bdsm
Sottomessa al Piacere-Umiliazione infinita#6
giorgal73
15.09.2025 |
19.226 |
7
"Vedo costellazioni dietro le palpebre serrate, galassie che esplodono in supernove di dolore e piacere..."
**CLAUDIA**I suoi capezzoli sono spettacolari sotto la mia lingua - turgidi, color rosa intenso con areole che si increspano al mio tocco. Più li succhio, più si induriscono come piccole gemme carnose, emanando un sapore salato e dolce insieme. Quando li mordo delicatamente, sento Michela tremare, la pelle d'oca che si diffonde sul suo seno pallido come un'onda.
Gli occhi di Tania luccicano perversi - pupille dilatate che divorano la scena, la vena sul suo collo che pulsa visibilmente. Conosco quello sguardo felino e le chiedo subito:
«Potremmo chiedere alla direzione qualche giocattolo speciale, amore?» ammicco, battendo le ciglia mentre mi lecco il labbro inferiore, lasciando una traccia umida sul rossetto.
«Hmm...» mormora Tania, la voce roca che vibra nell'aria carica di feromoni. «Mi stai facendo venire idee precise...»
Daniela, con la postura eretta di una Padrona attenta, si avvicina con passi misurati. Il cuoio dei suoi stivali scricchiola sul pavimento mentre ci porge un tiralatte cromato che riflette la luce soffusa e due pompette a ventosa trasparenti.
«Un gentile omaggio della casa...» sussurra con un sorriso che non raggiunge gli occhi di ossidiana.
Il viso di Tania si trasforma - le pupille si dilatano fino a inghiottire l'iride, le labbra si schiudono rivelando denti perfetti. Posiziona le pompette sui capezzoli di Michela, già gonfi e arrossati dalle mie attenzioni, e aziona il meccanismo con un click secco. La carne sensibile viene risucchiata all'interno, allungandosi visibilmente sotto il vetro come frutti maturi.
Michela inarca la schiena, i muscoli tesi come corde di violino. Un rivolo di sudore le scorre tra i seni mentre urla, la voce che si spezza in ottave acute: «Ohhhhhhhh.....Oddiooooo!!!! Vi prego sfondatemi! Scopatemi! Fatemi qualcosa!»
Sono cattiva, voglio esplorare i suoi limiti. Tra gli omaggi scorgo due pinzette chirurgiche in acciaio, la luce che danza sulle punte dentellate. Le prendo, sentendone il peso freddo sul palmo, e mi inginocchio davanti alla sua fessura umida e pulsante. Con esasperante lentezza, separo le labbra gonfie e rosee, applicando le pinzette con precisione millimetrica, una per lato, osservando la carne tendersi e aprirsi come un fiore esotico.
Con la figa ora esposta come una grotta marina che invita l'esplorazione, mi dedico al suo culo. Afferro il plug e lo ruoto deliberatamente, osservando l'anello muscolare stringersi e rilassarsi attorno all’acciaio lucido. Lo muovo con movimenti circolari, poi avanti e indietro, facendola urlare di un piacere che rasenta il dolore, gli occhi che si rovesciano all'indietro mentre un orgasmo selvaggio la scuote dalle radici dei capelli fino alle dita dei piedi arcuati.
**TANIA**
La mia Claudia è una dea della crudeltà, con quegli occhi di giada che brillano quando infligge dolore - è per questo che il mio cuore le appartiene completamente.
Con un sorriso affilato come una lama, decide che questa troia deve diventare uno spettacolo per tutti. Le dita affusolate si chiudono attorno al polso di Michela come manette di carne e la trascina al centro della sala, dove la luce rossastra cade impietosa sulla pelle sudata. Con un movimento deciso e preciso, la schiaffeggia sul culo, lasciando un'impronta scarlatta che pulsa visibilmente sulla carne ambrata.
Il pubblico trattiene il respiro - posso sentire l'eccitazione collettiva vibrare nell'aria come elettricità statica. Claudia attende, assaporando la tensione, poi con gesti lenti e deliberati stacca le pompette dai capezzoli di Michela, ora gonfi e violacei come frutti troppo maturi.
Michela emette un suono gutturale che risuona dalla gola fino al ventre, un lamento animale che si trasforma in supplica. Ma Claudia, con la grazia di una chirurga, afferra il tiralatte cromato che riflette la luce in bagliori metallici, e lo posiziona precisamente sul clitoride turgido e rosso. Le sue dita azionano lo stantuffo con ritmo ipnotico, risucchiando quella piccola perla di carne fino a farla scomparire completamente nel cilindro trasparente.
Il corpo di Michela si piega come un arco sotto tensione, le ginocchia cedono sul pavimento lucido, ma lo sguardo di Claudia rimane implacabile come quello di una statua antica. Non c'è pietà nelle sue pupille dilatate dal desiderio mentre continua metodicamente la sua opera.
Decido di unirmi al gioco perverso. Mi libero dei vestiti con movimenti misurati, rivelando il mio corpo scolpito da ore di palestra - la pelle tesa su muscoli definiti, l'androginia perfetta accentuata dai piercing d'argento che attraversano i miei capezzoli scuri e brillano tra le pieghe delle mie grandi labbra.
Indosso lo strap-on nero e lucido, che si erge minaccioso dal mio pube rasato. Le mie dita si intrecciano nei capelli sudati di Michela, tirandoli fino a farle lacrimare gli occhi, e con un movimento deciso le spalanco la bocca, forzando l'ingresso del silicone nero fino a farle dilatare le labbra in un cerchio perfetto.
La sento soffocare mentre il suo corpo si ribella, la gola che si contrae in spasmi involontari contro l'invasione.
Rimango ferma come una statua di bronzo, impassibile davanti ai suoi conati, ma poi noto il cambiamento - a lingua di Michela inizia a muoversi lungo la superficie liscia, le labbra si serrano attorno alla circonferenza, succhiando con una voracità che tradisce la sua vera natura.
Claudia, il mio splendido demone, si inginocchia davanti a Michela. Riprende il tiralatte e ricomincia la tortura sul clitoride già sensibilizzato, alternando con morsi precisi sui capezzoli arrossati.
«Te li stacco questi, troia di una schiava!» ringhia con voce roca, e accompagna le parole con schiaffi calcolati che fanno ondeggiare il seno pesante di Michela come onde in tempesta.
La bocca di Michela, piena e silenziata dal mio fallo artificiale, non può emettere altro che gemiti soffocati, ma posso avvertire dalle sue vibrazioni che ormai manca poco, mentre il suo corpo trema come foglia in una tempesta elettrica.
**MICHELA**
Cazzo, quanto sto godendo. Il mio corpo trema in spasmi incontrollabili mentre crollo sul pavimento freddo e lucido, la pelle madida di sudore che si raffredda all'istante.
Mi raggomitolo in posizione fetale, le ginocchia premute contro i seni dolenti, i capezzoli pulsanti come due piccoli cuori indipendenti. Il sapore metallico del sangue mi riempie la bocca - mi sono morsa il labbro senza accorgermene.
«È già venuta questa troiona... non ha resistito nulla...» La voce di Claudia fluttua nell'aria come fumo, soddisfatta e tagliente come il bordo di un vetro rotto.
«Già, ma non è affatto finita per lei.» Il tono di Tania è basso, vibrante. La punta fredda del suo stivale mi preme contro la spalla, mi gira bruscamente sulla schiena. Il movimento mi strappa un gemito, la colonna vertebrale che scricchiola contro il marmo.
«Cosa... cosa volete farmi ancora...» Le parole escono frammentate, la mia voce irriconoscibile persino a me stessa - roca, consumata dalle urla precedenti.
Tania non risponde. Immagino lo strap-on nero e lucido che cattura la luce soffusa, una silhouette minacciosa che si staglia contro il suo ventre piatto.
Quando mi penetra, l'aria mi abbandona in un colpo secco. La sensazione di pienezza è così intensa che per un momento il mondo si restringe a quel punto di contatto, quella pressione inesorabile che forza i miei tessuti a cedere.
Il silicone freddo si scalda rapidamente dentro di me, ogni centimetro che avanza manda onde di dolore misto a piacere lungo le mie terminazioni nervose.
Il corpo di Tania è una macchina perfetta sopra il mio - muscoli definiti che si flettono con ogni spinta, la pelle ambrata che luccica di sudore sotto le luci rosse.
I suoi piercing sono artigli metallici che mi graffiano la pelle, lasciando scie scarlatte come mappe di un territorio conquistato. Quelli sui suoi capezzoli scuri raschiano contro i miei, già gonfi e ipersensibili, mandando fitte elettriche direttamente al mio centro.
Vedo costellazioni dietro le palpebre serrate, galassie che esplodono in supernove di dolore e piacere. I piercing nelle sue grandi labbra sfregano contro la mia carne esposta - piccole sfere d'acciaio che premono e rotolano sul mio clitoride turgido, duro come un chicco di grandine.
L'orgasmo mi coglie come un'onda anomala - improvviso, devastante, totale. Mi squarcia in due mentre urlo fino a sentire le corde vocali bruciare, le unghie conficcate nei suoi bicipiti tesi, la schiena inarcata come un ponte pronto a crollare.
«AHHHH P-padrona... mi ha... sfondato... la figa... come... come volevi tu... Sono una troia, come... come tu mi volevi...» Le parole escono a singhiozzi, intervallate da respiri affannosi che bruciano nei polmoni.
«Manca ancora un buco da sfondare, mia schiava. E chissà chi lo sfonderà...» La voce di Daniela è miele versato su ghiaccio, dolce e gelida insieme. I suoi occhi brillano di una luce predatoria mentre osserva la scena dal suo trono di pelle nera.
Il pubblico è un'entità pulsante intorno a noi - respiri trattenuti, gemiti soffocati, l'odore denso dell'eccitazione collettiva che impregna l'aria. Qualcuno inizia ad applaudire, il suono secco delle mani che si incontrano riecheggia nella sala come colpi di frusta.
«Posso sfondarglielo ancora io a questa puttana.» Tania sorride, i denti bianchi che brillano come quelli di un predatore, mentre ruota lentamente lo strap-on ancora sepolto dentro di me, strappandomi un gemito che è metà dolore, metà supplica.
**EPILOGO**
Sesta parte della punizione, un viaggio attraverso l'ombra e la luce del desiderio proibito. La storia si snoda come un fiume sotterraneo, intenso e tumultuoso, che scorre per ben 14 capitoli di passione non filtrata.
Queste pagine non nascono dalla nebbia della mia immaginazione, ma emergono dalle confessioni sussurrate della mia amica Damabiancaesib, le cui esperienze reali si manifestano qui come gocce di sudore su pelle nuda.
Tra le righe, però, scorgerete anche frammenti della mia anima, specialmente nei pensieri più intimi delle protagoniste, quei sussurri mentali che Daniela, pur nella sua supremazia, non potrà mai ascoltare dalle labbra tremanti delle sue schiave devote.
Ogni capitolo di questa saga intima tra Michela e Daniela porta il marchio "Sottomessa al piacere".
Per chi si avventura qui per la prima volta, consiglio di tornare all'inizio del viaggio. Questi racconti si intrecciano come fili di seta in un arazzo erotico, tessendo una trama continua di dominazione e devozione.
La vostra lettura completa e i vostri commenti nutriranno non solo il mio ego di narratrice, ma anche il coraggio della mia amica di condividere i suoi segreti più ardenti.
Permettetemi di ricordarvi:
- che queste pagine nascono da eventi vissuti, solo leggermente abbelliti dalla mia penna. La vera protagonista è "Damabiancaesib", la cui essenza potrete cogliere sul suo profilo.
- Questa e una storia che è già stata scritta tempo fa da un'altra mano e ora reinterpretata attraverso il mio stile, spero abbia acceso in voi sensazioni più intense e vi abbia ispirato nuove fantasie.
Ora sta a voi decidere: mi eleverete al rango di artista della parola erotica o mi relegherete tra i semplici sognatori con velleità letterarie? Vi prego, lasciate un voto generoso! E perché non un commento?
Anche quelli irriverenti sono benvenuti. O forse preferite sussurrarmi in privato qualche proposta che farebbe arrossire queste pagine, magari per un incontro che trasformi la fantasia in realtà, in qualche Club Privè di Bologna o dovunque il desiderio vi suggerisca.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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