tradimenti
E' un mondo difficile (capitolo 18)
01.12.2025 |
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"”
La mia risposta non viene apprezzata da Lavinia:” Non mi sembra; visto che appena Bruno ti ha detto di andare via, stavi per seguirlo come un cagnolino..."
“Francesco; come stai?” Mi sembra la voce di Giacomo, ma non ne sono neppure sicuro.Con la chiusura della porta di casa, si e’ chiuso un capitolo della mia vita.Non ci sono dubbi o fraintendimenti.Io non sono un coglione.Ho sempre preso per il culo gli altri, dicendo che perdevano tempo con alcune ragazze, perché tanto non ci stavano.Non posso ora cercare barlumi di speranza, quando non ci sono.Anche se Gaia non mi ha detto no, me l’ha fatto capire.L’hanno capito i miei amici, addirittura Valentina.Alla fine cosa sarebbe servito discutere con Gaia?Probabilmente niente.Perché la sua gestualità e il suo comportamento non lasciano dubbi.Teoricamente, per non farmi ulteriormente del male, dovrei stare in casa, con questi infami.Ma e' più forte di me.Voglio scendere, per vedere il momento in cui Gaia salirà sulla macchina di Mariano.
Sono un sadico.Voglio auto infliggermi del male da solo.Non c’e’ altra spiegazione.Ragiono in un modo, e poi faccio totalmente l’opposto.
Appena metto la mano sulla maniglia della porta, una voce cerca di portarmi a miti consigli:" Francesco; non e' il caso di fare cazzate. "E' Giacomo, che probabilmente ha parlato a nome anche degli altri due.Hanno fatto gli stronzi tutta la sera, ed ora vogliono fare i professorini.Hanno fatto tanto i grandiosi, e poi Gaia sale in macchina di Mariano.Chissà quante seghe mentali si erano già fatti.E, senza neanche scomporsi, Gaia li ha riportati subito sul pianeta terra.Anche loro, come me, sono ancora nel appartamento.L’unico fortunato è Mariano.Gaia salirà sulla sua macchina.
Mentre apro la porta, mi limito a osservare:" So benissimo come comportarmi. La lezione mi e' già bastata. Vi ho già spiegato che, prendermela con Mariano; peggiorerebbe solamente la situazione."
La mia spiegazione non convince Fausto:” Francesco; ci hai sempre detto, che dobbiamo essere svegli, e capire i segnali delle ragazze. Hai più volte ripetuto, che non sempre hanno il coraggio di essere oneste, preferendo l’ ambiguità.”
Non posso sicuramente dargli torto. Essere il leader comporta educare le persone al interno del gruppo. Ed io non sto dando sicuramente un buon esempio. Ma me ne frego, evitando di rispondere, e scendendo velocemente le scale.
Tanto ho già fatto la mia figura di merda. E del giudizio dei miei amici non me ne frega nulla. Per fortuna il portone e' aperto, e non devo far rumore, per uscire. Avvicinandomi al portone pero', sento le voci delle due ragazze. Così resto nascosto dietro il portone.
“comunque quei tre ci stavano provando con te.” sono le prime parole di Valentina, che riesco a sentire.
Gaia è d' accordo con l' amica:" Lo so; Vale. Ma l'atmosfera era già troppo tesa. Ho preferito cercare di gestire Francesco; piuttosto che mettermi a discutere con quei tre."
La risposta di Valentina è perfetta:" Però facendo così, hai fatto stare male Francesco.”
Quella di Gaia proprio non mi piace:” Vale; ma io non ho ancora capito, perché Francesco se l'è presa."
Spero che Valentina non dica cosa penso. Purtroppo avviene cosa immaginavo:” Gaia; a Francesco piaci molto.”
Nuovamente Gaia non va per il sottile:” Non ho voglia di parlarne comunque. Adesso sta arrivando Mariano e non ho voglia di trasmettergli malumore. “
Vedendo che e’ inutile insistere, Valentina cambia totalmente discorso :" comunque mi è parso, che tu fossi a tuo agio, con gli amici di Francesco."
Gaia ammette candidamente:" sì, sono stata bene. Sono tre ragazzi molto simpatici."
Dopo un attimo di indecisione, Valentina le fa una domanda un po' impertinente:"Chi ti piace di più, di loro tre?"
Gaia sembra sorpresa da questa domanda. Infatti non le risponde subito, trincerandosi dietro un:" fammici pensare un attimo."
Sono proprio curioso di sentire, chi sceglierà dei tre coglioni.
Valentina non sta nella pelle, nel sentire la risposta:" dai; Gaia. Rimane fra di noi."
Gaia non vuole avere fretta:" un attimo, ci sto pensando."
Al netto di ogni equivoco, Valentina è ancora più chiara:" quello a cui apriresti le gambe."
Dopo una frase simile , mi sarei aspettato una risposta seccata di Gaia.
Invece mi ritrovo ad ascoltare:" guarda che l' avevo capito."
A Gaia piace uno di quei tre ? Non ci posso credere. Questa è una cosa, che mi butta ancora più giù di morale. Ed il mio morale è già a terra.
Gaia continua a tergiversare, e Valentina azzarda a chiederle:" un attimo; Gaia. C'è più di uno , a cui la daresti?"
Voglio proprio sentire, cosa le risponderà. Hanno fatto i pagliacci, e lei ne è rimasta colpita. È veramente assurda come cosa.
Ma invece di sentire la risposta di Gaia, sento la seguente frase:" Francesco; ma cosa stai facendo?"
È una voce maschile. È quella di Giacomo. Non ho il tempo di rendermi neanche conto di cosa stia succedendo , che gli altri due escono dal portone. Subito vengono notati da Valentina e Gaia. I miei due amici girano il viso, guardando verso il portone.
Gaia indovina subito:" c' è Francesco; lì dietro?"
Prima che possano rispondere; io esco dal portone, dirigendomi verso la macchina . Nessuna delle due ragazze mi viene dietro, o mi dice qualcosa. Non mi giro a guardare. La distanza fino alla macchina sembra incolmabile. Ma ce la devo fare. Non so neanche io perché, mi metto a correre per raggiungerla prima. Ecco, l’ho raggiunta. Sono arrivato al mio porto sicuro. Sentire la maniglia della portiera mi da un senso di sollievo. Solo in questo istante, butto l’occhio verso il gruppo.I tre miei amici sono fuori, a parlare con le ragazze. Nessuno di loro cinque ha lo sguardo su di me. E questa cosa mi fa ancora più imbestialire. Perché Valentina non e’ venuta da me nuovamente? E i miei amici? Perché non si sono nuovamente offerti di darmi un passaggio? Il loro pentimento e’ durato solamente pochi minuti. Sono già tornati da Gaia.
Accendo subito il motore, e parto. Essendo una strada a senso unico, sono obbligato a passare con la macchina , davanti a loro. Cerco di non guardare , ma è più forte di me. Con la coda dell'occhio cerco Gaia, che non mi sta guardando.Anzi continuano a non guardarmi. Stanno parlando per i fatti loro. Invece sarebbero dovuti venirmi dietro, per provare a fermarmi. Questa volta, sarebbe dovuta venire Gaia, ad abbracciarmi, e a scusarsi. Ma non l’ha fatto. Preferisce parlare con i miei amici ed attendere Mariano. Già, non può farlo aspettare. Io avrei avuto solamente cinque minuti di orologio.O anche meno, se lui fosse arrivato prima. Probabilmente ho fatto un altro grave errore, ad ascoltare di nascosto, il discorso tra le due ragazze. Ma è stato fondamentale; perché ora so con certezza, che a Gaia piace uno dei tre. Ma chi? Però, anche piacendole uno dei tre , come si comporterà con Mariano? Tanto non lo saprò mai. Le due ragazze, in questi giorni, non hanno mai voluto affrontare l' argomento. Anzi, l' hanno proprio scansato.
Arrivo a casa, e sento un bip al cellulare. Gaia mi aveva detto, che ci saremmo sentiti dopo. Stupidamente ho rifiutato, però forse ha preso ugualmente l’iniziativa.
Purtroppo e’ un messaggio di Valentina:” Ciao Francesco; sei arrivato a casa? Stai meglio?”
Non ho voglia di risponderle, ma devo.Chissà che non inizierà a raccontarmi le cose nei prossimi giorni.
Per ottenere le informazioni, però dovrò essere gentile.
Cosi’ la mia risposta e’ da incorniciare:” Si, mi sono totalmente ripreso. E il merito e’ solamente tuo.”
Una faccina con il cuore e’ la sua risposta. Ci va la tattica di leccare il culo.
Così le scrivo:” Grazie di cuore. A domani.”
Non voglio sbilanciarmi troppo. Non mi fido ancora totalmente di lei.
Il giorno dopo non mi aspetto molto, andando al università. Anzi forse preferirei non incontrare nessuna, perché sarebbero solamente altre delusioni su delusioni. Non vado al bar a fare colazione. Se andassi, potrei trovare nuovamente Gaia con Mariano. E sarebbe un’altra botta. Anche se devo farmene una ragione. Perché Gaia e’ la ragazza di Mariano. Da lì non si scappa.
Sono in aula, quando una voce familiare mi pone la seguente domanda:” E’ libero?”
È Gaia. Prima che io possa risponderle, toglie lo zaino dalla sedia accanto alla mia, e si siede. La guardo per pochi secondi, per poi tornare a fissare davanti a me.
Posso non guardarla, ma le sue parole mi arrivano:" Francesco; dopo la lezione, dobbiamo parlare."
Cercando di rimanere calmo e lucido, rifiuto elegantemente :" mi dispiace,Gaia; però non funziona così. Non sono a tua disposizione .Oggi non ho tempo. Parleremo un altro giorno, se tu potrai."
Non sono stato maleducato, ma Gaia non accetta la mia risposta:" Francesco; come vuoi. Ti dico solamente una cosa. Se tu non parli chiaramente , i problemi non si possono risolvere."
Prendo il libro e lo sfoglio:" Gaia; questo libro da studiare, è un problema. Il nostro rapporto non è un problema. Siamo semplicemente su due frequenze diverse, e così non riusciamo a comunicare. Tutto qui."
Mi sono dimenticato di dirvi una cosa. Oggi e’ veramente bellissima Come sempre, del resto. Indossa un maglioncino leggero bianco a girocollo, semplice e pulito, che le dona un’aria luminosa e delicata. Porta un paio di jeans scuri, dal taglio giovanile, valorizzati da una cintura con una fibbia argentata. Ai piedi ha delle scarpe sportive dallo stile moderno, con la suola leggermente rialzata. Un mix tra un look casual e raffinato.
La mia frase comunque ottiene l’approvazione di Gaia:" Francesco; tu sicuramente intendi un'altra cosa. Ma hai centrato esattamente il problema. Non è un problema di comunicazione, ma di frequenze."
Mi sento preso in giro da questo gioco di parole; così cerco di chiudere:" sarà come dici, però ora voglio solamente pensare alla lezione."
Gaia non prende bene la mia risposta :" Francesco; io posso capire, che tu possa essere arrabbiato. Ed io sono qui, per questo. Per chiarire, e per chiederti scusa. Perché gran parte della colpa, è sicuramente mia. Detto questo; non tirare troppo la corda, o si spezza."
Sembra che Gaia stia facendo un passo verso di me, e così decido di ammorbidire la mia posizione:" ok, parliamo a fine lezione."
Torniamo a Giuseppe.
Greta si inalbera, iniziando a prendermi a calci. E’ una furia scatenata. Io provo a parare i calci, ma diversi raggiungono il bersaglio.
Gli altri ragazzi cercano di intervenire, ma Sara si mette ad urlare:” Dovete starne fuori, visto che non avete avuto le palle di risolvere il problema.”
Davide obietta:” Sara; ma che cazzo state facendo? Quel ragazzo non vi ha fatto nulla di male.E’ stato gentile con tua sorella, e lei lo ripaga così?”
Continuando a non vederci più dalla rabbia, Sara urla:” Ma l’avete capito, che non aveva mai parlato con una ragazza, prima d’oggi? Invece che rompere, dovrebbe costruirle una piramide d’oro.”
Intanto la furia di Greta non si placa, e provo a farla ragionare. Riesco a bloccarla, abbracciandola. Lei continua a divincolarsi come una furia, iniziando a graffiarmi in faccia. Questa volta Davide interviene ed allontana Greta da me.
Ma le urla di Greta continuano a sentirsi:” Lasciami; quel orribile essere ha osato toccarmi. Gliela devo far pagare cara.”
Uno schiaffo colpisce il viso di Greta. E’ stato Davide. Sara si mette ad urlare, cercando di aggredirlo, ma anche lei riceve un forte schiaffo.
“Ora basta. Vi ho già detto, che non vogliamo casini. Se non vi sta bene, ve ne potete anche andare.”
Le due ragazze lo guardano malissimo, mentre si massaggiano la guancia per il forte colpo ricevuto.
Davide è perentorio:” Greta; ma che cazzo stai facendo? Troviamo una soluzione tutti assieme. Possiamo fare cosi’. Vuoi conoscere un ragazzo? Ok. Pero’ più tardi torni con Giuseppe.”
Ma Greta non ne vuole sentire parlare, urlando:” no. E poi ha osato rompere tutte le mie carte. Non la può passare liscia. Se non intervenite voi, scrivo a qualche altro mio amico. Ne ho di amici, che lo picchierebbero. Eccome, se ne ho.”
Davide sembra riflettere un attimo, per poi guardarmi:” Giuseppe; e’ meglio che tu vada. Adesso Greta non vuole parlare con te. Insistere e’ inutile. Lo vedi anche tu. Se vuoi, ti accompagniamo a casa, in macchina. Pero’ veramente, per oggi lascia perdere Greta. Cercheremo di parlarne e, fra qualche giorno, ne riparlerete al università. Qui non possiamo fare altro.”
Non mi piace la sua proposta, e glielo faccio presente:” Greta mi ha fatto delle promesse, e deve mantenerle. Io non le chiedo di diventare la mia ragazza, so di non poter pretendere quello. Pero’ almeno che mi rivolga la parola a scuola, che possiamo sentirci per telefono, e che qualche volta usciamo assieme. Del resto, e’ stata una bella avventura venire qui fino a Torino. In fondo ci siamo divertiti,no?”
Questa volta vengo assalito da entrambe le ragazze, che si mettono a tirarmi per i capelli. Io cerco di liberarmi, stando attendo comunque a non fare loro male, neanche involontariamente. L’intervento dei ragazzi mi aiuta. Da solo, non ce l’avrei mai fatta. Le due ragazze hanno ciocche dei miei capelli in mano.
Greta fa per avvicinarsi nuovamente, quando Davide si mette davanti per bloccarla:” Smettila.”
Gli chiedo di non intromettersi:” Per favore, Davide; lascia che venga a parlarmi.”
Davide mi guarda con meraviglia, lasciando passare Greta.
Greta si avvicina a me:” Giuseppe; tu mi fai letteralmente schifo. Sai perché sono cosi’ vicina a te? Perché voglio darti un bacio. Chiudi gli occhi.”
La fisso per un attimo, e poi chiudo gli occhi. Sento uno strano rumore e qualcosa di bagnato, sulla mia faccia.
Greta mi ha sputato in faccia:” Centrato in pieno.”, mettendosi a ridere.
Non contenta,torna alla carica:” Ecco tutta la considerazione che ho di te; Giuseppe.”
Io non reagisco, restando in silenzio.
Greta torna da sua sorella, e battono un cinque. Gli altri ragazzi sono ammutoliti. Greta torna ad avvicinarsi, ma questa volta non per aggredirmi. Si inchina per raccogliere le carte strappate.
Dopo qualche secondo, alza il viso:” Giuseppe; mi stai guardando? Ti piace vedermi inginocchiata, vero? Pensa che, appena ti leverai dai coglioni; mi inginocchierò davanti ad uno dei ragazzi, e non per raccogliere le carte. Capisci cosa intendo dire?”
Io non smetto di fissarla, ma ovviamente resto in silenzio.
Sara si avvicina, inginocchiandosi accanto alla sorella:” Sai cosa sono i pompini; Giuseppe?”
Le due sorelle si guardano, tirando fuori la lingua, ed iniziando a passarsela sulle proprie labbra.
“ Abbiamo voglia” esclama Greta.
La sorella è ancora più perfida:” Giuseppe; sai perché Davide e’ stato cosi’ gentile con te? Perché e’ lui, quello che Greta vuole farsi. A lui interessa solamente mandarti via. Sai; un pompino di Greta vale più di mille valori.”
Davide non riesce a stare zitto:” Vi ho già detto di finirla. Ma perché ce l'avete tanto con questo ragazzo? Chiunque ci sarebbe rimasto male.”
La risposta di Greta e’ perentoria:” Deve andare via.”
Davide smette di guardarla, fissandomi.
Greta se ne accorge:” Perché lo guardi?” e si gira verso di me.
Io ho in mano altre carte.
Mi sono chinato a raccoglierle:” Greta; qui ci sono le altre.”
Lei me le porta via dalle mani, e torna a sputarmi in faccia.
La saliva di Greta cola sul mio naso.
Vista la totale sconfitta su tutti i fronti, esclamo:” Forse e’ meglio che vada. Davide; mi accompagni alla porta?”
Subito Davide si prodiga:” Certo.”
Le due sorelle mi prendono in giro:” Ciao ciao, sfigato.”
La mano di Davide si appoggia sulla mia spalla:” Andiamo, Giuseppe. Sii superiore. Lascia perdere.”,accompagnandomi alla porta.
Mentre camminiamo, aggiunge:" Giuseppe; forse e’ meglio che lasci perdere con Greta.Si e’ comportata veramente malissimo. Io le parlerò, ma non avere grandi speranze.” e’ i suo commento
Tendo la mia mano:” Comunque grazie, voi vi siete comportati veramente bene. Nonostante tutto quello che si dica dei centri sociali, mi devo ricredere.”
Lui mi sorride:” Già, non siamo cosi’ brutti e cattivi.”
Cinque minuti dopo.
Greta,con lo scotch, sta provando a sistemare le sue carte. E’ un lavoro molto noioso e di pazienza, e così si mette a sbuffare quasi subito:”Quanto ci mette a tornare? Ma si e’ innamorato di Giuseppe?”
La sorella e’ polemica:” Sorellina; tu sei venuta qui per conoscere Davide, e lui perde tempo con quel coglione?”
La sorella concorda:” Non ho parole veramente.”
Finalmente la porta si riapre, e compare Davide. Tutti rimangono totalmente spiazzati. La scena, che compare davanti a loro, e’ inimmaginabile.
Il ragazzo di colore gli domanda:” Ma cosa e’ successo?”
Lui confessa:” Giuseppe mi ha tirato un pugno in faccia.”
Tutti restano per un attimo in silenzio, finché Greta non lancia l’idea:” Organizzate l’inseguimento ora, giusto?”
Ma nessun ragazzo sembra prenderla sul serio.
Sara esclama:” Ma si può sapere cosa e’ successo?”
Lui sembra non avere il coraggio di parlare.
Il ragazzo di colore insiste:” Davide; parla.”
Greta si mette a ridere:” Ma perché fate domande così stupide. E’ geloso, ovvio. Quando ha sentito la parola pompino, sara’ impazzito. E’ tutto il giorno, che muore di gelosia.”
Finalmente riesce a trovare le parole:” No, non hai capito niente. Tu e tua sorella, siete una più stupida dell’ altra. Il motivo non è assolutamente quello, e me lo ha anche specificato.”
“ Ed allora per che motivo? Sentiamo.” pronuncia Greta.
“e’ per lo schiaffo che ti ho tirato.” confessa Davide.
Torniamo a Roberto.
Ma come posso dirgli una roba del genere? Vuol dire scatenare la guerra. Anzi, la guerra e’ già scoppiata.
Però, in un impeto di coraggio misto a totale follia,rispondo al telefono:” Ciao Luca."
Subito si dimostra aggressivo:” Roberto; dove sei?”
Guardo Lavinia negli occhi. Glielo devo in fondo. Mi ha regalato dei bellissimi momenti insieme e, se vuole farmi picchiare, io mi farò picchiare. Le sarò riconoscente tutta la vita. Perché lei e’ stata l’unica ragazza, che mi ha considerato un essere umano. La mia vita può anche finire qui. Sono felice. Non sono mai stato così felice, nella mia vita.
Al diavolo Luca:” in camera di Lavinia.”
Dal altra parte del telefono arrivano le urla:” Bruno sta citofonando da cinque minuti.”
Seguo gli ordini di Lavinia:” Si sta facendo la doccia. Quando finisce, la avviso. Tanto ci vediamo dopo” e metto giù il telefono, spegnendolo.
Ho decretato la mia fine, ma Lavinia mi sta sorridendo. Ed è questa, la cosa più importante per me. Mi sono dimostrato al altezza. Ed e’ fiera di me.
Torna a suonare il telefono di Lavinia, e questa volta risponde; continuando a fissarmi:” Ciao Bruno, ero sotto la doccia. Non ho sentito. Sei sotto casa mia? Va bene, ma non posso farti entrare. Sono solamente con un asciugamano. Mi devo asciugare e preparare per uscire dopo. Sì, c’e’ Roberto.”
Dal altro capo del telefono, sento le urla del mio compagno di classe.
Lavinia mette in viva voce:” Lavinia; se c’e’ lui in camera tua; posso venire anche io. Io non me ne vado di qui, finché non mi fai entrare. Sto dando di testa. Fammi entrare.”
Continuando a fissarmi, risponde:” Il tempo di vestirmi, e ti faccio entrare.”
Le urla non si placano:” Perché Roberto e’ in camera tua? Mi vuoi spiegare?”
L’atteggiamento di Bruno non piace a Lavinia:” Dammi dieci minuti e ti facciamo entrare.”
Un urlo fortissimo arriva:” Ti facciamo, chi?”
La mia compagna di banco e’ chiarissima:” Io e Roberto. Ora lasciami vestire, o stai fuori anche un’ora.”
Bruno chiude la conversazione, senza salutare.
Lavinia mi dice:” Roberto; ricordati le regole.”
Le sorrido:” Comunque andrà, Lavinia; grazie di tutto. Grazie a te, ho capito cosa vuol dire vivere.”
Come mi risponde Lavinia? Mettendo una mano sul mio naso:” Sei cosi’ buffo; Roberto. Lasciami giocare dieci minuti, con il tuo naso. Devo far finta di essermi vestita.”
Lavinia mi sorride, mentre tortura il mio naso. Ma non lo fa con cattiveria, e’ solamente giocherellona. Lascia il mio naso, e passa a tirarmi entrambe le orecchie:” Sei proprio il mio orsacchiotto."
“Lo so.” ormai sono totalmente nelle sue mani.
Non diciamo nulla, però lei continua a sorridermi, ed a giocare con il mio viso. Mentre io continuo ad osservare, quanto e’ bella.
“Mamma; vai ad aprirgli” e’ il messaggio di Lavinia a sua mamma.
Sta per arrivare Bruno. Mi allontano da Lavinia, per andarmi a sistemare su una sedia.
Lei mi guarda male:” Roberto; sei molto maleducato. Stavo giocando con il tuo viso.”
“Forse non l’hai capito, ma sta arrivando Bruno.” le faccio presente
“Torna subito qui.” Lavinia e’ perentoria.
Non posso deluderla. Ha fatto più lei in due giorni, che tutte le altre ragazze messe assieme. E così torno in piedi accanto a lei, che torna a giocare con il mio naso. Lavinia ha apprezzato il mio coraggio, infatti mi sorride. Dopo circa un minuto, arriva Bruno. Ha uno sguardo furioso. Lavinia e’ seduta sul letto, intenta a giocare con il mio naso.
Bruno si rivolge a me:” Roberto; andiamo. Muoviti.”
Volente o nolente, dovrò seguirlo ugualmente.
Faccio un passo verso di lui,ma Lavinia mi stoppa:” Roberto; torna subito qui. E’ un ordine.Voglio continuare a giocare con il tuo naso.”
Guardandola, mi accorgo che e’ seria. Non sta sicuramente scherzando. Ma non ho il coraggio di riavvicinarmi a lei. Così resto distanziato quel poco, che non le permette di rimettere la mano sul mio naso.
Lavinia si mette a guardare Bruno:” Ciao; sei venuto, perché sentivi già la mia mancanza? Che carino.”
Questa risposta irrita Bruno:” Lavinia; cosa stavate facendo?”
Lei non si scompone:” Stavo giocando con il naso di Roberto. Ha un viso cosi’ buffo. Mi piace giocare con il suo naso e le sue orecchie”, tirandosi un attimo su dal letto, per prendermi una mano.
Mi tira nuovamente verso di sé, e nuovamente la sua mano finisce sul mio naso.
Il mio compagno di classe mi redarguisce:” Roberto; stai facendo la figura del coglione. Perché glielo permetti? Alle ragazze non e’ concesso tutto.”
“Lui fa quello che dico io” gli risponde Lavinia.
Bruno obietta:” D’accordo; se vuole fare la figura del coglione, la faccia. Vorrei però una giustificazione in merito a quel segno sul collo di Roberto.”
Tale frase disturba Lavinia, ancor di più:” Mamma; porta una sedia.”
Marta va a prendere una sedia, e la porta in camera della figlia. Poi esce subito.
Lavinia prende la sedia e la sistema accanto alla mia:” Bruno; siediti lì.Anche tu; Roberto.”
Io vado subito a sedermi.
Sentendosi preso per il culo, Bruno obietta:” Prima mi rispondi; Lavinia.”
Ma i modi di fare di Bruno non scalfiscono minimamente Lavinia:” O ti siedi, o te ne vai.”
Messo alle strette, nonostante la forte rabbia in corpo; Bruno si arrende, sedendosi.
Lavinia si sistema davanti a noi:” Forse voi non avete ancora capito, chi comanda. Ho già detto ad entrambi, che io esco con chi voglio, quando voglio, e vado dove voglio. Ogni tanto uscirò con Roberto, ogni tanto con Bruno, ogni tanto con altri ragazzi. Questa cosa vi e’ chiara?”
Serenamente accetto la sua decisione:” Certo.”
La mia risposta non viene apprezzata da Lavinia:” Non mi sembra; visto che appena Bruno ti ha detto di andare via, stavi per seguirlo come un cagnolino.”
Bruno sembra un toro inferocito:” Ma di che altri ragazzi parli? Non ti piace la mia macchina?"
Lavinia torna a giocare con il mio naso, tirandomelo. Questo gesto disturba Bruno, che inizia a diventare rosso di rabbia.
Senza guardarlo, gli risponde:” Si, mi piace molto. E’ cosi’ figa, comoda. Ha dei sedili spaziosi. E gli optional, uno più bello dell’altro. E quella di Roberto fa letteralmente schifo. Pero’ oggi mi porta Roberto ai giardini.”
Le regole non sono fatte per Bruno:” Cosa ci fa Roberto, in camera tua?”
Lavinia continua a giocare con il mio naso:”Diglielo; Roberto.”
Vista la situazione esplosiva, cerco di essere diplomatico:” Lavinia mi ha invitato a mangiare a casa sua.”
La mano di Lavinia tira il mio naso:” Roberto; la motivazione vera.”
Non ho idea, di cosa stia parlando.
Lavinia si rivolge a Bruno:” Roberto mi ha chiesto di fargli una sega.”
Bruno si alza in piedi, tirando un calcio alla sedia:” Roberto; ti e’ stato detto, di stare lontano da Lavinia. Non l’hai ancora capito?”
La reazione di Bruno non piace a Lavinia:” Ora te ne vai da questa casa. Così impari ad essere maleducato. Ci vediamo dopo ai giardini.”
Bruno urla:” Ok, me ne vado. Ma tu, Roberto; non venire. O sai cosa ti aspetta.”
“Fuori di qui, o chiamiamo la polizia.” e’ la risposta di Lavinia.
Bruno sembra subire il colpo:” Cosa?”
Lavinia glielo ripete:” Fuori di quì.”
Bruno mi guarda con odio:” Sei morto”, ed esce dalla stanza.
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