tradimenti
E' un mondo difficile ( capitolo 53 )
04.04.2026 |
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"Si avvicina, gli mette scherzosamente le mani intorno al collo:" In fondo sei simpatico..."
Gaia sobbalza. Non se l’aspettava. Lo guarda come se avesse appena detto qualcosa di assurdo, poi si gira subito verso Serena.“ Gaia; ma è la verità? “ chiede Serena, con un filo di voce.
Gaia scuote la testa e le si avvicina, cercando di calmarla:” Cucciola, assolutamente no.”
Poi però alza lo sguardo, e lo punta su di me:” Francesco; sono tuoi amici. Noi siamo qui, perché tu sei la nostra garanzia. Questo discorso te l’ho già fatto in precedenza.”
Seppure non condivida minimamente il suo ragionamento, non posso scansarmi:“ Gaia; io intervengo solo se mi dite chiaramente, che volete smettere. Altrimenti no. Pur ritenendoli dei coglioni, sono stati chiari.Puoi girarci intorno quanto vuoi ma, se ti metti assieme ad uno di loro, ci scopi. Stai a voi decidere”
Serena abbassa lo sguardo, ancora inquieta:” Gaia; io non voglio che facciano male ai miei seni.”
Gaia le mette una mano sul braccio:” Non ti faranno nulla. Fidati di me.”
Nicolas interviene di nuovo, con lo stesso tono tranquillo, ma provocatorio:” Gaia; come Valentina, anche voi rimarreste vestite sul tavolo. Il reggiseno ve lo si toglierebbe domani.”
Gaia mi guarda. Cerca una risposta, un segnale. Io però resto in silenzio. Questa scelta deve essere sua.
Lei inspira profondamente:” Dateci due minuti. Io e Serena dobbiamo andare un attimo in bagno.”
Le due si allontanano. Il gruppo resta in silenzio inerte, in un silenzio carico di aspettative.
Anche le mani di Nicolas hanno smesso di accarezzare le tette di Valentina, probabilmente vuole che le due ragazze non si perdano alcun dettaglio.
La mia migliore amica non mi guarda. Il suo sguardo rimane fisso davanti a sé, come le è stato ordinato da Nicolas.
Giacomo e Fausto mi fissano, ma senza dire nulla. Probabilmente cercano di studiarmi ma, il muro da me eretto, e’ impenetrabile.
Solamente Gaia potrebbe riuscirci e, per questo motivo, non dovrò abbassare la guardia.
Quando tornano, qualcosa è cambiato. Gaia sembra più decisa:” Ho parlato con Serena, per stasera non si fa nulla. Domani usciamo con voi e, alla fine, vedremo come ci sentiremo. Se le sensazioni saranno positive, potrete chiederci di salire sul tavolino. Ma potremmo comunque dire di no.»
Fausto e Giacomo si scambiano uno sguardo rapido. Nicolas sbuffa.
“ Quindi in pratica non farete mai niente.”
Gaia incrocia le braccia:” Voi pensate a fare una buona impressione, e a colpirci.”
“ Ma siete già rimaste colpite da noi. Tu da me, Serena da Giacomo” aggiunge Fausto.
Gaia non si scompone:” Domani esco con Giacomo.”
“ Possiamo anche invertire” propone Fausto.
La mia compagna di università non vuole sentirne parlare:” Assolutamente no.”
Prova ad intromettersi anche Giacomo:” Dopo l’uscita però farete nuove scelte, giusto? ”
Gaia conferma la cosa:” Esattamente.”
Fausto annuisce lentamente:” Allora facciamo più uscite ravvicinate, così velocizziamo la cosa.”
Gaia guarda Serena, che appare titubante.
L’amica le spiega come stanno le cose:” I ragazzi voglio venire a letto con noi, non vogliono aspettare.”
Serena la guarda, spalando la bocca per lo stupore. Sembra sul punto di agitarsi nuovamente, ma Gaia riesce a calmarla con un abbraccio:” D’accordo, su questo possiamo
venirvi incontro”, rivolgendosi ai ragazzi.
Nicolas scuote la testa e si gira verso i suoi amici:” Svegliatevi però. Non dimenticatevi di Francesco. Domani avrete la vostra occasione. Se non la sfruttate, lui torna in gioco.”
“ Non è detto,” interviene Gaia.
“ Invece sì,” replica Nicolas, secco. “Avrete una sola possibilità.”
Giacomo si irrigidisce:” Ma hai capito che non usciremo con quella, con cui abbiamo maggior feeling? “
“ E tu hai capito il mio discorso? ” ribatte Nicolas.
Fausto interviene, più pratico:” E quindi cosa dovremmo fare? “
Nicolas lo guarda dritto negli occhi:” Se uscite solamente in amicizia, vi taglierete fuori da soli. Aprendo un’autostrada a Francesco, non lo recupererete più.”
Gaia scuote la testa:” Io e Serena preferiamo i tuoi amici; loro sono attualmente in vantaggio, e Francesco lo sa."
Per un attimo cala il silenzio. Invece di risponderle, torna a rivolgersi ai suoi amici:” Io vi ho detto come stanno le cose. Poi fate voi.”
Giacomo lo fissa, sospettoso:” Non è che vuoi prenderti anche Gaia e Serena? “
Gaia interviene subito:” Domanda giusta.”
Nicolas le lancia un’occhiata infastidita, ma non le dice nulla, rispondendo a Giacomo:” Volete fidarvi di loro due? Fate quello che volete. Ma poi non venite a piangere da me.”
Questa volta Gaia si arrabbia davvero:” Nicolas, vuoi finire isolato come Valentina? Perché ci stai andando vicino. Tu devi solamente ascoltare cosa diciamo noi, e fidarti.”
Nicolas la osserva, poi alza le spalle con aria strafottente:” Va bene, hai ragione tu.”
Si ferma un attimo, poi aggiunge con un mezzo sorriso:” Pero' il mio problema e' un altro adesso: come a Francesco, anche a me il cazzo è diventato duro. Mi scoppia nei pantaloni . Valentina; tu riesci a farci tirare il cazzo, con una facilità estrema."
Nuovamente tali parole trovano la ferma opposizione di Gaia:” Nicolas; se continui cosi, farai poca strada, te lo assicuro."
Il mio amico non vuole saperne di cedere:” Meglio poca strada, che proprio non farne."
Giacomo sospira:” Nicolas; dobbiamo fidarci di Serena e Gaia. In questo momento Francesco è in evidente difficoltà.”
Nicolas non concorda di nuovo:” Francesco adesso è fermo, perché ha deciso di esserlo.Vi farà sbattere contro un muro, e poi si incamminerà. Anche io probabilmente mi schianterò contro un muro, ma voglio almeno tentare."
Lo dice con una calma quasi inquietante.
Valentina resta ferma, lo sguardo fisso davanti a sé. È lì, dentro la scena, ma sembra distante, come se tutto quello che succede, non la riguardasse davvero.
All'improvviso Valentina si irrigidisce.
Nicolas si e’ avvicinato, trovando il contatto.
Questa volta la mia migliore amica non rispetta le regole del mio amico, e si gira a guardare, dopo essersi leggermente allontanata con il viso.
Il cazzo di Nicolas, ancora imprigionato nei pantaloni, si è strusciato sulla guancia di Valentina.
Nicolas fa un passo in avanti, per riavvicinare il cazzo alla faccia di Valentina, ma lei ancora una volta sposta in là la faccia, per evitare il contatto.
Questa volta le arriva la ramanzina:" Stai ferma, come ti è piaciuto sentirlo appoggiato al culo, ti piacerà anche sentirlo in faccia."
La mia migliore amica non è dello stesso avviso:" Basta; direi che la dimostrazione è andata persino oltre."
Nicolas è perentorio:” Dagli un bacio sui jeans, e poi la lezione è finita."
Serena si gira di scatto, come per sfuggire a qualcosa che non vuole più vedere. Fa un mezzo passo verso Gaia ed appoggia la testa sulla sua spalla, cercando riparo.
“ Che schifo ” sussurra, con la voce spezzata.
Il suo viso è teso, gli occhi bassi. È evidente, che quello a cui ha appena assistito, l’ha scossa più di quanto voglia ammettere. Le dita si stringono nervosamente contro il braccio di Gaia, come a cercare stabilità.
Gaia resta immobile per un attimo, poi inclina appena la testa verso di lei, accogliendola senza dire nulla.Il suo sguardo è altrove.
Fissa Nicolas.
Lo guarda malissimo, con un’espressione dura, irritata, quasi carica di disprezzo. Le mascelle serrate, gli occhi stretti. Non c’è più leggerezza nel suo modo di stare lì, solo fastidio crescente.
Nicolas continua come se niente fosse, ignorando completamente le loro reazioni. Il suo atteggiamento è spavaldo, fuori luogo, e soprattutto va esattamente contro tutto quello che gli era stato detto poco prima.
Gaia lo squadra ancora per qualche secondo, sempre più seccata. Aveva messo dei limiti, era stata chiara. E lui li sta superando, senza nemmeno pensarci.
Serena resta appoggiata a lei, in silenzio, mentre l’aria intorno al gruppo si fa più pesante. Anche senza parlare, è evidente: qualcosa si è incrinato.
Nicolas si accorge del malessere delle due ragazze::" Ma voi credete che Francesco non ve lo chiederà? “
La risposta di Gaia non tarda ad arrivare:" Io e Serena gli diremo no secco."
Nicolas volge lo sguardo verso di me, e subito prendo la parola:" Io non sono come te.Se una cosa non va alle ragazze, non insisto."
Dal nulla, Valentina esce con una sparata, che non c’entra assolutamente nulla:" Francesco; Nicolas ci sa fare, ma io preferisco te."
Gaia sente il peso di Serena contro la sua spalla, il respiro ancora irregolare, le dita che la stringono in cerca di sicurezza. Per un attimo resta ferma, poi prende una decisione.
Con delicatezza, ma senza esitazione, si stacca.
“Serena” mormora piano, accompagnandola appena indietro con una mano, come a dirle di restare lì.
Poi il suo sguardo cambia.
Si solleva, si indurisce.
Gaia fa un passo in avanti, poi un altro, finché la distanza tra lei e Valentina si annulla quasi del tutto. Si ferma davanti a lei, troppo vicina perché sia casuale.
Porta il viso a pochi centimetri dal suo.
I loro occhi si incastrano.
Gaia non sorride. Non c’è traccia di esitazione nel suo sguardo, solo tensione e una sfida silenziosa, che riempie lo spazio tra loro.
Valentina resta lì, immobile, a sostenere lo sguardo.
Gaia la minaccia:” La prossima volta Francesco uscirà con me, e tu non esisterai più."
La mia migliore amica reagisce con una risata:” Ma se non gli bacerai il pisello sui jeans , cosa uscirete a fare? I ragazzi vogliono ben altro."
Gaia alza la voce:" Francesco ha già risposto a riguardo. Basta far finta sempre di dimenticartene."
Valentina sembra non voler più piegarsi di fronte al volere di Gaia:" Forse Serena glielo bacerà..E’ bella come te e, se sarà più furba di te, se lo prenderà lei."
Gaia si gira a guardare Serena .
E’ uno sguardo silenzioso, è impossibile decifrare il significato.
Comunque Serena vuole subito rassicurare l’amica:" Gaia; io e te non faremo mai quelle cose. Soprattutto ad un ragazzo di terza categoria."
Probabilmente Valentina non si aspettava un simile assist:" Ma tu vuoi uscire con lui? "
Serena non si aspettava una simile domanda:" Sì, anche io voglio conoscere Francesco."
Gaia assiste in silenzio al loro confronto, e poi viene richiamata in causa proprio da Valentina:" Alla fine lo vogliamo tutte e tre, Francesco ” dice con tono tagliente.
“ E tu sei proprio stupida. Avresti già potuto averlo ma, tra il tuo orgoglio, il bisogno di stare sempre al centro e questo tuo atteggiarti da prima donna, stai finendo per trattarlo come se non valesse nulla. E così ci hai fatte rientrare in partita. "
Ancora una volta Gaia alza la voce:" Io lo vedo solamente un amico. E comunque non c’è alcuna partita, Francesco vuole me."
Valentina butta lo sguardo su Serena, mentre le risponde:" Allora lascia uscire me o Serena, con lui."
La mia compagna di università sembra sul punto di scoppiare. I pugni chiusi, gli occhi fissi su Valentina,pieni, accesi, carichi di rabbia . Sicuramente sta provando un senso di frustrazione ed il suo orgoglio è stato ferito.
Purtroppo le provocazioni di Valentina non sono finite.
La mia migliore amica si rivolge a me :" Guarda Francesco."
Si gira, e bacia il cazzo di Nicolas sui jeans.
Nicolas rimane sorpreso, ma ovviamente contento per questo gesto.
Nonostante sia stato un gesto per me, Nicolas sta acquisendo consapevolezza, che Valentina potrebbe dargli la figa.
Serena esclama:” Cosa? “, mettendosi le mani in faccia, per evitare di continuare a guardare.
Gaia invece rimane pietrificata, nel attesa di vedere l’evolversi degli eventi.
Valentina aggiunge:” Francesco; glielo ho baciato sui jeans.. Ma i jeans e le mutande si possono togliere, se vuoi. E non sto parlando dei pantaloni e delle mutande di Nicolas."
Gaia urla:” Sei proprio una troia, l’ho sempre saputo”, e poi si gira e si avvicina a me, colpendomi con uno schiaffo.
Rimango di sasso.
Mi riporta alla realtà l’urlo seguente di Gaia:” Andiamo? “
Qui non ho fatto nulla, e glielo faccio presente:" Gaia; ma cosa ho fatto? “
Ho sbagliato a farle una simile domanda, Gaia è fuori controllo.
I suoi occhi mi trovano e non mi lasciano più. Sono accesi, duri, quasi irriconoscibili. Non è solo rabbia: è qualcosa di più istintivo, più profondo, come se ogni emozione fosse salita tutta insieme senza filtro.
Fa un passo verso di me. Poi un altro.
“ Francesco “ dice, ma il mio nome non suona come prima. È teso, carico, quasi un avvertimento.
“ O ci porti a casa subito, o butto giù dal tavolo la troia, e ci salgo io. E poi vedi, se mi farai ancora una domanda simile."
Di fronte ad una simile reazione, il silenzio è la miglior cosa.
Ed arriva l’ ultimatum:" Francesco; vuoi che un tuo amico mi tocchi i seni? "
Le rispondo: "Gaia; ma vista la logica del gioco, lo farà ugualmente. Se non più di uno di loro."
La stanza è piena di tensione, quasi elettrica. Gaia si irrigidisce, poi esplode.
" Francesco; però non ti capisco proprio. Con tutta la buona volontà, non ti capisco. È vero cosa hai detto, ma intanto rimandi il problema a domani."
La guardo, cercando di restare calmo, anche se dentro qualcosa si agita.
" Gaia; ma ti ricordi cosa mi hai detto prima in privato? "
Lei obietta: " Sì che "
Si interrompe di colpo. Gli occhi si spalancano.
" Ma cosa "
Non finisce la frase.
Nicolas le ha preso il polso con una mano, e la fa girare verso di lui. Non è un gesto violento, ma basta per far scattare subito Gaia:" Ho già detto che non voglio essere toccata."
Nicolas alza le spalle, quasi divertito. "Volevo solamente farti notare che, quando eri faccia a faccia con Valentina, anche tu eri praticamente attaccata al mio cazzo. Vedi? In fondo non è così difficile."
Gaia si infiamma di nuovo: "Non me ne sono accorta, altrimenti sarebbe finita male."
Nicolas sorride storto. "Ma tu non ti accorgi mai di nulla? Mi sembra strano."
Lei lo guarda con disprezzo, ma stavolta non risponde. Il silenzio pesa più delle parole.
Poi Nicolas affonda ancora: " Sentendoti parlare così comunque, Giacomo sarà entusiasta di uscire con te, domani."
Gaia ribatte subito:" Ce l’ho con te. Con lui, non ho problemi. Lui si sa comportare."
Nicolas inclina la testa:" Ma perché giochiamo, se vuoi far vincere facile Francesco? "
Gaia scoppia a ridere, una risata breve, quasi tagliente:" Francesco è l’ultimo in classifica."
" Dimostracelo," insiste Nicolas.
" Mettiti nella posizione di Valentina. Stiamo tutti lontani, e non ti tocchiamo."
Gaia lo guarda, come se avesse detto qualcosa di oltraggioso ed indecente:" Solo le troie fanno quelle cose. Io e Serena, no."
Nicolas si gira verso di me:" Francesco; tu sei meno maiale di noi? "
Esito un attimo, poi decido di non girarci intorno.
" No. Però con ragazze, come Gaia o Serena, bisogna adeguarsi."
Gaia si ferma. Cambia espressione. Diventa pensierosa.
" Scusa, puoi ripetere cosa hai detto? "
La guardo negli occhi:” Gaia; vi ho fatto un complimento."
Il risultato è l’opposto di quello che mi aspettavo.
" Francesco; non mi sfidare."
Resto lì, fermo. Non capisco. È tutta la sera che cambia direzione, come se seguisse un filo invisibile, che io non vedo.
Valentina interviene, osservando la scena con un mezzo sorriso." Hai parlato di Serena, e Gaia è gelosa."
Gaia scatta subito: "No. Serena è come se fosse la mia sorellina. E non voglio che Francesco pensi, anche solo lontanamente, di approfittare di lei."
Rimango in silenzio. Non ha senso rispondere. Qualunque cosa dicessi, peggiorerebbe la situazione.
E’ un altro discorso illogico di Gaia.
Prima vuole che esca con Serena, addirittura ipotizza che io mi metta con lei; e poi se ne esce con questa sentenza di colpevolezza?
Nicolas rompe di nuovo l’equilibrio:" Gaia; vendicati. Vai sul tavolino."
Gaia lo ignora per un secondo, poi guarda me:" Voglio prima vedere come si comporta Francesco domani, durante l’uscita."
Nicolas sbuffa:" Gaia, scusa; ma cosa c’entra come si comporterà lui? Dovrebbe contare come si comporterà Giacomo."
Lei si passa una mano tra i capelli, stanca:" Ora ho sonno. Non ho più voglia di parlare. Buonanotte."
Nicolas sorride, provocatorio:" Dunque nessun bacio? "
Gaia sta per rispondergli male. Lo vedo. Poi si blocca. Cambia completamente registro.
Si avvicina, gli mette scherzosamente le mani intorno al collo:" In fondo sei simpatico."
Nicolas la guarda, incuriosito:" Potrei quindi essere scelto, anche io, da te? "
Gaia si copre la bocca e scoppia a ridere:" Assolutamente no."
Il colpo arriva subito dopo.
Nicolas dà un calcio a una delle gambe del tavolo. Il rumore secco rimbalza nella stanza. I miei amici lo guardano male, di nuovo.
Gaia sospira:" Scusa, ma non sono riuscita a trattenermi."
Intanto Valentina scende dal tavolo, con un movimento rapido. L’atmosfera cambia ancora.
" Tieniti Gaia," dice fredda.
" Visto che sei più interessato a lei, dopo quello che ho fatto."
Nicolas la guarda, senza esitazione:" Non sei figa come loro due, non puoi tirartela così. E poi non l’hai fatto per me, ma per mettere in difficoltà loro due. E per stuzzicare Francesco."
Valentina apre bocca, pronta a rispondere. Poi ci ripensa.
Il silenzio dura un secondo di troppo.
Infine scuote la testa. "Vengo via anche io."
Gaia non è per niente d’accordo:” Inizia ad andare. Non usciamo assieme. Con me hai chiuso.”
Valentina la guarda, poi lascia perdere:” Buonanotte Francesco.”
Rispondo:” Buonanotte Vale.”
Se ne va.
Serena ironizza:” Buonanotte Vale.”
Gaia scuote la testa:” Lascia perdere; Francesco si è comportato come un pagliaccio. La zoccola si è comportata malissimo tutta la sera, anche con noi; e Francesco cosa fa? Il galante.”
La guardo:” Domattina non devo scriverle? Se ci litigo ora, mi spieghi come le parlo? ”
Lei mi fissa, ancora arrabbiata. Poi qualcosa cambia:” Sì, hai ragione. Mi ero dimenticata. Allora hai fatto bene.”
La tensione si abbassa appena. Non sparisce.
Scendiamo le scale in silenzio.
Fuori, l’aria è fredda. Finalmente si respira. Ma quello che è successo rimane addosso, come qualcosa che non si è ancora concluso davvero.
Camminiamo nella notte, lungo il marciapiede quasi vuoto. La macchina è poco distante, si intravede già sotto un lampione. L’aria è fresca e, per un attimo, sembra che tutta la tensione rimasta nel appartamento, si stia sciogliendo.
Gaia e Serena si avvicinano contemporaneamente, quasi coordinate. Mi prendono sotto braccio, una a destra e una a sinistra. È un gesto leggero, ma anche carico di significato: complicità, possesso, scena.
Gaia gira la testa verso di me e sorride:” Addirittura due ragazze, Francesco; non una.”
Serena interviene subito, con tono giocoso:” E addirittura bellissime.”
Sento entrambe stringere appena il braccio, come a sottolineare la battuta. Gaia continua, guardandomi negli occhi:” Non sei contento? “
Le sorrido:” Certo.”
È una risposta semplice, ma dentro c’è ancora il peso di tutto quello che è successo prima. L’equilibrio è fragile, costruito più sul apparenza, che su una vera distensione.
Al improvviso Serena cambia tono. Non è più giocoso. Si avvicina leggermente a Gaia:” Amore mio; dietro di noi abbiamo quattro, che ci stanno seguendo.”
La frase cade bassa, ma precisa.
Mi giro appena, senza dare troppo nel occhio. In effetti ci sono quattro figure dietro di noi. Camminano nella nostra direzione, a distanza costante.
Gaia si irrigidisce appena:” Chi sono, Francesco? “
“ Non lo so,” rispondo, cercando di mantenere la calma.
” Ma camminiamo normalmente. Tanto la macchina è vicina.”
Serena stringe un po’ di più il mio braccio:” Velocizziamo? “
Scuoto la testa:” No. Camminiamo normalmente. E non giratevi, che rischieremmo solamente di cadere nella loro provocazione.”
Non riesco a finire la frase.
Al improvviso due braccia mi afferrano da dietro. È tutto rapido, deciso. Vengo spinto in avanti, il corpo perde equilibrio, il petto sbatte contro il cofano freddo di una macchina parcheggiata. Il metallo è gelido attraverso la giacca.
Le mani mi bloccano le braccia dietro la schiena. La presa è forte, professionale.
Gli altri tre sono già accanto a Gaia e Serena. Le circondano senza toccarle, ma abbastanza vicini da controllare lo spazio.
La voce dietro di me è bassa, controllata.” Vuoi urlare? Vuoi chiamare la polizia? Non serve: siamo noi la polizia.”
Subito dopo, i tre davanti tirano fuori il distintivo. Anche quello che mi tiene mi lascia per un attimo, giusto il tempo di mostrarmelo.
Mi giro a guardare Gaia e Serena, ma la mano dell’ uomo mi fa subito riportare la testa, nella posizione precedente:” Non guardarle. Non fare movimenti bruschi, o rischi solamente di farti male.”
Torniamo a Roberto.
Lavinia si accorge che non voglio saperne di girarmi a guardarla. Rimango fisso davanti, rigido, come se ignorarla potesse semplificare tutto. Lei allora rompe il silenzio, con un tono leggero, ma stranamente studiato:” Roberto, credi che qualcuno dovrebbe accompagnarmi a comprare dei reggiseni nuovi? Da sola, forse, non sono in grado.”
Le sue parole mi arrivano addosso come qualcosa di fuori posto. Non riesco a capire a che gioco stia giocando, e la cosa mi infastidisce. Mi volto appena, sospettoso.
“ Ma stai registrando? Hai la conversazione aperta al cellulare? Salutami Oceano.”
La mia compagna di banco mi guarda allibita, gli occhi spalancati.
“ Roberto, ma stai bene? “
Quel tono mi punge. Sento salire una reazione sproporzionata, ma non riesco a fermarla.
“ Mi stai facendo troppo male, con questi atteggiamenti senza alcun senso.”
Poi, al improvviso, qualcosa si sistema nella mia testa. Un’illuminazione, o forse solo un tentativo di rimettere ordine.
“Scusami, Lavinia; avevo frainteso.Sì, forse Oceano ti potrebbe accompagnare e consigliarti. Comunque ti sta bene ugualmente. Il fatto che si vede il segno, ti rende più sexy. No, ho sbagliato. Tu sei già sexy di tuo; il fatto che si veda intraveda il segno del reggiseno”
Mi blocco, non ho il coraggio di andare avanti.
Lavinia si accorge del mio stato. Mi guarda per un istante, che sembra più lungo del dovuto; poi allunga lentamente una mano verso di me, come se volesse colmare una distanza, che io continuo a difendere.
Le sue dita sfiorano l’aria davanti al mio viso, ma io reagisco d’istinto. Le blocco il polso, con più forza di quanto vorrei.
“ No, ti prego; è già difficile così. Non peggiorare le cose.”
Lei resta immobile, sorpresa. I suoi occhi cercano i miei, incerti, come se stesse cercando di capire dove abbia sbagliato.
“Per una carezza, ti sto umiliando? “ mi domanda piano.
“ Guarda che ad essere umiliati, sono stati altri.”
Sento il brusio dei compagni che entrano in classe, sedie che strisciano, zaini che cadono sui banchi. Ogni suono mi sembra amplificato.
Abbassando la voce, glielo faccio presente:“ Mi stai umiliando, sì.I nostri compagni stanno entrando in classe.”
Lei inclina la testa, confusa, quasi incredula.
“Mille ragazze meno una, rimangono novecentonovantanove ragazze,” continuo, cercando di spiegarmi, ma sentendomi sempre più fuori posto.
“ Bruno rimane sempre la leggenda scolastica di tutti i tempi.”
Lavinia si porta le mani al viso, esasperata:” Roberto; io non so veramente chi abbia più fantasia, tra te e Bruno. È una bella sfida.”
Rimango in silenzio. La guardo, senza sapere cosa aggiungere. Le parole mi si fermano in gola.
Davanti a me c’è lei, così naturale, così sicura, e terribilmente bella. E io mi sento piccolo, inutile, come se ogni mio tentativo di capirla o starle accanto, fosse destinato a fallire.
Abbasso lo sguardo. Non riesco a reggere il confronto. Dentro di me resta solo una sensazione pesante: quella di essere una nullità, davanti a qualcosa che non so nemmeno nominare.
Lavinia mi guarda, sorpresa, quasi smarrita:” Roberto; io non sto francamente capendo, come mai tu ti stia comportando così. Mi sfugge anche il significato dei tuoi discorsi.”
Cerco di spiegarmi, convinto di essere stato chiaro:” Mi hai chiesto se, secondo me, uno ti dovrebbe accompagnare a comprare i reggiseni, e ti ho detto di sì.”
Lavinia inclina la testa, perplessa:” Roberto; sei serio o stai scherzando? “
Confermo quanto da me detto:” Sono serissimo, Lavinia.”
La mia compagna di banco appare disorientata:” Quindi io ti avrei chiesto, se sarebbe una buona idea, che Oceano mi accompagnasse a comprare dei reggiseni nuovi? “
Annuisco.
Lei sospira, poi scuote appena la testa:” Se fosse come dici, sarei molto stronza; non credi? “
A questo punto un dubbio mi attraversa. E se stessi davvero sbagliando tutto?
“ Un attimo, Lavinia. Mica mi stai chiedendo di venire con te ed Oceano, a prendere i reggiseni nuovi? Lui entra nel tuo camerino e ti dà i consigli, ed io rimango fuori dal negozio, a guardare le vetrine? “
Lei non risponde subito. Mi osserva, come se volesse studiare ogni mia reazione.
“ Continua, Roberto. Ti ascolto. Anzi, facciamo così: me ne parli dopo, quando siamo soli ed in un posto isolato.”
Queste parole mi mettono a disagio.
“ Perché in un posto isolato? “
Lavinia accenna un sorriso strano:” Roberto; stai tranquillo. Siamo già andati in un posto isolato, e non ti ho mangiato.”
“ Però in quel periodo eri single. Oggi non lo sei più.”
Lei sbuffa, visibilmente infastidita.
Non posso sottrarmi dal aggiungere:" E poi Oceano ti viene a prendere a scuola.”
Senza dire niente, prende il cellulare ed inizia a scrivere. Le dita scorrono veloci sullo schermo. La guardo, sempre più confuso:” Cosa stai facendo? “
Lavinia mi porge il telefono. Leggo il messaggio appena inviato:“ Oggi mi porta a casa Roberto.”
Mi copro il viso con le mani:” Guarda, che prima o poi, Oceano si arrabbierà.”
Sembra non essere d’accordo con me:” Con me no di sicuro.”
La mia compagna di banco continua a non capire come funziona il mondo.
“ Infatti si arrabbierà con me.”
Lei mi fissa, incuriosita:” E per cosa? “
Niente, proprio non ci arriva.
“ Sei ingenua. Come ti giustificherai? “
Il suo sguardo cambia, si fa serio, deciso:” Io non mi devo assolutamente giustificare di quello che faccio.”
Sento di dover uscire da questa situazione, di aver già detto troppo.
“ Lavinia, scusami; se prima ho insinuato quella cosa sul uscita.”
Lei scuote la testa, più calma:” Non ti devi scusare. Mi devi solamente spiegare.”
“ E non posso farlo nel intervallo? “ mi affretto a chiederle.
Un sorriso ironico le attraversa il volto:” Come l’ultima volta nei bagni? Ti ricordi cosa è successo? “
Le confesso, con la voce che mi trema leggermente:” Mi ricordo bene. Sai, ci ho ripensato. Probabilmente sei rimasta anche intrigata dalla situazione. Alla fine quel ragazzo se l’è fatto indirettamente toccare. Mentre io, in camera tua”
Le parole mi si spezzano. Non riesco ad andare avanti. Lo sconforto mi cade addosso, pesante.
Lei mi guarda, e sul suo volto compare un’espressione quasi divertita:” Dopo Bruno, sarei stata anche con quello? Faccio prima a chiederti: Roberto; con chi non ci sono stata della scuola? “
La guardo, senza difese.
“ Non ci sei stata con me.”
Lavinia muove lentamente la testa, gli occhi che salgono verso il soffitto, come se stesse cercando pazienza da qualche parte. Poi torna a guardarmi e sorride.
“ Dopo la scuola, mi spieghi bene. Però, durante la lezione, non guardarmi in continuazione i seni, o la professoressa ti dirà qualcosa.”
Mi irrigidisco. Ha ragione. Da qualche minuto non ho mai davvero distolto lo sguardo.
Provo a giustificarmi, goffamente:” D’accordo, ho di nuovo sbagliato. Però, se tu fossi venuta a scuola con la felpa larga, ciò non sarebbe successo.”
Lei non si scompone minimamente:” Roberto; mi sono vestita così apposta. Voglio chiarire con te, riguardo ieri.”
Aggrotto la fronte, confuso.
“ E cosa c’entrano le tue tette, scusa? “
La sua risposta arriva lenta, quasi enigmatica:” Sono un ottimo argomento; non credi? Hanno catturato la tua attenzione.”
Scuoto appena la testa.
“ Catturi la mia attenzione, anche quando non ti vesti così.”
La mia compagna di banco inclina leggermente il capo:” Però oggi ho voluto catturare la tua attenzione, ancora di più. Ho voluto i tuoi occhi tutti per me.”
La guardo fisso:” Ma i miei occhi sono già tutti per te; Lavinia.”
Il suo sorriso si addolcisce:” Lo so, Roberto; lo so.”
Respiro profondamente, cercando di riportare la conversazione su qualcosa di più concreto.
“ Lavinia; è una stupidaggine andare a parlare in un posto isolato, e lo sai anche tu.”
Lei non smette di sorridere, ma nei suoi occhi passa qualcosa di diverso:” È anche molto pericoloso.”
Resto in silenzio, mentre il rumore della classe riprende attorno a noi.
Già, la situazione potrebbe farsi molto pericolosa.
Oceano potrebbe venire a spiare Lavinia, fuori dalla scuola, se lei non risultasse abbastanza convincente.
E, a quel punto, la mia capitolazione sarebbe certa.
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