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E' un mondo difficile ( capitolo 38 )


di chiara94
26.02.2026    |    826    |    185 6.3
"Ma ti rendi conto cosa hai appena detto? Io non mi sono mai comportata con te, come le tue compagne..."
Rimango immobile, come se il tempo avesse deciso di fermarsi proprio in quest’istante. Girandomi, la vedo apparire davanti a me al improvviso: ma perché non era assieme a loro? Il cuore sobbalza: un colpo secco, violento, e per un attimo tutto è luce: stupore puro, incredulo, quasi infantile. È davvero lei. La incontro di nuovo, nel posto dove non l’avrei mai voluta incontrare.La sorpresa mi attraversa come una scarica elettrica, mi riempie gli occhi, mi tende le mani. Ogni dettaglio di lei è familiare e al tempo stesso distante, come un ricordo che credevo di aver messo al sicuro e che invece torna vivo, troppo vivo. E purtroppo credo con il destino già segnato. Sicuramente la mia memoria non si riempirà di ricordi felici con Serena.Questo perché, insieme allo stupore, arriva qualcos'altro. Una crepa sottile che si allarga nel petto. La sua comparsa è una tragedia a dire poco,ed il segnale che qualcosa è cambiato irrimediabilmente. Nei suoi occhi leggo una storia che non conosco, un’ombra che non c’era al università. E capisco, in un lampo, che questa apparizione porta con sé il peso di ciò che è accaduto, di scelte, di errori, di conseguenze che non si possono cancellare con una gomma, come si fa quando si sbaglia a scrivere con la matita.
Così resto lì, sospeso tra luce e crollo. Felice e devastato nello stesso respiro. La sua presenza è un miracolo, ma anche la prova che nulla tornerà come prima. E in quel istante, mentre il mondo riprende a muoversi, comprendo che questa apparizione rivela, ma al tempo stesso condanna. Rimane il fatto che lei non sa tutta la storia. Attualmente sembro colpevole, ma potrebbe decidere di assolvermi, sentendo anche la mia versione, ben argomentata. Il peso delle parole sarà importantissimo. Non dovrò attaccare Gaia o criticarla, dovrò limitarmi a esporre i fatti in modo obiettivo, senza alcun timore. I fatti mi daranno ragione:” Serena; c’è un equivoco. Tu non sai come stanno realmente le cose. Se mi ascolti solamente per cinque minuti, capirai che sei rimasta fuorviata dalle apparenze. Mi bastano cinque minuti, e vedrai che tutto si chiarirà”
Purtroppo non apprezza minimamente la mia frase:” Cosa c'è da capire; Francesco? Gaia è stata gentile e carina con te, e tu l'hai fatta piangere. Non ci sono giustificazioni al tuo comportamento, sei un ragazzo arrogante e prepotente.”
E’ più dura di quello che pensassi. Serena è ancorata alla sua posizione, con tutta se stessa. Ferma nella sua convinzione, come una roccia che il mare può colpire al infinito, senza scalfirla davvero.
Non ha neanche voluto ascoltare la mia giustificazione. Sono colpevole e basta.I suoi occhi non si sono addolciti nemmeno per un istante. C’è una rabbia evidente sul suo volto.Le mie parole non la convinceranno mai.Non so se per un capriccio o se per solidarietà femminile,credendo di avere ragione, non ci pensa neppure ad arretrare. Questa sua posizione rigida potrebbe essere un problema insormontabile.

Sicuramente la colpa maggiore è di Gaia, che sta recitando la parte della ragazza maltrattata. Tiene lo sguardo basso, le dita intrecciate tra loro come segno di delusione. Le labbra accennano dei leggeri tremolii, mentre le prime lacrime iniziano a comparire. Respira piano, per far apparire tutta la sua agitazione.Gli occhi sono lucidi, e li sbatte in fretta per mostrarsi fragile.Una grossa lacrima le riga la guancia, e lei la asciuga in fretta con il dorso della mano, come per dimostrarsi forte. Però le altre arrivano lo stesso. Improvvisamente esclama:” Ho i brividi.”

Subito Giacomo si offre di andare a prenderle un maglioncino, mentre gli altri due propongono di cederle i loro. Serena corre in soccorso dell' amica, abbracciandola:” Sediamoci “,dicendo poi a Giacomo:” portale un bicchiere d'acqua ed una coperta.”
Giacomo corre subito a prendere quanto richiesto, e torna in salotto. Serena sistema due cuscini sul bracciolo della poltrona, slaccia le scarpe da ginnastica di Gaia, che rimane con delle calze bianche coi cuoricini, così da stendersi sul divano. L’ amica la aiuta, e la fa rimanere mezza sollevata, con la schiena appoggiata sul bracciolo, coperto dai cuscini. Le sistema la coperta sopra il corpo, e poi le passa il bicchiere d’acqua.Gaia beve a piccoli sorsi, guardandosi in giro, come spaesata.
Serena vuole sincerarsi delle sue condizioni:” Tesoro; stai meglio?”
Gaia le sorride:” Certo, ed è tutto merito tuo. Come avrei fatto senza di te. Sei l’amore della mia vita.", abbracciandola.
L’amica le domanda:” Vuoi che chiamiamo il pronto soccorso?”
Gaia rifiuta:” No, è meglio di no. Metterei in difficoltà Francesco. Mi farebbero mille domande, e non riuscirei a mentire. Non vorrei mai che lo arrestassero.”

E’ meglio che stia zitto, e che tenga dentro di me, cosa sto provando. Guardo di sfuggita Valentina, che prova ad intervenire:” L’ importante adesso è che ci diamo tutti una calmata.“
Serena la guarda male:” Tutti chi? E’ solamente colpa di Francesco.Deve chiedere subito scusa a Gaia.”
La mia migliore amica è molto imbarazzata.Per qualche istante sembra rimanere assorta nei suoi pensieri, prendendo poi il coraggio:” Francesco; chiedile scusa, così l’incidente si chiude.”
Non trovo altra via d’uscita, che accettare. La colpa è mia, che sono venuto qui. Devo stare lontano da Gaia. Mi sono rovinato la serata, e ben mi sta. Non posso neanche continuare lo scontro. Pur essendo certo di stare dalla parte della ragione, non ha senso battibeccare. Cosa otterrei? Nulla. Mi basta già la sceneggiata plateale di Gaia:” Ok Gaia; ti chiedo scusa, ho sbagliato.”
Gaia mi guarda:” Scuse accettate. “
Replico:” Per farmi perdonare, vado a prendere io le pizze.”

Gaia mi guarda con aria sospettosa:” Assolutamente no, altrimenti tu saresti capace di non tornare.”
Serena rincuora l'amica:” Tesoro; lascialo andare in discoteca da solo, così farà la figura dello sfigato.”
Gaia ridacchia:” Hai ragione, Francesco fa stragi in discoteca.”
L'amica la segue nella risata:” Oltre che alla macchinetta del caffè.”
Tutti si mettono a ridere, tranne me e Valentina.
Gaia, senza trattenere le risate, le dice:” Colpo di fulmine alla macchinetta del caffè.”
Serena non smette di ridere, imitando una voce maschile:” Non voglio il tuo numero di telefono. E' il pensiero che conta.”
Gaia segue l'amica, imitandomi anche lei:" Non ho monete con me, le ho date tutte al bar stamattina."
Le loro risate rimbombano nella stanza, seguite da quelle dei miei amici.

Torniamo a Roberto.
Lavinia sospira:” Dunque vuoi lucidarmi le scarpe? Vai allora a comprare il lucido al supermercato, vieni a casa mia e ti metti davanti alla mia scarpiera.”
Accuso nuovamente il colpo, non avendo proprio idea di cosa rispondere. Lavinia è troppo forte per me, non riesco proprio a contrastarla. Vista la mia evidente difficoltà, Patrizia cerca di venire nuovamente in mio soccorso, ma questa volta la blocco. La vita è mia, e voglio essere solamente io artefice delle mie vittorie e delle mie sconfitte. Qui la sconfitta è certa, ma non voglio avere rimpianti di comportarmi come un vigliacco. Peggio di così non può andare, quindi devo parlare senza farmi troppi problemi. Buttare fuori quello che penso, senza pensare alle conseguenze. Tanto peggio di così non potrà andare. E così chiarisco alla mia nuova amica:” Patrizia; vorrei poter gestire la cosa da solo. Non ti offendere, ma è arrivato il momento che parli io.”
Mi guarda, gesticolando:” Roberto; non ce la puoi fare. Lei è troppo forte per te. E’ furba e scaltra, e non si ferma davanti a nulla. Essendo così bella, ha già sicuramente moltissima esperienza su come manipolare i ragazzi.”
Non ha sicuramente torto, ma non mi è piaciuto il modo in cui si è scontrata con la mia compagna di classe. E così porto la mia mano sul suo polso, supplicandola:” Ti prego, lascia fare a me. Fidati di me. Dimostrami che, almeno te, hai fiducia in me.”

La mia amica rimane molto male, sentendosi esclusa. Si sente messa da parte, come se non fosse abbastanza importante per me. Nei suoi occhi vedo la sua delusione, non tanto per quello che è successo, ma per il timore di non essere più considerata come prima. Forse non è rabbia la sua, ma tristezza: la paura di perdere un posto nel mio mondo. Ma come sto ragionando? Adesso parlo come Lavinia? A proposito, adesso non posso preoccuparmi di Patrizia, devo affrontare la mia compagna di classe, e vado subito diretto:” Lavinia; chi è quello?”
Sto rischiando veramente tanto, perché potrebbe dirmi di farmi i cazzi miei. E se lo facesse, non avrebbe tutti i torti, perché io non sono nessuno, per farle una simile domanda simile.Probabilmente ho giocato nel modo peggiore le mie carte, ma almeno ho sbagliato di testa mia, senza il coinvolgimento di Patrizia.Stranamente Lavinia decide di rispondermi in modo pacato, senza offendermi:” Potrei fare la stessa domanda a te, su Patrizia.”
Non mi sottraggo alla risposta:” Mi ha visto nascosto dietro gli alberi, e le ho fatto pena. È l'unica ragazza che mi ha fatto sentire importante nella mia vita, l’unica ragazza che ha preso le mie difese. Non mi ha abbandonato, come hai fatto tu oggi “

La mia compagna di scuola mi fissa con gli occhi spalancati, immobili, come se avessi appena pronunciato qualcosa di assurdo. Le sopracciglia si aggrottano in un’espressione di incredulità pura, quasi offesa. Le sue labbra si socchiudono per un istante, poi si serrano in una linea sottile, tesa, mentre cerca di contenere la rabbia che le sta salendo.“Non è vero”, sembra dire ancora prima di parlare davvero. La sua voce, quando finalmente esce, è tagliente, vibrante, attraversata da un misto di delusione e indignazione. Scuote la testa con piccoli movimenti rapidi, come a scacciare le mie parole dal aria tra noi, come se potesse annullarle, semplicemente rifiutandole.Le mani si muovono nervosamente: un gesto brusco, un palmo rivolto verso di me in segno di stop, quasi a dire che ho superato il limite. Nei suoi occhi non c’è solo rabbia, ma anche una ferita sottile: quella di chi si sente tradita da qualcosa che non riesce ad accettare come reale. E’furiosa, sì, ma soprattutto incredula:” Roberto; dimmi che non pensi veramente questo. Ma ti rendi conto cosa hai appena detto? Io non mi sono mai comportata con te, come le tue compagne. Ti ho sempre considerato, anche più degli altri. Non ho mai preso le tue difese? Forse ti piace fare la vittima, pensando che così la tua amica avrà più piacere a consolarti.Quella ancora arrabbiata, dovrei essere io, per quanto successo stamattina. Invece ora fai tu la vittima. Ti stai comportando malissimo con me. Continui a dimenticare una cosa: nel mio favoloso mondo, entrerà solamente una persona. E non entrerà per la bella macchina o per il bel orologio. Allo stesso tempo non entrerà neanche una persona che non mi rispetta, una persona falsa, e che mi tratta come un oggetto.”

Tante belle parole, ma non ha ancora risposto alla mia domanda. Ha cambiato letteralmente discorso, e glielo devo far notare:” È il tuo ragazzo? È quello del parco?”
Lavinia cerca di recuperare la calma, seppur con molta difficoltà. La vedo nervosa, inquieta, trovando difficoltà a controllarsi. Paradossalmente riesco ad essere io un avversario più temibile, rispetto a Patrizia :” Sì, è il ragazzo conosciuto al parco, Te lo volevo presentare subito quel giorno, ricordi?”
Vado con la prossima domanda:” Quindi oggi eri con lui?”
Lavinia mi guarda indispettita:”Sì. E’ ancora lungo l’interrogatorio di terzo grado, che mi stai facendo?”
Le rispondo:”L’interrogatorio è finito. Ho apprezzato la tua sincerità. Adesso so come stanno le cose. Patrizia non ti dirà più niente; ti chiedo scusa io per lei, se ti ha detto delle brutte frasi. Però lasciaci vivere la nostra vita.Noi siamo brutti e gente comune, è giusto che stiamo tra di noi. Ti chiedo scusa anche per le frasi dette da me, non mi sarei mai dovuto permettere.”
Lavinia sembra apprezzare la mia risposta:” Accetto le tue scuse, Roberto; sperando che domani ci dimenticheremo di quanto successo adesso e questa mattina. “
Il discorso è finito, con un l' epilogo più scontato:” Forse ora è meglio che torni di là, hai ragione.”

Lavinia concorda:” Hai ragione; Roberto. Però una cosa te la devo dire. Dovrai fare una scelta. Nonostante io possa accettare le scuse di Patrizia, non è possibile che tu abbia rapporti con entrambe.”
Patrizia si inalbera:”Fammi capire.Ora tu vai a mangiare con quello, poi ti fai scopare da quello, e Roberto deve rimanere da solo qui dentro?”
La mia compagna di classe non si scompone:” Io ho fatto un discorso a Roberto, e spero che lui lo abbia capito. Sicuramente tu non l’ hai capito, ma quello non è un problema. Sono vendicativa anche io, ma non arriverei mai ai tuoi livelli di cattiveria. “
Patrizia mi vuole mettere in guardia:” Roberto; finirai peggio che lucidarle le scarpe.”
Ora è il turno di Lavinia:” Roberto; hai due possibilità. La prima: mangi la pizza con Patrizia, lei diventerà la tua ragazza,e farete anche quelle cose schifose che ti piacciono tanto. Avrai i tuoi trofei da esibire con gli amici, mettendoti al loro livello di stupidità. Oppure hai la possibilità di mangiare con me ed Oceano , e passare la serata con noi. Se scegli Patrizia, con me chiudi definitivamente.”
Patrizia ha una risata isterica:” Prima di farti scopare, lo accompagnerete a casa? Oppure gli permetterete di guardare?”
La mia compagna di scuola la guarda con disprezzo:” Non ti rispondo neppure. Non meriti una risposta.”
Patrizia non si arrende, e prova ad attaccarla nuovamente:” Mettiamo anche che Roberto scelga te, cosa vinci? Che soddisfazione trovi nel battere una grassona come me?”
Lavinia obietta:” Il problema è il tuo carattere , non l'aspetto fisico. “
Patrizia mi guarda, mettendomi nuovamente in guardia:” Roberto; se la scegli, decreterai la tua definitiva sconfitta.”
Lavinia non ci sta, e controbatte subito:” Quale sconfitta? Sono venuta io a riprenderlo.”
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