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Sottomessa al Piacere-La cliente esigente#3


di Membro VIP di Annunci69.it giorgal73
03.11.2025    |    14.758    |    3 9.0
"Daniela mi tiene una mano sul culo, le unghie che affondano appena, un promemoria: «Usa, non chiedere..."
*** MICHELA ***

Enrica resta a bocca aperta, la mascella che le cade come un cassetto rotto, gli occhi sgranati fino a mostrare il bianco tutto intorno all'iride ambrata. Fissa ipnotizzata la bestia che mi dilata l'ano, un cilindro di acciaio lucido grosso come un avambraccio di un pugile.

«Porca puttana, è un cazzo di mostro,» mormora, la voce rauca che graffia l'aria come carta vetrata, un misto di stupore reverenziale e voglia animale che le fa tremare le dita. Allunga la mano , lo sfiora con la punta dell'indice, e io urlo come una pazza posseduta, il piacere elettrico che mi fa inarcare la schiena e spingere il culo indietro come una cagna in calore: «A-ahhh, cazzo...» Il mio buco violaceo pulsa attorno all’acciaio, contraendosi ritmicamente come una bocca affamata che invita a essere violata.

Enrica lo afferra alla base con dita avide, lo ruota lentamente e poi lo strappa fuori con uno schiocco umido che riecheggia nella stanza come un tuono in una valle, lasciandomi un vuoto doloroso e pulsante. Lo solleva controluce, ammirandolo lucido e brillante dei miei umori viscosi come un trofeo di guerra, la superficie lucida riflette bagliori iridescenti. Poi, senza un cazzo di preavviso, infila tre dita ad artiglio nel mio culo spalancato e pulsante, una voragine rosso scuro che si contrae spasmodicamente e ingoia la sua mano fino al polso come sabbie mobili carnose.

«Ohhh... porca troia...» ululo, un suono animalesco che mi graffia la gola, dolore bruciante e piacere vertiginoso che si mischiano nelle mie viscere come olio e acqua bollente. La sua mano affonda fino al gomito con un movimento fluido e inesorabile, le vene del suo avambraccio sporgono sotto la pelle olivastra, un'invasione brutale che mi inarca la schiena come un arco teso al limite.

«Sei un cesso senza fondo, lurida vacca,» ringhia, la voce carica di eccitazione selvaggia che le fa vibrare le narici dilatate, mentre mi fista il culo con violenza metodica, ogni spinta un pugno nello stomaco che mi fa sobbalzare i seni sudati contro il tessuto teso. Mi schiaffeggia il culo con l'altra mano, le dita aperte che lasciano impronte rosse a forma di stella sulla carne pallida, urlando con saliva agli angoli della bocca: «Spingi indietro, troia, fammi sentire quanto sei aperta!»

La sua perversione esplode come una diga che cede, e con l'altra mano attacca la mia fica già grondante, ficcando prima due dita ricurve, poi tre che mi dilatano senza pietà, quattro che mi strappano un gemito gutturale, fino a spingere l'intera mano callosa dentro la carne pulsante.

«A-ahhh... sì, cazzo, sfondami!» urlo con voce strozzata, il doppio fisting mi lacera come un animale selvaggio che divora le sue prede, un piacere primordiale da bestia che mi fa tremare le gambe come foglie in tempesta. Le sue mani pompano veloci, un ritmo spietato da macellaio che mi porta all'orlo dell'abisso, le nocche che grattano contro pareti interne mai toccate prima.

«Porca troia... sto venendo, cazzo!» ululo, l'orgasmo mi squassa come un terremoto di magnitudo dieci, la fica che schizza liquido caldo e trasparente in rivoli incontrollati, il culo che si contrae spasmodicamente attorno alle sue mani come una bocca affamata. Crollo sulla scrivania con un tonfo sordo, ansimando come dopo una maratona nel deserto, le tette schiacciate contro il vetro freddo, il capezzolo destro esposto e duro come un chiodo, il corpo distrutto ma in estasi come una martire dopo la rivelazione divina.

*** DANIELA ***

Sono ancora in piedi, la mano sinistra che stringe il bordo della poltrona come se fosse il guinzaglio invisibile di Michela. Il suo corpo è un relitto sudato schiacciato sulla scrivania: tette spiaccicate sul vetro, culo in aria, plug strappato via e buco che pulsa come una ferita aperta. Enrica ansima, le dita lucide dei succhi della mia schiava, il viso arrossato, la gonna di pelle sollevata quel tanto che basta per far vedere le mutandine fradice.

Io mi avvicino lenta, i tacchi che battono come sentenze. Appoggio una mano sulla nuca di Michela, le unghie le graffiano appena la pelle sudata. Lei trema, un lamento rauco le esce dalla gola.

«Enrica,» dico, la voce bassa, vellutata ma tagliente come una lama, « La mia schiava si è disidratata e ha bisogno di reintegrare i liquidi, sono sicura che tu vuoi aiutarla vero?»

Non è una domanda. È un ordine camuffato da cortesia. Enrica annuisce, gli occhi le brillano di eccitazione animale. Le passo un pollice sul labbro inferiore, lo tiro giù appena, poi lo lascio andare.

«Allora usa la mia toilette.»

Indico Michela con un cenno del mento. Lei è ancora piegata, le gambe spalancate, la fica che gocciola sul pavimento. Le afferro i capelli, le tiro la testa all’indietro fino a farle inarcare la schiena. Il suo viso è una maschera di sudore, squirt e lacrime. Perfetta.

«Apri la bocca, cagna,» ringhio. «E tienila spalancata. Non una goccia fuori, o ti lego al termosifone e ti lascio lì fino a domani.»

Michela obbedisce all’istante: labbra tremanti, lingua fuori, occhi imploranti. Io mi giro verso Enrica, le prendo la mano ancora umida e la guido verso la mia schiava.

«Avvicinati. Solleva la gonna. Togli quelle mutandine del cazzo.»

Enrica esegue, il respiro corto. Le sue cosce tremano mentre si posiziona sopra la faccia di Michela. Io le appoggio una mano sul culo, la spingo avanti di un passo.

«Ora piscia. Tutto nella sua bocca. Falle sentire il calore. Falla bere come la fogna che è.»

Enrica esita un secondo, poi chiude gli occhi. Il primo getto è caldo, forte, colpisce la lingua di Michela con un suono umido e osceno. Lei ingoia, gorgoglia, lacrime che le rigano le guance. Io le schiaccio la testa più forte contro la fica di Enrica.

«Bevi, puttana. Ogni goccia. È il tuo premio.»

Enrica geme, le ginocchia le cedono leggermente mentre il flusso continua, amaro, abbondante. Io osservo, il cuore che batte lento, soddisfatto.

«Brava la mia cagna,» sussurro, accarezzandole la guancia bagnata. «Ora ringrazia la signora.»

Michela, la voce rotta, biascica: «G-grazie, signora… per avermi usato la bocca…»

Io sorrido. Enrica trema ancora. E io so che tornerà.

*** ENRICA ***

Il calore mi sale dal basso, un’onda che mi spacca la vescica e mi fa tremare le ginocchia. Ho la gonna di pelle arrotolata in vita, le mutandine di pizzo nero calate alle caviglie, e la bocca di Michela spalancata sotto di me come un cesso umano. Daniela mi tiene una mano sul culo, le unghie che affondano appena, un promemoria: «Usa, non chiedere.»

Cazzo, è reale. Sto pisciando davvero nella bocca di questa troia. Sento il getto caldo che esce, forte, continuo, e ogni schizzo che colpisce la sua lingua mi fa pulsare il clito come se fosse un cazzo. Lei ingoia, gorgoglia, gli occhi rossi di lacrime, ma non si ritrae. Brava cagna. Daniela l’ha addestrata bene: non una goccia fuori, solo il suono osceno del mio piscio che le riempie la gola.

Il flusso è abbondante, più di quanto pensassi. Mi sento potente, sporca, viva. Ogni spinta della vescica è un ordine: «bevi, puttana, bevi tutto». Vedo il suo collo che si contrae mentre ingoia, il mento che trema, il respiro che le esce dal naso in sbuffi caldi contro la mia fica.

Porca troia, è meglio di un orgasmo. Sento il calore che le scende dentro, che le riempie lo stomaco, che la marchia come mia. Daniela mi guarda, sorride, e io penso: voglio farlo di nuovo. Voglio pisciare su di lei ogni giorno, voglio vederla implorare, voglio che il mio odore le resti in bocca per ore.

L’ultimo getto è più lento, più intimo. Lo lascio uscire piano, godendomi il suono umido, il modo in cui le sue labbra si chiudono appena attorno al mio clito per non perdere niente. Quando finisco, resto lì un secondo, le cosce che tremano, la fica che pulsa vuota.

*** NOTE ***

Michela non è una vittima, ma un'eroina di un'odissea perversa, dove l'ufficio si trasforma in arena di desideri repressi. Ispirato da ombre freudiane e notti insonni, ho voluto esplorare il confine tra sottomissione e liberazione – un plug anale alla volta. Che la vostra lettura sia stata un brivido o un monito: benvenuti nel mio caos interiore. Grazie per aver condiviso l'abisso e vi do l'appuntamento alla settimana prossima per esagerare nuovamente, insieme.

La storia che state leggendo, con i suoi respiri affannosi e le sue carezze proibite, nasce dalle avventure autentiche della mia amica "Damabiancaesib", la cui essenza potrete cogliere visitando il suo profilo su https://www.annunci69.it/palco/@Damabiancaesib.

Altri scrittori su A69 hanno già affondato le loro penne nella carne viva delle sue confessioni, ma la mia Dama - insaziabile esploratrice di abissi proibiti - ha scelto ME per spingersi oltre ogni limite conosciuto. Le sue fantasie più oscure, quelle che bruciavano troppo per essere rivelate ad altri, ora pulsano attraverso le mie parole!

Non osate accusarmi di plagio! Sto semplicemente violando il velo tra finzione e realtà, trasformando in inchiostro rovente ciò che lei mi sussurra nelle notti insonni. Questo è solo l'inizio di un'opera che farà tremare le vostre certezze morali fino alle fondamenta - un romanzo che un giorno esploderà come lava incandescente tra le vostre mani!

Permettetemi di ricordarvi:

- che queste pagine nascono da eventi vissuti, solo leggermente abbelliti dalla mia penna. La vera protagonista è "Damabiancaesib", la cui essenza potrete cogliere sul suo profilo.

- Questa e una storia che è già stata scritta tempo fa da un'altra mano e ora reinterpretata attraverso il mio stile, spero abbia acceso in voi sensazioni più intense e vi abbia ispirato nuove fantasie.

Ora sta a voi decidere: mi eleverete al rango di artista della parola erotica o mi relegherete tra i semplici sognatori con velleità letterarie? Vi prego, lasciate un voto generoso! E perché non un commento?

Anche quelli irriverenti sono benvenuti. O forse preferite sussurrarmi in privato qualche proposta che farebbe arrossire queste pagine, magari per un incontro che trasformi la fantasia in realtà, in qualche Club Privè di Bologna o dovunque il desiderio vi suggerisca.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
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