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E' un mondo difficile ( capitolo 40 )


di chiara94
08.03.2026    |    507    |    122 5.0
"Bruno ha ragione a mettermi in guardia, però devo ricordarmi che accanto a me c’è Lavinia:” Non lo so, ma me l'ha chiesto Lavinia..."
I miei tre amici si scambiano uno sguardo rapido, quasi sincronizzato, come se cercassero conferma di aver sentito davvero, quello che ho appena detto. L’aria si fa improvvisamente più pesante. Fausto aggrotta le sopracciglia e stringe la mascella, visibilmente infastidito; Giacomo spalanca appena gli occhi e inclina la testa, con quel espressione mista tra sarcasmo e disapprovazione; Nicolas, invece, lascia uscire un breve sospiro e guarda gli altri due, come per dire:” Ma Francesco l’ha detto veramente?” Non parlano, restando immobili, con un’ espressione offesa e incredula, stampata sul volto. Indecisi su come rispondere, aspettano l’intervento di una ragazza, che interviene puntualmente. Questa volta è Serena a parlare:” Francesco; puoi usare dei termini meno volgari? Ovviamente puoi scherzare e ribattere anche tu, ma evita di insultare.”
Non voglio protrarre lo scontro con le ragazze, però allo stesso tempo neanche arretrare. Devo mantenere la mia posizione. Pretendono rispetto, come io pretendo di essere rispettato:”D’accordo, hai ragione; scusami. Però voglio sottolineare una cosa: non sei tu che puoi darmi il permesso o meno, di come devo comportarmi.”

Gaia prende la mia risposta molto male. Il suo viso cambia subito espressione: da tranquilla diventa infastidita, quasi irritata. Non vuole sentire giustificazioni:” Francesco; visto che continui a fare il galletto, vai da solo a prendere le pizze. Forse ti serve stare un po' da solo e riflettere sul tuo comportamento. Da parte nostra, non c’è alcun astio nei tuoi confronti. Noi non ti stiamo facendo la guerra, sei tu che la stai facendo a me e a Serena. E non riesco proprio a capire il motivo. Ti rendi conto che, se non fosse stato per me, tu non avresti mai rivisto Serena?”
Sotto un certo punto di vista ha ragione, ma da un altro punto di vista è totalmente in torto, e glielo faccio notare:” Gaia; concordo solamente in parte. Tu hai fatto questa cosa, solamente per sbarazzarti di me.”
Dopo questa mia frase, l’apparente calma salta.Gaia rimane un attimo immobile, come se la frase l’avesse colpita in pieno. Subito dopo però scatta. Il suo viso si irrigidisce, gli occhi si spalancano increduli e la sua espressione passa rapidamente dalla sorpresa alla rabbia.
“Ma cosa stai dicendo?” esplode, alzando la voce molto più del normale. Il tono non è più quello di una discussione civile: è un urlo pieno di indignazione. Cerco di rispondere, ma il suo tono ancora più forte copre la mia risposta:” Sei ingiusto con me, interpreti sempre tutto nel modo peggiore possibile. Pensa a conoscere Serena e a meritarti la sua stima ed il suo rispetto, così poi avrai anche il mio rispetto e la mia stima.”
Le sue parole continuano ad uscire come proiettili di una mitragliatrice, accompagnate da sguardi duri. Non mi lascia neppure più rispondere:” Francesco; fatti una domanda: come mai con Corrado, Mariano e i tuoi amici vado d’accordo, mentre con te sono in perenne conflitto? E’ colpa mia o tua? Tra l’altro io e te andavamo molto d’accordo, poi ti è venuta la stupida idea di volerci provare con me, ed ecco i risultati. Volerci provare è un diritto, ma accettare un no è un dovere. Dammi una spiegazione sensata.”

Cerco la sponda in Valentina, che questa volta appoggia l’amica:” Mi dispiace Francesco; però Gaia ha ragione, sotto questo punto di vista.”
Mi sento profondamente spiazzato e tradito da Valentina. Fino a pochi minuti prima era dalla mia parte: lei stessa diceva che Gaia si era comportata male, che mi aveva dato delle aspettative e poi aveva fatto marcia indietro, scegliendo Corrado. Sembrava capire perfettamente come mi sentivo, quasi condividere la mia delusione.Poi, al improvviso, qualcosa cambia. Le sue parole prendono un’altra direzione, come se stesse riconsiderando tutto, o come se volesse prendere le distanze da quello che aveva detto prima. E io resto qui, con la sensazione che il terreno sotto i piedi si sia spostato. Valentina sembrava convinta che Gaia mi avesse illuso, che mi avesse lasciato credere in qualcosa, per poi scegliere Corrado. Sentirmelo dire da lei mi aveva fatto sentire capito, quasi sostenuto.Quando però ha cambiato atteggiamento, mi è arrivata addosso una sensazione di tradimento, difficile da spiegare. È come se, nel momento in cui pensavo di avere qualcuno che vedeva le cose come me, quella stessa persona si fosse tirata indietro. E questo mi lascia con un misto di amarezza, delusione e confusione. Adesso sono proprio tutti contro di me, sono rimasto completamente solo. Devo alzare bandiera bianca, di fronte a questo voltarmi le spalle della mia migliore amica:” Avete ragione, forse è meglio che vada a prendere le pizze.”
Valentina fa un passo verso di me, esitante. Probabilmente ha ripensato a poco prima, alle sue parole, al modo in cui ha cambiato posizione, quasi al improvviso. Quel suo voltafaccia che forse, in quel momento, le era sembrato necessario o istintivo. E capisce. Sul suo volto passa un lampo di consapevolezza, quasi un piccolo shock silenzioso. Si rende conto che non sono solo arrabbiato: sono ferito. Abbattuto. E che la ragione è lei.Non tanto per quello che è successo, ma per il fatto che, ai miei occhi, lei ha cambiato lato al improvviso. Come se mi avesse voltato le spalle, proprio nel momento in cui mi aspettavo che restasse dalla mia parte.
Valentina abbassa lo sguardo per un istante, come se quel pensiero le pesasse addosso. Quando lo rialza, nei suoi occhi c’è una miscela difficile da nascondere: senso di colpa, disagio.Resta lì, immobile per qualche secondo, cercando le parole giuste. Ma prima ancora delle parole, il suo sguardo sembra dire che ha capito esattamente perché sono così abbattuto:” Francesco; io ho provato ad aiutarti con Gaia, mi sono scontrata anche con lei; pero’ siamo arrivati ad un punto, in cui insistere e tenere la stessa posizione, sarebbe da stupidi. Gaia ha ribadito ancora una volta, che hai sbagliato a provarci con lei, e che devi accettare il suo no. A questo punto, cosa posso ancora dirle? Francesco; io sarò sempre dalla tua parte; purtroppo Gaia ha eretto un muro invalicabile, tra voi due.”

Gaia fissa Valentina con uno sguardo duro, tagliente. Non è uno di quegli sguardi distratti o infastiditi: è uno sguardo pieno, diretto, che non lascia spazio a equivoci. Le mascelle serrate, le sopracciglia leggermente abbassate, come se stesse trattenendo la pazienza a fatica.Valentina prova ad aprire bocca, forse per spiegarsi o per aggiungere qualcosa, ma Gaia la blocca, prima ancora che riesca davvero a parlare:” Ti ho già detto di non intrometterti.”
Le parole escono secche, senza alzare troppo la voce, ma con un tono che pesa più di un urlo. I suoi occhi restano piantati su di lei, pieni di rimprovero.Fa un piccolo gesto con la mano, quasi a fermarla:”Le tue parole buttano solo benzina sul fuoco.”
E’ inutile intervenire o ribattere, perché fondamentalmente la mia migliore amica ha fatto un discorso logico e senza pecche. Alla fine non possiamo sindacare, se Gaia abbia deciso di mettersi con Corrado. Deve piacere a lei, non a noi. Pur considerandolo un cretino, non posso far altro che rispettare la sua scelta.

Vista la mia completa resa, Gaia ammorbidisce la sua posizione:” Francesco; se vuoi che venga con te, chiedimelo; non dare mai nulla di scontato.”
Inizio a pensare che forse parlare con Gaia da soli, senza altre persone intorno e senza la confusione della discussione di prima, possa essere una soluzione. O meglio chiudere una falla, da cui sta uscendo molta acqua. In mezzo alle tensioni e alle parole dette a caldo, mi rendo conto che forse un confronto più tranquillo potrebbe aiutare a chiudere la situazione, senza continuare ad alimentare il conflitto.Anche io ho le mie colpe, devo smetterla di parlare di Corrado.In fondo Gaia è stata chiara: mi ha detto di no. Può piacermi o no, ma questo è il punto da cui partire. Continuare a rinfacciarle che ha scelto Corrado, o tornare sempre su tale decisione, non cambierà nulla. Anzi, rischia solo di peggiorare ancora di più le cose.Quindi mi viene da pensare che forse la cosa più sensata sia accettare quello che ha deciso, anche se mi fa male, e provare a parlarle con calma. Non per convincerla o per riaprire la questione, ma solo per chiarire quello che è rimasto sospeso e mettere fine alle ostilità. A volte una conversazione più diretta e sincera, lontana dal caos e dalle emozioni del momento, può essere l’unico modo per chiudere davvero un capitolo:” Gaia; hai piacere ad accompagnarmi a prendere le pizze?”
La risposta di Gaia è quasi come una pugnalata alle spalle. Dopo tutto quello che è successo e la tensione che già c’è nel aria, mi dice con tono freddo:” No Francesco; non vengo con te a prendere le pizze. Preferisco restare in casa, perché la compagnia qui dentro è più piacevole.”
La frase arriva secca, quasi buttata lì, ma il significato pesa molto più delle parole. Non cerca neanche di fare dei giri con le parole. Non è solo il fatto di non voler venire con me: è il modo in cui lo dice, come se la mia presenza fosse diventata improvvisamente sgradita.
In questo momento mi accorgo che mi ha preso nuovamente in giro, davanti a tutti. Le sue parole suonano come una presa di distanza netta, un modo per farmi capire che preferisce stare con gli altri, piuttosto che passare anche solo pochi minuti con me. E questa sensazione di esclusione resta qui, pesante, mentre la situazione diventa ancora più tesa e amara. Questo è il modo peggiore per chiudere un rapporto.
Intanto i miei amici ridacchiano, ripresi da Serena, anche lei ridente:” Smettetela, per colpa vostra rido anche io.”
Giacomo fa il buffone:” Deve essere caduto un meteorite in testa a Francesco.”
Serena e gli altri ragazzi non trattengono le risate, e vengono anche amplificate dal ulteriore frase di Fausto:” Perché non cantiamo tutti assieme: Francesco non si merita la figa.”
Anche Serena si comporta da pagliaccia:" Non conosco il testo,altrimenti sarebbe un'ottima idea."

Valentina osserva la scena e,a poco a poco, qualcosa nel suo viso cambia. Al inizio prova a restare composta, ma quando capisce davvero cosa sta succedendo, il suo sguardo si fa sempre più teso. Gli occhi iniziano a diventare lucidi.Non piange ancora, ma è chiaro che le lacrime sono lì, trattenute a fatica. Sbatté le palpebre un paio di volte, come per respingerle, ma lo sguardo tradisce quello che prova: un misto di vergogna, dispiacere e rabbia per quanto sta succedendo.Mi guarda, poi guarda gli altri.Il fatto che io venga preso in giro così apertamente, mentre sono già visibilmente a terra, la colpisce più di quanto riesca a nascondere. Le labbra tremano appena, come se stesse per dire qualcosa , ma le parole restano incastrate in gola. Per difendermi? Per frenarli? Chi lo sa.
Intanto Valentina abbassa lo sguardo per un istante, inspirando lentamente.Quando lo rialza, gli occhi brillano ancora di più. Non è solo tristezza: è il peso della consapevolezza. Sa che, in qualche modo, anche lei e’ causa di quanto stia succedendo, ed essere bersaglio degli altri, mentre io reagisco a malapena.Rimane ferma, e si vede chiaramente che sta lottando per non lasciarsi scappare le lacrime. Perché vedermi così, le fa male più di quanto si aspettasse.
Oltre a non ridere io e Valentina, questa volta stranamente non ride neanche Gaia. Ha lo sguardo sicuro, fiero, rivolto verso di me. Un sorriso appena pronunciato compare sul suo volto, quasi a dimostrazione di avermi dato una lezione come si deve. Visto il mio totale silenzio e immobilismo, Gaia mi dice:” Francesco; vai a prendere le pizze. Quando tornerai, sarà tutto dimenticato. Nessuno ce l’ha con te.”

Sto per uscire per andare a prendere le pizze da solo, ma dentro di me il pensiero che mi accompagna è un altro. Mentre mi avvio verso la porta, mi passa per la testa che questa potrebbe essere l’occasione perfetta, per andarmene davvero. Sparire, senza tornare indietro, senza rivedere nessuno questa sera. Un modo semplice per sottrarmi a tutta questa tensione, a quelle parole che mi fanno ancora male. Non dico nulla ad alta voce, ma probabilmente qualcosa si legge sul mio volto. Il modo in cui abbasso lo sguardo, il silenzio improvviso, quest’aria più chiusa e distante. È come se stessi già prendendo le distanze da tutto.
Gaia sembra accorgersene. Mi guarda, per un momento, più attentamente del solito, quasi cercando di capire cosa mi stia passando per la testa. Nel mio sguardo forse c’è qualcosa di chiaro: la possibilità concreta che, una volta uscito da quella porta, potrei anche non tornare più. E ho la sensazione che lei lo intuisca, anche se nessuno dei due lo dice apertamente. Essendo riuscita a leggere dentro di me ed intuendo le mie intenzioni,Gaia mi prende nuovamente per un braccio, per potermi parlare, senza che gli altri sentano:” Francesco; non fare stupidaggini. Vedi di tornare. Adesso io parlo con tutti loro e ti tratteranno tutti bene, quando tornerai. Ricordati che, io e Serena, siamo qui principalmente perché ci sei tu. Se tu te ne vai, ce ne andiamo anche noi.”

Torniamo a Roberto.
Dopo che Patrizia è fuggita, sconfitta e umiliata da Lavinia, la stanza sembra improvvisamente più grande e molto più silenziosa.Davanti a me c’è Lavinia. Non è più distratta dalla presenza dell’altra: adesso tutta la sua attenzione è su di me.E questo cambia tutto.Adesso può concentrare tutte le sue forze e le sue energie su di me.Il mio respiro si fa più lento, ma anche più pesante. Sento il peso della situazione sulle spalle, perché so che quello che è appena successo, è stato uno scontro tra loro due, con me in qualche modo al centro di quella battaglia. E ora non c’è più nessuno a fare da barriera.Lavinia mi guarda con un’espressione difficile da decifrare: un misto di soddisfazione per la vittoria appena ottenuta e qualcosa di più profondo, quasi una domanda silenziosa, che pretende una risposta.Io abbasso lo sguardo per un momento, cercando le parole giuste, ma non ne trovo. La tensione è palpabile, come se ogni gesto, ogni frase possa cambiare completamente l’esito di ciò che succederà adesso. Quel vediamo mi lascia tanti dubbi ed e’ un indizio di una strada verso l’ignoto. Cosa mi riserverà la serata? Improvvisamente mi rendo conto che questa è la parte più difficile da affrontare.

Torniamo in sala, e qui troviamo i miei due compagni di classe.in piedi al centro della pizzeria, come due statue tese dalla rabbia.Entrambi hanno le braccia incrociate sul petto, in una posa rigida che tradisce più frustrazione che sicurezza.Bruno tiene la mascella serrata. Il suo sguardo fisso su Lavinia, le sopracciglia corrugate e il respiro pesante, lo fanno sembrare sul punto di esplodere.Accanto a lui, Luca non è da meno. Anche lui ha le braccia strette contro il corpo, le dita che tamburellano nervosamente sul braccio. Il suo volto è teso, gli occhi pieni di irritazione ed incredulità. Ogni tanto guarda Bruno, per ripetergli:” Adesso quella ci sente.”
Lavinia sicuramente ha sentito il ripetersi di quella frase, ma non sembra per nulla preoccupata.Il primo ad avvicinarsi è Bruno:" Lavinia; si può sapere cosa sta succedendo?", cercando di mantenere la calma per quanto possibile, sebbene si veda che la rabbia lo stia consumando da dentro.
La mia compagna di classe non fa caso a tutta questa serie di gestualità,limitandosi a:" Mangiamo una pizza con Oceano."
Bruno inizia a ridacchiare, scuotendo la testa, e coprendosi il viso con le mani, prima di dire:" Io e Luca non siamo dei coglioni. Mi dispiace, ma la risposta è no."
La voce di lei è piatta, controllata, senza traccia di provocazione né di difesa. Non ha bisogno di alzare il tono: è proprio l’assenza di emozione a rendere le sue parole più pesanti. La frase di Bruno non ha alcun effetto su di lei.Come se la rabbia del mio compagno di classe fosse solo rumore di fondo:” Un no su cosa? Non siete stati invitati.”
Subito dopo Lavinia distoglie lo sguardo, con l’aria di chi ha già chiuso la questione nella propria mente, lasciando Bruno ancora intrappolato nella sua frustrazione.
Intanto Luca raggiunge Bruno:" Ma tu hai parlato al plurale."
Lavinia risponde, senza dare troppe spiegazioni :" Io e Roberto."
Bruno mi guarda, totalmente spaesato e confuso:" Roberto; ma cosa stai a farci? Ci conosciamo da anni, ti ho spiegato mille volte come ci si comporta con le ragazze. Questa è una cazzata galattica. Ti mettono al centro del tavolo, per fare la candela. Il tuo ruolo non può essere nessun altro."

Resto in silenzio mentre Bruno parla, senza interromperlo. Fuori cerco di mantenere un’espressione neutra, quasi impassibile, ma dentro di me qualcosa si muove.Le sue parole continuano a ronzarmi nella testa.Una parte di me vorrebbe liquidarle, in quanto esagerate, perché è solo rabbia o gelosia a parlare. Sarebbe la cosa più semplice da fare, ma non ci riesco davvero,perché in fondo lo so. Bruno non sta parlando a vuoto.Mentre lo guardo, con quel aria dura e le braccia incrociate, sento crescere dentro una sensazione scomoda, quasi un peso nello stomaco. È quella fastidiosa consapevolezza che arriva, quando qualcuno dice qualcosa che non vorresti sentire, ma che riconosci come vera.Abbasso lo sguardo per un momento, evitando di incrociare gli occhi di chi mi sta davanti. Non voglio che si accorgano di quello che mi passa per la testa.Dentro di me lo ammetto, anche se solo in silenzio.Bruno ha ragione a mettermi in guardia, però devo ricordarmi che accanto a me c’è Lavinia:” Non lo so, ma me l'ha chiesto Lavinia."
Bruno è ancora più pesante con le parole:" Roberto; se Lavinia ha scaricato me, ha scaricato anche te. Io sono molto più bello di te, oltre che ricco e simpatico."
Lavinia non mi da tempo di pensare a queste parole. Mi prende per mano, per farmi capire di muovermi; non sottraendosi dal rispondere:" Pensate solamente a lucidarmi le scarpe; voi due.”

I miei due compagni di classe restano immobili davanti alla risposta di Lavinia, come se per un attimo il tempo si fosse fermato. Luca è il primo a reagire. I suoi occhi si spalancano leggermente, increduli, e la bocca si apre come per dire qualcosa. Si vede chiaramente che vorrebbe ribattere, che dentro di lui sta già nascendo una risposta, forse una protesta, forse qualcosa di più duro. Ma Bruno lo anticipa. Senza nemmeno guardarlo davvero, allunga una mano e lo afferra per un braccio, stringendolo con decisione. Il gesto è rapido, quasi istintivo, ma pieno di significato. Bruno non lo guarda, perché i suoi occhi sono su Lavinia, che non lo sta minimamente considerando. Il mio compagno di classe si accorge di questa totale indifferenza di Lavinia, decidendo comunque che non vale la pena replicare.Luca si volta verso di lui, ancora carico di rabbia e frustrazione, ma lo sguardo di Bruno è sufficiente. Non serve dire nulla. Per un momento restano così, in silenzio.Poi Bruno lo tira leggermente verso di sé e comincia ad allontanarsi. Luca resiste solo un istante, poi si lascia trascinare, lanciando ancora un ultimo sguardo indietro, pieno di incredulità.In pochi passi si dirigono verso l’uscita.E se ne vanno insieme, lasciando dietro di loro un’aria pesante e una maggior sensazione di smarrimento anche dentro di me. Fuori Patrizia, fuori Bruno, fuori Luca; il prossimo sarò io?

Intanto ci avviciniamo al tavolo e subito lascio la mano di Lavinia, che si accorge del mio gesto improvviso. Si gira a guardarmi, chiedendomi:” Tutto bene; Roberto?”
Con un leggero cenno del capo, le faccio capire che va tutto bene, seppure stia mentendo. Non va tutto bene, sono nervosissimo. Le parole di Patrizia e di Bruno continuano a ronzarmi in testa. Anche Oceano ha percepito il mio gesto, limitandosi ad uno scambio di sguardi con la mia compagna di classe.
Per stemperare la tensione, è lui a fare la prima mossa:" Piacere, mi chiamo Oceano"
Mi presento anche io, e Lavinia interviene a completare la presentazione:” Roberto; Oceano è un giocatore di rugby, molto bravo.Gioca nella massima serie."
Alla fine è sempre la stessa storia. O le ragazze cercano uno coi soldi, oppure uno di quei ragazzi che attirano l’attenzione appena appaiono. Qualcuno bello, sicuro di sé, magari anche famoso o comunque ammirato da tutti. Uno di quelli che non devono nemmeno provarci troppo, perché il mondo sembra già girare intorno a loro.Oceano è un ragazzo così, io non sono niente di tutto ciò. Abbasso lo sguardo per un attimo, con una specie di sorriso amaro che mi passa sul volto. In mezzo a tutti questi pensieri, mi rendo conto di quanto mi senta fuori posto, quasi ridicolo per non aver ascoltato Bruno e Patrizia. Alla fine, nella mia testa la conclusione arriva da sola. Oceano è il ragazzo ideale per Lavinia, non sicuramente io.

Il ragazzo si accorge del mio disagio, e prova a coinvolgermi in un discorso:” Roberto; tu fai sport?"
Pur vergognandomi, ammetto:" Solamente ginnastica a scuola."
Intanto ci siamo seduti, e Lavinia resta in disparte, lasciandoci conversare.
Oceano cambia improvvisamente argomento:" Perché non hai raggiunto me e Lavinia, l'altro giorno?"
A questa domanda non so proprio cosa rispondere. Sembra quasi che un mago mi abbia lanciato un incantesimo, paralizzandomi. Non mi escono le parole di bocca. Passano i secondi, cosicché Lavinia decide che è meglio intervenire:" Il mio compagno di classe è timido, le ragazze non l'hanno mai considerato."
Oceano le fa notare:" Però era in pizzeria con una ragazza."
La mia compagna di classe obietta:" Quella non era una ragazza, ma un concentrato di cattiveria."
Questa risposta stupisce Oceano :" Lavinia; non ti sembra di esagerare?"
Come al solito, Lavinia tira dritta per la sua strada. Le obiezioni delle altre persone non la smuovono e non le fanno cambiare opinione:" All'inizio mi sembrava una che potesse andare bene per Roberto, ma poi, sentendola parlare, ho capito che non era così."

Sono al tavolo con loro, ma ho la strana sensazione di essere diventato trasparente. Oceano e Lavinia stanno parlando tra loro, come se io non fossi davvero presente. Le loro voci riempiono la stanza, si scambiano frasi, osservazioni, piccoli commenti; eppure io sono solo lì accanto, spettatore di una conversazione che mi riguarda direttamente.La cosa più assurda è proprio questa.Stanno parlando di me.Sento il mio nome uscire dalle loro frasi, accompagnato da uno sguardo veloce nella mia direzione, e poi tornano subito a guardarsi tra loro. Rimango in silenzio per un po’, ascoltando, cercando di capire cosa intendono davvero. Le ultime parole di Lavinia, però, mi colpiscono più delle altre. Ha detto qualcosa su di me, con una sicurezza che mi ha spiazzato, come se avesse affermato una verità evidente.Quelle parole mi restano addosso.Sento crescere il bisogno di capire cosa intendesse davvero. Così, dopo qualche secondo di esitazione, interrompo quel dialogo, in cui finora ero rimasto ai margini:” Lavinia; mi andava bene perché era brutta? "
Entrambi mi guardano, con Lavinia che cerca di rassicurarmi:" No, Roberto; non per quello. Quando vi ho visti assieme, ho sentito dell'energia positiva tra voi due. Però poi Patrizia si è scagliata contro di me. E c'era un altro problema, ancora più grande. Anche se tu ti fossi messo con Patrizia, avresti continuato a guardare le ragazze belle come me. E Patrizia avrebbe sofferto molto questa cosa, e avreste litigato in continuazione."

La spiegazione di Lavinia ci può anche stare, ma non ho tempo di riflettere approfonditamente, perché anche Oceano prova a rincuorarmi:” Roberto; una persa, cento trovate."
Abbasso lo sguardo, preso da un momento di tristezza:" E’ vero che c’è questo detto, ma vale solamente per i ragazzi belli come te."
Obietta::" Roberto; avrai altre qualità. Le ragazze non guardano solo quello. Altrimenti i brutti resterebbero single per tutta la vita."
Lavinia rafforza la posizione di Oceano:" Già, Roberto mi fa proprio tanta tenerezza."
Quando sento quelle parole uscire dalla sua bocca, mi manca la terra da sotto i piedi. Rimangono sospese nel aria, semplici, quasi dette con naturalezza. Ma dentro di me hanno l’effetto di qualcosa che si rompe di colpo.Sento lo stomaco stringersi.Tenerezza può avere un significato positivo, se letta nel significato di protettivo. Nel gergo comune, provare tenerezza vuol dire vedermi come uno sfigato. E poi dire questa cosa davanti ad Oceano.
Cerco di restare fermo, di non farlo vedere troppo, ma dentro di me tutto si svuota al improvviso. I pensieri si accavallano, le parole che avrei voluto dire spariscono, e rimane solo quella sensazione pesante di essere arrivato a una verità che già sapevo, ma che volevo far finta di non vedere.

Ormai Lavinia riconosce i miei stati d’animo, e così prova a rimediare, o a darmi un piccolo contentino:” Domani torno in banco con te, ok?"
Ancora una volta mi limito ad un breve cenno con il capo, per sembrare presente e che vada tutto bene, ma non è assolutamente così. Sarei dovuto andare via con i miei due compagni di classe, o con Patrizia.
Visto il mio silenzio, Oceano cambia argomento:" Lavinia; domani pomeriggio usciamo?"
Sul viso della mia compagna di banco compare un sorriso. Probabilmente non vedeva l’ora, che lui glielo chiedesse :" Certo; mio bel gorilla. "
Oceano le accarezza I capelli:” Sei tenera.”
Una, due, tre volte, la mano di Oceano attraversa la folta chioma di Lavinia, per sentire i suoi soffici capelli, e godere di quelle inimmaginabili sensazioni per uno come me.
Lavinia apprezza quelle coccole:” Dopo mi fai i grattini in testa.”
Sentendo queste reciproche smancerie, mi passa totalmente la voglia di mangiare.
Avrei voglia di alzarmi ed andarmene, ma non ho proprio idea di come fare.
Non sono neppure una candela al centro del tavolo: non esisto proprio.
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