tradimenti
E' un mondo difficile ( capitolo 51 )
01.04.2026 |
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"È un movimento semplice, ma carico di significato: stanno accettando nuove regole, che non hanno scelto..."
Gaia mi guarda. Nei suoi occhi si accavallano sorpresa, incredulità, e poi rabbia pura. È una rabbia molteplice: sia per il risultato, sia per aver perso il controllo della situazione.Serena si avvicina a me, fuori di sé: " Devi avere barato. Fammi vedere tutte le tasche. Muoviti."
La sua reazione è istintiva, impulsiva. Ha bisogno di una spiegazione che la rassicuri.
La guardo, poi rispondo con calma:" Guarda, faccio ancora meglio. Mi spoglio, e controllate i miei vestiti."
Non le do il tempo di ribattere.
Lentamente mi tolgo la camicia,le scarpe, i pantaloni e poi le calze. Ogni gesto è deliberato, privo di esitazione. Rimango in mutande, davanti a loro.
Non è esibizionismo. È sfida. È controllo.
Valentina mi sorride. È un sorriso pieno, sincero. Nei suoi occhi c’è soddisfazione, quasi complicità. È l’unica che sembra aver capito davvero cosa sta succedendo.
Serena e Gaia, invece, sono furia pura. I loro sguardi sono lame.
Voglio che siano convinte del tutto:" Controllate pure."
Serena si abbassa subito. Rovista nei miei vestiti con rabbia, quasi con violenza. Strappa il taschino della camicia, senza accorgersene. Tira fuori le tasche dei pantaloni, controlla perfino le calze.
Sta cercando una prova, qualcosa che giustifichi il crollo delle sue certezze.
Io resto immobile. Non mi interessa il taschino strappato. Sono solo oggetti.
Finalmente Gaia interviene. Il suo tono cambia, più basso, ma ancora teso:" Amore mio; basta. Andiamo a parlare in bagno."
Nonostante il suggerimento dell’amica,Serena esclama, con un filo di sorpresa:" Anche le mutande."
Gaia la guarda, totalmente meravigliata. Non riesce a dire oltre: ” Ma ”
Le parole le restano sospese sulle labbra, come se il pensiero fosse troppo grande per trovare subito una forma.
Serena le spiega:” Francesco ci ha prese in giro, deve avere altri foglietti lì.”
La sua voce è più ferma, ma negli occhi le brilla una punta di cattiveria, come se la scoperta potesse cancellare quanto avvenuto.
Io le rispondo:” Non c’è problema, ti accontento subito.”
Sorrido appena, già pronto a muovermi. Nella stanza c’è un’aria carica di attesa, quasi elettrica. Gaia non distoglie lo sguardo, ancora incredula, mentre Serena incrocia le braccia con un mezzo sorriso, sicura che qualcosa stia per succedere.
Senza indugiare, le tiro giù, senza esitazione, e resto nudo davanti a tutti, cercando di scherzare:" Se volevi vedere il mio pisello, bastava chiedere."
Gaia abbassa lo sguardo per un attimo, poi lo riporta sui miei occhi, quasi in attesa di una spiegazione.
Serena urla al improvviso:" Io non voglio vedere."
In preda al panico, controlla le mie mutande, tornando poi a frugare tra i miei vestiti sparsi sul pavimento, senza trovare nulla. Poi corre da Gaia e si rifugia in un abbraccio:" Francesco è un maniaco."
Gaia le accarezza i capelli con calma e dolcezza:" Non ti preoccupare, cucciola. Ora ci penso io."
La allontana leggermente, poi si rivolge a me con uno sguardo severo, quasi arrabbiato: "Sei proprio un cretino Non hai rispetto per noi ", colpendomi con uno schiaffo.
Rimango allibito. Vorrei tanto dirle:” Ma è stata Serena a dirmi di togliermi le mutande”,ma non servirebbe a nulla.
Le parole mi si formano in testa e lì restano, inutili, come una giustificazione che so già non reggerebbe.
Con Serena devo fare il contrario di quello che dice, e sono stato ancora una volta stupido a cascarci. Lo capisco adesso, troppo tardi, mentre il silenzio intorno pesa più di qualsiasi rimprovero.
Gaia mi guarda. I suoi occhi sono fissi nei miei, intensi, come se scavassero sotto la superficie. Per un attimo ho la sensazione che riesca davvero a leggere dentro di me, a mettere ordine nei miei pensieri confusi.
“ Francesco; non te l’ha detto maliziosamente, tu invece hai voluto fare il galletto. Ho perfettamente compreso che la tua era una battuta, ma totalmente fuori luogo. Hai spaventato Serena, con il tuo modo di fare.”
La sua voce è calma, ma le parole arrivano dritte. Non c’è cattiveria, solo una lucidità che mi spiazza più di tutto il resto. Abbasso lo sguardo, sentendo un minimo di disagio. Forse ho commesso un errore.
Intanto Serena torna ad abbracciare Gaia, visibilmente agitata.
Non posso essere certo che stia fingendo, e così decido di darle il beneficio del dubbio:" Gaia, scusa. Non era mia intenzione. È stato solo un equivoco."
Valentina, avendo assistito alla scena, commenta con sarcasmo, rivolgendosi a Gaia:" Io ho guardato il pisello di Francesco, e ce l’ha veramente bello. E mi sono accorta che, anche tu e Serena, l’avete guardato."
Gaia si gira verso di lei, decisa:" Io e Serena siamo diverse da te. Serena e’ traumatizzata, ed il mio è stato un gesto, solamente per avere la conferma della stupidaggine da lui fatta."
Valentina ribatte con tono provocatorio:” Mettiamo anche che sia come hai detto, il suo pisello sarebbe dovuto cambiare, no? "
Gaia sembra non capire:” In che senso? “
La sua voce è sincera, quasi spaesata, mentre cerca di mettere insieme i pezzi della situazione.
La mia migliore amica le spiega:” Gli sarebbe dovuto diventare duro, eppure ce l’ha ancora molle. Gli hai guardato il pisello, eppure non gli è diventato duro.”
Lo dice con un tono deciso, come se stesse esponendo una prova evidente, incrociando le braccia e inclinando appena la testa.
Anche Serena si gira a guardarla, poi torna a guardare il mio pisello, probabilmente per verificare quanto detto da Valentina. Anche Gaia fissa il mio uccello, osservandolo per qualche secondo, prima di sollevare lo sguardo, confusa.
Si deve essere resa conto, che Valentina ha ragione.
Appurato ciò, le due ragazze tornano a guardarsi, in silenzio, come se stessero parlando senza bisogno di parole, mentre Valentina conclude:” Non ci sono dubbi: Francesco è senza mutande,e ce l’ha molle."
Serena sta per replicare, apre leggermente la bocca, ma Gaia le mette un dito davanti, interrompendola:” No, cucciola. Andiamo a parlare in bagno.”
Il suo tono cambia, più fermo, quasi tagliente. Poi si gira verso di me, e lo sguardo che mi lancia è furioso, carico di qualcosa che non riesco subito a decifrare.
Sembra trattenere a fatica la frustrazione:" Vestiti subito, Francesco." Poi ritorna a fissare Valentina con occhi pieni di disprezzo.
Poi torna a guardare me. Mi squadra da capo a piedi, ma ora il suo sguardo è diverso: meno sicuro, più disturbato:" Hai accontentato al volo l’ingenua richiesta di Serena, per mostrare il pisello alla troia."
È una provocazione. Un tentativo di riprendere terreno.
Ma sotto, chiaramente, c’è altro: quanto sta accadendo, le sta facendo perdere il controllo. E questa cosa, per lei, è inaccettabile.
Valentina vorrebbe ribattere, apre appena la bocca, ma la fermo subito:” Basta; non ripetere le stesse cose. La colpa è mia, che ho sbagliato a spogliarmi e a fare quella battuta. Non voglio sentire altro.”
Le parole escono più secche di quanto pensassi, e per un attimo nella stanza cala un silenzio teso. Valentina mi guarda malissimo, gli occhi stretti e le labbra serrate, come se stesse trattenendo una risposta, che vorrebbe tanto lanciarmi.
Gaia, invece, mi sorride. È un sorriso breve, ma pieno di qualcosa di complice. Poi si volta verso Valentina, lanciandole uno sguardo che sembra una piccola provocazione,e dice:" Francesco prende sempre le mie difese, mai le tue. Come mai? “
Valentina non risponde subito, resta immobile, colpita dalle parole, oltre che dal tono canzonatorio.
Serena interviene, inclinando leggermente la testa:” E le mie difese non le prende? ”
C’è una sfumatura curiosa nella sua voce, quantomeno strana, ma con un fondo serio.
Gaia la guarda e annuisce:” Certo, ha preso anche le tue difese.“
Serena allora si gira un attimo verso di me. I suoi occhi si posano sui miei, e accenna un sorriso di approvazione, leggero ma inequivocabile. Per un istante, tutta la tensione sembra sciogliersi lì, in quello sguardo condiviso.
Quando Gaia e Serena escono dalla stanza, la porta si chiude alle loro spalle, con un suono secco. Restiamo io, i tre miei amici e Valentina.
La tensione sale immediatamente. Non è più quella leggera di prima: è densa, immobile, quasi soffocante. Nessuno trova davvero una posizione comoda. Anche il modo in cui respiriamo sembra fuori posto.
Fausto si avvicina a me, con un passo meno sicuro del solito. Non c’è più la leggerezza di prima, né quel aria da vincente, che indossava come una maschera. Ora è più scoperto, quasi vulnerabile.
Mi guarda, cercando una risposta che gli restituisca un minimo di controllo:" Francesco; ma tu come lo sapevi, che avrebbero tutte scelto te? "
Scoppio a ridere. Non è una risata cattiva, ma nemmeno gentile. È la risata di chi vede qualcosa di evidente, che gli altri non hanno visto.
" Vedi Fausto; io non sapevo chi avrebbero scelto. Io sapevo solamente chi non avrebbero scelto. Tolti voi tre, rimanevo solamente io. Era impossibile non arrivarci, non credi? "
Fausto resta in silenzio. Abbassa leggermente lo sguardo, come se stesse rivedendo ogni gesto, ogni parola detta prima. Dentro di lui qualcosa si incrina davvero: non è solo la sconfitta, è la consapevolezza di essere stato prevedibile.
Aggiungo, con tono più calmo:" Fare i pagliacci con le ragazze, porta al risultato da voi ottenuto: una sonora sconfitta."
Le parole non sono urlate, ma pesano.
Giacomo stringe la mascella. Nicolas evita lo sguardo. Ognuno reagisce a modo suo, ma nessuno ha una vera risposta.
Valentina resta in silenzio. Osserva. È attenta a tutto, ma sceglie di non intervenire.
Dopo il mio intervento, Fausto torna a sedersi, e la stanza viene avvolta nuovamente dal silenzio.
Fausto fissa un punto indefinito davanti a sé. Dentro è in subbuglio, ma cerca di non mostrarlo. Giacomo tamburella con le dita, nervoso. Nicolas invece sembra perso nei suoi pensieri, come se stesse cercando di rimettere insieme un’immagine di sé, che si è appena incrinata.
Io resto fermo. Guardo, registro, senza bisogno di riempire il silenzio.
Quando le ragazze tornano, l’aria cambia di nuovo. Gaia e Serena si siedono esattamente dove erano prima, come se nulla fosse successo. Ma non è così.
Improvvisamente prende la parola Fausto, che spiega a Gaia, quanto da me detto.
Gaia lo ascolta attentamente, assieme a Serena.
Ma il suo sguardo è puntato su di me.
Questa volta è diversa. Il suo volto è immobile, perfettamente controllato. Nessuna risata, nessuna smorfia. Ha alzato un muro.
Ma proprio per questo si capisce di più.
Sta trattenendo tutto: sorpresa, fastidio, forse anche una punta di rispetto, che non vuole concedere.
Mi ha sottovalutato?
Forse.
Ma, più probabilmente, il problema non sono io, ma loro.
Tre avversari troppo semplici, troppo leggibili, troppo intenti a recitare un ruolo, invece che a capire davvero la situazione.
Il gioco,fino a questo momento,è stato facile.
Ma so che non sarà sempre così.
Corrado e Mariano non sono come loro. E poi ci saranno gli altri due step, ancora avvolti nel ombra.
Il sorriso mi resta appena accennato.
Quello che viene dopo, sarà un’altra partita.
Anche se devo stare attento: questa non e’ ancora finita.
Probabilmente Gaia e Serena sono andate in bagno per riorganizzarsi.
Ed è ancora un mistero su cosa vogliano fare con questi tre.
Finalmente Gaia prende la parola. Il tono è controllato, quasi diplomatico: "Scusate, ci siamo date una rinfrescata. Il problema è che tutte abbiamo scelto Francesco, e lui non può uscire con tutte e tre. Come facciamo? Qualche idea? "
Nessuno dei ragazzi parla. Oltre la delusione, c’è l’orgoglio ferito.
Gaia se ne accorge e prova a rimettere in piedi la situazione: " Fausto; ma non è stata una bocciatura. Nicolas vi ha spiegato bene; abbiamo parlato meglio di voi, che di Francesco."
Fausto sorride appena, ma è un sorriso amaro:" Sì, ma alla fine tutte avete scelto lui."
Gaia replica subito, con una logica che vuole sembrare rassicurante:" Sì, ma vi abbiamo spiegato il motivo."
Fausto scuote leggermente la testa: "Comunque è giusto che le carte le dia Francesco, o che le diate voi. Non possiamo non tenere conto delle vostre scelte. Noi ci dobbiamo adeguare. È vero che potremo recuperare terreno, però è giusto che non siamo noi a proporre. Almeno io non me la sento. Non saprei proprio cosa proporre."
Giacomo e Nicolas annuiscono. Non hanno idee, ma soprattutto non hanno più sicurezza.
Serena interviene, cercando una via semplice:" E se uscissimo tutte e tre, lo stesso giorno, con Francesco? "
Gaia la guarda subito:" Assieme? "
Serena scuote la testa:" Un’ora a testa."
La mia compagna di università taglia corto:" Assolutamente no. Una di noi due esce con Francesco, e l’altra con un altro dei due ragazzi."
Valentina non viene nemmeno considerata. È una scelta già presa altrove, probabilmente proprio in bagno.
Lei se ne accorge. E non resta zitta:" Sorteggiamo chi esce con Francesco. E perché io devo essere esclusa? "
Gaia la guarda con freddezza:" Assolutamente no, nessun sorteggio. E comunque tu non ci esci, perché ci è bastato quello che abbiamo visto. Tu non hai proprio capito lo spirito di questo gioco. È una conoscenza finalizzata a mettersi assieme, non ad andare a letto."
Valentina stringe le labbra, ma ribatte:" Gaia; guarda che, per i ragazzi, mettersi assieme vuol dire scopare. Ora non far finta di dimenticartene."
Gaia cambia espressione. Non vuole sentire. Fa un gesto con la mano, come a zittirla.
Valentina capisce. Ha spinto abbastanza. Si ritira nel silenzio, ma dentro resta accesa.
Serena prova ad inserirsi:" Potrei uscirci io, visto che teoricamente dovrebbe corteggiare me."
Gaia risponde subito, più rigida:" No, Serena; Francesco ti ha trattata troppo male, è meglio evitare. Ci esco io, ed il problema è risolto."
Serena non è convinta:" Ma non c’è problema. So tenergli testa."
La mia compagna di università si irrigidisce ancora di più:" No. Tu esci con Giacomo, che è quello con cui ti sei trovata meglio. Mentre Valentina esce con Nicolas."
Valentina scatta:" Scusami Gaia; ma perché devi decidere tutto te? A me non va di uscire con Nicolas."
Gaia la colpisce dove fa più male:" Ti piace seminare zizzania? Sei gelosa di me e Serena, perché tutti i ragazzi vogliono noi, e non te? "
È un attacco diretto. Non cerca dialogo, cerca dominio.
Valentina non si tira indietro:" Anche Francesco? Lo sai che prima aveva il cazzo duro, mentre ballava con me? "
Gaia non arretra:" Sì, me ne sono accorta anche io."
La mia migliore amica tenta l’affondo:” Tu sei molto fortunata, perché piaci a Francesco. Eppure lo tratti come se fosse l’ultimo degli stupidi. Lo umili, lo prendi in giro, quando dovresti tenertelo stretto. Invece ti diverti ad uscire con una serie di coglioni come Mariano, Corrado, ed ora questi tre. Voglio proprio vederti andare a letto, con uno di loro tre. Francesco è su un altro pianeta."
Serena interviene, infastidita:" Francesco è nella terza categoria, per me e Gaia non va bene."
Valentina sbotta:” Ma piantatela di tirarvela. Uno come Francesco è da prendere al volo."
Serena ribatte:" È uno sfigato. Gaia mi ha raccontato tutto."
La mia migliore amica non molla:" Nessuno avrebbe resistito alle provocazioni di Gaia, e lui ce l’ha fatta. È ancora qui. E tu, Gaia; giochi ancora a fare quella indecisa su chi scegliere? "
La risposta di Serena è accompagnata da una risata:" Alle zoccole va bene qualsiasi pisello, basta che le riempia la figa."
Valentina la fulmina:" Se è uno sfigato, se è di terza categoria, perché l’avete scelto entrambe? "
Gaia si irrigidisce:" L’abbiamo spiegato bene."
La mia migliore amica ironizza:" Ma voi tre ci credete alle stupidaggini, che vi dicono? "
Gaia e Serena si girano verso i ragazzi. Lo sguardo è profondo, quasi ipnotico. Non lascia spazio a dubbi.
Fausto è il primo a cedere:" Sì, io credo a Gaia. È una ragazza fantastica."
Gaia gli sorride, soddisfatta.
Giacomo segue subito:" Serena ci esce solamente perché deve fare un piacere ad un’amica, e l’amicizia per lei è un valore imprescindibile."
Serena sorride:" Ti adoro, Giacomo."
Nicolas aggiunge:" Anche io ci credo alle ragazze; i gesti e le attenzioni, durante la serata, sono stati tutti per noi."
Serena e Gaia applaudono.
Gaia conclude: "Nicolas, sei un attento osservatore."
Li guardo. Sono più fragili di quanto pensassi. E, proprio per questo, utili al gioco delle ragazze.
Valentina sorride tra sé e sé, leggera e discreta, come se custodisse una piccola vittoria segreta.Le loro risposte la divertono e, nello stesso tempo, le confermano ciò che già sapeva. C’è un lampo di complicità con se stessa, un’intimità silenziosa che la fa sentire superiore, senza che nessuno possa accorgersene.
Per evitare che la tensione torni a crescere, decido di intervenire:" Uscite con loro tre. Se due di voi si troveranno bene, io uscirò con la terza. Se tutte e tre vi troverete bene, rimarrò fregato."
Gaia mi guarda, dubbiosa. Sta valutando:" Francesco; l’idea ci può stare. Ma sei sicuro? Non è che poi ti offendi? "
Le sorrido:" No, stai tranquilla. Mi piace l’idea di osservarvi alla prima uscita. Solitamente poi, quelli che giocano per primi, si bruciano subito."
I tre ragazzi si guardano. Non capiscono se è un’opportunità o una trappola.
Gaia annuisce lentamente:" Bella risposta, Francesco; stai continuando a stupirmi."
Poi decide:" Ok. Valentina esce con Nicolas, visto che ne è rimasta colpita."
Valentina vorrebbe ribattere, ma lo sguardo di Gaia è netto, dominante. E le parole che seguono, chiudono ogni spazio:" Con Giacomo e Fausto, non hai speranze. Se hai voglia di un pisello, c’è solamente Nicolas. Francesco non è interessato a te."
Valentina prova a ironizzare:" Il cazzo duro mi lascia qualche dubbio."
Gaia non cede:" Sei sicura? Hai dubbi su chi sceglierebbe Francesco, tra me e te? "
La mia migliore amica mi guarda.
Io sposto lo sguardo su Gaia.
È una scelta chiara. Voluta.
Valentina capisce. E si arrende. Sia perché è debole, sia perché ha compreso che, in questo momento, la partita non è dalla sua parte.
Serena interviene:" Io con Giacomo? "
Gaia scuote la testa:" No. Esco io con Giacomo, e tu con Fausto."
Fausto e Giacomo si guardano. Non capiscono. E questo li destabilizza ancora di più.
Giacomo prova a opporsi:" Ma io ho più feeling con Serena."
La mia compagnia universitaria lo blocca subito:" Ma lei ha scelto Francesco, te lo sei già dimenticato? Io, tutto sto feeling, non lo vedo."
Giacomo insiste:" Ma anche Serena l’ha confermato."
Serena interviene, più morbida:" Voglio conoscere anche Fausto. Mi incuriosisce. Voglio conoscere tutti, per poter valutare meglio."
La sua è una giustificazione. Ma sotto, c’è un’altra verità: nessuna delle due vuole davvero rinunciare al controllo.
E il gioco è ancora totalmente aperto.
Gaia si guarda attorno, lentamente. Ha ripreso il controllo della postura, della voce, perfino del respiro. Quando parla, sembra che nulla possa davvero sfuggirle.
" Allora siamo tutti d'accordo? "
Nessuno risponde subito. Non è un silenzio di consenso, è un silenzio di resa. Ognuno ha capito che opporsi, in questo momento, non servirebbe a nulla.
Giacomo rompe l’equilibrio con un gesto pratico, quasi per evitare di pensare troppo:" Fausto; allora cambiamo di posto, visto che le nostre compagne di uscita saranno altre."
Si alzano e si scambiano di posto. È un movimento semplice, ma carico di significato: stanno accettando nuove regole, che non hanno scelto.
Gaia osserva la scena, poi propone:" Usciamo domani pomeriggio al bar? "
Di nuovo, silenzio. Questa volta è più evidente: nessuno vuole esporsi. Tutti temono la sua reazione.
Nicolas però trova il coraggio. È un coraggio strano, fragile, ma autentico:" Gaia; c’è bisogno di collaborazione anche da parte vostra. Così non funzionerà mai. Altro che mille uscite. Neanche con diecimila uscite ci scegliereste."
Gaia lo fissa. Non è arrabbiata, ma è sorpresa. Non si aspettava una presa di posizione così chiara:" E cosa proponi? "
Nicolas deglutisce appena, ma non si tira indietro:" Scioglietevi un po’, altrimenti l’unico vincitore sarà Francesco, che riderà dal inizio alla fine dell’uscita."
Le sue parole colpiscono. Non per la forza, ma per la verità che contengono.
Gaia si gira verso di me:" E perché dovrebbe ridere, scusa? "
Nicolas risponde al posto mio:" Perché noi siamo solamente dei ripieghi."
Ripieghi. È esattamente ciò che nessuno vuole essere.
Gaia mi guarda. Questa volta non c’è solo controllo: c’è una domanda vera.
" È vero, Francesco? Pensi ciò? "
La guardo senza fretta:" Gaia; tu hai detto che ti piace Fausto, dunque i giochi sono ancora aperti."
È una risposta diplomatica. Non conferma, non nega. Ma lascia spazio.
Valentina interviene subito, con un sorriso tagliente:" Le piace Fausto, ma ha scelto Giacomo."
Serena scatta, perdendo il controllo:" Troia; vuoi stare zitta? "
La tensione si alza di colpo.
Gaia interviene, più fredda:" Cucciola; lasciala perdere. Si vede lontano un miglio, che è gelosa di noi. Non cadiamo nelle sue provocazioni. A lei piace Francesco, ma lui le ha ribadito il no. Direi che è stata colpita ed affondata."
Le sue parole sono chirurgiche. Non vuole solo difendersi: vuole ristabilire gerarchie.
Serena rincara:" Dovrà accontentarsi di una seconda scelta."
Questa volta intervengo io. Senza alzare la voce:" Come voi."
Il silenzio cade immediatamente.
Gaia gira lo sguardo verso di me, rapida, quasi scattante:" Francesco; scusa, in che senso? "
La guardo negli occhi:" Fausto e Giacomo non sono le vostre prime scelte."
Gaia non arretra, ma cambia strategia:" Ma alla prima uscita mica scegliamo, scusa."
Replico subito:" Infatti. Proprio per questo, uscite con loro."
Le parole colpiscono più di quanto sembri.
Fausto sospira. È un suono breve, ma pieno di frustrazione. Giacomo lo guarda, perso, come se cercasse una direzione che non trova.
Nicolas interviene di nuovo, più consapevole adesso:" È proprio questo il problema. Francesco ci sta distruggendo. Dovete riequilibrare un po’ le cose."
Non è un’accusa. È una richiesta.
E, ancora una volta, il controllo di Gaia non sembra più assoluto.
Gaia sospira appena. Non è un sospiro di stanchezza, ma di irritazione trattenuta. Sta perdendo pazienza, e per una come lei è già una crepa.
" Nicolas; l’hai già detto. Fai un esempio."
Nicolas resta fermo per un istante. Gli occhi si muovono veloci, come se cercassero una via d’uscita. I suoi amici lo osservano, quasi aggrappati a lui: in questo momento è l’unico che prova a reagire davvero.
Dentro di lui passa un pensiero semplice, quasi brutale: o adesso, o mai più.
Si muove al improvviso.
Si avvicina a Valentina. Il passo è deciso, ma leggermente rigido, come se stesse forzando una sicurezza, che non gli appartiene del tutto.
Lei lo guarda, sorpresa, stringendo appena gli occhi:" Cosa c’è? Perché mi guardi così? "
Nicolas non risponde. Non vuole spiegare, vuole dimostrare.
Si lascia cadere sulla poltrona, accanto a lei; invadendo il suo spazio personale con un gesto audace, quasi teatrale. Le sue mani scendono subito verso il punto preciso: il bottone dei pantaloni.
Non c’è esitazione questa volta. Le dita trovano il tessuto, cercano il bottone, lo afferrano.
Valentina reagisce, ma con un attimo di ritardo. Non perché sia lenta, ma perché non si aspettava davvero quel gesto. Porta le mani verso le sue, per fermarlo.
Troppo tardi.
Nicolas ha già aperto il bottone.
Si alza subito dopo, quasi a voler dimostrare che il gesto era fine a sé stesso, controllato, pulito.
Valentina lo guarda, tra incredulità e fastidio:" Ma cosa fai? "
Nicolas si gira verso Gaia, come se tutto fosse stato fatto per lei, per ottenere una validazione:" Solo aprirti il bottone. Per dimostrare a Gaia che sono capace, senza romperlo, come successo quella sera al cinema con quella ragazza."
Il suo tono è difensivo, ma sotto c’è un bisogno evidente: essere riconosciuto, essere considerato al altezza.
Valentina lo guarda senza parlare. Il suo sguardo non è né apertamente ostile né indulgente. Sta cercando di capire il significato di quanto successo.
Nicolas avverte questo silenzio. Gli dà fastidio. Ha bisogno di riempirlo, di giustificarsi, di non lasciare spazio ad interpretazioni che non controlla.
" Non credo di aver fatto nulla di male. Non ho tirato giù la cerniera, ho solo aperto il bottone. Non si è visto neppure niente."
Parla in fretta, con un tono che vuole sembrare razionale. Ma sotto c’è ansia. Sta cercando di convincere più sé stesso che lei.
Valentina continua a guardarlo. Pensierosa.
Nicolas interpreta quel silenzio come un’apertura, o forse ha semplicemente deciso di non fermarsi più.
Si riavvicina.
Questa volta è più lento, quasi attento. Appoggia le mani su quelle di Valentina. Il contatto è leggero, ma carico di intenzione. La guarda negli occhi mentre, con un gesto controllato, le sposta delicatamente le mani, dal bottone dei pantaloni.
Lei non oppone resistenza.
Non perché accetti davvero, ma perché vuole vedere fin dove arriva.
Io noto il bottone ancora aperto.
Nicolas riporta le mani lì, con una precisione quasi dimostrativa. Richiude il bottone, con calma.
" Hai visto? Non è così difficile. È un modo per sciogliersi. Se non possiamo fare neanche questo, non ho idea di cosa possiamo fare."
Le sue parole tradiscono il bisogno di una direzione. Non sa davvero cosa fare, ma ha capito che, restare fermo, lo condanna.
Valentina abbassa per un attimo lo sguardo, poi lo rialza. Non sorride. Non commenta.
Dal altra parte della stanza, Gaia e Serena si scambiano uno sguardo.
Non dicono nulla.
Ma in quel silenzio c’è sicuramente un accordo implicito, i cui termini li conoscono solamente loro.
Fausto rompe il silenzio con un tono che vuole sembrare leggero, ma tradisce una certa urgenza. Ha bisogno di recuperare terreno, di rientrare nel gioco da protagonista:” Ora tocca farlo a te, Gaia."
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