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E' un mondo difficile ( capitolo 34 )


di chiara94
09.02.2026    |    668    |    188 7.1
"Ma chi c’è con me? Sposto il braccio velocemente ed accendo la lampada sul comodino..."
Valentina è un’ingenua e Corrado non e’ uno stupido. Non ha rimesso la mano sulla coscia di Gaia, perché non ha bisogno di correre. Ha tutto il tempo, la serata è ancora lunga. Se la rimettesse ora, sembrerebbe un morto di figa. E Gaia potrebbe innervosirsi, anche se dubito. Corrado avrà fatto il mio stesso ragionamento. Invece Valentina crede che bastino delle semplici parole per convincere Gaia, a frenare Corrado. E’ proprio fuori dal mondo. Corrado ci proverà nuovamente e questa volta Gaia ci starà,nonostante la nostra presenza.
Terminata la serata in pizzeria, ci dirigiamo in discoteca.Io e Valentina ci sistemiamo su dei divanetti. Gaia e Corrado si mettono a ballare in pista. Ridono e si muovono al ritmo della musica. Corrado non cerca il contatto fisico, rimanendo a debita distanza. Tende ad avvicinarsi a Gaia, solamente se altri ragazzi si avvicinano a lei. E, durante quest’ora di balli, tanti ragazzi hanno provato ad avvicinarsi a Gaia, ma Corrado è stato sempre subito lesto, a far capire che Gaia è con lui. Devo imparare da Corrado, non c'è che dire. Lui non si fa soffiare la ragazza, come è successo a me. Gaia mi è stata soffiata dai miei amici, da Corrado, da Mariano. E sempre sotto il mio naso. Improvvisamente Gaia dice qualcosa a Corrado, e poi si dirige verso il bar, prendendo il cellulare. Valentina riceve un messaggio:” Ti vuole parlare; Francesco. Vai al bar.”

Lascio Valentina e mi dirigo al bar.Trovo Gaia, che mi dice:” Francesco; tutto bene?”
Ironizzo:”Bella scusa ha trovato il ragazzo, per toccarti le cosce.”
Lei mi risponde:” Francesco; Vale ti ha riportato cosa le ho detto, no?”
Confermo:” Sì, mi ha detto.”
Non aggiungo altro. Tanto non avrebbe senso. Ho visto la loro uscita, e si è trovata bene, più che con me. Indipendentemente dal fine serata, Corrado le piace di più. Vedendomi silenzioso, mi dice:” Ok, ti vedo strano. Gli dico che sono stanca e mi faccio accompagnare a casa.”
La metto in guardia:” Ti porterà sicuramente in qualche stradina per scoparti. Fagli almeno mettere il preservativo.”
Gaia mi guarda in silenzio.Insisto:” Ce l'ha o no?”
Lei mi risponde:” Non lo so.”
Le prendo la mano e gliene metto uno in mano:” Divertitevi.”
Gaia mi guarda perplessa. Aggiungo:” Almeno mettilo in borsa, per non fargli subito capire, che vuoi scopare con lui. Tanto te lo chiederà lui.”
Gaia rimane immobile a guardarmi.Insisto:” Ritiralo.”
Tira giù la borsetta dalla spalla, e lo mette dentro.Si allontana, senza dirmi nulla.
E’ proprio una puttana. Scoperanno, praticamente davanti a me.

Torno da Valentina, che mi chiede:” Come è andata?”
Mento, perché non ho voglia di sentire le sue paranoie.Tanto il destino è segnato. La mia migliore amica non può cambiarlo. Sforzandomi addirittura di sorridere, le dico:” Bene, ora si fa accompagnare a casa.”
Mi sorride:” Benissimo, seguiamoli per l’ultima volta.”
Le dico:” No, tanto passiamo davanti casa tua. Ti lascio lì. Appena la lascia sotto casa, voglio andare subito a letto.”
Mi guarda perplessa, ma la blocco subito:” Non dire nulla. Non servirebbe a niente insistere.”
Mi domanda:” Francesco; ma è andata veramente bene?”
Continuo a mentirle:” Si, stai tranquilla. Domani sera esco con voi. Gaia è stata di parola.”

Appena torna da Corrado; Gaia gli dice qualcosa. I due scambiano qualche parola. Gaia annuisce, anche se non so riguardo a cosa. Si dirigono al bar. Si siedono su due sgabelli, e fanno la loro ordinazione. Vedo che Gaia dice qualcosa alla barista, con Corrado che ribatte qualcosa. Gaia si gira a guardarlo, rimanendo in silenzio. Lui dice qualcosa alla barista, che guarda Gaia. Rimanendo silenziosa, guarda prima Corrado e poi la barista, annuendo. I due la applaudono. Gaia sorride. Non riesco a capire cosa stia succedendo. Guardo Valentina, che mi anticipa:” Non ne ho idea.”

Ora capisco. La barista, dopo aver riempito il bicchiere con la coca cola, ci aggiunge un po’ di rum.
Mi giro:” Ma Gaia non è astemia?”
Valentina mi guarda e, senza dirmi nulla, si allontana da me, dirigendosi verso di loro. Povero me, ma che cazzo vuole combinare.

Torniamo a Roberto.Patrizia vuole chiudere il discorso:” Potrà essere anche come dici, ma perché siete venuti al nostro tavolo? Per prendere in giro Roberto? Andate al vostro tavolo e passate una buona serata.”
La mia ex compagna di banco replica:” E’ un nostro compagno di classe, e siamo venuti a salutarlo. Se non fossimo venuti a salutarlo, saremmo stati maleducati e Roberto si sarebbe giustamente offeso.”
Patrizia protesta:” A Roberto non gliene sarebbe fregato nulla, se voi non foste venuti a salutarlo. Te lo assicuro.”

Per la prima volta dopo il fatto dei bagni, Lavinia torna a guardarmi. Il suo sguardo rimane serio, abbottonato. Non vuole farmi capire a cosa sta pensando. Gira leggermente la testa di lato, come per guardarmi da un’altra angolazione.
Patrizia si accorge della cosa:” Roberto; sta nuovamente cercando di manipolarti. Non guardarla, guarda me. “ e, con una mano, gira la mia faccia verso la sua.
Patrizia si tira su dalla sedia, prende il mio mento con una mano, per avvicinarmi a sé.Le sue labbra si scontrano con le mie, come in un incidente tra due enormi autocarri. Le labbra della mia nuova amica restano attaccate alle mie. E’ la prima volta che una ragazza mi bacia. Non so proprio cosa fare. Mi accorgo che qualcosa di bagnato passa sulle mie labbra. Deve essere la lingua di Patrizia, che sta cercando di entrare nella mia bocca. Teoricamente dovrei aprire le labbra, e lasciare entrare la sua lingua. Tanto non dovrei essere io ad andare a cercare la sua, credo che sarebbe proprio la lingua di Patrizia a trovare la mia.

Improvvisamente sentiamo applaudire, e mi viene istintivo staccarmi. Sono Bruno e Luca, che stanno ridendo. Patrizia prende la mia mano, e me la stringe. Anche lei si mette a guardarli. Bruno esclama:” Che teneri.”
Luca aggiunge:” Scena da Oscar.”
Torno a guardare Patrizia, che cerca di tranquillizzarmi:” Roberto; lasciali perdere. Non ascoltarli.”
Il lecca culo di Bruno riprende a parlare:” Vogliamo il bis.”
Nuovamente è Patrizia a parlare:” Non vi riguarda. Siete con una bella ragazza, non avete di meglio da fare?”
Bruno esclama:” Le cose zozze noi le facciamo in privato. Non diamo spettacolo, come fate voi. Avete voluto i vostri due minuti di gloria? Vi siete presi un applauso, ora siete contenti?”
Patrizia sorride:” Vi ringraziamo, ora potete anche sparire.”

“ E’ stato un bel bacio, solamente che Roberto mi e’ parso un po' impacciato. Non avendo lui mai baciato una ragazza, avresti dovuto spiegargli prima bene come si deve fare.” questo è il commento di Lavinia.
Sul viso della mia compagna di banco compare un mezzo sorriso, che sembra essere nato spontaneo sulle sue labbra.I suoi occhi brillano non di gelosia, ma di una dolce curiosità; come se quel bacio le avesse scaldato il cuore. Ancora una volta inclina leggermente la testa, dopo aver assaporato la scena: un bacio nato dal nulla. Da quello che ho sentito dire, sono sempre i più belli. Seppure i miei pensieri tornano sempre a lei. Vi mentirei se non vi dicessi, che avrei preferito che, al posto di Patrizia, ci fosse stata Lavinia.Comunque sul suo volto non vedo alcun segno di rabbia o astio. Colgo solamente serenità, forse anche un pizzico di sogno, come se nel nostro gesto avesse riconosciuto qualcosa di bello e universale.
Patrizia la guarda con rabbia:” Non mi devi dire come mi devo comportare con lui; Roberto imparerà con la pratica. La cosa importante è la persona con cui si fanno le cose, non come la persona fa le cose. Nessuno è nato amatore provetto. Con l’esperienza si impara. Anche io, la prima volta che ho baciato un ragazzo, mi sono sentita veramente stupida. Invece tu non avrai di questi problemi, vedo che sei con due professionisti.”

Sentendo queste parole, Lavinia non fa una sceneggiata. Nessun suono esce dalla sua bocca. La sua reazione è caratterizzata da un silenzio tagliente, come quando una stanza smette di respirare. Anche il respiro è regolare, segno che sta mantenendo il controllo, seppure la frase di Patrizia non è stata molto simpatica.
Patrizia si affretta ad aggiungere:” Le cose sconce le fate in privato, no?
Sembra che lo sguardo di Lavinia stia per accendersi come il fuoco in un braciere. Le guance arrossate non per vergogna, ma per rabbia pura, e le labbra serrate come a trattenere parole troppo affilate come lame di coltelli, appena passati dal arrotino. Rimane dritta, rigida, con le mani chiuse a pugno lungo i fianchi, mentre dentro le monta un’indignazione feroce. Patrizia ha lanciato una grave accusa, e la mia ex compagna di banco ha sentito il colpo. Appena riesce a riprendere il controllo, si affretta a replicare:” Perché sei così cattiva nei miei confronti? Non ci conosciamo e non ti ho fatto nulla.”

Patrizia ha la risposta pronta:” Sono i tuoi due amici che hanno fatto capire, che dopo ti scoperanno. Non è forse vero?”
Il volto le si indurisce in un istante, come se una scintilla avesse dato fuoco a tutto quello che teneva a bada. Le sopracciglia si avvicinano, gli occhi brillano di una rabbia lucida, trattenuta a fatica. Senza dire una parola,Lavinia porta le mani ai capelli e si sfila il cerchietto con un gesto secco, quasi violento. Lo stringe tra le dita, le nocche che sbiancano, e con un movimento rabbioso lo piega in due, come se in quel pezzo di plastica stesse scaricando tutta la frustrazione accumulata. Il respiro è teso, le spalle rigide: non è una furia esplosiva, ma controllata, densa, pronta a colpire al primo passo falso. Patrizia aggiunge:” Arrabbiati con loro, non con me. Se la cosa non è vera, perché l’hanno detta?”

Lavinia si gira di scatto,a guardare i miei due compagni di classe. I suoi occhi scuri si stringono in una fessura tagliente, le sopracciglia rimangono appena abbassate a disegnare un’espressione carica di fastidio. I capelli,liberi dal cerchietto, seguono lo sguardo come un’ onda impetuosa.Quello che mi colpisce veramente e’ il suo sguardo: freddo, diretto, senza ombra di esitazione.
Bruno e Luca sembrano quasi due manichini. Sul loro volto compaiono segni di totale smarrimento.Bruno prova a intavolare una difesa d’ufficio:” Lavinia; ma noi non ci dobbiamo giustificare con loro su dove andiamo, dopo la pizza.”
Luca aggiunge:” E neanche ci dobbiamo giustificare di cosa facciamo.”

Torniamo ad Aldo.Con il fiatone, Andrea allunga il braccio con la rosa verso Dorotea. Mia sorella è probabilmente anche lei così sorpresa della cosa, rimanendo incerta sul da farsi. Dopo la mia reazione, dopo il mio discorso, sicuramente è combattuta dentro di sé. Forse vorrebbe ricambiare con un dolce sorriso, prendendo la rosa in mano, ma il timore di una mia reazione la frena. Andrea non la vuole forzare. E’ fermo, in balia degli eventi. Sicuramente ha fatto una mossa molto azzardata e rischiosa a venirci dietro, considerando la mia cosiddetta fuga dal bar.
Però Andrea è sempre stato più deciso di me. Seppure anche lui sia sfigato con le ragazze, a differenza mia non si sarebbe mai giustificato per aver scritto a Diana, come ho fatto io. O vivere la cosa, con un profondo senso di colpa, quando li ho incontrati al bar la prima volta. Sembra quasi che gli eventi siano in pausa, nessuno compie alcuna azione o dice una parola. Sembra una partita a scacchi virtuale, dove tutti hanno paura di perdere i pezzi più importanti. La sirena di una macchina della polizia riesce a spezzare questo incantesimo, ricordando a Dorotea che e’ tardi e che dobbiamo tornare a casa.

Non convinta della cosa, accetta la rosa, limitandosi ad un grazie. Abbozza una specie di sorriso, per non scontentare ne me ne Andrea.Per evitare ogni possibile equivoco, si rivolge subito a me:” Aldo; è tardi. Dobbiamo andare.”
Vista la risposta fredda di mia sorella, Andrea precisa:” Si, scusami. Ciao Dorotea.”
Parla come se io non ci fossi, ed infatti non mi saluta. E come se ci fossero solamente loro due. Una gomma mi ha cancellato dalla scena, sono totalmente invisibile. Mia sorella abbozza un altro sorriso, accompagnato da un semplice ciao. Voglio togliermi ogni dubbio e così lo saluto pure io, non ricevendo alcuna risposta. Andrea si allontana, senza rispondere. Eppure sono certo che abbia sentito. Mentre ci incamminiamo, le dico:” Ti sei accorta, che non mi ha salutato?”
Per una volta le parole di Dorotea mi rincuorano:” Me ne sono accorta, e la cosa non l’ho proprio gradita. Lasciamolo li’ dove è”

Essendosi riabilitata davanti ai miei occhi, decido di non dire nulla ai nostri genitori. Il giorno dopo c’e’ scuola e così, appena arriviamo a casa, ognuno di noi due va nella propria camera, per andare a dormire. Mi metto il pigiama ed entro nel letto. Guardo dieci minuti di televisione e poi spengo. Non vedo l’ora che arrivi il nuovo giorno, per scoprire le conseguenze della serata. Al improvviso mi sveglio. Non so bene quanto tempo sia passato. Non filtra la luce dalle tapparelle, quindi deve ancora essere notte. Non è stato un rumore a svegliarmi, ma qualcosa d’altro. Sento un leggero peso al altezza del mio sterno.Non capisco, non abbiamo animali in casa.Riesco a cogliere un leggerissimo respiro. Ma chi c’è con me? Sposto il braccio velocemente ed accendo la lampada sul comodino.

Rimango totalmente sorpreso. C’e’ Dorotea, sdraiata dentro le coperte. Le sue braccia sono appoggiate al altezza del mio petto. E’ leggermente sollevata con il busto per guardarmi. Indossa il suo pigiama rosso. Una ciocca di lunghi capelli si è staccata dal resto della sua chioma, andando a posizionarsi davanti al suo viso. Mi viene automatico di spostarle i capelli con dolcezza, affinché lei mi possa vedere bene, e la stessa cosa possa fare io. E’ la prima volta che mia sorella entra nel mio letto. Il suo corpo è comunque spostato rispetto al mio, a parte le braccia e parte del suo busto. Dovrei chiederle cosa ci fa qui, ma non ne ho il coraggio. E’ un momento magico, e non vorrei rovinarlo con una frase banale. Già, a proposito di frasi banali, qualcosa comunque dovrò dire. Non potrò stare zitto al infinito. Però, un attimo: è lei che è venuta. Dovrebbe essere lei a parlarmi. Ma chi se ne frega, di chi parlerà o meno. A me deve solamente interessare una cosa. Vivermi questo momento bellissimo ed unico con mia sorella.

Gli occhi di mia sorella sono puntati verso i miei. Il suo sguardo e’ un misto tra il serio e il giocoso, non so proprio come definirlo. Decide di prendere lei la parola:” Aldo; sei ancora arrabbiato?”
La tranquillizzo subito, non voglio metterla a disagio:” No, stai tranquilla. A proposito, voglio chiederti scusa, per come mi sono comportato.”
Scuote subito la testa:” Non c’è problema. La colpa è stata solamente mia, che ho detto una cosa, e mi sono comportata in un altro modo. “
Mi da un piccolissimo bacio sulla guancia. Le sue labbra si appoggiano in modo soffice sulla mia pelle, rimanendo a contatto una decina di secondi, prima di staccarsi. Non è la prima volta che mia sorella mi bacia sulla guancia, ma non mi aveva mai baciato in questo modo. Non so come spiegarvi. Aspettate, ci provo. Le altre volte le labbra si erano staccate subito, questa volta sono rimaste a contatto con la mia pelle. Può essere un caso, non necessariamente vuol dire qualcosa. Però è tutta la situazione che è strana. E’ notte, e mia sorella è nel mio letto, e non mi ha ancora detto il motivo.

Non ce la faccio a resistere:” Dorotea; ammetto che mi hai fatto una bella sorpresa, però non capisco cosa ci fai qui. A quest’ora soprattutto.”
Mia sorella mi guarda per una decina di secondi, prima di rispondermi:” Aldo; tu sei mio fratello ed io ti voglio molto bene. Ho capito che ci sono persone cattive al mondo, anche nascoste tra quelle che sembrano migliori di altre. E sono stata veramente un’ingenua a non ascoltare ed a non seguire i tuoi consigli. Tu conosci meglio di me il mondo, e hai cercato di mettermi in guardia, ed io non ti ho ascoltato. Oppure ho minimizzato troppo la cosa.”
La fermo:” Dorotea; non ti preoccupare.Come hai detto tu, ‘ tutto risolto. L’importante è che tu abbia capito che siamo nella stessa squadra, e che dobbiamo difenderci da un mondo cattivo, egoista e materiale.”
Mi risponde:” sono venuta ad accertarmi, che tu stessi bene. Avevo paura che ce l'avessi ancora con me.”
La rassicuro:” No, stai tranquilla.”
Mi chiede:” Ma Diana aveva ragione, quando ha detto quelle cose?”

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