Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > tradimenti > IL MIO STALKER ( PROLOGO )
tradimenti

IL MIO STALKER ( PROLOGO )


di chiara94
19.07.2025    |    1.286    |    59 9.1
"Mario fa la battuta:"Elena; dopo Filippo andrà a farsi una pugnetta, in bagno !" Io gli dico:" Mario; basta ! Mi infastidisce , che lo prendi in giro !" Ok che Mario è il..."
Sono le sette e mezza.
Devo sbrigarmi.
Questa mattina sono voluta rimanere sotto le coperte , un po' di più.
Ma fuori, fa così freddo.
È il due dicembre .
Il mio piumone mi ha protetta dal freddo della stanza.
Ho anche la pompa che riscalda in camera; ma il mio piumone è il mio angelo custode.
Il mio piumone con un gigantesco orsetto, con un cuore in mano.
Un regalo di una persona, con cui sono uscita.
Ma come si può regalare, una cosa simile ?
E mi ha pure guardata, con faccia delusa ; quando l' ho ringraziato , con un semplice:" grazie!"
Ma cosa si aspettava ?
Che gettassi le mie braccia , attorno al suo collo?
Che spalancassi i miei occhi , battendo le palpebre, facendo le fusa?
Infatti, dopo quel regalo , ho iniziato a rispondergli, una volta al giorno.
Con le scuse più disparate.
Scusami, ho dimenticato il telefono a casa ( nonostante sicuramente mi vedesse, on line, su whatsapp )
Scusami , mi si è spento il telefono e non avevo la batteria .
Rifiutando ovviamente ogni proposta di uscita.
Tanto, ho una serie di scuse , sempre pronte.
Ho sempre con me , il manuale della giovane lanciatrice di due di picche.
Dal mal di testa, alla cena in famiglia, alla stanchezza, ad un principio di influenza.
Finalmente , dopo due settimane, mi ha chiesto :" Elena; non è che non vuoi più uscire con me?"
E io gli ho risposto :" Massimo; figurati. Ti assicuro, che esco volentieri con te. Sei l' amico, che tutte le ragazze vorrebbero avere !"
Usando la parola amico, e'.come se avessi azionato la leva sulla ghigliottina.
E zac.
La sua testa è saltata.
Ma non l'ho bocciato, per l' orrendo regalo , in fondo.
Quella è stata la goccia , che ha fatto traboccare il vaso.
Massimo è un uomo di 40 anni, single, avvocato penalista conosciuto.
Tiene molto al suo aspetto.
Va in palestra e ha veramente un bel fisico.
Infatti, anche le ragazzi più giovani di me, non rimangono indifferenti; quando lo vedono con magliette attillate o con camicie , che mettono in risalto i suoi muscoli.
Però, purtroppo, ha fatto il classico errore maschile: senza praticamente conoscermi , ha messo il turbo nella nostra frequentazione.
Dimenticandosi che, puo' dare gas quanto vuole ma; se io non sono ancora salita in macchina, lui puo' solamente continuare il proprio percorso da solo.
Una sera , a tavola, ha iniziato a farmi domande, del tipo: vuoi figli? Sei pronta per il matrimonio? Rinunceresti alla carriera, per la famiglia?"
Alla terza uscita!
Forse era meglio , se mi avesse parlato di calcio; che e' la cosa, che mi fa piu' schifo.
Un uomo già innamorato, prima della conoscenza; è come una macchina su di giri, prima della partenza.
Continuare a premere sul turbo , per far sentire i cavalli del motore, rischia solamente di fonderlo
Le conoscenze devono sempre partire easy, senza alcuna aspettativa reciproca.
Sono le più spontanee, e quelle che possono dare maggiori soddisfazioni.
Che stupida, scusate.
Non mi sono presentata.
Sono Elena.
Ho 20 anni.
Mi sono diplomata in ragioneria e, da qualche settimana, lavoro presso una società di servizi per aziende.
Ho i capelli lisci lunghi biondi, che mi fanno un po' sembrare la classica principessa del castello, che potete vedere raffigurata nei libri delle fiabe.
Pero', quando voglio stupire; ci pensa la mia parrucchiera di fiducia, a rendermeli mossi.
Con i capelli mossi, secondo me, sono ancora piu' bella.
Anche se devo confessarvi un segreto:non e' il mio colore naturale.
Avrei i capelli castani ma, da quando mi sono fatta bionda; sembro un'altra ragazza.
Mi sento piu' sicura di me stessa, piu' bella, piu' ricercata.
Le richieste di uscite sono aumentate; come gli sguardi, come i tentativi di approccio.
Ho gli occhi azzurri.
Tutto merito del mio papa'.
Due labbra sottili, non come quelle labbra gonfiate delle vip.
Una pelle chiara, che mi obbliga d'estate a riempirmi di crema, se mi espongo al sole.
Altrimenti divento rossa, come un peperone.
Un nasino piccolo e ben fatto.
Sono alta, poco piu' di un metro e settanta.
Sono una taglia quaranta.
Una terza di seno anche se, con certi reggiseni push up, posso spacciare di avere una quarta.
No , non vi preoccupate.
Non vogliono rifarmi i seni.
Basta qualche decina di euro, in un negozio di intimo, ed i ragazzi ci cascano come polli.
Ho un bel sedere.
Piccolo e sodo.
Posso mettere i piumini corti.
Non devo nascondere il mio fondoschiena; come fanno molte ragazze, per nascondere sederi, che sembrano delle portaerei.
Sono troppo di fretta.
Apro di corsa il mio cassetto, che contiene il mio prezioso intimo.
Bianco o nero? Nero o bianco?
Andiamo di completino nero.
Un bellissimo reggiseno nero push up, con un fiocchetto bordeaux, al centro.
Abbinato ad una brasiliana sempre nera, con un fiocchetto bordeaux, questa volta di lato.
Mi guardo allo specchio della mia camera.
In questo momento, sono totalmente nuda.
Vado fiera dei miei seni, che stanno su, da soli.
Ho delle amiche invece , che stanno meglio in reggiseno, piuttosto che senza.
Le cosiddette tette cadenti, sono il terrore dei ragazzi.
Ma, finche' non le sfilano il reggiseno, rimarranno con l'atroce dilemma.
E molte, dopo questo rituale, vengono ghigliottinate.
Un po', come il mio amico Massimo.
I miei seni invece svettano, prorompenti.
Ne vado totalmente fiera.
Per non parlare del mio fondoschiena.
Potrei fare la pubblicita' di intimo.
Mi pagherebbero, a peso d'oro.
Oppure potrei rendere pubblici i miei social, e guadagnerei sui like.
Ma ho sempre rifiutato questa ipotesi, per due motivi: il primo, e' che ho studiato, e voglio mettere a frutto, quanto imparato; il secondo, e' che sono comunque una tipa riservata.
Ci tengo alla mia privacy.
Mi specchio lateralmente, davanti, dietro.
Totalmente promossa.
Tantissimi maschi tirerebbero fuori la loro carta o paypal, per vedermi cosi'.
Ma non ho intenzione, di aprire un profilo onlyfans.
Vi sembro un po' pazzerella, ma sono la ragazza piu' semplice del mondo.
Quando sono da sola, me la voglio tirare.
Ma poi, a contatto con le persone,sono buona come il pane.
Lasciatemi almeno essere vanitosa, davanti allo specchio.
Prendo il mio reggiseno; faccio passare le mie braccia, attraverso le spalline;ed appoggio le coppe, ai miei seni.
Vado a cercare i gancetti dietro, e lo allaccio.
Sistemo bene i miei seni, all'interno delle coppe.
Le spalline sono gia' regolate bene.
Questo reggiseno fa sembrare i miei seni, ancora piu' grandi.
Ora prendo la mia brasiliana, la faccio passare attraverso i miei piedini, e la tiro lentamente su'.
Vado a coprire la mia passerina pelosetta.
Lo so, ora va di moda la passerina depilata, ma mi sembra una cosa da pervertiti.
Mi sembra che sia un' esigenza maschile, per abbassare virtualmente l'eta' della ragazza.
Ed io sono totalmente contraria.
Il maschio non deve godere su fantasie, alquanto discutibili.
Di corsa, a cercare le collant.
Oggi metto quelle color carne.
Prima infilo il piede destro, e tiro su la calza, fino meta' coscia.
Poi faccio la stessa operazione, con il piede sinistro.
Mi metto in piedi, e tiro su fino la vita, la parte superiore delle collant.
Infine ripasso le mani sulle mie gambe, per tirare bene le calze.
Mi riguardo allo specchio.
Si, direi che sono perfetta.
Siamo d'inverno, ovviamente piedini non smaltati.
E soprattutto, essendo single;posso sorvolare, sul pitturarmi le unghie dei piedi.
Indosso velocemente una camicetta bianca.
La chiudo fin sopra la scollatura.
Non ovviamente fino il collo.
Fa freddo, ma non siamo al polo nord.
Gran camicetta.
Mi mette ben in risalto i miei seni.
Mi infilo dei pantaloni neri attillati, chiusi davanti con un bottone di metallo.
Sopra metto la giacca abbinata.
Oggi vesto elegante.
Mi sono svegliata cosi'.
Ai piedi metto delle decolte nere a punta, con tacco cinque centimetri.
Non voglio osare di piu' con il tacco; per non arrivare a fine giornata, coi piedi distrutti.
Che sbadata, dimenticavo.
Prendo la mia cintura bordeaux con fibbia argentata, e la sistemo sulla mia vita.
I maschi non potranno mai immaginare; che il mio abbigliamento, riprende i colori del mio completo intimo.
Do una controllata veloce, se ho tutto in borsa.
Mi metto il piumino, apro la porta, ed esco.
No!
Stavo dimenticando il cellulare.
Torno a prenderlo.
Poi vado all'ascensore, e lo chiamo.
Abito al sesto piano.
Entro in ascensore, e trovo il signor Ernesto.
E' un signore sugli ottanta anni, vedovo.
E' sempre gentile con me e lo incontro spesso, in ascensore.
Il signor Ernesto mi dice:" Buongiorno Elena, vai al lavoro?"
Io gli rispondo:" Si, signor Ernesto. Sono in mega ritardo. Mi puo' fare un piacere?"
Lui mi risponde:" Certo!"
Io gli chiedo:" Puo' buttarmi la spazzatura?"
Lui mi dice:" Va bene, Elena!"
Io gli lascio i tre sacchetti della spazzatura.
Non e' la prima volta, che gli chiedo un piacere.
Ma del resto, lui ha tutto il giorno libero.
Dandogli dei piccoli compitini, lo faccio sentire importante.
E comunque sono sempre piaceri, non impegnativi.
Per tenere dei rapporti di buon vicinato.
Appena le porte dell' ascensore si aprono, gli dico:" Super grazie, e buonagiornata!"
Mi dirigo velocemente verso l'uscita, ed incontro il custode.
Il signor Arturo mi saluta:" Buongiorno, Elena!"
Io ricambio:" Buongiornissimo!"
Lui mi avvisa:" Elena; c'e' posta per te!"
Io gli dico:" Ora non ho tempo. La prendo stasera!"
Salgo subito in macchina, e mi metto ad affrontare il traffico mattutino.
Ad un semaforo, mi guardo allo specchietto.
Devo darmi una leggera passata di trucco.
Ci pensero' al bar.
Purtroppo sono in ritardo, e devo parcheggiare a pagamento.
Chiudo la macchina, e mi incammino verso il bar.
Incrocio uno strano tipo, che tiene la testa bassa.
Quando mi passa vicino; ho l'impressione che mi guardi, con la coda dell'occhio.
Avra' sui cinquant'anni, e ha un giubbotto, che sembra il doppio della sua taglia.
Con se', ha un semplice borsello a tracolla, da uomo.
Di quelli in tessuto, che si comperano dai cinesi.
Ma cosa dovra' mai metterci?
Non e' una donna!
Anche se gli uomini credono di farsi fighi, usando il borsello a mano.
Poi li aprono; e scopri che il riempiono con la carta, per far prendere bene la forma.
Gia', perche' il borsello a mano griffato, e' sinonimo di persona ricca.
Anche se, bisogna stare attente, che non l'abbiano comperato da un marocchino, al mercato.
Ma quel tipo ha il borsello, a tracolla.
Un borsello, che non si usa praticamente piu'.
Se non quelli che vogliono sfoggiare i borselli griffati.
Tipo i calciatori.
Anche se, pure loro, si stanno orientando piu', verso quelli a mano.
Entro al bar e Mario, un mio collega, mi saluta:" Ciao Elena, ti va di fare colazione, assieme?"
Io gli rispondo:" Certamente!"
Mario e' un uomo sui sessantacinque anni, ormai prossimo alla pensione.
E' il mio mentore.
Quello che dovrebbe insegnarmi il lavoro e i vari trucchi del mestiere.
Mi siedo al tavolino con lui, e ordino cappuccino e brioche.
Lui inizia a parlarmi:" Elena; oggi c'e' una piccola festicciola in ufficio. E' il compleanno della Rita. Porta le paste!"
L'azienda, per cui lavoro, e' suddivisa in piu' uffici.
Rita e' una signora di cinquant'anni, che si occupa di contabilita'.
Io replico:" Che bello. Anche se ne potro' mangiare solamente una. Sai, la linea!"
Lui mi domanda:" Elena; posso chiederti una cosa?"
Io gli rispondo:" certo!"
Lui mi chiede:" Come ti trovi, con noi colleghi? Hai qualche preferenza?"
Io gli chiedo:" in che senso?"
Lui precisa:" A livello di simpatia!"
Io gli rispondo:" Mi siete tutti simpatici!"
Lui insiste:" Si, ma avrai qualche preferenza!"
Io replico:" uhm, vediamo. Ci dovrei pensare un attimo!"
Lui ipotizza:" Prendilo come un gioco. I tre preferiti. I tre, con cui usciresti!"
Io mi metto a ridere:" che gioco strano!"
Lui obietta:" Pensa che poi dobbiamo occuparci, di fare le paghe, di tutti i nostri clienti. Otto ore a discutere coi clienti, che hanno le braccine corte. Poi, quando arriva l'ispettorato del lavoro o i sindacati, se la prendono con noi!"
Io lo tranquillizzo:" Lo so! Facciamo cosi'. Ci penso, e te lo dico alla festicciola!"
Intanto entra un altro nostro collega.
E' Filippo:" oggi viene il signor Medini. Il capo mi ha avvisato, che viene a romperci il cazzo; perche' ha litigato con dei suoi dipendenti. Li tratta come bestie, e poi viene a chiedere aiuto a noi!"
Filippo e' un mio coetaneo, assunto con me.
E' un ragazzo sicuramente simpatico, valido sul lavoro.
Ma e' bruttarello.
Cioè, potrebbe anche non essere così orrendo , ma si veste come un ragazzino delle medie.
Felpa a girocollo, pantaloni larghi e scarpe sportive.
È vero, che non lavoro in una super azienda, dove bisogna essere sempre tirate; però un minimo di stile, ci vuole sempre.
Altrimenti quelli che contano, non ti noteranno mai .
Ecco perché io vengo al lavoro, sempre tirata .
Io lo tratto bene , mentre gli altri miei colleghi lo prendono in giro.
Dicono che sia un vecchio, travestito da giovane.
Dicono che, dentro di lui, non brucia la giovinezza e la voglia di fare.
Filippo fa per sedersi, quando Mario gli dice:" Scusami; ma sei stato invitato a sederti, da chi?"
Io guardo Filippo.
Lui risponde a Mario:" Mario; Elena è l'unica mia coetanea in ufficio , e viceversa!"
Mario obietta :" e allora ? Guarda che le ventenni preferiscono quelli maturi!"
Io intervengo :" Mario; lascialo stare, dai !"
Mario mi risponde:" Elena; vediamo oggi, se lo inserirai nella lista dei tre !"
Filippo gli chiede:" che lista è?"
Mario gli risponde:" Elena scegliera' tre sui colleghi, con cui fare l' aperitivo!"
Io mi metto a ridere e muovo le braccia, in segno di no:" No, non erano questi i patti !"
Mario mi da una piccola pacca, sul braccio :" Elena; ma alla fine è come fare colazione !"
Io replico:" No, no. È un gioco stupido !"
Lui mi dice:" vabbe' ; pero' la lista, me l'hai promessa!"
Mi accorgo, che Filippo mi fissa.
Gli chiedo:" Filippo; ti sei imbambolato ?"
Lui mi dice:" Elena; sei più bella del solito!"
Io e Mario ci mettiamo a ridere.
Però, dopo pochi secondi, mi rendo conto, che sto sbagliando.
Così appoggio la mia mano sulla sua e gli dico :" grazie del complimento, Filippo! "
Filippo diventa tutto rosso.
Mario fa la battuta:"Elena; dopo Filippo andrà a farsi una pugnetta, in bagno !"
Io gli dico:" Mario; basta ! Mi infastidisce , che lo prendi in giro !"
Ok che Mario è il mio mentore ; ma non sopporto gli arroganti.
Filippo non è sicuramente il mio tipo.
Ma neanche Mario lo è.
Quindi perché deve prenderlo in giro ?
Suona la sveglia del mio cellulare.
È ora di entrare in ufficio.
Usciamo dal locale e mi accorgo che, il tipo prima , è dall altro lato della strada , sulla sinistra, che sta guardando verso di me.
Ma cosa vuole quello, da me?
Io chiedo a Mario e Filippo:" ma lo conoscete? L'ho visto , quando sono entrata al bar; ed ora mi fissa, da laggiu'!"
Mario mi dice:" Elena; avrai fatto colpo !"
Filippo mi dice:" e se fosse uno stalker ?"
Io obietto:" Filippo; non arriviamo a conclusioni affrettate !"
Filippo mi propone :" Elena; se vuoi ti accompagno al lavoro e ti riaccompagno a casa, tutti i giorni !"
Mario si ferma e lo redarguisce:" ehi scemunito , sei ancora in prova. Hai un tempo determinato. Con una tua collega , non ci puoi provare !"
Io dico:" ragazzi, basta discutere !"
Filippo mi chiede :" Elena; a che ora comunicherai i tre nomi ?"
Io gli rispondo:" alla festa !"
Entriamo nell'edificio e raggiungiamo l 'ufficio, il primo dopo l'ingresso.
Davanti la porta dell'ufficio, c'e' Alberto.
Probabilmente sta aspettando me:" Ciao Elena; posso parlarti un attimo?"
Io gli rispondo:" Certo, Alberto!"
Alberto e' un ragazzo sui trent'anni, responsabile dell'ufficio contabilita'.
Classico ragazzo, che ha proprio la faccia del contabile.
Se aveste dovuto indovinare il suo lavoro, secondo me avreste azzeccato.
Nonostante la giovane eta' , ha gia' un principio di calvizia in corso.
Porta gli occhiali.
Sempre camicia, pantaloni eleganti, e scarpe da finto uomo importante.
Alberto mi chiede:" Oggi ho la macchina dal meccanico, per un piccolo problema. Ti va, se mangiamo assieme? Non torno a casa!"
Io gli rispondo:" Alberto; oggi non posso. Ho gia' un impegno. Sara' per la prossima volta"
Lui mi sorride :" Certo, non ti preoccupare!"
Non mi criticate!
Sono stata sincera.
Oggi finalmente, dopo due mesi, incontro un ragazzo, conosciuto su internet.
Mi ha abbordata, con un applicazione di telegram.
E' veramente un bel ragazzo.
Alto, sempre ben vestito, palestrato.
Ha i capelli biondi, e gli occhi azzurri.
Direte: ma uno cosi', che bisogno ha di applicazioni, per rimorchiare una?
Sbagliato!
Lui usa telegram, per lavoro.
Io invece ho scaricato telegram, per darlo come contatto, a quelli, che non meritano il mio whatsapp.
Gia': su telegram, basta un click, e si appare e si scompare.
Mentre whatsapp, se trovi un rompi, devi poi cambiare numero.
Ed e' un casino.
Per questo, all'inizio delle conoscenze, sempre e solamente telegram.
Ma non mi prendete per una cacciatrice.
Solamente che le mie amiche ce l'hanno.
E mi hanno convinta, a scaricarlo.
Alcune di loro, si sono addirittura fatte delle super scopate, con tipi conosciuti li'.
Ed anche io, sono stata fortunata, a conoscere questo ragazzo.
E' dolce e gentile, mi manda sempre dei messaggi bellissimi.
E' sempre presente.
Se gli scrivo, risponde subito.
E questo mi dimostra, che non ha una doppia vita.
Perche' spesso, se uno risponde dopo ore; e' perche' e' con la fidanzata, o con la moglie.
Lui invece, c'e' sempre, per me.
Io avrei voluto incontrarlo, gia' da dopo una settimana; ma lui non ha mai voluto.
Mi ha sempre detto:" Elena; non corriamo. Conosciamoci bene, prima. Se velocizziamo la nostra conoscenza, rischiamo di bruciarci. Io non ho fretta. Io sto benissimo con te. Ti sento gia', come se fossi la mia fidanzata."
Voi direte: ma come fa a dire, una cosa simile?
Un conto e' una conoscenza virtuale; un altro conto, una conoscenza reale.
Pero' guardatela sotto un altro punto di vista.
Non e' interessato, a togliermi le mutandine.
O meglio: lo vorra' fare, ma rispettando i miei tempi.
E' un cavaliere di un'altra epoca.
Ragazzi cosi' ormai, non ne esistono piu'.
Pero', dopo due mesi, non posso piu' accettare, solamente una conoscenza virtuale.
Anche perche', volendolo rispettare, non ho dato confidenza ad altri, nel frattempo.
Ieri sera, mi sono decisa, a parlargli chiaro.
Io ci tengo a lui, mi piace, voglio conoscerlo.
Mi sento pronta, gia' da tempo.
E l'ho messo di fronte ad un ultimatum: o ci si vede o, seppure a malincuore, e con grande tristezza, preferisco chiudere.
Lui ha visualizzato, aspettando due ore, prima di rispondermi.
Ero sul punto di bloccarlo, e di cancellarmi dall'app; quando mi ha risposto :" va bene!"
E gli ho risposto, con una decina di cuori.
Pero' prima, devo pensare a lavorare.
Io entro nella stanzetta,dove passo otto ore al giorno.
Voi direte : ma vicino l'entrata, non ci dovrebbe essere l'accoglienza ?
Lo so!
Avete perfettamente ragione.
Ma gli uffici più belli, li hanno pretesi altri team, immanicati con i capi.
Mario fa tanto il figo, ma poi l'hanno relegato in un ufficietto.
Oltre a noi tre , in ufficio c'è anche Gennaro.
Gennaro ha sui cinquant'anni, e ambisce a prendere il posto di Mario, appena andrà in pensione .
Mario è il responsabile dell' ufficio paghe.
Noi facciamo le paghe e rispondiamo ai dubbi dei clienti.
Ma , appena i clienti si agitano, guardiamo Mario e, con lui; andiamo in una saletta, a discutere del problema.
Come sempre , mentre aspettiamo che i PC si accendano, si configurino, e accedano alla rete; facciamo due chiacchiere.
Mario dice a Gennaro:" Genna; la Elena oggi ci dirà i suoi tre preferiti dell'azienda!"
Io intervengo :" Gennaro; un gioco infantile di Mario!"
Gennaro replica:" Filippo arriverà ultimo !"
Filippo obietta:" ma io sono l'unico suo coetaneo. Dovrei arrivare primo!"
Mario si mette a ridere :" Elena ; questo ci sta a prova . Devi temere lui , non quello fuori !"
Io chiudo il discorso :" ragazzi ; ci pagano per lavorare, non per chiacchierare !"
Mario replica:" la Elena si è svegliata male !"
Quanto non lo sopporto , quando mi chiama la Elena.
Per fortuna andrà in pensione presto.
Ha molta esperienza sul lavoro, posso apprendere da lui; ma ha quegli atteggiamenti da capo branco , che proprio non mi piacciono.
In pausa pranzo, saluto tutti e tre:" ragazzi , ci vediamo dopo. Io vado a mangiare !"
Devo fare in fretta.
Vado in bagno, a darmi un velocissima sistemata.
Mi guardo una, due, tre, quattro, cinque volte, allo specchio.
Luce verde.
Promossa.
Posso andare all'appuntamento.
Finalmente incontrero' questo fantastico ragazzo.
Si chiama Vittorio.
Non vedo l'ora.
E gli tirero' le orecchie.
Abbiamo aspettato anche troppo, per vederci.
Spero che l'impatto dal vivo, sia uguale all' impatto, avuto virtualmente.
Anche se, purtroppo, spesso non si provano le stesse sensazioni.
Ma io voglio pensare positiva.
Ho fiducia in lui.
E perche' farmi scappare un ragazzo cosi'?
Basta guardare cosa offre l'ufficio.
Appena giro l' angolo , un dubbio mi assale. Mi fermo e osservo tutto l'ambiente circostante.
Ad una prima occhiata , non noto nulla.
Ma, ad una seconda occhiata, mi accorgo che c'è un tizio; che sta allontanandosi velocemente dietro l' angolo, dalla parte opposta della piazzetta.
Non mi sembra lo stesso tipo della mattina .
Ha un giubbotto diverso ed una cuffia.
Anche se sono lontana, e potrei sbagliarmi.
Addirittura due stalker, in un giorno solo ?
Probabilmente guardo troppi thriller e poi la mia immaginazione viaggia .
Mi giro per dirigermi in pizzeria , e mi appare davanti Filippo.
Mi prende un colpo.
Esclamo:" Filippo; mi hai spaventata! Anche tu pero' , comparire in questo modo!"
Lui mi risponde:" Scusami. Stavo andando a casa a mangiare, quando ho pensato: perche' non chiedere ad Elena, di mangiare assieme?"
Io lo guardo:" Filippo; sei arrivato tardi. Ho gia' ricevuto un invito!"
Lui mi dice:" Sono proprio sfortunato. Pero' una volta, Elena; vieni a mangiare con me. Se fai colazione con Mario, puoi anche pranzare con me!"
Sono in ritardo.
Non posso perdere tempo.
Gli sorrido:" Va bene!"
Gli ho risposto cosi', per levarmelo dalle scatole.
Ma poi si vedra'.
Tanto, non c'e' nulla di scritto.
Arrivo nel locale dell'appuntamento.
Ma, di Vittorio, non c'e' nessuna traccia.
Ho tardato solamente cinque minuti.
Non puo' essere gia' andato via.
Prendo il cellulare e gli mando un messaggio:" Dove sei?"
Lui mi risponde:" Davanti a te! Ho il maglioncino blu!"
Guardo davanti a me, e non lo vedo.
Gli scrivo nuovamente:" Vittorio; io non ti vedo!"
Improvvisamente, un ragazzo si alza dal tavolo e mi dice:" Elena? Piacere, Vittorio!"
Io resto pietrificata.
Non e' il ragazzo delle foto!
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
9.1
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per IL MIO STALKER ( PROLOGO ):

Altri Racconti Erotici in tradimenti:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni