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E' un mondo difficile ( capitolo 31 )


di chiara94
25.01.2026    |    640    |    161 6.0
"” Come come? Aveva già deciso, nonostante la mia sfuriata? Non è che le piace veramente Andrea, e non ha il coraggio di dirmelo? Ma no, è impossibile..."
Sono sdraiato sul letto. Sto pensando a cosa fare dopo cena. Non ho voglia di pensare tutta la sera a Gaia. Ieri sono stato bene con lei, fino a quando non sono arrivato sotto casa sua. E questo è un rimpianto ancora più grande, perché a me piace tantissimo Gaia. Non capisco perché lei non mi voglia. Cosa ho che non va? Sono un bel ragazzo, simpatico, ci so fare. Eppure non mi vuole. Anzi, diciamo che mi piace quella Gaia. Poi ce ne e’ un’altra, che è veramente cattiva e cinica.E quella non la sopporto. Purtroppo la presenza dell’altra non mi permette di allontanarmi da lei.
Improvvisamente sento uno squillo al cellulare. Vado a vedere. Mi hanno inserito nuovamente nel gruppo, che hanno formato l'altra sera. Gaia ha scritto, chiedendo di reinserirmi. Subito i tre la salutano e lei ricambia. Poi Gaia scrive:” Domani sera io e Valentina usciamo con voi.”
Fausto è il primo a prendere la palla al balzo:”Non vediamo l’ora. Viene anche Francesco?”
Che pezzo di merda. Se ha fatto quella domanda, è perché non mi vogliono. Prima che Gaia possa rispondere a questa domanda, interviene Giacomo:” Credo di sì, altrimenti Gaia non ce l’avrebbe fatto inserire di nuovo.”
Già, loro preferirebbero che io fossi ancora fuori dal gruppo. Tocca a Valentina puntualizzare:” Ragazzi; non lo sappiamo ancora. Francesco ci ha bloccate sul cellulare.”
Nicolas domanda:”E come mai?”
Questa volta è Gaia, in prima persona, a rispondere:” Si è offeso perché questa sera esco con un ragazzo dell’università. Ha fatto il pazzo al bar, quando l’ha saputo.Nonostante io faccia le cose giuste: stasera esco con Corrado, domani con Francesco.”
Ovviamente si dimentica di specificare che non sarà un’uscita in due, ma di gruppo. E mi tornano sempre in mente le parole di Valentina:” Gaia; intendo dire a chi apriresti le gambe di loro.” Con la risposta:” Si, avevo capito. Un attimo, fammici pensare.”
Se non le fosse piaciuto nessuno dei tre, avrebbe risposto subito.

Riprende a scrivere Fausto:” Ma è un tipo che ti piace?”
Passano i minuti e non arriva alcuna risposta da Gaia. Non sta guardando il cellulare, o pensa che io stia leggendo? Per sbloccare la situazione, scrive nuovamente Giacomo:” Fausto; se ci esce, credo di sì. Altrimenti non ci uscirebbe.”
A questa teoria replica Valentina:” Ragazzi; possiamo evitare di parlarne? Francesco sta leggendo e ci è già rimasto molto male prima.”
Fausto ribatte:” D’accordo. Scusaci Gaia, se ti abbiamo chiesto.”
Questa volta risponde:” Non c’e’ alcun problema. Capisco la vostra curiosità. Non c’e’ nulla di male a porre delle domande. “
Domanda a cui non ha dato risposta comunque. Anche se il ragionamento di Giacomo rimane molto logico e solido.

Fausto cambia discorso:” Gaia; cosa preferisci fare domani sera?”
Non hanno neanche il pudore di nascondere la totale preferenza verso di lei. Valentina non la considerano neppure. E’ come se non esistesse.
Risponde:” Guardate, visto che vado già in discoteca stasera, domani preferisco una serata tranquilla. Pizza e vediamo un film, magari a casa di uno di voi?”
Fausto approva la sua proposta:” Ormai comunichiamo telepaticamente io e te. Avevo pensato la stessa cosa.”
Che faccia di culo che ha, oltre ad essere un gran lecca culo.Gaia risponde con tante faccine emozionate. Mi sta schifando la cosa, però non riesco a fare a meno di leggere la chat. Sono come ipnotizzato.

Probabilmente per fare il fenomeno, Fausto scrive:” Francesco; ma ci sei? Ci stai leggendo? Ti vedo on line.”
Purtroppo non avevo considerato che uno dei miei amici potesse arrivare ad essere così perfido. Non posso dire che non ho letto, farei la figura del coglione. E così rispondo molto tranquillamente:” Si, ho letto. Comunque domani sera non esco. Grazie comunque per l’invito.”
Gaia interviene:” Ha detto che non esce più con voi.”
Veramente stronza al ennesima potenza, non c'è che dire. Perché creare ulteriore zizzania, quando non è necessario? Non ho detto assolutamente niente.
Giacomo le risponde:” Avrebbe fatto più bella figura a cliccare subito il pulsante di uscita.”
La pensa cosi’? Non me lo faccio ripetere. Esco subito dal gruppo. Ora veramente basta di essere preso per il culo. Non ho capito perché Gaia ha chiesto di inserirmi, quando sapeva perfettamente quale sarebbe stata la mia risposta.

Circa un’ora dopo, suonano al mio citofono. Vado a vedere. E’ Valentina, che mi chiede di salire. Sicuramente ha scelto questa opzione, essendo bloccata sul cellulare.La faccio entrare ed andiamo a parlare in camera mia. Lei si siede sul letto, io per terra. Valentina mi dice:” Francesco; ho parlato fino adesso con Gaia. Non ti devi preoccupare. Sarà un’ uscita esclusivamente in amicizia.”
Replico:” Allora proprio non hai capito niente; Vale. Non cambia nulla. Oggi c’e’ questo, domani ci sono altri, chissà chi ci sarà domenica. Mi ha detto di no, ed è giusto che esca con chi vuole.”
La mia migliore amica non concorda con me:” Gaia ti ha proposto una cosa, e tu hai accettato. Per lei rimane valido quanto ti ha proposto. Le dispiace che ci siano state delle incomprensioni. Vorrebbe che tu andassi a casa sua, così parlate un attimo.”
Le chiedo:” Di cosa scusa?”
Mi guarda:”Francesco; fai cosa ti ho detto, e basta. Non discutere. Non è questo il momento di fare il bambino. Vai a casa di Gaia, ed affrontala. Non hai nulla da perdere. Sono la tua migliore amica, ci conosciamo da una vita. Fidati di me.”
Continuando così, non uscirò mai da questa situazione. Però è più forte di me. Decido di seguire il suo consiglio:” Va bene.”

Torniamo a Roberto.
Entro in classe, e trovo già il professore.Guardo l’orologio. Come mai Lavinia e Bruno non rientrano? La cosa mi sta facendo veramente impazzire. Ho rischiato di essere massacrato di botte per colpa sua, e lei mi tratta così? Finalmente, dopo sei minuti, rientrano in classe. Il professore guarda Bruno:” Tutto ok?”
Bruno gli sorride:” Molto ok, direi.”
Lavinia non mi ha guardato neppure per una frazione di secondo. Mi giro per guardarla. Il suo sguardo è fisso verso la lavagna. Durante tutta la lezione, più volte il mio sguardo si rivolge verso di lei, ma niente. Il suo sguardo è in linea con il professore. Questo mio continuo girarmi non passa inosservato al professore:” Roberto; come mai continui a guardare Lavinia?”
La mia compagna di banco rimane ancora impassibile, non girandosi. Mi limito a rispondere:” Mi scusi.”
Lui gira il coltello nella piaga:” E’ veramente bella, non trovi?”
Lavinia sorride al professore:” Grazie del complimento.”
Questa volta lei non ha preso le mie difese, ma ha addirittura voluto umiliarmi. Ormai li ho tutti contro. Ho capito, sono tornato nella mia invisibilità. Forse è addirittura meglio. Ha ragione Bruno. Una ragazza come Lavinia è troppo un problema per uno come me.
Il professore torna a rivolgersi a me:” Roberto; guarda me, ok? Lo so che lei ti piace di più, ma tu devi seguire la lezione. Chiaro?”
Gli do ragione:” Certo, professore; mi scusi ancora.”

Non contento della sua vittoria, aggiunge:” Anzi, facciamo così. Luca; vieni a sederti al posto di Lavinia. Vi scambiate. Lei si siede accanto a Bruno, durante questa lezione. Poi parlerò con gli altri docenti, affinché questo cambio diventi definitivo.”
Lavinia si alza, prende le sue cose sotto braccio, si mette lo zaino, e si scambia di posto con Luca.
Durante tutte queste operazioni, non mi guarda.
Il professore insiste:” Ora guarda pure Luca; in fondo è un bel ragazzo.”
Tutta la classe si mette a ridere. Non so se si sia messa a ridere anche Lavinia, ma poco mi importa.Concordo con il professore:” Si, è un bel ragazzo, ma ha già la lingua nel buco del culo di Bruno. Non voglio intromettermi tra loro due.”
Luca mi fissa sconcertato. Il professore probabilmente sta guardando Bruno. Resto a fissare il professore, non girandomi:” Devo andare dal preside?”
Lo sguardo del professore è sempre verso il banco di Bruno. La tensione è alle stelle. Non so Lavinia come sta prendendo la cosa, ma mi interessa poco. Se vengo sospeso, preferisco. Così non vedrò più Lavinia.

Il professore decide di non rispondermi, iniziando la lezione. Per tutta la lezione non riesco a non pensare a quanto successo. E’ inutile recriminare, per quanto successo. Io non sono mai stato un cuor di leone e, anche se mi fossi intromesso, sarei stato massacrato. Anzi,Lavinia non si sarebbe salvata. La mia idea l’ha riportata in aula sana e salva. Alla fine, cosa è successo? Un pisello si e’ strusciato contro la sua salopette e il dorso della sua mano. Nulla di particolarmente trascendentale. E’ maggiorenne, dunque non credo possa avere avuto un trauma per quanto successo. Se l’avessero obbligata a succhiare cinque cazzi, in quel caso la sua vita sarebbe stata distrutta. Ed invece di ringraziarmi, ha deciso di chiudere con me. Ed ecco che è tornata da Bruno. Lui l’avrebbe protetta, difesa, avrebbe mostrato i muscoli.

Finalmente la lezione finisce. Ritiro in fretta le mie cose e mi allontano. Nessuno dei miei compagni è venuto a sgridarmi per la frase rivolta a Luca. Ma del resto, cosa gliene frega? Bruno ha vinto il super premio: Lavinia. Allungando il passo, arrivo a casa abbastanza velocemente. Mi tolgo le scarpe, mi lavo le mani, e raggiungo i miei genitori a tavola.
Mia mamma mi chiede:” Roberto; come è andata?”
Le rispondo:” Bene.”
Mi domanda:” Hai parlato con Lavinia?”
Ecco, questa è una domanda che mi fa molto male. Dovrei dire loro la verità, ma non me la sento. Ci rimarrebbero troppo male. Così decido di dire una mezza verità:” Sono stato con lei durante l’intervallo.”
Mia mamma fantastica:” Mi piace veramente tanto. E’ una bella e brava ragazza.”
Mio padre interviene:” Oggi la vedi?”
Nuovamente devo mentire. Non posso dire loro la verità. Questo mi costerà stare fuori tutto il pomeriggio da casa, senza fare nulla:” Si, al parco.”

Finito di mangiare, vado in camera via. Scorro la chat di gruppo.Non ci sono nuovi messaggi. Probabilmente si sono accordati a scuola, e Bruno e Lavinia si sentono in privato. L’ altro giorno Lavinia aveva voluto essere portata in auto in un posto isolato. Oggi avrà chiesto la stessa cosa a Bruno. Mentre mangiavo, lei gli stava succhiando il cazzo probabilmente. Sicuramente con le tette di fuori. Spero che non sia stata così stupida da farsi filmare. Ma cosa me ne frega? Sono fatti suoi. Io i consigli glieli ho dati; se lei non li ha accettati, peggio per lei.
E’ ora di uscire, altrimenti i miei genitori capiranno che ho mentito. Decido di andare al parco. Voglio spiare cosa stanno facendo i miei compagni. Non mi avvicinerò a loro, perché sarebbe una totale umiliazione. Preferisco rimanere dietro un albero. Vedo Anna, che sta parlando con le altre ragazze. Sono sorridenti, stanno parlando e scherzando. Mentre i maschi fanno gruppetto, leggermente spostati. Vedo Luca, che sta conducendo il discorso. Anche lui è sorridente. Probabilmente stanno festeggiando la grande vittoria della mattinata. Già, proprio così. Mancano Bruno e Lavinia, e non può essere un caso.

Torniamo ad Aldo.
In che senso va a vestirsi anche lei? Era seduta accanto a me, completamente nuda? Oppure aveva solamente un asciugamano o l’accappatoio? Eravamo nella totale oscurità e non ci ho fatto caso. Non sono mai riuscito a vedere mia sorella nuda. Quando si cambia, si chiude sempre a chiave in camera. Ho provato a guardare qualche volta dal buco della serratura del bagno, ma mette sempre qualcosa che oscura la visuale. Chissà come mai. Non chiude la porta a chiave del bagno, perché i nostri genitori non vogliono. Chiunque di noi potrebbe sentirsi male, e così loro sono tassativi su questa cosa. Nella vasca si potrebbe avere un malore, e non ci sarebbe tempo per sfondare la porta. Mentre quando siamo in camera, possiamo chiudere la porta. La motivazione è esclusivamente una: per studiare e non venire disturbati. Se vengono ragazzi o ragazze, non possiamo chiuderci in camera. Tanto con me non hanno questo problema. E neanche con Dorotea, che non ha mai portato un ragazzo in casa. Solamente le sue amiche sono venute a trovarla.

Sono in pigiama ed esco dalla camera. Vado a bussare alla porta di Dorotea:” un attimo Aldo; mi sto vestendo.”
Allora era veramente nuda o in asciugamano o accappatoio. Nel buio avrei potuto muovere inavvertitamente le mani, e farne finire una su una tetta di mia sorella, o a contatto con la sua figa. Le avrei chiesto subito scusa, dando la colpa al oscurità. Però sarei riuscito a stringere una di quelle grosse mammelle, o a sentire la peluria nel suo basso ventre. Non avrei osato sicuramente metterle un dito dentro la figa, pero’ magari accarezzargliela proprio dove c’e’ la fessura, si.
Si sarebbe arrabbiata? Molto probabile. Però la colpa sarebbe stata sua. Prima di entrare in camera, si sarebbe dovuta vestire. Dunque una colpa a metà. Mi avrebbe tenuto il muso per qualche giorno. Alla fine l'arrabbiatura le sarebbe passata, e intanto la mia mano, intenta a toccarle una tetta o la sua figa, sarebbe rimasta scolpita nel suo cervello. Quel ricordato se lo sarebbe portato avanti per tutta la vita.

Finalmente Dorotea mi permette di entrare. Adesso è completamente vestita. Ha una felpa con cappuccio, che mette bene in risalto le sue tette. Non posso dire che sia stata una scelta voluta. Qualunque capo di abbigliamento non riesce a nascondere le sue mammelle. Dei jeans e delle scarpe da ginnastica completano il look. A tenere raccolti i suoi capelli c’e’ una fascia rossa.
Voglio comunque stuzzicarla:” Comunque hai colto la palla al balzo. Vuoi uscire con Andrea, dopo che ti sei appena fatta il bagno. Così sei tutta lavata e profumata. E non dirmi che è una coincidenza.”
Mia sorella rimane seria:” Ma la vuoi smettere con questa storia? Non è assolutamente vero. Preferisco così, perché voglio vedere di persona il comportamento di Diana.”
Non mi arrendo:” A te intriga uscire con Andrea?”
Scuote prontamente la testa:” Assolutamente no. Io sono solamente la tua accompagnatrice e la tua consigliera.”

Decido di non insistere. Voglio farle digerire questi miei pensieri a poco a poco, e vedere se ci saranno dei mutamenti nelle sue reazioni. Così cambio discorso:” Hai parlato con papà e mamma?”
Mi risponde:” Si, possiamo stare fuori solamente trenta minuti.”
Replico:” Come sei rimasta? Prima sono uscito dal bagno, e non ho sentito la fine della conversazione.”
Mia sorella mi prende in contropiede:” Mi sono già accordata prima. Alle nove davanti la gelateria.”
Come come? Aveva già deciso, nonostante la mia sfuriata? Non è che le piace veramente Andrea, e non ha il coraggio di dirmelo? Ma no, è impossibile. Andrea è uno sfigato come me. Per mia sorella non va bene. Per lei ci vorrà uno alto due metri, muscoloso, bello di viso, intelligente, simpatico, brillante. E perché non anche ricco? Tutte caratteristiche che Andrea non ha. Mica vuole accontentarsi di un cesso come lui. Probabilmente Dorotea era già sicura di riuscire a convincermi. Questa è la spiegazione più logica, senza farmi strani film. Può essere anche che sia solamente curiosa ed euforica per la mia prima uscita ufficiale con una ragazza. Già, è un evento da segnare sul calendario.

Vado in bagno, mi spoglio ed entro in doccia.Preferisco la doccia, la vasca è una cosa da femmine. E’ un modo per far rizzare il cazzo al malcapitato di turno, è questa la verità. O al fortunato di turno. Prima ero in bagno con mia sorella, lei era nella vasca, nuda. Eppure non mi ha mostrato nulla. Avrebbe potuto semplicemente spostare un po' di schiuma e fare uscire una tetta. Era così difficile? Non credo.
Sento la voce di mia sorella, che mi chiama da dietro la porta:” Aldo; non metterci una vita.”
Le rispondo:” Ho quasi finito, Dorotea.”
La verità è che non ho praticamente ancora iniziato. Da quando sono dentro la doccia, ho ripreso a toccarmi il cazzo. I pensieri incestuosi su mia sorella mi hanno portato nuovamente a segarmi. Però non voglio venire nuovamente. Devo tenere le energie per farmi una bella sega, dopo l’uscita. Sperando che mia sorella faccia un po' la puttana. Ma cosa vado a pensare? Il motivo dell’uscita non è quello, ma la mia conoscenza con Diana. Ma quella non ci starà mai con me. Vediamo almeno come parte l’uscita. Smetto di toccarmi il cazzo, per uscire dalla doccia ed asciugarmi. Il cazzo ci metterà qualche minuto a tornarmi molle. Come vorrei che mia sorella entrasse, e mi vedesse con il cazzo duro. Glielo darebbe un bacetto? Chissà.

Mi vesto, e mi metto un po' di profumo. Seguo gli ordini di mia sorella. Vi starete chiedendo: come mai hai il profumo? Ma è molto semplice. Ho letto sui social i commenti di alcune ragazze: sentendo il profumo maschile, loro si eccitano. E così ho deciso di sperimentare la cosa, sebbene non abbia avuto i risultati sperati. Tre spruzzi e sono pronto. Vado in salotto, c’e’ già mia sorella ad aspettarmi. Le domando:” Come ti sembro?”
Dorotea mi risponde:” A me piaci, ma la mia opinione conta poco. Vediamo cosa ne penserà Diana.”
A lei piaccio? Allora sarebbe dovuta entrare in bagno, e dare un bacetto al mio cazzo. Un bacetto innocente, nulla di più. Niente, non riesco a togliermi dalla mente questi folli pensieri.
Avrei proprio bisogno di un secchio d’acqua ghiacciata in faccia.
Usciamo di casa, camminando accanto. Dorotea mi fa l’ultima raccomandazione:” Aldo; lascia che inizi io a parlare, così ti preparo il terreno.”
Le rispondo:” D’accordo.”

Non aggiungo altro. Anche lei non dice nulla, guardando la strada. La fisso per qualche secondo: è veramente bellissima. Chissà se Andrea metterà le mani sul corpo di mia sorella. Chissà se riuscirà a spogliarla, a toccarle le tette, a farle un ditalino. Se poi sarà veramente fortunato, proverà la mano o addirittura la bocca di mia sorella sul suo cazzo. Sicuramente la figa non gliela darà, perché lei vuole rimanere vergine fino al matrimonio. Ma già mani e bocca sarebbe come vincere la coppa del mondo di calcio per Andrea.
Siamo arrivati davanti la gelateria. Andrea e Diana sono già lì. Andrea ha una rosa in mano, mentre Diana sta giocando con il cellulare. Bisbiglio a mia sorella:” Quello ha una rosa. Cosa ti avevo detto?”
Senza girarsi, per fare finta di nulla, mi risponde a bassa voce:” Già. Colpa mia, che non ho avuto la stessa idea di Andrea. Avresti dovuto portarle una rosa. L’ uscita inizia già in salita.”
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