tradimenti
La cartomante ( capitolo 128 )
19.02.2026 |
2.568 |
154
"”
Questa volta mi metto io a ridere:” Ma non dire cazzate, la sfida è solamente tra me e Antonio..."
Come l’altra volta, attraversa di corsa la strada, girando poi l’angolo. Non ho fretta di correrle dietro. Se la mia teoria fosse giusta, mettendomi a correre, rischierei di portarla a cambiare destinazione. Invece voglio che vada dove è andata l’altra volta, finendo così in trappola da sola. Questa volta sono sicuro di me. Guardo verso il basso. Che stupido sono stato l’altra volta, a non averci pensato subito. Colpa della solita moneta. A proposito della moneta, anche qui dovrò stare attento. Due facce, ma la moneta è la stessa. Devo tenermi un margine di incertezza: potrei trovare una sorpresa, anche se non credo. Il cancello è chiuso, ma è normale. Lei avrà la chiave. E così decido di scavalcare la recinzione. Se mi vedesse qualcuno, chiamerebbe la polizia, ma non me ne frega nulla. Ormai voglio andare fino in fondo. Devo affrontarla, anche se ha meno senso di prima. Sarà uscita allo scoperto per il motivo che penso, oppure è una casualità? No, qui di casuale non c’è nulla.La porta dell'edificio non è chiusa a chiave, segno che è passata di qui. Entro, fermandomi quasi subito. E se in trappola ci finissi io? Non mi interessa, ormai non torno indietro.Sento uno strano rumore. Arriva da un corridoio perpendicolare. Mi sporgo, e vedo una sagoma maschile, che scompare subito, appena mi vede. Essendo buio, non riesco a vederlo in viso, ma sono certo di sapere chi è. Questi trucchetti da prestigiatori da quattro soldi, non funzionano più con me. Ci sarà anche lei? Lo scoprirò solamente andando avanti. Non ho assolutamente paura. Apro un po’ di porte finché non mi accorgo che, dentro una di queste stanze, c’e’ una persona che guarda alla finestra, dandomi le spalle.
Entro nella stanza, chiudendo la porta. Lei non si gira. Le domando:” Come mai hai chiuso il cancello, e non il portone dell’edificio?”
Invece di rispondere, si mette a ridere. Insisto:” Vuoi parlare?”
Non smettendo di ridere, farfuglia:” Indovina.”
Ci penso qualche secondo:” Hai voluto mettermi alla prova da un punto vista fisico sul cancello, mentre sul portone avevi paura che provassi a forzarlo, con tutti i rischi connessi.Non siamo in un posto qualunque.”
La sua risata aumenta, per poi diminuire:” Bravo Valerio; hai capito perfettamente. Ma questo era facile da capire, no?”
Non voglio più perdere tempo in stupidaggini:” Perché?”
Mi domanda:” Perché cosa?”
Replico:” Il motivo di tutta questa sceneggiata.”
Torna a ridere:” Valerio; credi sempre di essere sempre al centro della scena? Tu non c'entri assolutamente nulla. E’ cosi e basta. Mi diverto a fare queste cose, tutto qui. Pensavi che fossi una morta vivente? Dentro di me brucia la vita.”
Le rispondo:” Ok, però mi hai tirato in mezzo.”
Nonostante la minore intensità, non smette mai di ridere:”D’accordo, ma è stato molto divertente.”
Mi limito a:” Può essere.”
Riesco a capirla a malapena, perché alterna risolini a parole:” Fai tanto il figo, e poi non sai neanche baciare una ragazza. Ho fatto tutto io. Ti ho violentato praticamente.”
Non posso darle torto:” Lo so, e mi è anche piaciuto.”
La sua risata torna ad aumentare di intensità:” Me ne sono accorta.”
Non so cosa dire. Questo è un suo punto di forza. Devo stare attento a come le rispondo.
Intanto riprende a parlare:” Comunque mi sono accorta anche di un’altra cosa: a te piace guardare. Hai anche capito con chi ero?”
Annuisco:” Sì, certo. Ho anche capito che sei stata tu a fargli quel famoso pompino, di cui si parla.”
Le risate rimbombano nella stanza:” Allora non sei propri stupido, come sembra.”
Replico:” Ed era sempre lui, nelle diverse occasioni in cui ti ho spiata: il genio della lampada.”
“Bravo Valerio; bravo.” mi risponde, non trattenendo le risate.
Le chiedo:” E’ qui anche lui?”
Vuole tranquillizzarmi:” Valerio; non devi avere paura. Non importa dove sia lui. Parleremo solamente io e te.”
Le faccio un’altra domanda:” E lei?”
Sogghigna nuovamente:” Non te lo dico.”
Batto un piede sul pavimento:” Non ho voglia di giocare a nascondino.”
Le risate tornano a rimbombare in tutta la stanza:” Peccato, sarebbe così divertente.”
Urlo:” Basta.”
Questa volta placa la sua smania di divertirsi:” D’accordo, però calmati, non c’è da arrabbiarsi.”
Ironizzo:” Non devo arrabbiarmi? Mi avete platealmente preso il culo, e devo essere felice?”
Quando sta zitta, ride. Il suo atteggiamento riesce a mandarmi totalmente fuori, ma devo controllarmi. Devo riuscire a rimanere calmo:”Comunque non credo che sia stato un caso. Credo che tu l’abbia fatto volutamente, ecco perché poi la situazione è degenerata. E’ tutta colpa tua.”
Mi domanda:” Colpa mia? No, la colpa è solamente tua. E lo sai perfettamente anche tu, nonostante tu faccia finta di non esserne a conoscenza”, tornando a ridere.
La attacco:” Ma si può sapere di cosa stai parlando?”
Scoppia a ridere ancora più forte:” Valerio; ti sei dimostrato intelligente. O lo sai già, e fai finta di non saperlo; o ci potrai arrivare da solo.”
Non ha più senso continuare a parlare, tanto non hai intenzione di dirmi nulla. Faccio per andarmene, ma lei se ne accorge:” Fermati.”
Le rispondo:” Cosa c’e’?”
La sua domanda è piena di curiosità:” Come l’hai capito? “
Voglio darle una piccola soddisfazione:” Ho avuto sempre la soluzione davanti agli occhi, ma sono stato ingannato da una moneta. Una stupida moneta. Anche se una stupida moneta mi ha aiutato a capire tante cose. Quando sono caduto mentre ti inseguivo l’altra volta, pensavo che l’indizio fosse la moneta. Supponevo che l‘avessi persa tu. Invece era una moneta , che si trovava lì, per caso. Oggi poi ho visto Antonio e Rosa in bicicletta, e ho capito. Mi si è accesa la lampadina.”
Mi chiede:” La rastrelliera, vero?”
Confermo:” Esattamente. Mi è venuto il dubbio cosa ci facesse lì, ed allora ho capito. Se non fossi uscita allo scoperto stasera, nei prossimi giorni avrei verificato la mia teoria.”
Torna a ridere:” Bravo Valerio; bravo.”
Aggiungo:” Poi ovviamente i personaggi che hanno messo i mi piace alla foto della festa Scoperta te, ho fatto due più due. Inoltre prima ho avuto la conferma in bagno. “
Obietta:” Ma quella non c’entra niente.”
Si crede furba, ma io lo sono di più:” Allora è la protagonista di un cartone animato. Bionda, con un gioiello al polso.”
Odio l'eco della sua risata:” In fondo ci assomiglia,no?”
Prendo una piccola pausa, non rispondendole.Lei continua:” Anche lì c’erano due che lottavano per lei, entrambi innamorati. La sfida è tra te e Brando. Solamente uno uscirà vincitore.”
Questa volta mi metto io a ridere:” Ma non dire cazzate, la sfida è solamente tra me e Antonio.”
Stranamente non ride, limitandosi a chiedermi:” Sei così sicuro?”
Non posso negare l'evidenza:” Mi mancano ancora dei pezzi, ma credo che sia proprio così”
Obietta:” Dopo la recita con Michele, Antonio scomparirà.”
Mi crede proprio stupido:” Non ne sono così sicuro.”
La sua reazione è rimproverarmi:” Valerio; se pensi questo, vuol dire che non hai capito niente.”
Uso l'ironia:” Non ho proprio capito niente, infatti. Stasera ho scoperto il fatto dei pompini.”
Cerca di difendere l'indifendibile:” Pochi comunque, non un numero esagerato.”
Non posso non precisare:” Di cui uno con sborrata in bocca ed ingoio.”
Anche lei vuole mettere i puntini sulle i:” A tradimento. Purtroppo non sarebbero mai dovuti succedere sia i pompini, sia la sborrata in bocca. Lo ammetto.”
Replico:” Però ci sono stati, e non me li dimenticherò mai.”
Mi chiede:” Dunque rinunci alla tua felicità e ad una vita insieme, per qualche pompino ed un po' di sborra in bocca?”
Butto fuori tutta la mia rabbia:” Un po ' di sborra in bocca, che non è la mia.”
Mi fa presente:” Tante belle parole, ma continui ad omettere di parlare dell’altra Giulia.”
Sta cercando di cambiare discorso, non glielo posso permettere:” Non è questo il momento.”
Mi chiede:” Domani a scuola cosa farai? Farai finta di nulla?”
Bella domanda. Qui non so proprio cosa risponderle. Ho bisogno di tempo per pensarci. Si accorge del mio tentennamento:” Allora?”
Mi arrendo:” Sì, farò finta di nulla. Accetterò l’incontro con Michele ed Antonio.”
Torna a ridere:” Bravo Valerio.”
Voglio togliermi un dubbio:” Un’ultima cosa. E quei vestiti a terra, in bagno?”
Per una volta sembra stupita:” Cosa? Non capisco.”
Le faccio presente:” Mi sono accorto di quei vestiti e del profumo spruzzato in bagno.”
Non prende bene la mia osservazione:” Valerio; cosa c’e’ da capire?”
Insisto:” Spiegami.”
Con voce aggressiva, mi attacca:” Non c’e’ niente da capire. E’ una domanda stupida.”
Non mi arrendo:” Invece un motivo ci sarà.”
Questa volta urla:” Ti ho già detto di smetterla.”
Replico:” Perché non me lo puoi dire? E’ una semplice domanda. Guarda che intanto ho già capito: pompino, sborra, profumo, cambio di abbigliamento.”
Sentendo le mie parole, rimane completamente in silenzio.Ha pure smesso di ridere.Non può negare l’evidenza:” Allora?”
Improvvisamente la ragazza dai lunghi capelli lisci color lavanda si gira: è la mamma di Giulia, in tutta la sua bellezza.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Commenti per La cartomante ( capitolo 128 ):

Discussioni sul pianeta Swinger e non solo...
