tradimenti
E' un mondo difficile ( capitolo 27 )
03.01.2026 |
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"Bruno sembra aver perso la parola, Luca si affretta a rispondere:” Lavinia è a disagio per l'atteggiamento di Roberto..."
Azzardo a chiederle:”E se non accettassi la tua proposta?”Con la più totale tranquillità, mi risponde:” Non recupereresti i punti. O meglio, li potresti sempre recuperare, ma non avrei idea in che modo. Questo e’ il modo più veloce e sicuro.”
La sfido platealmente:” Vuoi iniziare già ora?”
Stranamente mi dice di no:” Non mi sembra il caso, sono in giro con te.Ora cambiamo discorso.”
Devo ammettere che riesco a passare con Gaia, un pomeriggio sereno e spensierato. Parliamo in generale, e torno a trovarmi a mio agio. Mi sembra che, anche per lei, valga la stessa cosa. Gaia ride spesso alle mie battute, e ciò mi da coraggio. A fine aperitivo, le chiedo:” Posso accompagnarti a casa?”
Senza alcuna esitazione, mi risponde:”Certo.”
Camminiamo fianco a fianco, con Gaia che dispensa sorrisi.Sembra un’ altra persona. Eppure è la stessa ragazza, che prima mi ha umiliato all'università. Provo ad avvicinare la mia mano alla sua, sfiorandogliela. Non ho comunque il coraggio di prenderla e stringerla.Temo la sua reazione. Ve lo confesso: sono felice. Gaia sale sulla macchina, prendendo il cellulare dalla borsa. Probabilmente guarda, se ha ricevuto dei messaggi. Non risponde ad alcun messaggio, ma il suo gesto mi rende triste. Mi ha ricordato che sono solamente un amico, e che ci sono anche altre persone. Forse avrei dovuto guardare il suo cellulare, quando me l'aveva proposto. Avrei scoperto subito la verità del rapporto con Mariano. La verità? Avevo troppa paura di scoprire eventuali altre amicizie di Gaia. Ora che la sto osservando meglio, è spuntato fuori anche questo Corrado. Ce ne saranno anche altri?
Una domanda gliela voglio proprio fare:” Gaia, scusami; ho un dubbio. Prima che io ti vedessi con Mariano, tu ti sentivi o ti vedevi già con altri ragazzi? Mi riferisco da quando ci conosciamo ed usciamo assieme.”
Gaia sceglie un brano e fa partire la melodia, a volume basso:” ti piace questa canzone; Francesco?”
Ha cambiato volutamente discorso, per sfuggire alla domanda.Potrebbe volermi mettere nuovamente alla prova.E così faccio finta di niente:” Mi piace tanto questa canzone d'amore.”
Esclama:” adoro ascoltare il ritornello.”
Concordo in pieno:” le parole si possono perfettamente adattare al nostro rapporto.”
Gaia si gira a guardarmi subito, sembrando sorpresa.Forse ho detto una cazzata, però non posso scusarmi.Non ho detto nulla di male.Ovviamente non aggiungo altro.Gaia torna a guardare la strada.Però forse sto sbagliando a leggere la situazione.Ha messo una canzone d'amore, con un testo che potrebbe riferirsi a noi.E se mi stesse lanciando un segnale? Tentar non nuoce.Però non dovrò sbagliare nulla.Parcheggio sotto casa sua, spegnendo la macchina.Mi giro a guardarla. Ricambia lo sguardo:” Grazie della piacevole uscita; Francesco.”
Oso chiederle:” Riprendiamo a sentirci anche per messaggi?”
Sembra pensarci un attimo, per poi dirmi:” Va bene.”
E’ il momento di esternalizzare i miei sentimenti:” Gaia; io mi trovo molto bene con te. E vorrei costruire con te, qualcosa di veramente importante. Non voglio più conoscere quella ragazza, tanto non me ne fregherebbe nulla di lei.”
Non riesco a finire il discorso, perché Gaia mi interrompe:” Francesco; devi conoscerla eccome. Non puoi fare affidamento su di me. Ti ho già detto, come la penso. Fai bene a voler recuperare i punti; però se trovi un’altra opportunità,non buttarla via.”
Sicuramente la canzone non era un messaggio per me.Ormai non posso comunque tirarmi indietro. O la va o la spacca.Provo ad avvicinare le mie labbra alle sue.Non voglio forzarla, dunque mi muovo molto lentamente.Spero che lei mi permetta di baciarla. Sarebbe sicuramente un grande passo avanti.Purtroppo Gaia inizia a ridere, fermando la mia avanzata, con una mano:” Francesco; ma cosa fai?”
La sua risata mi uccide dentro. Avrebbe potuto bloccarmi, ma senza ridere. Avrei voglia di urlare tutta la mia rabbia, ma non posso. Rimango fermo, a fissarla.Finalmente si accorge del mio profondo disagio:” Francesco; non ti preoccupare, non e’ successo niente. Non sono arrabbiata con te.”
Le parole non mi escono di bocca. Sembro una statua di pietra.Gaia non si rende conto, che ho un cuore.Addirittura continua imperterrita:” Francesco; non sei il primo ragazzo che ci prova con una ragazza, e che si prende un no. Non è successo niente; fidati.”
Smetto di guardarla, abbassando il capo in segno di sconfitta. Mi viene da piangere, ma non posso farlo. Devo dimostrarmi uomo.
Cerca di motivare il suo no:” Francesco; dopo il mio discorso di prima, il no era scontato. L’ hai capito il discorso di prima, vero?”
Tiro su il capo, per guardarla.Ancora una volta le parole non mi escono di bocca. Il mio comportamento inizia ad infastidire Gaia:”Ti prego, Francesco; non mettermi in imbarazzo. Mi sono fidata a farmi accompagnare da te, non farmene pentire.”
Devo reagire, o il mio rapporto con Gaia non sarà più recuperabile:” Scusami; è che mi sono trovato veramente bene con te, oggi.”
Una carezza sulla guancia anticipa la sua frase:” Lo so; Francesco.La stessa cosa vale per me, però sai come la penso. Le cose te le ho ripetute più volte.”
Dopo una frase simile, mi prende lo sconforto:”Certo, ti sei trovata bene in amicizia.”
Gaia mi guarda:” Stai tranquillo, uscirò ancora con te.”
Ogni sua frase riesce a farmi sempre più male. Invece di aiutarmi, le sue parole mi gettano ancora di più nello sconforto.
Vedendomi sempre più disorientato, mi propone:” Francesco; facciamo così. Ti do un abbraccio, se tieni le mani a posto.”
Non ci credo che abbia potuto dire una frase simile. Mi sono sempre comportato bene con lei, ed ora mi tratta come se fossi un maniaco. Quanto vorrei avere la forza per mandarla a fare in culo. Devo ritrovare un po’ di orgoglio:” Non e’ necessario, mi sono ripreso.”
Lei insiste:” Francesco; mi farebbe piacere abbracciarti. Per me l’amicizia e’ un sentimento importantissimo.”
Mi sta schiacciando; devo reagire:” Gaia; non sento il bisogno dell’abbraccio di un’amica.”
Torna indietro con la memoria:” A casa dei tuoi amici, hai gradito l’abbraccio di Valentina. Ti ha aiutato a superare le difficoltà. Ecco perché te l’ho proposto.”
Chiarisco:” Provo a baciarti, mi dici no; e secondo te voglio un abbraccio?”
Non le basta aver vinto, vuole stravincere:” Non provi a baciare un’amica, al limite la abbracci.”
E’ inutile, non ha senso continuare il discorso. Mi sta massacrando. Devo battere in ritirata::” Va bene. Ora devo andare. Buona serata Gaia.”
Esclama:” Ti sei offeso; Francesco?”
Devo fingere, o è veramente finita:” No, non preoccuparti. Ci mancherebbe altro.”
“Me lo fai un sorriso?” mi chiede Gaia.
Con un po’ di sforzo, lo abbozzo:” Ci vediamo a colazione?”
” No, domattina non riesco. Mi tieni il posto in aula?” è la sua risposta.
Le rispondo :” ok”
Mi da un’ ultima carezza:” Dormi tranquillo, domani mi sarò già dimenticata di questo incidente.”
Annuisco, e così scende dalla macchina.
La seguo con lo sguardo, finché non entra nel portone.
Il giorno dopo, tengo due posti in aula. Arriva prima Valentina, che mi chiede nuovamente di aiutarla su un pezzo della scorsa lezione. Dopo dieci minuti, arriva Gaia in compagnia di Corrado. Mi ha detto di no sul fare colazione assieme, per farla con lui.Si avvicina e mi dice:” Francesco; perchè non hai tenuto tre posti?”
Mi giustifico:”Non mi hai detto di tenere tre posti.”
Gaia si rivolge a quel ragazzo:” Corrado; cerchiamo due posti più in là.” e a Valentina dice:” Vale; ci vediamo dopo.”
E si allontanano.
Torniamo a Roberto.
Il giorno dopo arrivo a scuola all'ultimo secondo. Non voglio assolutamente parlare con Lavinia.Quando entro in classe, sono già tutti seduti. La professoressa sta per iniziare la lezione.Lavinia è bellissima come sempre.Indossa una salopette in jeans, con sotto una maglietta rosa. La guardo solamente un istante, ma è quel tanto che basta. Devo essere forte. Durante quel infinitesimale lasso di tempo, anche lei mi stava fissando. Guardo di sfuggita i miei compagni. Sono al centro dei loro sguardi. Probabilmente le hanno parlato, e sanno più di me. Però non mi interessa. Alla fine era logico che la favola non sarebbe potuta durare a lungo. Due giorni sono stati già un'enorme successo. Le sarò riconoscente tutta la vita, ma non posso dimenticare come mi ha trattato ieri pomeriggio. Voglio che rimanga un bellissimo ricordo. Per questo motivo non posso continuare il rapporto con lei.
Mi siedo, continuando a fissare la professoressa. Tolgo il libro dallo zaino. Ora sono pronto per la lezione. Anche la professoressa mi sta fissando. Devo aver fatto qualcosa che non va, senza essermene accorto. Ma dove ho sbagliato? Probabilmente è solamente arrabbiata che sono arrivato all'ultimo. Si non c'è altra spiegazione.
La professoressa si rivolge a me:” Roberto; Lavinia ti sta guardando. Probabilmente ti deve dire qualcosa.”
Non mi giro a guardare Lavinia, rimango a fissare la professoressa:” la lezione sta iniziando, non posso certamente mettermi a chiacchierare.”
La professoressa sposta lo sguardo verso Lavinia, che spiega:” Roberto è arrabbiato con me, perché ieri sono uscita con un ragazzo.”
La nostra insegnante le chiede:” Bruno?”
La mia compagna di banco scuote il capo:” no, un ragazzo che non va più a scuola.”
La professoressa sembra confusa:” Lavinia; vuoi cambiare banco o che sposti Roberto?”
Nuovamente rifiuta la proposta:”No, assolutamente no. Mi basta che Roberto mi guardi.”
Devo continuare a guardare davanti. La mia forza di volontà deve avere la meglio.
Lavinia non si arrende:” Roberto; ti piace la mia maglietta rosa? Il colore rosa mi hai detto che ti piace.”
Mi giro a guardare i miei compagni, che stanno bisbigliando tra di loro.Non ho idea di cosa fare.La professoressa propone:” volete uscire un attimo per chiarire?"
Rispondiamo contemporaneamente. Lavinia accetta di buon grado:” ottima idea”, mentre io rifiuto:” assolutamente no.”
Mi giro a guardare tutti gli altri. Gli occhi sono tutti su Lavinia. Non ho idea del motivo. E non ho intenzione di scoprirlo.
Devo resistere, non devo guardarla.
La nostra insegnante si alza e viene accanto a me:” Roberto; vieni un attimo fuori?”
Mi alzo e la seguo, continuando a non guardare Lavinia. Appena fuori dalla classe, mi chiede:” È vero cosa ha detto Lavinia?”
Non posso negare l'evidenza:”si e no. Sono consapevole che non posso ambire ad una come Lavinia.”
La sua risposta mi stupisce:” e perché scusa?”
Questa non sa come va il mondo e glielo spiego:” Lavinia è troppo bella per me. Poi sono brutto, sfigato, e non ho una bella macchina.”
Obietta:”se ti comporti così, non potrai mai ambire ad una come Lavinia. Non per i motivi da te detti. Il problema è che non ti sai comportare. Non c'ero ieri, quindi potrei essermi fatta un'idea sbagliata; però questa mattina stai sbagliando tutto. Pensa alle mie parole; Roberto. Ora torniamo dentro.”
Torno al banco, senza guardare Lavinia. È il turno di Lavinia, di uscire. Lei e la professoressa parlano per cinque minuti.
Anna si avvicina a me:” Roberto; ma cosa sta succedendo?”
Ammetto candidamente:” Niente.Sono arrivato per ultimo, dovreste essere voi a spiegarmi.”
La mia compagna allarga le braccia:” come non sai te, non sappiamo nulla neanche noi. Non ci ha detto nulla.”
Rimango sorpreso:” scusa, ma non le avete parlato stamattina?”
“Certo, ma si è limitata a sorridere. Non abbiamo insistito.” mi risponde.
Intanto Lavinia torna in classe con l'insegnante. Guardo verso il banco, per evitarla nuovamente. Prima di andare alla sua sedia, si ferma, abbassando il busto davanti a me. Mi trovo il suo viso a pochi centimetri dal mio:” quando sei entrato stamattina, ti è piaciuto guardare i miei seni.”
Questa frase non l’ha detta a bassa voce. Sento i miei compagni bisbigliare e la professoressa tossire. Anche lei e’ in forte difficoltà. Per fortuna riesce ad iniziare la lezione. Al termine, nuovamente non la guardo. Mi giro. Tutti i miei compagni e le mie compagne fissano Lavinia. Il mio imbarazzo è a livelli estremi.
Per fortuna entra quasi subito il professore. Purtroppo esordisce con una battuta stupida:” ciao ragazzi; come va? E tu, Lavinia; sei già l'osservata speciale di Bruno?”, mettendosi a ridere.
Nessuno ride. Il professore guarda Bruno, che resta in silenzio.
Non contento di aver detto una stupidaggine, fa il bis:” allora Lavinia; come ti trovi con Roberto, come compagno di banco?”
Non si fa problemi a rispondere:” se Roberto mi guardasse, mi troverei benissimo.”
L’ insegnante torna a guardare Bruno e Luca.
Bruno sembra aver perso la parola, Luca si affretta a rispondere:” Lavinia è a disagio per l'atteggiamento di Roberto. Sembra che abbia paura di lei.”
Il professore si mette a ridere:” Roberto; puoi guardarla. Lavinia non ti mangia mica.”
Lavinia non apprezza la battuta, rimanendo seria.
L’ insegnante se ne accorge:” stavo scherzando.”
La replica di Lavinia è pungente:” perché prende in giro Roberto?”
Questa frase spiazza il professore, che riceve un'altra bordata da Lavinia:” è il mio insegnante, non un mio amico. I miei amici scherzano con me.”
Non credo alle mie orecchie. La classe è ammutolita. Il professore cerca di cambiare discorso:” qualche novità ragazzi?”
Interviene Luca:” Bruno vuole comprare una macchina molto più bella. Oggi la andiamo a vedere. Quella che ha, non gli piace più.”
L'insegnante torna a ridere:” Bruno; aumenteranno ancora di più le tue corteggiatrici.”
Lavinia sbuffa. Il professore cerca di vendicarsi:”gelosa?”
Lei si limita a ridere. Bruno interviene:” Professore; iniziamo la lezione.”
A fine lezione, Lavinia torna ad avvicinarsi a me:” Roberto; andiamo nei bagni, a parlare?”
Torniamo ad Aldo.
Esco per raggiungere Moreno e la sua ragazza. Ho bisogno di sentire il loro giudizio. Sono una coppia, ne sanno di queste cose. Chi meglio di loro può aiutarmi? Li trovo già al parco. Moreno è seduto su una panchina, mentre Jessica è sdraiata, con la testa che poggia sulle gambe di lui. Mi avvicino, salutando. Jessica si sposta lateralmente per guardarmi.
“Sappiamo già tutto.” anticipa il mio amico.
“Non sapete sicuramente l’esito del dialogo tra me e Dorotea." ribatto.
Jessica obietta:”Aldo; immagino come sia andata. Tua sorella non è molto convinta, vero?”
Sorrido:” Siete troppo avanti voi due.”
Arriva una domanda sorprendente dalla fidanzata di Moreno:” Non ha mai scopato tua sorella, vero?”
Questa domanda mi destabilizza in pieno:” Ma no, assolutamente. Ci mancherebbe. Lei non è mai uscita con un ragazzo. E’ troppo piccola. “
Moreno mi fissa:” Aldo; tua sorella è maggiorenne.”
Le parole mi escono di bocca, con molta difficoltà:”Si, ma cosa c’entra questo?”
Jessica si tira su, alzandosi in piedi:” Aldo; a te piacerebbe scoparti Diana?”
Farfuglio:”No, cioè sì, ma e’ la sorella di uno dei miei migliori amici. Non è possibile.”
Scuote la testa:”Certo che è possibile. Nel momento in cui tu e Diana inizierete a frequentarvi, Andrea sarà fuori dai giochi.E la stessa cosa varrà per Andrea e Dorotea.”
Mi esce una risata isterica:”Ma di cosa parlate? Sono uscite in amicizia.”
Moreno e Jessica mi guardano in silenzio.
Insisto:” Ve l’ha detta Andrea, questa cosa?”
La fidanzata del mio amico nega:”Assolutamente no. Non ci deve dire nessuno, cose che sono scontate in partenza. E non capisco tutta questa tua diffidenza. Meglio Andrea che un balordo, no?”
Balbetto:” Non e’ ancora ora che Dorotea abbia un ragazzo.”
Nuovamente i due restano in silenzio.
Aggiungo:”Forse è meglio lasciar perdere tutto.”
Jessica mi fa presente:” A questo punto litigherai con Andrea, e ci metterai di fronte a dover scegliere, con chi uscire.”
Protesto:” Ma perché?”
Moreno interviene:” Sei stato tu il primo a scrivere Diana, ed Andrea non è scemo. Come non lo siamo noi. Tu le hai scritto, perché vuoi provarci. Se Andrea si deve fidare di te, perché non ti puoi fidare di lui?”
La fidanzata lo ferma:” Tra l’altro, alla fine la decisione sarà esclusivamente di Dorotea.Mica la forzerai.”
“ Non vi voglio più ascoltare, basta.”, allontanandomi.
I due non provano a fermarmi.Appena sono abbastanza lontano, mi giro.Sono entrambi in piedi, a fissarmi. Voglio tornare a casa, e raccontare tutta la verità a Dorotea. Sono stato proprio un idiota ad ascoltare prima Andrea, e poi quei due idioti. Ma come si permettono di pensare, che mia sorella possa andare a letto con un ragazzo? Non se ne parla neppure. E’ troppo piccola. Prima deve studiare. Poi, con calma, inizierà a conoscere un bravo ragazzo, con cui si sposerà. Altro che scopare con Andrea.
Arrivo a casa, e vado a bussare alla porta della camera di mia sorella. Voglio tranquillizzarla, mettendola al corrente che è tutto saltato. Mia sorella non c’è in camera. Deve essere in bagno. Busso alla porta.
“ Avanti”
Apro la porta e trovo Dorotea nella vasca.Una quantità gigantesca di schiuma nasconde il suo corpo.Si e’ legata i capelli, per non bagnarli. E’ nuda, in quella vasca. Ma cosa vado a pensare? Non credo che abbia il costume. Tutta quella schiuma e’ come se fosse il suo costume. Ecco perché mi ha permesso di entrare. E’ mia sorella, devo abbandonare questi pensieri. Se facessi uscire Andrea con Dorotea, lei gli permetterebbe di stare sulla porta, durante il bagno? Spererei proprio di no. Andrea non si comporterebbe come me, non rimarrebbe impalato. Probabilmente si spoglierebbe velocemente, entrando nella vasca. E Dorotea non avrebbe alcuna difesa, non potendosi alzare. Già, perché deve essere nuda. E se si alzasse, farebbe solamente il gioco di Andrea, che la vedrebbe in tutto il suo splendore. Essendo un ragazzo, Andrea è più forte di lei, e così Dorotea non si potrebbe ribellare. Dovrebbe sottostare alle mani di Andrea sul suo corpo. Le bellissime tette di mia sorella, violate dalle mani di uno sporco farabutto. La sua verginità messa a dura prova dalle dita di quel bastardo. Non voglio neanche pensarci. E’ un incubo. Mia sorella è casta, deve rimanere fuori dalle voglie di quel pervertito.
“Aldo; ci sei?” e’ mia sorella.
Il mio rimanere imbambolato non e’ passato inosservato. E così devo giustificarmi con mia sorella:” si, scusami; stavo pensando ad una cosa.”
Mi sorride:” A Diana?”
Decido di mentirle. Non posso dirle che stavo pensando a lei nuda, nella vasca:“ Già, ma non ti preoccupare. Sono pensieri che passeranno in fretta.” Decido di impostare così il discorso, per farle capire che sono pronto a rinunciare.
Dorotea replica:” Aldo; sto facendo un bagno caldo, per rilassarmi. E, da rilassata, ho potuto valutare e decidere con maggiore serenità. Va bene, facciamo pure quest’ uscita a quattro. Fammi solamente sapere per quando, così mi tengo libera.”
Ho un attimo di esitazione:” Sorellina; ci ho pensato bene su, e forse non è il caso.”
Mia sorella mi guarda sorpresa:” Cosa e’ successo in queste due ore, che ti ha fatto cambiare idea?”
Continuo a mentire:” Non e’ giusto che ti metta in mezzo, per uno spirito di egoismo. La ragazza devo trovarla da solo.”
Lei obietta:”Non ti preoccupare, non mi hai chiesto chissà che. In fondo sarà divertente uscire io e te insieme, non credi?”
Sottolineo:” Teoricamente sarebbe così, ma nella pratica io starei con Diana, e tu con Andrea.”
Scuote la testa:” Sarà così e basta, invece. Staremo insieme, ma ovviamente io parlerò con Andrea, e tu con Diana.”
Dorotea non sa, che Andrea vorrebbe uscire con lei, da solo. Adesso devo affrontare Andrea. E ho già un’idea, per come fare.
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