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E' un mondo difficile ( 13 )


di chiara94
14.11.2025    |    2.443    |    69 6.3
"" Gaia vuole mettere le cose in chiaro:" Francesco; io non sono una, che se la tira..."
Io guardo Greta, che non vuole sentire obiezioni, ripetendomi:" ok?"
Condotto dalla sua mano, decido di seguirla.
Ma, prima di uscire dall'appartamento, Daniele si rivolge a me:" I tuoi occhi si sono persi delle immagini fantastiche."
Greta si gira:" Ora avete rotto i coglioni."
I due rimangono spiazzati, dal cambio di atteggiamento di Greta :" Per un po' va bene, ma dopo diventate noiosi e pesanti."
Beppe prova a ribattere:" Greta; ma sei seria?"
Ma, con Greta, non c'e' partita.
Se decide una cosa, e' quella:" Per un po' sono stata al gioco, ma ora basta. Non sono venuta qui, per le stronzate;ma per cercare mia sorella."
Daniele e Beppe si arrendono, mentre Greta riesce a portarmi fuori dall'appartamento.

Appena fuori, mi appoggio alla parete.
Greta sembra spazientita:" Cosa c'e'; Giuseppe?"
Cerco di rassicurarla:" Niente, stai tranquilla."
Ma Greta non accetta la mia giustificazione:" No; Giuseppe. Ora parli. Non mi va assolutamente, che tu stia cosi'."
Voglio cercare di tenerle testa, cosi' ribatto:" Lo dici solamente, perché ti servo."
Greta mi rimprovera:" Giuseppe; spiegami il problema."
Non riesco a tenere dentro di me, quello che penso:" Non mi va, che quei due abbiano tue foto nuda."
Greta cerca una soluzione:" Le vuoi anche tu? Te l' ho chiesto prima. Cosi' la pianti, con queste sceneggiate."
La mia obiezione non tarda ad arrivare:" Greta; tu mi piaci, e non voglio che quel tipo di foto,sia in giro."
Lei e' perentoria:" Giuseppe; i tempi sono cambiati.Una foto nuda non e' una cosa scandalosa. E' quasi più la normalità, che l'eccezione."
Non riesco a condividere il suo pensiero:" Ma tu non sei la tipa. Tu sei la ragazza, dal due di picche facile! Uno non può avere le tue foto nuda."
Lei non accetta la mia risposta:" Neanche il mio ragazzo?"
Tento di incalzarla:" Uno di quei due, e' un tuo ex?"
Greta sospira:" Giuseppe; l'ho detto cosi'. Ti ho chiesto: il mio ragazzo può avere le mie foto nuda?"
La mia risposta non ammette repliche:" No, non può averle."
Greta si mette a ridere:" E glielo dici tu?"
Per un attimo, non so effettivamente, cosa risponderle.
Greta mi canzona:" E se fosse alto due metri, muscoloso, molto cattivo, e violento? Glielo impediresti lo stesso?"
Io le faccio notare, in modo serio:"Gli ruberei il cellulare, cosi' non le possederebbe più."
Greta ridacchia:" Giuseppe; sarebbe un'ottima idea! Ma come faresti a distrarre un armadio?"
La mia risposta e' decisa:" Anche i cani grossi si possono distrarre. Basta lanciare della carne. Tanta carne."
Greta e' scettica:" Ma e' molto pericoloso. Non si gioca coi cani grossi. Con un morso, ti staccano la testa."
Rimango fermo sulla mia posizione:" Pero' io non sono un codardo. Ti difenderò anche dai cani grossi."
Greta osserva:" Al centro sociale, ci saranno dei cani molto grossi."
Ha ragione; e non posso fare altro, che annuire.
Greta mi sfida apertamente:" Giuseppe, sei sicuro di voler andare avanti?"
Io, sicuro di me stesso, non arretro:" Andiamo, non vedo l'ora di arrivare."
Greta sembra apprezzare la mia risposta:" Anche io. Poche fermate e siamo li."
Mentre ci sediamo in metropolitana, la curiosità e' troppo forte:" Greta; ma veramente non ti infastidiscono quelle foto, in giro?"
Lei e' nuovamente perentoria:" Assolutamente no, Giuseppe."
Decido di osare:" Se tu fossi la mia ragazza "
Greta mi interrompe bruscamente:" Cosa?"
Per un attimo, batto in ritirata.
Già, lei non sara' mai la mia ragazza.
Pero' decido ugualmente , di chiederle una cosa:" Greta, ma quelle foto gliele hai mandate tu direttamente, o le hanno avute per vie traverse?"
Greta sbuffa:" Ancora, Giuseppe?"
Non riesco a fingere:" Non riesco a togliermi quella foto, dalla testa. Guardandoti, e' come se ti vedessi, con le tette di fuori."
Greta sembra spazientita:" Poi che altro?"
Io torno in difesa:" No, niente. E' che.!"
Lei si arrabbia proprio:" No, aspetta. Noi stiamo andando in un centro sociale, e ti si indurisce il pene?"
Io scuoto la testa:" No, no. Guarda." e mi alzo, con lei seduta.
La patta dei miei jeans, e' ad una decina di centimetri, dalla sua faccia.
Greta mi prende per un braccio:" Giuseppe; siediti subito. Non fare il maiale."
Che gaffe, che ho fatto.
Cerco di rimediare:" Greta, scusami. Non me ne sono reso conto. Non era mia intenzione. Ho fatto una figura di merda; lo so. Ma volevo dimostrarti;che io sono diverso."
Lei mi rassicura:" Ok, Giuseppe. Non e' successo nulla."
Ho fatto proprio una figura di merda.
Non ne combino una giusta con le ragazze.
Non ci so proprio fare.

Siamo arrivati.
Scendiamo e camminiamo, uno accanto all'altro.
Greta mi avvisa per l'ultima volta:" Giuseppe, sei proprio sicuro? Quando saremo li' , non potremo tornare indietro."
Io non arretro di un millimetro:" Lo so, Greta."
Greta cambia discorso:" Durante il viaggio di ritorno, stabiliamo le regole."
Rimango sorpreso da questa frase:" Quali?"
Con la sua risposta, e' più chiara:" Quelle del nostro rapporto. Te l'ho promesso, no?"
" Non mi deluderai, vero?", cercando una sicurezza impossibile.
"Io mantengo sempre le promesse."e' la sua risposta.
Ma sara' la verità?
Io ironizzo:" Oppure c'e' già la carta del due di picche, pronta per me."
La sua risposta e' lapidaria:" Per te, Giuseppe, non spreco neanche una carta."
Che botta, che ho preso.
Immaginavo che fosse stronza, ma non fino a questo punto.
Un altro la manderebbe a quel paese.
Io, invece, sono ancora qui, per lei.
Per non ottenere nulla. in cambio.
Vabbé, vediamola da un lato positivo.
Sarò meno invisibile.

Mancano circa duecento metri, al centro sociale; quando Greta si ferma, fissandomi:" Giuseppe; svegliati.Ti stavano prendendo in giro. Erano foto fasulle, fatte con qualche programma. Ed io sono stata al gioco. Tu non ti immagini, che fatica ho fatto, a trattenere le risate."
Io rimango allibito:" Quindi non hanno tue foto nuda?"
Greta scoppia a ridere:" Non ci sono proprio foto mie in giro, neppure vestita."
Io sono confuso :" Ma devono essere partiti da qualche tua foto, per ottenere quelle."
Lei sembra dubbiosa:" in effetti, hai ragione."
"tua sorella?", e' la prima cosa, che mi viene in mente di chiederle!
"Può darsi. Ha sicuramente tante foto con me. Ma sono tutte foto normalissime.", confermando quanto da me detto.
Io replico:" Ma come si permette, a mostrarle in giro, o ad inviarle?"
Greta ammette:" Hai ragione Giuseppe ma, essendo vestita, non ha commesso un delitto."
"Lo so; pero' vedi poi, cosa succede?", facendole notare una banale ovvietà.
La sue risposta e' ironica:" Beh, guardala sotto un'altro punto di vista. Da oggi, ho il mio cane da guardia."
Ma non trova la mia sponda:" Non scherzare; Greta. E' un problema serio."
Ma, a livello di idee, siamo totalmente all'opposto:" Giuseppe; svegliati. Se mi mettessi a ragionare cosi', non uscirei più. Se uscissi, potrei incontrare un maniaco, che mi violenterebbe. Se andassi in discoteca, potrebbero drogarmi o farmi ubriacare, per poi approfittarne. "
"Per questo, dovresti avere un ragazzo.", ribadendo il mio concetto
Me la sono andata a cercare, perché la sua risposta mi gela il sangue :" E chi ti dice, che non ce l'abbia già?"


Torniamo a Francesco.
Fausto prende la palla al balzo:" Inizio io. Sono Fausto,un sono vostro coetaneo. Teoricamente dovrei frequentare l'università, ma non ho voglia. Pero' se non mi fossi iscritto, i miei non avrebbero continuato a sganciare la grana."
Gaia gli chiede:" E con gli esami, come fai?"
" Sparo una serie infinita di balle. Tanto i miei genitori mica si mettono a controllare." e' la risposta di Fausto.
Gaia replica:" Ma non ti piacerebbe prendere una laurea?"
Fausto sembra sicuro del fatto suo:" Ma e' solamente un pezzo di carta. Non serve a nulla. Quello che conta, e' la pratica, e il modo di approcciarsi al lavoro. Chi va all'università, studia tanto sui libri, ma poi; alla fine,a cosa serve? Dopo che voi otterrete la laurea, appena metterete piede in un ufficio; cosa saprete effettivamente fare?"
Gaia sembra concordare:" Su questo, concordo. Io non mi sono ancora laureata. Ma tutto quello che sto studiando, non c'entra niente con il mio lavoro. La realtà e' tutta un' altra cosa."
Fausto approva:" Ti dico di più; Gaia. Tu lavori in un'assicurazione, giusto? E' più facile che uno stipuli una polizza, perché sei figa; piuttosto perché gli serva effettivamente. Tanto le assicurazioni inculano sempre, senza vasellina. Quando bisogna pagare, ti prendono per l'orecchio; quando devono sganciare, scompaiono."
Gaia si mette a ridere:" in effetti."
Fausto le chiede:" Tu stipuli molte polizze?"
Gaia resta vaga:" abbastanza"
Fausto e' sorpreso:" Avrei detto molte di più."
Gaia sembra divertita.
Valentina interviene:" Gaia; Fausto e' un marpione. Ci sta provando."

Io sbuffo.
Per un attimo, totale silenzio.
Non so, se mi stanno guardando.
Io non mi metto sicuramente a guardarli.
Non voglio dare loro, questa soddisfazione.
Gaia cerca di metterci una pezza:" Francesco; Valentina stava scherzando."
Io non voglio creare polemiche:" Come ho detto, sono solamente uno spettatore."
Al contrario di Valentina, che non riesce a stare zitta:" Uno spettatore arrabbiato."
"Uno spettatore poco interessato, a cosa succede intorno a lui." sono le mie parole, per chiudere il discorso.
Ma Valentina, non contenta, rincara la dose:" Ed allora perché non vai a casa?"
In mio soccorso, arriva Gaia:" Basta; Vale. Piantala."
Fausto cerca di rimediare:" Comunque Francesco; non ci stavo provando con Gaia.Ho fatto un po' il brillante, come faccio con tutte. Mi hai insegnato tu, a fare cosi'. Sei il mio maestro."
Io ironizzo:" Tanto non ci sta con te. Sei troppo stupido. Una che frequenta l'università e lavora; potrebbe starci, con un mantenuto di merda? Almeno non dirglielo. Ma quanto coglione sei?"
Le parole di Gaia sono decise:" Francesco; ma e' il modo di parlare?"
Io, senza affrontare il suo sguardo, pronuncio le seguenti parole:"Ma e' la verità. Ha voluto provare a fare il figo, rendendosi ridicolo. Senza di me, questi tre sono degli emeriti coglioni.Li ho creati io, questi tre; senza di me, si dissolvono come statue di argilla."
Gaia e' sicuramente irritata:" Francesco; ma sei impazzito? Ma che discorsi stai facendo?"
Io uso una metafora, per risponderle:" Gaia; i castelli di sabbia, sulla spiaggia,si dissolvono per la continua azione del mare."
Gaia non la vede come me:" Lo so! Sono già stata al mare.Pero' puoi dire gli stessi concetti, con altre parole."
Tento di accontentarla:" Va bene; Gaia. Fausto non e' un coglione; e' solamente un pirla, che crede di avere una barbie in mano; quando ha, davanti a lui, una ragazza furba e scaltra. Tu lo seppellisci dieci metri sotto terra, quando vuoi."

Gaia mi guarda male:" Francesco; ma tu pensi questo di me?"
Io chiarisco :" in senso positivo, ovviamente. Non fraintendere. Sei troppo, per quei tre."
Gaia vuole mettere le cose in chiaro:" Francesco; io non sono una, che se la tira. Questi discorsi, non mi piacciono. Siete tutti sullo stesso livello. Non ci sono ragazzi di serie a, e ragazzi di serie b."
Valentina e' perfida:" Infatti Mariano non e' sicuramente un adone."
Gaia la fulmina con lo sguardo.
Non ha sicuramente apprezzato il suo commento.
Valentina capisce subito:" Scusami; sto zitta."

E di nuovo tirano fuori quel nome.
Come se io non l'avessi capito.
Mi prendono per un coglione, ma non e' cosi'.
Ho capito benissimo, come stanno le cose.
Fausto ribadisce:" Francesco; non ci stavo provando con Gaia."
Io, sempre rimanendo a testa bassa, voglio dimostrare loro ,che non sono nato ieri:" Fausto; io non sono un coglione. E sei fortunato, che sono solamente uno spettatore."

Valentina si spazientisce, e cerca la sponda in Giacomo:" Ora basta. Giacomo; e' casa tua, intervieni."
Giacomo la guarda, incerto sul da farsi.
Ma Gaia, nuovamente, prende le distanze:" Vale; pero', anche tu, calmati. Francesco e' già una bomba;non e' il caso di accendere la miccia. Lascia gestire a me, la situazione."
Valentina non e' d'accordo:" Gaia; va bene, pero' non mi sembra giusto, nei confronti dei ragazzi. Non hanno detto o fatto nulla di male. Nessuno di loro ci sta provando con te, e tu lo sai benissimo."
Gaia annuisce:" Lo so. Ma Francesco non lo vuole capire."
Io sorrido ironicamente, e scuoto la testa; non concordando assolutamente.

Gaia riprende a parlare:"Discorso chiuso! Passiamo al prossimo, e' meglio. Nicholas?"
"Anche io sono vostro coetaneo. Studio psicologia." e' la sua risposta.
" Studi, o fingi di studiare?" e' l'ovvia domanda di Gaia, dopo aver sentito il racconto di Fausto.
Lui prende le distanze dal amico :" Io studio veramente. E ho preso anche degli ottimi voti, agli esami."

Non riesco a trattenermi:" Dico che il mantenuto di merda, non funziona; allora ci prova, facendo la parte del dotto."
"Francesco." esclama Gaia.
Mi aspettavo già, di venire ripreso.
Ma mi importa poco:" Ma dai; ma che bisogno c'era, di aggiungere dei bei voti. Voleva colpirti, solamente che ha sbagliato mira. Tu ora sei preparata."
Giacomo non accetta la mia reazione:" Cazzo; Francesco. Non hai proprio capito nulla. Hanno solamente cercato di smorzare la tensione.Nessuno ti vuole portare via Gaia; stai sereno."
Gaia approva:" Francesco; Giacomo ha ragione. Ora basta."
Io non continuo il discorso, tanto non avrebbe senso.

Gaia cerca di smorzare la tensione:" Continua pure;Nicholas."
Il mio amico e' spiccio:" E niente. Esco con loro, perché abbiamo le stesse passioni. Soprattutto per la play."
Gaia vuole la conferma:" Finito?"
Lui annuisce.
Gaia gli fa notare:" Sei di poche parole."
Lui le da ragione:" Si, del gruppo, sono quello meno faccia di culo!"
Gaia torna a ridere.
"Patetico." e' il mio intervento
Il mio amico sta per controbattere, ma Gaia lo blocca:" No. Ti prego, evitiamo polemiche. Se iniziate a ribattere ad ogni frase, non la finiamo più. Tocca a te; Giacomo."

Torniamo a Roberto.
Io le domando:" Un attimo; Lavinia. Io mi sono comportato male; e tu ti metti con Bruno, per farmi un dispetto?Tra l'altro, non mi sono neanche comportato male. E' da due giorni, che vengo preso in giro, deriso, umiliato. Ti ho proposto di cambiare banco, mettendo al primo posto la tua felicita'. E tu mi accusi, di essermi comportato male? "
Poso nuovamente le posate, e mi alzo in piedi, mettendomi il giubbotto.
Marta e' sorpresa:" Cosa fai, Roberto?"
Io cerco di mantenermi calmo:" Marta; ti ringrazio per il pranzo. Ora devo andare!"

Lavinia mi rimprovera subito:" Roberto; siediti."
Io cerco di ribellarmi:"No; Lavinia. Non vi siete comportate bene, a parlarmi cosi'. Sapete che ho preso una cotta, e mi parlate di Bruno? L' ho capito, che e' il tuo ragazzo. Pero' non e' il caso, che conficchiate il coltello, più a fondo, nella mia ferita. Mi volete vedere piangere? Non c'e' problema. Tanto non riesco più a trattenere le lacrime."
E le mie guance si bagnano di lacrime.
Lavinia si alza, e mi prende nuovamente, per mano:" Roberto; prendi il tuo piatto, e finiamo di mangiare, in camera mia. Solamente io e te. Devi scusarci; non pensavamo, che tu potessi reagire cosi'."
Io la guardo negli occhi, ricambiato dal suo sguardo, fisso sul mio.
Lavinia e' molto risoluta, e si mette a tirarmi :" dai, Roberto; vieni in camera mia, che finiamo di parlare."
Io non so proprio cosa fare.
Non ho esperienze passate.
Qualunque cosa faccia, potrebbe essere sbagliata.

Marta prova ad essere affettuosa:" Roberto ; posso dirti una cosa, come se fossi la tua mamma ? Non ti stai assolutamente comportando bene, con mia figlia. Lei è gentile e premurosa con te; e tu la colpevolizzi, solamente perché non ha scelto te."
Io nego:" Marta; ma io non la colpevolizzo. Però ci sono rimasto male."
Lavinia chiarisce :" mamma; Roberto mi ha idealizzata, come la ragazza, da sesso dopo il matrimonio."
Marta mi fa un discorso generale:" Roberto ; ma non funziona più, come cinquanta anni fa .Quel Bruno "
Lavinia non la lascia finire di parlare :" mamma; meglio che non aggiungi altro. Roberto è già scosso."
Marta sembra non avere la stessa idea di sua figlia:" Lavinia ; ma Roberto non può vivere nelle favole. La realtà è un'altra cosa."
Lavinia prova a farle capire:" lo so , ma Roberto è l'ultimo dei romantici."
Marta volge il suo sguardo, verso di me:" Roberto; sei un bravo ragazzo, sei molto dolce. Troverai sicuramente una ragazza, che ti vorrà bene ."
Io torno a piangere:" io voglio Lavinia."
Marta e Lavinia si scambiano un veloce sguardo.

Lavinia mi tira nuovamente e, questa volta, mi lascio tirare.
Mi accompagna in camera sua, si siede sul letto, e fa sedere anche me:" Roberto; finiamo di mangiare; ok?"
Io le confesso:" mi è passata la fame."
Lavinia prende il mio piatto:" ti imbocco io."
Io rimango totalmente passivo.
Lei, con molta pazienza, raccoglie i pezzi di mozzarella, l' insalata, ed i pomodorini; e me li fa mangiare.
Poi prende il tovagliolo e si avvicina a me.
Delicatamente mi pulisce le labbra, con il tovagliolo.
Infine mi asciuga le lacrime :" va meglio; Roberto ?"
Io singhiozzo:" si ."

Lavinia mi da un delicato bacio sulla guancia :" Roberto; oggi hai imparato una lezione."
"Quale?" anche se immagino già la risposta.
Infatti ribadisce, quanto già immaginavo :" il tuo fare lo stronzo e il non seguire le due semplici regole; mi porterà ad essere vendicativa ed a fartela pagare. "
Io provo a farle osservare :" Lavinia; ma visto che sei con Bruno, non credo che "
Lei mi zittisce:" ora non pensarci ",e prende la mia testa, con dolcezza; spingendola verso di sé.
Io la lascio fare.
Lavinia porta la mia testa, a contatto con i suoi seni.
La mia testa si appoggia tra le sue tette.
Sento la morbidezza e la consistenza di quelle due fantastiche colline.
Colline?
Sono due montagne, altroché.
Io tiro su lo sguardo, per guardarla negli occhi.
Lavinia abbassagli occhi , e i nostri sguardi nuovamente si incrociano.
Lavinia mi accarezza i capelli:" Roberto ; se imparerai a rispettare le regole, andremo d' accordo. Altrimenti."senza continuare la frase.
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