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Sottomessa al Piacere-Natale perverso-Cap3#5


di Membro VIP di Annunci69.it giorgal73
13.04.2026    |    14.647    |    4 8.3
"I gemiti rochi che ne scaturiscono riempiono la stanza come una sinfonia perversa..."
Natale perverso capitolo 3 - la cena

PARTE 5

*** LUIGINO ***

«Spostati un po’ Pierre, anche questa bestia ha bisogno di essere succhiata. Voglio sentire quella bocca calda avvolgermi fino alla gola, così potrò capire se sei più bravo te o se Michela sa usare meglio quella lingua da puttana.» Sorrido. La voce mi esce bassa, quasi roca, so già che Pierre adora la sfida; Michela inizia a usare le sue labbra in modo alternato.

Prima il mio cazzo, gonfio e pulsante, poi quello di Pierre, venato e teso come una corda di violino. Claudia, con un gesto imperioso del polso e un sorriso crudele, ordina alle sue schiave di afferrare quei dildi mostruosi - neri, lucidi, con venature in rilievo che sembrano pulsare di vita propria - e di invadere senza pietà il culo mio e di suo marito.

Mentre veniamo spompinati con ferocia, le nostre bocche si aprono in un gemito silenzioso, le lingue umide che ci avvolgono come serpenti affamati. Tatiana e Anastasia si avvicinano per infilarci i mostri nei nostri timidi culetti e nel giro di pochi secondi io e Pierre ci ritroviamo con qualcosa di più grosso di un cazzo tra le natiche. I dildi sbattono dentro e fuori, la pressione mi fa sudare. Michela alterna la leccata sui cazzi con la leccata sulle mani delle cameriere, non si ferma, splende di sudore.

*** DANIELA ***

Mi godo lo spettacolo; Michela inginocchiata, i due uomini che la usano mentre vengono usati a loro volta, le cameriere nude che godono come puttane a infilargli i dildi sempre più grossi nel culo. La scena si muove per ondate di piacere, urla e gemiti che rimbalzano tra il camino e il soffitto a cupola. Non c’è niente di umano, solo pura, animalesca verifica del potere e della voglia di dominare.

Claudia mi strizza l’occhio e con voce roca mi sussurra: «Hai mai visto sesso più perfetto di questo?» Le stringo il ginocchio, poi spingo la mano tra le sue cosce bagnate, affondo due dita nella figa di Claudia e gliele faccio ruotare come chi vuole accendere una sigaretta solo con la voglia.

«Solo quando toccherà a noi, tesoro, potrò risponderti» rispondo.

«Ora però voglio vedere come due Gay si inculano la mia schiava»

*** MICHELA ***

Pronta a tutto. Sento la Padrona dietro di me, so che mi osserva mentre Pierre mi penetra la bocca e Luigino mi scavalca il bacino, il suo cazzo era già duro e tremante mentre mi tirava sotto la mano la pelle delle grandi labbra, attorcigliando l’anello con una foga quasi rabbiosa.

È una fame animale, senza sottotesti, e affondo la lingua più profonda possibile, ripassandoli entrambi in sequenza come una troia addestrata: prima succhio uno, lo lecco bene, lo sento gonfiarsi contro la punta della lingua, poi avanzo e cambio presa, faccio lo stesso con l’altro. Respiro quel profumo misto di sesso, sudo, sento la saliva colare e le mie mascelle che si aprono sempre di più, mentre la vibrazione del plug mi attraversa i muscoli del bacino come uno short-circuito di piacere.

I due uomini, come animali che hanno fiutato la preda, reagiscono alle parole di Daniela con una sincronizzazione perfetta. Scacciano Tatiana e Anastasia con uno schiaffo secco sulle cosce, lasciando i dildi neri ancora piantati nei loro culi come bandiere di conquista. Luigino si sdraia sul tappeto persiano, la schiena che lascia un’impronta di sudore sulla trama intricata. Pierre mi afferra per i fianchi - le sue dita scavano nella mia carne come artigli - e mi posiziona sopra il suo amico con la precisione di un architetto.

Con la mano destra, venata e tremante di desiderio, afferra il cazzo di Luigino - turgido, violaceo, pulsante - e me lo schiaffa in culo con un movimento brutale. Non soddisfatto, Pierre inizia a spingere anche la sua cappella contro il mio orifizio già occupato, la pelle tesa che sfrega contro quella di Luigino in una battaglia per lo spazio. Il mio culo protesta, brucia come fuoco liquido, ma poi si schiude - lentamente, dolorosamente, inevitabilmente - come un’ostrica forzata dal coltello di un pescatore esperto. Li accoglie entrambi, centimetro dopo centimetro, mentre dalla mia gola sale un urlo primordiale che rimbalza sulle pareti della stanza come l’eco di una bestia ferita.

Ho la percezione fisica di essere ridotta a un vaso, una terracotta vibrante che si può modellare solo fino al collasso. Le teste dei due cazzi si combattono spazio nella mia voragine anale, la carne molle che si stira e si riallinea come nella tortura di una pressa idraulica. La sensazione mi prende alla base della schiena, si irradia su per la colonna vertebrale come un incendio controllato che diventa subito troppo grande da contenere. Pierre è un tecnico, abituato al dialogo tra corpi; Luigino, invece, ha una fame e un impeto che mi fanno pensare a uno scavatore di tunnel, assetato di vedere quanto può andare a fondo. Entrambi puntano la loro forza insieme, dilatando la carne a ogni colpo e costringendomi a urlare senza più dizione, solo suoni gutturali, rotti da scosse elettriche.

Intorno ho la sensazione che il tempo si sia fermato. Le donne ci guardano, un tribunale di dee dalla pelle sudata e occhi di brace che si scaldano il sesso solo dal piacere di vederci così. Claudia, la bocca sporca di liquido, batte piano le dita sul ginocchio di Vanessa mentre mi osserva sfilare avanti e indietro sulla carne dei suoi amici.

Daniela si alza, le gambe che tagliano la scena in un movimento lento, sinuoso; si piazza davanti a me, si mette in ginocchio alla mia altezza per vedere meglio l’apertura mostruosa del mio culo e il modo in cui i due cazzi si ingorgano nello stesso tunnel di carne straziata. Gli occhi mi vengono su, incrocio i suoi. La trovo accesa come una fornace, quasi tremante per la voglia di toccarsi o di darmi una sberla solo per il gusto di sentire il suono secco del dolore nel silenzio della sala. Mi sorride sottile, non serve altro: in quel sorriso c’è tutto il godimento che può provare a vedermi così.

«Brava, Cagna Insaziabile. Sgozza la tua dignità, apri il buco come non hai mai fatto. Qui nessuno si limiterà a lasciarti finire in pace.»

Pierre e Luigino si danno il tempo: alternano l’inculata a spinte più lente, quasi a voler sentire come la carne accoglie o respinge la pressione; sento che la pelle vibra come la membrana di un tamburo, ogni millimetro guadagnato è un trionfo. Sangue e sudore si mescolano – lo percepisco nel modo in cui il calore cresce, il liquido colante che bagna le cosce interne e il retro delle ginocchia.

Tatiana e Anastasia si inginocchiano ai miei fianchi come guardiane di un tempio oscuro, i capelli incollati di sudore alle guance arrossate. Riprendono a manipolare i dildi neri che sporgono dai culi dilatati dei due uomini, facendoli ruotare e spingere più a fondo con movimenti circolari e precisi. I gemiti rochi che ne scaturiscono riempiono la stanza come una sinfonia perversa.

Mi inarco ancora di più, le natiche incollate all’inguine di Luigino, lo sento che dentro di me pulsa e preme, il cazzo di Pierre che gli si accalca accanto e mi riempie al limite del delirio. L’urto che mi assesta la schiena è così violento che rischio di svenire, ma la Padrona mi tiene salda per i capelli, la sua voce, questo mantra basso e feroce, che mi tiene incollata alla realtà: «Ecco, troia. Così. Così.»

Ho le mani piantate sul pavimento, le dita che si spasmano e artigliano come artigli pronti a scorticarsi. Gli anelli ai miei capezzoli oscillano, uno dei due addirittura sbatte sulla base del cazzo di Pierre quando, in una specie di coreografia oscena, lui avanza con tutto sé stesso e mi acchiappa una mammella a metà corsa.

Percepisco le vibrazioni lussuriose dei loro corpi che si tendono come archi, i muscoli che si contraggono ritmicamente contro la mia pelle sudata. Pierre ansima con respiri corti e gutturali ogni volta che Tatiana spinge più a fondo il dildo nero nel suo culo, mentre Luigino trema sotto di me, il suo cazzo pulsante che si gonfia ulteriormente quando Anastasia ruota il suo giocattolo dentro di lui. Le loro erezioni, intrappolate nella morsa stretta del mio sfintere dilatato all’inverosimile, si sfregano l’una contro l’altra in una danza frenetica che preannuncia l’imminente esplosione di sperma caldo che presto inonderà le mie viscere già martoriate.

All’improvviso sento tutto diventare vuoto. La carne s’allarga oltre ogni soglia, sento le teste dei due cazzi che si incastrano dentro, i tessuti che si stirano al massimo finché il dolore si converte in una vertigine, una liberazione impietosa, la sensazione che il mio corpo non possa più tornare umano. Ululo davvero, non è più un urlo da donna ma da animale, da scrofa macellata, ed è proprio quello che la Padrona vuole: mi guarda negli occhi e ordina: «Voglio vedere il tuo buco che si lacera, Cagna Insaziabile. Voglio che tu perda ogni ritegno, davanti a tutti.»

Il tempo ora si accorcia, la camera si riduce al tappeto orientale intriso dei miei umori, delle gocce di sudore che mi colano lungo la schiena e giù tra le natiche spalancate, il culo pieno e la figa che pulsa di desiderio senza essere toccata, solo per le scosse che mi attraversano la spina dorsale.

Sento i colpi, alternati, martellanti - Pierre si avventa come un flagello di Dio, spinge fino in fondo ogni volta, schianta la sua pancia sulle mie natiche che ormai pulsano violacee. Luigino invece prova a muoversi al ritmo inverso, e quando si agganciano insieme ho la visione lucida del loro scontro di corpi dentro di me, come se fossero due pistoni che si contendono il centro del mio essere. Le mani di entrambi mi torturano i seni, si aggrappano agli anelli da 4 centimetri, li tirano, li stringono e li fanno vibrare in sincrono con la sequenza di scopate.

Vedo la scena riflessa nell’occhio di ghiaccio di Claudia, che si è accovacciata con la schiena al camino, le gambe nude spalancate, la figa depilata e umida che pulsa solo a guardare. Nel silenzio sento il suono del suo squirt che le cola tra le labbra, le dita che si muovono pigramente ma necessarie tra le gambe e il naso che si fa largo tra i capelli bagnati di Vanessa, che le sta leccando la figa come un cane rabbioso. Le due sono avvinghiate, ma lo sguardo di Claudia è tutto per me, ora che sto veramente volgendo al termine la mia evoluzione, diventando il feticcio di questa notte: il primo vero doppio da parte di due maschi contemporanei, il confessionale che si fa oratorio in pieno orgasmo.

*** NOTE ***

---CAPITOLO 3: Tuffo nel 1999 (Recuperate i primi due!)---

Allacciate le cinture: vi porto in un 1999 audace, decadente e senza filtri. Non aspettatevi un raccontino, questo è un romanzo vero e proprio con una forte dose di esibizionismo. Se apprezzate, fatemelo sapere con un pollice in su e un commento!

---La Musa e lo Scrittore---

Questa storia non è autobiografica, ma nasce dalle confidenze reali e bollenti della mia amica "Damabiancaesib" (potete ammirarla qui su a69, cercatela). Altri hanno provato a raccontarla, ma lei ha scelto mia penna, anzi la mia tastiera, per svelare le sue fantasie più oscure. Nessun plagio, solo la magia di trasformare i suoi segreti in letteratura. Io sono "solo" l'autore e vivo senza catene, ma lascio sempre la porta socchiusa a chi sa stupirmi con proposte intriganti.

---A Voi la Mossa---

Incoronatemi Maestro dell'Erotismo con un bel voto, o lasciate un commento spudorato. E se vi sentite audaci, scivolate nei miei messaggi privati: chissà che una proposta indecente non trasformi la fantasia in realtà in qualche Club Privé di Bologna...
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