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E' un mondo difficile ( capitolo 20 )


di chiara94
08.12.2025    |    572    |    75 7.7
"” Greta torna a ridere:” Cosa? Avete paura?” Lui conferma:” Certo, un tipo come Giuseppe è imprevedibile..."
Non devo pensare a quello, sicuramente non se ne è resa conto, altrimenti terrebbe la mia bocca più distante.
Devo risponderle, o penserà che me ne freghi, di quanto mi ha detto.
Mi ha ribadito, che sono in punizione.
Del resto mi ha tolto la bocca dalla sua tetta.
Non rispondendole, potrebbe pensare che sia un cattivo ragazzo.
Le ho detto, che mi accontenterei di essere come un suo fidanzatino passato; e poi mi metto a fare il porco?
Cerco almeno di far valere le mie ragioni:” ecco cosa ti farà Bruno. Ti addenterà le tette, dopo avertele fatte tirare fuori. E stringerà bene i denti sia sulle tue mammelle che sui tuoi capezzoli.”
Lavinia mi fa presente:” Roberto; ma deve essere una roba dolorosissima.”
Deve capire come sono i ragazzi, e così le confermo:” lo so, ma tutte le ragazze accettano questa cosa. Non potrai sottrarti.”
Mi domanda:” ma Bruno è veramente così esigente?”
Io non voglio dirle bugie, mi limito a raccontarle quanto ci ha detto Bruno, per vantarsi:” ha anche già pinzato le tette di alcune ragazze.”
Sul suo viso appare totale stupore:” e cosa significa ?”
Io le rispondo:” Lavinia; neanche io so bene come si faccia, ma credo che significhi mettere delle mollette da bucato o di metallo, sui capezzoli di una ragazza.”
Lavinia esclama:” ma è da psicopatici.”
Concordo:” ma te l’ ho detto, che devi stargli alla larga.”
La mia bocca è ancora vicina alla sua:” Roberto; non è che mi dici bugie, per farmi desistere?”
Io nego:” Lavinia; se non vuoi, non ti dico più nulla.”
Lei sembra riflettere un attimo:” forse è capace di fare quelle cose e non fanno male. Bruno deve avere una certa esperienza, non è come te.”
Un altro paragone tra me e lui.

Tiro indietro il viso, allontanando la bocca dalla sua.
Ma Lavinia, accortasi della cosa, porta nuovamente la mia bocca vicina alla sua:”Roberto; non mi fare arrabbiare. Ho detto una cosa vera, confermata da te.”
In fondo ha ragione.
E così le dico:” però quando sei con me, non dovresti parlare di Bruno.”
Lavinia sospira:” Roberto; chi ha tirato fuori il discorso?”
Ha ragione anche in questo caso, così le dico:” è vero, però”
Lavinia mi interrompe:” però cosa? Devono mica chiedere a te, prima di voler far una cosa.”
Provo a supplicarla:” Lavinia; lasciami andare. Ti prego. Dopo che ho scoperto, cosa significherebbe entrare nel tuo mondo; molta tristezza e un profondo senso di impotenza mi hanno invaso. Io non potrò mai ambire ad entrare nel tuo mondo. “
Lavinia mi risponde:” Roberto; tu non vai da nessuna parte. Hai un’ altra erezione, vero?”
Le domando:” E tu come lo sai?”
“ Stai continuando a toccarti sui jeans. Sono inesperta, ma non stupida.” e’ la sua risposta.
Trovo un coraggio inaspettato:” Allora stai guardando, mentre mi tocco.”
Lavinia sbatte le palpebre:” Roberto; puoi ripetere?”

Ho proprio esagerato questa volta.
Ma la colpa è sua.
Mi coccola, tiene la bocca vicina alla mia; e poi io non posso dire nulla.
Metto le mani sui suoi polsi, allontanando le sue mani dalla mia bocca.
Mi alzo addirittura in piedi, iniziando a camminare per la stanza:” Lavinia; però non puoi sgridarmi, per ogni cosa che dico.”
Con totale calma, Lavinia mi dice:” Roberto; torna qui.”
Questa volta rifiuto:” No, Lavinia. Tanto, tra qualche minuto, se non prima; dirò nuovamente qualcosa, che non ti piacerà.”
Così lei passa alle minacce:” Roberto; o torni qui, o il livello della punizione aumenterà.”
La minaccio anche io:” Ed io non verrò ai giardini.”
La risata è la sua risposta:” Verrò con Bruno a casa tua, te l’ho già detto.”
“ Però non è giusto, che mi ricatti sempre.” le rispondo, infastidito.
Lavinia inclina il viso verso destra:” Roberto; facciamo pace?”, tendendomi la mano.
Decido di rimanere sulle mie:” No.”
Ma Lavinia non si arrende:” Roberto; torna a sederti accanto a me. “
Addirittura decido di allontanarmi, appoggiandomi contro il muro.
Lei torna a ridere:” Un tentativo di ribellione.”
E’ il momento di provare veramente a ribellarmi:” Lavinia; voglio anche io poter dire quello che voglio, senza alcuna paura che tu ti arrabbi.”
Lavinia sembra pensarci un attimo su:” Roberto; ma io ti ho solamente chiesto di ripetere, cosa avevi detto. Ho paura, di aver capito male.”
Torno ad attaccarla:” Invece hai capito benissimo, e non ho intenzione di modificare quanto detto.”
“ Ed allora ripetilo.” mi dice.
Prendo coraggio:” Stavi guardando lì, mentre mi toccavo.”
Rimane totalmente impassibile:” Ti ringrazio. Ora ho capito. Adesso puoi tornare a sederti accanto a me?”

Facendo piccoli passi, torno a sedermi accanto a lei.
Ma non mi sistemo, con le gambe attaccate alle sue.
Lei si accorge di questo mio tentennamento:” Vieni più vicino; Roberto.”
Temo il peggio:” Vuoi tirarmi uno schiaffo; Lavinia?”
Lavinia scoppia a ridere:” Al massimo ti tiro il naso; Roberto.”
Non ce la fa proprio, continua a prendermi in giro.
Devo trovare il coraggio di farle un discorso.
Altrimenti rimarrò sempre il solito sfigato, per tutta la vita.
E così le dico:” Però non ti comporti mai così con Bruno.”
Sembra rimanere sorpresa da questa mia affermazione:” Roberto; vuoi spiegarti?”
Sforzandomi, le dico:” Bruno ti morderà le tette e i capezzoli, quindi non puoi prenderlo in giro. Lui è quello dominante, che ti condurrà sulla via della perdizione. Con lui sei sempre seria e gentile; si vede che ti piace.”

Come risposta, si mette ad urlare:” Mamma.”
Di nuovo.
Non ci credo.
Subito arriva Marta.
La figlia le spiega:” Roberto e’ arrabbiato, perché dice che Bruno mi morderà i seni e i capezzoli. O che ci metterà cosa? Diglielo; Roberto.”
Io la guardo:” Marta; credo che, anche a te, qualche uomo”
Non riesco a finire la frase, che lei mi blocca, sedendosi accanto a me:” Si; Roberto. Ma è una cosa normalissima. A me il mio uomo ha fatto addirittura di peggio, per poi lasciarmi.”
Lavinia interviene:” Mamma; ma il problema è un altro. Dice che io farò quelle cose con Bruno, perché lo tratto bene; a differenza di Roberto. Tratto male Roberto; secondo te?”
La mamma di Lavinia si mette a ridere:” Roberto; mi fai veramente tanta tenerezza.”e, senza dire nulla, esce dalla stanza.

Lavinia mi guarda:”allora; Roberto? Cosa hai da dire?”
“Ti piacciono i tipi come Bruno? Va bene, mi comporterò come lui.”,commettendo un gesto folle.
Mi slaccio in fretta cintura e pantaloni, per poi abbassarmi in fretta pantaloni e mutande.
Lei mi guarda, totalmente sorpresa.
Inizio a segarmelo, con lei imbarazzatissima:” Bruno non andrebbe mai in bagno, e non ci vado neanche io. Se lui non ci andasse, perché dovrei andarci io?”
Lei mi guarda, in silenzio.
Io continuo:” lo so, ho un cazzo piccolo. Bruno ce l'ha almeno il doppio del mio. “,continuando a segarmi furiosamente.

Torniamo a Francesco.
Cerco di aggiungere un altro piccolo tassello:" Gaia; io sto parlando di un rapporto più importante. Mi spiego meglio: la laurea e’ un mezzo per trovare un lavoro, costruire una famiglia, fare figli, passare una serena vecchiaia, con le persone che ti amano."
Gaia mi chiede:" parli di matrimonio; Francesco?"
Subito smentisco:" no; Gaia, figurati. Ci conosciamo da troppo poco tempo, abbiamo appena iniziato l' università. Per parlare di matrimonio, dovrebbero passare anni."
Gaia insiste:" fidanzamento?"
Smentisco anche quello:" Gaia; ti conosco da pochissimo; non ti potrei mai chiedere di diventare la mia fidanzata."
Gaia mi risponde:" ed allora che problema c'è, se esco con Mariano? O se i tuoi amici scherzano con me?"
Io le chiedo:" quindi tu esci con Mariano?"
Gaia mi risponde:" Francesco; mi sembra evidente . Penso che l' avessi già capito, senza la mia conferma."
Io non riesco a non chiederle:" Scusa, ma se io e te usciamo insieme; non pensi che sia scorretto, uscire con un altro?"
Gaia scuote la testa:" No, proprio perché si chiama amicizia."
Io non condivido:" va bene, Gaia. Finalmente sei stata chiara. Non ci saranno più equivoci."
Gaia non è d' accordo:" da come stai reagendo, temo di sì."
Io la rassicuro:" starò per i fatti miei; non ti preoccupare."
Gaia sembra incredula:" un perfetto amico si comporta così?"
Mi sta mandando letteralmente in tilt:" io non ti vedo come un'amica."
Gaia si inalbera:" hai detto fidanzamento no e matrimonio no; allora cosa vuoi? Un'avventura?"
Io decido di essere sincero fino in fondo:" mi piacerebbe da impazzire, conoscerti a poco a poco, per non bruciarmi la carta di un fidanzamento e del successivo matrimonio. Ovviamente mettendomi con te, in quello step intermedio prima del fidanzamento."
Gaia sembra non voler rispondere, così continuo :” solamente che poi è arrivato Mariano, hai conosciuto i miei amici, e i miei sogni e le mie speranze si sono infrante contro l'amara realtà."
Gaia ironizza:” Ti sei dimenticato di citare il ragazzo di prima.”

La stronzaggine di Gaia mi fa innervosire:” Gaia; io sono serio, e tu mi prendi per il culo? Perché è questo, che stai facendo.”
Lei chiarisce:” Francesco; io non ti sto prendendo in giro. Ma ti rendi conto, di cosa stai parlando? Di fidanzamento, di matrimonio; quando sei solamente un amico per me. Ed oggi te ne esci con questi discorsi assurdi, conditi da folle gelosia.”
Io batto il pugno sul tavolo:” Ok, Gaia. Basta. Non parliamone più.”
Tutti si girano a guardarci.
Gaia mi riprende:” Francesco; o ti calmi, o il discorso finisce qui.”
Io faccio dei respiri profondi.
Ho bisogno di prendere aria.
Se Gaia si alza, è finita.
Ma cosa dico?
E’ già finita ora.
Gaia mi chiede:” A posto; Francesco?”
La tranquillizzo:” Si, Gaia; scusami. Ho perso il controllo, ma ora l’ho ripreso.”
Lei mi fa presente:” L’hai già perso due volte, oggi. Sia con Vale, che con me.”
Non posso fare altro che darle ragione:” E’ vero, purtroppo è un periodo difficile per me.”

Improvvisamente Gaia cambia discorso:" Francesco ; posso farti una domanda? Hai sentito il dialogo tra me e Valentina, ieri sera, fuori dal portone?"
Decido di mentire:" no."
Gaia replica:" ci credo solamente, perché i tuoi amici ci hanno confermato, che non hanno sentito niente."
Ma non è possibile.
Se ho sentito io, hanno sentito anche loro.
Ma ora non ho tempo di pensare a quei traditori.
Oso chiederle:" come mai questa domanda ?"
La sua è una non risposta:" così."
È proprio una gran bugiarda.

Decido di tentare il tutto per tutto:" quindi?"
Lei mi domanda:" cosa?"
Sono diretto, non voglio che cerchi ulteriori scappatoie:" come facciamo riguardo il nostro rapporto?"
Gaia mi risponde:" a me piacerebbe che tornassi ad essere il mio amico perfetto."
Mi manca nuovamente il respiro.
Praticamente Gaia ha ufficializzato il no.
Non voglio arrendermi subito.
Non merito di essere buttato via così:”Gaia; ma io ti ho detto delle cose, a cui non hai minimamente risposto”
Gaia mi fa notare:” Francesco; ti ho detto, quale è la mia preferenza. Non fare finta di non aver sentito.”
Ha nuovamente confermato quanto detto prima.
E non vuole affrontare il discorso.
Non ho proprio chance.
Inoltre mi ha confermato, che frequenta Mariano, e che trova più stimolanti i miei amici rispetto a me.
Per non parlare che, con almeno uno di loro, ci scoperebbe.
Senza dimenticare il misterioso tipo di prima.

Non posso far altro che dirle:”apprezzo la tua sincerità. Rispetto la tua decisione. Però non potrà essere come prima.”
Gaia replica:" Francesco, capisco benissimo. Non ti posso biasimare di nulla.Pero’ ti assicuro, che nessuno ti ha preso in giro. Io e Valentina abbiamo chiacchierato con i tuoi amici. Prima ho parlato con un ragazzo dell’università. Tutto qui."
La rassicuro:" sicuramente ho frainteso e ho esagerato."
Gaia ammette:" Comunque, anche io ho delle colpe. Non mi sono sicuramente comportata bene. Avendo intuito il tuo interesse, sarei dovuta essere più cauta. Non sarei dovuta venire a casa dei tuoi amici; ed avrei dovuto parlare prima con te, che con quel ragazzo, in aula."
Io le rispondo:" ormai è andata così."
Lei mi chiede:"a proposito, cosa farai coi tuoi amici ?"
Io ammetto:" non lo so. Nei prossimi giorni vedrò. Sicuramente lascio passare qualche giorno, poi si vedrà!"
Gaia replica:" i tuoi amici hanno ancora scritto nella chat. Ma ha risposto praticamente solo Valentina; io sono rimasta defilata !"

Torniamo a Giuseppe.
Sara e Greta si guardano tra di loro.
Restano per un attimo serie, per poi scoppiare a ridere.
Sara esclama:” Che figata.”
Greta le risponde:” Hai proprio ragione. Almeno passiamo un pomeriggio diverso.”, chiedendo poi ai ragazzi:” Avete delle armi?”
Il ragazzo di colore impallidisce:” Armi?”
“ coltelli, mazze, spranghe. Qualsiasi cosa.” e’ la spiegazione di Greta.
Sara interviene:” Anche una pistola, eventualmente.”
Greta concorda:” Hai ragione. In un centro sociale, non possono non avere una pistola.”
Davide urla:” Siamo un centro sociale, non un covo di banditi.”
Greta scoppia a ridere:” Ma se sfasciate sempre tutto, alle manifestazioni. E siete sempre armati fino ai denti.”
Il ragazzo di colore sembra disperarsi:” Non siamo noi. Quelli sono degli infiltrati o degli estremisti.”
Greta ironizza:” allora siete dei bravi ragazzi?”
La sorella scoppia a ridere.

Davide torna ad urlare:” Guardate che non c’e’ un cazzo da ridere. E’ veramente un gran casino. E tutto per colpa vostra.”
Greta non accetta questo discorso:” Noi non c’entriamo nulla, la colpa è solamente vostra. Avreste dovuto fare gli uomini e massacrarlo prima. Invece l’avete trattato come un re, e questi sono i risultati.”
Sara propone alla sorella:” Greta; andiamo in strada, per sentire cosa vogliono.”
Davide le fulmina con lo sguardo:” Voi non vi muovete da qui. Adesso apro la finestra e provo a parlarci, ma voi state zitte.”
Il ragazzo di colore lo blocca:” Davide; scusa, ma cosa vuoi parlarci? Sono armati. Quelli non sono venuti qui per parlare.”
Davide replica:” Lo so, ma non abbiamo alternative. Non possiamo sicuramente andare in strada o farli entrare.”
Sara interviene:” E se vi succhiassimo il cazzo, nel frattempo?”
La sorella torna a ridere.
I ragazzi non rispondono a questa affermazione.
Sembra che non considerino più le ragazze.
Infatti riprende a parlare Davide:” Non ho altre idee, sinceramente.”
Sara non prende bene il fatto di non venire considerata.
E così si avvicina al ragazzo di colore, inginocchiandosi.
Con le mani, va sulla cintura del ragazzo.
Subito lui la blocca, spingendola via:” Ma che cazzo fai? Ti sembra il momento?”
Sara torna a ridere:” E’ sempre un buon momento, per succhiarti il cazzo.”
Davide non riesce a darsi pace:” Piantatela. Non e’ il momento.”
Greta ribatte:” E’ geloso; poverino. Forse preferisce te, rispetto a me.”

Intanto sentono la voce di Giuseppe:” Venite fuori, o entriamo noi?”
Davide corre alla finestra, aprendola:” Giuseppe; puoi spiegarmi?”
Giuseppe gli risponde:” Greta deve scendere, e poi ce ne andiamo.”
Davide obietta:” Giuseppe; io ti capisco. Hai tutte le ragioni del mondo. Al tuo posto, farei la stessa cosa. Ma non posso obbligarla.”
Questa risposta non piace a Giuseppe:” Davide; ma veramente credevi, di mandarmi via, e di fartela?”
Davide è risoluto:” Non è mia intenzione farmela. Te lo posso garantire. Ma non posso comunque obbligarla a scendere. Siete anche armati.”
Giuseppe gli fa presente:” Davide; sai benissimo, che nessuno toccherà le ragazze. La stessa cosa non vale per voi.”
“ Scusa, ma cosa c'entriamo noi?” domanda.
Con molta calma, Giuseppe gli spiega:” Davide; nel momento in cui io e Greta facciamo un accordo, quello deve valere. E voi siete solamente un ostacolo al nostro accordo.”
“ Greta ti ha preso per il culo; l’hai capito o no? Per lei non c’e’ nessun accordo.” sottolinea.
Giuseppe non si smuove:” Io, invece, non ti sto prendendo per il culo. Se Greta non scende, veniamo noi a prenderla. Avete dieci minuti per decidere.”
Davide prova a giocare una carta disperata:” Non obbligarmi a chiamare la polizia.”
Giuseppe si mette a ridere:” Chiamala; non c’e’ problema. Noi ce ne andiamo, e voi cosa farete? Uscirete sempre con la scorta?”

Davide torna a parlare con Greta:” Ma si può sapere chi cazzo è, quel Giuseppe?”
“ Uno sfigato.” e’ la risposta.
Ma Davide non accetta tale risposta:” Certo, è così sfigato, che siamo rintanati qui, per la paura.”
Greta torna a ridere:” Cosa? Avete paura?”
Lui conferma:” Certo, un tipo come Giuseppe è imprevedibile. E non sappiamo neanche, chi siano quei tipi con lui.”
Il ragazzo di colore interviene:” Ho fatto qualche foto e l’ho girata a vari amici; vediamo se qualcuno li riconosce.”
La sorella di Greta non riesce a rimanere seria:” Che figata, ti vogliono come bottino di guerra.”
Greta la segue, ridacchiando:” I barbari mi vogliono.”
Davide le richiama nuovamente:” Invece di dire stronzate; abbiamo dieci minuti, per decidere cosa fare.”
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