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E' un mondo difficile ( capitolo 36 )


di chiara94
21.02.2026    |    601    |    110 6.9
"” Ironizzo:” Dorotea; ho fatto un sogno molto particolare, ed io ero molto felice..."
Gaia ha un’espressione sorpresa. Le scappa una risatina:” Francesco; ma di cosa parli?”
La guardo malissimo. Mi ha preso in giro, ed ora fa anche la spiritosa? Non ci sto:” Guarda che ho ascoltato tutta la vostra conversazione.”
Nuovamente dallo sguardo appare meravigliata:” Ed allora?”
Le domando:” Come ed allora?”
Gaia sembra infastidirsi:” Di cosa mi vuoi accusare; Francesco? Sentiamo.”
L'attacco :" Gaia; hai ragione, io non avrei alcun diritto di rimproverarti qualcosa. In questo caso si, invece. Conveniamo entrambi che puoi uscire con chi vuoi, senza dovermi dare alcuna spiegazione. Eppure hai voluto che vi seguissi, per dimostrarmi che non sarebbe successo niente, quando io non ti ho mai chiesto di darmi una dimostrazione simile. Ero a casa mia per i fatti miei, sei tu che hai voluto che ti raggiungessi.”
Tenta di giustificarsi:” Francesco; ma non è successo niente.”
Di fronte a tale frase, sorrido:” Non è successo niente, quando sei uscita con me. Buonanotte Gaia. “
La mia compagna di università replica:” Francesco; guarda che non è successo proprio niente. Hai solamente ascoltato un dialogo scherzoso, tra me e Corrado.Gli ho forse detto di sì su qualcosa?”
Mi innervosisco:” Gli hai proposto un bacio sulle labbra. Ieri sera avrei voluto baciarti, e ti sei messa a ridere, prendendomi in giro.”
Improvvisamente sbadiglia:” Scusa; è tardi e ho sonno.”
Ironizzo:” Oppure sono noiosi i miei discorsi?”
Appare un sorriso sul suo volto:” Anche quello Francesco, sicuramente.”

La guardo malissimo. Reagisce subito, dandomi una carezza sul viso:” Sto scherzando, Francesco. Se consideri l’ora, uno sbadiglio me lo puoi concedere,no?”
Le domando:” Perché non ti sei comportata come hai fatto con me, ieri sera? Come mai non hai tirato fuori il discorso sul amicizia, oppure perché non gli hai detto che non provi nulla per lui?”
Mi risponde:” Francesco; lo conosco da poco tempo. Non posso definirlo un amico. Non l’ho ancora inquadrato in una possibile categoria. Non potevo fargli discorso che ho fatto a te.”
Le chiedo:” Quindi potresti finire a letto con lui, giusto?”
Gaia mi guarda:” Francesco; non rispondo ad una domanda così infantile.”
Insisto:” Invece pretendo una risposta.”
Replica:” Non è in nessuna categoria ancora, quindi non ti posso rispondere. E proprio perché non è in nessuna categoria, e’ assurdo che tu mi faccia queste scenate. Chiamiamo Valentina; così te lo spiega lei, visto che di me non ti fidi.”
Ribadisco:” Gaia; perché hai voluto che vi seguissi, visto che Corrado è ancora in gioco?”
Precisa:” Voglio specificarti che è stata Valentina ad insistere che io ti parlassi, ed a convincermi. L’idea non è stata mia, questo lo sapevi già.”
Mi metto a ridere:”Avresti preferito che io non ci fossi, giusto?”
Insiste:” Chiama Valentina.”
Replico:” Lasciamo passare il fine settimana. Poi magari, al università, due chiacchiere le possiamo scambiare.”
Mi guarda malissimo:” Proponi di farmi la beneficenza, scusa?”
Le spiego:” No, non ho detto quello. Però non posso neanche pensare ad un rapporto, come c’era prima .”

Mi chiede:” E come mai? Eravamo semplicemente amici, e tutto andava a gonfie vele.”
Ammetto:” Però io non ti vedevo come un’amica, sebbene sapessi mascherare bene. Avevo paura di spaventarti, facendoti discorsi più seri. Ecco perché continuavo a sottolineare che, per una conoscenza diversa, ci sarebbe voluto molto tempo.”
Gaia mi guarda, rimanendo in silenzio.
Aggiungo:” Tutto qui. Non l’ho fatto sicuramente per metterti a tuo agio e portarti a letto. Credo che tu ti stia accorgendo di come sono messo male.”
Gaia si avvicina, provando ad abbracciarmi, ma io mi sposto al indietro:” No, scusami; non ho bisogno della tua compassione. Peggioreresti solamente le cose. Sto per mettermi a piangere. Temo un crollo psicologico, da qui a poco.”
Continua a fissarmi, preferendo non parlare.Aggiungo:” Comunque lunedì chiederò scusa a Corrado, non dovete litigare per causa mia.”
A questo punto, Gaia mi dice:” Domani esco con voi.”
Io le rispondo:” Non so se verrò “
Mi sorride:” Ho una sorpresa. Non puoi non venire. Vedrai che ti piacerà “
Solamente sentire la parola sorpresa, mi spaventa molto. Con Gaia c’è da aspettarsi di tutto.

Improvvisamente squilla il telefono di Gaia. E’ Valentina. Gaia mette in viva voce:” Ciao Vale; sono con Francesco. Stavo insistendo con Francesco, affinché ti chiamasse. “
Valentina le domanda:” Tutto ok?”
Gaia ammette:” Si, non è successo niente. Corrado stava iniziando a provarci, quando Francesco è intervenuto e ho mandato via Corrado. Ma non pensare male. Voleva un bacio con lingua. ”
Valentina le domanda:” E tu cosa gli hai risposto?”
Gaia la tranquillizza:” Gli ho risposto che e’ terribile, non mi sono esposta minimamente”
Sento Valentina sospirare:” Quindi gli hai lasciato la speranza di un bacio futuro?”
Le risponde:” Se vuoi definire la cosa così, si.”
Valentina mi domanda:” Francesco?”
Le rispondo:” Gaia ha proposto a Corrado un bacio sulle labbra, e lui ha rilanciato.”

Gaia interviene, raccontando per filo e per segno quanto successo. Finito il racconto, la mia migliore amica le chiede:” E perché è dovuto intervenire Francesco? Perché non l’hai bloccato, senza aspettare il suo intervento?”
L’amica si difende:” Valentina; comunque ho passato una bella serata con lui. Caratterialmente mi trovo a mio agio. Tanto ero certa che Francesco sarebbe intervenuto.”
Valentina le domanda:” E con Francesco ti trovi a disagio?”
Gaia ammette:” Ultimamente si, fa degli strani discorsi. Sono sincera, ma non deve prendersela. La mia è una critica costruttiva."
Intervengo:” Mi avevi detto che, se ci avesse provato con te, avresti chiuso. Manterrai quanto avevi detto?”
Mi fa presente:” Francesco; pero’ non ci ha provato con me, e lo sai anche tu. Ha iniziato ad imbastire un discorso, senza comunque forzarmi. Non mi è saltato addosso.”
Ironizzo:” Merito di Valentina, che ha evitato che tu bevessi quella bevanda alcolica. E comunque ho capito che non chiuderai con lui, sei una grande bugiarda. Buonanotte.”
Gaia mi dice:” Aspetta; Francesco.”

Torniamo a Roberto
Nonostante queste parole, Lavinia riesce a rimanere calma, tenendo uno sguardo fermo. Non grida, non ne ha bisogno. La sua voce è chiara, seppure attraversata da una certa stanchezza e da un non indifferente fastidio.” Credete di essere su un palco, su cui esibire le vostre battute? Non sta ridendo nessuno, ed in particolar modo io.”
C’è rabbia nei suoi occhi, ma è una rabbia composta, che nasce dal rispetto per sé stessa. Sembra che non voglia vendetta, ma solamente rispetto . Anche se con Lavinia non si può mai sapere. Più volte mi aveva detto che me l’avrebbe fatta pagare, se non avessi rispettato le sue regole. Aggiunge:” E soprattutto smettetela di essere volgari.”
E’ evidente che non sta più chiedendo: adesso sta pretendendo di tornare ad essere la protagonista. E per fare questo, si rivolge a me:” Roberto; vorrei dirti due cose. La prima: non capisco perché tu abbia dovuto raccontare i fatti nostri ad un estranea, sopratutto riguardo argomenti che riguardano il sesso. La seconda: lamentarti con lei non serve a nulla, tanto lei non può risolvere i tuoi problemi con me. Se la tua nuova amica mi dice qualcosa, non è che io la ascolto e pendo dalle sue labbra. Avrei preferito che queste cose me le avessi dette privatamente, e non in pubblico. E soprattutto che me le avessi dette tu direttamente, non tramite la tua nuova amica, che ti sta consigliando proprio male. Ti assicuro che non funziona così, ne con me, ne con le altre ragazze.”
Protesto:” Ma io ti avevo già detto questa cosa a casa tua. Io non volevo andare a sborrare in bagno.”

Patrizia mi guarda con occhi luminosi, fieri e dolci allo stesso tempo, come per riconoscere qualcosa di speciale nel mio modo di essere. Sul suo volto si apre un sorriso sincero, di quelli che non hanno bisogno di parole per spiegarsi.Si avvicina senza esitazione, con naturalezza. Le sue braccia mi circondano in un abbraccio caldo, avvolgente, che sa di approvazione e complicità. È un abbraccio sicuro, deciso, come a dire: “Mi piace come sei, continua così.”
Poi solleva lo sguardo verso il mio, resta un istante in silenzio, e si avvicina ancora. Le sue labbra sfiorano le mie in un bacio dolce ma pieno, un gesto semplice che racchiude stima, affetto e sostegno. Non c’è esitazione nel suo gesto: è un bacio che conferma, che incoraggia, che celebra il mio modo di rispondere e di esprimermi.Quando si allontana appena, continua a sorridere. E in quel sorriso c’è tutta la sua approvazione:” Bravo Roberto; reagisci. Non stare più zitto. È solamente un involucro, ma caratterialmente non vale nulla.”

Gli occhi di Lavinia si stringono appena, brillando di un’irritazione ormai stanca. Senza alzare la voce, rimarca:”Questo tuo modo di fare, quest’aria di superiorità, come se stessi sempre concedendo agli altri il privilegio di ascoltarti, è estenuante. Ammetto di avere dei difetti, ma vuoi darmi lezioni proprio te? Invece di puntare sulle tue qualità, punti sui miei difetti per manipolare Roberto.”
Patrizia non ci sta, è sicuramente una degna avversaria. Prende fiato e, senza alcuna interruzione, le rinfaccia:” Sei da pochi giorni in città, e ti sei già eletta reginetta della scuola, non rispettando le altre persone. Credi che la bellezza comandi, ed invece ti sbagli di grosso. Può sicuramente avere un peso al inizio, ma ora Roberto si è svegliato. Ha capito perfettamente, che l'hai buttato via. Non è più il tuo compagno di banco; prima era nascosto dietro un albero, a guardare i suoi compagni di scuola. Tu non c'eri, eri con i tuoi due amici. Non ti fai schifo da sola?”

Lavinia rimane immobile, come se il tempo si fosse incrinato al improvviso. Le parole, appena ascoltate, le rimbombano nella mente, una dopo l’altra, incredibili, quasi irreali. I suoi occhi si spalancano lentamente, le pupille dilatate a cercare un senso nascosto in ciò che ha sentito. Le sopracciglia si sollevano in un arco perfetto, mentre le labbra si schiudono appena, lasciando sospeso un respiro, che non sa se trattenere o liberare.:” E’ la verità; Roberto?”
Non so cosa risponderle, sono veramente in difficoltà. Questa intromissione a gamba tesa da parte di Patrizia, mi sta conducendo in un tunnel buio. Non riesco a vederne il fondo. Posso solo muovermi a tentoni, sperando di non finire nel baratro. Già, perché il rischio è proprio quello. Vedendomi totalmente spaesato ed in balia degli eventi, mi chiede:”Domani ne possiamo parlare, io e te? Ovviamente in privato. Questa sera non mi sembra il caso, c'è troppo tensione ed è meglio che ti passi un po' la rabbia."

Patrizia solleva le mani al altezza del viso, incrociando i due indici, per formare una piccola ics nel aria. Il gesto è netto, preciso, quasi teatrale: le dita si sfiorano e poi si separano appena, ripetendo il movimento con più enfasi. È un “assolutamente no, che ribadisce anche con le parole, ritenendo che il gesto non sia sufficiente:” Non parlarle, se non ci sono io. Se sarai solo con lei, ti fregherà."
Lavinia la guarda determinata, non sopportando questa invasione di campo:” Io sono riservata, non parlo davanti ad altre persone, che non c'entrano nulla.Non voglio litigare, non amo le scenate, ma ritengo che tu stia esagerando.Non è una gara e non voglio trasformarla in una competizione, però c’è da delineare un perimetro di confine. Non puoi pensare di fare quello che vuoi.”
Patrizia la ascolta con attenzione, senza demordere. Modifica un po’ il proprio atteggiamento, iniziando ad essere più riflessiva e meno aggressiva :” Concordi che Roberto ha ragione di essere arrabbiato con te?”
Lavinia le risponde con molta sicurezza:” Assolutamente non sono d'accordo. In merito a me, Roberto ti ha parlato esclusivamente a livello di sesso? Se è così, vuol dire che è un ragazzo superficiale ed ignorante. Se mi vede solamente come un oggetto, non mi interessa avere un rapporto con lui. Posso accettare che sia imbranato e sfigato, ma non accetto che non abbia rispetto di me.”
Patrizia si mette le mani in testa, iniziando a guardarsi in giro. Sembra un piccolo show, per i commensali. Dal essere riflessiva, torna a lanciare sentenze definitive, evitando il confronto e senza dare possibilità di appello:”Sei stata tu la prima a non avere rispetto di lui. L'hai sempre preso in giro, sei furba a rigirare le cose.”

Senza una ragione logica,Bruno interviene. Probabilmente vuole cercare d riabilitarsi di fronte alla nostra compagna. Non c’è altra spiegazione:” Lavinia ha sempre fatto capire, che non le interessa Roberto."
Ora è la volta di Luca, che si mette a ridacchiare. Probabilmente è convinto che sia il momento giusto per riprendersi la scena:" Ma non c'era bisogno della tua conferma. Basta vederli e si capisce subito, che Roberto può solamente lucidare le scarpe di Lavinia.”
Queste parole distolgono Lavinia dalla sua avversaria, riportandola ai precedenti bersagli. Anche questa non li risparmia. Se con Patrizia è sembrata non togliersi i guanti, con i due non ha alcun timore di ferirli. Infatti va giù molto pesante:” Le mie scarpe non sono in pelle, non hanno bisogno di essere lucidate. Quando metterò scarpe in pelle, mi ricorderò di voi due”, guardando i miei due compagni.
Bruno e Luca si guardano. I loro occhi sembrano dire:” Ed ora cosa facciamo?”
Il lecca culo sembra implorare il proprio capo, che a sua volta non sa che pesci pigliare, tentando comunque un ultimo moto d’orgoglio:” Lavinia; tra me e Roberto, per forza preferisci me. “
Luca rafforza il concetto del suo capo:” Bruno avrà la macchina nuova, poi locali alla moda, regali. La scelta è scontata.”
Lavinia non è dello stesso parere. Li liquida in modo glaciale, senza perderci troppo tempo:” Infatti sarete voi due a lucidarmi le scarpe. Ed ora state zitti o andate al tavolo.”
Bruno capisce che non avrebbe senso provare a controbattere. Lavinia non da neanche il più piccolo segnale di apertura, e così si limita a chiederle:” Ma poi ci raggiungi?”
Alla mia compagna di classe basta rispondere con una faccia seccata. Non spreca neanche più fiato. Vedendo il suo capo in difficoltà, Luca propone:” Meglio che aspettiamo qui, per non fare figuracce.”

Non riceve neppure risposta da Lavinia, che torna a guardare Patrizia. Il confronto è tra loro due, io ed i miei compagni non esistiamo in questo momento:” Comunque sei una persona molto scorretta. Io ho molto apprezzato il vostro bacio, mi piacete assieme, eppure tu hai continuato ad attaccarmi ed ad insultarmi senza alcun motivo. Da me hai trovato la porta aperta, tu invece hai sbarrato la tua porta, giudicandomi senza conoscermi.”
Patrizia si giustifica con una facilità impressionante :” Mi è bastato sentire cosa mi ha raccontato Roberto”
Lavinia non ci sta, e questa volta alza leggermente la voce. Sembra che stia perdendo il controllo, nonostante sia ancora calma e posata. I primi segni di cedimento cominciano ad apparire comunque:” Quindi se avessi fatto quelle cose, sarei una brava ragazza. Non avendole fatte, sarei una ragazza cattiva. E’ questo che mi vuoi dire?”

In questo caso il ragionamento della mia compagna di classe fila. E se n'è accorta anche Patrizia. Infatti cambia discorso, senza farsi problemi:” Io e Roberto vorremmo stare un po 'da soli. Sai come è. Se ci vedi bene come coppia, lasciaci passare una bella serata assieme.Oppure eri falsa prima ?”
Lavinia aspetta un attimo a risponderle. Sicuramente la sua pazienza è finita, però cerca comunque di rimanere lucida, e di non entrare in un terreno di ulteriore scontro. Decide così di dare ragione alla mia nuova amica:" Hai ragione,vi chiedo scusa. Anche perché non sono da sola, e non è giusto per come mi sto comportando. Devo portare rispetto per chi è con me.”
Bruno e Luca mi sorridono. Si sentono di nuovo in partita. Il loro sguardo e’ come se mi dicesse:” Ride bene chi ride per ultimo.”
Il problema è che Patrizia non si accontenta di aver vinto. Vuole stravincere. E così ancora una volta attacca la mia compagna di classe:” Divertiti allora con i due professionisti. Hai già deciso chi ti sborrerà in bocca dei due ?”
Questa volta è Patrizia ad essere caduta nella trappola di Lavinia. Infatti lei le risponde con molta gentilezza, mettendo in mostra il suo migliore sorriso:” Nessuno dei due. Non passo la serata con loro, ma con il ragazzo a quel tavolo.“
Gira il viso verso un tavolo, e noto un ragazzo seduto. E’ alto e ben messo fisicamente. Stupendo di viso. Altro che Bruno. Quello è su un altro pianeta. Mentre lo guardo, Lavinia continua a parlare:” Si chiama Oceano.”

Torniamo ad Aldo.
È una notte lunga e travagliata. Dopo quello che è successo, chiudere occhio è impossibile. I pensieri tornano continuamente, mescolando preoccupazione, incredulità e un senso di inquietudine, che non mi danno tregua fino al alba. Ho fatto il figo con mia sorella, mi sono posto in modo volgare. D’accordo, lei non si è arrabbiata. Domani mattina vedrà ancora le cose come prima, o non mi rivolgerà la parola? O peggio ancora lo dirà ai nostri genitori? Dopo la mia scenata in gelateria, e dopo che ha sentito il mio cazzo duro, mi sono sentito smascherato. A quel punto non ho avuto altra scelta, se non di parlarle chiaramente.
Riesco ad addormentarmi solamente per un’ora circa e, in quel lasso di tempo, mi tornano in mente la bocca e la lingua di mia sorella. Solamente che questa volta non è intenta a leccare e a gustarsi un gelato, ma sta occupandosi di un cazzo bello duro. Non vedo in faccia a chi appartiene, vedo solamente la lingua di Dorotea, intenta a leccare la cappella. Diversi colpetti lenti, per assaporare il più possibile il pisello del fortunato. Chissà come sta godendo. Pagherei qualunque cifra per essere al suo posto. Glielo lecca con una passione incredibile, si vede che le piace. E’ praticamente diventata una divoratrice di cazzi.
Un attimo: il cazzo inizia a sborrare e tutto svanisce. Purtroppo mi sveglio, rendendomi conto che era solamente un sogno, e che è il mio uccello ad aver sborrato. Ho una mano completamente piena di sborra, ma chi se ne frega. Mi pulisco sulle lenzuola, non ho voglia di andarmi a lavare le mani. Tanto in camera mia non dovrò mai portare alcuna ragazza. Inoltre i nostri genitori ci hanno insegnato che dobbiamo rifarci il letto da soli, senza l’aiuto di nessuno. Intanto la sveglia suona: devo vestirmi ed andare a fare colazione, così la incontrerò.
Mi vesto con movimenti rapidi, quasi spezzati, come se ogni capo fosse una decisione urgente da prendere, prima che sia troppo tardi. Apro l’armadio e lo richiudo subito, poi lo riapro: niente sembra andare bene. Tiro fuori una maglia, la appoggio sul letto, la cambio con un’altra. Mi guardo allo specchio più del necessario,come se l’immagine riflessa possa prepararmi al incontro. Tutti segnali che indicano il mio forte nervosismo.Non mi sto solo vestendo,: mi sto preparando. Come se i vestiti possano diventare una piccola armatura contro l’imprevedibilità dell’incontro con mia sorella. No basta, non ha senso continuare così. Smetto di pensarci, indosso le prime cose che mi vengono a tiro, e mi dirigo in sala.

Lei è già lì, intenta a fare colazione. Ha una camicetta rosa non particolarmente attillata, con dei jeans chiari, abbinati a delle scarpe da ginnastica bianche. Mi piace tantissimo quando indossa quella camicetta, perché sempre scattano dentro di me delle fantasie erotiche. Non le slaccerei i bottoncini, glieli strapperei proprio. Vorrei che le sue grosse tette uscissero in modo impetuoso. Non avrei neanche pietà del suo reggiseno. Glielo strapperei e basta, anche a costo di farle male. Credo che la prima volta quelle mammelle dovrebbero uscire fuori in un modo indimenticabile. Se ne dovrebbe ricordare tutta la vita, e soprattutto così non farebbe storie la volta dopo.
Mi siedo anche io, e lei continua a fare colazione, facendo finta di nulla. Non vuole parlare per prima? Va bene, nessun problema; ci penso io:” Allora ci hai riflettuto?”
Smette di mangiare, tenendo in mano il biscotto, appena inzuppato nel latte:” A cosa?”
Non ci credo, fa finta di essersi dimenticata. Le rinfresco la memoria:” A quanto successo stanotte”
Appena sente le mie parole, sul suo volto appare un’espressione di puro stupore. Le sopracciglia si alzano, gli occhi si spalancano e le labbra restano leggermente socchiuse” Cosa è successo?."
Parlando piano, per il timore che possano sopraggiungere i nostri genitori, le dico:” Dorotea; sei venuta in camera mia, sotto le coperte.”
Si mette la mano davanti la bocca, per nascondere un principio di risata:” Aldo; scusami, ma questa è veramente una barzelletta.Devi aver sognato.”
Mi sta prendendo in giro, non ci sono altre possibilità. Sono certo di non aver sognato, anche perché poi sono stato praticamente tutta la notte sveglio. Le faccio notare questa cosa:” Non è vero.”
Dorotea appare divertita:” Dai, allora raccontami il sogno.”
Questa sua sicurezza e spavalderia mi mette in difficoltà. Sul suo viso e dai suoi gesti non appaiono segni di incertezza o nervosismo. E se fosse sincera, e se io avessi veramente sognato? Però la cosa mi appare alquanto strana. Preferisco lasciar perdere, almeno per ora:” Scusami, sara’ come hai detto.”
Di fronte alla mia ritirata, mia sorella torna alla carica:” Aldo; ora sono curiosa.”
Vuole giocare? Va bene, giochiamo; e così la sfido platealmente:” Ti do solamente un indizio. Una parola di cinque lettere, non ti aggiungo altro.”
Mi guarda con aria stupita:” Potrebbero essere migliaia di parole.”
Ironizzo:” No, può essere solamente una parola, e lo sai benissimo.”
Mi guarda ancora per un attimo, per poi alzarsi e dirigersi in cucina, per portare la tazza usata. Non torna in sala, si dirige in camera sua per finire di prepararsi. Come tutte le mattine, andremo a scuola assieme.

Mentre ci dirigiamo verso l’istituto, provo a chiederle:” Come ti comporterai con Andrea?”
Improvvisamente si ferma, ma non per fare polemica:”Aldo; questa domanda me la aspettavo, e non mi stupisce. Mi comporterò come mi sono sempre comportata. Se lo incrocio nei corridoi, lo saluto. Tu se incroci Diana, non la saluti?”
Sicuramente la sua è una risposta che dice tutto e niente, ma non voglio alimentare polemiche. In questo caso preferisco darle ragione:” Giusto.”
Non mi sottraggo dal riportarle alla memoria quando dettole prima:”A proposito, hai capito a quale parola mi riferivo?”
Mia sorella torna a guardarmi curiosa:” Assolutamente no; Aldo. Puoi avere sognato di tutto: tu che mi accompagni al altare, tu che ti congratuli con me per la laurea, io e te in vacanza assieme. Devi darmi qualche indizio in più.”
Ironizzo:” Dorotea; ho fatto un sogno molto particolare, ed io ero molto felice. E il merito è stato esclusivamente tuo.”
“ Non è giusto che non lo voglia condividere con me” si mette a protestare.
Dopo una risposta simile, non posso far altro che dirle:” Ci penserò e ti farò sapere.”
Solamente che lei non sa che io non mi sto riferendo al sogno, ma al mio cazzo.Se vuole, quello può diventare il suo giocattolo preferito, fin da subito.

Durante l’intervallo, Moreno si avvicina a me:” Aldo; ho saputo cosa è successo. Perché ti sei comportato così? Andrea è un nostro amico.”
Gli rispondo:” Lo so; hai ragione, ma sua sorella mi ha fatto perdere le staffe. “
Sembra essere comprensivo:” Andrea non è arrabbiato con te, proprio per questo motivo. Sa che la colpa è di sua sorella. Però pensa che tu non possa sentirti offeso se, tra di lui e tua sorella, ci potrebbe essere una sana e sincera amicizia.”
Non posso negare il mio comportamento sicuramente sopra le righe:” Lo so, ho reagito male. Poi non ne ho più parlato con lui, perché non mi ha neppure salutato ieri sera.”
Moreno obietta:” Aldo; guarda che Andrea si è comportato bene. Non ha assolutamente alzato i toni, ed è riuscito a lasciar sgonfiare la cosa. Comunque è già tutto a posto. Ci abbiamo pensato io e Jessica.”
Non capendo la sua frase, gli chiedo delucidazioni:” Cioè?”
La sua risposta mi gela:” La mia ragazza ha scritto a tua sorella sui social.”

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