tradimenti
La cartomante ( capitolo 121 )
10.12.2025 |
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"“
Trovo il coraggio di chiederle:” e queste ragazze o donne, dove le trova?”
Lei mi spiega:” Valerio; ragazze..."
Devo aver capito male:” Scusa; puoi ripetere?”La sua risposta è sibillina:” Dovremo solamente fingere. Non ci sarà alcuna sorpresa o imprevisto. In questo modo risolveremo il problema di Michele.”
Non so perché, ma temo l’ennesima trappola:” io non farò mai una cosa del genere.”
Giulia sbuffa:” Valerio; ma hai capito? Mica faccio qualcosa davanti a te. Tu devi partecipare con me, ed impedire ad Antonio di partecipare. Saremo già tutti e tre preparati, su come muoverci.Non ci saranno improvvisazioni. Antonio non prenderà iniziative, come quando mise in mostra la mia figa, quella famosa sera.”
Rimango fermo sulla mia posizione:” non ci penso neppure. Non voglio sentire neanche parlare di questa cosa.”
Giulia prova ad insistere:”non devi farlo per me. Anche io eviterei. Fallo per Michele.”
Rimango sulla mia posizione:” assolutamente no, Giulia.”
Michele inizia a piangere:” Papa’; voglio che riuniamo la famiglia.”
Sono situazioni diverse?
No, alla fine e’ la stessa cosa.
Non c'è stato il sentimento.
Sono stati solamente dei pesi.
Dei contrattempi.
Ecco perché.
Riprendo la mia moneta in mano.
La stringo forte.
Vorrei schiacciarla, ma non riesco a piegare il metallo.
Comunque non la tiro fuori.
Giulia non e’ stupida.
E’ stata brava a capire dell’altra Giulia, e potrebbe nuovamente intuire.
Però non so, se lei sa quella cosa.
Cioè una la sa per forza, ma l’altra?
Una moneta è composta da due facce.
Una non basta.
Devo comunque smettere di fare i giochetti, o rischio che il mio piano non funzionerà.
Anche se non tutte le monete sono uguali.
Infatti si parla di monete diverse.
Questa di oggi e’ un’altra moneta.
Però non devo assolutamente sottovalutarla.
Se intuisse il mio piano, potrebbe mandarlo all’aria.
Infatti non dovrà assolutamente sapere quale sarà il mio costume.
Dovrà scoprirlo solamente, quando sarà troppo tardi.
E, a quel punto, non potrà più intervenire.
Anche se il mio piano contiene ancora una variabile, che non ho idea di come gestire.
Il mio piano potrebbe ritorcersi contro di me?
Chi lo sa.
Dovrò sempre ricordarmi il sasso.
Non si sa mai.
Adesso però non ho tempo di pensare a Michele:” ti devo parlare un attimo, da soli.”
Giulia dà un bacio sulla fronte a Michele:” Bambino mio; ci vediamo dopo. Fai il bravo.”
Comunque anche su Michele, dovrò stare molto attento.
Sicuramente c’è qualcosa, che non mi hanno detto.
Sono certo, che sia una trappola.
Ma l’obiettivo quale è?
Così su due piedi, non mi viene in mente nulla.
Dovrò rifletterci con calma.
E così io e Giulia ci allontaniamo.
Non voglio rimandare :” oggi vado da Brando, a spiegargli della montagna.”
Non rimane sorpresa della cosa:” Posso venire con te?”
Acconsento.
Del resto, speravo proprio che me lo chiedesse.
Altrimenti avrei dovuto chiederglielo io.
“ Devo andare a parlare con Antonio, ci vediamo dopo.” mi dice.
La solita Giulia, che non cambia mai:“ Però non mi dire più, che avete chiuso.”
La sua giustificazione e’ molto labile:” Valerio; devi capire che sono cose, che non si risolvono in un giorno. Abbiamo chiuso ma, in questo momento, abbiamo bisogno di dialogare. Lui ne sente proprio il bisogno, ed anche io. E’ stato un rapporto breve, ma molto intenso.”
Qualche giorno prima.
Sono con Giulia, a mangiare in un noto ristorante milanese.
Uno di quei posti, che pochi possono permettersi.
Dopo aver scelto dal menù, iniziamo a conversare:” Giulia; ti va di raccontarmi meglio del tuo ex?”
Lei appoggia una mano sopra la mia, iniziando a muovere le dita sul dorso della mia mano:” Valerio; c’e’ poco da dire. Lui è un ragazzo diverso.”
Non capisco cosa intenda con quella parola, e glielo chiedo:” In che senso?”
Giulia sospira:” Lui ha una concezione diversa della società. E’ uno che apprezza la libertà in tutte le sue forme. Per lui non esistono i belli e i brutti. E’ una stortura della società. E cerca di risolvere questo problema. Solamente che lo stato ha delle idee retrograde."
Continuo a non capire, e glielo ribadisco:” Giulia; puoi cercare di essere più chiara?”
Lei mi risponde:” Valerio; lui aiuta le persone che hanno dei problemi. A lui interessa la felicità delle persone.”
Le chiedo:” Fa volontariato?”
Continuando ad accarezzarmi il dorso della mano, mi risponde:”In un certo senso. Lui presenta delle ragazze, a delle persone che non piacciono. E li rende felici.”
“ Giulia; puoi ripetere?” mi affretto a dire.
Lei si stupisce delle mie perplessità:” Valerio; se il tuo lavandino perde, chiami l’ idraulico; giusto?Se buchi una gomma della macchina, vai dal gommista; giusto? E’ la stessa identica cosa. Ci sono ragazzi e uomini che non trovano delle ragazze, e si rivolgono a lui. E’ un servizio che offre.”
La guardo, sempre più dubbioso:” e questi ragazzi o uomini devono pagare, giusto?”
Giulia replica:” Ovviamente; Valerio. E’ il suo lavoro. Ma ha un tariffario onesto. “
Trovo il coraggio di chiederle:” e queste ragazze o donne, dove le trova?”
Lei mi spiega:” Valerio; ragazze. Le donne sono poco richieste.”
Incuriosito, le chiedo:” E come le avvicina?”
Giulia continua a spiegarmi:” Basta vedere come sono vestite le ragazze, per capire se hanno difficoltà economiche. Poi le avvicinavo io, e così verificavo se fosse effettivamente così.”
Insisto:” E per convincerle; come faceva?”
Lei mi sorride:” Ne parliamo un’altra volta; Valerio. Ora preferisco che parliamo solamente di noi due. E’ la nostra serata. Katia ha avuto veramente un’ ottima idea.”
Voglio però chiederle un’ultima cosa:” Scusami Giulia;un’ultima domanda. E come mai ti piaceva così tanto?”
Giulia sembra andare in trance:” Lui è così uomo.”
“ Cosa significa?” le chiedo.
Sempre come in trance, mi risponde:” Lui sa come si trattano le ragazze. Non è”
La blocco subito:” un coglione, come quel ragazzo davanti alla sala scommesse?”
Giulia mi sorride:” Valerio; comunque non ti preoccupare. Ci vediamo solamente per parlare.
Facciamo sempre dei lunghi discorsi.”
Io le domando:” E dove vi vedete?”
Giulia mi dice:” A casa sua, ma non pensare male. Sai, la gente e’ stupida, non capisce. Neanche a mio padre piace. Mia sorella se n'è andata via, per questo motivo. Lei non voleva essere giudicata. Io invece non ho voluto rinunciare alla ricchezza; però ovviamente questo ha fatto sì, che ci vedessimo di nascosto.”
La fermo:” E quando tuo padre vi ha scoperti, ti ha obbligata a lasciarlo.”
“Che ragazzo intelligente che sei;Valerio. Ma ora possiamo dedicarci a noi due?” mi chiede.
Torniamo al presente.
Basta farmi prendere per il culo dalle ragazze:” Fai quel cazzo che vuoi, tanto io ho già la ragazza.”
Giulia obietta:” Devi proprio essere fiero di quella Giulia. Ieri sera ho sentito Brando, e mi ha raccontato delle cose.”
Io le rispondo:” Non me ne frega niente. Deve piacere a me, non a voi.”
Giulia replica:” Ti dirà tutto Brando. Tanto a me non crederesti.”
Le do una spinta:” Vai da Antonio, che è meglio.”
Tutti quelli, in corridoio, si girano.
Alcuni si allontanano velocemente.
Giulia mi avvisa:” Valerio; mi hai messo le mani addosso in pubblico. Te ne rendi conto?”
Io la sfido:” Certo, che me ne rendo conto. E adesso il tuo bel Antonio deve fare qualcosa, o perderete i like.”
Intanto Antonio arriva, sicuramente avvisato da qualche ragazzo della scuola.
Rimane comunque in disparte, ad osservare la scena.
Il mio sguardo si rivolge a lui:” Ho spinto Giulia; devi intervenire. Io non ho paura ad essere sospeso, e tu?”
Giulia obietta:” Valerio; tuo padre ha i principi del foro, che ti hanno già salvato una volta. Tu vuoi provocarlo, per farlo sospendere e liberarti così di lui. Ma non ci riuscirai in questo modo.”, avvicinandosi ad Antonio, e prendendogli la mano:” Andiamo; non vale la pena perdere tempo con lui.”
Tutti i ragazzi della scuola si mettono ad applaudire.
La osannano.
Sento frasi del tipo: brava Giulia, sei grande, sei la numero uno.
Per non parlare di: siete la coppia più bella della scuola.
Antonio si ferma, sorridendo ed esclamando:” Grazie ragazzi; il vostro appoggio e’ la linfa vitale per il nostro rapporto.”
Io urlo:” Vuoi forse dire i like.”
Giulia interviene:” no, Valerio; la linfa vitale per il nostro rapporto e’ un’altra cosa.”
E partono nuovamente gli applausi, conditi da una frase che mi fa molto male: e’ l’uccello di Antonio che lo fa funzionare.
Giulia ed Antonio scoppiano a ridere.
Ed io non posso fare altro che subire.
Finita la ricreazione, torno in classe.
Antonio mi sta aspettando:” Valerio; se non sto al gioco, Giulia capirà tutto.”
Gli rispondo, senza neanche fermarmi:” E chi ti ha detto qualcosa?”
Il mio compagno di classe replica:” Valerio; fermati.”
Continuando a non guardarlo, gli dico:” Non abbiamo nient'altro da dirci.”
Ho sbagliato a comportarmi così.
Ho perso totalmente la testa.
Ed ora c’e’ un grosso problema.
Come faccio con Brando, oggi?
Non posso andare senza Giulia.
Devo sperare che lei mi venga a cercare.
Altrimenti sara’ un grosso problema e dovrò improvvisare.
E non posso scriverle.
Se le scrivessi, sospetterebbe.
Devo farmi venire un’idea.
Si, giusto.
Decido di mandare un messaggio a Brando.
Tanto ho il suo numero:” Ciao Brando, vengo a parlarti oggi. Così ti spiego tutto. Vengo da solo, senza Giulia.”
Devo sperare che abbocchi.
Altrimenti sara’ un grosso problema.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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