tradimenti
E' un mondo difficile ( capitolo 21 )
12.12.2025 |
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"Sara esclama:” Barbari; ma lo sapete, che siete uno più brutto dell’altro?”
Invece Greta si rivolge a Giuseppe:” Non mi avevi detto di essere il presidente del club dei mostri..."
Tanto resisterò pochissimo.Lavinia non guarda che mi sto masturbando, il suo sguardo è rivolto ai miei occhi.
Io mi sto segando, e lei non mi guarda.
L’umiliazione peggiore per un ragazzo.
Non riesco a capire, se sia arrabbiata o meno.
Ma, francamente, mi interessa poco.
Sono in trance praticamente.
Sembra che un’altra persona sia entrata dentro di me.
Non sto più ragionando:” Bruno farebbe così; solamente che, con lui, tu non faresti la barbie immobile. E’ questa la verità.Non mi guardi neanche il cazzo. Lui ti avrebbe già fatta inginocchiare, per prenderglielo in bocca. E tu l’avresti aperta la bocca, mettendoti a succhiarglielo.”
Non vedo alcun tipo di reazione da parte di Lavinia.
E’ silenziosa, sempre intenta a fissarmi negli occhi.
Di una cosa però, mi sono sono accorto.
Mi sono allontanato dal suo viso, lei non mi ha tirato nuovamente a sé, e soprattutto ha smesso di coccolarmi.
Sicuramente questa sua passività non è un bel segnale.
Però la cosa è facilmente spiegabile.
Ho tirato fuori il cazzo.
E qui ho violato chissà quante regole
Sto facendo una stupidaggine colossale.
Ma ormai cosa faccio?
Torno indietro?
Non ci penso neanche.
Tanto non mi parlerà ugualmente più, sia se lo rimetto dentro, sia se lo lascio fuori.
E così continuo:” Con me invece, fai la barbie annoiata. Si vede che non ti piace, cosa sto facendo. A voi piace solamente se lo fanno i fighi, o quelli che hanno i soldi, o il cazzo grosso. Noi altri sfigati potremmo morire di seghe, se fosse per voi.”
Lavinia appoggia un gomito su una coscia, e appoggia il mento sul pugno chiuso.
Sembra quasi che si sia messa comoda, per guardarmi in faccia.
Intanto la mia mano sta continuando a segare il mio piccolo cazzo.
Quanto la odio.
Solamente perché ho il cazzo piccolo, non mi deve considerare.
Non contento, aggiungo:” Avresti dovuto buttare fuori me, da casa tua; cosi’ saresti potuta stare da sola, con Bruno. Lui ha la macchina bella, i soldi, il cazzo grande.”
Niente.
Da parte di Lavinia, non c’e’ alcuna reazione.
Insisto:” Vuoi chiamarlo, per chiedergli scusa? Vuoi chiedergli di tornare? Lui ha un cazzo grosso, bello, duro. Fallo; me ne vado senza problemi.”
Riflettendo bene, capisco di essere un perfetto idiota.
Mi sto segando come un pervertito, davanti ad una ragazza.
E lei si sta prendendo totalmente gioco di me.
Si sta divertendo, e poi riderà di me, con Bruno.
Devo recuperare la mia dignità, il mio orgoglio.
Nonostante il cazzo durissimo, me lo rimetto nei pantaloni.
Lavinia mi guarda, spalancando gli occhi.
Non dico nulla, uscendo dalla stanza.
Subito Lavinia si alza dal letto, venendomi dietro:“ Roberto; ma dove vai?”
Io mi metto a correre, trovandomi davanti Marta, che mi chiede:” Ma cosa succede?”
Io riesco comunque ad oltrepassarla:” Non sono Bruno, ecco il problema.”
Apro di corsa la porta di casa,ripetendo:” Non sono Bruno”
Presa in contropiede, Lavinia e’ un attimo indietro; così riesco a fuggire da casa sua.
Arrivo in fretta alla macchina, apro la portiera, e salgo.
Dallo specchietto, mi accorgo che Lavinia cerca di raggiungermi
Giro la chiave e parto subito.
Lavinia mi raggiunge e dà due colpi sul finestrino:” Roberto; vuoi fermarti?”
Devo essere forte.
Non devo ascoltarla.
Devo comprare i tappi per le orecchie.
Non devo farmi distrarre da Lavinia, che mi incanta come il canto di una sirena.
Finalmente mi sono comportato da uomo.
Mi sono comportato come Bruno.
Arrivo a casa, e corro in camera mia.
Vado subito nel gruppo, scrivendo:”Bruno; vai tu a prendere Lavinia; io non vado.”
Bruno mi risponde:” Va bene Roberto", con l'emotion del braccio forzuto.
Luca aggiunge:” Finalmente i ruoli si ristabiliscono. Il re fa il re, il suddito fa il suddito.”
Non sto più zitto:” E il lecca culo fa il lecca culo.”
Luca replica:” Roberto; dopo dobbiamo farti un bel discorso.”
Obietto:” Prima cosa: non vengo. Siete tutti degli amici di merda, per non parlare delle mie compagne. Seconda cosa: il re è il re, e sono d’accordo. Ma perché tu fai il figo? Lavinia non ti ha considerato di striscio, in questi due giorni. “
Bruno interviene:” Ragazzi; piantatela. E’ tutto risolto, e non dobbiamo fare alcun discorso a Roberto. Alle cinque ti aspettiamo ai giardini.”
La mia risposta?
Esco dalla chat di gruppo.
Torniamo a Francesco.
Io le chiedo:" come mai me lo hai detto? Sono cose vostre.”
Mi domanda :" vuoi leggere la chat ?"
" e perché dovrei volerla leggere?", non capendo il suo intento.
Gaia mi risponde:" perché hai già frainteso ed esagerato una volta."
Le ricordo:" Gaia; ma abbiamo chiuso."
Sento un suo sospiro:" Francesco; io sono uscita con pochi ragazzi, però ormai vi conosco. Tu fai l'offeso, l' arrabbiato; sperando che io ti chieda di iniziare da capo e di mettere una pietra sul passato. Cosa che io non farò mai."
Sono curioso di sentire la sua risposta:" se anche fosse così, perché dovrei volerla leggere ?"
La mia domanda non l'imbarazza minimamente:" tu vuoi sapere tutto di me, no?"
La guardo:" prima si."
Gaia mi passa il cellulare:" sicuro?"
Osservo intensamente il cellulare, che mi sta passando.
Insiste:" vuoi la mia password , e curiosare ?"
Questa cosa mi spiazza.
Non mi aspettavo, che Gaia mi dicesse ciò.
Ceca di mettermi alle strette:"allora?"
Temo una trappola:" no, Gaia ! Non avrebbe senso. Come hai specificato, tu non farai mai un passo indietro! Quindi è tempo perso."
Gaia mi domanda :" Francesco; pensi che sia una facile ?"
Ma chi le ha mai detto una cosa simile:" no, assolutamente no. Anzi, proprio questo mi piace di te. Però poi, avendo scoperto di Mariano, e dopo questi due giorni"
Lei mi blocca:" cosa; Francesco?"
Ovviamente sono caduto in una trappola:" nulla; Gaia! Non posso accusarti di nulla!"
Lancia una strana proposta:" facciamo una cosa; Francesco. Tu guardi il mio cellulare. Se non c'è nulla di strano ", smettendo di parlare.
Impazzendo dalla curiosità, esclamo:" cosa?"
Nuovamente vengo colpito a tradimento:" Francesco; non diventerò la tua ragazza, ma posso essere tua amica. Un po’come Valentina! Non c'è bisogno di interrompere bruscamente il rapporto. Invece che avere una migliore amica, ne avrai due."
E' pazza:" no, mi spiace. Per te, provo attrazione, sia fisica che mentale. Non ti vedrei mai come un’ amica!"
Lei mi domanda:" e allora cosa facciamo?"
Adesso fa lei finta di non aver capito:" come ti ho detto."
Gaia esclama :" dunque, se sono una tua amica, vai fuori. Se non sono tua amica , sei sereno. Mi vuoi dire questo? Secondo me, sarà molto peggio. E sai perché? Perché non saprai,a partire da questa chat di gruppo. Invece sapendo, saresti più tranquillo.Come amico, potrai farmi tutte le domande che vorrai."
Non mi trova d'accordo:" così sarebbe essere il tuo fidanzato."
Lei scuote la testa:" assolutamente no; Francesco. Su quello, concordiamo in due ; che non è una cosa fattibile."
Adesso la frego io:" quindi se non avessi chiuso io , avresti chiuso te ?"
Gaia la vede in modo completamente diverso:" Francesco; non c'è nulla da chiudere , perché non abbiamo mai aperto nulla."
Ormai mi rimangono poche cartucce:" e se facessi un passo indietro io?"
Gaia mi chiede :" cioè?"
O la va o la spacca:" se ti chiedessi di ripartire da zero?"
Tentativo inutile:" la risposta sarebbe no!"
La mia domanda è ancora più stupida:" anche in futuro? "
La risposta è lapidaria:" sì; Francesco! Potrà esserci solamente un'amicizia."
Mi sale il nervoso:" ok, ora sei stata chiarissima. Mi hai preso in giro dunque? Valentina ci ha fatti conoscere, per quale motivo?"
Gaia mi risponde:"Te l'abbiamo già spiegato: stessa università, amicizia in comune. Come vedi, io non sono timida. Mi sono adattata anche ai tuoi amici. Valentina li conosce e ha voluto presentarmeli."
Le faccio notare:" non parlavi così , giorni fa."
Qualunque mia risposta non la smuove:" Francesco; hai frainteso completamente.Ogni mia frase era legata ad un discorso di amicizia."
Vado diretto:"dunque non eri interessata a me ?"
La sua risposta è un pugno nello stomaco:" certo, in amicizia !"
Sono veramente distrutto dentro.
Ho preso una cantonata colossale.
Prendo una posizione netta:” preferisco chiudere con voi due.”
La sua reazione è indispettita:” Francesco; scusami, ma Valentina che colpe ha?”
” non avrebbe dovuto farci conoscere.” è la mia replica.
Appare meravigliata :” Francesco; stai parlando come un bambino. Quando la situazione è facilmente risolvibile: all'università continuiamo a stare assieme e, con il tempo, riprenderemo ad uscire assieme.”
La guardo con due occhi colmi d'odio.
E’ morta, per me.
Gaia rilancia:” Francesco; ti chiedo solamente di provare. Ora che sai come stanno le cose; vedrai che sarà più semplice di come pensi.”
Prendo veramente male il suo discorso:” D’accordo, ci penserò.Ora ho bisogno di stare un po' da solo.”
Gaia concorda con la mia scelta:” Ti capisco perfettamente. Allora ciao Francesco", prendendo il cellulare, per mandare un messaggio.
Non resisto, mettendomi ad applaudirla:” Bravissima; perso uno, cento trovati.”
Mi guarda per un attimo, tornando poi a scrivere al cellulare.
“ Stai avvisando, che mi hai fatto fuori?” continuo.
Non smettendo di scrivere, Gaia è glaciale:” Ti ho già detto ciao. Hai bisogno d’altro?”
Scoppio del tutto:” Ma va a fare in culo” alzandomi, e dando un calcio alla sedia.
Tutti si girano a guardarmi.
Io urlo:” Fatevi i cazzi vostri; branco di sfigati.”
Torno a guardare Gaia, ancora intenta a scrivere al cellulare.
Avrei una voglia matta di prenderle in cellulare, e buttarglielo a terra.
Meglio che me ne vada.
Torniamo a Giuseppe.
Greta propone:” Io e Sara usciamo e parliamo coi barbari.”
Sara scoppia a ridere:” Bella idea. A proposito, hai guardato se c’e’ qualche figo?”
L’euforia è sul volto di Greta:” Aspetta, vado a guardare. Quello e’ un cesso, quello un rospo, quell'altro sembra un cadavere, quello è buggerato. Sono tutti uno peggio del altro. “
Sara e' perfida:” Facciamo la classifica dei cessi?”
La sorella ci sta.
Il resto della comitiva ormai si è arresa.
Non riescono a imporsi sulle due ragazze, che vanno alla finestra.
Sara esclama:” Barbari; ma lo sapete, che siete uno più brutto dell’altro?”
Invece Greta si rivolge a Giuseppe:” Non mi avevi detto di essere il presidente del club dei mostri.”
Lui replica:” Greta; non esiste solamente l’aspetto fisico.”
Le sorelle scoppiano a ridere:” Secondo il credo dei cessi.”
Giuseppe non accetta questo discorso:” Greta; ma tu sei stata bene con me, oggi.”
La ragazza si altera:” Non è vero. Ho sempre finto.”
Lui scuote la testa:” Alcune volte hai finto, altre volte sei stata sincera. Sono brutto, ma so leggere dentro le persone.”
Greta si infuria:” Guarda che vengo li’, e ti faccio male.”
La calma è la virtù di Giuseppe:” Ed io non reagirò, lo sai. E neanche loro, ti fermeranno. Nessuno ti toccherà.”
La sorella non vede l’ora di provare:” Dai usciamo; sarà divertente."
Davide dice loro:” Ma siete impazzite?”
Le due sorelle sono sulla stessa lunghezza d’onda:” O tirate fuori le armi, o noi usciamo.”
Lui non può fare altro che rimanere in silenzio.
Le due si mettono a correre, per uscire.
Arrivano in strada, al cospetto di Giuseppe e degli altri.
Sara porta i polsi in avanti:” Barbari; ci dovete legare?”
Entrambe scoppiano a ridere.
Dai ragazzi non arriva alcuna risposta.
Intanto quelli del centro sociale sono alla finestra, a guardare.
Greta si avvicina a me:” Giuseppe; posso sapere chi sono questi?”
Lui preferisce non dirglielo:” Greta; non è importante chi sono. L’ importante è che torniamo a casa.”
Sara passa davanti alla sorella:” Ma ci legate, per portarci a casa?”, tornando a ridere.
Greta la scavalca nuovamente:” Giuseppe; dai, metteteci le catene.”
Lui risponde:” Nulla di tutto ciò. Torniamo in treno, come siamo venuti. “
Sara gli chiede:” Con la scorta di questi ragazzi?”
Giuseppe scuote la testa:” No, solamente con me.”
Greta torna nuovamente a ridere:” Sorellina; ce ne facciamo due in metropolitana, e due sul treno, con un tonto come Giuseppe.”
Sara concorda:” Ma noi torniamo con te, solamente se ci leghi. Se sembri un barbaro, noi appariamo fighe. Altrimenti sembreremo in compagnia di uno sfigato.”
Altra proposta di Greta:” Altrimenti Giuseppe paghi. E tariffa doppia.”
Senza vergognarsi, ammette:” Greta; ma io non ho soldi. Non sono ricco.”
La risposta fa infuriare la ragazza:” Oltre che un cesso, sei pure un morto di fame. A cosi servi?”
Sara guarda gli altri ragazzi:” Perché non ci portate voi, a Torino? Sarete ricompensati. Massacrate Giuseppe, e veniamo con voi.”
Uno dei ragazzi replica:” Come avete ricompensato Giuseppe?”
Sara, guardando la sorella, dice:” Vogliono il pagamento anticipato.”
Greta sorride:” E che anticipo vorreste, per massacrare Giuseppe?”
I ragazzi si guardano.
Giuseppe invece continua a guardare le due ragazze.
Greta continua a provocarli” Vedete quanto siamo belle? Sicuramente nessuno di voi ha mai avuto delle belle ragazze come noi.”
La sorella insiste:” A noi fate tutti schifo. Ma se ci prendete con la forza, non perdiamo la faccia. Però ci liberate di Giuseppe. Poi ci porterete in qualche magazzino.”
Greta inizia a passare accanto ad ognuno di loro:” Mi accorgo, di come mi guardate. E vi starete domandando, come ho la figa. Sono depilata o la mia figa è pelosa? A triangolino, o peluria folta? A voi barbari, come piace la figa?”
Anche di fronte a queste frasi, nessun ragazzo dice qualcosa.
Sara imita la sorella:” Sappiamo bene, che avete i cazzi duri, e che volete sborrare. Per una volta, potreste non fare i segaioli.”
Greta accarezza il viso di uno di loro:” Dieci cazzi a testa.”
Sara propone:” Se non picchiate i nostri amici, potete entrare, e loro aspettano fuori. Ma prima massacrate Giuseppe.”
Ovviamente Greta li avverte:” Andrete in prigione? Forse. Ma avrete un’ occasione, che non si ripeterà più nella vostra vita.”
La sorella vuole ricordare loro, l’amara verità:” Già, loro possono andare solamente con le puttane vecchie. Quelle giovani non li vogliono, neanche se pagano.”
Greta avvicina la bocca ad uno di loro:” Non mi vuoi?”
La sorella palpa il cazzo di uno, sui jeans:” Ce l’hai già bello duro.”
Giuseppe interviene:” Greta; se non ci sbrighiamo, rischiamo di perdere il treno, e dobbiamo poi aspettare un’ora.”
Greta torna a sputargli in faccia:” Ma hai sentito, cosa ho detto?”
Il ragazzo rimane fermo:” E tu hai sentito, cosa ho detto io?”
Un sorriso compare sul volto di Greta:” Giuseppe; sei proprio stupido. I tuoi amici vogliono scopare. Non hai considerato quello.”
” E’ vero. Per quello, c’e’ tua sorella.” è la risposta di Giuseppe.
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