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E' un mondo difficile ( capitolo 30 )


di chiara94
17.01.2026    |    962    |    195 6.5
"Perché io non scopo e gli altri si? Mia sorella aggiunge:” Intendi proprio quello?” Mi giro, anche se siamo al buio..."
Corrado annuncia:” Gaia; ti scrivo dopo. Adesso è meglio che parliate voi due, da soli.”
Gaia concorda:” Forse hai ragione. Ci sentiamo dopo. Credo che l’ avvocatessa di Francesco vorrà rimanere.”
Sta parlando di Valentina. E’ veramente stronza. La mia migliore amica non dice nulla, anche perché Gaia è stata chiarissima. Non vuole ascoltare i suoi pareri e i suoi consigli.
Prima di allontanarsi, Corrado mi dice:” Francesco; vedrai che, a fine serata, capirai di aver fatto tanto casino per nulla.”
Rispondo:” A quel punto, lunedì potrai insultarmi.”
Corrado scoppia a ridere:” Batti un cinque. Forse, in fondo in fondo, sei uno giusto.”
Gaia applaude:” Bravi entrambi. E’ con questo spirito qui, che vi voglio sempre vedere. Oggi esco con Corrado, domani con Francesco.”
Corrado le sorride:” Gaia; sei una ragazza eccezionale. Sei riuscita a ribaltare una situazione difficile, ed a riportare la pace e la quiete”
Ma che cazzo dice? Forse non si è reso conto, che io sto facendo buon viso a cattivo gioco. Ma non accetterò mai un rapporto simile. Posso accettare che Gaia si metta con un altro, ma non questo continuo mettersi in mostra e schiacciarmi. Gaia e’ d'accordo:" Non e ‘ stato facile ma, con un po’ di pazienza, ho fatto ragionare tutti.”
No, non è assolutamente così. Non è che ci ha fatti ragionare tutti, ha semplicemente imposto il suo pensiero. Ed ovviamente ci siamo dovuti adeguare. Ha radicalmente modificato il suo modo di rapportarsi con Valentina. Non gliene frega nulla della sua amicizia. Se si è comportata così con lei, potrebbe fare la stessa cosa con me.

Corrado si allontana, e rimaniamo noi tre. Valentina le domanda:” Gaia; adesso voglio una risposta. Veramente uscirai con Corrado?”
Gaia si gira a guardarmi. Resto impassibile, anche perché non saprei cosa dire. Visto il mio silenzio, le risponde:” Ma si, tanto si sono chiariti. Sono contenta di come si è posto Francesco alla fine.”
Anche la mia migliore amica si gira verso di me. Mi sono stufato di essere guardato, e così chiarisco:” Valentina; Gaia può fare quello che vuole.”
Le due ragazze tornano a guardarsi, con Gaia che interviene:” Francesco; ma non abbiamo risolto il problema? Se rispondi così, mi dai l'impressione di essere in disaccordo.”
Le faccio presente:” Gaia; non devi preoccuparti per come prendo la cosa. Non sei la prima ragazza che preferisce uscire con un altro, invece che con me. E succederà ancora con altre ragazze. Ne abbiamo già parlato fin troppo. Se ne dovete parlare ancora, preferisco andare via.”
Non prende bene la mia risposta:” Non capisco questo improvviso cambio d’umore. Abbiamo deciso stasera con Corrado, domani con te.”
Inizio a non sopportare più la situazione:” Hai deciso tu, che è diverso. E comunque, domani sera, non uscirò con voi.”
Sorride:” E’ tornato il bambino.Francesco; parla chiaro. Devo solamente uscire con te?”
Questa mi prende per il culo, non posso continuare a stare zitto:” no, assolutamente no; Gaia. Mi sei scaduta del tutto. Ti credevo diversa. Hai dato il numero al primo coglione. Ci uscirai. E’ tuo legittimo diritto uscirci,però non puoi programmare la mia vita. Domani sera volete uscire con i miei amici? Usciteci pure. “

Valentina mi ferma:” Francesco; lascia parlare me.” e rivolgendosi a Gaia:” Ma non c’è’ proprio qualcosa che si può fare? Sai che è innamorato di te, e ti comporti così?”
Gaia scuote la testa:” Ma non l'ho illuso, lui sa come la penso. Ed essendo solamente un amico, io posso uscire anche con altre persone.”
Prendo il cellulare e faccio qualche operazione. Le due ragazze si accorgono della cosa. Gaia mi domanda:” Francesco; cosa fai scusa?”
Le spiego tranquillamente:” Vi ho bloccate sul cellulare. E ho cancellato anche i vostri numeri. Non voglio più sapere nulla di voi.”
Mi domanda:” Lo sai che andiamo alla stessa università?”
“ Non sono stupido come tu pensi; Gaia. Verrò a seguire le lezioni, e poi me ne andrò. La colazione la posso fare a casa e, dopo la lezione, non devo venire al bar. “ Le spiego.
Ironizza:” Non uscirai più coi tuoi amici, uscirai in altri posti, e poi che altro ancora?”
Ribatto:” Non è necessario che tu faccia la spiritosa. Siamo in un capoluogo di regione, ci sono mille locali e mille modi per divertirsi. “
Gaia torna a sorridere:” D’accordo Francesco; vedremo.”

Valentina interviene:” Basta Gaia; la soluzione è solamente una, e la sai anche tu.”
L’amica la fissa, rimanendo in silenzio. Mi alzo per andarmene, quando Valentina mi blocca:” Francesco; chiedi a Gaia, di non uscire con Corrado.”
E' più forte di me, non riesco più ad accettare la situazione:” Valentina; smettila anche tu ora.Non mi umilio fino a questo punto. Lei può fare quello che vuole. Tanto quel fenomeno si preoccuperà di farmi sapere ogni dettaglio della serata. In qualunque caso, il mio rapporto con Gaia terminerà. “
La mia migliore amica non è d’accordo:” Francesco; io sto cercando in tutti i modi di aiutarti.”
Rifiuto:” Vale; non voglio il tuo aiuto. Ieri Gaia mi ha fatto un discorso, chiedendomi di mettermi alla prova in uscite di gruppo. Ho accettato. Adesso parla di uscite da sola con altri. E’ liberissima di farlo ma, cambiando le carte in tavola; io rifiuto la sua proposta.”
Gaia replica:” D’accordo Francesco; come vuoi. Allora abbiamo finito di parlare.”

Valentina batte il pugno sul tavolo:” Gaia; rifiuta l’uscita con Corrado.”
Lo sguardo di Gaia torna a posizionarsi su di me:” Cosa ne pensi di quanto ha detto Valentina?”
Ormai sono fuori di testa:” E’ un’idea semplicemente del cazzo. Corrado, Mariano, i miei amici; ci sarà sempre qualcuno con cui uscirai. Non si risolverebbe il problema. Che poi non è un problema, proprio perché mi hai già detto di no.”
Valentina le domanda:” Posso farti una domanda; Gaia?”
Al cenno di sì con il capo, la mia migliore amica le chiede:” secondo te , stasera Corrado vorrà scoparti, a fine serata ?”
Gaia non sembra molto sorpresa, rispondendo comunque in maniera ambigua:” Ieri sera Francesco ci ha provato con me.”
Valentina le fa presente:” La mia domanda è un’altra.”
L’amica allarga le braccia:” Non ne ho idea. Non è un problema che mi pongo.”
La mia migliore amica la mette in guardia :”Anche Corrado ci proverà con te.”
Gaia le domanda:” E?”
Valentina chiede:” Cosa ?”
L’amica le spiega:” Se lo facesse, quale sarebbe il problema?Francesco l’ha fatto, io mi sono arrabbiata?”

Intervengo:” Nessun problema. La tua risposta spiega tutto.Però almeno non prendermi per il culo. Non ho ancora digerito il no, e dunque sono molto ostile, anche se non dovrei esserlo.”
Gaia ribatte:” Francesco; se le avessi risposto che non ci proverà sicuramente, in quel caso avresti potuto accusarmi. La possibilità c’è, non lo nego.”
Valentina mi guarda:” Francesco; vuoi che ti presenti un’altra mia amica?”
Rifiuto:”Per presentarmi un’altra ragazza come Gaia?”
Gaia non prende bene la mia risposta:” Francesco; e’ colpa mia, se non provo altro che un sentimento di amicizia?”
Preferisco non risponderle. Mi ha già fatto tanto male. Insistere sarebbe inutile. E peggiorerei solamente la situazione. Gaia si alza:”Visto che non rispondi, credo che il discorso sia finito. Ci sentiamo in gruppo coi ragazzi per domani; Vale.”
Valentina non vuole saperne di arrendersi:” Gaia; ti prego, rinuncia all’uscita.”
Gaia cambia discorso:” Ci sentiamo in gruppo più tardi.” e si allontana.

Resto da solo con Valentina, che mi critica:” Francesco; avresti dovuto chiederle di non uscire con Corrado.”
Mi metto a ridere:” E dopo? Cosa sarebbe cambiato? “
Valentina mi guarda:” Magari ti avrebbe accontentato.”
Mi alzo:” Cosa hai fumato; Vale? Ma lo vedi come si comporta? Ci vediamo lunedì all’università. Non parlarmi di uscite con i miei amici. Non ci sarò. Voi fate cosa volete.”

Torniamo a Roberto.
Lavinia si accorge che sto cercando di mandare un messaggio, bloccandomi prontamente:" Roberto; cosa stai facendo?”
Parlo velocemente, in quanto colto dall’ansia:” Voglio mandare un messaggio a Bruno, per chiedergli di aiutarci.”
La mia compagna di banco mi guarda:” Sarebbe una tua totale resa, lo sai?”
Le domando:” Cosa intendi?”
Mi spiega:” Sarebbe come cedermi a lui.”
Obietto:” No, perché non sei la mia ragazza. Lo farebbe per uno spirito di solidarietà.”
Sospira:” Piaceri del genere si pagano, e tanto anche.”

Intanto i ragazzi continuano a prendere a calci la porta. Stranamente sembra resistere ancora. Guardo il mio cellulare. Devo scrivere a Bruno, o Lavinia rischierà di essere violentata. “ No Roberto; non farlo.” Lavinia ripete il suo concetto.
La porta sta cedendo. I calci sono molto forti. I ragazzi riescono a spalancarla e ci ritroviamo con davanti loro cinque, con il cazzo di fuori. I loro uccelli hanno delle dimensioni simili alla mia, tranne uno che ce l’ha molto più grosso. Sembrano delle belve affamate. Lavinia abbassa un attimo lo sguardo, per guardare i loro cazzi. Questo momento dura solamente una frazione di secondo, ma sono riuscito ugualmente ad accorgermene. Torna subito a guardarli in faccia, senza comunque lasciar trasparire alcun timore.Invece io sono come paralizzato. Ho perso l’attimo giusto per mandare il messaggio a Bruno, ora non me lo permetterebbero. Prenderebbero il mio cellulare e lo butterebbero a terra. Uno di loro dice:” Dai troia; occupati dei nostri cazzi.”

Lavinia, non smettendo mai di guardarli, indietreggia fino alla parete. I ragazzi avanzano lentamente, verso la loro preda. Uno di loro si gira a guardarmi, con uno sguardo molto minaccioso. E’ un messaggio esplicito. Devo farmi i cazzi miei. Così anche io indietreggio fino alla parete perpendicolare a quella, dove è appoggiata Lavinia. Uno dei ragazzi si avvicina a Lavinia. Deve essere il loro capo:” Dai, toccamelo.”
E’ uno di quelli che ha il cazzo simile al mio. Lavinia continua a guardarlo in faccia. Lui si avvicina ancora a lei, ed inizia a sbattere il cazzo su una coscia di Lavinia, coperta dalla salopette :” Lo senti quanto è duro?”
Non c’e’ alcuna reazione da parte di Lavinia, e neanche da parte mia. Il tizio porta il cazzo verso la mano di Lavinia, e la colpisce sul dorso della mano:” Dai, prendilo in mano. Tanto lo so che ti piace.”
La situazione si sta facendo pericolosa, ed io non riesco a reagire. Se reagissi, potrebbero farmi molto male. Il tipo insiste:” Il tuo amichetto ha addirittura ritirato il cazzo nei pantaloni, è un codardo. Hai ancora cinque cazzi, tutti per te.”
Di nuovo il cazzo duro del ragazzo colpisce il dorso della mano di Lavinia. Lei rimane sempre glaciale, un po’ come e’ stata con me, il giorno prima.

Mi viene un’idea:” Guardate che ha il ragazzo, ed è uno molto più grande di noi. E’ pure molto pericoloso. E’ uno di quelli che esce al parco, ma nelle zone da noi non frequentate.”
Il tipo, più vicino a Lavinia, si gira a guardarmi:” E cosa potrebbe farci; sfigato?”
Li metto davanti ad una scelta:” Dovete mettere sulla bilancia le due cose. Un pompino fatto dalla mia compagna di banco, e un proiettile in mezzo alla fronte. Ne vale la pena?”
Gli altri quattro guardano il loro presunto capo. Lui si accorge della loro insicurezza:” Sta dicendo cazzate, non credetegli.”
I quattro sono molto incerti, tornando a guardarmi. Mi rivolgo a loro:” Si, ha ragione. Non c’e’ tutta questa certezza.Fatevi fare un pompino da lei.”

Sentendo queste parole, Lavinia si gira a guardarmi. La tensione è alle stelle. I dubbi riescono a sopraffare i ragazzi, e così si allontanano velocemente dal bagno.Non sono riusciti a reggere la tensione. Rimane solamente il loro capo. Adesso siamo uno contro uno. Però soccomberei ugualmente. Lui ha ancora in mano il suo cazzo duro, incerto su cosa fare. Sicuramente non si aspettava che i suoi amici lo abbandonassero. Tento il tutto per tutto:” Mettiglielo in mano, no?”
Nuovamente Lavinia torna a guardarmi, senza dire nulla. Sto rischiando tantissimo. Sono su una mina, pronta ad esplodere. Il ragazzo guarda la mano di Lavinia. E’ vicina al suo cazzo. Potrebbe prendergliela, e con l’altra mano farle impugnare il cazzo, e poi obbligarla a chiudere la mano. A quel punto, aiutandosi con entrambe le mani, la obbligherebbe a fargli una sega. E lei non potrebbe ribellarsi, vista la mia incapacità a difenderla. Ma la colpa in fondo è sua, che non e’ stata con Bruno nel intervallo. Già, se fosse stata con lui, nessuno si sarebbe avvicinato a lei, perché Bruno viene rispettato, e di conseguenza viene rispettata anche la sua ragazza.

Il ragazzo torna a guardarmi:” E come mai tu sei qui con lei?”
Gli dico la prima balla, che mi viene in mente:” Volevamo farci una canna, tutto qui. Mica potevamo farcela dove eravate voi, con il rischio che qualche professore o qualche bidello entrasse. Lavinia è la mia compagna di banco, perché io sono un coglione, e il suo ragazzo ha scelto me proprio per questo. Un coglione non può provarci con la sua ragazza. Avete capito un cazzo. Pero’ forse ci sarei cascato anche io, se avessi ragionato con il pisello, invece che con il cervello.”
Mi guarda per un secondo,per poi scappare via anche lui.

Adesso siamo solamente io e Lavinia. Il pericolo è scampato. E’ il momento giusto. Allungo la mano per prenderle la sua, e riportarla nel corridoio Ma lei rimane ferma, rifiutandosi di darmi la mano. Toglie subito lo sguardo da me, e si allontana dai bagni, da sola. Sicuramente mi disprezza, mi odia, ma le ho salvato la vita. Purtroppo e’ una ragazza, e non lo capirà mai. Esco anche io dal bagno e la campanella suona. E’ il momento di tornare in aula. Mentre mi dirigo in aula, mi accorgo che Bruno e Lavinia stanno parlando da soli, accanto ad una colonna.

Torniamo ad Aldo.
Vado in camera mia. Mi tolgo velocemente le scarpe e mi sdraio sul letto, senza neppure spogliarmi. Sebbene non faccia freddo,tiro su la coperta. C’e’ qualcosa che non va però. Già, la tapparella e’ ancora alzata. La luce mi infastidisce. Mi alzo, decidendo di creare la massima oscurità possibile. Sono giù di morale. Mi rannicchio sotto le coperte, come se avessi paura del buio. No, non ho paura di quello. Ho paura del mondo esterno, e dei suoi demoni. Solamente nel mio letto, sotto le coperte, mi sento al sicuro. Sono stato tradito da tutti, anche da mia sorella. Comunque la colpa rimane mia, non avrei mai dovuto scrivere a Diana. Sono brutto, e mi metto a scrivere alle ragazze? Quello lo possono solamente fare i belli. Io posso esclusivamente limitarmi a guardare, come quando Moreno e Jessica si baciano con lingua. Ed è già un onore che mi concedano ciò. Non sono un guardone, però sempre meglio di niente. Mi immedesimo in Moreno, pensando di essere io, a baciare Jessica. Però io sarei più dolce, più romantico. Non so se riuscirei a trovarmi con una come Jessica, che va subito al sodo. Io preferirei sfiorarle le labbra, assaporarle, sentire il suo profumo. Invece Jessica tira fuori la sua grossa lingua, e va a leccare quella di Moreno.Probabilmente a loro piace essere guardati. Moreno si crede invincibile durante quegli show. Lo sentiamo parlare dopo. Parla come se fosse il più figo di tutti, il bellone ambito da tutte le ragazze.

Nonostante il buio, è troppo presto. Non riesco ad addormentarmi. Improvvisamente sento bussare. E’ mia sorella, che mi chiede di entrare. Acconsento e lei viene a sedersi sul letto, accanto a me:” Aldo; io capisco che tu possa essere arrabbiato, però e’ necessario che tu inizi ad uscire con una ragazza. Andrà male? Molto probabilmente si, però vedila sotto un altro punto di vista. E’ solamente un allenamento, un modo per familiarizzare con le ragazze. Così, quando conoscerai quella che ti farà battere veramente il cuore, sarai pronto. Sei troppo timido e imbranato, per poter ambire ad una ragazza. Scusami se ti parlo così, ma sono tua sorella, e ti voglio un bene dell'anima. Se non te le dico io le cose, chi te le dice?”
Obietto:” D’accordo, ma abbiamo detto che l'uscita è in funzione della mia conoscenza con Diana. Sappiamo già che non ci stara’ con me, quindi cosa ci esco a fare ?”
Dorotea non mi risponde subito. Ho detto qualcosa che non va? I secondi passano, e il silenzio assordante di mia sorella e’ più forte di qualsiasi urlo:” Cosa c'è?
Passa ancora qualche secondo, e poi finalmente Dorotea riprende a parlare:” Aldo; ma cosa intendi con quella frase?”
Non le rispondo. Forse ho esagerato,però non sono riuscito a trattenermi. Perché io non scopo e gli altri si?
Mia sorella aggiunge:” Intendi proprio quello?”
Mi giro, anche se siamo al buio.Non voglio sentire i miei occhi su di me, sebbene siamo nella totale oscurità:” Cosa ci sarebbe di strano? Molti nostri coetanei già scopano, io no. “
Mia sorella replica:” Aldo; anche io non faccio quelle cose, eppure vivo ugualmente bene. Non è ancora il momento. Prima devo diplomarmi, poi laurearmi, trovare un lavoro e poi forse conoscerò un ragazzo. “
Le chiarisco nuovamente:” Dorotea; non voglio uscire con loro.”
Mia sorella cerca di convincermi:” Facciamo così; usciamo con loro, e dopo dieci minuti torniamo a casa. Se sua sorella si comporterà male, non saluterò più Andrea, quando verrà qui. Se sua sorella si comporterà male, la colpa sarà anche sua.”
L'idea in fondo non mi dispiace. Diana mi ha umiliato, Dorotea umilierà Andrea. E così saremo pari:” D’ accordo.”
Dorotea mi consiglia:” Fatti una doccia, e mettiti un po 'di profumo. Così migliorerai la tua immagine. Alle ragazze piace il profumo maschile.”

Mi sorge una domanda spontanea:” E ai ragazzi?”
Mia sorella sembra sorpresa:” Non ho capito”
“ Tu metterai il profumo?” le chiedo.
Aspetta un attimo, prima di rispondermi:"Sì, ma per noi ragazze è normale”
Pongo un’ altra domanda:” E come ti vestirai?”
Anche stavolta tarda a rispondere:" Normalmente.”
Insisto:” Ma a te Andrea piace?”
Lei mi rassicura:” Ma no, Aldo; cosa vai a pensare?”
Intanto il cazzo mi è diventato duro. Siamo nell'oscurità, sono sotto le coperte, ed inizio a segarmi. Lo so, mi sego su pensieri sbagliati, ma è più forte di me:” Se vuole uscire con te, è perché gli piaci “
Mia sorella si affretta a dire:” No, Aldo. Noi usciamo in qualità di vostri accompagnatori”
Mentre continuo a segarmi il cazzo,non mi arrendo:” Anche lui vuole avere la ragazza, lo sai?”
Ammette:” Non mi stupisce la cosa. Tutti i ragazzi vogliono affrettare i tempi.”
La metto in guardia:” Magari vuole te.”
Dorotea esclude la possibilità:” Aldo; non dire stupidaggini. Ti ho già detto come la penso.”
Le faccio l'ultima domanda:” E dopo che avrai trovato un lavoro, usciresti con lui?”
Sembra pensarci:” Fra tanti anni,chi lo sa. Oggi sicuramente sarà un’ uscita, dove mi preoccuperò di aiutarti con Diana. “

Sono venuto. Ho la mano piena di sborra. Si potrebbe sentire l'odore.Come mi giustificherei? Devo mandare via Dorotea:” D’ accordo, parla coi nostri genitori. Ora vai, che mi preparo “
Lei mi domanda:” Vuoi che mi sdraio un po’ con te?”
Dovrei risponderle:” No, non è possibile. Ci sono delle macchie e tracce di mia sborra e inizieresti a farci la conoscenza. “
Cosa sto pensando? Sono impazzito? E' mia sorella. Così le rispondo:” No, ti ringrazio; mi alzo anche io. Così mi faccio la doccia.”
Mi avvisa:” Mi raccomando; Aldo. Non fare battute stupide e non dire cose fuori luogo.Hai sentito anche tu cosa ha detto Diana.”
Le rispondo :” lo so perfettamente.”
Mia sorella chiude il discorso:" Vado a vestirmi anche io."
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