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La ragazza dal pigiama lilla (capitolo nove )


di chiara94
18.02.2026    |    610    |    59 6.0
"Vedendo il movimento del braccio di Mirko, capisco che sta sfregando il cazzo sul apertura della figa di Clara..."
La mano di Arianna rallenta fino a fermarsi. Rimane attorno al mio cazzo, ma senza più mandare su e giù la mia pelle. Ho bisogno di quei movimenti per godere anche se, solo il fatto che Arianna me lo tenga in mano, mi fa totalmente impazzire. Devo assolutamente riportarla a proprio agio, o non riprenderà a smanettarmelo:” Arianna; tu sei giovane, non hai ancora una famiglia, un figlio; dunque il tuo è solamente un momento di confusione passeggera. Invece mia moglie è perfettamente consapevole di quello che fa: sta distruggendo la nostra famiglia.”
Non togliendo la mano dal mio pisello, mi risponde:”Carlo; non è proprio così. Anche io sto distruggendo, anzi ho praticamente distrutto il rapporto con il mio ragazzo. Avevamo fatto progetti futuri, e sono tutti finiti in cenere. Lui non lo sa ancora, ma è così. Io sono perfettamente consapevole di cosa sto facendo, altro che solamente un momento di confusione. Quando un’onda gigantesca travolge, non risparmia nessuno. E così è successo a me. Quel onda ha distrutto tutto e si e’ ritirata, tornando da dove è venuta. “
Non riesco a capire il motivo di questo discorso, mentre mi sta segando, e così glielo faccio presente:” Arianna; scusami, ma non mi sembra il momento di parlare di queste cose, mentre mi stai segando.”
La mia risposta la stupisce:” Carlo; guarda che sei stato tu a parlarne, non io. Ti sono solamente venuta dietro.”

Forse è l' ora di affrontare l’argomento, non posso aspettare ulteriormente. Cercare di dribblare l’argomento potrebbe addirittura innervosirla o portarla a chiudersi in se stessa. Devo dimostrarmi uomo, non c’è altra soluzione:” Arianna; in questo momento io sono con mia moglie. Tu sei mia moglie ormai. E devi comportarti da moglie. Ci sono state due volte in cui hai usato la mano, per farmi godere. Questa è la nostra terza volta e siamo in un luogo isolato, intenti a spiare una coppia. Stiamo vivendo una situazione molto intrigante, condividendola assieme.A questo punto la tua mano non basta più. E’ necessario che tu usi”
Mi fermo, non me la sento di usare la parola bocca. Il mio discorso è stato chiarissimo, non c’è bisogno che sia così schietto, tanto lei ha capito perfettamente. Voglio un pompino, e glielo ho fatto capire in tutte le salse. La mia mano, che le sta ancora accarezzando i capelli, si blocca. Con un movimento impercettibile di pressione, le voglio far capire che deve abbassarsi. In questi casi non serve forzare la ragazza, basta solamente una piccola scossa,come nel ballo. Basta un gesto minimo, e la dama deve capire il comando. La sua testa si deve abbassare automaticamente alla ricerca forsennata del mio cazzo.

Però qualcosa non sta funzionando. Oltre a non aver ripreso a segarmi, Arianna è ancora nella posizione attuale. Provo a dare un’altra piccola spinta verso il mio cazzo, aumentando l’intensità, ma anche questa volta Arianna non vuole saperne di abbassarsi.Anzi, addirittura mi redarguisce:” Carlo; il mio discorso che ti ho fatto l’altro giorno, l’hai capito? Qualche sega si, altro no.”
Questa sua frase mi butta giù, ma non devo abbattermi subito. Cosa farebbe Mirko al mio posto? Si arrenderebbe subito? Non credo. E così provo a mettergliela giù in altro modo:” Una moglie ha dei diritti e dei doveri, non lo sai?”
Mi guarda stupita:” E quali diritti avrei?”
Voglio farle capire che sono pronto a tutto:” Una moglie ha il diritto di essere portata a cena fuori, in vacanza, a ricevere tanti regali.”
Improvvisamente toglie la mano:” Scusa, stai cercando di comprarmi? Con una cena e con un pigiama, credi di avermi comprata? E’ questo il valore che mi dai?”
Insisto:” Arianna; rimetti la mano. Ho il cazzo che mi scoppia. Dimmi cosa vuoi, e non ci sarà alcun problema.”
E’ perentoria:” No, Carlo. Ora ti seghi da solo, io non ti ho fatto le seghe per il pigiama o per la cena. Te le ho fatte perché mi era venuta voglia di fartele. Se non fossi stata d'accordo, non te le avrei fatte. E questo è quello che mi sento di concederti. Non mi va di concederti altro. Al mio amante concedo di più? Mi dispiace, sono cose che non hanno una spiegazione. Sono da accettare e basta.”
Resto allibito. Mi ha praticamente dato picche. Avrei bisogno di sentire Mirko, per avere uno dei suoi preziosi consigli, ma non posso. Con che scusa lo chiamerei? Devo sbrigarmela da solo. C’è solamente una possibilità, ed è quella che io mi seghi da solo. In quel caso,ascoltandola, lei magari rimetterà la sua mano. Oggi però non potrò assolutamente forzarla, chiedendole la bocca, la figa o il culo. Mi direbbe sicuramente di no. Devo avere pazienza.

Intanto Arianna torna a guardare la macchina, dove ci sono Mirko e Clara. Intuisco che Clara si è distesa sul sedile davanti con il busto, lasciando le gambe ben aperte, rivolte verso il sedile di dietro. Mirko rimane con le ginocchia ben piantate sui sedili di dietro, pronto a penetrarla. Sicuramente non e’ una posizione molto comoda, ma Arianna non riconoscerà comunque Mirko, non avendolo praticamente mai visto. E soprattutto non si accorgerà che non è mia moglie. Del resto è una cosa normale che due amanti provino delle posizioni molto strane. Vedendo il movimento del braccio di Mirko, capisco che sta sfregando il cazzo sul apertura della figa di Clara. Sicuramente la troia sta godendo come una maiala, se lui continua imperterrito in questa operazione. Probabilmente la vuole fare bagnare al inverosimile, la vuole torturare psicologicamente, per poi prendersi anche il culo della baby sitter di mio figlio. Credo che non avrà scampo. Clara dovrà sottostare a tutti i capricci del mio amico. Lui si sta divertendo, ed io sono qui a menarmi l’uccello da solo. E’ vero, non è come vedere un film porno da solo, in quanto c’e’ Arianna con me. Purtroppo lei non mi sta guardando mentre mi sego, è presa da quel poco che riesce a vedere nel altra macchina. Praticamente non si vede nulla, si può solamente intuire. Eppure lei sembra totalmente rapita.

Mi viene un’idea:” Arianna; mi sono accorto che sei molto attratta da quello che sta succedendo in quella macchina. Se vuoi, puoi abbassarti i pantaloni della tuta e le mutandine, e farti un ditalino. O se preferisci, te lo faccio io, mentre assaporo la tua figa, con la lingua.”
Sentendo questa frase, Arianna dovrebbe rispondermi qualcosa, in un senso o nell'altro. Eppure rimane totalmente in silenzio, continuando a guardare i due amanti. O meglio, continuando ad immaginare cosa fanno. Decido di provare ad insistere:” Arianna; una volta potresti scopare con il tuo amante o con il tuo ragazzo, ed io potrei osservarvi di nascosto.”
Ancora una volta fa finta di non sentire. Probabilmente le mie parole sono arrivate al suo cervello, che ci sta mettendo un po' per rielaborarle. Se non ha ancora risposto, è un buon segno. Se una ragazza non dice subito no, allora ci sono ottime speranze.E’ il momento di insistere:” Immaginati la scena: tu, nuda, mentre vieni scopata davanti a me, che mi sego. Il tuo amante potrebbe sborrarti nella figa, ed io in bocca; cosa ne pensi? Potresti parlarne con lui?”

Questa volta Arianna reagisce male:” Basta Carlo; stai un po’ zitto. Non ho voglia di sentire le tue porcate, senza senso. Se lo stai dicendo per eccitarti e godere prima, va bene; ma se pensi che le tue perversioni possano diventare realtà, scordatelo proprio.”
Qui Arianna non è andata giù per il sottile. Con questa sua reazione, ha voluto erigere un muro altissimo tra me e lei. Questa altezza non mi permette di scavalcarlo. Ho seguito alla lettera i consigli di Mirko, ma Arianna non è caduta nella trappola. Non mi sembra giusto però che finisca così la cosa, e pertanto le chiedo:” D’accordo Arianna; però almeno finisci tu di segarmi. L’hai già fatto, e questo non dovrebbe essere un problema per te. Voglio vedere la tua mano piena della mia sborra.”

O la va o la spacca.Non posso tornare a casa, senza aver ottenuto almeno quanto le volte precedenti. Sarebbe un enorme passo indietro, e probabilmente pure definitivo. Credo che si chiuderebbe qualsiasi speranza di rivedere Arianna. Se invece mi finisse lei la sega, facendosi sborrare in mano, tornerei a prima che salisse in macchina. Certo non sarebbe una vittoria, ma neppure una sconfitta. Vorrebbe solamente dire darle più tempo. Magari ne ha veramente bisogno. Anche perché, essendo più grande di lei, le posso fare comodo. Lei non lo vuole ammettere, ma potrei servirle. Essendo molto più grande, ho più esperienza e dunque posso consigliarla meglio dei suoi coetanei. Potrebbe ritrovarsi in una situazione di sconforto, di difficoltà, di crisi esistenziale. A quel punto ne approfitterei, spingendola totalmente verso di me. Le farei capire che uno della mia età è una sicurezza, un salvagente stabile. E perché no? Avendo io uno stipendio regolare, potrei permettermi di viziarla, mentre i suoi coetanei potrebbero pagarle a fatica la pizza, una volta al mese. Mostrandole che, frequentando me, sarebbero più i pro che i contro, a quel punto sarebbe facile spingere la sua bella testolina verso il mio cazzo. Ed a quel punto non farebbe resistenza, e non dovrei neanche chiederle di aprire la bocca. Sarebbe lei ad aprirla spontaneamente, come giusto che sarebbe. E dopo la bocca, mi darebbe figa e culo. Dovrò solamente avere pazienza, tanta pazienza, che però sarà ripagata.

Le mie speranze si scontrano subito contro il muro eretto da Arianna. Senza neppure girarsi e guardarmi, fa un gesto inaspettato. Apre la portiera e scende dalla macchina, dirigendosi verso la macchina dove ci sono Mirko e Clara. Adesso scoprirà tutto. Come mi giustificherò? Per prima cosa devo ritirare l’uccello, tirare su i pantaloni, e scendere anche io dalla macchina. Non ho altre soluzioni. Dovrò trovare qualche giustificazione, per spiegare come mai c’e’ la baby sitter al posto di mia moglie. Comunque non sarà un problema insormontabile. Potrò sempre dire che ha preso le chiavi di nascosto, e farò finta di non conoscere Mirko. La spiegazione sarà plausibile. L’importante è che riesca ad anticipare Arianna, nel parlare. Devo seguirla velocemente
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