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Sottomessa al Piacere-Umiliazione infinita#5


di Membro VIP di Annunci69.it giorgal73
15.09.2025    |    19.144    |    2 6.0
"Ma Claudia, con gli occhi verdi che scintillano di malizia sotto le ciglia pesanti di mascara, lascia sfuggire una risata cristallina che riverbera nell'aria carica di tensione..."
**DANIELA**

Durante il rinfresco, le tengo esposte come opere d'arte viventi: nude, con bende di seta nera sugli occhi che esaltano la vulnerabilità dei loro corpi, plug lucidi che sporgono oscenamente tra i glutei tesi.

Le offro a disposizione degli ospiti come prelibatezze su un vassoio. Qualcuno, con gesti quasi teneri, avvicina calici di champagne alle loro labbra tremanti per dissetarle, ma altri, con dita avide e impazienti, giocano senza pietà: muovono i plug con movimenti circolari che strappano gemiti soffocati, li estraggono lentamente per poi reimmetterli con spinte brusche, sculacciano i glutei sodi lasciando impronte rosse a forma di mano sulla pelle chiara, palpano con insistenza i seni – quelli prosperosi di Michela, con capezzoli turgidi e scuri come bacche mature, risultano irresistibili alla folla eccitata.

Mani avide palpano insistentemente i corpi esposti, strappando gridolini isterici dalle labbra gonfie delle schiave. Intervengo con voce tagliente come lama di rasoio: «Basta!»
Un uomo sulla cinquantina, camicia di seta aperta sul petto villoso, insiste con tono arrogante: «Voglio toccare quel culo rotondo e quelle tette succose!»
Lo incenerisco con uno sguardo glaciale, le mie pupille che si restringono come quelle di un felino: «Adeguati alle regole o sparisci dalla mia vista.»

Con passo misurato, guido Michela al centro della stanza, le luci soffuse che accarezzano la sua pelle madida. Afferro bruscamente i suoi capelli, tirandoli fino a farle inarcare il collo come un cigno.
Apro lentamente la bocca, lasciando che un filo di saliva calda e densa si allunghi tra le mie labbra e le sue. Lei la ingoia avidamente, la gola che si muove visibilmente.
Premo la mia bocca sulla sua, spingendo la lingua fino in fondo, esplorando ogni angolo umido: «Stai diventando sempre più troia, lo sento dal sapore della tua bocca.»

Tiro le mollette e i capezzoli si allungano come gli elastici di una fionda: «Ammettilo davanti a tutti.»

Con voce rotta, confessa: «Sì, sono una grandissima troia... vivo solo per il mio piacere di schiava troia.»

La pausa finisce, estrazione: «Numero 33!»
Una voce cristallina annuncia :«Sono io, è il mio numero»

Non è molto alta, forse un metro e sessantacinque, ma ha davvero un gran bel fisico scolpito come marmo caldo.
Il seno è piccolo ma perfettamente proporzionato, con capezzoli che puntano visibilmente contro il tessuto; il fondo schiena è stupendo, due emisferi perfetti che sembrano sospirare ad ogni passo, e le gambe sono toniche, muscolose ma femminili, evidentemente forgiate da anni di palestra o danza.
I suoi capelli biondo platino cadono in onde morbide fino alle scapole, incorniciando un viso dagli zigomi alti e labbra carnose dipinte di rosso ciliegia.
Indossa un mini vestitino di seta color champagne che la fascia come una seconda pelle, evidenziando ogni curva con precisione impietosa.
Il tessuto è così morbido e sottile che, sotto le luci soffuse del club, rivela l'assenza totale di intimo. Le sue calze sono nere, lucide come petrolio liquido, tenute su da un reggicalze di pizzo che fa capolino quando, nel suo ondeggiare felino, il vestito risale impercettibilmente, scoprendo per attimi fugaci la fessura nuda e depilata.

«Sono Claudia.» La voce della bionda risuona nel silenzio improvviso del Club, un contralto vellutato che scivola sulla pelle come seta liquida. Il suo mini abito champagne cattura la luce soffusa, rivelando ombre e curve che sembrano pulsare ad ogni respiro.

«Piacere,» rispondo, sorrido mentre i miei occhi scivolano lenti dal collo alla caviglia della nuova arrivata, immaginando già il sapore salato di quella pelle sotto la sua lingua.

«Vorrei chiedere se alla punizione può partecipare anche la mia compagna...» sussurra la bionda, inclinando leggermente il capo in un gesto studiato che fa ondeggiare i capelli platino.
Con un movimento fluido del braccio nudo, indica una figura seminascosta tra gli spettatori, le unghie laccate che brillano come gocce di sangue nell'ombra.
Mi volto di scatto e scorgo, a pochi metri di distanza, una figura che cattura immediatamente la mia attenzione.
È una donna giovane, forse ventisette anni, con un'aura decisamente mascolina che emana da ogni suo poro.
I suoi capelli corvini, tagliati in un pixie cut asimmetrico con un lato rasato che rivela un tatuaggio tribale che si insinua fino dietro l'orecchio, incorniciano un viso dai lineamenti decisi.
Indossa un vestitino di seta nera che le arriva a metà coscia, così leggero che ondeggia come fumo ad ogni suo movimento, e un paio di stivali militari lucidi che salgono fino al ginocchio, stringendo i polpacci muscolosi.
Il suo fisico scolpito tradisce anni di disciplina: spalle ampie e definite come quelle di una nuotatrice, braccia toniche attraversate da vene sottili che si intravedono sotto la pelle olivastra, addominali che si intuiscono sotto il tessuto quando respira.
Non supera il metro e settanta, ma la sua postura eretta, quasi militaresca, le conferisce una presenza che riempie lo spazio.

«Io sono Tania, la sua ragazza,» si presenta con voce bassa e roca, estendendo una mano dalle dita lunghe adornate da anelli d'argento massicci.
Osservo entrambe, notando la dinamica che pulsa tra loro come corrente elettrica. Tania domina lo spazio attorno a sé con naturalezza predatoria, mentre Claudia, pur nella sua bellezza vistosa, sembra orbitarle attorno come un satellite.
Sotto il tessuto del vestitino, i capezzoli di Tania sporgono visibilmente, e il modo in cui la stoffa si tende lascia intuire la presenza di piercing metallici - forse barre orizzontali che attraversano i capezzoli scuri.
Quando si muove, lo fa con la sicurezza felina di chi è abituata a comandare, lanciando occasionalmente sguardi possessivi verso Claudia che comunicano più di mille parole.

Mentre converso con Tania, noto che Claudia sembra avermi completamente dimenticata.
Il suo sguardo affamato è ora fisso su Michela, le pupille dilatate che divorano ogni centimetro della pelle esposta della mia schiava.
Le gira attorno lentamente, come un avvoltoio che studia la preda ferita, leccandosi impercettibilmente le labbra carnose, la punta della lingua che lascia una traccia umida sul rossetto ciliegia.

**MICHELA**

L’ansia mi invade il corpo. Sento una presenza minacciosa che mi gira attorno. Poi mi concentro sulle parole della Padrona che ha concesso a Tania di partecipare alla punizione:

«Insieme, ma poca sofferenza, molto godimento.»

Claudia afferra i miei capezzoli, tira: «Oddio, smettila...mi fanno male....»

«Ha detto la Padrona di non farle troppo male...» Interviene Tania, afferrando il polso sottile della sua compagna indisciplinata con dita che lasciano impronte bianche sulla pelle, tirandola all'indietro con uno strattone secco.
Ma Claudia, con gli occhi verdi che scintillano di malizia sotto le ciglia pesanti di mascara, lascia sfuggire una risata cristallina che riverbera nell'aria carica di tensione.
Tania, con un gesto naturale, come se fosse abituata a farlo, le solleva il vestitino color champagne fino alla vita sottile, rivelando due emisferi perfetti color caramello, segnati da un sottile triangolo bianco di abbronzatura. La pelle tesa e luminosa cattura la luce soffusa del club, facendo risaltare ogni curva con precisione anatomica.

Il pubblico trattiene il respiro all'unisono, pupille dilatate fisse sulla carne esposta, mentre qualcuno in fondo alla sala lascia sfuggire un sibilo d'apprezzamento. La pelle di Claudia sembra emanare un calore proprio, liscia come marmo riscaldato dal sole.

Tania solleva la mano dalle unghie corte e laccate di nero, e la abbatte con precisione chirurgica sul gluteo destro, poi sul sinistro, infine al centro, lasciando tre impronte scarlatte che pulsano visibilmente sulla pelle ambrata.
Claudia inarca la schiena come un gatto, emettendo un gemito gutturale che si trasforma in un sorriso compiaciuto, le pupille che si dilatano fino a inghiottire quasi completamente l'iride.
Con le labbra umide e socchiuse, si volta verso di me, avanzando con passo felino, e solleva entrambe le mani per colpire con violenza studiata i seni esposti, lasciando segni rosso vivo che si espandono come fiori sulla pelle pallida.

«Ahiiii! Brutta stronza!» ansimo, le dita tremanti premute contro l'ampio seno dove cinque impronte rosse si allargano come petali di papavero sulla pelle lattea.

«Ops!» ridacchia Claudia con voce melodiosa, lanciando uno sguardo di falsa innocenza alla sua compagna, le pupille dilatate dal desiderio.

«L'ho picchiata di nuovo, che sbadata! Mi punisci con qualche altro sculaccione? Magari più forte questa volta?»

«No,» la gela Tania, la voce bassa come ghiaccio che scricchiola.

«Non punisco te. Punisco lei, visto che si fa prendere a schiaffi sulle tette da te come una vera puttanella.»

«Ma non è giusto...» protesta Claudia simulando di offendersi, il labbro inferiore sporto in avanti in un broncio studiato, mentre un fremito le percorre la spina dorsale all'idea del gioco che sta prendendo forma.

Con un movimento deciso e implacabile, mi afferra per i capelli, avvolgendoli attorno al pugno come una corda di seta, tirandomi su in posizione eretta fino a farmi inarcare la schiena come un arco teso. Poi si china sui miei seni, le labbra carnose si chiudono attorno ai capezzoli già gonfi, succhiandoli con feroce avidità, alternando pressione e rilascio, la lingua traccia cerchi umidi attorno alle areole arrossate.
I miei capezzoli si ergono duri e allungati come chiodi sotto quell'assalto, e gemo senza ritegno, il respiro spezzato in piccoli ansiti acuti.
Parole sconnesse mi sfuggono dalle labbra semiaperte, ma presto ogni pensiero coerente svanisce quando mi ritrovo imprigionata tra i due corpi, il calore delle loro pelli mi avvolge da entrambi i lati in un sandwich di carne pulsante.

Tania, con la mano callosa premuta sulla mia testa, mi obbliga a voltare il viso con decisione militaresca e cattura la mia bocca in un bacio vorace, la lingua si insinua tra le labbra come un'invasione, esplorando ogni angolo umido con possessiva determinazione.

Non vedo nulla attraverso la benda nera che mi stringe le tempie, solo macchie rosse che danzano dietro le palpebre. Questo buio forzato amplifica ogni sensazione sulla mia pelle: il sudore freddo che mi scivola tra i seni, i capezzoli turgidi che pulsano come se avessero un cuore proprio, le dita che mi stringono fino a lasciare impronte bianche sulla carne. Il dolore si trasforma in qualcosa di liquido che mi scorre nelle vene.

Mi hanno trasformata in un oggetto di carne tremante, un giocattolo sensibile con ogni terminazione nervosa esposta, mentre queste due troie si passano il mio corpo come un calice da cui bere a turno.

**EPILOGO**

Quinta parte della punizione, un viaggio attraverso l'ombra e la luce del desiderio proibito. La storia si snoda come un fiume sotterraneo, intenso e tumultuoso, che scorre per ben 14 capitoli di passione non filtrata.
Queste pagine non nascono dalla nebbia della mia immaginazione, ma emergono dalle confessioni sussurrate della mia amica Damabiancaesib, le cui esperienze reali si manifestano qui come gocce di sudore su pelle nuda.

Tra le righe, però, scorgerete anche frammenti della mia anima, specialmente nei pensieri più intimi delle protagoniste, quei sussurri mentali che Daniela, pur nella sua supremazia, non potrà mai ascoltare dalle labbra tremanti delle sue schiave devote.
Ogni capitolo di questa saga intima tra Michela e Daniela porta il marchio "Sottomessa al piacere".
Per chi si avventura qui per la prima volta, consiglio di tornare all'inizio del viaggio. Questi racconti si intrecciano come fili di seta in un arazzo erotico, tessendo una trama continua di dominazione e devozione.

La vostra lettura completa e i vostri commenti nutriranno non solo il mio ego di narratrice, ma anche il coraggio della mia amica di condividere i suoi segreti più ardenti.

Permettetemi di ricordarvi:
- che queste pagine nascono da eventi vissuti, solo leggermente abbelliti dalla mia penna. La vera protagonista è "Damabiancaesib", la cui essenza potrete cogliere sul suo profilo.
- Questa e una storia che è già stata scritta tempo fa da un'altra mano e ora reinterpretata attraverso il mio stile, spero abbia acceso in voi sensazioni più intense e vi abbia ispirato nuove fantasie.

Ora sta a voi decidere: mi eleverete al rango di artista della parola erotica o mi relegherete tra i semplici sognatori con velleità letterarie? Vi prego, lasciate un voto generoso! E perché non un commento?
Anche quelli irriverenti sono benvenuti. O forse preferite sussurrarmi in privato qualche proposta che farebbe arrossire queste pagine, magari per un incontro che trasformi la fantasia in realtà, in qualche Club Privè di Bologna o dovunque il desiderio vi suggerisca.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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