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Lui & Lei

Il mio stalker ( capitolo 6 )


di chiara94
10.11.2025    |    450    |    78 6.9
"Perché ho tirato fuori il discorso della moglie? Non lo so neanche io, ve lo giuro..."
Io rimango molto infastidita, da questa frase.
Vorrei tanto guardarlo male, insultarlo; ma non posso.
Sono stata appena assunta, e so solamente io, la fatica, che ho fatto;per mandare mille curriculum.
Già, perché se ne mandano mille, per ricevere risposta da dieci.
Tra l'altro, di quei dieci che rispondono; almeno una e' sempre una trappola: un annuncio fasullo, del maniaco di turno.
Mario si alza in piedi :" Giampiero ; chiedile scusa; o ti cerchi altri , che sopportino le tue paturnie !"
Il cliente gli risponde:" Mario; tu non puoi !"
Lui lo blocca:"Posso eccome; eccome, se posso! Chiedile subito scusa ! Non farmi incazzare, che ho già i coglioni girati!"
L'uomo lo guarda, e poi mi dice:" scusa, Elena !"
Mario replica:" ed ora accetti l'accordo o ; tra spese legali ed altro, ti verrà almeno il triplo!"
Lui non gli risponde.
Mario continua:" la ragazza ha il legale gratis , fino al terzo grado di giudizio. Tu no! E nessun giudice ti darà mai pienamente ragione . Il giudice tende a difendere la parte più debole, il lavoratore ! Poi, con uno stronzo come te , fa pure bene !"
Il signor Buntelli si alza:" preparate la scrittura . Dite però a quella puttana , di non farsi vedere in giro; o la prendo sotto, con la macchina !"
Io intervengo :" Lei, se vede quella ragazza ; deve sforzarsi di sorriderle. Poi, dopo che si è allontanata ; può lanciare tutte le imprecazioni, che vuole.Ma si ricordi bene. Quelle ragazzine, se la vedono come un bancomat; poi proveranno a continuare, ad usarla come un bancomat. Se lei la insulta , le fa un assist, grosso come una casa !"
Lui ripete:" preparate la scrittura !"
E si alza, andandosene, senza salutare.
Appena soli , dico a Mario:" Mario; grazie , per avermi difesa!"
Lui mi risponde:" Elena; ci mancherebbe. Non li sopporto questi arroganti di merda , che hanno fatto la fortuna sulla propria famiglia. Perché loro, non valgono un cazzo !"
Io concordo:" hai ragione. Però comunque, mi hai difesa; e non eri tenuto!"
Mario mette una mano sulla mia:" Elena; ma come avrei potuto, non difenderti? Dopo che ti ho proposto, di iniziare a sentirci di nascosto!"
Io guardo la sua mano sulla mia,e poi torno a guardarlo negli occhi :" se il nostro direttore sapesse, che hai minacciato di mandarlo via; ti strozzerebbe !"
Lui mi sorride :" mi mancano pochi anni, alla pensione. E, se vuole cacciarmi prima , deve firmarmi un bel assegno !"
Io mi metto a ridere :" Mario ; ne sai una, più del diavolo !"
Lui mi risponde:" già,potrei fregare anche lui!"
Io ribatto:" Hai fatto veramente un bel gesto. Lo apprezzo molto!"
Mario stinge un po' di più, il dorso della mia mano:" Quindi e' un si'?"
Io gli domando:" su cosa?"
Mario mi sorride:"Non fare la furba; hai capito benissimo!"
Sicuramente si sta riferendo al discorso di chattare di nascosto.
Eccolo, che torna subito alla carica.
Io cerco di essere diplomatica:" Diciamo, che sei ancora nel limbo! Pero' non ho deciso per il no; ed e' una cosa, che devi vedere molto positivamente!"
Lui mi risponde:" Io vedo qualcos'altro, molto positivamente!"
Gli occhi di Mario passano, ai raggi x, il mio corpo.
Sento i suoi occhi, che mi spogliano, dei miei vestiti.
Il suo sguardo si e' abbassato, non e' più diretto ai miei occhi.
Non e' per nulla imbarazzato, di guardare spudoratamente, la forma delle mie tette.
Questo perché, probabilmente, sente che io sono in debito con lui.
Già, lui mi ha difesa; e quindi si sente in diritto, di ammirare le mie magnifiche bocce.
Anche se sono vestita, mi sembra quasi che i suoi occhi, riescano a passare sotto il mio maglioncino bianco.
Chissà quanto gli piacerebbe a Mario, vedermi in maglietta.
Con la maglietta scollata, che indosso; potrebbe vedere, ancora meglio, la forma delle mie tette.
Vedrebbe l'incavo, tra i miei seni.
Anche se e' molto maturo, sicuramente il cazzo gli diventerebbe duro.
Sempre, se non ce l'ha già duro.
Ma non posso abbassare lo sguardo, per sbirciare.
Se se ne accorgesse, cosa penserebbe?
Mi scambierebbe per una troietta da quattro soldi, ed io non lo sono.
Intanto i suoi occhi continuano a fissarmi le tette.
Non ne vuole sapere, di togliere lo sguardo.
Un maturo,che fissa cosi' insistentemente le mie tette, con me accondiscendente; non era mai successo!
Mamma mia, che situazione.
E poi, sul posto di lavoro.
Se entrasse qualcuno, e se ci vedesse in questo atteggiamento; che casino verrebbe fuori.
E la sfortuna mi viene incontro, perché avviene proprio cosi'.
Improvvisamente entra Filippo, che dice :" Mario ; di la' ti aspetta il signor !", bloccandosi improvvisamente .
Filippo si accorge della mano di Mario, sulla mia.
E peggio ancora, si e' accorto sicuramente, dello sguardo di Mario, indirizzato verso i miei seni.
Con me, seduta accanto a lui,e totalmente indifferente alla cosa.
Anzi, diciamo le cose come stanno:con me, accondiscendente.
Perché e' questa, la verità.
Filippo ha un attimo di smarrimento.
Sul suo viso, compare una profonda smorfia.
Prova evidente, che ha colto i dettagli.
Già, perché solitamente quelli più sfigati; sono intelligenti.
Sembra una cosa illogica, ma e' cosi'.
Quanti sono sfigati e, al tempo stesso, laureati: non vi siete mai chiesti il perché?
Filippo cerca di trattenersi, ma il suo disagio e' evidente.
Mi pare di scorgere gli occhi lucidi: probabilmente e' in procinto di piangere.
Per questo motivo, senza dire nulla, si allontana.
Probabilmente ci è rimasto male .
Togliamo pure il probabilmente.
Avrebbe dovuto riferire un messaggio al suo capo ufficio; invece se ne va, scocciato.
Ma per cosa?
Io torno a guardare Mario , rimanendo in silenzio.
Intanto Mario ha tolto la mano dalla mia, ed e' tornato a guardarmi in faccia.
Improvvisamente, si mette a ridere :" dai Elena; ma fatti una risata . Devi mica preoccuparti, per cosa pensa Filippo!"
Io lo guardo in silenzio.
Ha perfettamente ragione.
Pero' mi dispiace.
E soprattutto, non voglio casini in ufficio.
Per quelli, c'e' tempo.
Mario continua a ridere :" Elena ; dopo ci parli, e lo metti in riga! Non può farti una sceneggiata simile. Non è il tuo ragazzo!"
Io gli dico :" lo so, però mi fa così tenerezza. Mi dispiace, che ci sia rimasto male !"
Lui mi chiede :" e, per non farlo rimanere male , devi fidanzarti con lui ?"
Io gli rispondo:" no;però non mi piace, passare per la stronza di turno !"
Lui obietta :" ma lo sei. L' hai scelto come collega preferito , prendendolo per il culo. Lo consideri il più sfigato, e quindi quello più gestibile. Però scegliendolo , lo hai illuso. Ecco il motivo della sua reazione. Ed ecco perché noi , in ufficio, lo prendiamo per il culo, riguardo te. Potrebbe essere mio figlio, e non voglio che soffra . Fa soffrire meno, rimanerci male, per quattro prese per il culo ; che per un no di una ragazza, di cui si è innamorati !"
Io resto in silenzio, ascoltandolo attentamente.
Mario insiste:" Elena; sai, che ho ragione. Filippo ha bisogno di una svegliata, e di quelle belle grandi!"
Io sospiro.
Mario ha perfettamente ragione.
In una qualsiasi altra situazione, farei cosi'.
Ma qui siamo in ufficio, non e' sicuramente la stessa cosa.
Dunque dovrò essere molto cauta.
Perché Filippo potrebbe confidarsi con i colleghi o le colleghe; e le voci potrebbero arrivare ai capi.
Intanto Mario continua:" quindi parlagli ; ma senza che possa avere dei dubbi!"
Io lo guardo, incerta.
Lui mi ripete :" ok ?"
Anche se non ne sono del tutto convinta, penso che Mario abbia ragione.
Non devo assolutamente illuderlo .
E' giusto, che gli parli chiaro.
Pero' non dovrò essere eccessivamente cattiva.
Un po' cruda, forse
Del resto, se no; come farei.
Ricordandomi sempre, che sono sul luogo di lavoro.
Non in discoteca, o al bar.
Quindi gli rispondo:" ok!"
Lui mi domanda :" non credo che Filippo sia ancora al primo posto , tra i tuoi preferiti, in ufficio; giusto?"
Io gli faccio una linguaccia, mettendomi a ridere.
Ma sono diventata scema?
Ho appena combinato un casino, e mi metto a ridere come una stupida?
Pero' mi sono sentita di fare cosi', e non sono pentita.
Anzi.
Mario mi dice:" Hai veramente una bella lingua, tutta da leccare!"
Io chiudo subito la bocca.
Che situazione imbarazzante.
Ma cosa mi e' saltato in mente?
Io cerco una scappatoia:" Forse e' meglio che vai; qualcuno ti sta cercando!"
Mario mi risponde:" Ma che cazzo me ne frega; fosse anche il gran capo! Ha da lamentarsi? Firmi l'assegno!"
Io mi metto a ridere.
Mario continua, senza freni:" Un bel centomila! Lo compilo io, l'assegno. Lui deve solamente metterci uno scarabocchio! Se vuole il timbro, lo metto io! Vuole anche sputarci sopra? Ma cosa me ne frega; tanto la banca lo paga lo stesso!"
Io continuo a ridere.
Mario parte per la tangente:" Può anche pulirsi il culo con l'assegno, tanto e' valido lo stesso. Ci pensi; carta igienica da centomila euro? Manco gli sceicchi, ce l'hanno!"
Io gli dico, sempre ridendo:" Mario; sei troppo forte!"
Lui mi risponde:" Lo so! Dentro, sono un giovincello! Ho mia moglie, come palla al piede; ma quello e' un problema risolvibile. Spartaco si e' liberato dalle catene!"
Io lo freno un attimo:" Mario; ma non e' giusto, che tu parli cosi'!"
Mario obietta:" Invece si! E' diventata vecchia! Non ha più valore di mercato! Sul mercato, c'e' un' offerta migliore!"
Io ribatto:" Mario; ma mi spaventi, a sentirti parlare cosi'! Io non voglio creare problemi, in una famiglia. Non voglio essere causa, di vostri possibili litigi!"
Mario mi guarda, senza battere ciglio.
Poi, dopo una ventina di secondi, si mette a ridere:" Ma stavo scherzando. La Elena pensa, che io la voglia mettere incinta!"
Io lo guardo male:" Quando mi chiami la Elena, ti odio!"
Lui mi domanda, ridendo:" Non perché ho parlato di ingravidarti?"
Io scoppio a ridere:" Ma la vuoi smettere?"
Sono diventata tutta scema.
Ormai e' ufficiale.
Non sono al bar, sono sul luogo di lavoro.
E mi sto comportando, come un'oca giuliva.
Lui mi domanda:" Ma come, non eri arrabbiata?"
Io gli chiedo:" Per cosa?"
Lui mi dice:" Perché ti ho chiamato La Elena", tornando a ridere.
Io gli dico:"Quando fai cosi', sei proprio stronzo!"
E mi alzo dalla sedia, per andarmene.
Cioè, va bene tutto.
Vuole giocare?
Giochiamo!
Ma se gli dico, che non mi piace, che mi chiami la Elena; non deve farlo.
Punto.
Invece lui insiste.
Addirittura due volte, in un minuto.
E pensa, che io stia zitta.
No, non funziona cosi'.
Faccio due passi, per uscire dalla stanza; quando mi dice:" La mia tattica ha funzionato!"
Io mi giro:" Ma di cosa parli?"
Lui mi risponde:" Elena; avevo voglia di vederti il culo; e ti ho fatta alzare, per questo motivo! Ho usato una tattica un po' scorretta; ma vale tutto, in guerra!"
Io torno verso lui:"Ma senti questo, come parla!"
Lui mi risponde:" Come uno, a cui piace il tuo culo!"
Io resto spiazzata, da questa improvvisa accelerazione, da parte di Mario.
Nel senso, cioè tutto sta si precipitando.
Ormai non riesco neanche più a scrivere delle frasi sensate.
Provo a spiegarmi.
Funzionerebbe cosi', con un ragazzo giovane.
Cioè, con un ragazzo giovane, non sarebbe strano.
Ma qui parliamo di uno, più che maturo.
Non e' la stessa cosa.
Io gli domando:" Ma cosa devo fare, con te? Sentiamo!"
Lui mi risponde:" Lo sai!"
Io gli sorrido:" Per ora, rimani nel limbo!"
Lui mi risponde:" Ed allora, io continuerò a chiamarti la Elena!"
Io obietto:" Ma rischi, dal limbo; di passare direttamente all'inferno!"
Lui mi risponde:" E' un rischio calcolato!"
Io ribatto:" O peggio. Di doverti accontentare di tua moglie! "
Mario mi domanda:" Quindi sei tentata di dirmi si, giusto?"
Io protesto:" Ma io non ho detto questo!"
Lui mi risponde:" Pero' me l'hai fatto capire!"
Io sono difficoltà:" No! Cioè, vediamo!"
Lui replica:" Ed allora, perché hai tirato in ballo, mia moglie?"
Io resto sulla difensiva:" Ma non lo so, l'ho detto cosi'!"
Pero', come giustificazione, non regge.
Lo so io; e lo sa perfettamente, anche lui.
In questo momento, sono poco razionale.
E sto dicendo frasi senza senso.
Perché ho tirato fuori il discorso della moglie?
Non lo so neanche io, ve lo giuro.
Mario mi propone:" Possiamo provare a fare una prova, di una settimana!"
Io lo guardo, in silenzio.
Mario continua:" La prova e' una soluzione ragionevole!"
Ma quanto e' sfacciato.
Insiste; non si arrende proprio:"E se passassi la prova, parleremmo di uscite, vere e proprie! Mica possiamo continuare a battibeccare in ufficio, con il rischio che entri un altro!"
Io guardo la porta.
In effetti, non ha tutti i torti.
Parlo del pericolo, che entri un altro.
Non fraintendete!
Comunque,in mezza giornata, e' passato dal chiedermi di scriverci di nascosto; all' uscire proprio.
Neanche i ragazzi più giovani e belli, hanno osato tanto, in passato.
E questo e' un maturo.
Anzi, più che maturo.
A sessantacinque anni, definiamolo con il termine giusto: vecchio!
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