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La cartomante ( capitolo 119 )


di chiara94
26.11.2025    |    690    |    73 7.1
"” Il padre di Giulia si gira a guardarmi:” Vedi, Valerio; nonostante qualche piccola incomprensione, sei riuscito a conquistare il cuore di mia figlia..."
Torniamo indietro di qualche giorno.
Giulia mi abbraccia:” Grazie; senza di te, non so come avrei fatto.”
L’ averle toccato una tetta, e questo susseguirsi di abbracci; mi hanno causato un erezione.
Giulia e’ veramente bella.
Ha un fascino del tutto eccezionale.
Non si veste da liceale, come l'altra Giulia.
Per fortuna io vesto già più da grande, e non da ragazzino.
Altrimenti questa ragazza non si sarebbe mai rivolta a me, perché mi avrebbe identificato come uno stupido marmocchio.
Ho il cazzo duro, come quella sera, con la ragazza dai lunghi capelli lisci color lavanda.
E sicuramente Giulia se ne e’ accorta, nonostante i nostri giubbotti.
Nonostante ciò, lei si attacca completamente al mio corpo.
Vuole dimostrarmi tutto il suo ringraziamento.
Ma, in fondo, perché dovrebbe arrabbiarsi?
A qualsiasi ragazzo verrebbe duro, venendo abbracciato da Giulia.
Qui parliamo di una di quelle ragazze di categoria superiore.
Mi piace tantissimo questa ragazza, eccome se mi piace.

Il momento idilliaco viene interrotto da Katia:” Lascia che lo abbracci anche io. Se lo merita; poverino.”
E così Giulia si sposta, lasciando la scena a Katia.
Anche lei mi abbraccia, appiccicandosi a me, nonostante il mio cazzo super duro.
Ma non posso farci niente.
E’ la natura.
Sono giovane, e ho gli ormoni a mille.
Le due ragazze comunque non sembrano a disagio.
Anzi il loro abbraccio e’ stato molto piccante.
Katia, rimanendo sempre abbracciata a me, propone:” Venite dentro, che prendiamo un caffè.”
Giulia e’ felice:” Certo, più che volentieri. Voglio conoscere il mio eroe.”
Da una mattinata che sembrava un disastro, e’ arrivata una piacevolissima sorpresa.
Pero’ non voglio illudermi.
Non voglio cantare vittoria troppo presto.
Di questa conoscenza, non ne parlerò con nessuno, per scaramanzia.
Ma come, critico puffetta, perché crede ai tarocchi; e io poi credo a queste cose?
No, non mi interessa proprio.
Non lo dirò a nessuno.
Rimarrà un segreto.

Ci sistemiamo ad un tavolino.
Giulia appoggia la borsa su una sedia; si sfila i guanti, appoggiandoli sulla borsa; e poi si toglie il cappotto.
Ha un maglioncino in una lana pregiata, color beige.
E’ aderente e le disegna la forma delle tette.
Se continuo cosi’, sborro.
Mamma mia, quanto e’ figa.
Dei pantaloni eleganti, probabilmente in lana, completano il suo look.
Sono bordeaux, con dei bottoncini dorati.
Mamma mia, quanto e’ elegante.
Altro che l’altra Giulia, con il suo look sportivo, e le scarpe da ginnastica.
Giulia e’ molto sorridente:” Sei bello e coraggioso. Ragazzi come te, sono introvabili ormai.”
Io le domando:” Sei originaria di Milano?”
Mi risponde con il sorriso:” Sono una purosangue.”
Addirittura una milanese.
Devo ringraziare quel Cesare, allora.
Per tutta una serie di circostanze fortuite, ho conosciuto una ragazza bellissima.
Al diavolo, l’altra Giulia.
No, un attimo.
Devo riflettere bene.
Non e’ detto, che ci stia.
Ho già preso un totale abbaglio con l’altra, non devo ripetere lo stesso errore.

Katia guarda la sorella:” Giulia; Valerio e’ un ragazzo d’oro. Eppure c'è una strega, che lo prende in giro. Preferendo andare con un obbrobrio, senza due euro in tasca. Addirittura quello vive nelle case popolari."
Giulia mi domanda:” E come mai?”
Io le rispondo:” Non lo so. Poi addirittura ora ha voluto conoscere uno dell'università. Per me, non c’e’ più spazio.”
Giulia sembra scandalizzata:” Cosa? Ma quelli dell'università sono tutti dei maiali. Si vede subito, che tu sei un ragazzo gentile, a modo, educato,rispettoso. Anche io esco da una storia molto deludente. Mi sono lasciata da circa due mesi, con un ragazzo. Mi ha tradita più volte. Io ero proprio stupida e innamorata.”
” Ma era questo ragazzo qui?” e’ la mia domanda scontata
Giulia si mette a ridere:” Assolutamente no. Quello era uno con problemi psichici.”
Oso chiederle:” Pero’ ha detto che vi vedete ancora, tu e il tuo ex.”
La risposta di Giulia e’soddisfacente:” Ci vediamo ogni tanto, per parlare. Dopo tanti anni, e’ rimasta un’amicizia. Lo psicopatico invece vede del marcio. Lui non capisce, che il primo amore non si scorda mai.Però ora c'è solamente un forte sentimento di amicizia. Io lo vedo come un fratello, e lui mi vede come una sorella.”
Katia la butta li’:” Perché non uscite una volta?”

Torniamo ad oggi.
Sono in macchina con Giulia e suo padre.
Giulia non ha ancora aperto bocca.
Deve essere parecchio irritata, per quanto successo.
Credo che abbia raccontato qualcosa al padre, perché anche lui e’ estremamente silenzioso.
Dopo circa venti minuti, come era prevedibile; Giulia inizia a polemizzare:” Valerio; sei soddisfatto della tua grande vittoria? Hai fatto licenziare Ramon.”
Suo padre cerca di stopparla subito:” No, Giulia; Valerio non ha nessuna colpa. La colpa e’ tua, che hai voluto fare le lezioni con lui. Da quando frequenti Valerio, non puoi far più quello che vuoi.”
Giulia si inalbera:” Papa’; non mi fare la morale. Hai visto il buon Valerio? Tanto bravo, serio, e gentile; e poi se la fa con la prima puttanella della sua scuola.”
Non riesco a stare zitto:” Non e’ una puttana.”
Vengo subito assalito da Giulia:” Non e’ una puttana? Ho chiesto informazioni in giro e, in pochi minuti, me le hanno fornite. Sembra che tu sia diventato la barzelletta della città. Tu ed un altro vi siete battuti per quella lì, e ha vinto lui e se l'è presa."
Io resto zitto.
Giulia continua:” Valerio; non mi dire, che e’ quella ragazza, di cui mi hai parlato, quando ci siamo conosciuti.”
Io ironizzo:” Si, e’ lei. Lo stesso giorno, mi avevi detto, che il tuo ex vi vedete solamente per parlare.”
Il padre di Giulia la guarda.
Giulia mi attacca:” Valerio; siamo solamente due amici molto affiatati.”
Io continuo a ironizzare:” Due amici che scopano.”
Suo padre le chiede:” Giulia; ma e’ vero?”
Giulia lo zittisce:” Papa’; sono cose tra me e Valerio. Non ti intromettere, o me ne vado anche io, come Katia.”
Il padre torna a guidare, in silenzio.
Giulia rimane infastidita:” Valerio; tu stai cercando di cambiare discorso, e non te lo permetto. Quel problema si risolverà a breve.”
Io ribatto:” Non sarebbe dovuto neanche esserci quel problema.”
Giulia ripete:” Ancora? Ti ho detto che si risolverà prestissimo.”
Io ironizzo:” Era sincero quel ragazzo, vero? Tu l’ hai buttato via, senza motivo. A me hai fatto dei discorsi, e poi scopi con l’ex e con Ramon.”
Giulia si mette a ridere:” Papa’; Valerio mi ha scoperta. Ha la prova regina. La chiave della baita. Diglielo anche tu, che e’ la sua fantasia. Ramon ha quella chiave, per portare altre.”
Il padre la guarda per qualche secondo, tornando poi a guardare la strada.
Preferisce non proferire parola.
Giulia torna a guardarmi:” E comunque, ho fatto come hai voluto. Ramon e’ stato licenziato. Adesso tocca a te risolvere con quella.”
Io replico:” E con il tuo ex?”
Giulia mi sorride:” Considera la cosa già risolta.”
Io la guardo, pensieroso.
Giulia insiste:” Valerio; te lo ripeto. Come pensi di risolvere con quella?”
Io le chiedo:” Giulia; cosa devo risolvere? Scopa già con due.”
Giulia mi guarda sospettosa.
Io le domando:” Cosa c'e'; Giulia?"
Al improvviso, cambia espressione del viso:” Niente; Valerio. Dimentichiamoci questa giornata. Ti perdono, perchè ci tengo tantissimo a te.”

Il padre di Giulia si gira a guardarmi:” Vedi, Valerio; nonostante qualche piccola incomprensione, sei riuscito a conquistare il cuore di mia figlia. Lei non può vivere senza di te.”
Io lo fulmino:” Incidente chiuso, però basta dire cazzate.”
Lui si giustifica:” Valerio; mia figlia ha un carattere un po’ particolare, pero’ e’ una ragazza buona, in fondo.”
Le sue parole mi lasciano indifferente.
Io sto pensando a puffetta.
Cosa stara’ facendo?
Il mio silenzio manda fuori di testa Giulia:” Valerio; rispondi a mio padre. Non essere maleducato.”
Mi risveglio dal mio torpore, e le dico:” Sì, scusami.”
Giulia prende una mia mano, e la porta al altezza del suo cuore:” Valerio; senti come batte per te?”
Il contatto con le sue tette, riesce sempre a confondermi e a non farmi più ragionare:” Lo so; Giulia.”
Lei replica:” Allora ascolta bene il mio cuore, che ti sta sussurrando dolci parole.”
La mia mano si mette a palpare quella grossa tetta.
Non me ne frega assolutamente nulla, che ci sia suo padre.
Me la voglio gustare tutta.
E il cazzo mi diventa duro.
Il padre si accorge, che sto palpando la tetta della figlia:” Bravi ragazzi; dovete fare l’amore, non la guerra.”

Arrivati a Milano, mi accompagnano a casa.
Sotto casa, Giulia mi dice:” Valerio; sono stata molto bene con te.”
Io le rispondo:” Anche io; Giulia.”
Lei mi propone:” Dopo ti scrivo, cosi’ ci vediamo.”
Saluto anche suo padre, e mi accingo ad andare a casa.
Non dirò nulla a mia madre.
Ma puffetta sicuramente lo dirà a mio padre.
Sto per aprire il portone, quando sento chiamarmi:” Valerio.”
Mi giro.
Sono Rosa ed Antonio.

Antonio mi chiede:” Valerio; ma cosa sta succedendo?”
Io gli rispondo:” Niente.”
Rosa esclama:” Come niente. Sandrone ha raccontato tutto ad Antonio. Tu hai un’altra milanese, per le mani.”
Io replico:” Già. Non sono cosi’ sfigato.”
Rosa ribatte:” Ed allora perché hai fatto tutto quel casino, in merito ad Antonio?”
Io ribadisco:” Non mi devo giustificare con voi.”
Rosa mi spinge:” Ma con Samuele e Ciro, si.”
Io scuoto la testa:” Neanche con loro.”
Antonio mi dice:” Valerio; Giulia domani mattina vuole parlarci al bar.”
Io gli rispondo:” Di cosa?”
Il mio compagno di classe resta vago:” Non lo so. Come mi devo comportare?”
Ed io resto sulla stessa posizione:” Il piano non cambia.”
Rosa interviene:” Valerio; tu ci devi dire tutto, altrimenti come ti aiutiamo? Che poi non abbiamo ancora capito, quale Giulia vuoi.”
Non voglio continuare il discorso:” Devo andare a provare il mio costume.”
Antonio ribatte:” Ma pensi ad una stupida festa, in una situazione simile?”
” certo.”, volendo chiudere il discorso.
Rosa e' infastidita dal mio comportamento:” Valerio; Antonio ha diritto ad una spiegazione. Almeno lui, si’.”
Non concordo:” Solamente perché si scopa Giulia? Ti sbagli di grosso. Anche perché, ricordatevi sempre, che e’ solamente una cosa temporanea.”
Antonio guarda Rosa:” Piantala; noi siamo solamente qui, per aiutare Valerio.”
Rosa esclama:” d’accordo, pero’ un minimo di riconoscenza, ce la meritiamo.”
Mi giro in fretta a guardarla.
Non le tolgo gli occhi di dosso.
Rosa sembra nervosa:” cosa c’e’; Valerio?”
“Niente, scusami. E’ solamente un po’ di stanchezza.”
E vado a casa.

In camera mia, indosso il mio costume.
Mi guardo allo specchio.
Dovrò truccarmi il viso?
Altrimenti non sembrerà un costume a tema.
No, sarebbe del tutto inutile.
Quello che conta, e’ altro.
Che poi, se ci penso bene, eccome se e' a tema.
Apro una scatola lunga, ma stretta.
Le dimensioni comunque non sono eccessive.
L’ oggetto, abbinato al costume, non mi piaceva.
Tiro fuori l’ oggetto e lo prendo con entrambe le mani, ammirandolo.
Scoppio a ridere.
Inizio a girare per casa, senza un motivo ben preciso.
Mia mamma mi vede:” Valerio; ma cosa stai facendo?”
Io le sorrido:” Le grandi prove.”

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