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LA CARTOMANTE ( CAP 106)


di chiara94
16.09.2025    |    763    |    87 5.7
"Ci hai lasciati in disparte!" Io gli tiro un violento schiaffo:" Non mi prendere per il culo! Ti ripeto: quale e' stato il vostro ruolo?" Lui inizia a piangere:" Valerio; te lo..."
Giulia ha il fiatone.
Deve aver corso.
Mi chiede:" Valerio; dove stai andando?"
Io le rispondo:" Devo sistemare una questione!"
Giulia mi chiede:" Valerio; ma di cosa parli?"
Intanto arrivano anche Fiammetta e Antonio, che si sistemano accanto alla compagnia.
Io le dico:" Giulia; il gioco dei puffi, e' finito! "
Lei mi risponde:" Valerio; a me piace cosi' tanto, come gioco!"
Io le rispondo:" Scusami; ma io non ho piu' tempo da perdere, con te!"
Giulia replica:" Valerio; ma che cosa sta succedendo?"
Io la saluto:" Ciao Giulia!"
Giulia corre dalla parte di mio padre:" Alberto; non partire. Cosa sta succedendo?"
Mio padre le risponde:" Giulia; ti avevo detto, di non esagerare; ma tu fai sempre di testa tua. Ne so, quanto te!"
Giulia gli propone:" Fatemi salire; risolviamo subito il problema!"
Mio padre mi guarda.
Io scuoto la testa:" No; il problema, l'ho creato io; e lo risolvo subito!"
Giulia mi chiede:" Valerio; ma di cosa stai parlando?"
Mio padre dice a Giulia:" Mi dispiace; Giulia. O inizi ad ascoltarmi, oppure finira' sempre cosi'. Solamente che, prima o poi, non si riaggiustera' nulla. E non so neanche se, questa volta, si riaggiustera'. Non ho mai visto Valerio, cosi'!"
Giulia obietta:" Alberto; ti giuro: non e' successo niente!"
Lui le risponde:" Forse per te ma, per Valerio; qualcosa e' sicuramente successo!"
Giulia replica:" Ma io non ne ho proprio idea; te lo assicuro!"
Mio padre le dice:" Giulia; solamente il fatto, che tu eri con quello la; e' una cosa, che puo' aver causato tutto questo! Cosa ti avevo detto, in proposito?"
Lei obietta:" Alberto;io non ho fatto nulla di male; e Valerio te lo puo' confermare!"
Mio padre urla:" A ME NON ME NE FREGA UN CAZZO SE, A VALERIO, LA COSA INFASTIDISCE! INFASTIDISCE A ME, LA COSA! CHIARO?"
Giulia gli risponde:" E come mai?"
Mio padre urla ancora piu' forte:" DIMMI, SE TI E' CHIARO, O NO!"
Antonio interviene:" Pero' non c'e' da urlare cosi'!"
Io scendo dalla macchina, andando davanti ad Antonio:" Se hai qualche problema con mio padre, ce l' hai anche con me. Te lo assicuro!"
Antonio obietta:" Fate tanto i gradassi, perche' avete il potere e i soldi!"
Io scuoto la testa:" Mi vieni a dare lezioni tu, che hai il coltello in tasca?"
Antonio resta in silenzio.
Io continuo:" Sono venuto io, a cercare Giulia? O e' venuta lei?"
Antonio mi fa il segno dei soldi:" Per questi, Valerio! Per questi!"
Io gli rispondo:" I soldi piacciono a tutte le ragazze. Giulia non e' diversa dalle altre."
Antonio replica:" Concordo. Pero' il motivo e' quello, e lo sai anche tu!"
Io gli domando:" Ma se la pensi cosi', come mai sei ancora in partita? Dal tuo discorso, sei gia' perdente in partenza!"
Lui mi risponde:" Io ero uscito dalla partita, ma qualcuna mi ha riportato in campo. Lo sai, vero?"
Io gli rispondo:" Lo so perfettamente! Solamente tu pensi, che io non lo sappia!"
Mio padre si avvicina anche lui, dicendo ad Antonio:" DA OGGI, TU STARAI A CINQUECENTO METRI, DA GIULIA!"
Antonio guarda Giulia.
Giulia si avvicina:" Alberto; pero' tu non puoi impormi, una cosa simile!"
Mio padre le risponde, urlando:" NE SEI PROPRIO SICURA? IO NON SONO UN COGLIONE, COME I TUOI GENITORI!"
Giulia lo guarda, rimanendo in silenzio.
Io intervengo:" No, papa'! Giulia puo' fare, quello che vuole!"
Lui mi risponde:" Ma, Valerio!"
Io replico:" No, papa'! In merito a quello che succede, dentro il mio territorio; decido solamente io. Te l'ho gia' detto, piu' volte!"
Antonio mi risponde:" Ma Giulia non e' piu' nel tuo territorio!"
Io gli rispondo:" Lo so perfettamente! L'ho fatta uscire io!"
Mio padre urla:" APPUNTO, VALERIO; SE NON E' PIU' DENTRO IL TUO TERRITORIO, POSSO DECIDERE IO!"
Io gli rispondo:" No, papa'; non puoi decidere ugualmente!" e rimango a fissarlo.
Mio padre obietta:" Valerio; se non le metto delle regole; Giulia non rientrera' piu', nel tuo territorio!"
Io gli rispondo:" Sono d'accordo. Ma, a quel punto, sara' una sua libera scelta. Giulia e' come una farfalla. Non sa stare ferma. Se la rinchiudi in un contenitore, muore!"
Giulia si mette ad urlare:" VALERIO; MI VUOI DIRE, COSA STA SUCCEDENDO? STAI DICENDO DELLE COSE, SENZA ALCUN SENSO!"
Io le rispondo:" Hai ragione, scusami. Comunque, tranquilla; puoi fare quello che vuoi. Mio padre non si intromettera'!"
Giulia obietta:" Valerio; tuo padre comanda su di me; lo sai benissimo. Mi mantiene lui. Dipendendo da lui, devo ascoltarlo!"
Io scuoto la testa:" Giulia; in qualunque caso, verrai mantenuta ugualmente. Devi fare, quello che ti senti!" e poi guardo mio padre:" Ora andiamo, papa'. Non vorrei arrivare tardi!"
Ma Giulia si mette a correre, e sale sui sedili di dietro:" Io, da qui, non scendo. Mi portate con voi. Voglio sapere, cosa sta succedendo!"
Io salgo sul sedile davanti, con mio padre.
Io le dico:" Giulia; tu non puoi venire, perche' non centri nulla!"
Lei mi risponde:" Valerio; ma perche' tutti questi segreti, con me?"
Io obietto:" Io li ho, come li hai tu!"
Giulia si mette a piangere:" Voglio il mio puffo tontolone!"
Io scuoto la testa:" Ora non sono il puffo tontolone!"
Giulia e' disperata:" Valerio; ti prego. Non farmi questo questo!"
Io la tranquillizzo:" Giulia; tu non centri niente. Ho sbagliato io. E devo rimediare, ad un errore fatto. Tutto qui. "
Lei mi domanda:" E come mai, tuo padre?"
Io la rassicuro:" Voglio che capisca, che ha un degno erede!"
Io prendo un fazzoletto, e lo passo a Giulia:" Giulia; asciugati le lacrime. Anzi, aspetta!"
Abbasso il finestrino:" Rosa, Fiammetta; venite un attimo!"
Loro mi raggiungono, e salgono in macchina.
Io dico loro:" Aiutate Giulia; a darsi una sistemata. Non puo' farsi vedere cosi', dai ragazzi!"
Le tre ragazze mi guardano, meravigliate.
Rosa mi chiede:" Valerio; puoi ripetere?"
Io chiedo:" Giulia; non devi passare del tempo, con un ragazzo? Michele o Antonio; chiunque sia, dei due?"
Giulia mi guarda, senza rispondermi.
Fiammetta prende il fazzoletto, e le asciuga le lacrime:" Giulia; vuoi che ti passi un leggero filo di trucco?"
Lei scuote la testa:" No, va bene cosi'. Ti ringrazio!"
Rosa le passa uno specchietto:" Guardati, Giulia!"
Giulia sorride:" Anche se ho pianto, sono sempre la piu' bella!" e poi mi dice:" Valerio; ci sentiamo dopo?"
Io le rispondo:" Giulia; ci sentiamo dopodomani!"
Lei e' sorpresa:" Cosa?"
Rosa le comunica:" Domani Valerio non viene a scuola!"
Giulia mi domanda:" e come mai?"
Io non le rispondo.
Giulia mi dice:" Valerio; dopo che fai, quello che devi fare; voglio vederti di persona!"
Io resto in silenzio.
Mio padre mi guarda, perplesso.
Giulia gli chiede:" Alberto;ma tu sai qualcosa?"
Mio padre le risponde:" Giulia; te lo ripeto. Hai fatto qualche casino?"
Io intervengo:" No, papa'! La colpa e' mia, e devo risolvere io, la cosa!"
Giulia insiste:" Valerio; voglio vederti di persona, piu' tardi!"
Io le rispondo:" Tu organizza con loro, e poi vi raggiungo!"
Lei mi dice:" Valerio; propongo alla compagnia, di mangiare una pizza. Tu ci raggiungi li! Ti prego!"
Io le rispondo:" Ok! Ma organizza, per le nove"
Giulia e le due ragazze scendono dalla macchina, e mio padre parte.
Mio padre mi chiede:" Valerio; cosa succede?"
Io gli rispondo:" Papa'; lo vedrai!"
Lui mi chiede:" Ma tu come stai? "
Io gli rispondo:" Benissimo", tornando a guardare la strada.
Mio padre mi dice:" Valerio; ma perche' sei svenuto?"
Io gli rispondo:" Quello non ha importanza!"
Lui mi fa presente:" Valerio; sei sicuro, di quello che stai facendo?"
Io gli rispondo:" si, papa'!"
Lui obietta:" Non mi sembra. Hai appena autorizzato Giulia, ad uscire con un ragazzo!"
Io concordo:" Lo so!"
Lui mi domanda:" Posso sapere il motivo?"
Io gli spiego:" Papa'; e'meglio sapere, o non sapere?"
Lui mi risponde:" Non capisco!"
Io replico:" Papa'; certe volte, alcune cose non si possono fermare. Neanche coi soldi e neanche con il potere. Arrivano, come uno tsunami; e distruggono tutto. Con pazienza, si puo' ricostruire il tutto. Un po' come e' successo, sulla terra. Ci sono state delle estinzioni, no? Pero' poi la vita e' ricomparsa!"
Lui mi chiede:" Cioe', fammi capire, Valerio. Giulia ti ha distrutto, ed ora cerchi di ricostruire il vostro rapporto?"
Io gli dico:" Piu' o meno. E, per questo, e' meglio sapere. Se so; so anche, che e' il momento di ricostruire!"
Mio padre inchioda la macchina:" Valerio; ma cosi' vuol dire essere coglioni!"
Io scuoto la testa:" No, vuol dire semplicemente essere realisti!"
Mio padre mi guarda:" Valerio; se una femmina lo fa una volta, lo rifara' anche con altri!"
Io concordo:" Lo so!"
Lui mi domanda:" E tu accetti di stare con Giulia, da cornuto?"
Io gli rispondo:" Io devo comportarmi da uomo, e basta. Il resto, non conta!"
Lui mi domanda:" Valerio; ma!"
Io lo blocco:" Papa'; anche i potenti sono cornuti. Non dimenticartelo mai. Quando si ha il marchio, non ce lo si puo' piu' togliere di dosso!"
Lui mi risponde:" Mi dispiace, Valerio!"
Io gli rispondo:" Papa'; ora devo pensare al presente!"
Arriviamo nel posto , che gli ho detto.
Gli dico:" Scendi con me, pero' lascia parlare me!"
Lui mi risponde:" Ok!"
Superiamo una prima stanza, ed accediamo in una seconda stanza.
Qui, due persone mi vengono incontro.
Una di queste mi dice:" Ciao, Valerio; come stai?"
Io gli rispondo:" Benissimo!", e lo colpisco con una testata, sul naso.
Lo colpisco in pieno e, il suo viso; e' subito una maschera di sangue.
L' altra persona e' pietrificata.
Non pensa neppure a reagire.
Ha avuto qualche secondo, per prendermi di sorpresa; ma non li ha sfruttati.
E cosi', il compito mi e' ancora piu' facile.
Mi avvicino anche a lui , e gli strappo l'orecchino, dal lobo di un orecchio.
Lui lancia un urlo disumano.
Io resto fermo.
Ma non basta.
Potrebbero ancora reagire.
E non sono venuto qui, per fare a botte.
Ma solamente per fare un discorso.
E cosi', tiro due calci sugli stinchi, ad entrambi; obbligandoli ad inginocchiarsi.
Uno dei due, mi chiede:" Ma perche'? Abbiamo fatto tutto quello, che ci hai chiesto di fare!"
Io lo guardo in silenzio.
Lui insiste:" Spiegami! Abbiamo eseguito alla lettera, le tue direttive!"
Io gli rispondo " Voi lo sapete, quale e' stato il vostro ruolo?"
Lui mi risponde:" Valerio; noi non avevamo alcun ruolo, in tutto cio'. Ci hai lasciati in disparte!"
Io gli tiro un violento schiaffo:" Non mi prendere per il culo! Ti ripeto: quale e' stato il vostro ruolo?"
Lui inizia a piangere:" Valerio; te lo giuro! Non so di cosa, tu stia parlando!"
Io lo prendo per i capelli, e glieli tiro:" Invece si, avete un ruolo ben preciso! Quello che gia' facevate: i guardiani!"
Lui urla:" VALERIO; MA DI COSA PARLI?"
Mio padre e' incredulo, vedendomi cosi
Le altre persone sono tutte in silenzio.
Il tizio, con il naso rotto, non dice nulla.
Quello, che tengo per i capelli, esclama:" Tu non ci hai mai detto, di controllare Giulia!"
Lo colpisco, con un altro schiaffo.
Mio padre e' bianco, in volto.
Non sta credendo, a cosa vede.
Io gli rispondo:" Fai anche lo spiritoso? Io non voglio alcun guardiano, tra i coglioni!"
Lui urla:" VALERIO; MA NON ERA NOSTRA INTENZIONE!"
Io gli rispondo:" Forse non era tua intenzione, ma sicuramente sua ", e guardo il tizio, con il naso rotto.
Lui mi risponde:" Valerio; ma dove abbiamo sbagliato?"
Io replico:" Siete due coglioni, tutto qui! E avete fatto i coglioni, con la persona sbagliata!"
Lui mi supplica:" Valerio; basta, ti prego! Ci hai massacrati!"
Io gli ordino:" Manda un messaggio e avvisa!"
Lui mi guarda:" cosa devo dire?"
Io gli rispondo:" La verita': che vi ho massacrati!"
Lui prende il telefono e manda un vocale:" Ciao, Valerio e' qui! Ci ha massacrati di botte!"
Io gli rispondo:" Ora, io e mio padre, ce ne andiamo!" e dico a mio padre:" Papa'; spiegagli cosa succede, se si mettono in mezzo!"
Mio padre dice loro:" Non so cosa sia successo; ma vi do un consiglio. Prendete il primo treno e sparite. Valerio e' stato cattivo? Molto. Ma voi non vi immaginate; quanto possa essere cattivo, io!"
Lui mi implora:" Valerio; ma dove andiamo?"
Io lo avviso:" Basta che stiate lontani, e che non vi intromettiate!"
Lui mi risponde:" Ok! Stai tranquillo"
Io gli rispondo:" Dal primo momento, ho capito che eravate due coglioni!"
Lui replica:" Valerio; tu ci hai usati! "
Io scuoto la testa:" No! Da oggi, ci saranno dei cambiamenti! "e
guardo gli altri:" Da oggi, il capo sono io, chiaro?"
Nella sala, regna il silenzio assoluto.
Sento un bip.
Non e' il mio cellulare.
Ma il cellulare di uno dei due, che ho massacrato.
Gli chiedo:" Cosa ha detto?"
Lui mi dice:" Ha detto, che ti vuole incontrare subito!"
Io gli rispondo:" Al parco, fra dieci minuti!"
Lui manda il messaggio.
Io aggiungo:" Mandate anche una foto, di come siete ridotti!"
Loro due si guardano.
Io insisto:" Muovetevi!"
I due si avvicinano, e scattano la foto.
Lui la manda.
Dopo un minuto, il mio telefono squilla.
Ma non lo guardo.
Tanto so gia', chi mi sta chiamando.
Intanto Ciro e Samuele sono in ginocchio, sanguinanti e malconci.
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