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L’Ufficio dei Piaceri Proibiti


di Membro VIP di Annunci69.it giorgal73
09.09.2025    |    20.155    |    4 9.1
"Le sensazioni sono oltre i limiti: il fallo interno mi riempie a ogni spinta, sfregando contro di me in modo crudele, mentre controllo i movimenti per penetrarla in entrambi i buchi..."
Oggi è martedì, non lunedì, ma la mia voglia di lavorare sembra ancora confusa su quale giorno sia. Sono arrivata allo studio in anticipo, l’unica anima presente in questa mattina nuvolosa di settembre a Roma. Fuori ci sono 24 gradi, un clima insolito per la stagione, con un cielo plumbeo che promette un temporale imminente. È anche una di quelle giornate "no", segnata dall’arrivo del ciclo, un’ospite indesiderata che si abbatte su di me come un tir, devastando corpo e mente.

Con il morale a terra, il tempo cupo e nessuna voglia di affrontare scartoffie, decido di accendere il computer e concedermi una pausa mentale. Mi avventuro su A69, alla ricerca di un nuovo racconto che possa distrarmi da questa spirale. Da qualche tempo seguo un autore di romanzi erotici il cui stile, ricco e provocante, risveglia i miei istinti più nascosti, specialmente quelli legati alla dominazione, un tema che mi cattura e mi eccita profondamente. Apro l’ultimo capitolo di “Sottomessa al Piacere” e, già dalle prime righe, un calore pulsante si accende tra le mie cosce.

Mentre sono immersa nella lettura, le mie colleghe fanno il loro ingresso. Eleonora, 45 anni, è una presenza magnetica: bella, sicura e con un carisma dominante che riempie la stanza. Oggi indossa un abito rosso fuoco che sembra un invito al peccato, aderente come una seconda pelle, con una scollatura a V profonda che esalta il suo décolleté generoso, incorniciato da curve morbide e irresistibili. La stoffa lucente scivola lungo il suo corpo, accentuando il punto vita stretto e sfiorando le cosce con un orlo audacemente corto, rivelando gambe lunghe e toniche che brillano sotto la luce fioca dell’ufficio. I suoi capelli castani, mossi e voluminosi, incorniciano un viso che emana seduzione pura. Con una mano appoggiata al tavolo e l’altra rilassata lungo il fianco, domina lo spazio con un’aura di comando che trasforma l’ambiente in un teatro di desideri reconditi.

Michela, più giovane e dal carattere più dolce ma con uno sguardo da predatrice, completa il trio. Lesbica convinta, ama condividere le sue avventure erotiche con un sorriso gentile che maschera un animo sottomesso. Indossa un abito bianco scolpito sul suo corpo sinuoso, con spalle scoperte e spalline sottili che lasciano intravedere la pelle liscia e abbronzata. La scollatura arrotondata esalta il suo décolleté pieno, mentre il tessuto elasticizzato segue le curve dei fianchi, terminando in una minigonna che scopre cosce slanciate. Sandali dorati con tacchi sottili aggiungono un tocco provocante, e i suoi capelli castani, mossi e spettinati, incorniciano un viso che oscilla tra innocenza e malizia. Le due sembrano pronte più per un rendez-vous galante che per una giornata di lavoro. Ci salutiamo con la solita informalità, e loro si siedono ai loro posti.

Torno al racconto, ma il mix tra le parole sullo schermo e gli sguardi delle mie colleghe mi fa fremere. La storia parla di due colleghe sottomesse da una terza in un club privé, dominate e portate al piacere estremo. Alzo gli occhi e incrocio lo sguardo di Eleonora, un sorriso malizioso sulle labbra. I miei capezzoli si induriscono all’istante sotto la stoffa della camicia. Cerco di distrarmi, ma Michela si avvicina con dei documenti, il suo profumo di violetta mi avvolge come una carezza sensuale. Torna al suo posto, lasciandomi in un turbine di pensieri proibiti. Mi rifugio in bagno, chiudendo la porta a chiave, e alzo la gonna. Le mie mutandine sono fradice, il clitoride gonfio di desiderio. Chiudo gli occhi e nella mia mente si proietta un film: la trama del racconto, ma con Eleonora, Michela e me come protagoniste.

Improvvisamente, la realtà si intreccia con la fantasia. Michela mi porge i documenti, e la sua mano sfiora accidentalmente una mia tetta, sentendo il capezzolo duro.

«Eleonora, la nostra Annarita è eccitata, forse per colpa delle tue tette,» dice con un sorrisetto.

Eleonora, con tono autoritario, ribatte: «Non fare la puttanella, Michela, sei tu che sembri pronta per essere montata.»

Cerco di difendermi: «Ragazze, calme, non è come pensate!»
Tuttavia, Eleonora, con un lampo negli occhi, insiste: «Ah sì? Quindi non vorresti assaggiare la fighetta vogliosa di Michela?»

Non ho il tempo di rispondere. Michela, obbedendo a un ordine implicito di Eleonora, si tira su il vestito, rivelando di non indossare intimo. La sua pelle liscia e lucida mi attira come una calamita. Con un gesto deciso, mi afferra la testa, e le mie labbra incontrano le sue, intime e gonfie, pronte per essere esplorate. Eleonora osserva, compiaciuta, pronta a dirigere ogni mossa con la sua autorità dominante. Il temporale fuori sembra riflettere il tumulto dentro di me, mentre mi abbandono al comando di Eleonora, trasformando l’ufficio in un regno di piacere e sottomissione.

Mi ritrovo inginocchiata davanti a Michela, il cuore che mi martella nel petto mentre il suo profumo di violetta mi avvolge. Le sue cosce si aprono leggermente, e la sua figa liscia e lucida mi chiama come un’ossessione. Mi chino, le mie labbra sfiorano la sua pelle calda, e inizio a leccarla piano, assaporando ogni goccia di quel nettare dolce e proibito. La succhio con avidità, la lingua scivola tra le sue pieghe gonfie, e sento il suo corpo tremare sotto di me. Un gemito le sfugge, e questo mi eccita ancora di più, facendomi perdere ogni inibizione.

Dietro di me, Eleonora si posiziona con quella sua aura dominante che mi fa rabbrividire. Sento le sue mani scivolare lungo la mia schiena, poi afferrano i miei capezzoli duri attraverso la camicia. Li stringe con forza, torturandoli con un misto di dolore e piacere che mi strappa un gemito soffocato contro la figa di Michela.

«Continua, Annarita, leccala bene,» ordina con voce ferma, e io obbedisco, aumentando il ritmo, succhiando il clitoride di Michela mentre lei si aggrappa al tavolo, ansimando.

«Ora infilale due dita, fai urlare questa troia,» comanda Eleonora, e io eseguo, spingendo dentro di lei con delicatezza prima di muovermi più veloce. Michela geme forte, il suo corpo che si inarca, e io sento il potere di Eleonora guidarmi, il suo controllo assoluto su di noi.

«Girati, Annarita, voglio vederti mentre lo fai,» dice, e mi volto appena, continuando a lavorare su Michela con le dita mentre Eleonora mi pizzica i capezzoli ancora più forte, facendomi sussultare. «Brava, sei una puttanella ubbidiente,» sussurra al mio orecchio, e il suo tono perverso mi fa bagnare ancora di più.

Michela trema, vicina all’orgasmo, e Eleonora mi ordina: «Falla venire, ora!» Intensifico i movimenti, le mie labbra tornano sulla sua figa, succhiando con forza mentre le mie dita la penetrano. Michela esplode in un grido, il suo corpo scosso da spasmi, e io mi perdo nel suo piacere, guidata dalla mano dominante di Eleonora che continua a torturarmi i capezzoli, promettendomi che questo è solo l’inizio.

Il respiro di Michela si placa ancora tra i miei sospiri, ma l’aria nello studio si fa densa di un’energia nuova quando Eleonora si alza, il suo sorriso dominante che promette altro. Mi guarda con quegli occhi penetranti e si dirige alla sua scrivania con passo deciso. Apre un cassetto e tira fuori uno strap-on, un oggetto che mi lascia senza fiato: tre falli, enormi e imponenti, uno interno per chi lo indossa e due esterni, uno vaginale e uno anale, tutti lucidi e pronti a spingersi oltre ogni limite.

«Annarita, vieni qui e indossa questo,» ordina con voce ferma, porgendomelo come se fosse un trofeo. Le mie mani tremano mentre lo afferro, sentendo il peso perverso di quell’arnese contro la mia pelle.

Mi allaccio lo strap-on, il fallo interno mi riempie con una pressione intensa, facendomi gemere mentre lo sistemo. È troppo, un’invasione che mi stordisce, ma il suo comando mi spinge avanti. Eleonora si spoglia dell’abito rosso, rivelando quel corpo perfetto, e si piega sul tavolo, offrendosi con una sicurezza che mi eccita e mi spaventa.

«Scopami, Annarita, fallo bene, altrimenti ti dovrò punire!» mi ordina, e io, con il cuore in gola, mi posiziono dietro di lei. Il fallo vaginale scivola dentro di lei con una facilità perversa, la sua figa lo accoglie mentre geme di piacere. Poi, con un movimento lento ma deciso, spingo anche quello anale, e il suo grido mi travolge, un misto di dolore e estasi che mi fa pulsare ovunque.

Le sensazioni sono oltre i limiti: il fallo interno mi riempie a ogni spinta, sfregando contro di me in modo crudele, mentre controllo i movimenti per penetrarla in entrambi i buchi. È un piacere distorto, un potere che mi brucia le mani mentre la domino, seguendo i suoi ordini.

«Più forte, non osare fermarti! O ti farò inculare a sangue da Michela!» urla, e io obbedisco, spingendo con forza, il sudore che mi cola lungo la schiena. Il suo corpo trema sotto di me, e io mi perdo in questa danza perversa, il confine tra dominata e dominatrice che si sfuma.

Michela si avvicina, il suo sguardo selvaggio mi cattura. Mi bacia furiosamente, la sua lingua che invade la mia bocca con una fame animalesca, mentre una sua mano scivola dietro di me. Sento un dito premere contro il mio culo, e un brivido mi attraversa.

«Rilassati, non sarà a sangue, ma sarà duro comunque,» sussurra contro le mie labbra, e poi lo spinge dentro, facendomi gemere nella sua bocca. Non si ferma: un dito diventa due, poi tre, e infine, con un movimento lento ma inesorabile, infila tutta la mano. Il dolore acuto si mescola a un piacere osceno, una sensazione che mi dilania mentre continuo a scopare Eleonora. Sono piena, invasa, al limite della follia, e il loro controllo su di me mi spinge oltre, in un abisso di estasi perversa che non voglio più abbandonare.

Il ritmo si fa frenetico, il mio corpo scosso da ogni spinta mentre lo strap-on continua a riempire Eleonora, il fallo interno continua a dilaniarmi con una pressione insostenibile. La mano di Michela, dentro il mio culo, si scontra con il fallo che mi penetra la figa, un urto che mi fa urlare di piacere e dolore mescolati. Sento il mio nettare scorrere, caldo e abbondante, mischiarsi al succo di Eleonora che gocciola sul tavolo, creando una pozza lucida sotto di noi. È un caos erotico, un liquido che unisce i nostri corpi in un rituale perverso.

La mano di Michela entra ed esce come una trivella, ogni movimento che allarga il mio culo, rendendolo elastico, pronto ad accoglierla. Ora lo apprezzo, il bruciore iniziale trasformato in un piacere profondo che mi fa tremare le gambe. Ogni volta che la ritira, lascia cadere un filo di saliva che colpisce la mia pelle, lubrificando e scivolando dentro di me, facendomi gemere ancora più forte. Eleonora, sotto di me, ansima e ordina:

«Non fermarti, fammi venire!» e io spingo con tutta me stessa, il fallo la penetra a fondo in entrambi i buchi, il suo corpo che si tende come un arco.

Michela mi bacia ancora, la sua lingua danza con la mia, mentre la sua mano accelera, scavando nel mio culo con una furia che mi porta al limite. Sento un calore montare, un’onda che parte dal basso e mi travolge.

«Sto per godere!» grido, e in quel momento Eleonora si lascia andare, un urlo gutturale che riempie la stanza mentre il suo orgasmo la scuote, il suo corpo che si contrae attorno ai falli. Il mio nettare esplode, mischiandosi al suo, e la pressione della mano di Michela mi spinge oltre: vengo con un gemito lungo e disperato, il culo che pulsa attorno a lei, ogni nervo in fiamme.

Michela, eccitata dalla scena, si tocca con l’altra mano, e in pochi istanti anche lei raggiunge l’orgasmo, il suo respiro affannoso che si unisce ai nostri. Restiamo lì, ansimanti, i corpi ancora intrecciati, il tavolo bagnato dal nostro piacere, mentre il temporale fuori rompe il silenzio con un tuono, come se approvasse questo nostro abbandono totale.

Mi ritrovo ancora in bagno, il respiro affannoso, le dita ancora infilate nelle mutandine fradice. Il mio corpo trema mentre un orgasmo improvviso mi travolge, un’onda violenta che mi strappa un gemito soffocato contro il palmo della mano. È stato così reale: le immagini di me inginocchiata davanti a Michela, lo strap-on che dominava Eleonora, la mano di Michela che mi invadeva il culo, tutto si dissolve in un piacere accecante. Apro gli occhi, il cuore che batte all’impazzata, e mi rendo conto che era solo un sogno, una fantasia scatenata dalla lettura e dal desiderio che mi consuma. Mi appoggio al lavandino, cercando di riprendere fiato, le guance arrossate e il corpo ancora scosso dagli spasmi.

Mi sistemo la gonna, mi sciacquo il viso e torno in ufficio, cercando di lasciarmi alle spalle quelle visioni perverse. Mi siedo al mio posto, il computer ancora acceso su “Sottomessa al Piacere”. Con un respiro profondo, chiudo la finestra del racconto, determinata a dimenticare e a concentrarmi sul lavoro. Apro un documento, inizio a digitare, ma ogni tanto i miei occhi scivolano verso Eleonora, il suo abito rosso che brilla sotto la luce, e poi verso Michela, il suo abito bianco che accenna alle curve nascoste. Un desiderio sottile mi pizzica la pelle, ma scuoto la testa, riportandomi alla realtà, anche se la tentazione di fantasticare di nuovo è sempre lì, in agguato.

Epilogo

Il racconto che avete appena letto è pura fantasia, un frutto nato da una chiacchierata audace e creativa questa mattina, alle 9:00 di martedì 9 settembre 2025. Tutto è iniziato in una chat con una lettrice appassionata di uno dei miei racconti, una donna curiosa e intraprendente con cui ho condiviso qualche momento di flirt e immaginazione sfrenata. Insieme abbiamo dato vita a questa storia, intrecciando desideri e scenari che hanno preso forma sotto le mie dita sulla tastiera. È un omaggio a lei, un gioco di parole e sensazioni che spero le sia piaciuto tanto quanto è piaciuto a me scriverlo. Mi auguro che la mia amica decida di lasciare un commento, magari un piccolo segno del suo apprezzamento per questo racconto che le ho dedicato con un sorriso complice.

Oltre al commento della mia amica desidero ricevere anche il vostro. Oggi l'eccitazione è alle stelle anche per me e l'idea di andare in un bel Club a incontrare qualcuno di eccitante che condivida con me dei piacevoli momenti è molto intensa. Allora che dite organizziamo? scrivetemi in privato...
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