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E' un mondo difficile ( capitolo 23 )


di chiara94
19.12.2025    |    528    |    103 7.8
"” “ Hai anche lo smalto rosa sulle unghie dei piedi?” mi spingo a chiedere..."
Rimango sorpreso da questa richiesta.
Ma in che senso, mi ha chiesto di andare a fare un giro?
Guardo Valentina, che mi dice:” Francesco; con Gaia è tutto a posto. Ieri le ho parlato. “
Sempre più in confusione, le chiedo:” Valentina; ma tu hai capito il mio discorso di ieri?”
La sua risposta è:” e tu hai capito, cosa ti ho detto?”
Obietto:” ieri Gaia mi ha detto che non sarebbe più uscita con me, almeno per il momento.”
Gaia interviene:” Francesco; parla direttamente con me. Sono presente. Mi vedi?”
Non capendo la situazione, mi è parecchio difficile destreggiarmi.
La mano di Gaia si muove davanti alla mia faccia:” Francesco; ci sei?”
Finalmente parlo:” Sì, è solamente che non so cosa dire.”
Mi fa presente:” Ed allora chiedimi.”
Valentina interviene:” Francesco; chiedile.”
Mi indispettisco fortemente:” Ma cosa?”
Nuovamente prende la parola Gaia :” Francesco; puoi chiedermi: ma avevi detto che non saresti più uscita con me, almeno per il momento.”
Più di guardarla, non posso fare altro:” Ok.”
Un sorriso appare sul volto di Gaia:” Chiedimelo.”
Mi stanno trattando nuovamente come un pagliaccio.
Ma non vedo vie d’uscita.
Voglio capire il motivo di questo cambio di programma, e così la accontento:” Gaia; ma avevi detto che non saresti più uscita con me, almeno per il momento.”
Valentina approva la mia risposta:” Bravo; Francesco.”
Nuovamente il sorriso appare sul volto di Gaia:”e’ vero,ma poi ho parlato con Vale. Devi ringraziare lei.”
Mi limito a chiedere:” posso sapere, cosa ti ha detto?”
Mi accontenta:” è molto semplice. Che sei un po 'stressato per l'università e che, tante incomprensioni tutte insieme; ti hanno fatto apparire, come non sei. Lei ti conosce da una vita, e mi ha garantito che non sei così."
Ha scoperto l’acqua calda:” ma il problema non è quello, e lo sai benissimo”
Ecco dov'è il trucco.
La risposta di Gaia lo certifica:” Però è normale che io abbia piacere ad uscire con un amico.”
Torno a guardare Valentina, che mi mette in guardia:” Francesco; non aggiungere nulla. Esci con Gaia, e basta. Ogni parola in più, è un errore. Ti ha invitato ad uscire? Esci con lei e non essere pesante. Tutti i ragazzi vorrebbero essere al tuo posto, in questo momento. E tu cosa stavi facendo? Volevi iniziare nuovamente ad essere polemico.”

Non ha tutti i torti.
Facciamo questa uscita,e vediamo come va.
Anche se temo una specie di trappola.
Non ho idea di cosa si siano dette.
Non ci credo assolutamente alla motivazione dettami da Gaia.
Penso che mi abbia detto le prime stronzate, che le sono venute in mente.
Stress universitario?
Incomprensioni?
Ma cosa si sono fumate quelle due?
Non può aver cambiato idea, solamente perché Valentina le ha dato delle garanzie.
Non mi hanno sicuramente detto qualcosa.
Sono certo che, durante l’uscita, scoprirò questo qualcosa.
Così accetto il suo consiglio:” ok, va bene.”
Valentina mi sprona ancora una volta:” Francesco; pero’ mettici un pò più entusiasmo. Sembra che sia un peso per te, uscire con Gaia.”
Mi sforzo di sorridere:” Hai ragione”, e guardando Gaia:” Sono molto contento di questa opportunità, che mi dai. Grazie di cuore.”
Gaia ricambia il sorriso.

Usciti dal bar, ci dirigiamo a lezione.
Le due ragazze vengono a sedersi, dove mi siedo io.
Valentina si rivolge all’amica:” siediti tu, accanto a Francesco.”
L’amica declina l’offerta:” Siediti pure tu, accanto a lui. Tanto, con lui, esco dopo. In fondo, siamo a lezione. Mica possiamo parlare.”
Non lo trovo assolutamente un discorso sbagliato.
Infatti faccio finta di nulla.
Valentina mi chiede di spiegarle un argomento, che non ha capito.
Mentre spiego a Valentina, mi accorgo che Gaia fa un cenno con il braccio.
Sta richiamando l’attenzione di una persona.
Questa persona la raggiunge.
E’ il ragazzo di ieri.
Gaia gli ha tenuto il posto.
Ecco perché non si è seduta accanto a me.
Devo finirla comunque di avere questi pensieri.
Il ragazzo la saluta, si siede, ed iniziano a parlare per i fatti loro.
Spiegando a Valentina, non riesco ad ascoltare il loro discorso.
I coglioni tornano a girarmi.
Ecco perché dopo esce con me.
Ma no, è impossibile.
Come ha sempre ribadito, lei può fare quello che vuole.
Ma quando cazzo arriva il professore?
Per una volta, voglio cercare di non perdere il controllo.
E così provo a concentrarmi, nel aiutare Valentina.
Finalmente, dopo dieci minuti, arriva il professore.

In pausa, Gaia e quel misterioso ragazzo ragazzo riprendono a parlare.
Valentina si inserisce nel discorso dei due:” Di cosa state parlando?”
Gaia la coinvolge nel dialogo:” Corrado mi ha raccontato che, ieri sera, sono andati a sentire suonare in un locale. Mentre ieri pomeriggio hanno fatto l’aperitivo in centro.”
Valentina domanda al ragazzo:” E quando studi?”
Corrado inizia a vantarsi:” Io sono intelligente, non ne ho bisogno.”
Gaia si rivolge a Valentina:” Se abbiamo bisogno di aiuto, sappiamo a chi rivolgerci.”
Come se io fossi un coglione.
Spero che Valentina faccia presente a Gaia , che io l’ho aiutata poco prima.
Invece niente.
Se ne esce con la classica frase cretina:” Avrà la fila di ragazze, che vogliono il suo aiuto.”
Corrado si mette a ridere:” Ce ne sono un pò, è vero.”
Ridendo, anche Gaia esce con una battuta infelice:” Dobbiamo prendere il bigliettino?”.
La risposta di Corrado è patetica:” Mandatemi un messaggio su whatsapp, così vi mettete in coda.”
Valentina esclama:” Che furbo, che sei. E' un modo per chiedere il numero di telefono alla mia amica.”
Corrado replica:” Sono di bocca buona.”
Gaia scoppia a ridere.
Si sono completamente dimenticate della mia presenza.
E stanno facendo le puttane davanti a me.
Sono liberissime di farlo..
Ma perché dopo Gaia vuole uscire con me?
Valentina esclama:” Gaia e’ come un cioccolatino.”
Corrado le domanda:” Fondente o al latte?”
Gaia torna a ridere:” Al latte, ma con dentro il croccante.”
Il ragazzo ribatte:” Allora sei proprio da assaggiare.”
Gaia e Valentina scoppiano a ridere.

Non resisto più.
Non me ne frega niente dell’uscita con Gaia.
D’accordo, possono fare quello che vogliono.
Ma sto facendo la figura del coglione.
E così mi alzo, per andare a prendere un caffè.
Valentina se ne accorge:” Francesco; dove vai?”
Mi giro molto lentamente, per mantenere la calma e recuperare la lucidità:” Mi sgranchisco un po 'le gambe, e ho due chiamate perse. Vedo chi mi ha cercato.”
Corrado fa la battuta:” Se ti ha cercato una velina, salutamela.”
Le due ragazze tornano a ridere.
Ribatto:” Ti credi più figo di me?”
Le mie due compagne di università interrompono le risate.
Lui scuote la testa:” Ma come sei messo? Ho fatto una battuta, stavo scherzando. Non sei un loro amico? Se faccio una battuta, tu devi ridere.”
Valentina e Gaia mi guardano, aspettando la mia risposta.
Obietto:” Se uno mi piglia per il culo, non rido. Solitamente gli tiro un ceffone. Visto che sei loro amico, lascio correre.”
Corrado replica:” Ma ti hanno bollato la macchina stamattina? Ti sei rovesciato il caffè sul maglione? Ti ha cagato un piccione in testa? Altrimenti non vedo il motivo della tua incazzatura.”
Gaia non riesce a trattenere la risata.
Valentina ci riesce, a fatica:” Io, un’idea, ce l’ho.”
La fermo subito:” Non è assolutamente così. Non viaggiare con la fantasia. Resta sulla terra. Mi sgranchisco le gambe e torno.”
Gaia, tornando seria, interviene:” Ok Francesco, a dopo.”

In poche parole, Gaia mi ha mandato via.
Invece di propormi di venire con me, mi ha mandato via.
E’ proprio una puttana.
E Valentina è peggio di lei.
Una più troia dell’altra.
Ho superato tutte le sedie, per uscire così da un lato, quando Valentina mi raggiunge:” Francesco; se vuoi, ti accompagno io.”
Valentina, non Gaia.
Che schifo.
Ci è arrivata Valentina, e non Gaia?
A Gaia non gliene frega neanche nulla della mia amicizia.
Se no sarebbe intervenuta.
Forse io ho esagerato, però non mi metto a prendere per il culo, chi non conosco.
Le rispondo:” Ti ringrazio, sei molto gentile. Ma preferisco di no.”
Valentina mi risponde:” Vuoi che provo a chiedere a Gaia?”
Sorrido:” Non ce n'è bisogno, veramente. Non è successo niente.”
Valentina insiste:” Sicuro?”
Continuo a sorridere:” Sicurissimo.” e mi allontano.

Che puttana, che è.
Mi ha proposto di andare a chiedere a Gaia, per umiliarmi.
Gaia avrebbe sicuramente detto di no.
Ma è scema o cosa?
E’ stata proprio Gaia, a mandarmi via.
Valentina non è stupida, la conosco da molto tempo.
Non capisco a che gioco sta giocando.
Non ho tempo di andare al bar, così mi fermo alla macchinetta.
Lo so, ho fatto nuovamente la figura del coglione.
Però non ce la facevo più ad ascoltare i loro discorsi.
E così ho preferito allontanarmi.
Ben sapendo del rischio di essere beccato.
Come è effettivamente successo.
Devo arrendermi all’evidenza.
Io e Gaia siamo troppo diversi, caratterialmente.
Ormai le ho detto che esco con lei, e ci uscirò, per non perdere nuovamente la faccia.
Ma poi il discorso si chiuderà lì.
Sempre se Gaia uscirà ancora con me.
Non possono esserne sicuro.
Magari ha cambiato idea.
Farmi le seghe mentali non mi porterà da nessuna parte.
Prendo la tazzina del caffè, quando sento domandarmi:” Ciao, hai da cambiarmi?”
E’ una ragazza veramente bella, che mi ha posto questa domanda.

Torniamo a Roberto.
Non ho idea di come comportarmi
Lavinia deve avercela a morte con me.
Per non parlare di Bruno.
Appena si chiude la porta di casa, temo un agguato.
Solamente Bruno si gira a guardarmi, infuriato.
Lavinia canticchia il ritornello di una canzone.
Il mio imbarazzo forse è maggiore di quello di Bruno.
Scendiamo e andiamo verso le macchine.
Preferisco prendere anche la mia, tanto so già che dovrò tornare da solo.
D’accordo; Lavinia e’ venuta a prendermi, ma la sua scelta l’ha fatta.
E l’ha ribadita davanti a sua madre, e anche sua mamma ha confermato ciò.

Inaspettatamente Lavinia mi chiede:” Roberto; io e te andiamo con la tua macchina?”
Bruno rimane nuovamente allibito.
Il nervoso gli sta ulteriormente salendo.
Rispondo:” ma siamo in tre. Non possiamo andare con una macchina sola?”
E’ vero, un minuto fa pensavo a un'altra cosa.
Ma la frase di Lavinia rischia di far scoppiare la guerra in anticipo.
Non può pensare di farsi venire a prendere da Bruno, e poi mollarlo come l’ultimo dei coglioni.
Lui e’ il boss della classe e non accetta queste cose.
Lavinia può comportarsi così con me, non con Bruno.
Così ho cercato di mettere una toppa.
Bruno conviene con me:” finalmente ne dici una giusta; Roberto. Andiamo con la mia.”
Io lo seguo:” a me va bene.”
Lavinia resta ferma:” Guardate che quella che decide, sono io.”
Bruno replica:” Lavinia; ma non possiamo prendere due macchine in tre.”
Intervengo:” Bruno ha ragione.”
La nostra compagna propone:” Potremo prendere quella di Roberto.”
Il nervoso assale Bruno:” Ma se è una macchina di merda. Io mi vergogno a salire su quella macchina.”
Concordo:” Ha ragione. Su quella di Bruno saremo più comodi.”
Lavinia sembra pensarci:” Però non è scomodissima la macchina di Roberto.”
Lui non accetta la risposta di Lavinia:” Rimane una macchina di merda.”
L’obiezione di Lavinia prende in contropiede Bruno:” Anche con me sopra, rimane una macchina di merda?”
Bruno alza il tono della voce:” Lavinia; ma a te piace salire sulle macchine di merda? Spiegami questa cosa.”
Lei lo guarda:” Ovviamente preferisco salire sulle macchine belle. Infatti ti ho scritto, per chiederti un passaggio.”
“Lavinia; non sono un taxista” è la risposta infastidita di Bruno.
Lei obietta:” Non c’e’ problema. La prossima volta scrivo a qualcun altro.”
Bruno ritorna sui suoi passi:” No, scrivi pure a me. Però ora prendiamo la mia. Andiamo ai giardini, è pieno di ragazzi della nostra scuola e di altre. Evitiamo di sputtanarci.”
Lavinia mi guarda:” Roberto; ti offendi, se prendiamo la macchina di Bruno?”
“ Ma se l’ha proposto lui.” sembra che Bruno stia totalmente impazzendo.
Intervengo per placare gli animi:” Preferisco se andiamo con quella di Bruno. Anche a me piace farmi vedere con una macchina bella.”
Lavinia si arrende:” Va bene, dai. Andiamo con quella di Bruno.”

Il mio compagno di classe e’ ansioso di chiedere:” ma si può sapere, cosa è successo?”
Viene liquidato da Lavinia:” ne parliamo ai giardini.”
Sto per salire dietro, quando Lavinia dice:” vado io dietro.”
Io salgo davanti accanto a Bruno, che sembra un fiume in piena.
Lavinia esclama:” i miei uomini.”
Bruno si gira a guardarla, incerto se parlare.
Così si rivolge a me:” Roberto; io non ho idea di cosa sta succedendo, ma tu sei consapevole di quale è la situazione?”
Ammetto:” No, Bruno. Sei tu l’esperto di donne.”
Bruno sentenzia:” Lavinia ci sta pigliando per il culo ad entrambi.”
Questa frase non turba Lavinia:” Ah si? Spiegami.”
Lui inizia:” Lavinia; tu sei la più bella della scuola. Facciamo anche il caso, che tu non scelga me.Ma non puoi andare a casa del più sfigato della scuola, o invitarlo a casa tua.”
” E perché?” gli chiede.
Bruno ribatte:” Perché ti sei sputtanata.”
Non sembra che Lavinia sia in allarme per questa affermazione:” Quindi nessun ragazzo uscirà più con me?”
Bruno puntualizza:" Lavinia; tu devi diventare la mia ragazza.”
” L’ho capito” è la sua risposta
Lui ci tiene a sottolineare:” Ed allora non puoi fare queste cazzate. Perché mi hai sputtanato con la classe.”
Lavinia sembra fregarsene:” Pazienza, dimenticheranno in fretta.”
Bruno continua a rimarcare:” Ora ai giardini comportati come si deve.”

La mia compagna di banco lo rassicura:” Si, stai tranquillo.”, guardandosi poi le unghie e chiedendomi:” Roberto; ti piace il mio smalto?”
Un senso di sconcerto tradisce ancora Bruno:” D’accordo, andiamo. Tanto è inutile parlarne. Le cose ti entrano in un orecchio, e ti escono dal altro.”
Provo a riportare la calma:”Lavinia”
Bruno mi ferma subito:” No, Roberto; stai zitto. Non voglio sentirti parlare.”
Purtroppo Lavinia non è dello stesso avviso:” Bruno; voglio solamente chiedergli un consiglio, su che smalto comprare.”
Lui sospira:” E lo chiedi a lui?”
Nuovamente Lavinia fa l’ingenua:” E che male c’e’?”
Il mio compagno di classe è perentorio:” Roberto; non risponderle.”
Cerco di abbassare la tensione:” Tranquillo; Bruno.”
Lavinia torna a parlare:” Bruno; posso farti una domanda?”
Spero tanto che cambi discorso.
La sua domanda stupisce anche me:” Come mai le nostre compagne non parlano con Roberto?”
Bruno ferma la macchina.
Non gliene frega nulla di essere in mezzo alla strada.
La mia compagna di banco insiste:” Ho detto qualcosa, che non va?”
Questa volta Bruno si gira verso Lavinia:” Dobbiamo parlare sempre di lui?”
” E’ una curiosità” si giustifica Lavinia.
Bruno tira un pugno contro il volante:” Perché Roberto è uno sfigato, ecco il perché. E lui lo sa.”
Sempre con la solita ingenuità, Lavinia gli chiede:” Allora come mai sei geloso di Roberto?”
Bruno torna a guardarla:” Scusa, puoi ripetere?”
Lei torna a parlare:” Gli ho fatto una semplice domanda. Perché non può rispondermi?”
Non riuscendo più a contenersi, Bruno urla:” Roberto; rispondile.”
Prendo fiato e le dico:” Sì, Lavinia. Il tuo smalto mi piace molto. E’ il colore che preferisco, come smalto. “
Lavinia sorride a Bruno:” Hai visto? Non è successo niente. Non c’è da arrabbiarsi.”
“ Hai anche lo smalto rosa sulle unghie dei piedi?” mi spingo a chiedere.
Bruno si mette le mani in faccia, per l’ incazzatura.

Torniamo a Giuseppe.
Greta e’ rientrata anche lei all' interno dell'edificio .
Preferisco aspettare fuori, per non sembrare invasivo.
Credo che ne avranno di cose da dirsi.
Non sarà sicuramente un confronto facile, regnerà la tensione.
Ma non posso intromettermi.
E’ un momento solamente per loro due.
Sono sorelle e sono una indispensabile all’altra.
Si completano a vicenda, sebbene così diverse.
Anche se loro non hanno mai saputo di essere così diverse.
Perché il loro rapporto si basava sulla finzione.
Greta ha sempre finto con la sorella.
Sono stato fortunato?
Certamente, perché ho sparato un po’ alla cieca.
E ho capito di aver indovinato, per la reazione di Greta.
Se fossero state più sobrie, non me ne sarei mai accorto.
Sara non ha voluto strafare, lei è proprio così.
E’ Greta, che è stata catapultata in un mondo non suo.
Questo mi ha permesso di scoprire la verità.
Greta, senza la presenza della sorella, non è stata abbastanza brava a fingere.
O forse dentro di se sperava che io me ne accorgessi e che la tirassi fuori dai guai.
Già, perché era finita in grossi guai.
O meglio, lei pensava di essere finita in grossi guai.
Con tutto quello che si dice sui centri sociali, ha subito pensato di potersi trovare in pericolo.
Ecco perché mi ha coinvolto.
Una parte dentro di sé aveva paura.
E non poteva certamente confidarsi o parlarne con la sorella.
Non poteva deluderla.
Non poteva neppure chiedere l’appoggio dei suoi amici, perché la conoscevano caratterialmente e avrebbero potuto tradirla.
Invece io non sapevo praticamente nulla di lei, e lei contava su questo.
Anche se, ancora oggi, non so praticamente nulla di lei.
La sua vita rimane un enorme mistero per me.
Cambierà il mio rapporto con Greta?
Non credo.
C’e’ un problema di fondo.
Io non piaccio alle ragazze.
Non piaccio alle brutte, figuratevi se posso piacere alla più bella della scuola.
Può darsi che inizierà a salutarmi, o che scambieremo qualche parola.
Però rimarrà sempre la ragazza con la carta del due di picche.
Le ho indebolito la corazza, non l’ho sconfitta.
In tutti questi anni scolastici non mi ha mai rivolto la parola; l’ho sempre temuta.
Adesso so che quella corazza non è così resistente come lei vuol far credere, ma da qui a pensare che il nostro rapporto possa prendere una piega diversa, ce ne vuole.
Potremmo diventare amici?
Chi lo sa.
Molto dipenderà anche dal confronto tra le due sorelle.
Se Sara continuerà a considerarmi un nemico,Greta continuerà a stare lontana da me.
E non posso illudermi che Sara possa vedermi con occhi diversi.
Ero, sono e sarò sempre uno sfigato per lei.
Perché sono brutto.

Dopo un'oretta, Greta esce dall'edificio.
Non guarda neppure i ragazzi del centro sociale.
Viene direttamente da me:”andiamo; Giuseppe.”
Io la guardo, per cercare di cogliere il suo stato d'animo.
Non mi sembra particolarmente triste.
Mi metto a camminare accanto a lei.
Davide ci passa vicino con la macchina:” salite; vi do un passaggio io. Oggi avete avuto già troppe avventure.”
Greta alza lo sguardo verso di me.
Accetto, ritenendola un'ottima idea.
Greta si sistema sul sedile di dietro.
Io accanto a Davide.
Voi mi direte:” ma in treno avreste potuto parlare.”
No, non mi sarei mai messo a parlare con Greta.
Ora Greta ha bisogno solamente di una cosa : di silenzio.
E Davide, da persona intelligente quale è, l'ha capito.
Ha messo la radio, per far capire anche a lei, che non è necessario parlare.
Davide tiene un’ andatura regolare ed in un'oretta arriviamo a casa.
Mi avvisa:” portiamo prima Greta.”
E così la portiamo.

Sotto casa, Greta saluta Davide:” ciao, grazie del passaggio.”
Davide mi da una leggera gomitata.
Vuole farmi capire di accompagnare Greta.
Così le dico:” Greta; ti accompagno.”
Greta scuote la testa:” No, Giuseppe. Non c'è bisogno. Questo non è il finale di una favola. Io sono tornata con te, e manterrò quanto ti ho detto. Ma finisce lì la cosa. Non ti ho mai detto, che tu avresti potuto accompagnarmi fino alla porta di casa.Rimango sempre la ragazza del due di picche.”
Ve l'avevo detto.
Sono riuscito a colpirla, ma la sua corazza l'ha protetta bene.
Pensavo di avergliela scalfita, ma così non è stato.
Mi limito a:” lo so. Ciao Greta. Ci vediamo domani a scuola.”
Lei scende, si avvicina al finestrino di Davide, e gli dà un bacio sulla guancia.
Non gli dice nulla, allontanandosi direttamente.
Come interpretare il gesto?
Molto semplice.
Lui è bello, io sono brutto.
E così Davide merita un saluto più bello.
Comunque una giornata come questa non la rivivrò più con una ragazza.
Soprattutto con Greta.
È stato un attimo.
Ma sono riuscito a coglierlo e a godermelo
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