bdsm
Sottomessa al Piacere-Umiliazione infinita#9
giorgal73
22.09.2025 |
18.896 |
3
"Il pubblico applaude freneticamente, un'ovazione che fa tremare le pareti della sala..."
**MICHELA**Il sapore salato-dolce nella mia bocca è una droga che mi annebbia i pensieri, un cocktail di umori corporei che mi fa tremare le ginocchia.
Vorrei sentire dentro di me quello stesso cazzo mostruoso che ha fatto urlare Daniela, vorrei che quell'asta venata e pulsante che ha riempito la mia bocca fino alla gola pochi minuti fa mi squarci e mi regali quell'orgasmo che ha riempito la mia padrona.
«Ora tocca a te, troiona.» sibila la trans con un sorriso crudele che le increspa le labbra carnose e lucide di rossetto sbavato.
«Non mi dirai che sei già in grado di rigonfiare quel pisellone...» scherzo nervosamente, immaginando che, essendo appena venuta, la mulatta dalle curve generose non possa già essere pronta per un altro round. Ma ovviamente mi sbaglio.
La brasiliana dai lunghi capelli corvini mi afferra per la nuca con dita artigliate da unghie laccate di rosso fuoco, e mi costringe a mettermi a carponi sul marmo freddo che mi gela i palmi delle mani e le ginocchia già arrossate.
Sento un brivido di terrore misto a eccitazione risalirmi la spina dorsale. Decido di ammansirla facendo scorrere la punta della lingua sulla pelle vellutata dei suoi testicoli pesanti, accarezzando con labbra tremanti la base del suo cazzo ancora flaccido ma già impressionante.
«A-aspetta non essere cattiva...» le dico, ricominciando a baciarla sul glande violaceo e lucido, la lingua che raccoglie le tracce salate rimaste dalla scopata precedente.
I baci umidi e le carezze circolari delle mie dita tremanti, dopo qualche secondo, riattivano incredibilmente il pene gigantesco della bella mulatta.
Sotto le mie labbra, sento le vene gonfiarsi una ad una fino a creare un reticolo pulsante che percorre tutta la lunghezza di quell'asta che torna a essere dura come marmo ed enorme come un avambraccio.
Il cazzo turgido si allontana dalle mie attenzioni febbrili e la brasiliana, posizionandosi dietro di me con un movimento felino, mi afferra i fianchi con dita artigliate e mi toglie il plug dal culo con uno strattone secco che mi fa sussultare.
Il vuoto improvviso dura solo un istante prima che la mia apertura dilatata e pulsante venga riempita dalla verga bollente di questo Dio Greco, anzi brasiliano, che spinge con decisione oltre la resistenza dell'anello muscolare.
Il cazzo è immenso, mi spacca letteralmente in due come un cuneo rovente, ma grazie al mio fedele amico plug che mi ha preparata per ore, sono abbastanza elastica da accoglierlo senza lacerarmi.
Però quando la trans spinge a fondo con un colpo secco dei fianchi, affondando fino alla base dove i suoi testicoli pesanti sbattono contro la mia pelle sensibile, inizio a gridare come una bestia al macello.
Più pompa con movimenti decisi e ritmati, e più i miei gridolini diventano scomposti, acuti, gutturali, primitivi come quelli di un animale in calore.
«Oddio...mi stai distruggendo...sfondando....» ansimo, le parole che escono frammentate tra respiri spezzati, mentre il sudore mi cola lungo la schiena arcuata.
«E ti piace vero, cagna?» incalza l'inculatrice senz'anima, stringendo le unghie laccate nei miei fianchi fino a lasciare mezzelune rosse sulla pelle.
«Oh sì...m-moltissimo...» la voce mi trema, le ginocchia sbucciate contro il marmo freddo che ormai si è riscaldato sotto il mio corpo.
«Cosa vuoi che ti faccia, puttana?» dice la mulatta, rallentando apposta i movimenti fino quasi a fermarsi, lasciandomi in un limbo di frustrazione pulsante.
«Dammelo più forte! Più forte ancora...» urlo senza alcun ritegno, contraendo involontariamente i muscoli interni attorno alla sua carne bollente. Quella non vede l'ora di sentire ciò. Incrementa la potenza dei colpi, il suono osceno della pelle sudata che sbatte contro pelle riempie la stanza.
Mi rendo conto di urlare come una troia, la gola ormai roca, sono certa che i 100 depravati sono eccitati e rapiti dalle mie sevizie, i loro occhi famelici che divorano ogni centimetro del mio corpo violato.
**PATRIZIA**
La padrona mi afferra per i capelli e mi costringe ad alzarmi dal marmo freddo, le ginocchia arrossate che tremano sotto il mio peso. Nelle mie mani tremanti depone lo strap-on nero e lucido, ancora umido e caldo dal corpo di Michela, l'odore intenso di sesso che sale alle narici come un afrodisiaco proibito.
«Indossalo, troia. Ora tocca a te incularti la trans, mentre si fotte Michela!» sibila con voce roca.
Quando infilo le cinghie di pelle attorno ai fianchi e stringo le fibbie, il dildo enorme preme contro la mia fessura già fradicia, penetrandomi con una pressione inesorabile che mi fa mordere il labbro fino a sentire il sapore metallico del sangue.
Capisco all'istante perché Michela gemeva come un'animale in calore - ogni movimento fa scivolare quella massa solida dentro di me, stimolando punti che mi fanno vedere stelle.
La padrona, le unghie che affondano nella carne tenera del mio braccio, mi trascina verso la brasiliana dalla pelle color caramello.
Con dita esperte mi guida la mano tra le natiche della trans, dove incontro la morbida pelle dei testicoli, pesanti e tesi come frutti maturi. Li sento pulsare contro il palmo, mentre sbattono ritmicamente contro le natiche arrossate dell'altra schiava ad ogni spinta. Chiudo le dita attorno a loro, sentendone il calore febbrile attraversarmi come una scossa elettrica.
«Oh meu Deu, no!» geme la trans con accento melodioso, il corpo statuario che si irrigidisce all'improvviso, vulnerabile.
La padrona guida la mia mano tremante verso il culo della trans, dove trovo un'apertura già dilatata, calda e pulsante. Ne approfitto per infilzarla con un colpo secco che la fa sussultare, il mio dildo nero che scompare tra quelle natiche color caramello.
«Continua a scoparti la cara Michela, o ti stritolo le palle fino a farle scoppiare,» le ordino a denti stretti, il respiro caldo contro la sua nuca umida di sudore. Accompagno queste parole con profondi e decisi colpi che fanno tremare tutta la sua struttura muscolosa, il suono osceno della pelle che sbatte contro pelle riempie la stanza.
Ogni spinta fa vibrare lo strap-on dentro di me, mandando onde di piacere che mi fanno contrarre involontariamente i muscoli interni.
La brasiliana dai lunghi capelli corvini è costretta a obbedire, gemendo in quel suo accento melodioso. Da una posizione di dominio ora si trova lei stessa dominata, inchiodata tra due corpi che la imprigionano. Immagino Il rossetto sbavato sulle sue labbra carnose che si contorce in un sorriso di piacere che tradisce quanto in realtà stia godendo di questa inversione di potere.
La Trans continua a incularsi Michela, che ansima a quattro zampe sul marmo freddo. Il suo pisellone venato è come uno stantuffo implacabile che entra ed esce dal culo arrossato della mia compagna di sventura.
Non le dà respiro, la scopo a mia volta senza pietà, e dopo un minuto buono di questo sandwich perverso, il doppio stimolo – cazzo che penetra e ano penetrato – fa nuovamente esplodere la trans in un orgasmo violento.
Viene dentro Michela con un grido gutturale, inondandola completamente di liquido caldo e denso che cola lungo le cosce tremanti. Crolla in avanti, il corpo statuario ora abbandonato e sfinito.
**DANIELA**
Osservo il buchetto della mia schiava, iper dilatato come un fiore osceno sbocciato nella notte, orlato di rosso e lucido di umori che colano in rivoli perlacei lungo la pelle candida.
«Vuoi pisciare sulla mia schiava, ragazzona?» chiedo, carezzando la testa della brasiliana, sentendo sotto le dita la seta dei suoi capelli corvini ancora umidi di sudore.
«Oh sì...» risponde l'altra, la voce roca che vibra di stanchezza e desiderio mentre un sorriso felino le increspa le labbra carnose.
«Allora inondala.» E la mulatta non se lo fa ripetere, gli occhi che brillano di una luce ambrata nella penombra.
Prende Michela per i fianchi con quelle mani forti, sollevandole il culo come un'offerta sacrificale, e lascia che un getto dorato, fumante e impetuoso come una cascata tropicale, si riversi nel buco aperto, oscenamente spalancato.
La sensazione per Michela è devastante, un grido strozzato le sfugge dalla gola mentre un fluido caldo le entra dentro copioso, risalendo come marea in tempesta, le sembra fino all'intestino. È una sensazione nuovissima, primordiale, la fa sentire completamente pervasa, posseduta fin nelle viscere.
Passa qualche secondo e cade anche lei pancia a terra, le ginocchia arrossate che cedono, senza forze, i capelli biondi incollati al viso madido. Divertita, la trans raccoglie il plug che prima aveva tolto e, con un movimento fluido e preciso, lo infila nuovamente nel buchetto grondante, come se fosse un tappo.
La pressione brutale del plug fa eruttare tutti i liquidi intrappolati all'interno come un geyser osceno. Michela avverte l'umiliante sensazione del caldo rivolo che scorre lungo l'interno delle sue cosce alabastrine, mescolanza di fluidi corporei che luccicano sotto le luci soffuse, formando una pozza sul marmo freddo.
Una parte di lei vorrebbe sprofondare nell'abisso della vergogna, dissolversi nell'aria come vapore, ma il rossore che le incendia le guance tradisce quanto il suo corpo stia vibrando di un piacere proibito che le percorre la spina dorsale come elettricità liquida.
Patrizia, eretta in tutta la sua dominante presenza, afferra con dita rapaci i fianchi della mulatta e riprende a penetrarla selvaggiamente, il dildo nero che scompare tra quelle natiche color caramello con un suono umido e osceno.
«Godi ancora, porcona,» le ringhia con voce roca all'orecchio, il respiro caldo che le accarezza la nuca,
«Fammi sentire come urla una cazzo di trans brasiliana quando viene!»
Intensifica la cadenza delle spinte, ogni colpo più profondo del precedente, il bacino che sbatte contro le natiche arrossate con uno schiocco che riecheggia nella stanza.
La mulatta, con occhi rovesciati all'indietro e labbra carnose socchiuse, esplode nuovamente in un orgasmo che le strappa dalle viscere grida gutturali, primitive.
Il suo corpo statuario trema violentemente prima di accasciarsi sul pavimento lucido, madido di sudore e completamente privo di forze, come una bambola di pezza abbandonata.
Patrizia sente l'estremità interna dello strap-on massaggiarle il punto più sensibile ad ogni movimento, inesorabile e implacabile.
L'onda dell'orgasmo la travolge senza preavviso, facendola crollare a carponi con un gemito animalesco, i capelli incollati al viso contratto dal piacere, il respiro spezzato che si trasforma in ansiti frenetici e incontrollabili.
Il pubblico applaude freneticamente, un'ovazione che fa tremare le pareti della sala. Sento il calore salirmi alle guance, il petto gonfio d'orgoglio e ammirazione.
La splendida mulatta dal corpo scolpito ha offerto uno spettacolo che ha superato ogni aspettativa, e le mie schiave - corpi lucidi di sudore e fluidi - hanno dimostrato una resistenza sorprendente.
Michela giace immobile sul marmo freddo, i capelli incollati al viso arrossato, il respiro ancora affannoso che le solleva il petto in rapidi sussulti. Accanto a lei, la statuaria brasiliana, con quelle gambe interminabili color caramello ora abbandonate sul pavimento, gli occhi socchiusi in un'espressione di estasi esausta.
Mi avvicino con passi lenti, il tacco delle mie scarpe che risuona sul pavimento mentre osservo compiaciuta la scena davanti a me: corpi abbandonati in pose scultoree, circondati da chiazze lucide di umori che catturano la luce soffusa come specchi liquidi.
«Wow! Molto bene, signore e signori...» sussurro al microfono, la voce ancora roca dall'eccitazione.
«Pare che qui abbiamo un vero e proprio campo di battaglia dopo una guerra di piacere...»
Nuovi applausi scroscianti riempiono l'aria. La trans si solleva con grazia felina nonostante la stanchezza, i muscoli che si flettono sotto la pelle ambrata.
Con movimenti lenti ma studiati, si infila il vestitino nero che aderisce come una seconda pelle alle curve generose, passandosi le dita tra i lunghi capelli corvini in un gesto che, nonostante il disordine evidente, emana una sensualità magnetica che cattura ancora ogni sguardo nella sala.
Quindi si muove, dirigendosi verso il bagno con passi incerti, le gambe tremanti che sembrano sul punto di cedere ad ogni passo.
La osservo allontanarsi, i miei occhi che seguono il ondeggiare ipnotico di quelle natiche color caramello ancora arrossate dalle mie attenzioni. «È stata un'esperienza sublime, quasi trascendentale,» mi dico, un calore di soddisfazione che mi si diffonde nel basso ventre.
Mi volto verso Michela, il suo corpo pallido ancora lucido di sudore e fluidi: «Hai goduto, schiava? Dillo al microfono.» le sussurro mentre le mie dita scivolano tra i suoi capelli ncollati alle tempie.
«Io...io...» balbetta, la voce rotta dall'emozione.
«Ti hanno visto tutti, ogni centimetro della tua pelle esposta. Dillo.» insisto, tirando leggermente i capelli alla base della nuca.
«Io ho goduto...molto...» mormora, gli occhi fissi sul pavimento di marmo.
«Dì tutta la verità. Ogni dettaglio sordido.»
«Io ho goduto da...impazzire.» La sua voce si fa più ferma, ma ancora troppo contenuta.
«Meglio. Ma puoi essere ancora più sincera, dai.» Le sollevo il mento con un dito.
«Ho goduto da impazzire!» esclama con voce più alta. «Mi è piaciuto troppo quell'enorme cazzone che mi riempiva completamente!»
«Urlalo al microfono. Che tutti sentano la tua vergogna.»
«Sono una grandissima troia!!» grida con voce squillante, il corpo che trema per l'adrenalina.
«Mi è piaciuto moltissimo quell'enorme cazzone che mi ha sventrata!!!»
Il pubblico esplode in risate e applausi fragorosi, bicchieri che tintinnano in brindisi lascivi. Tranne una figura solitaria che si muove tra la folla come un'ombra inquieta.
Il suo viso è contratto in una smorfia di disgusto e rabbia repressa, gli occhi che lanciano pugnali invisibili verso il palco.
Ma la sua presenza ostile passa inosservata mentre le mie dita già scivolano verso gli strumenti per la prossima fase della serata. Le punizioni delle due schiave non sono affatto finite, anzi, stanno per raggiungere nuove vette di depravazione.
EPILOGO
Settima parte della punizione, un viaggio attraverso l'ombra e la luce del desiderio proibito. La storia si snoda come un fiume sotterraneo, intenso e tumultuoso, che scorre per ben 18 capitoli di passione non filtrata. Ebbene si ho aggiunto 4 parti a quelle che vi avevo promesso nei capitoli precedenti, spero gradiate l’omaggio.
Queste pagine non nascono dalla nebbia della mia immaginazione, ma emergono dalle confessioni sussurrate della mia amica Damabiancaesib, le cui esperienze reali si manifestano qui come gocce di sudore su pelle nuda.
La vera protagonista è "Damabiancaesib", la cui essenza potrete cogliere visitando il suo profilo su https://www.annunci69.it/palco/@Damabiancaesib. Quella biografia, scritta tempo fa da un'altra mano e ora reinterpretata attraverso il mio stile, spero abbia acceso in voi sensazioni più intense e vi abbia ispirato nuove fantasie. Altri scrittori su A69 hanno narrato le sue storie, ma la mia Dama è sempre pronta a sperimentare e a trovare nuovi stimoli e pertanto ha deciso di darmi questa opportunità, non me ne vogliano male gli altri!
Tra le righe, però, scorgerete anche frammenti della mia anima, specialmente nei pensieri più intimi delle protagoniste, quei sussurri mentali che Daniela, pur nella sua supremazia, non potrà mai ascoltare dalle labbra tremanti delle sue schiave devote.
Ogni capitolo di questa saga intima tra Michela e Daniela porta il marchio "Sottomessa al piacere". Potrebbe sembrare ugua
Per chi si avventura qui per la prima volta, consiglio di tornare all'inizio del viaggio. Questi racconti si intrecciano come fili di seta in un arazzo erotico, tessendo una trama continua di dominazione e devozione.
La vostra lettura completa e i vostri commenti nutriranno non solo il mio ego di narratrice, ma anche il coraggio della mia amica di condividere i suoi segreti più ardenti.
Permettetemi di ricordarvi:
- che queste pagine nascono da eventi vissuti, solo leggermente abbelliti dalla mia penna. La vera protagonista è "Damabiancaesib", la cui essenza potrete cogliere sul suo profilo.
- Questa e una storia che è già stata scritta tempo fa da un'altra mano e ora reinterpretata attraverso il mio stile, spero abbia acceso in voi sensazioni più intense e vi abbia ispirato nuove fantasie.
Ora sta a voi decidere: mi eleverete al rango di artista della parola erotica o mi relegherete tra i semplici sognatori con velleità letterarie? Vi prego, lasciate un voto generoso! E perché non un commento?
Anche quelli irriverenti sono benvenuti. O forse preferite sussurrarmi in privato qualche proposta che farebbe arrossire queste pagine, magari per un incontro che trasformi la fantasia in realtà, in qualche Club Privè di Bologna o dovunque il desiderio vi suggerisca.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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