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Sottomessa al Piacere-Umiliazione infinita#8


di Membro VIP di Annunci69.it giorgal73
22.09.2025    |    18.748    |    3 8.3
"La vostra lettura completa e i vostri commenti nutriranno non solo il mio ego di narratrice, ma anche il coraggio della mia amica di condividere i suoi segreti più ardenti..."
**DANIELA**

Patrizia si rivela essere una gran troia, la sua lingua calda e umida che mi esplora ogni piega intima con precisione esperta. Mi sta succhiando il clitoride gonfio con devozione, alternando colpi veloci e languide lappate che mi fanno tremare le cosce. La sensazione delle sue labbra morbide contro la mia carne pulsante mi strappa gemiti involontari.
Mi sento osservata, un brivido mi percorre la schiena nuda. Apro gli occhi e incontro lo sguardo della trans - pupille dilatate dal desiderio, labbra socchiuse, respiro accelerato che le solleva il seno prosperoso. Nei suoi occhi leggo fame e calcolo; sta memorizzando ogni mia reazione, ogni fremito di piacere che Patrizia mi provoca.

La vedo avvicinarsi con passi felini, il suo membro eretto che ondeggia ipnoticamente. Si posiziona alle mie spalle, il calore del suo corpo che irradia contro la mia pelle sudata.
Le sue dita trovano il plug che dilata il mio orifizio posteriore, quella sfera luminosa che preme contro le mie pareti interne. Con un movimento deliberatamente lento, sento la pressione diminuire gradualmente mentre estrae l'oggetto.
Il vuoto improvviso mi fa sussultare. Non mi chiede il permesso, i nostri ruoli si stanno invertendo sotto i miei occhi, e mi ritrovo paralizzata tra imbarazzo e un'eccitazione proibita. Il controllo mi sta scivolando dalle mani come sabbia tra le dita.
La lingua di Patrizia mi confonde come una droga, scivolando tra le pieghe sensibili, mentre dietro di me avverto una pressione calda e insistente contro il mio orifizio già dilatato dal plug.

La trans preme il suo glande turgido e violaceo contro l'anello di muscoli, forzandolo millimetro dopo millimetro. Il suo cazzo pulsante, venato di blu e coronato da una cappella gonfia come una prugna matura, è mostruosamente più imponente del mio fidato plug.
La pelle vellutata ma tesa come un tamburo scivola contro la mia apertura resistente, avanti e indietro in piccoli movimenti determinati che mi fanno sobbalzare ad ogni tentativo.

«Te lo sfondo questo bel culetto, Padrona...» mi sussurra all'orecchio, il suo respiro caldo e umido contro il lobo, le parole che rotolano sulla lingua con quell'inconfondibile cadenza portoghese che vibra di dominazione.

«Oh santo cielo, fai piano...» mormoro con voce spezzata, sentendo le prime fitte di dolore irradiarsi come scariche elettriche mentre la carne della mulatta forza il passaggio, dilatandomi oltre ogni limite.

«Piano un cazzo...» ringhia la brasiliana, affondando le unghie laccate nei miei fianchi e spingendo con un colpo secco che mi toglie il fiato.

«Oh cazzo, cazzo...» urlo, sentendo come se mi stesse dividendo in due, il bruciore intenso che si trasforma in una sensazione di pienezza devastante.
Il cazzone della trans pulsa dentro di me come una creatura viva, lo sento premere contro pareti interne mai raggiunte prima, senza alcuna pietà.
Ogni suo colpo deciso trasmette la sua forza bruta attraverso il mio corpo tremante, la sua voglia di ribaltare i ruoli e dominarmi completamente. E ci sta riuscendo. Gemo con abbandono, il dolore che si fonde col piacere proibito, godo della mia stessa sottomissione e gemo ancora, più forte.
I minuti passano e dall'iniziale bruciore lacerante, la sensazione si trasforma gradualmente. Prima in un calore pulsante che mi attraversa la spina dorsale, poi in ondate di piacere che mi fanno contrarre involontariamente i muscoli interni. Mugolo come un animale ferito, il sudore che mi imperla la fronte e scivola tra i seni.

«Ti piace, eh troia?» mi sibila la trans all'orecchio, il suo respiro caldo e umido contro la pelle sensibile del collo, i suoi seni che premono contro la mia schiena ad ogni spinta. Una sensazione vertiginosa mi invade.
Abituata a essere io la figura dominante, con il frustino in mano e gli ordini sulla lingua, ora sono in balia di questa creatura ambigua che mi riempie fino a farmi sentire spezzata, che mi penetra con un ritmo implacabile che fa oscillare i miei seni ad ogni colpo.
Le sue unghie mi affondano nei fianchi come artigli. Non riesco a rispondere, la gola serrata in un gemito continuo, la mente annebbiata da un cocktail di endorfine che mi rende schiava del mio stesso corpo traditore.


**MICHELA**

Sono qui, distrutta, nuda e bendata. Grazie al cielo ho un attimo di pace. Sento la mia padrona gemere e urlare. Sono curiosa, vorrei vedere cosa sta succedendo, ma non voglio correre il rischio di essere punita ancora.

«Cagna, adesso tocca a te!» La voce della proprietaria de club mi desta dalla temporanea pace.

«Cosa devo fare?»

«Silenzio!» Adesso ti farò indossare uno Strap-on e poi ti condurrò verso la trans che sta inculando la tua padrona e dovrai riservarle lo stesso trattamento.
Afferro l’oggetto e subito capisco che le dimensioni sono esagerate, sia della parte che entrerà nella mia figa, sia quella che andrà nel culo della trans.
La proprietaria mi aiuta a indossarlo e subito mi sento piena. Non sento dolore, anche grazie al fatto che da quando sono entrata in questo fottutissimo club non ho smesso di bagnarmi e tutte le stronze che ci sono state, ormai hanno trasformato la mia figa in un pozzo senza fondo.
Vengo condotta dalla mia preda, poggio le mani sui suoi glutei e la sodomizzo senza tanti complimenti. Entro in lei senza sentire resistenza.

«Oh, questo buchetto è bello recettivo e largo eh?» sorrido, mordendomi il labbro per l'eccitazione. Nel frattempo mi chino su di lei e il mio generoso seno si accuccia sulla schiena della trans. Abbiamo fatto un bel trenino, io la inculo e lei incula Daniela. E da quello che ho capito, Patrizia sta mangiando la figa della padrona.

«Puttana! - ringhia la trans verso di me – Vedrai quello che ti faccio dopo...»


**DANIELA**

Quella cagna di Michela non poteva tenere chiusa quella cazzo di bocca?
Adesso la trans mi sta letteralmente spaccando in due, i suoi colpi sono diventati più violenti e profondi, come se volesse marchiare il mio interno con la sua rabbia.
Ogni spinta è un terremoto che mi attraversa dalla spina dorsale fino alla nuca, facendomi vedere stelle dietro le palpebre serrate.
Le sensazioni si mescolano in un cocktail perverso—il piacere bruciante del suo cazzone venato che mi dilata oltre ogni limite, e il dolore acuto del piercing a barretta che graffia e strofina contro le pareti sensibili e già martoriate.
Sono talmente eccitata che sento la figa pulsare e colare, gocce calde che scivolano lungo l'interno coscia come testimoni silenziosi della mia depravazione.
Non riesco a capire se sto godendo di più per il mio culo violato senza pietà o per la lingua esperta di Patrizia che mi tortura il clitoride con precisione diabolica, probabilmente entrambi mi stanno portando verso un orgasmo che minaccia di farmi perdere i sensi.
Percepisco la soddisfazione animalesca di Michela che finalmente assapora il potere di essere penetratrice invece che penetrata, e l'intensità selvaggia che ci mette nei movimenti fa gemere la trans in portoghese, parole incomprensibili che culminano in un grugnito bestiale mentre mi riempie il culo di sborra calda e densa che sento pulsare a ondate dentro di me.

Michela continua imperterrita a stantuffare il culo della trans per qualche minuto, il suo viso contorto in una maschera di piacere egoista, solo perché vuole raggiungere il suo orgasmo con la parte interna dello strap-on che le massaggia il punto G ad ogni spinta.

Un urlo acuto che sembra quasi di dolore, un'ultima spinta brutale che fa tremare tutti i corpi collegati in questo osceno trenino umano, e Michela crolla in ginocchio, ansimando come una maratoneta, rivoli di sudore che le percorrono il viso arrossato e le gocciolano dai capezzoli turgidi.
Per un attimo, regna il silenzio totale nella sala, un vuoto acustico rotto solo dal ticchettio dell'orologio a parete e dal gocciolio di fluidi sul pavimento lucido.
I corpi madidi di sudore brillano sotto le luci soffuse, pelli arrossate che si sollevano e si abbassano al ritmo di respiri affannosi. L'aria è densa, impregnata dell'odore ferroso del sesso e del profumo dolciastro dello sperma.
Solo Patrizia è rimasta priva dell'estasi finale, il suo viso contratto in una maschera di desiderio insoddisfatto.

Appena recupera un briciolo di forza nelle gambe tremanti, la brasiliana raccoglie il plug di acciaio che non ha mai smesso di pulsare dal pavimento, lo lubrifica con la saliva che le cola dall'angolo della bocca carnosa, e lo sistema di nuovo nel mio buchetto dilatato e pulsante.
La sensazione fredda del metallo che scivola tra le pieghe sensibili mi fa inarcare la schiena, ritrovando il conforto familiare del mio amichetto inseparabile che lampeggia come un faro osceno tra i glutei.
Poi mi afferra la nuca con dita artigliate di unghie laccate e mi spara la lingua calda e umida in bocca, esplorando ogni recesso con ferocia possessiva.

L'accolgo senza resistenza, assaporando il suo sapore salato mescolato al retrogusto amaro dello sperma.
Il plug, spingendosi nel culetto già abusato, causa la fuoriuscita lenta e inesorabile dello sperma denso e biancastro che la mulatta ha depositato nelle mie profondità, rivoli caldi che disegnano percorsi sinuosi lungo le mie cosce tremanti come vernice perlata su tela viva.
Questo nettare proibito, questo ben di dio cremoso, non può essere sprecato e poi voglio, anzi necessito, di essere ripulita a dovere, fino all'ultima goccia.

«Vieni schiava.» - chiamo Michela, la voce ancora roca per gli orgasmi precedenti – «Puliscimi.»

«Sì, Padrona.» risponde l'altra.

Michela, cagna obbediente, si avvicina a quattro zampe sul pavimento freddo e lucido, con le grosse tettone che penzolano libere, oscillando pesantemente ad ogni movimento, i capezzoli arrossati che sfiorano quasi il marmo.
Sottomessa completamente, esegue, tira fuori la lingua rosea e umida, e raccoglie con reverenziale attenzione ogni goccia perlescente e viscosa che scorre lentamente sulla mia coscia interna, lasciando scie traslucide sulla pelle arrossata.

«Hmmm brava Michelona...» rido eccitata, sentendo il calore del suo respiro affannoso contro la mia pelle sensibile, realizzando con massima soddisfazione quanto abbia ormai soggiogato quella donna, trasformandola da professionista rispettabile a una grandissima troia insaziabile.
Tutto il liquido denso e biancastro, infatti, è ora raccolto sulle labbra carnose di Michela, che lo assapora visibilmente con la punta della lingua, la conosco bene e so che una gran voglia di provare quel grosso cazzo.

EPILOGO

Ottava parte della punizione, un viaggio attraverso l'ombra e la luce del desiderio proibito. La storia si snoda come un fiume sotterraneo, intenso e tumultuoso, che scorre per ben 18 capitoli di passione non filtrata. Ebbene si ho aggiunto 4 parti a quelle che vi avevo promesso nei capitoli precedenti, spero gradiate l’omaggio.
Queste pagine non nascono dalla nebbia della mia immaginazione, ma emergono dalle confessioni sussurrate della mia amica Damabiancaesib, le cui esperienze reali si manifestano qui come gocce di sudore su pelle nuda.

La vera protagonista è "Damabiancaesib", la cui essenza potrete cogliere visitando il suo profilo su https://www.annunci69.it/palco/@Damabiancaesib. Quella biografia, scritta tempo fa da un'altra mano e ora reinterpretata attraverso il mio stile, spero abbia acceso in voi sensazioni più intense e vi abbia ispirato nuove fantasie. Altri scrittori su A69 hanno narrato le sue storie, ma la mia Dama è sempre pronta a sperimentare e a trovare nuovi stimoli e pertanto ha deciso di darmi questa opportunità, non me ne vogliano male gli altri!

Tra le righe, però, scorgerete anche frammenti della mia anima, specialmente nei pensieri più intimi delle protagoniste, quei sussurri mentali che Daniela, pur nella sua supremazia, non potrà mai ascoltare dalle labbra tremanti delle sue schiave devote.
Ogni capitolo di questa saga intima tra Michela e Daniela porta il marchio "Sottomessa al piacere". Potrebbe sembrare ugua
Per chi si avventura qui per la prima volta, consiglio di tornare all'inizio del viaggio. Questi racconti si intrecciano come fili di seta in un arazzo erotico, tessendo una trama continua di dominazione e devozione.

La vostra lettura completa e i vostri commenti nutriranno non solo il mio ego di narratrice, ma anche il coraggio della mia amica di condividere i suoi segreti più ardenti.

Permettetemi di ricordarvi:
- che queste pagine nascono da eventi vissuti, solo leggermente abbelliti dalla mia penna. La vera protagonista è "Damabiancaesib", la cui essenza potrete cogliere sul suo profilo.
- Questa e una storia che è già stata scritta tempo fa da un'altra mano e ora reinterpretata attraverso il mio stile, spero abbia acceso in voi sensazioni più intense e vi abbia ispirato nuove fantasie.

Ora sta a voi decidere: mi eleverete al rango di artista della parola erotica o mi relegherete tra i semplici sognatori con velleità letterarie? Vi prego, lasciate un voto generoso! E perché non un commento?
Anche quelli irriverenti sono benvenuti. O forse preferite sussurrarmi in privato qualche proposta che farebbe arrossire queste pagine, magari per un incontro che trasformi la fantasia in realtà, in qualche Club Privè di Bologna o dovunque il desiderio vi suggerisca.

Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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