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La cartomante ( 117 )


di chiara94
12.11.2025    |    904    |    54 6.4
"Aiutami a trovare una soluzione! — Per le lezioni di sci ci sono tanti altri maestri..."
La chiamerò «Puffetta», per semplificarvi la cosa: è la Giulia, che voi conoscete dall'inizio.
Ramon si avvicina a Puffetta.
— Ciao, posso aiutarti? Non ti ho mai vista qui! — le chiede.
Puffetta gli risponde:
— È la prima volta, che vengo.
Ramon le dice:
— Lo immaginavo! Una bella ,come te, non me la sarei sicuramente dimenticata.
— Grazie del complimento! — replica Puffetta.
— Mi piacerebbe conoscerti — aggiunge Ramon.
Io mi metto a guardare Puffetta. Giulia mi urla:
— Valerio, guarda me!
— Sì, scusa — le rispondo.
Giulia mi dà una spinta e finisco di nuovo a contatto totale con la neve.
— Cosa te ne frega, di cosa fa Ramon? Se ci prova, sono affari che non ti riguardano! — mi sbraita.
— Sì, lo so — rispondo.
Giulia si abbassa con il busto e, con una mano, mi tira le labbra:
— Allora non fare il figo! Mi vuoi dire chi è?
— Una ragazza, che viene a scuola con me — rispondo.
Lei mi domanda:
— E come mai è qui?
— Mi sembra che le piste siano aperte a tutti — obietto.
Giulia replica:
— Ma è venuta con uno schifoso ciccione. Ramon ha ragione: è bellina. Anche se io sono decisamente molto più bella!
— Giulia, quale è la domanda? — le chiedo.
Giulia prende della neve e me la tira in faccia.
— Ti piace fare lo spiritoso, Valerio? Quella non si farebbe mai toccare dal ciccione! E mi stupisco, che non si vergogni a farsi vedere in giro con lui!
— Chiedilo a lei, che ne so io! — ribatto.
Giulia, con uno scarpone, dà un calcio a un mucchio di neve, che mi colpisce in faccia.
— No, Valerio! Lo chiedo a te! Viene a scuola con te, giusto? Immagino che saprai, con chi scopa!
— Sì, lo so — rispondo.
Nuovamente vengo colpito dalla neve; seguono altre parole di Giulia:
— Allora mi spieghi: come mai è venuta con uno schifoso ciccione, per poi abbandonarlo a mangiare come un maiale?
— Non lo so — le rispondo.
Giulia si avvicina, si toglie un guanto e mi tira uno schiaffo.
— Valerio, mi prendi per stupida?
— No, però non posso saperlo. Ti basti sapere, che scopa con altri due — le dico.
Puffetta interviene:
— Valerio, ti prego! Non sbandierare, ai quattro venti, la mia vita privata!
Giulia si rimette il guanto e raccoglie altra neve.
— Valerio, apri la bocca! Voglio fartela mangiare! Così impari a fare il galletto con me!
Ramon ride e dice a Puffetta:
— Adesso vedrai come lo sistema. Giulia non si fa mettere i piedi in testa da nessuno!
Io rimango con la bocca chiusa, mentre Giulia cerca di forzarmi ad aprirla.
— Valerio, aprila subito! O chiedo a Ramon di aiutarmi!
— E credi che io abbia paura di Ramon? — le rispondo.
Puffetta esclama:
— Uno a zero per Valerio!
Giulia tira la neve in faccia a Puffetta:
— Ti piace fare la spiritosa? Guarda, ce n'è anche per te!
Puffetta riceve la neve in faccia, senza smettere di guardarla. Anche Puffetta non mostra timore reverenziale.
Ramon si mette davanti a Giulia:
— Dai, Giulia, lasciala stare. Lei non c'entra nulla!
Giulia gli chiede:
— Cos'è, te la vuoi scopare?
Ramon si giustifica:
— No, cosa hai capito! Ma non sappiamo chi è. Metti che sia la figlia di uno potente o famoso, o di uno che ha tanti followers sui social!
Giulia replica:
— E allora? Glieli facciamo chiudere! Con le buone o con le cattive! Voglio sapere perché è scesa con Valerio e non con il ciccione!
Ramon risponde ridendo:
— Il ciccione avrebbe causato una valanga!
Giulia ride:
— Ramon, lo so già che sei adorabile. Però adesso parlo seriamente!
Intanto Puffetta è sempre fissa a guardarmi. Non posso più sopportare quel Ramon: sta facendo troppo il galletto e non glielo posso permettere.
Dico a Ramon:
— Ricordati sempre: sei solamente un maestro di sci. Se Sandrone vuole fare una lezione con te, lui la fa.
Ramon mi guarda con scherno:
— Io faccio lezione con chi cazzo voglio!
— Anche se te lo dice il padre di Giulia? — gli domando.
Puffetta mi sorride di nuovo. Giulia interviene:
— Valerio, per favore! Evita di litigare sempre con Ramon! È uno giusto, fidati! Con il tempo, diventerete amici! Sono già furiosa con te; non farmi arrabbiare ancora di più!
— No, Giulia! — le rispondo. — Oggi fa i bagagli da qua. Altrimenti poi, a Milano, scordati di vederci!
Ramon esclama:
— Cos'è, uno scherzo?
— No, assolutamente! — gli rispondo. — Tu avrai più potere di me su Giulia, ma io su suo padre!
Lui mi guarda malissimo.
Continuo:
— Ti licenzi tu o ti faccio licenziare io?
Giulia interviene:
— Valerio, basta! Questa cosa la risolviamo appena ti sarai calmato — e privatamente, io e te!
— No, Giulia! È già risolta — rispondo.
Giulia torna ad attaccarmi:
— Vedremo, Valerio! E comunque: non mi hai ancora detto perché sei con quella lì! — riferendosi a Puffetta.
— Mi hai lasciato come un coglione al bar, per andare a farti i cazzi tuoi! Ho incontrato la mia compagna e il mio compagno; lei mi ha chiesto di fare una discesa con lo slittino. Cosa c'è di male? — rispondo.
Giulia mi chiede:
— E il ciccione ha accettato?
— Sì, perché è un crea-valanghe! — dico.
Puffetta si mette entrambe le mani davanti alla bocca, per non ridere. Giulia la guarda malissimo, poi torna da me.
— Valerio, non è che tu hai una tresca con quella?
— Io non ho una tresca con lei, come tu non ce l'hai con Ramon! — rispondo.
Puffetta non si trattiene e scoppia a ridere.
Giulia urla:
— Tu che cazzo hai da ridere?
Puffetta la fissa, continuando a ridere. Giulia riprende le racchette da sci iniziando ad alzarne una; sicuramente vuole colpire me o Puffetta, ma Ramon la ferma in tempo.
— Fermati, Giulia; ho un'altra idea per risolvere la cosa! — dice.
Giulia gli chiede:
— E quale?
— Fidati di me! — risponde lui, chiamando gli altri maestri: — Ehi, venite; il fenomeno ha detto che mi fa licenziare!
Gli altri maestri si tolgono gli sci e accorrono. Il più vecchio mi minaccia:
— Tu cosa fai? Ora non c'è il padre di Giulia a difenderti! Ti rendi conto in quanti siamo?
In effetti non ha tutti i torti. Ma non ho paura di loro. Possono essere anche in tanti, ma non mi piegherò mai davanti a uno come Ramon.
— E poi, come vi giustificherete con il padre di Giulia? — gli chiedo.
— Un incidente! Lo slittino si è ribaltato! — risponde lui.
Giulia lo guarda senza dire nulla. Ramon aggiunge:
— Giulia, merita una brutta fine!
Giulia domanda:
— Perché parli al singolare? Ti vuoi scopare quella?
— Un solo evento tragico è più credibile! Con lei ci parlerò io: è una tipa sveglia — risponde Ramon.
Giulia ribatte:
— E bella, soprattutto!
Ramon sorride:
— Proprio per questo sarà più credibile: la bella ragazza ingenua, acqua e sapone, che piange per la dipartita del suo compagno!
Giulia replica:
— Ramon, mio padre si incazzerebbe tantissimo! E poi non è un coglione!
Puffetta mi sta fissando. Io resto in silenzio, pensando a cosa fare. In effetti sono veramente in tanti.
Il vecchio maestro di sci si rivolge a Giulia:
— Sono incidenti che possono succedere. Poi non è una pista adatta per lo slittino. Sono stati molti incauti. In montagna, una leggerezza può costare la vita!
— La polizia non ci crederebbe mai! — obietto.
Il maestro mi risponde:
— Qui comandiamo noi! E con la testimonianza della bellina non ci saranno dubbi! — e poi si rivolge a Puffetta: — Perché tu vuoi vivere, vero?
Puffetta gli risponde:
— Come vi ha già detto Valerio, io scopo già con due ragazzi!
Ramon sorride:
— Non c'è il due senza il tre!
Giulia lo guarda malissimo, ma non dice nulla. Intanto tutti gli occhi sono puntati su Giulia: sicuramente Ramon e i maestri stanno aspettando la sua autorizzazione.
Giulia dice loro:
— Non so se sia una buona idea! Voi non avete una visione imprenditoriale! Voi ragionate solo sullo spirito di vendetta!
— Visione imprenditoriale? Ma si può sapere di cosa parli? — chiedo io.
Puffetta interviene:
— Valerio, le servi per qualcosa! Io l'ho capito subito!
Giulia mi risponde:
— Valerio, lascia parlare me. Fidati: non ti faranno niente!
Ramon le dice:
— Però mi deve chiedere scusa, ed in ginocchio.
— Allora potete iniziare a gettarmi in un burrone; non mi piegherò mai! — rispondo.
Puffetta mi fa un sorriso di approvazione.
Giulia mi dice:
— Valerio, cerca di ragionare. Mi stai mettendo in difficoltà con Ramon. Aiutami a trovare una soluzione!
— Per le lezioni di sci ci sono tanti altri maestri. E sicuramente anche più bravi — dico.
Puffetta esclama:
— Ma forse a letto è un fenomeno!
Ramon le sorride:
— Puoi ben dirlo! Vuoi vedere il mio uccello? È la proboscide di un elefante!
Puffetta risponde:
— Sono bellissima; vado solamente con quelli, che hanno dei signori uccelli!
Giulia esclama:
— Allora non vai con Valerio! Problema risolto!
Tutti si mettono a ridere, tranne me. Anche Puffetta ride. Puffetta è riuscita, anche in questa circostanza, ad umiliarmi. Eppure io l'ho difesa. Ma lei, ancora una volta, mi ha pugnalato alle spalle.
Il vecchio maestro di sci mi dice:
— Ragazzo, sei salvo! Niente incidente con lo slittino! Ma non rompere i coglioni a Ramon, o il tuo appuntamento con noi è solamente rimandato!
— Ramon, qui non insegnerà più! — obietto.
Il maestro mi minaccia:
— Guarda che farai veramente una brutta fine!
— Non credo proprio! — questa frase riecheggia poco lontano da noi.
Mi giro: è Brando, assieme ai ragazzi della sua compagnia.







Torniamo indietro, a un numero imprecisato di giorni fa.

Sto muovendo il mouse per guardare le partite sullo schermo.
Guardo le partite di tutti i campionati, le quote, le statistiche.
Ma chi se ne frega.
Tanto non vincerò mai.
Se scelgo a caso, ho più possibilità.
Tanto sto pensando a Giulia.
Giulia mi sta deludendo in continuazione.
Non gliene frega nulla di me.
Ora c’è pure questo Cesare.
Improvvisamente una voce femminile mi distrae dai miei pensieri:
— Ciao, scusa… mi puoi aiutare? —
Mi giro.
Di fronte a me compare una ragazza molto bella.
Ha i capelli lunghi, mossi, castani, che si appoggiano su un cappotto di lana color panna.
Deve essere un cappotto molto costoso, vista la fattura.
I suoi occhi sono verdi.
È alta più o meno come Giulia, con una corporatura simile.
Il seno mi sembra leggermente più piccolo di quello di Giulia, anche se di dimensioni di tutto rispetto.
Ma non posso esserne certo, perché ha il cappotto.
E il cappotto può ingannare.
Sulle labbra deve essersi messa il burro cacao.
Ai piedi porta stivali da cavallerizza, in pelle color cuoio.
Ha dei guanti dello stesso colore e una borsa a spalla, anche essa color cuoio, simile a quelle delle persone famose.
È vestita in modo molto elegante.
Deve essere molto ricca.
Ve la descriverei volentieri meglio — soprattutto le curve —, ma il cappotto nasconde il suo corpo.
Le rispondo:
— Certo, dimmi pure! —
Lei mi dice:
— C’è un ragazzo che mi importuna! —
Domando:
— Dove? —
— È qui fuori! —
— Vuoi che chiami la polizia? —
— No, non servirebbe a niente. Sai, è uno potente. Lo difendono sempre. Ho già chiamato i poliziotti tante volte, ma non sono mai intervenuti! —
Mi metto a guardare fuori:
— Non lo vedo! —
Lei mi dice:
— È nascosto dietro quegli alberi! Ti prego, aiutami! —
La guardo e dico:
— Aspettami, vado fuori! —
Lei risponde:
— Vengo con te! —
E si attacca al mio braccio.
Usciamo dalla sala scommesse e ci dirigiamo verso gli alberi.
Compare un ragazzo gracile, che deve essere mio coetaneo.
Sembra quasi spaventato.
Guardo la ragazza che è con me.
Lei mi avverte:
— E' lui! Se non vado a letto con lui, ha detto che —
E smette di parlare, stringendosi a me e appoggiando viso e corpo al mio petto.
— Ho paura —
guardandomi, con i suoi occhietti verdi, dal basso verso l'alto.
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