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La cartomante ( capitolo 125 )


di chiara94
01.02.2026    |    838    |    158 7.1
"Con la mano destra tiene un pennello per il blush, che muove con delicatezza sulle guance; con la sinistra regge uno specchietto tascabile per controllare ogni minimo dettaglio..."
Lo guardo, cercando di rimanere rilassato. Non è Giulia a condurre il gioco, ma sono io. E’ vero che potrebbero esserci delle sorprese, ma anche io ho le mie carte da giocare. Gli chiedo:” Cosa ci fai qui?”
Ferdinando mi risponde:” Sono stato invitato da Giulia.”
È una fase di studio. Non si e’ sbottonato. Si è limitato a rispondere, senza aggiungere parole inutili. Ha perso comunque tutta quella strafottenza, che aveva al inizio. Non devo comunque apparire geloso, Ferdinando è acqua passata. Il problema è Antonio. Devo fingere bene, altrimenti Giulia se ne accorgerà. Gli chiedo semplicemente:” Dove è Giulia?”
Ferdinando allarga le braccia:” Non lo so. Mi hanno accolto i suoi genitori. Mi hanno parlato di un ruolo importante che avrò, senza anticipare niente. Mi dirà tutto Giulia.”
Obietto:” E tu vuoi farmi credere, che ti hanno lasciato da solo in camera di Giulia?”

“ No, non era solo. C'ero io con lui.”
Mi giro e appare Fiammetta, che esce dal bagno. Questa proprio non me l'aspettavo. La mia compagna di classe mi chiede:” Valerio; hai visto un fantasma?”
Ribatto:” No, è che non ci sto capendo più niente. “
Fiammetta mi risponde:” Credo che nessuno dei due abbia capito. Non ho detto nulla a Ferdinando. Ho preferito aspettare anche te. Ferdinando è arrivato dieci minuti fa, e non abbiamo fatto conversazione. Non siete qui per questo. Ma credo che tu lo sappia già.”
Chiarisco:” Fiammetta; io non so proprio nulla. Giulia mi ha chiesto di venire, ed io sono qui. Pensavo di trovare lei, non voi due.”
La mia compagna di classe esclama:” Vuoi forse dire che sono meno bella? Già, mi ricordo di quanto sei stato stronzo in passato.”
Replico:” Fiammetta; non credo neanche che siamo qui a rivangare il passato.”
Mi sorride:” Giusto” e poi, guardando Ferdinando:” Parla pure anche tu, Ferdinando.Non sei qui a fare la bella statuina.”
Lui fa il solito coglione:” Per me sei molto bella; Fiammetta. Sono molto contento, che tu sia qui.”
Mi metto a ridere:” Basta che respirino.”
Fiammetta mi guarda con profondo odio. Anche Ferdinando non apprezza la mia battuta:” Valerio; smettila di fare il figo. Hai visto com'è finita con Giulia? Viene chiavata da Antonio, chiediti come mai. La tua supponenza infastidisce tutti.”
No, così non va proprio. Si sta parlando del sole, della luna, e delle stelle. Io voglio sapere perché sono qui:” Finiti i convenevoli, possiamo arrivare al sodo?”
Fiammetta guarda Ferdinando:” Valerio non cambierà mai. Sotto quella sua parvenza di bravo e gentile ragazzo, c’e’ una mostruosa arroganza.”
Replico:” Anche se fosse così, quale è il problema? Non sei la mia ragazza, e non devi diventarla. Saranno problemi al massimo dell’altra Giulia, no?”
Fiammetta mi domanda:” Parli di quella che scopa con altri?”

Le voci sono girate molto velocemente.Negare sarebbe inutile. Devo concedere la vittoria a Fiammetta, sembrando il solito spaccone, che alla fine perde sempre. Giulia e le sue amiche mi devono vedere così. Se mi vedessero in qualsiasi altro modo, sarebbe un problema.
Vedendo il mio silenzio, Fiammetta riprende a parlare:”D’accordo Valerio; arriviamo al dunque.In poche parole Giulia crede che tu ti debba abituare, a condividere una ragazza con un altro maschio, per prima cosa.”
Non posso accettare una cosa simile. Se accettassi, Giulia sospetterebbe. E così inizio a fare scena:” Tu sei completamente pazza, ed io sono ancora più pazzo ad ascoltarti. Me ne vado.”
Faccio per andare verso la porta, quando mi accorgo che questa viene chiusa a chiave dall'esterno. Sicuramente è stata Giulia o uno dei suoi genitori. È inutile insistere, tanto non mi aprirebbero. Torno a guardare Fiammetta:” Non sto alle vostre regole, io.”
Mi chiede:” Valerio; ma io non ti piaccio?”
Obietto:” Non è quello. È che.”
Mi chiede:” Preferisci andare dall'altra Giulia?”

La guardo con diffidenza. Lei aggiunge:” Hai sentito le voci a scuola su di me, vero?”
Commento:” che sei stata sborrata sulle tette?”
Ferdinando interviene:” Ma allora non e' una leggenda metropolitana.”
Fiammetta risponde:” Forse sì, forse no. Dipende tutto da Valerio. Vuoi proporre qualche gioco da fare in tre; Valerio?”
Mi rifiuto:” Voglio andare via; Fiammetta.”
Ferdinando interviene:” Ma se non te ne frega nulla di lei, facciamocela.”

C’ è qualcosa che non va. Non riesco a capire. Quanto sta succedendo si scontra con la mia teoria. Non ha senso. L'unica possibilità è che. Un attimo, ma sarebbe ancora più folle. Però in effetti è come se l’ avesse ammesso. E’ il cosiddetto piano di riserva? Di quante cose non mi sono mai accorto. Se è veramente così, allora non capisco cosa si aspetta Giulia, che io faccia. Devo stare al gioco? Devo pensare con la testa di Giulia, e ripensare a tutti gli avvenimenti. Non ci sono alternative.Però ora non ho il tempo necessario. Non posso giocare questa partita, senza sapere le regole di Giulia. La cosa più importante? La riuscita del piano. Il resto non conta. Cleopatra deve ricevere il mio dono.

Mentre mi trovo in questa situazione, succede qualcosa d’altro. In una stanza avvolta da una luce morbida e calda, proveniente da una serie di piccole lampadine rotonde, incastonate attorno allo specchio del tavolo da toeletta, una ragazza si sta truccando. L’atmosfera è intima, quasi sospesa nel tempo.Seduta su una sedia imbottita color crema,cerca con gesti precisi e concentrati di perfezionare il proprio trucco.E’ indecisa se fare la coda o lasciare ribelli i suoi capelli. Il suo viso è attento e rilassato insieme, con le sopracciglia leggermente arcuate in un’espressione di concentrazione. No, un attimo. Una smorfia compare sulle sue labbra. Qualcosa non va. Improvvisamente sembra che il nervosismo stia prendendo il sopravvento. Fa alcuni profondi respiri, per recuperare il controllo. Ha una grande responsabilità, e ne è perfettamente consapevole. Non sa ancora bene come dovrà comportarsi. La sua idea è di aspettare la reazione di lui. E, in base a quella, muoversi. Adesso appare un senso di tristezza sul suo volto. Ha paura di cosa potrebbe succedere. Sa di essere bellissima, e la sua bellezza è il motivo che fa cadere ai suoi piedi tutti, dal primo all'ultimo. Però questa volta è diverso. Questa volta c’e’ in gioco il futuro. Si deve fare bella per lui. Bellissima. Non vede l’ora che lui arrivi, per essere scopata. Lo ama alla follia, e non lo lascerebbe per nessuna ragione al mondo. Davanti a lei, sul tavolo, si trovano pennelli di varie dimensioni, ombretti, una piccola trousse con tonalità nude e rosate, e una coppa trasparente piena di matite per occhi e rossetti. Alcuni prodotti sono aperti, altri disposti ordinatamente su un vassoio in vetro, a testimoniare sia la routine che la cura con cui affronta quel rito quotidiano.Con la mano destra tiene un pennello per il blush, che muove con delicatezza sulle guance; con la sinistra regge uno specchietto tascabile per controllare ogni minimo dettaglio. Le sue labbra si incurvano in un accenno di sorriso, come se fosse soddisfatta di ciò che vede riflesso. Ma nuovamente sul viso appare uno sguardo di impotenza e rabbia. Già, anche se non lo ammetterà mai, è perfettamente consapevole di ciò. Getta il pennello a terra in un attimo di nervosismo. Si guarda attorno: sullo sfondo, si intravedono dettagli che aggiungono vita alla scena: una tenda chiara che lascia filtrare la luce di un lampione, una bambolina su una mensola accanto allo specchio, e un piccolo vaso con delle rose fresche. Già, lui ha voluto farle questa sorpresa. Perché? Tanto le gambe gliele aprirà ugualmente. Un profumo leggero di vaniglia e cipria sembra permeare l’aria.Le sue mani si muovono con grazia, quasi come in una danza. Quando stende il mascara sulle ciglia o applica il rossetto, il suo sguardo si fa profondo, assorto, quasi ipnotizzato dal proprio riflesso. Ogni gesto è ripetuto con una precisione rituale, frutto di abitudine ma anche di piacere: è un momento di calma e cura personale.

Però nuovamente non riesce a reggere la tensione. Con il rossetto inizia a pasticciare lo specchio, quasi a voler nascondere la sua immagine. Sembra quasi posseduta da uno spirito, che fa muovere la sua mano.Una voce la richiama al ordine:” Cosa fai?”
Si gira prontamente, per scusarsi:” Sono un attimo nervosa, perdonami.”
La persona con lei prende un asciugamano e , con molta pazienza, pulisce lo specchio. Ci mette qualche minuto, ma alla fine il risultato è notevole. Il maschio le prende la mano e la fa alzare, facendole fare un passo indietro.Allontanandosi un po’ dallo specchio, riesce a valutare meglio il risultato. Il maschio la rassicura:” Sei perfetta.”

C’è molta vanità in lei, e questa cosa brucia dentro il suo corpo. Non si spegne mai questo sentimento. Anzi, si alimenta di giorno in giorno. E’ più forte di lei. Si gira a guardarlo. Lui si accorge di questo disagio e forte senso di frustrazione.Non riesce ad accettare la cosa. E’ consapevole che lei vorrebbe strapparsi i capelli, ma non può.Purtroppo questo è un problema serio. Lui non sa neanche perché è successo. O meglio, lo sa, ma ha qualche dubbio del perché sia successo. Si fida di lei, ma tiene comunque qualche perplessità. Lei gli chiede:” Andiamo?”

Lui appoggia una mano su una spalla di lei. Ritiene che non sia ancora pronta per affrontare Valerio. Con una leggera pressione, le fa capire che deve abbassarsi. La ragazza capisce subito il messaggio, e le sue ginocchia si appoggiano sul freddo pavimento. Lui inizia a trafficare con cintura e bottoni dei pantaloni, ma non ce n’è bisogno. Vuole pensare a tutto lei. Con le sue manine gli slaccia la cintura e il bottone dei pantaloni. Con un colpo secco abbassa i pantaloni del maschio. Lui prende una grossa ciocca dei capelli della ragazza, li attorciglia attorno alla proprio mano, per spingerla verso di lui. La bocca della ragazza va a cercare il cazzo. Lui le tira un leggero schiaffo:” Te lo devi meritare; troia. Ora devi pensare a questo cazzo, non a Valerio; chiaro?”
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