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E' UN MONDO DIFFICILE (CAP 3 )


di chiara94
06.10.2025    |    769    |    52 6.6
"Il conducente mi urla:" CIAO STRONZONE!" Io gli urlo:" MA VAFFANCULO, COGLIONE!" Greta si gira:" GIUSEPPE; NON FARMI FARE FIGURE!" Io obietto:" Greta; ma l'hai..."
Il professore entra in classe:" Buongiorno, ragazzi! Vedo che abbiamo una nuova studentessa!"
Lavinia risponde:" Si, mi chiamo Lavinia!"
Il professore commenta:" Molto molto bella, complimenti!"
Lavinia gli sorride:" Grazie, professore!"
Il professore mi guarda:" Roberto; sei stato fortunato; vedo!"
Tutta la classe si mette a ridere.
Anche Lavinia.
Io gli rispondo:" O sfortunato! Dipende dai punti di vista!"
Tutti smettono di ridere.
Lavinia mi guarda.
Il professore mi sorride:" Spiegaci; Roberto!"
Io gli rispondo:" Professore; ho semplicemente risposto alla sua battuta!"
Lavinia non mi toglie gli occhi di dosso.
Il professore guarda Bruno:" Bruno; il tuo compagno e' stato un po' maleducato; non credi?"
Bruno replica:" Professore; non credo. Penso che Roberto intendesse solamente dire che, avere come compagna di banco, Lavinia; e' una cosa troppo grande, per lui!"
Il professore torna a guardarmi.
Io non dico nulla, mettendomi a temperare una matita.
Lavinia non si e' girata a guardare Bruno, mentre parlava.
Ha sempre continuato a guardarmi, e sta continuando a farlo.
Me ne accorgo con la coda dell'occhio.
Appena finisco di temperare la matita, la poso; e ne prendo un'altra.
Inizio a temperare anche quella.
Finito di temperarla; passo a tirare fuori le penne, dal mio astuccio!
Poi prendo il libro dal mio zaino; lo apro, e lo sposto leggermente a destra.
Per poi prendere un quaderno nuovo e aprirlo.
Prendo una biro nera, tolgo il tappo.
Appoggio la biro, vicino il quaderno.
Finita tutta questa preparazione; alzo lo sguardo.
Il professore, Lavinia, e i miei compagni, mi stanno ancora guardando.
Io continuo a rimanere in silenzio.
Il professore mi chiede:" Roberto; cosa rispondi a Bruno?"
Io replico:" Professore; e' lei il professore! E' lei, che deve decidere!"
Il professore obietta:" No, Roberto; ti sbagli! E' Lavinia, che deve decidere!"
Lavinia interviene:" Professore; possiamo iniziare la lezione? Non mi piace essere sempre al centro dell'attenzione, su questioni estranee allo studio!"
Il professore le risponde:" Hai ragione, Lavinia! Iniziamo pure!"
Io commento:" Gia', come non c'entra niente, che sia bella o brutta!"
Tutti gli sguardi tornano su di me.
Anche quello di Lavinia.
Il professore si avvicina a me.
Resta a guardarmi, in silenzio, per una trentina di secondi.
Improvvisamente mi da una pacca sulla spalla:" ottima battuta, Roberto!"
Io non gli rispondo, non cambiando neppure espressione del viso.
Per tutta la lezione, non tolgo gli occhi di dosso dal professore.
Non devo assolutamente guardare Lavinia.
Altrimenti mi presterei a risate e battute.
La campanella suona.
Per fortuna, ancora solamente un'ora, e poi posso andare a casa.
Sento una mano, che mi sfiora il braccio.
Mi giro.
E' nuovamente Lavinia:" Se devo essere la tua compagna di banco; non credi, che sia il caso, di sotterrare l'ascia di guerra?"
Io le sorrido:" Prima ho sbagliato io, a reagire male. Ti chiedo scusa. Non sono un ragazzo, che ha l'ascia. Non la posso ne' seppellire, ne' disseppellire!"
Lavinia mi chiede:"Roberto; quindi vuoi che rimanga la tua compagna di banco?"
Io replico:" Lavinia; come ti ha detto il professore, e' una scelta solamente tua!"
Lavinia obietta:" Inizio a capire, perche' non riesci a risultare simpatico alle tue compagne. Ti poni male, con noi ragazze!"
Io le rispondo:" Io non vengo a scuola, per imparare il mestiere del pagliaccio!"
Lavinia mi guarda:" Scusami Roberto, puoi ripetere?"
Io resto in silenzio.
Lavinia continua:" Bruno e' cosi' gentile, simpatico, premuroso, attento!"
Io concordo:" Non lo metto in dubbio!"
Lei mi chiede:" Roberto; secondo te, Bruno mi sposerebbe?"
Io la fisso:" Bruno; a parole, sposerebbe tutte! Usa la stessa tattica, con tutte! Ed e' ancora qui, a fare altre vittime!"
Lavinia osserva:" E tu sei invidioso di lui! Molto invidioso di lui!"
Io concordo:" si, e' cosi'!"
Lavinia mi fa notare:" Perche' io ti piaccio; e sai, che non puoi competere con lui!"
Faccio un lungo respiro, prima di risponderle:" Non e' la prima volta, che ho un colpo di fulmine, a prima vista. Solamente che so gia', che il fulmine colpisce solamente me. Dunque rimane una cotta passeggera. Puo' durare qualche giorno, qualche settimana. Ma poi, passa!"
Lei mi fa notare:" Solamente che noi saremo a stretto contatto, cinque giorni su sette, la mattina; e forse ci vedremo anche il pomeriggio!"
Io replico:" Lavinia; non c'e' bisogno, che cerchi un pretesto, per cambiare posto. Fallo tranquillamente. Non ci rimarro' male. Te lo assicuro. Cioe' si, ci rimarro' male. Ma poi mi passera'. Ormai sono abituato!"
Lavinia mi guarda:" secondo me invece, Bruno mi sposerebbe subito!"
Io le chiedo:" e perche' lo dici a me?"
Lavinia mi propone:" Roberto; faresti il mio testimone di nozze?"
Io le chiedo: Tu invece; ti sai porre con noi ragazzi?"
Lavinia mi fa segno di si, con la testa:" Direi di si. Quello piu' figo della scuola, dopo neanche un giorno; si e' gia' invaghito morbosamente di me!"
Io non le rispondo.
Lavinia continua:" Tu non sai, cosa ci siamo detti, io e Bruno, prima; e tu muori dalla voglia, di saperlo!"
Io resto in silenzio.
Lavinia aggiunge:" Potresti sempre chiederlo a Bruno, no?"
Intanto entra un altro professore.
Ad un certo punto della lezione, Lavinia mi sfiora il braccio, con una mano:" Roberto; non ho capito molto bene questo passaggio. Domani mattina, prima dell' inizio delle lezioni, me lo spieghi?"
Io la guardo:" Ok, Lavinia!"
Lei mi domanda:" Roberto; chiederai a Bruno, cosa ci siamo detti, prima?"
Io faccio un lungo respiro,tornando a guardare il professore.
Lavinia mi colpisce il braccio, questa volta in modo meno delicato.
Lavinia ha lo sguardo arrabbiato:" Roberto; sto parlando con te!"
Io, sempre sottovoce, le dico:" Se non sto attento, poi domattina non riesco a spiegarti le cose!"
Lavinia sembra che stia per scoppiare dalla rabbia.
La mia compagna di banco non toglie gli occhi di dosso da me, tanto che il professore se ne accorge:" Lavinia; tutto bene?"
Lavinia, presa alla sprovvista, torna a guardare il professore:" Si, mi scusi; professore. Stavo cercando di leggere una cosa, dagli appunti di Roberto; per integrare i miei!"
Il professore le risponde:" Ah, okey! Comunque se hai bisogno, interrompimi pure e chiedimi!"
Lavinia lo ringrazia:" Grazie professore; faro' cosi'!"
Lavinia mi guarda ancora per qualche secondo, per poi tornare a guardare il professore.
A fine lezione, e' ora di andare a casa.
Bruno si avvicina a Lavinia:" Lavinia; posso accompagnarti a casa? Cosi' ti faccio vedere il mio suv, da centomila euro!"
Lavinia gli risponde:" Sei molto gentile, Bruno! Pero' me lo ha appena chiesto, anche Roberto! Stavo per rispondergli, quando sei arrivato tu!"

INTANTO

Abbiamo deciso( o meglio, Greta ha deciso ) di partire subito per Torino, al termine della scuola.
Andremo in stazione e prenderemo il primo treno, per Torino.
Poi prenderemo i mezzi pubblici, per arrivare nella zona del centro sociale.
Appena fuori da scuola, Greta mi dice:" Seguimi; Giuseppe!"
Io la seguo.
Greta tiene un'andatura veloce.
Non ne capisco il motivo.
Il treno partira' fra circa trentacinque minuti, e la stazione non e' lontana.
Io le dico:" Greta; rallenta! Abbiamo tutto il tempo!"
Lei mi risponde:" Giuseppe; vorrei mangiare una pizza prima. Ti va, se andiamo in pizzeria?"
Io le domando:" Ma io e te?"
Greta obietta:" E chi, se no?"
Io le rispondo:" Ok!"
Lei replica:" Per questo motivo, c'e' bisogno che aumentiamo il passo! Giuseppe; devi muoverti!"
Io le rispondo:" Greta; mi fa gia' male la milza!"
Greta mi sgrida:" Giuseppe; ma tu non fai attivita' fisica?"
Io ammetto:" No, Greta!"
Greta mi assale:" Giuseppe; muoviti. Non e' che lo stai facendo apposta, per farmi un dispetto?"
Io le dico:" No, te lo assicuro!"
Finalmente siamo arrivati in pizzeria.
Cosi' potro' sedermi e mangiare una pizza.
Sto per spostare una sedia, quando Greta urla:" GIUSEPPE; NON MI PIACE LA PIZZA, QUI! ANDIAMO IN UN'ALTRA!"
Io le rispondo:" Ma non ce ne sono!"
Greta urla:" GIUSEPPE; TI HO DETTO DI SI'! MUOVITI, O PERDIAMO IL TRENO!"
Io cerco di accelerare, anche se ho il fiatone.
La milza mi fa un male cane.
Ma cerco di resistere.
Altrimenti Greta mi accusera' di remarle contro, e io non voglio questo.
Ma poi, in pizzeria, di cosa parleremo?
Se basta, che io faccia una domanda; per sentirmi dire, di farmi gli affari miei!
Come posso comunicare con Greta?
Pero' che sfortuna, ad essere stato sorteggiato, io.
La vita e' gia stata crudele con me.
A diciotto anni, non ho ancora scopato.
E la prima ragazza, che si interfaccia con me; non e' minimamente interessata a me.
Si interfaccia con me, solamente perche' le servo.
Questa e' la verita'.
Intanto stiamo ancora camminando velocemente , quando improvvisamente una macchina ci passa accanto.
Il conducente mi urla:" CIAO STRONZONE!"
Io gli urlo:" MA VAFFANCULO, COGLIONE!"
Greta si gira:" GIUSEPPE; NON FARMI FARE FIGURE!"
Io obietto:" Greta; ma l'hai sentito?"
Lei replica:" Ma si, ma lascia perdere. Cosa te ne frega!"
Continuiamo a camminare e, la macchina incriminata, si ferma a venti metri, davanti a noi.
Il guidatore ha messo le quattro frecce.
Io dico a Greta:" Greta; giriamo di qui. Quello vuole attaccare briga!"
Greta mi rimprovera:" No, Giuseppe! Non cambiamo strada! Hai voluto fare il figo? Ora ne paghi le conseguenze!"
Io le rispondo:" Ma mi hanno insultato!"
Greta mi guarda male, tornando a guardare davanti.
Avrei una voglia matta, di tornare indietro; ma preferisco andare avanti.
Preferisco dimostrarmi uomo.
Le ho promesso, che l'aiutero'; e l'aiutero'.
Il guidatore e altri due, scendono dalla macchina; appoggiandosi ad essa.
Io e Greta, ormai, siamo vicini a loro.
Greta e' leggermente davanti a me, perche' cammina piu' velocemente.
Appena Greta passa vicino a loro, dice:" Ciao ragazzi!"
Io rimango impietrito.
I tre mi guardano.
Greta mi dice:" Giuseppe; ci daranno un passaggio loro, a Torino!"
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