Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > tradimenti > La ragazza dal pigiama lilla (capitolo 7)
tradimenti

La ragazza dal pigiama lilla (capitolo 7)


di chiara94
24.12.2025    |    651    |    39 8.7
"Sicuramente quel William l’aveva sborrata, e lei aveva l’odore della sua sborra addosso..."
Andai a coricarmi nel letto, accanto a mia moglie.
Ma non riuscivo a prendere sonno.
Probabilmente, come molti uomini, ero stato anch'io colpito da una crisi di mezza età.
La mia famiglia non mi dava più stimoli.
Ed io avevo bisogno di qualcosa di nuovo.
E quel qualcosa era sicuramente Arianna.
Rischiavo di buttare via la mia vita, per una cotta adolescenziale.
Ma non mi interessava più niente, se non Arianna.
Avevo già superato il punto di non ritorno.

Ripensai alle parole di Mirko.
In fondo l’idea non era malvagia.
Arianna mi aveva fatto la prima sega, proprio mentre li spiavamo.
Anzi, mentre li spiava.
Se riuscissi a creare la situazione giusta, forse riuscirei a metterglielo in bocca.
E dopo che riceverebbe il cazzo il bocca, cosa farebbe?
Lo prenderebbe in mano, e se lo toglierebbe dalla bocca?
Tanto io glielo rimetterei in bocca.
E, sentendo il sapore del mio cazzo, non potrebbe resistere.
Chissà se lo preferirebbe appena lavato, oppure se preferirebbe un cazzo bello odoroso.
Ma no,una che si fa sborrare in bocca e si fa inculare, non si fa problemi di quella natura.
Ormai i miei pensieri erano tutti concentrati lì.

Quei pensieri mi fecero venire voglia di toccarmi il cazzo.
Ci sarebbe proprio voluta Clara, per un pompino.
Però quella stronza non c’era.
Mi venne in mente un’idea folle.
Si, era proprio folle, però così potevo testare la mia idea.
Sarebbe stato una specie di allenamento.
Accesi il cellulare e tornai a guardare le foto di Arianna.
Che troia, che era.
Si era fotografata di schiena, con i pantaloni impercettibilmente abbassati.
Però si vedeva la riga del culo.
Perché non aveva le mutandine.
Una troia che, con me, faceva la difficile.
Vedendo quella foto, il cazzo mi tornò subito duro.

Mi abbassai i pantaloni del pigiama e mutande, sfilandomi entrambi.
Senza fare rumore, mi misi in ginocchio sul letto, avvicinandomi a mia moglie.
La troia era distesa girata verso il lato opposto.
Non mi guardava, dandomi la schiena.
Molto lentamente mi avvicinai alla sua testa ed iniziai a sfregare il cazzo tra i suoi capelli.
Stava dormendo.
Sicuramente stava sognando quello che se la sbatteva.
Ero con il cazzo duro, e lei dormiva.
No, così proprio non andava.
Così mi alzai lentamente e andai proprio davanti a lei, dalla sua parte.
La puttana aveva la bocca socchiusa.
Mi piegai leggermente con le ginocchia e avvicinai il cazzo alla sua bocca.
Osai ancora di più, usando il cazzo ,come se fosse stato un rossetto.
Glielo passai sulle labbra.
Una, due, tre volte.
Rossetto color cazzo.
Spostai leggermente il cazzo in basso e provai ad infilarglielo tra le labbra.
Ero all'entrata, ma le labbra non erano così aperte, e il mio cazzo non riusciva a passare.
Misi una mano dietro la sua nuca, per bloccarle la testa e poter spingere.
Già, perché se non le avessi bloccato la testa, il viso si sarebbe spostato all'indietro, a fronte dei miei tentativi.
Come se il cazzo non le piacesse.
Preferiva quello del suo amante, la troia.
Ero in posizione.
Era tutto pronto.
Potei così dare il via alle danze.

E cosi provai a forzarle leggermente le labbra.
Forse perché non completamente addormentata, mia moglie aprì improvvisamente gli occhi, lanciando un urlo.
Lasciai subito la presa, allontanandomi un po’:” ma si può sapere cosa c'è?”
Elisabetta si passò le mani sulle labbra, facendo il gesto di sputare qualcosa per terra.
Era peggio di quanto immaginassi.
Addirittura aveva sputato.
Le faceva schifo il contatto con il mio cazzo.
Voleva solamente quello del suo amante.
Forse non avete capito.
Non le avevo neppure sborrato in bocca.
Le faceva solamente schifo la vicinanza del mio cazzo.
Invece al suo amante concedeva di tutto e di più.
Si era fatta sborrare sulle tette, e si era rimessa il reggiseno.
Buttando il reggiseno, in mezzo alle nostre altre cose da lavare.
Come se anche a me piacesse la sborra di quello.
Si alzò in piedi e andò in bagno.
La seguì.
Si lavò la bocca e i denti.
Probabilmente era un ordine del suo amante.
Non voleva sentire l'odore e il sapore del mio cazzo.
Che troia che era.
Comunque me l’avrebbe pagata molto cara.
Finito quello squallido rito, tornò in camera:” Carlo; mi vuoi spiegare? Stavo dormendo.”
Le ricordai che era ancora mia moglie:” avevo voglia di mettertelo in bocca. Adesso sei sveglia, e puoi succhiarmelo.”
Sebbene non sapevo, per quanto sarebbe rimasta mia moglie.
Non rispose neanche alla mia affermazione.
Prese il cuscino e si stese, dandomi la schiena.
Senza guardarmi, si limitò ad una fredda buonanotte.
Come prova generale, fu un disastro.
Dentro di me speravo che, con Arianna, sarebbe andata in un altro modo.

Il giorno dopo, scoprì cosa temevo: Arianna non mi aveva risposto.
E così passai al piano b.
Un nuovo messaggio, con un diverso tenore:” mia moglie mi ha trovato una scusa. Oggi probabilmente si rivedrà con quello la’”
Pensando al interesse di Arianna per la situazione, era la soluzione con più probabilità di successo.
Infatti questa volta Arianna mi rispose:” d’ accordo, ti accompagno.”
Non una parola in più.
Niente che potesse riguardare il nostro rapporto.
Arianna continuava a fare la sostenuta.
Avevo solamente un modo per averla.
Sborrarle dentro, ingravidarla.
Altro che usare i preservativi.
La pillola del giorno dopo?
Forse, con due carezze e con due rassicurazioni, la convincerei ad evitare di prenderla.
Le farei capire che, uno più grande, le potrebbe offrire maggiori garanzie, una stabilità.
I giovani vogliono fare solamente porcate, vogliono divertirsi.
Hanno una forte predisposizione a cambiare, a buttare via l’usato.
Mentre io ero pronto a buttare via la mia vita, per costruirne una nuova, con lei.
Volli togliermi un dubbio comunque:” Arianna; posso passarti a prendere fuori dalla palestra?”
Anche questa volta non tardò a rispondere:” D’accordo, passa verso le cinque.”

Già un'ora prima, mi trovai davanti alla palestra.
Volevo un posto proprio davanti, per vedere con chi sarebbe uscita.
Non me ne fregava un cazzo per una sua possibile arrabbatura.
Purtroppo, come immaginavo, uscì nuovamente con quel William.
Si fermarono un attimo a parlare davanti l’ingresso, e poi si salutarono.
Quella volta non mi chiese un passaggio per il suo amante.
Adesso che lo sapevo, Arianna temeva la mia reazione.
E così mi raggiunse in macchina, da sola.
Appena entrò, mi salutò, tenendo comunque un atteggiamento composto.
La salutai, facendo finta di nulla.
Ero maggiormente interessato ad un’ altra cosa.
Inspirai leggermente, per sentire il profumo di Arianna.
Sembrava il profumo di un doccia schiuma, ma non potevo esserne sicuro.
Molto probabilmente, si era fatta la doccia.
Per aver sudato?
Ma no, assolutamente no.
Sicuramente quel William l’aveva sborrata, e lei aveva l’odore della sua sborra addosso.
Con la doccia e i prodotti, aveva cercato di nascondere quel odore.
E ci riuscì, perché non potevo essere certo, che avessero fatto sesso in palestra.
Anche se non mi avrebbe stupito la cosa.
Sarei stato io il primo, a scoparmela in palestra.

Le spiegai:” So dove e’ adesso mia moglie; dobbiamo raggiungerla e poi la seguiremo, senza farci vedere.”
Arianna convenne con me:” Carlo; oggi finalmente sapremo la verità.”
Tra di me pensai:” Ma io so già la verità. Mica deve certificarla il notaio.”
Improvvisamente mi accorsi di un particolare.
Arianna aveva ancora la tuta, sotto il giubbotto.
Dunque non si era fatta la doccia.
Altrimenti si sarebbe cambiata.
Allora probabilmente si era spruzzata frettolosamente un profumo addosso, per cercare di nascondere l’odore della sborra di William.
Se anche fosse riuscito il piano, mi sarei dovuto scopare una, impiastricciata dalla sborra di un altro.
La cosa mi faceva un po’ schifo.
Se mi fossi messo a leccarle la figa, probabilmente avrei leccato anche la sborra di William.
Certamente Arianna aveva tentato di pulirsi bene ma, senza doccia.
Non riuscì a continuare il pensiero.
Un senso di schifo mi attanagliò.
Però questa cosa accadrebbe solamente per la prima volta.
Dalle volte dopo, no.
Se mi tirassi indietro, tutte le mie speranze di relazione con lei tramonterebbero definitivamente.
Dopo tutto quello che avevo passato, in fondo non era la cosa peggiore.
E così accesi la macchina e partì.

Il mio amico Mirko e la nostra baby sitter erano già sulla macchina di mia moglie.
Riuscì a farmela imprestare, inventando un guasto alla mia.
Organizzando il tutto, per dopo il suo ritorno dal lavoro.
Arianna era stranamente silenziosa.
Forse temeva che io avessi intuito la scopata in palestra?
Oppure ce l’ aveva ancora con me, per l’ultima discussione?
Nonostante tutti i contro, e i pochi pro; il cazzo iniziò a tirarmi.
La guardai per un attimo.
Di lì a poco, il mio cazzo potrebbe entrare nella sua bocca.
Volevo tanto prendere la sua mano, e portarla sul mio cazzo, per saggiare il suo umore.
Ma decisi di non rischiare.
Mi rivennero in mente le parole di Mirko:” E’ una porcona, le piace guardare gli altri che scopano.”
Ci sarebbe tutto il tempo dopo, e non per la mano.
Ma per usare la sua bocca.
E poi, dopo averle sborrato in bocca, affronterei il discorso fidanzato e amante, da una posizione di forza.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
8.7
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per La ragazza dal pigiama lilla (capitolo 7):

Altri Racconti Erotici in tradimenti:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni