tradimenti
IL MIO STALKER ( CAP 4 )
21.09.2025 |
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"Arrossisco, tornando a guardare il foglietto:" 1) mi devi cercare, anche tu, per prima 2) non vale rispondere solamente con faccine 3) devi farmi domande, anche tu 4) mi devi mandare foto..."
Trovo, con difficolta', un parcheggio.Prendo la mia borsa, e mi incammino verso il bar.
Il bar dista circa cinque minuti.
Sarei proprio curiosa di sapere, cosa passa nella testa del signor Ernesto, in questo momento.
Ho esperienza zero, con i maturi; dunque non posso prevedere la mossa, del signor Ernesto.
Maturo?
E' proprio vecchio!
Un alieno, che si e' perso nello spazio; ed e' atterrato sul pianeta terra.
Ed e' il mio vicino di casa.
E poi, c'e' una considerazione da fare.
E' stato sincero, o sono state semplici fantasie di un vecchio?
Ad ottant'anni, la loro testa non funziona piu' molto bene; e sono portati a dire bugie, come i bambini.
Perche' io non posso credere, che ci siano ragazze che, per cento euro; accettino di andare, con un ottantenne.
Probabilmente il signor Ernesto ha voluto sentirsi, ancora un volta, importante nella vita.
Quando ormai, la sua massima aspirazione, e' buttare via la mia spazzatura, o farmi dei piaceri.
Sono cattiva?
No, e' il signor Ernesto, che ha detto questa cosa.
Io contribuisco solamente, a renderlo felice.
Ci sono ragazze, che non gli concederebbero neanche questo privilegio.
Invece, accettando di farmi dei piaceri; lui riesce ad avere un rapporto con me.
Certo; si parla sempre di un rapporto distaccato, ma e' pur sempre un rapporto.
E la cosa piu' importante, e' che lui e' felice.
Oggi addirittura e' entrato in casa mia.
Sicuramente ha pensato:"dopo questa cosa, posso morire felice!"
Magari mi inserira' pure, nel suo testamento.
Che cretina che sono, a pensare idiozie simili.
Spero che viva, il piu' a lungo possibile.
Gia'.
Oggi e' stato cosi' divertente.
Ma no, deve vivere il piu' a lungo possibile, perche' e' un bravo alieno.
Ehm...uomo, volevo dire.
Vecchio, anzi.
Scusatemi, ma sono euforica.
E' stata una cosa totalmente nuova, per me.
Un po' come l'andare in bicicletta.
Piu' che prendere in giro lui, mi sto prendendo in giro da sola.
Le mie amiche me ne direbbero pure di peggio.
Pero' , tra di me, posso dire tutto quello che mi viene in mente, no?
Devo velocizzare un po' il passo, altrimenti non riesco a fare colazione.
NO!
Non ci credo!
Dall'altra parte del marciapiede, c'e' lo stesso tipo, del giorno prima.
Appena si accorge, che l'ho visto; accellera il passo, e si allontana.
Ma mi crede scema?
So perfettamente, che lui stava aspettando me.
Lui era li', per spiarmi.
Invece vuol farmi credere, che e' uno impegnato.
Uno che ha fretta.
Magari vuole farmi credere, di essere pure un colletto bianco, un direttore.
Ma e' impossibile.
Se fosse un direttore, non avrebbe bisogno di seguirmi, e di spiarmi.
Un direttore puo' guardare tutte, in modo fiero, dall'alto della sua posizione.
O se fosse un avvocato, potrebbe far sentire il rumore, delle suole delle sue scarpe.
Per lanciare il messaggio: ragazze; sta arrivando il principe del foro.
E poi sfoggiare una di quelle belle cartelle, in cuoio, rigorosamente made in italy.
Da oltre mille euro.
Oppure uno di quegli zaini, in pelle e tessuto; molto graditi agli uomini, ultimamente.
Ma credono di tornare a scuola?
Di essere ringiovaniti, all'improvviso?
Non sanno che, sbattere la cartella in cuoio, sul tavolo; e' una delle mosse piu' vincenti, di un uomo di successo?
Altro che biglietto da visita, stampato in una squallida tipografia.
Altro che carta di credito, con un platfond incerto.
La cartella in cuoio, rigorosamente made in italy; e' sinonimo di uno vincente e potente.
Chissa Gianfranco, se ha lo zaino, o la cartella.
Ma ora basta divagare; sono arrivata al bar.
Il mio stalker ha fatto la sua apparizione; scappando subito, come un coniglio.
Non ho avuto neanche il tempo, di fargli un applauso.
Non vedo Mario.
Che strano.
Ma forse, sono arrivata tardi; e lui e' gia' andato, in ufficio.
Per curiosita', decido di addentrarmi nella parte posteriore del bar.
Mario e' li',in un tavolo più appartato, del solito.
Decido di non avvicinarmi, perche' la gente potrebbe fraintendere.
Perche' fare colazione, nei tavoli piu' nascosti?
Tutti si porrebbero tale domanda.
Ed io non voglio, che se la pongano.
Ma Mario, vedendomi, mi chiama:" Elena; vieni !"
Io lo raggiungo :" ciao Mario; come mai hai cambiato posto ?"
Lui mi risponde:" non vorrei mai, che Filippo venisse a romperci !"
Io replico:" ma come sei cattivo !"
Mario obietta:" Elena; ti devo ricordare, cosa hai scritto, di lui? La cattiva, sei tu!"
Io mi metto a ridere:" Si, hai ragione. Non ho parlato bene di lui, e me ne pento. Pero' e' stato piu' forte di me. Non so mentire!"
Mario mi appoggia:" E lo capisco, non ti preoccupare.Non gli diro' nulla. Non e' colpa sua, se non ha speranze. Pero' non puo' illudersi che, una come te, lo possa guardare!"
Io ribatto:" Grazie, per avermi capita!"
Lui mi risponde:" comunque ieri sera, mi sono sentito, vent' anni più giovane; a messaggiare con te, di nascosto!"
Io gli chiedo :" ma se tua moglie si fosse alzata ; cosa le avresti detto ?"
Mario mi risponde :" avrei fatto finta, di essermi addormentato, davanti alla TV!"
Io mi metto a ridere :" che tipo, che sei !"
Lui si mette a ridere:" Eh, ma per una come te, questo ed altro!"
Io gli domando:" Una come me, come?"
Lui commenta:" LA ELENA E' PROPRIO BONA!"
Io mi metto a ridere.
Nonostante mi abbia chiamata LA ELENA, cosa che odio; la sua battuta, mi e' piaciuta.
Mario mi chiede :" allora ci hai pensato sul messaggiare, senza limiti?"
Io obietto :" Mario; ce ne sarebbero, comunque. Quando sei a casa , mica puoi messaggiare con me!"
Mario mi fa notare :" Elena; le obiezioni, solamente dopo che proviamo. Riusciro' ad ingegnarmi!"
Io gli faccio notare:" Ma tua moglie non e' stupida, immagino!"
Mario mi risponde:" E' vero; ma l'unico stipendio che entra, e' il mio. E lei non prende ancora la pensione. Dunque, anche se non e' stupida, dovra' per forza passare per stupida!"
Io obietto:" Mario; ti prego, non parlare cosi'. Mi spaventa questo tuo cinismo!"
Mario mette una mano, sulla mia.
Io guardo la sua mano.
Mario mi rassicura:" Elena; funziona cosi', in tutti i matrimoni. Chi porta la grana, a casa; comanda!"
Io torno a guardarlo negli occhi:" I tribunali non sono molto d'accordo con te. In questo momento, mi sembri uno dei nostri clienti stronzi!"
Lui si mette a ridere:" Elena; sono molto peggio, fidati!"
Io mi metto a ridere.
Intanto la sua mano e' ancora sopra la mia.
E io non gli sto dicendo nulla.
Se qualcuno vedesse questo gesto di un maturo, nei miei confronti; cosa penserebbe?
Ma e' molto semplice.
Che apro volentieri le cosce, quando sono con Mario.
Probabilmente lo penserei anche io.
Ma non me la sento, di togliergliela.
E' stata una situazione surreale, quella con il signor Ernesto; ora questa.
No; voglio lasciare la sua mano, sopra la mia.
Penseranno male?
E chi se ne frega.
Di persone gelose ed invidiose, e' pieno il mondo.
Mario continua:" Elena; ci sei? Mi sembri imbambolata!"
Io gli rispondo:" Scusami; ero un attimo pensierosa!"
Mario replica:" Tornando a parlare del messaggiare, c'e' una piccola postilla. Devi rispettare delle regole "
Io gli rispondo:" Addirittura!", tenendo un modo di fare ambiguo.
Sono un po' seria, e un po' scherzosa.
Una ragazza giocherellona.
Va bene, se mi definisco cosi'?
Mario e' perentorio:" si, si!"
Io gli chiedo :"e quali sarebbero?"
Lui mi passa un foglietto,
Io scoppio a ridere :" Mario; ti eri addirittura già organizzato !"
Lui insiste:" leggile,Elena!"
Intanto le dita della sua mano, sopra la mia; si muovono impercettibilmente.
Sembra che le sue dita, stiano accarezzando il dorso della mia mano.
Ma sono movimenti impercettibili.
Istintivamente, lo guardo.
Anche lui mi sta guardando.
Mi sono tradita.
Ora lui sa, che me ne sono accorta.
Arrossisco, tornando a guardare il foglietto:" 1) mi devi cercare, anche tu, per prima 2) non vale rispondere solamente con faccine 3) devi farmi domande, anche tu 4) mi devi mandare foto e video 5) devi essere veloce, a rispondermi "
Una cosa, in particolare, mi ha colpita.
Ha usato il termine DEVI.
Praticamente mi sta ordinando, cosa devo fare.
Ed io, non mi sto ribellando.
Anzi, le sue dita stanno continuando il loro lavoro.
No, non va bene.
Non devo apparire, come una ragazza facile.
No, ma un attimo.
Lui non deve neanche pensarci, alla possibilita' che.
Non riesco neanche a finire la frase.
E' una cosa, che non sta ne' in cielo, ne' in terra.
Decido comunque di rimanere vaga.
E cosi', dopo averle lette, lo guardo:" Mario; non lo so !"
Mario allontana la sua mano, dalla mia; e si alza :" pago io, ĺa colazione. A dopo, Elena!"
Un altro, che se l' è presa.
Ma sono tutti stronzi, gli uomini ?
Vabbe', questa e' una cosa risaputa, dalla notte dei tempi.
Aspetto un attimo, prima di uscire dal bar.
Non voglio sembrare quella, che gli corre dietro.
Conto fino a venti, e poi esco dal bar.
Mi guardo intorno.
Il mio sguardo cerca di cogliere, ogni minimo particolare.
Accanto ad un albero , mi accorgo del solito tipo.
Appena i nostri sguardi si incrociano,lui si nasconde dietro l' albero .
Che codardo.
Non lo capisco proprio.
Va bene , ci sarà la differenza d' età e si vergognera'; ma perché fare tutto questo teatrino ?
Tanto non gliela do, tanto non gliela do.
Meglio che vada in ufficio, e la smetta di pensare ai maturi, ai vecchi, agli stalker.
Appena arrivo in ufficio, noto Mario e Gennaro; che cercano di trattenere le risate.
Subito non capisco il motivo.
Poi mi e' chiarissimo.
Leggermente piu' spostato, c'e' Filippo :" ciao Elena", che mi consegna una rosa.
Mario e Gennaro scoppiano a ridere.
Io resto ammutolita.
Non so neanche io, se ridere o piangere.
Rispondo:" Grazie, Filippo. Puoi cercare un bicchiere, con un po' d' acqua; così la mettiamo, lì dentro ?"
Filippo mi dice :" certo ", ed esce dall' ufficio.
Io guardo Mario, che mi dice :" scusa Elena; ma era impossibile trattenere le risate! "
Gennaro esclama :" un cavaliere d altri tempi !"
Mario ironizza:" LA ELENA HA COLPITO ANCORA!"
Io lo guardo male.
Questa volta non riesco a sopportare, che mi chiami cosi'.
Tre passi indietro.
Un po', come al monopoli.
Invece di Mario, dovrei chiamarlo gambero.
Mi limito a dire:" Vi prego. E' molto imbarazzante, per me!"
Ma i due scoppiano nuovamente a ridere.
Io sospiro.
Povera me.
Ma del resto, che colpa ne hanno?
E' normale, che ridano.
E' una situazione surreale.
Sembra di essere, su scherzi a parte.
Ed io sono la vittima.
E Filippo e' un ottimo attore.
Purtroppo pero', e' la realta'.
Mi siedo e guardo il cellulare.
Vittorio non ha proprio risposto, al mio buongiorno .
Mi vuole sfidare?
Va bene, accetto la sfida.
Decido di obbligarlo, a rispondermi :" Vittorio; ti va se ci vediamo , in pausa , nella pizzeria di ieri ?"
Lui visualizza il messaggio e mi risponde:" Va bene, Elena. A dopo!"
Ahhhh, ora non fa piu' il figo.
Quello supponente, quello che se la tira.
Appena parlo di vedersi, subito mi risponde.
Fosse il direttore di banca; potrebbe condurre lui, il gioco.
Ma lui non e' un direttore di banca.
E' un impostore, che si vergogna della sua faccia.
E poi si arrabbia; se faccio fatica, ad accettarla.
Ma se non l'accetta lui; come puo' pensare che, per me, sia facile?"
Non vedo l'ora, che arrivi l'ora di pranzo.
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