tradimenti
La cartomante ( capitolo 126 )
03.02.2026 |
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"A differenza mia, Ferdinando si toglie le scarpe senza neppure slacciarsele; per poi abbassarsi pantaloni e mutande..."
La ragazza alza lo sguardo verso di lui, che scuote la testa. Non vuole che lei lo guardi, vuole solamente che lei lavori con la bocca, occupandosi del suo cazzo. Lui è lì per quello, in quel momento. Per tutto il resto, c’è ancora tempo. Valerio non scappa. La ragazza, senza aiutarsi con le mani, prende il bocca il cazzo del maschio. L’uccello è semiduro. Del resto non può essere molle, di fronte ad una così rara bellezza. Le sue labbra racchiudono la cappella e una piccola parte dell'asta. Improvvisamente la ragazza si ferma. Sembra che non voglia continuare. Lui le chiede:” Cosa c'e’?” La ragazza porta una mano sul cazzo, e se lo toglie di bocca. Lo guarda un attimo, per poi dire:” e se Valerio se ne accorgesse? Il sapore rimarrebbe.”
Lui sorride :” tanto si dovrà abituare.”
La ragazza non prende bene la risposta e riporta la bocca sul cazzo, dando un leggero morso . Lui si mette una mano in bocca, per evitare di gridare. Aspetta una ventina di secondi che passi il dolore, per poi dirle:” ma sei impazzita?”
Lei lo guarda:” non devi neanche dirlo per scherzo.”
Il maschio la guarda perplesso. Tra di se pensa: tutto è successo per causa tua, e ora mi fai la morale? La ragazza gli dà una leggerissima spinta:” Scusami, è colpa mia. Sono nervosa. Devo affrontare Valerio, e non sarà facile per me. “
Però lui è categorico :” Farmi un pompino aiuterà a calmarti. Te lo assicuro.”
La ragazza sembra molto dubbiosa . Abbassa la testa e vede un maglioncino bianco con disegni multicolore. Accanto ci sono delle calzine di cotone rosa e una maglietta nera. Due paia di jeans completano il mucchio. Uno di questi ha delle perline. Lui le mette una mano sotto il mento, per farle alzare nuovamente la testa:” Ricordati che ci sono anche io.”
Lo guarda, rimanendo zitta. In pochi secondi ripercorre quanto successo nelle ultime settimane. Non sarebbe mai dovuto succedere , però è successo. È stata colpa sua? Si. E un po' se le è andata anche a cercare. Perché sapeva che sarebbe finita male. Ma non ha resistito. Meritava una lezione, e di quelle che non si scordano. Non ha però valutato la sua possibile reazione. Pensava che l’ avrebbe perdonata, che tutto sarebbe finito nel dimenticatoio, ed invece no. Con la sua scelta voleva dimostrare la sua totale superiorità, ma ha totalmente fallito. Ha perso il controllo della situazione. Ed ora deve risolvere il problema. Ma non sarà facile. C'è quella Giulia. Non si aspettava che Valerio si sarebbe messo a conoscere un’ altra ragazza. Aveva messo in conto possibili flirt di poco conto, ma non una ragazza di quella classe sociale. Quella è molto pericolosa e diabolica. Non si ferma davanti a nulla.
Altri due leggeri schiaffi la colpiscono:" ma ci sei?”
La ragazza protesta:” non con la testa, scusami. Ho sbagliato tutto con Valerio. Non avrei mai dovuto. Lasciami sola.”
Il maschio la guarda, molto combattuto. Avrebbe voglia di farsi fare un pompino, ma non vuole forzarla. Sa che lei non lo lascerebbe mai, pero’ non se la sente ugualmente. In fondo riesce a comprendere il suo stato d’animo. E’ veramente una situazione complicata, appesa ad un filo. Decide così di arrendersi:” Va bene, come vuoi.”
La ragazza gli sorride:” Dopo che incontro Valerio, te lo faccio. E mi impegnerò al massimo. Farò la porca come non l’ho mai fatta.”
Lui sorride, apprezzando questa risposta. Meglio un super pompino dopo, che un pompino controvoglia ora. Le chiede:” Vuoi che ti lasci sola?”
La ragazza gli risponde:” Mi devo cambiare. Se vuoi, puoi assistere al mio spogliarello.”
Nuovamente lui prende bene la risposta:” Me lo fai dopo in camera, e con un altro abbigliamento.”
Un altro sorriso appare sul volto della ragazza:” Va bene. Mi piace molto come idea.”
Il maschio obietta:” Però mi raccomando, prima fatti una doccia se”, mettendosi improvvisamente a ridere.
Anche la ragazza scoppia a ridere:” Non c’è questo rischio, Valerio è proprio tonto.”
Lui è curioso:” Ma cosa hai intenzione di dirgli?”
Lei lo sfiora con un dito sulle labbra:” E’ un segreto. Non te lo posso dire.”
Il maschio torna a ridere:” Addirittura avete i segreti tra voi due?”
Lei gli sussurra qualcosa nel orecchio, e scoppiano entrambi a ridere.Il maschio aggiunge:” Pero’.”
La ragazza annuisce:” Già.”
Dopo che lui esce, la ragazza si toglie la vestaglia. Rimane in reggiseno e brasiliana. Si guarda allo specchio. Ha veramente un bel corpo. I maschi farebbero qualunque cosa per lei. La riempiono già di regali, e lei li accetta sempre. Coglioni loro, no? Tanto cosa possono dirle? Nulla, perché lei ha un’ arma potentissima. Il ricatto. E a lei piace ricattare le persone. Le dà quel senso di onnipotenza, che la distingue dalle altre. Improvvisamente si mette a cercare qualcosa nella trousse. Tira fuori un rossetto, e lo usa nuovamente come pennarello. Questa volta sta scrivendo qualcosa sullo specchio: Giulia due, troia. Si mette a ridere, per poi tornare subito seria. Che stupida che è stata, ha usato il rossetto sbagliato. Prende un asciugamano e si mette a pulire lo specchio, come lui aveva fatto pazientemente. Ha due rossetti che non può usare. Presa dalla sua lussuria, non è stata attenta. Invece deve rimanere vigile. Valerio è tonto da un punto di vista sessuale, ma si è dimostrato furbo con la mossa dell’altra Giulia. La ragazza torna a guardarsi allo specchio. Abbassa entrambe le coppe del reggiseno e i suoi seni spuntano fuori. Li guarda per un attimo, per poi tirare su nuovamente le coppe. Uno sguardo rabbioso compare sul viso. Questa volta lancia la trousse contro il muro. E’ in preda ad una crisi di nervi. Per lei è un'ossessione ormai. Le ha lasciato dei segni, come potrà giustificarsi con Valerio? Ma non è colpa sua. Sta per avere una crisi di pianto, ma deve resistere, non può cedere.
Lui entra nuovamente. Vede la trousse per terra, e capisce. Basta uno sguardo tra loro due, per far sì che si intendano. Esce di nuovo, lasciandola sola. Tanto parlare non servirebbe a niente. Lei ha un carattere molto particolare. Non è come le altre ragazze. E’ ora di vestirsi, o si farà tardi.Anche se conta poco cosa indosserà, alla fine riesce sempre a calamitare su di se l’attenzione di tutti. Sceglie una maglietta rosa tenue, morbida, che le accarezza il busto con una naturalezza quasi disarmante, ostentando le sue forme. Viste le temperature, sopra ci abbina una felpa bianca,che le scivola sulle spalle con quel aria casual, che sa di mattine lente e di sorrisi dati senza pensarci troppo. La classica felpa da ragazzina stupida e ingenua. Perché lei non lo è? I pantaloni della tuta bianchi seguono le linee delle sue gambe con discrezione, ma quando cammina si nota il movimento fluido del tessuto, un gioco sottile tra comodità e femminilità che invita lo sguardo a soffermarsi un istante di più. Anche se ovviamente il suo pezzo forte resta il fondo schiena. Altro che le gambe. Quando i maschi la incrociano, si girano sempre, appena lei passa. Si accontentano delle briciole, ma vogliono ammirare quel poco che lei permette di vedere. Le calzine bianche spuntano appena sopra le scarpe da ginnastica, pulite, semplici, e proprio per questo incredibilmente seducenti: c’è qualcosa di malizioso in quella normalità, come se dicesse che non ha bisogno di travestimenti per essere desiderabile.Improvvisamente scoppia a ridere. Un’innocenza apparente, quando invece emana un fascino provocante.È il tipo di bellezza che non chiede permesso, che non alza la voce, ma che resta impressa. Una di quelle presenze che fanno venire voglia di avvicinarsi, non tanto per ciò che mostra, ma per tutto quello che lascia immaginare. E da mostrare avrebbe veramente tanto. Improvvisamente tira un altro pugno contro il tavolino. Da un calcio anche allo sgabello dove era seduta, per truccarsi. E’ solamente colpa sua.
Ha commesso un errore madornale? Assolutamente no. E’ stata una cosa voluta. Una genialità. Valerio e’ intelligente, ma anche lei non è da meno. Tra di sé pensa:" A noi due, Valerio.” E così esce dalla stanza, chiudendo la porta. Passano pochi secondi, e rientra. Forse sarebbe meglio togliere una cosa. Ma no, tanto il motivo è un altro, non quello. E così abbandona definitivamente la stanza.
Ho bisogno di capire qualcosa in più, qualunque mia mossa sarebbe rischiosa. Peserei pro e contro su una bilancia non tarata, e questo è un rischio che non mi posso prendere. Così dico chiaramente:” Voglio sentire Giulia.”
Fiammetta mi guarda per un attimo, per poi sedersi sul letto. Si abbassa leggermente con il busto, per slacciarsi le scarpe da ginnastica e togliersele. Poi si lascia cadere sul letto, sdraiandosi completamente. Tira su leggermente il busto, per guardarmi. Resto completamente indifferente. A differenza mia, Ferdinando si toglie le scarpe senza neppure slacciarsele; per poi abbassarsi pantaloni e mutande. Rimane con il cazzo di fuori, iniziando a toccarselo. Fiammetta guarda il suo uccello solamente per un secondo, per poi tornare a guardare me:” Valerio; allora è vero che sei un guardone.”
Devo stare calmo, sta cercando di provocarmi. La risposta può essere solamente una:” Sono chiuso qui dentro, non posso uscire; se scopate, vi guarderò.”
Fiammetta obietta:” Ma preferiresti Giulia al mio posto, vero?”
Intanto Ferdinando sale con le ginocchia sul letto, senza mai smettere di menarsi l’uccello.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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