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Sottomessa al Piacere-Umiliazione infinita#17


di Membro VIP di Annunci69.it giorgal73
13.10.2025    |    21.644    |    4 7.2
"Quella biografia, scritta tempo fa da un'altra mano e ora reinterpretata attraverso il mio stile, spero abbia acceso in voi sensazioni più intense e vi abbia ispirato nuove fantasie..."
** DANIELA **

La durissima serata comincia realmente a provarla nel fisico, ogni muscolo di Michela trema come corde di violino troppo tese, la pelle lucida di sudore sotto le luci soffuse del locale.

Appagata invece dall'umiliazione totale di Michela, Sabrina arretra di qualche passo, un sorriso felino le increspa le labbra carnose, gli occhi scintillanti di potere soddisfatto. E mentre si fa indietro, i tacchi che risuonano secchi sul pavimento in marmo, si avvicina a me, la Padrona.

«Wow, capa!» la irride, la voce roca che gocciola disprezzo come miele avvelenato.

«Mi sa che in questo bel buco ci stanno anche cose più grosse, vero? Vero, troia?» Le sue dita affusolate indicano l'orifizio arrossato e pulsante.

«Padrona, ho goduto molto; è stato intensissimo, ma ora non ce la faccio più...»

Michela ha ormai solo un filo di voce, le labbra gonfie e screpolate si muovono appena, i capelli incollati alle tempie dal sudore. È esausta, fisicamente e mentalmente, le palpebre pesanti che faticano a rimanere sollevate.

«Immagino,» le dico con aria accondiscendente, accarezzandole lentamente la guancia umida con il dorso della mano guantata, «ma c'è ancora l'ultima punizione. Anzi prima ancora farai una cosa per me.»

«C-cosa?» chiede Michela, la voce che trema come una foglia d'autunno. Il suo corpo nudo, lucido di sudore, si irrigidisce.
Sa bene che non potrà esserci quasi nulla di buono per lei quella sera. Infatti dopo alcuni istanti, l'afferro per i capelli umidi e appiccicosi e la trascino brutalmente sul pavimento di marmo freddo fino ad alcune signore eleganti sedute nella prima fila delle poltroncine, i loro volti mascherati da un'espressione di crudele curiosità.

Stappo una bottiglia di champagne dorato da 0,5 litri con un sonoro "pop" che fa sussultare Michela, e le dico con voce vellutata che nasconde una lama affilata: «Vorrei che tu lo servissi a queste gentili signore, schiava.»

«Oh certo Padrona.» risponde Michela, cercando di raddrizzarsi sulle ginocchia arrossate e dolenti.

«Ma non come pensi tu» la gelo, spingendola nuovamente a terra con il tacco a spillo che le lascia un segno rosso sulla spalla.

«Non alzarti.»

«Cosa, cosa devo... » fa per chiedere Michela, ma dopo appena un secondo un grido le muore in gola quando sente il fondo freddo e liscio della bottiglia di cristallo entrarle nel buchetto anale, ormai iperdilatato e pulsante di un rosso violaceo.

«Ommioddio, no... » sobbalza lei, la schiena che si inarca involontariamente mentre le lacrime le pungono gli occhi, «la bottiglia no, è enorme!» Le sue dita graffiano il pavimento in marmo, cercando disperatamente un appiglio.

«Oh non preoccuparti, schiava...» rispondo molto divertita, girando lentamente la bottiglia per sentire i muscoli di Michela contrarsi attorno al vetro, «ora sei molto più accogliente. La bottiglia ci sta benissimo. E poi è solo quella da mezzo litro, avrai tempo per abituarti. Così poi passeremo a quella più grande che ha un diametro di 8cm.»

Le signore ridono con risate cristalline e maligne, porgendo i calici di vetro finissimo e ognuna riempiendolo dal rivolo dorato che scende, servito dal bel culo rotondo di Michela che trema ad ogni movimento. Le risatine e i commenti di quelle sono sprezzanti e umilianti, sibilati tra labbra dipinte di rosso scuro.

«Guarda che troia, che culo sfondato.» dice una, le unghie laccate che tamburellano sul bordo del bicchiere.

«Le piace proprio.» ridacchia una seconda, gli occhi scintillanti di perverso divertimento.

«Pensavo fosse il top dell'alta società.» commenta la terza, sistemandosi la collana di perle mentre osserva la scena con disgusto simulato e malcelata eccitazione.

Dopo aver servito una decina di eleganti signore, la bottiglia si svuota completamente, l'ultima goccia di champagne che cade nel calice finale. Fisso Michela compiaciuta, ha fatto un bel lavoro, la mia schiavetta, il suo corpo tremante ora coperto da una sottile pellicola di sudore misto a lacrime.

«Padrona, sono sfinita, basta, la prego.» dice a testa bassa, la voce ridotta a un sussurro rauco. Il collo della bottiglia di cristallo, che emerge dal suo ano arrossato e pulsante, scintilla sotto le luci soffuse come la coda di un animale esotico.

«Su, Michela, non lamentarti,» rispondo con un sorriso crudele che le increspa le labbra carnose, «ammetti che ti è piaciuto molto farti sfondare il culo ed essere la mia troia.»

«Sì, sì padrona, mi è piaciuto da morire, » mormora, le palpebre pesanti che sbattono lentamente sui suoi occhi lucidi di lacrime.

«Ora sei veramente rotta nel culo, sei mia, » le dico, raccogliendo saliva densa sulla lingua e sputandole in bocca con precisione. Poi la bacio con passione, assaporando il sapore salato delle sue lacrime mescolato al mio stesso sapore.

Michela, completamente soggiogata, il corpo nudo tremante di stanchezza e umiliazione, non osa opporsi.

«Io, io sono...sono tua, Padrona, ti ubbidirò sempre... » sussurra contro le mie labbra.

«Oh certo! Lo so benissimo, questo, ma c'è ancora l'ultima punizione, » le accarezzo la guancia con il dorso della mano guantata in pelle nera.

«No, ti prego, voglio riposare: sono sfinita.» implora, le spalle che si abbassano in segno di resa.

«Ma certo.» sorrido, gli occhi che brillano di malvagia soddisfazione. «Tra un pochino chiameremo un taxi che ti riporterà a casa. Ma prima c'è ancora una cosa che faremo.»

Afferro il microfono, sentendo il metallo freddo contro il palmo umido. Il mio tono di voce risuona nel locale, amplificato fino a far vibrare i bicchieri sui tavoli.

«Signore e signori! Avvicinatevi! Vi voglio tutti e tutte qua!»

La folla non se lo fa ripetere. Un brusio eccitato si solleva mentre corpi profumati di alcol e sudore sciamano verso il centro della sala, formando un cerchio attorno a me, a Michela - che attende rassegnata a quattro zampe, i capelli incollati alle tempie e le ginocchia arrossate contro il marmo freddo - e a Patrizia, inginocchiata poco distante, il respiro affannoso che le solleva il petto.

«Levatevi ogni indumento intimo. Uomini! Potete buttarli lì per terra. Voi donne invece, dateli a me.» ordino perentoria, sentendo un brivido caldo scendermi lungo la spina dorsale fino a pulsare tra le gambe.
Una moltitudine di mutandine femminili mi viene donata, alcune ancora tiepide, altre umide di eccitazione.

Le osservo tra le dita, accarezzandone i tessuti. Sono diversissime fra loro: slip di cotone bianco con bordi di pizzo, micro perizomi di seta nera che sembrano fili sottili, culottes di raso colorato e persino mutandoni della nonna in tessuto elasticizzato.
C'è veramente di tutto. Gli uomini, pure se in numero minore, si dispongono in semicerchio, slacciandosi le cinture con un tintinnio metallico e tirando fuori i loro membri turgidi, alcuni già lucidi sulla punta.

«Molto bene.» commento soddisfatta, passandomi la lingua sulle labbra secche.

«Ora avvicinatevi alle schiave, e donate loro la vostra pioggia dorata. Non siate avari, inondatele ovunque: in faccia, in bocca, nel culo, sul seno, ovunque. Dove volete.»

«Oh no, Padrona, quanti sono? Sento tantissime voci. Sono tantissimi! Troppa gente, non può farmi questo!» strilla Michela terrorizzata, il cuore che le martella nel petto come un tamburo impazzito. Ma nessuno, e nessuna, hanno pietà di lei. Né di Patrizia. Il primo uomo apre le danze, puntandole l'uccello turgido e venoso in faccia, e colpendola col getto di urina caldo e pungente in pieno viso.

L'odore acre e ammoniacale le invade le narici, facendole bruciare gli occhi. Lei tenta di girarsi, i muscoli del collo tesi nello sforzo disperato. Ma le arrivano da tutte le parti, come una pioggia calda e umiliante.
Capisce che può solo aprire la bocca, sentendo il sapore salato e aspro invaderle la lingua, e fare ciò che tutti vogliono.

Patrizia non se la cava meglio. È presa di mira da un gruppo di signore dai sorrisi crudeli, che si posizionano con precisione chirurgica per dirigere i loro getti potenti e fumanti sul suo viso pallido e contratto. Cerca di proteggersi con le mani tremanti, di evitarli con movimenti frenetici della testa, ma le arriva tutto addosso, nei capelli che si appiccicano come alghe scure e in faccia, dove le gocce scivolano lungo le guance arrossate.

La posizione a quattro zampe non aiuta Michela. Infatti alcune maliziose signore le muovono la bottiglia vuota ancora infilata nel suo buchetto posteriore, facendola ruotare con sadica lentezza. Questo la agita molto, facendole tremare le cosce toniche, ma la eccita da morire, un calore liquido che le si espande nel basso ventre.

«Oh santo cielo - riesce appena a mormorare investita dai getti delle urine maschili che le colano sul mento e sul collo – mi sto di nuovo eccitando, state ferme cazzo, » la sua voce è rotta, un sussurro rauco che si perde nel rumore umido dei liquidi. Ovviamente quelle, sentendo queste parole, hanno ancora più motivazione di giocare con la bottiglia, spingendola più a fondo con movimenti circolari.

Michela ora geme a voce alta, sono quasi degli urli di piacere che le escono dalla gola contratta. La sua pelle è lucente come marmo bagnato, perché completamente intrisa. Gli uomini in fila la continuano a pisciare, insieme o alternati, alcuni ridendo, altri con espressioni di estatico piacere.

Dopo qualche minuto si sono tutti completamente svuotati le vesciche, lasciando Michela ansimante in un lago dorato.
Alcuni di loro, troppo arrapati per resistere, si prendono in mano i loro cazzi duri, masturbandosi davanti a lei. Michela non li vede, ma li sente. E capisce subito cosa sta per pioverle addosso. E' inerme.

** NOTE **

Diciassettesima e penultima parte della punizione, un viaggio attraverso l'ombra e la luce del desiderio proibito. La storia si snoda come un fiume sotterraneo, intenso e tumultuoso, che scorre per ben 18 capitoli di passione non filtrata. Queste pagine non nascono dalla nebbia della mia immaginazione, ma emergono dalle confessioni sussurrate della mia amica Damabiancaesib, le cui esperienze reali si manifestano qui come gocce di sudore su pelle nuda.

La vera protagonista è "Damabiancaesib", la cui essenza potrete cogliere visitando il suo profilo su https://www.annunci69.it/palco/@Damabiancaesib. Quella biografia, scritta tempo fa da un'altra mano e ora reinterpretata attraverso il mio stile, spero abbia acceso in voi sensazioni più intense e vi abbia ispirato nuove fantasie.

Altri scrittori su A69 hanno narrato le sue storie, ma la mia Dama è sempre pronta a sperimentare e a trovare nuovi stimoli e pertanto ha deciso di darmi questa opportunità, non me ne vogliano male gli altri!

Tra le righe, però, scorgerete anche frammenti della mia anima, specialmente nei pensieri più intimi delle protagoniste, quei sussurri mentali che Daniela, pur nella sua supremazia, non potrà mai ascoltare dalle labbra tremanti delle sue schiave devote.

Ogni capitolo di questa saga intima tra Michela e Daniela porta il marchio "Sottomessa al piacere".
Per chi si avventura qui per la prima volta, consiglio di tornare all'inizio del viaggio. Questi racconti si intrecciano come fili di seta in un arazzo erotico, tessendo una trama continua di dominazione e devozione. La vostra lettura completa e i vostri commenti nutriranno non solo il mio ego di narratrice, ma anche il coraggio della mia amica di condividere i suoi segreti più ardenti.

Permettetemi di ricordarvi:
- che queste pagine nascono da eventi vissuti, solo leggermente abbelliti dalla mia penna. La vera protagonista è "Damabiancaesib", la cui essenza potrete cogliere sul suo profilo.
- Questa e una storia che è già stata scritta tempo fa da un'altra mano e ora reinterpretata attraverso il mio stile, spero abbia acceso in voi sensazioni più intense e vi abbia ispirato nuove fantasie.

Ora sta a voi decidere: mi eleverete al rango di artista della parola erotica o mi relegherete tra i semplici sognatori con velleità letterarie? Vi prego, lasciate un voto generoso! E perché non un commento?
Anche quelli irriverenti sono benvenuti. O forse preferite sussurrarmi in privato qualche proposta che farebbe arrossire queste pagine, magari per un incontro che trasformi la fantasia in realtà, in qualche Club Privè di Bologna o dovunque il desiderio vi suggerisca.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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