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E' un mondo difficile ( capitolo 22 )


di chiara94
15.12.2025    |    538    |    110 6.7
"Sara urla:” Non è cosa?” Greta prende coraggio e le dice:” Non è cattivo..."
Torniamo a Roberto.
Sono in camera mia, disteso sul letto.
Sto guardando una serie televisiva.
Di cosa succederà domani, non me ne frega niente.
E’ colpa mia?
No.
E’ come se vi teletrasportassero su Marte.
Voi sapreste come comportarvi?
Non credo.
Stessa cosa per me.
Lasciamo perdere, per un attimo, Lavinia.
Che ho sempre avuto solamente amici di merda, è la verità.
Rimarrò da solo?
Sicuramente.
Ma chi se ne frega.
Mi farò nuovi amici.
Ma che cazzo sto guardando una serie televisiva, a fare?
Prendo il mio cellulare e vado su un sito porno.
Mi abbasso pantaloni e mutande.
Voglio farmi una sega, come si deve.
Voglio tornare ai vecchi tempi.
Smanettarmi il cazzo, come solamente io so fare.
Tanto non mi smanetterà mai nessuna ragazza.
Che stupido prima, a segarmi davanti a Lavinia, con lei che non mi guardava neppure.
Lo racconterà a tutta la classe.
Ma chi se ne frega.
Mi consideravano già un super coglione.
La percezione dei miei compagni non potrà peggiorare ulteriormente.
Ora scelgo un bel pornazzo.
Ho un catalogo molto assortito.
Tutte queste troie non si focalizzano, se uno è bello o brutto.
Guardano solamente se uno ha il cazzo piccolo o grosso.
Purtroppo io non ho neanche quello.
E non so neanche scopare.
Ma la colpa non è mia.
A scopare si impara, facendo esperienza.
Però quelle stronze delle mie compagne non me l’hanno mai voluta dare.
Non mi hanno mai neanche toccato il cazzo.
Eppure alcune sono veramente cesse.
Purtroppo pure loro vogliono i fighi.
Ma allora spiegatemi, come possiamo fare noi cessi.

Improvvisamente sento suonare al citofono.
Ma chi se ne frega, ci sono i miei in casa.
Mia mamma viene a bussare alla mia porta:" Roberto; è per te.”
Spero che non sia, chi penso.
Ma no, non e’ possibile.
Sicuramente l’aveva detto così per dire.
Però preferisco cautelarmi :” Dì che non ci sono.”
Mia mamma mi sgrida:” Roberto; non fare il cretino. Sta già salendo. E’ la prima ragazza che viene, e la mando via? Sistemati e vieni.”
Sarà veramente Lavinia con Bruno?
Ho voluto fare il figo, e ora me la faranno pagare.
Dovrei scappare dalla finestra, ma ho troppo poco tempo.
E non sono organizzato.
Lavinia dirà tutto ai miei genitori, facendoli vergognare.
E Bruno l’accompagna, in qualità di suo fidanzato.
E’ normale che sia con lei.
Ben mi sta.
Ho voluto esagerare, e Lavinia me la farà pagare.
E ha ragione, perché mi sono comportato male con lei.
Per non parlare di aver risposto in gruppo.
Forse Lavinia non sarebbe venuta, se io non avessi scritto nel gruppo.
Purtroppo sono uno sfigato e un perdente.
Mi merito questa lezione.
Infilo le pantofole e, a piccoli passi, raggiungo il salone.

Ci sono i miei genitori, e stanno entrando Bruno e Lavinia.
Lei si avvicina a me.
Ora mi tirerà un forte schiaffo, Bruno la allontanerà, e poi spiegheranno tutto ai miei genitori.
Diranno loro, che mi sono voluto intromettere nella loro storia.
E Lavinia mi darà il colpo di grazia.
Dirà che mi sono masturbato di fronte a lei, approfittando dell’assenza di Bruno e della sua ingenuità.
Dirà che ho tirato fuori il mio piccolo cazzo, con pensieri osceni e volgari.

Invece Lavinia mi da tre bacini sulla guancia, per salutarmi:” Ciao Roberto; sei pronto? Andiamo?” e poi si rivolge ai miei genitori:” Piacere, sono Lavinia; la compagna di banco di vostro figlio. Invece lui è Bruno. Forse lo conoscete già, mi ha solamente accompagnata.”
Bruno cambia espressione.
Non gli è proprio piaciuta la battuta di Lavinia.
Mia mamma si rivolge a me:” Hai così una bella compagna di banco, e non ce lo dici?”
Lavinia aggiunge:” Roberto sarebbe dovuto passare a prendermi, ma si sara’ addormentato. Ed allora ho chiesto un passaggio a lui, per portarmi qui.”
Io guardo Bruno.
E’ infuriato?
E’ dire poco.
Il mio compagno di classe sembra totalmente a disagio.
Non ha ancora aperto bocca, ma intuisco la sua incazzatura.
Io le rispondo:” Lavinia; ma vi ho avvisati, che non sarei uscito. Devo studiare.”
Lei obietta:” Se vuoi, dopo cena, studiamo assieme. Però adesso esci.”
Bruno la guarda, spaesato.
Sembra un pesce fuori dall’acqua.
E soprattutto, cosa gli avrà detto Lavinia, in merito a quanto successo?
Tentenno:” Non so.”
Lavinia replica:” Per sbaglio, sei uscito dal gruppo. Ti aggiungiamo nuovamente subito.” e guardando Bruno:” Muoviti, aggiungilo.”
Bruno è completamente inerme.
Lavinia lo scuote, toccandogli una spalla:” ci sei?”
Lui le risponde:” Si, lo faccio subito.”
Mia mamma insiste:” Roberto; vatti a mettere il giubbotto e le scarpe.”
Io mi arrendo :” Ok”
Vado in camera mia, a finire di vestirmi.


Torniamo a Giuseppe.
Greta guarda Giuseppe:” Io non lascio mia sorella con i barbari, da sola.”
Lui è inamovibile:” Allora tornate con me. I miei amici non sono dei coglioni. Non cederanno mai alle vostre provocazioni. Sanno come ti sei comportata con me, e non faranno il mio stesso errore.”
Sara si avvicina, sputandomi anche lei in faccia:” Pagamento anticipato; sai cosa vuol dire? Figa in anticipo. Hanno figa a volontà, servita su un piatto d’argento.”
Giuseppe domanda:” E dopo? Cosa rimarrebbe a loro? Mica avete proposto di diventare le loro ragazze.”
Sara insiste:” Ovviamente. Sono uno più cesso degli altri.”
Giuseppe obietta:” Ma sono barbari.”
Greta gli tira uno schiaffo:” Fai lo spiritoso,adesso?”
Giuseppe le risponde:” Greta; voglio che torni la ragazza, con cui ho fatto il viaggio all’andata.”
Sara guarda la sorella:” Si è innamorato, poverino.”
Greta ridacchia:” Giuseppe; io non sono quella.”
Lui annuisce:” Sì, invece. Tu sei quella ragazza lì. Sei la ragazza dei due di picche. La ragazza taciturna, chiusa, vanitosa, ma sostanzialmente simpatica.”
Greta torna a graffiarlo:” Ma che cazzo dici? Hai capito, che fingevo prima?”
Giuseppe scuote la testa:” No, tu non sei questa ragazza, che vuoi apparire ora. Adesso stai recitando. Probabilmente ti comporti così, per volerti mettere in mostra con tua sorella. Pendi dalla sue labbra, ma non sei come lei.”
Sara interviene:” E come sarebbe, sentiamo.”
Giuseppe le risponde:” Secondo me, Greta non ha neanche mai visto un uccello. Non gliene frega nulla di quel Davide, ma tu avrai insistito; e lei non ha voluto dirti di no. Come la cazzata delle foto, del numero dato a Micky. Tutte balle. Prima eri sincera; Greta.”
Sara mi tira uno schiaffo:” Mia sorella non è una sfigata come te. Nella vostra città, ha preso tanti cazzi. Tu non ti immagini quanti.”
Giuseppe le domanda:” Di chi?”
Sara si rivolge alla sorella:” Contattiamoli sui social, cosi’ quello sfigato ci crederà.”
Greta le risponde:” Dopo che ci ho scopato, li ho sempre bloccati. Si innamorano, e diventano noiosi.”
Giuseppe insiste:” Andiamo a parlarci di persona, tanto non ho paura.”
Sara mi sputa nuovamente in faccia:” Si, andiamo dai. Così qualcuno che ti spaccherà la faccia, lo troveremo. Per un bis di un pompino di mia sorella; uno che te la spaccherà, lo troveremo sicuramente.”
Giuseppe e’ fermo sulla propria posizione:” Va bene, andiamo.”
Sara si mette a ridere:” Veniamo con te, allora.”

Ma Greta rimane ferma, fissandomi.
Giuseppe le dice:” Guarda tua sorella, non me.”
Sara esclama:” Ma cosa”, bloccandosi.
Giuseppe continua:” Greta non ha mai preso un uccello, e non ha il coraggio di dirtelo.”
Greta non smette di guardarlo.
Giuseppe aggiunge:” Come l’ho capito? Hai voluto che cancellassi degli stupidi video, dove ti ho ripresa da dietro, vestita. Additandomi addirittura come maniaco sessuale. Una così succhierebbe dieci cazzi in una volta? Oppure manderebbe sue foto nuda, in giro?”
Greta non sa cosa dire.
Giuseppe non molla la presa:” E poi perchè farti accompagnare da me, quando te ne saresti potuta fare tre o quattro, durante il viaggio d’andata? Per divertirti? Ma in fondo, sia con Johnny che con Micky, tu mi hai rassicurato. In un certo senso, mi hai protetto. Ti sei preoccupata per me, venendomi a cercare tra le due cabine. Non hai assolutamente cercato di umiliarmi. Altrimenti non ti saresti giustificata e non mi avresti fatto delle promesse. Micky ti ha fatto sentire il cazzo, e non hai detto niente? Non hai esperienze, la curiosità ha prevalso sul raziocinio. Ma poi sei tornata subito in te, dandogli un numero falso.”
Greta sembra una bambola inanimata.
La sorella le chiede:” Greta; dimmi che quello sfigato sta dicendo una marea di cazzate.”
Giuseppe guarda gli altri ragazzi:” Voi andate pure, non servite più.”
I ragazzi annuiscono e si allontanano.
Sara scuote la sorella:” Greta; vuoi rispondermi?”

Intanto i ragazzi del centro sociale scendono in strada.
Sara si avvicina a loro:” Ora è da solo. Lo potete massacrare di botte.”
Ma i ragazzi del centro sociale restano fermi.
Davide guarda Giuseppe:” E’ giusto che tu e Greta torniate insieme."
Sara si mette ad urlare:” Ma lui non può obbligarla. Lei non vuole farsi vedere in giro, con uno sfigato.”
Davide non la considera minimamente:” Buon ritorno a casa. E, per qualunque cosa, la nostra porta è sempre aperta per te; Giuseppe.”
Giuseppe gli fa un cenno di approvazione con la testa.
Finalmente Greta parla:” Giuseppe; chi sono quei ragazzi?”
Lui le risponde:” Te lo dico sulla strada del ritorno. E non voglio legarti o ammanettarti. Io non sono un barbaro.”
Ogni risposta di Giuseppe mette in difficoltà Greta.
Sara, inviperita, si avvicina alla sorella:” No, sorellina; non mi fare questo. Non tornare con quello sfigato.”
Giuseppe le chiede:” Tanto tu resti a Torino, no?”
Sara torna a ridere:” e come pensi di tornare? con la faccia graffiata e piena di sputi?”
Giuseppe le chiarisce:” Non me ne frega nulla, di cosa pensa la gente. Mi interessa solamente cosa pensa Greta.”
Sara si mette le mani in faccia:” Questo sfigato si è innamorato di mia sorella.”
Davide esclama:” Greta è fortunata.”

Giuseppe allunga una mano, portandola sul polso di Greta.
Le sfiora il polso, senza assolutamente stringere:” Andiamo; Greta?”
Sara pianta le unghie nella carne del polso di Giuseppe:” Lasciala; le fai male.”
“ Sorellina; non mi sta facendo male. Mi ha appena sfiorata. Giuseppe non è”, bloccandosi.
E’ Greta, che si è rivolta alla sorella.
Sara urla:” Non è cosa?”
Greta prende coraggio e le dice:” Non è cattivo.”
Sara scoppia a piangere, correndo all’interno del centro sociale.
Greta mi guarda:” Giuseppe; posso andare a parlare con mia sorella? Poi andiamo pure.”
Giuseppe le risponde:” Certo; Greta. Prenditi tutto il tempo che ti serve.”

Torniamo a Francesco.
Esco dal bar, ed incrocio Valentina:” Ti aspettavo Francesco.”
La guardo, incerto su come reagire.
La mando subito a fare in culo, o aspetto?
Sono curioso di sentire, cosa ha da dirmi.
In fondo, la colpa è sua.
E’ lei, che me l’ha presentata.
Non le rispondo, abbassando lo sguardo.
Valentina mi chiede:” Gaia ti ha detto che vuole solamente un’amicizia?”
Il mio silenzio vale più di una risposta:“ Francesco; dopo come ti sei comportato, non mi stupisce la sua decisione.”
Non accetto questo discorso:” Non c’entra un cazzo, come mi sono comportato. Lei mi ha sempre visto solamente come un amico e basta. Altrimenti non si sarebbe comportata, come si è comportata. Ti ricordo che, anche tu, glielo hai fatto notare.”
Lei mi risponde:” Francesco; oltre ad essere molto bella, Gaia è molto più matura, rispetto l'età che ha.”
L’attacco:” Ma che cazzo dici? Mi vuoi prendere per il culo? Una che ascolta i racconti di tre pervertiti, ti sembra matura?”
Valentina non la vede come me:” Francesco; abbiamo cercato di sdrammatizzare ieri sera, però abbiamo ottenuto l’effetto contrario. Se ti piace così tanto, devi cambiare modo di porti. Altrimenti il tuo destino è segnato.”
Mi metto a ridere:” Parli così, perchè non hai sentito il suo discorso. Mi ha definito l’amico perfetto. Tu scoperesti con l’amico perfetto?”
Lei allarga le braccia:” Scoperei con te, che sei il mio migliore amico? Non ci ho mai pensato, sinceramente.”
Le do una spinta:” Ma ti sembra, che io stia scherzando? Poi io non voglio una scopata con lei, voglio di più. Voglio proprio mettermi con lei e non lasciarla più.”
Lei mi chiede:” E tu le hai dette a Gaia, queste cose?”
Io confesso:” Sì, e mi ha ancora preso di più per il culo.”
Valentina mi dice:” Non ti preoccupare, ci parlerò io.”
Mi imbestialisco:” Come ci hai parlato in questi due giorni? Ma vuoi prendermi per il culo?”
La mia amica insiste:” Stai tranquillo, ci parlerò io, e si troverà una soluzione.”
Scoppio a ridere:” Mi sono dimenticato di dirti, che l’ho mandata a fare in culo.”
Lei mi saluta:” La raggiungo dentro, così ci parlo. Ma tu non farti vedere. E lascia passare qualche giorno.”
Mi dirigo a casa, senza molte speranze.
Ma, in fondo, cosa ho da perdere?
Peggio di così, non può andare.

Il pomeriggio, mi incontro con i miei tre amici, in un bar.
L' atmosfera non è delle migliori.
C' e' un forte imbarazzo, soprattutto da parte loro.
Ordiniamo da bere, facendo finta di niente.
Sembriamo degli sconosciuti, allo stesso tavolo.
Nessuno ha il coraggio di parlare per primo.
Sanno di averla fatta grossa.
Così decido di parlare io, per primo:" ragazzi; io ho chiuso con Gaia,definitivamente . Con questo però, non posso dimenticare il vostro comportamento."
Giacomo mi risponde:" Francesco; ma non hai chiuso, per colpa nostra."
Io concordo:" lo so! Forse voi siete stati la goccia, che ha fatto traboccare il vaso; ma il vaso era già stracolmo."
Fausto mi dice:" Francesco; ne troverai mille più belle."
Replico:" a proposito, ho saputo che avete scritto ancora nel gruppo."
I miei amici si guardano.
Nicholas si giustifica:" Francesco; abbiamo solamente chiesto, se ti avevano visto all'università e come stavi. E ci siamo scusati, per il nostro comportamento. Se abbiamo parlato troppo. Ma ha risposto praticamente solo Valentina."
Rispondo:" Ragazzi; se Gaia non c'è stata con me, non ci starà neanche con voi. E ricordatevi sempre di Mariano."
Giacomo replica:" ma lo sappiamo perfettamente; Francesco. Solamente tu pensi, che non l'abbiamo capito."
La conversazione mi sta tranquillizzando:" ok, forse ho esagerato. Comunque ora facciamo due passi, e poi andiamo a giocare alla play. Per qualche giorno, non voglio sentire parlare di ragazze."
Giacomo puntualizza:” però Francesco; anche se solamente in amicizia, a noi piacerebbe rivedere le due ragazze.”
Io obietto:” voi volete vedere Gaia; a voi, di Valentina, non è mai fregato nulla.”
Fausto non è d’ accordo:” Francesco; Valentina è sempre stata molto sbrigativa, le altre volte. Ieri sera si è maggiormente aperta, e ci siamo trovati bene.”
Mi sto innervosendo di nuovo:” no, la cosa non è fattibile. Non mi sta bene. Loro due non escono più con noi.”
Giacomo obietta:” Francesco; non è una decisione che puoi prendere tu. Almeno quando non ci sei, non puoi dirci cosa possiamo e cosa non possiamo fare.”
Fausto aggiunge:” soprattutto perché hai chiuso con Gaia. L'hai specificato tu.”
Mi alzo e me ne vado via, furente.
Sono proprio delle teste di cazzo.
Dopo cena, ricevo un messaggio da Valentina.
Mi chiede di fare colazione al bar.
Probabilmente mi vorrà riferire cosa le ha detto Gaia
Non voglio sembrare un bambino, e accetto.
Non coltivo grosse speranze.
Però voglio sapere, perchè si è comportata così.
Una spiegazione me la merito.
Soprattutto da parte di Valentina; perché è lei, che mi ha fatto certi discorsi.

Sono molto nervoso, perchè a breve avrò la conferma della situazione.
Però ormai non posso più nascondere la testa sotto la sabbia.
Arrivo al bar, e scorgo subito Valentina.
Ed ecco la prima sorpresa: c’è anche Gaia.
Non so se interpretarlo come un segnale positivo o negativo.
Gaia mi chiede:” Francesco; la mia presenza è un problema?”
Le rispondo:” assolutamente no.”
Gaia mi dice:” Francesco; i tuoi amici ci hanno detto, in chat, di quanto successo.”
Esclamo:” tre spioni, oltre che lecca culo di merda.”
Lei mi risponde:” in parte concordo. Perché non avrebbero dovuto dirci una cosa del genere. O ci chiedono di uscire, o non iniziano con questi mezzi teatrini. Sembra che vogliano, ma non possano. E questa cosa l'ho fatta presente. Loro hanno replicato, che ci hanno avvisate ; essendo molto preoccupati per il tuo stato di salute mentale.”
Rimango sorpreso:” ma di cosa parli; Gaia?”
Lei è categorica:” non è normale che tu voglia vietare loro, le cose.”
Molto infastidito, rispondo:” avete voluto vedermi, per dirmi che volete uscire con loro?”
Gaia sospira:” Francesco; ti sei fatto un altro film . Prima cosa: se volessimo uscirci, non dovremmo chiederti il permesso. Fatta questa premessa, prima che tu ti faccia un ulteriore film; io e Valentina non ne abbiamo proprio parlato. Se puoi comandare i tuoi amici, a noi non ci comandi.”
Io concordo:” lo so perfettamente; Gaia. Ora la sgridata è conclusa? Posso andare?”
Gaia mi chiede:” Francesco; non ti abbiamo sgridato. Abbiamo parlato, mentre abbiamo fatto colazione. Dopo vuoi venire con me , a fare un giro?”
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