tradimenti
IL MIO STALKER ( CAP 5 )
26.09.2025 |
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"E, come quei colpevoli, che vengono trovati con l'arma in mano; ma proclamano la loro innocenza..."
Dopo cinque minuti, Filippo torna.Lo vediamo entrare, tutto fiero di se'.
Ha trovato un bicchiere, dove mettere la rosa.
Io gli chiedo:" Filippo; dove l' hai trovato? Vedo, che ti sei ingegnato!"
Filippo mi risponde:" L'ho chiesto al bar di fronte!"
Mario e Gennaro scoppiano a ridere.
Filippo li redarguisce:" Tranquilli; in pausa pranzo, vado al centro commerciale, a comperarne uno!"
Mario e Gennaro aumentano il tono della risata, iniziando ad applaudirlo.
Poi Gennaro va ad avvicinarci a Mario, si abbassa leggermente, fingendo di essere seduto; per fare la ola.
Neanche io, a quel punto, riesco a trattenere le risate.
Mi metto la mano davanti la bocca, per nascondere le risate.
Filippo mi guarda;ma non riesco a trattenermi: mi viene da ridere piu' forte.
Io dico:" scusate"; scappando il bagno, per cercare di smettere di ridere.
Arrivo in bagno, chiudendo la porta, dietro di me.
Ma quanto mi sto divertendo oggi?
E sono appena le otto e mezza.
Speriamo che la giornata continui cosi'.
Sono stata stronza, a ridere in faccia, a Filippo?
Avete ragione; ma non ce l'ho fatta, a trattenermi.
Ma come puo' dire, che va a comperare un bicchiere, al centro commerciale?
Per una stupida rosa.
Che poi, non mi piacciono neanche i fiori.
Appena riesco a smettere di ridere, mi do una sistemata e torno in ufficio.
Filippo resta a capo chino, facendo finta di niente.
Mario, con le labbra, silenziosamente, mi fa capire:" Si e' offeso!"
Gennaro si mette una mano davanti la bocca, per non ridere.
Io torno a sedermi, non dicendo nulla.
Anche perche', sinceramente, non saprei proprio cosa dire.
E, in questi casi, il silenzio e' la miglior cosa.
Arriva la pausa pranzo, e saluto tutti.
Devo fare di fretta, perche' ho solamente un'ora di pausa.
Appena esco dall' edificio, mi guardo intorno.
Ma, del mio stalker, sembra non esserci alcuna traccia.
Giro l'angolo, e mi incammino verso la pizzeria.
Mi viene un dubbio.
Mi fermo e mi giro.
Oltre la piazza, sulla strada opposta, collegata da una breve strada; c'e' il mio stalker.
Appena si accorge, che l'ho visto; si sposta e scompare.
Niente, non si vuole arrendere.
Devo muovermi; e' tardi.
Arrivo in pizzeria, e Vittorio e' li davanti.
Vittorio mi dice:" ciao Elena; sono contento di vederti !"
Lei mi risponde:" anche io. Allora, come stai ? Ho dovuto invitarti a pranzo , per saperlo !"
Intanto entriamo, e ci sediamo.
Lui mi risponde:" Elena; ti ho mandato la buonanotte, e non mi hai risposto !"
Io mi giustifico :" mi sono dimenticata !"
Lui obietta:" ci avresti messo dieci secondi, a rispondermi!"
Io replico:" però anche tu , Vittorio. Evita i mazzi di fiori, come emotion !"
Vittorio mi chiede :" vuoi decidere tu, che buonanotte, posso mandarti ?"
Io gli spiego :" ti conviene mandarmi una buonanotte, che mi piaccia ; o rischi, che mi dimentichi !"
Lui mi risponde:" come io posso dimenticarmi, di risponderti il mattino!"
Io obietto :" Vittorio; non sei il ragazzo delle foto ! Vola basso, per favore!"
Lui replica, stizzito :" se vuoi rinfacciarmelo tutta la vita , perché mi hai invitato ?"
Io gli rispondo :" perché sei un bravo ragazzo !"
Vittorio replica :" te ne sei accorta , vedo !"
Io gli rispondo :" si , ma non basta quello !"
Lui mi risponde:" servono le buonanotte, decise da te ?"
Io mi metto a ridere :" anche !"
Vittorio obietta:" non fa ridere !"
Io replico :" invece si. Avresti dovuto ridere !"
Lui esclama :" Elena; in centro , ci sono i negozi dei burattini !"
Io gli sorrido:" ah si? Mi accompagni ?"
Lui mi risponde :" Elena; non mi piace, come ti poni con me. Non sei la ragazza di prima !"
Io gli rispondo:" Vittorio; la chat è una cosa , la realta' e' un' altra !"
Lui mi chiede :" quindi fingevi, in chat ?"
Io gli spiego:" a noi ragazze, piace sognare il principe azzurro !"
Vittorio mi stuzzica:" magari l' hai trovato, e non lo sai !"
Io gli chiedo:" parli di Gianfranco, il direttore di banca ?"
Vittorio mi guarda e, senza dire nulla,si alza; andandosene.
Prende il giubbotto, senza neppure metterlo.
Io resto stupita e non faccio neanche in tempo, a reagire .
E' veramente un pagliaccio.
E, come quei colpevoli, che vengono trovati con l'arma in mano; ma proclamano la loro innocenza.
Li senti disperarsi:" Non sono stato io, non sono stato io!"
E chi e' stato, allora?
Finisco di mangiare, e vado in cassa, a pagare.
Mentre sono in coda ad aspettare, sento una voce familiare.
Mi giro.
E' Gianfranco.
Sta pranzando, con una ragazza, giovane e bella.
Che schifo.
Viene a presentarsi e, il giorno dopo, mangia con un'altra?
No, non ci siamo proprio.
Tocca a me, in cassa.
Pago, e poi passo accanto al tavolo di Gianfranco; dicendo alla ragazza, con lui:" Ti sta illustrando le condizioni di conto corrente? "
La ragazza guarda Gianfranco.
Lui si alza e mi dice:" Elena; aspetta, hai frainteso!"
Io replico:" Sicuramente!" e prendo il bicchiere con il vino, e glielo rovescio sulla camicia.
La ragazza si copre il viso, con una mano.
Io dico a Gianfranco:" Tanto un direttore ha sempre un ricambio in ufficio, no?"
Gianfranco obietta:" Elena; ma mi spieghi il tuo comportamento? Ieri mi sono presentato, per proporti di diventare nostra cliente. E' il mio lavoro. Mangio in questo locale, poiche' mangiano tante persone, che lavorano in zona. La banca mi paga, per attirare nuovi clienti. Abbiamo dei budget. Hai frainteso! Io sono felicemente fidanzato, da sette anni. Lei e' la mia ragazza!"
Io mi metto a ridere, guardando la sua fidanzata:" E' andata proprio, come ha raccontato ora. Ciao, ciao!"
Gianfranco replica:" Elena; ma e' la verita'!"
La ragazza di Gianfranco si alza:" Con me, hai chiuso!"
Gianfranco la supplica:" Amore; ma ti giuro. L'ho vista, per la prima volta, ieri, al bar!"
Io torno a ridere.
La ragazza di Gianfranco gli dice:" Peccato che il vino sia finito, altrimenti l'avrei imitata!" ed esce dal locale.
Gianfranco le va dietro; io urlo:" Ehi, vai via, senza pagare; direttore di banca?"
Gianfranco si gira, e vede i proprietari, molto scocciati.
Si avvicina al bancone:" Scusatemi!", tirando fuori il portafoglio.
Uno dei proprietari gli dice:" Ecco, bravo; paga! Ci hai promesso delle condizioni e, dopo neanche due mesi, la banca le ha modificate, unilateralmente! "
Lui si giustifica:" Ma passate in filiale, che ci diamo un'occhiata, assieme!"
La moglie del proprietario urla:" NO, TU CI VUOI NUOVAMENTE INCULARE! "
Gianfranco si gira, per guardarsi intorno.
Tutti lo stanno fissando.
Il proprietario continua:" Sai perche' siamo venuti da te? Perche' nostra figlia ha insistito, che cambiassimo banca! Ti piace abbindolare le ragazze, vero?"
Il direttore si giustifica:" Ma non e' assolutamente vero!"
La moglie del proprietario obietta:" SI, MIA FIGLIA MI HA RACCONTATO TUTTO; SCHIFOSO PORCO!"
Rimarrei volentieri ad assistere alla bellissima scenetta, ma devo tornare in ufficio.
Esco, tornando a ridere.
Vittorio ha provato a rovinarmi la giornata, ed io l'ho dovuta raddrizzare.
Nessuno dovra' provare a rovinarmi la giornata, oggi.
Sono stata cattiva? Perfida?
In fondo, non ho detto alcuna bugia.
Ho solamente parlato, usando un tono scherzoso.
La vita e' bella.
Bisogna sempre ridere.
Tanto, il loro rapporto era destinato a finire.
Stanno assieme da anni e, alla prima insinuazione, lei lo lascia?
Probabilmente le ho fatto un piacere.
Probabilmente la fidanzata di Gianfranco cercava un pretesto, ed io glielo ho servito, su un piatto d'argento.
Anche se, avendo ascoltato quanto detto dai proprietari del locale; Gianfranco non deve essere uno stinco di santo.
Mentre torno in ufficio, non vedo il mio stalker.
Si sara' ben nascosto, ma non ho tempo di cercarlo.
Devo sbrigarmi, ho un incontro con un cliente e Mario.
Il cliente e Mario mi stanno gia' aspettando.
Il cliente è incazzato, perché una sua dipendente ha contestato le retribuzioni.
Il cliente sbotta :" quella troia vuole cinque mila euro, per andarsene ? Cinque mila calci nel culo , altroché!"
Io gli rispondo :" signor Buntelli, non le ha pagato un sacco di straordinari !"
Lui mi domanda :" e come può dimostrarlo? C' è la mia parola contro la sua !"
Io obietto :" chiamerà a testimoniare le sue colleghe, e la fregherà!"
Lui si mette a ridere :" ed io farò passare loro l ' inferno!"
Io replico :" saranno i sindacati, a farle passare l'inferno!"
Lui dice a Mario:" e tu le permetti, di parlarmi così? Cos'e', ti succhia il cazzo ?"
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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