervosa del mio corpo fosse collegata a un generatore elettrico. Lacrime calde come pioggia estiva iniziano a scorrere lungo le mie guance arrossate e febbricitanti, tracciando sentieri lucidi che si mescolano al sudore salato che imperla la mia pelle.

«Ti prego... ti prego... basta...» singhiozzo, la voce frantumata in mille schegge e quasi irriconoscibile, un suono animalesco che emerge dalle profondità primordiali del mio essere. Ma il mio corpo traditore, sordo alle suppliche della mia mente, continua a spingere contro le lingue e le dita che mi tormentano, affamato di ulteriore piacere.

Daniela si china con la grazia predatoria di una pantera, il suo profumo di ambra e vaniglia che mi avvolge come una nuvola tossica, il viso a pochi centimetri dal mio, così vicino che posso distinguere ogni singola venatura nei suoi occhi di ghiaccio.

«Ancora uno, cagna. Poi forse, e dico forse, ti concederò una pausa prima di riprenderti come un giocattolo rotto.»

---CONTINUA---

*** NOTE ***

Una giornata intensa, piena di Eros e Pathos. Questa parte del racconto è diventato un film perverso guidato dalla mia immaginazione. La storia che mi ha raccontato Daniela è il percorso di una metamorfosi che ha stimolato la depravazione della mia anima. Anche questa volta potrete leggere i pensieri estemporanei dei protagonisti e magari immaginarvi al loro posto. Il racconto di questa giornata è diviso in 6 capitoli, così che possiate riprendere fiato e metabolizzare gli eventi.

La storia che state leggendo, con i suoi respiri affannosi e le sue carezze proibite, nasce dalle avventure autentiche della mia amica "Damabiancaesib", la cui essenza potrete cogliere visitando il suo profilo su https://www.annunci69.it/palco/@Damabiancaesib.

Altri scrittori su A69 hanno già affondato le loro penne nella carne viva delle sue confessioni, ma la mia Dama - insaziabile esploratrice di abissi proibiti - ha scelto ME per spingersi oltre ogni limite conosciuto. Le sue fantasie più oscure, quelle che bruciavano troppo per essere rivelate ad altri, ora pulsano attraverso le mie parole!

Non osate accusarmi di plagio! Sto semplicemente violando il velo tra finzione e realtà, trasformando in inchiostro rovente ciò che lei mi sussurra nelle notti insonni. Questo è solo l'inizio di un'opera che farà tremare le vostre certezze morali fino alle fondamenta - un romanzo che un giorno esploderà come lava incandescente tra le vostre mani!

Permettetemi di ricordarvi:

- che queste pagine nascono da eventi vissuti, solo leggermente abbelliti dalla mia penna. La vera protagonista è "Damabiancaesib", la cui essenza potrete cogliere sul suo profilo.

- Questa e una storia che è già stata scritta tempo fa da un'altra mano e ora reinterpretata attraverso il mio stile, spero abbia acceso in voi sensazioni più intense e vi abbia ispirato nuove fantasie.

Ora sta a voi decidere: mi eleverete al rango di artista della parola erotica o mi relegherete tra i semplici sognatori con velleità letterarie? Vi prego, lasciate un voto generoso! E perché non un commento?

Anche quelli irriverenti sono benvenuti. O forse preferite sussurrarmi in privato qualche proposta che farebbe arrossire queste pagine, magari per un incontro che trasformi la fantasia in realtà, in qualche Club Privè di Bologna o dovunque il desiderio vi suggerisca.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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