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E' un mondo difficile ( capitolo 25 )


di chiara94
27.12.2025    |    616    |    63 7.0
"Anche perché dovrò già esserle riconoscente tutta la vita, per la giornata passata assieme..."
Io rimango di sasso.
Mi sta nuovamente mandando via.
Valentina si mette in mezzo:” Gaia; adesso Francesco si calma. Non è necessario mandarlo via.”
Gaia non ne vuole sentire parlare:” invece è meglio che Francesco aspetti fuori. Ho avuto già fin troppa pazienza.”
Ed io non ne ho avuta?
Non mi merito questo trattamento, ma non posso fare altro che accettare la sua decisione.
Non accettandola, peggiorerei solamente le cose. .
E cosi prendo il mio zaino, per andarmene..
Però Valentina non demorde, e si intromette nuovamente:” Gaia; è un errore.”
Questa volta a rispondere è Corrado:” Valentina; Gaia ha ragione. Francesco ha bisogno di una boccata d'aria”
Ho una voglia pazza di tirargli un pugno in faccia, ma non posso farlo.
Decido quindi di far finta di nulla e provare ad andarmene, ma ancora Valentina mi blocca:" Francesco; niente scenate."
A testa bassa, le do una leggera spinta.
Rimanendo lì, temo di poter perdere la testa.
Ovviamente Gaia non fa nulla per bloccarmi.
Probabilmente lei e' solamente contenta che mi levi dai coglioni.
E così vado fuori a sedermi su una panchina.

Mi sono comportato male?
Si, ma in seguito ad una provocazione.
Sono stato volutamente provocato e ci sono cascato.
Probabilmente si sono messe d’accordo, per farmi scoppiare
Gaia preferisce uscire con Corrado, e non ha avuto il coraggio di dirmelo.
Magari inizialmente era d’accordo ad uscire con me, però poi ha cambiato idea.
E ha chiesto aiuto a Corrado, che l’ha aiutata alla grande.
E’ riuscito a farmi scoppiare, dando a Gaia una scusa per non uscire con me.
Le possibilità sono due: o verrà Valentina ad avvisarmi, o non faranno neanche quello.
Domani mi diranno: coglione; avresti dovuto capirlo.
Gruppi di ragazzi e ragazze escono dal università, felici e sorridenti.
Invece io sono qui a commiserarmi.
Ma perché resto qui, seduto?
Loro tre usciranno, e rideranno di me.
Perché dar loro questa soddisfazione?
Mi alzo per andarmene, quando una voce mi chiama:” Francesco; andiamo?”

È Gaia.
Non mi aspettavo che arrivasse.
Rimango sorpreso nel vederla, non sapendo cosa dire.
Gaia mi sorride:”Ti è servito prendere un po'd'aria? Adesso sei tranquillo?.”
Dopo quanto successo, come fa a far finta di nulla?
Ribatto :” non pensavo che venissi.”
Lei mi chiede:” ti sei fatto un altro film in testa,vero ?”
Il silenzio e' la migliore cosa.
Ditemi voi.
Sono pazzo io o e’ stronza lei?
Le confesso:” mi sono sentito di troppo.”
Gaia mi rassicura:” se fossi stato di troppo, ci saremmo allontanate da te.”
Riprendo a stare in silenzio.
Le giustificazioni di Gaia non mi convincono:” ho chiacchierato con un ragazzo, che è molto spigliato. Si è comportato un po 'come Mariano, e come i tuoi amici. Ha fatto un po' il galletto. Dopo che sei andato via, gli ho chiesto se ce l'ha con te, e mi ha garantito di no. Perché se ce l'avesse con te, sarebbe un problema.”
" in che senso?” le chiedo.
Mi risponde:” nel senso che in quel caso il mio rapporto con lui terminerebbe.”
Non posso accettare una simile frottola:” Gaia ; si vede, che preferisci lui. “
Ha sempre una scusa pronta:” Francesco; ma io non posso intervenire, per prendere le tue difese. Anche tu devi comunque saperti adattare. Ha fatto una battuta stupida sulla velina? Rispondigli con una battuta, come ti ha detto. Ma non fare l’arrogante geloso, che fai ridere tutti.”
Le ricordo le sue parole:” Sei un cioccolatino al latte, con croccante.”
Gaia si mette a ridere:” Scusami Francesco; e allora? Ho fatto una battuta. Non eri neanche coinvolto nel dialogo, quindi non puoi recriminare nulla.”
Ironizzo:” Già, non ero coinvolto nel dialogo.E’ proprio questo il problema.”
Gaia mi fa notare:” Francesco; Valentina si è inserita. Avresti potuto farlo anche tu.”
Scuoto la testa, sorridendo.
Lei insiste:” E’ così; Francesco.”
Replico:”Quando sono tornato, gli hai permesso di darmi delle lezioni di vita, che erano proprio fuori luogo. Per non parlare del fatto, che ti sei messa a ridere, quando ti ha chiesto se sono innamorato di te.”
La sua risposta non mi convince molto:” Infatti ho tardato proprio per chiarire la tua prima obiezione. E, sulla seconda, sono mortificata. Ho ferito i tuoi sentimenti, comportandomi da stupida. Scusami.”
Voglio andare fino in fondo ormai:” E quando ti ho chiesto dello scambio di sguardi, riguardo la sua domanda sul uscita?”
Si giustifica:” Francesco; ha fatto una semplice domanda. Il mio sguardo era per fargli capire di non creare ulteriore tensione.”
Sarà sincera?
Dubito.
Oso fare una domanda molto pericolosa:” Ma sei sicura che non preferiresti uscire con Corrado?”
La sua risposta riesce a innervosirmi:” Francesco; non sono qui per fare la classifica delle mie preferenze. Sono qui per uscire con te.”
Ribatto:” Gaia; per me è importante saperlo.”
Vuole chiudere il discorso:” Francesco; io non faccio la classifica degli amici. Siete tutti nella stessa posizione.”

E’ meglio che non insista.
Rischio solamente di irrigidirla ancora di più.
Ormai sono curioso di sapere cosa ha in mente:” Gaia; dove preferisci andare?”
Con molta disinvoltura, mi risponde:”Francesco; lascio decidere a te. Proprio perché non so, dove mi porterai; ho preferito optare per un look meno sportivo.”
In effetti, oggi Gaia e’ vestita diversamente, rispetto il solito.
Ha una lupetto leggera bianca, con sopra una giacchina nera.
Due bottoncini le chiudono la giacchina, nascondendo solo parzialmente le sue grosse tette.
Un pantalone elegante attillato di colore nero, con ai piedi degli stivaletti leggermente a punta.
Stivaletti con un leggero tacco quadrato, che la alzano ulteriormente di qualche centimetro.
Da quando la conosco, non l’ho mai vista cosi’ elegante.
Anche al lavoro, e’ quasi sempre andata in jeans e scarpe sportive; sebbene mettendo spesso una giacchina sopra.
Gaia ha un ottimo gusto nel vestire.
Devo proprio ammetterlo.
All'università, non avevo dato peso alla cosa.
Però ora me l’ha fatta notare lei, la cosa.
Dunque le cose cambiano.
No, un attimo.
Non vorrei nuovamente aver frainteso.
Ho equivocato in passato, non devo commettere lo stesso errore.
Provo a dire:” Stai molto bene vestita cosi’, complimenti.”
Gaia accenna un sorriso:” Grazie; Francesco.”

Devo proporle qualcosa, o faro’ la figura dello scemo.
L’ho già fatta troppo a lungo:” Gaia; hanno aperto un nuovo locale, che ne dici se andiamo li’, a fare l’aperitivo?”
“Mi sembra un’ottima idea; Francesco” e così la mia idea viene promossa.
Gaia mi sembra diversa, pero’ e’ solamente una sensazione.
Del resto devo stare attento: una si può fare più bella del solito, anche solamente per uscire con il migliore amico.
Questo perché, in qualsiasi occasione, può essere notata da altri.
Aspettate.
Ma non può essere questo il caso.
Nel senso, lei sa che a me piace.
Quindi perché cercare di attirare l’attenzione di altri, con me presente?
Oppure la risposta può essere ancora più semplice.
Si è fatta bella per quello dell'università, con la scusa di uscire con me.
Del resto, mi ha dimostrato platealmente che le piace.
Devo smettere di pensare, o impazzirò veramente.

Torniamo ad Aldo.
Sorpreso da questa richiesta, mi trovo parecchio in difficoltà.
Non lo critico, perché alla fine avrà fatto il mio stesso ragionamento.
Come non è giusto che io non esca con ragazze, la stessa cosa vale per lui.
Abbozzo una risposta diplomatica:” provo a proporglielo.”
La mia risposta non trova il favore di Andrea:” Io sono riuscito a convincere mia sorella.”
Da come Diana si è relazionata con me, non mi sembra proprio.
Anzi Diana non si è proprio relazionata con me.
Provo comunque a rassicurarlo:” non ti preoccupare. Ora vado a casa, e glielo propongo.”
Voglio dare il beneficio del dubbio a Diana.
Forse Diana si è trovata in imbarazzo, per la presenza del fratello.
Non necessariamente è stata colpa mia.
Non è possibile che faccia scena muta, anche durante l'uscita.
Non ho esperienza con le ragazze, dunque devo essere cauto a sputare sentenze.
Devo parlarne con il mio amico Moreno.
Lui si, che ne capisce di donne.
Infatti è l’unico di noi che ha la ragazza.
Andrea si alza in piedi:”Bene, direi che possiamo andare. Diana saluta Aldo, così andiamo.”
Diana si alza anche lei:” ciao”, allontanandosi dal tavolo.
Non aspetta neanche il mio saluto.
Non si è sforzata neppure di abbozzare un sorriso.
Accorgendosi che il fratello non le è accanto, si gira:” vieni? “
Andrea mi saluta e la raggiunge.

Non ho idea di come potrà essere l'uscita con Diana.
Sicuramente Andrea le parlerà nuovamente.
Però ora ho un problema ben più grande.
Parlare e convincere mia sorella.
Giorgia ha diciotto anni.
È una gran bella ragazza.
Studia ancora, a scuola ha ottimi voti.
Esce solamente con le amiche .
Non è una che si fa abbindolare dai maschi.
Ed io vado molto fiero di questa cosa.
Mi sta bene che esca con Andrea, perché è un mio amico.
Tutti i ragazzi se la tirano, si vantano, vogliono scopare.
Andrea non è così.

Siamo un ristretto gruppo di amici.
L’unica ragazza è la fidanzata di Moreno.
Ci piace andare a prendere una birretta, fumarci una sigaretta, ridere e scherzare.
Il sabato sera facciamo una trentina di chilometri in macchina, per andare a sentire qualche gruppo suonare.
Non fraintendete.
Non è che non ci piacciono le ragazze.
Solamente che non è ancora il nostro momento.
Le nostre coetanee cercano cose, che noi non abbiamo.
Però noi non ci piangiamo addosso.
Siamo abituati.
Abbiamo passato serate intere a parlare di questa cosa, davanti a delle gustose birrette.
E la sentenza è sempre stata una.
E’ colpa loro.
Se, tra di noi, ci divertiamo, ridiamo e scherziamo; perché non possono provare le stesse sensazioni anche le ragazze?
Per un motivo molto semplice: sono prevenute.
Non è che i bei ragazzi sanno quali sono le birre migliori, o sanno rollare meglio una canna.
Anzi, noi siamo veramente esperti.
Siamo in diversi gruppi specializzati in ciò.
E ci incontriamo spesso con dei tipi, che hanno le nostre stesse passioni.
Ormai sono come dei fratelli o dei secondi papà per noi.

La fidanzata di Moreno e’ diversa invece.
Lei conversa e scherza con tutti noi.
Non è bellissima, ma caratterialmente nessuna la batte.
E’ bassa e rotondetta, con degli occhiali spessi, che le caratterizzano il viso.
Le orecchie sono leggermente a sventola, pero’ i suoi lunghi capelli riescono a nasconderle.
E’ la nostra piccola elfa.
Ha le gambe grosse ed e’ scarsa di seno, con un culo abbastanza vistoso.
A causa del suo fisico, veste sempre sportiva.
Spesso esce in tuta nera, con scarpe da ginnastica bianche.
Per il suo Moreno, si trucca vistosamente.
Non bada a risparmio su fondotinta e rossetto.

Un altro aspetto positivo è la sua predisposizione a fare la fidanzata.
Non sarà bellissima ma, quando si bacia con il mio amico, davanti a tutti; riesce a farmi diventare il cazzo duro.
Già, perché non si limitano a baciarsi.
Lei gli scopa proprio la bocca, con la lingua.
Dei due, la sua ragazza è sicuramente quella che ha più esperienza.
Spesso Moreno è impacciato, durante questi baci focosi.
Jessica lo riprende spesso, dandogli preziosi consigli, su come si bacia.
Si stacca leggermente, per dirgli cosa deve fare.
E poi riprendono a baciarsi.
Se Moreno ha capito la lezione, il bacio prosegue; altrimenti c’e’ una nuova interruzione.
Vi assicuro che, davanti a tutti noi, questa cosa è molto integrante.
Ora devo interrompere il racconto.
Sono arrivato a casa.

Vado a bussare alla camera di mia sorella.
Dorotea mi comunica che posso entrare.
La trovo alla scrivania, intenta a studiare.
Con i suoi libri e i suoi quaderni aperti.
Il senso di ribellione dei suoi lunghi capelli biondi lisci, e’ sedato da una fascia azzurrina, che si appoggia alla sua testa.
I suoi occhi azzurri si abbinano perfettamente alla fascia.
Una pelle morbida e candida, con dei tratti molto delicati.
Due labbra non sporgenti, sormontate da un nasino, che si incastra perfettamente con il resto del viso.
Anche lei ha le orecchie leggermente nascoste dai capelli, ma non perché hanno difetti.
Indossa una maglietta rosa, a maniche corte, con vestibilità larga.
Nonostante la maglietta da casa, i suoi seni prosperosi risaltano.
E’ alta un metro e sessantasette, ed è magra.
Dorotea non e’ come Jessica.
E’ una ragazza veramente bellissima.
Altro che Diana.

Torniamo a Roberto.
La frase di Lavinia non mi stupisce più di tanto.
E’ un’ usanza normalissima tra ragazze.
Tralasciando Bruno, io e gli altri ragazzi non siamo mai stati il loro obiettivo.
Dunque ovviamente si guardano intorno.
Bruno non può bastare per tutte.
Sentendo questa frase,Bruno nuovamente sente il colpo:” Scusa Lavinia; ma sei uscita per stare con noi, o per farti i cazzi tuoi?”
La guerra sta per iniziare.
Luca interviene, rivolgendosi alle altre nostre compagne:” Voi non andate da nessuna parte. Non create casini con Bruno.”
Prima che le mie compagne possano rispondere, ci pensa Lavinia:” Però io faccio quello che voglio. Vado anche da sola.”
Bruno cerca nuovamente di parare il colpo:” Lavinia; capisco che sei appena arrivata in città, e che tu ti voglia guardare attorno. Ma siamo appena arrivati ai giardini, assieme. Non puoi stare con noi, per un po’? Siamo nella stessa classe.”
La mia compagnia di banco rimane sorda alla sua idea:” Questa tua proposta sarebbe potuta essere accettabile, prima dell'intromissione del tuo amico. Adesso non è più valida. Roberto non sta facendo tutte le sceneggiate,, che state facendo voi.”
A fronte di questo mettermi in mezzo, Bruno le ricorda:” Infatti Roberto non c’entra nulla. Lui non può diventare il tuo ragazzo. Quindi, se tu ti metti con me o con un altro, a lui non cambia nulla. Io mi intrometto, perché voglio che diventi la mia ragazza.”
“ Ti ho già detto, che questa cosa l’ho capita. Non devi ripeterla in continuazione.” e’ la risposta seccata di Lavinia.
Bruno respira più pesantemente, evitando di rispondere.
Probabilmente ha capito che, con Lavinia, c’è poco da fare.
Se decide una cosa, è quella.

Lo sguardo di Lavinia si rivolge verso di me:” Roberto; tu hai qualcosa da dire?”
Tutti i miei compagni si girano verso di me, aspettando la mia risposta.
Ho poco tempo per decidere cosa rispondere, devo affrettarmi.
E’ come se fossi su un palcoscenico, e se il pubblico aspettasse l’inizio della mia esibizione.
Ci sono troppe variabili, qualsiasi risposta sarebbe sbagliata.
E’ così opto per:” Buona passeggiata; Lavinia.”
Di fronte a queste parole, Lavinia spalanca gli occhi.
Probabilmente non si aspettava la mia risposta.
Forse presa in contropiede, decide di fare la sua contromossa.
E così porta una mano sul mio naso, tornando a giocarci.
Non dice nulla, limitandosi a sorridere.
I miei compagni e le mie compagne si guardano tra di loro.
Probabilmente non riescono a trovare una risposta logica.
Come del resto non la riesco a trovare neppure io.
Decido di aggiungere:” Ci vediamo dopo.”
Questa volta la mia frase ottiene un effetto ancora peggiore.
La mano della mia compagna di banco mi storce il naso, e non riesco a trattenere un lamento.
Lascia il mio naso e dice alle altre:” Andiamo, o vado da sola? Me l’avete proposto voi questo giro, a scuola.”

Le mie compagne guardano Bruno, che fa loro capire di accompagnarla.
Lavinia si gira, senza salutare nessuno, e si allontanano.
I miei compagni tornano a guardarmi.
Chiedo loro:” Ho detto qualcosa di sbagliato?”
Bruno scuote la testa:” No, Roberto; in questo frangente, non ti posso accusare di nulla.”
Il lecca culo di Bruno interviene:” E ora cosa facciamo? Andiamo loro dietro?”
Bruno guarda anche gli altri ragazzi.
L’idea di Luca probabilmente non lo convince del tutto.
Nessuno apre bocca.
In un ultimo disperato tentativo, mi guarda.
Per evitare ulteriori frizioni, propongo:” Al massimo andate voi, io vi aspetto sulla panchina.”
Bruno si rivolge a Luca:” Ok, ma stiamo a debita distanza. Non facciamoci subito accorgere.”

E così i miei compagni di scuola mi lasciano, andando dietro alle ragazze.
Vado a sedermi sullo schienale di una panchina.
Ho fatto bene?
Ho fatto male?
Non lo so.
Però di fare il guardone, non mi va.
Lavinia e’ stata molto chiara con me.
Lei ha scelto Bruno.
Devo rispettare il suo pensiero.
Anche perché dovrò già esserle riconoscente tutta la vita, per la giornata passata assieme.
Ormai non li vedo più.
La fine è il principio.
Ero solo, e sono tornato solo.
Ma non sono assolutamente pentito.

E’ passata un’ora, e non sono ancora tornati.
Devo andarli a cercare?
No, non avrebbe senso.
Sarei dovuto andare subito.
Nel momento che non sono andato con loro, sapevo che avrei potuto aspettare a lungo.
Ed è proprio così che sta avvenendo.
Passano ulteriori dieci minuti, e mi accorgo che un mio compagno sta tornando.
E’ da solo:” Roberto; vieni. Ti vogliono.”
Sorpreso da questa affermazione, gli chiedo:” Chi mi vuole?”
Lui evita di rispondermi:” Vieni; ti spiegano tutto dopo.”
Questa richiesta mi mette in ulteriore difficoltà.
Però non posso non seguirlo.
La curiosità è troppo forte ora, sebbene i rischi siano altrettanto alti.
C’è anche la possibilità che Lavinia si arrabbi, perché non mi ha invitato.
E non credo che abbia apprezzato la mossa dei miei compagni.
Dubito pure che mi sia venuto a chiamare, per fare botte.
La mia presenza o meno, non inciderebbe.
Quindi cosa è successo?
Voglio scoprirlo.
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