tradimenti
E' un mondo difficile ( capitolo 35 )
12.02.2026 |
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"Aggiungo:” E poi voleva che andassi a sborrare in bagno, quando io pensavo”
Patrizia mi ferma:” Giusto Roberto; la tua ex compagna di banco avrebbe dovuto aprire la bocca ed ingoiare il tuo..."
Giro lo sguardo dal altra parte. Non voglio più vederla. Non può farmi una domanda simile. Non me lo merito. Perché umiliarmi in questo modo? Sa già la risposta intanto.Mi ero illuso che fosse un momento magico solamente per noi due, e lei è riuscita a rovinarlo. Ecco perché il motivo di tanta gentilezza. Il suo obiettivo non era quello di passare del tempo con me, di trasmettermi affetto. Il suo scopo era un altro: verificare se quelle due serpi avevano ragione. Vorrei tanto gridare al mondo la mia incazzatura, ma è notte. I miei genitori accorrerebbero ed anche i vicini di casa non prenderebbero bene il mio esternare furiosamente le emozioni.Dorotea allunga il braccio per spegnere la luce:” così possiamo parlare, senza che tu sia imbarazzato”
Per arrivare alla lampada, deve spostare il corpo verso il comodino e così il suo bacino sale sul mio, e mia sorella si accorge del mio rigonfiamento. Già, tale situazione mi ha portato ad avere il cazzo duro. Non ci ho più pensato, perché stavo vivendo una situazione fiabesca. E la sua magia aveva causato anche la mia erezione, ingrediente indispensabile per stare bene in quel momento.
Prima che possa spegnere la luce, vedo il suo viso pietrificarsi. Ha sentito la mia durezza; dunque la sua domanda è inutile , perché sa già la risposta. Subito allontana il bacino dal mio, tirandosi su e rimanendo in ginocchio sul letto. Non c'è più alcun tipo di contatto fisico tra me e lei. Mi guarda in silenzio, mentre mi affretto a dirle :” Dorotea; io non ho fatto nulla. Stavo dormendo. Sei venuta tu qui.”
Mi ricorda:” Aldo; sono tua sorella.”
Sospiro:” Lo so benissimo.”
Il suo sguardo si sostituisce alle sue parole, ancora una volta.
Aggiungo:” Vai a dormire, che è meglio.”
Dorotea mi dice :” Aldo; è totalmente sbagliato.”
Obietto:” Però se ti fossi appoggiata sul cazzo duro di Andrea, non sarebbe stato sbagliato, vero?”
Precisa:” non sarebbe stato contro natura, è lì la differenza.”
Le chiedo:” È la prima volta che senti un cazzo duro?”
Mia sorella strabuzza gli occhi. Le gote diventano rosse. È imbarazzatissima.
Insisto:” non l'avevi mai sentito, ed ora hai capito che ti piace?”
Uno schiaffo mi colpisce in pieno volto.Vedo le lacrime iniziare a scendere sul viso di Dorotea. Sembra stremata. Con le mani stringe il lenzuolo, cercando di strapparlo dal materasso. Poi lo lascia, ed inizia a dare dei pugni sul materasso. Parlo ad alta voce,senza preoccuparmi che i miei genitori possano sentire:” Il cazzo è come la droga. Quando ne fai la conoscenza, non ne puoi più fare a meno.”
Mia sorella non vuole più ascoltarmi. Con il suo pigiamino rosso, decide che è ora di andarsene . Il pavimento è meno freddo poiché indossa le sue calzine bianche, e ciò le permette anche di rimanere silenziosa e di non svegliare i miei genitori. Mentre si avvicina alla porta, affondo nuovamente il colpo:” quel pigiama ti fa veramente un bel culo; Dorotea.”
Mette la mano sulla maniglia, aspettando di uscire. Ho superato il limite, ormai non posso più tornare indietro. Sicuramente il rapporto con mia sorella si è logorato.Lascia la maniglia e torna a sedersi sul letto. Non parla, limitandosi a guardarmi. Devo cercare di smorzare la tensione, e così le confesso:”È vero, qualche sega, pensando a te, me la sono fatta Non ho comunque mai pensato di andare oltre. Forse ho sempre sperato di vederti nuda , ma non ho mai tentato di realizzare questo mio sogno.”
Anche lei vuole essere sincera fino in fondo:” Aldo;il dubbio mi era già venuto, per come mi avevi guardata in tante occasioni. Per questo motivo metto sempre l'asciugamano davanti la serratura del bagno, quando faccio la doccia o vado nella vasca da bagno.”
Mi metto a ridere:” Dunque mi consideravi già uno sfigato?”
Vuole precisare:” No,ho sempre voluto solamente tutelare il nostro rapporto.”
Le dico:” Per salvarlo, dovrai prendere un cazzo. Avendolo sentito, altro che aspettare di laurearti. “
Si limita a dirmi:” Buonanotte Aldo” ed esce dalla stanza.
Torniamo a Roberto.
Lavinia rimane immobile, ma l’energia che le ribolle dentro, fa sembrare la stanza troppo piccola. Il suo modo di guardare i due è diverso da come aveva guardato me, in precedenza. Nei suoi occhi noto astio, rabbia. Con molta calma, senza sorridere, precisa:” E’ vero, dopo la pizza possiamo andare dove vogliamo, ma questo non vuol dire che dovete far credere cose, che non succederanno mai.”
Bruno obietta:”Lavinia; io non programmo mai le cose. Le cose, se devono succedere, vengono da sole.”
Luca concorda:” Appunto. Non abbiamo detto che succederà, abbiamo detto che potrebbe succedere. Il senso è che loro due non possono dirci cosa possiamo e cosa non possiamo fare.”
I miei due compagni sono convinti che queste spiegazioni chiuderanno l'equivoco, ma il volto di Lavinia non lascia presagire nulla di buono. Temo che stiano commettendo un errore madornale. Ogni parola in più è benzina sul fuoco. Lei li fissa uno alla volta, lentamente, come un predatore che sceglie da dove cominciare. Bruno prova ad insistere:” Lavinia; non roviniamoci la serata per colpa di questi due.”
Luca aggiunge:” Dopo facciamo anche noi qualche foto, e la mettiamo nel gruppo.”
Temo che non stiano capendo la situazione quale sia, se continuano a dire queste cazzate.
Questa calma eccessiva di Lavinia e’ veramente preoccupante. Sembra quasi quando, da un momento al altro, arriva la grandine. Fino ad un minuto prima il sole, poi pezzi di ghiaccio cecchini su ogni cosa che trovano. Senza alzare la voce, senza gesticolare, Lavinia interviene:” Avete finito di scavarvi la fossa da soli, o volete continuare?”
Come avevo immaginato. Avevo ragione a temere la calma di Lavinia. Senza dar luogo ad uno sfogo, la mia ex compagna di banco ha messo i puntini sulle i, con una lucidità feroce.
Bruno continua a non capire la gravità della situazione:” Lavinia; ma cosa abbiamo detto di male?”
Prima della risposta di Lavinia, interviene nuovamente Patrizia a far salire il livello di scontro:” Potete andare a discuterne al vostro tavolo? A me e Roberto le vostre beghe non interessano.”
Lavinia torna a guardarla. L’intervento di Patrizia ha tolto dai guai i miei due compagni di scuola. Questa volta Lavinia cambia atteggiamento, non è più comprensiva ed accomodante come prima:” Visto il tuo atteggiamento, devo considerarti come una nemica?”
Patrizia scoppia a ridere:” E per cosa? Io ho solamente detto le cose come stanno, Roberto mi ha raccontato tutto.”
Mi si gela lo stomaco, vedendo lo sguardo della mia ex compagna di banco nuovamente su di me. Patrizia le ha appena fatto capire che io penso cose orribili di lei. Patrizia non l’ha accusata direttamente, però ha fatto un gioco di parole, che non lascia scampo ad equivoci.
Facendo intendere che è uscita con due puttanieri, indirettamente le ha dato della puttana.Una di quelle parole che non si dovrebbero mai dire. E, cosa ancora più grave, ha messo di mezzo me. Il mio sguardo si affretta a guardare il tavolo, non riuscendo a reggere quello di Lavinia.. Sento le orecchie bruciare, le mani sudate, e la testa vuota, come se avessero spento l’interruttore. E adesso cosa faccio? In quel brevissimo e interminabile attimo, mi è sembrata confusa e ferita. Io vorrei solamente scomparire. Non provo neanche a pronunciare qualche parola, so già che resterebbero incastrate in gola.In questo momento l’unica cosa che penso, e’ che darei qualsiasi cosa per tornare indietro di cinque minuti, e fermare tutta la boriosità di Patrizia.
Lavinia torna a guardare la mia nuova amica:” E cosa ti avrebbe raccontato?”
Patrizia le risponde, senza farsi alcun problema:” Che ti sei comportata come una troietta con lui, prendendolo solamente in giro.”
Lavinia è davanti a me, con le spalle tese e il corpo leggermente inclinato in avanti, come se stesse trattenendo a fatica l’impulso di dire tutto in un fiato. Gli occhi le brillano di rabbia: non è una furia cieca, è molto peggio. Sembra che stia per prendere letteralmente fuoco. Ora sono io la vittima predestinata, altro che Bruno e Luca. Mi fissa senza distogliere lo sguardo, le pupille ferme, cariche di un giudizio che mi pesa addosso più delle parole.Le labbra sono serrate per un istante, poi si aprono di scatto. La voce le esce tesa, controllata solo in apparenza, con quelle pause secche che tradiscono quanto si stia imponendo di non urlare:” Roberto; tu pensi questo di me?”
Sono qui, rigidissimo come un palo della luce, con il cervello che rigioca la scena in loop e lo stomaco che fa le capriole. Lei è furiosa con me e io vorrei solo sprofondare nel pavimento. Ogni parola che potrei dire peserebbe il doppio, ovviamente apparendo sbagliata. Perché sono in una trappola mortale: da una parte c’è Lavinia, dal altra parte c’è Patrizia. Qualcuna cosa farò, porterà automaticamente al eliminazione di una delle due. Sono nel panico più totale, imbarazzato come mai nella vita. E adesso cosa le dico? Tempo non ne ho, e lei non me ne vuole dare. Infatti mi ripete:” Allora Roberto; vuoi rispondermi?”
Sebbene non sembri, anche questa frase è molto affilata, tagliente,precisa: non sta improvvisando, sa di giocare come fa il gatto con il topo. Questo mio silenzio la innervosisce ancora di più. Adesso le mani si muovono nervose: prima strette a pugno, poi aperte in un gesto incredulo, come a dire :“Davvero?”. Le guance sono arrossate, non solo per la rabbia, ma per l’umiliazione di sentirsi tradita. Lavinia non può assolutamente accettare di uscire sconfitta.
Però non posso continuare a stare zitto:” Lavinia; le ho solamente detto che mi sono toccato l’uccello davanti a te, e che tu non me lo hai neppure guardato. E poi che hai portato la mia testa tra le tue tette, e non me le hai fatte ne vedere, ne toccare, ne fare altro.”
Questa volta ad applaudirmi e’ Patrizia:” Bravo Roberto; così mi piaci. Ti seghi davanti ad una, e non ti mostra le tette? Era tuo pieno diritto vederle nude, oltre che toccargliele e succhiargliele. Invece lei si è divertita a prenderti per il culo, illuderti, e poi non concederti nulla. Era perfettamente consapevole che tu volevi quelle cose, ed invece ha fatto finta di nulla. Si è comportata così per prenderti per il culo con questi due, e farsi bella davanti a loro.”
Lavinia resta immobile, come se il silenzio fosse una seconda pelle. Non parla, non interrompe, non distoglie lo sguardo. Ascolta tutto. Ma dentro, qualcosa brucia.La mascella è serrata, i denti appena stretti; le sopracciglia non si alzano, si avvicinano impercettibilmente, tradendo una rabbia trattenuta a forza. Gli occhi sono fissi, lucidi non di lacrime ma di fuoco, ed ogni parola che le arriva sembra scavare più a fondo. Le mani restano ferme, troppo ferme, con le dita tese come corde pronte a spezzarsi.È un silenzio carico, violento. Non è calma: è controllo. È la furia di chi ascolta fino in fondo, accumula ogni dettaglio, e rimanda l’esplosione a dopo.
Aggiungo:” E poi voleva che andassi a sborrare in bagno, quando io pensavo”
Patrizia mi ferma:” Giusto Roberto; la tua ex compagna di banco avrebbe dovuto aprire la bocca ed ingoiare il tuo sperma. Tu non avresti neppure dovuto chiederle niente. Avresti dovuto avvicinarti a lei, e lei avrebbe dovuto capire, aprendo la bocca. Funziona così, solamente una stronza non lo farebbe. Altro che mandarti in bagno.”
Bruno e Luca non credono a cosa stanno sentendo. Non hanno il coraggio di intromettersi nella discussione. Si limitano a fissare la loro compagna di classe.
Torniamo a Francesco
Non ci credo.Adesso viene fuori un casino. Valentina saluta i due , e prende il bicchiere di Gaia. Butta giù coca e rum tutto d’un fiato. Corrado fa una faccia storta, vedendo il gesto della mia migliore amica. Gaia rimane impassibile di fronte a tale scena. Valentina si ferma a parlare dieci minuti con loro. Corrado partecipa alla conversazione, ma non mi sembra molto entusiasta della presenza di Valentina. Poi li saluta, e torna da me. Intanto Corrado chiede qualcosa a Gaia, e questa volta lei scuote la testa in segno di rifiuto. Corrado sembra insistere, ma Gaia è perentoria. Anche se, essendo lontano, sono solamente mie supposizioni.
Appena mi raggiunge,Valentina mi dice:” Bevendo , ho fatto la battuta a Gaia:” Ma la barista si è sbagliata, ha messo il rum; e’ fortissima questa cosa.” Lei mi è apparsa imbarazzata, e mi ha risposto:” Ma veramente?” Corrado mi e’ sembrato scocciato per il mio intervento, ma ha preferito lasciare perdere. Le ho risposto:” Gaia; non e’ il caso che tu beva, tu sei astemia.” Lei mi ha tranquillizzata, dicendo che non avrebbe bevuto nulla dopo questo incidente, e che si sarebbe fatta portare a casa. Corrado non ha preso bene le sue parole, ma ovviamente è stato zitto.”
Obietto:” Vale; ma sicuramente ti ha detto una balla. Sapeva benissimo che c’era del rum, l’ha visto anche lei. Non glielo hanno messo mica di nascosto.”
Mi da ragione in parte:” D’accordo Francesco; ma probabilmente Gaia aveva vergogna ad ammetterlo. Non giudicarla per ogni cosa. L’importante che non l’abbia bevuto e che abbia capito il messaggio.”
Le domando:” E non ti hanno chiesto del motivo della tua presenza?”
Mi risponde:” Ho anticipato la possibile domanda di Corrado. Ho detto:” Sono qui con altre mie amiche, e sono venuta al bar perché ho sete.”
Replico:” Probabilmente Corrado ha nuovamente insistito che Gaia bevesse, appena ti sei allontanata.”
Obietta:” Francesco; non credo che voglia farla ubriacare, per scoparsela.”
Sospiro:” Tutto può essere.”
Lei ribatte:” D’accordo, ma Gaia sa che noi due siamo qui a controllarla.”
Ironizzo:” Lui no, però.”
La mia migliore amica non è d’accordo con me:” Francesco; ma Corrado non è stupido. Sa benissimo che sarebbe una tattica molto pericolosa. Il giorno dopo Gaia potrebbe denunciarlo.”
Ironizzo:” Ma scoparsi Gaia vale questo rischio.”
Valentina mi sorride e mi accarezza i capelli:” Tu dici? Allora sei proprio innamorato.”
La guardo malissimo.Non mi piace questo sarcasmo. Mi sta forse prendendo in giro? Non lo posso accettare. Però non ho tempo di discutere, Gaia e Corrado si stanno dirigendo verso l’uscita.Escono dalla discoteca e, vedendo la strada che percorrono in macchina, sembra che Corrado la stia portando a casa. Faccio scendere Valentina e torno all'inseguimento. Non ho idea di cosa stiano parlando in macchina. Probabilmente l’ intromissione di Valentina e il rifiuto di Gaia a bere hanno fatto desistere Corrado.Finalmente arrivano sotto casa di Gaia. Lui spegne la macchina. Gaia non scende subito. Probabilmente Corrado vorrà essere salutato in modo speciale. Decido di scendere dalla macchina, per avvicinarmi. Voglio vedere. È il momento clou della serata. Decido di avvicinarmi dalla parte di Corrado, così difficilmente mi vedrà, perché intento a fissare Gaia. Appena arrivo vicino alla macchina, mi accorgo che Corrado ha tirato indietro il suo sedile, per mettersi più comodo, e guardare Gaia. Lei si accorge della mia presenza, però è brava da non distogliere lo sguardo dal suo accompagnatore, così lui non si accorge di nulla. Se Gaia avesse rivolto lo sguardo verso di me, Corrado si sarebbe probabilmente girato.
Nonostante i finestrini siano tirati su, riesco a sentire le loro voci:” Gaia; ho passato una serata veramente piacevole con te. Sono stato molto bene.”
Lei apprezza le parole, concordando:” La stessa cosa vale per me; Corrado.”
Corrado le domanda:” Come mi saluti?”
Gaia sorride e si mette le mani davanti la faccia, in modo scherzoso:” Che saluto vuoi?”
Il ragazzo le risponde:” Proponi e ti dico.”
Gaia toglie le mani da davanti la faccia, esclamando:” Addirittura?”
Corrado le fa segno di sì, con la testa.
La mia compagna di università gli domanda:” Un bacio sulla guancia?”
Il ragazzo accanto a lei non risponde. Segno che non gli sta bene la cosa.
Gaia rilancia:” Tre baci sulla guancia?”
Corrado rimane a guardarla in silenzio. Non è ancora soddisfatto.
Gaia mette una mano sotto il mento e, scherzosamente, dice:” Un bacio sulle labbra?”
Iniziano a girarmi i coglioni. Gaia sa che sto guardando e ascoltando, e propone una cosa simile? Mi rivengono in mente le parole di Valentina: Gaia non sarebbe mai così stronza a starci, sapendo che tu guardi. Invece, ancora una volta, Valentina non ha proprio capito nulla.
Corrado le risponde:” Un bacio con lingua, ed affare fatto.”
Gaia lo guarda in difficoltà:” E’ la prima uscita, non so se sia il caso.”
Lui le risponde:” Gaia; non ti sto chiedendo di scopare la prima sera. Poi, se ti sei vestita così, l’hai fatto per me. O sbaglio?”
La mia compagna di università precisa:” Aspetta, ti spiego.”
Non si arrende:” Prima mi dai il bacio, poi ti ascolto anche tutta la notte”, sorridendole.
Gaia si mette le mani in faccia, ridendo anche lei:” Povera me, ma sei veramente terribile.”
Basta, non resisto più. Mi sento totalmente preso in giro. E così con una mano colpisco il vetro della macchina. Gaia spalanca gli occhi, sorpresa. Ma come può essere sorpresa? Mi aveva visto, qualche minuto prima. Pensava che assistessi al loro piccolo show, in silenzio? Scende subito dalla macchina, continuando a fissarmi. Si vede che è molto imbarazzata. Corrado la imita, scendendo anche lui, e fissandomi. Gli ho rovinato la serata, ma non me ne frega nulla.
Corrado esclama:” E tu cosa ci fai qui?”
Prima che io possa rispondere, interviene Gaia:” Corrado; ci penso io. Tu vai pure.”
Corrado la guarda per un attimo,decidendo comunque di risalire in macchina ed andarsene.
Questa sua decisione mi appare molto strana. Al suo posto mi sarei comportato diversamente. Mi sto facendo una, ed arriva uno e me ne vado? Ma anche no. Però ora non ho tempo per pensarci. Appena la macchina riparte, mi avvicino a lei:” Cosa ti avevo detto?”
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